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Rifiuti amianto: l’allarme del consigliere di regionale Zanon

Impianto smaltimento rifiuti amianto Porcia (PD)
L'impianto di smaltimento amianto di Porcia

Rifiuti amianto. Il boom di ristrutturazioni determinato dal superbonus fiscale, ha aumentato le quantità del pericoloso minerale, raccolto dalle imprese edili.

Peccato che in tutta Italia ci sia carenza di siti per lo smaltimento legale dei rifiuti di amianto.

Rifiuti amianto: l’allarme del pordenonese Zanon

Rifiuti amianto - Emanuele Zanon
Emanuele Zanon

A lanciare l’allarme è stato il consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia, Emanuele Zanon, ex sindaco di Cavasso Nuovo, in provincia di Pordenone.

La spedizione dei big bag (sacchi per lo stoccaggio dei materiali pericolosi n.d.r.) sempre più lontano, per la graduale chiusura degli stoccaggi europei, ridurrà notevolmente i budget a disposizione”, avverte Zanon.

“Tutti gli impianti di smaltimento sono praticamente chiusi e le aziende pordenonesi sono costrette a rivolgersi in Norvegia, con costi alle stelle”, ha spiegato la scorsa settimana a Trieste.

Il punto è che non sempre gli impianti esteri garantiscono la ricezione dei carichi. 

Di recente ad esempio la Germania ha negato l’importazione dell’amianto

Rifiuti amianto in discariche abusive?

Quando era sindaco, Zanon aveva affrontato a più riprese questo fenomeno dell’abbandono di rifiuti da parte di “incivili” alla ricerca del risparmio.

Oggi la situazione potrebbe addirittura aggravarsi.

A suo dire, la carenza di siti a prezzi accessibili, potrebbe infatti indurre a smaltire i rifiuti tossici all’interno di discariche illegali e pericolose. 

Il territorio compreso tra zona collinare del Maniaghese e lo Spilimberghese, uno dei luoghi più caratteristici della regione Friuli Venezia Giulia, potrebbe trasformarsi ad esempio in una discarica a cielo aperto.

La stessa realtà di Porcia, l’unica discarica rimasta in Friuli Venezia Giulia e una delle poche unità ancora attive nel Paese, è di fatto satura. La mia paura è quindi che in tanti ricorrano alla tentazione del “fai da te”, gettando il tutto in fossi e greti, come avveniva qualche decennio fa”.

Porcia sta seguendo l’iter autorizzativo di ampliamento, cosa che potrebbe risultare una valvola di sfogo vitale per superare l’attuale empasse”.

Per la cronaca, Porcia è uno dei 19 impianti presenti sul territorio nazionale in cui vengono smaltite oltre 73mila tonnellate di rifiuti contenenti amianto.

lastre amianto

A luglio, la Regione aveva rifiutato l’istanza che avrebbe permesso l’ampliamento o anche la realizzazione di nuove discariche di amianto a meno di 500 metri dai centri abitati. Oggi le cose potrebbero tuttavia cambiare.

La bonifica del Cellina : Rifiuti pericolosi

Emanuele Zanon ha espresso inoltre la sua preoccupazione riguardo alla bonifica del Cellina. 

Credo ci si debba trovare al più presto attorno ad un tavolo e individuare una via d’uscita a livello provinciale”.

L’intervento di bonifica, disposto dalla Regione tra Montereale e Maniago per asportare dal letto del Cellina decine di cumuli di asbesto “potrebbe subire uno stop fino a data da destinarsi”.  

Una bonifica che non parte

La bonifica dall’amianto sul greto del fiume Cellina, (nel Comune di Montereale Valcellina), sarebbe dovuta partire a inizio 2019.

Per avviarla, era previsto uno stanziamento di quasi 1milione di euro.

Dopo numerose discussioni e dopo aver redatto un progetto di fattibilità, sottoposto all’Aas, si attendeva che Arpa fornisse eventuali osservazioni. 

Ma di risposte non ne sono arrivate.

Da dove arriva l’amianto?

A provocare l’inquinamento d’amianto in Friuli, circa trent’anni fa, fu la società Sivocci di Montereale Valcellina.

La fabbrica, che fino agli anni Novanta ha prodotto guarnizioni in amianto per motori, ne aveva infatti abbandonato gli scarti.

fibre di amianto
Amianto e mascherine protettive

La cosa, le valse una condanna, ma da allora non si è tuttavia riusciti ad approdare alla bonifica della fibra killer nell’area in questione.

Adesso, grazie al milione di euro destinato dalla Regione e ai 360mila euro assegnati all’amministrazione comunale, il Consorzio Cellina-Meduna potrebbe avviare la bonifica. 

Una buona notizia? Mica tanto: l’amianto è ovunque 

Purtroppo la pericolosa fibra è stata dispersa anche nell’altra sponda del Cellina, in un’area molto estesa che fa parte del Comune di Maniago.

Il materiale, abbandonato alla fine degli anni Novanta, era stato ricoperto da teli di plastica per impedirne la dispersione. 

Nel corso degli anni però i teli si sono deteriorati, tant’è che l’amianto è bene in vista. 

Rifiuti amianto
Bonifica eternit

Oltretutto la zona è spesso frequentata dalle scolaresche per uscite didattiche o da incauti escursionisti. 

Quando il Cellina è in piena, i cumuli di amianto potrebbero essere trascinati a valle dalle acque, con possibilità di contaminazione anche di altre zone.

ONA: Rifiuti amianto? No grazie

La legge di Bilancio 2021 (Legge 30 dicembre 2020, n.178) prevede la proroga al 31 dicembre 2021 della detrazione bonifica amianto al 50% (con un massimale 96mila euro).

La Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria ha approvato però di recente la Relazione sull’applicazione delle misure fiscali per la riqualificazione energetica e sismica, con alcune proposte. 

Tra queste quella di considerare la possibilità di estendere il superbonus anche alle spese relative a rimozione e smaltimento amianto, presentata dall’ONA. Ci auguriamo che questo avvenga, altrimenti sarebbe una grande occasione persa per l’Italia di liberarsi delle tonnellate di amianto ancora presenti nel nostro Paese.

Turco: alleviare le sofferenze degli esposti all’amianto

Turco - COMMISSIONE BILANCIO SENTATO
COMMISSIONE COMMISSIONI BILANCIO DEL SENATO PROGRAMMAZIONE

Amianto: interviene il senatore Turco 

Senatore Mario Turco
Mario Turco

Mario Turco, vicepresidente del gruppo M5S, già sottosegretario a palazzo Chigi nel governo Conte II, ha avanzato la sua mozione alla Legge di bilancio, all’esame del Senato.

L’emendamento «punta da una parte a proseguire la mappatura delle parti del territorio nazionale a rischio amianto – ha detto il senatore pentastellato -; dall’altra ha l’obiettivo di recuperare ai benefici pensionistici quei lavoratori esposti all’amianto che non avevano fatto in tempo a presentare domanda entro il 15 giugno 2005».

Il senatore che è intervenuto al convegno sull’amianto che si è tenuto nei giorni scorsi a Taranto ha aggiunto che la stessa proposta emendativa prevede che «la rivalutazione della posizione contributiva, per effetto dell’esposizione all’amianto, sia un diritto non soggetto a prescrizione».

Bonanni e l’ONA da sempre impegnati a collaborare con il governo

All’elaborazione di questa proposta emendativa ha contribuito l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, da sempre impegnato nell’analisi dei problemi legati all’asbesto e nella formulazione di proposte.

Infatti, sotto la spinta dell’ONA e dell’avv. Bonanni, la Corte Costituzionale con sentenza 116 del 2013, ha dichiarato l’illegittimità dell’articolo 18 comma 22 bis del decreto legge 98 del 2011, che affermava la retroattività a danno di cittadini e lavoratori su prestazioni pensionistiche.

«Il punto più urgente – ha sottolineato Bonanni al senatore Turco – è quello della prescrizione tombale del diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto; oltre alla questione della decadenza per coloro che non hanno fatto la domanda all’INAIL entro il 15 giugno del 2005. Tuttavia la questione della prescrizione è la più rilevante perché facendo partire tale termine proprio dal 2005 ormai nessun cittadino italiano potrà far valere questo diritto».

Turco: Formare i lavoratori per attività di bonifica del complesso

Con un altro emendamento, inoltre, il MoVimento 5 Stelle propone di formare i lavoratori dell’ex ILVA per attività di bonifica del sito. In particolare per la rimozione delle circa 4mila tonnellate di amianto ancora presenti all’interno della fabbrica siderurgica.

«Se si potesse risolvere almeno questo problema – afferma il presidente dell’ONA – si potrebbe ottenere un significativo risultato anche per i lavoratori dell’ILVA, compresi quelli che nel tempo hanno subito diverse interruzioni legate alla cassa integrazione».

Si tratterebbe di mettere in atto percorsi di reinserimento lavorativo che possano produrre effetti positivi sulle maestranze.

Tutte le forze politiche devono condividere l’emendamento

«Come MoVimento 5 Stelle – avvalora Mario Turco -, ci auguriamo che anche le altre forze politiche convergano su queste proposte di emendamento, che hanno l’obiettivo di alleviare le sofferenze di quanti in maniera inconsapevole hanno subìto gli effetti devastanti dell’amianto».

Thermos mortali: dalle indagini alle rilevazioni di asbesto

Thermos mortali: dalle indagini alle rilevazioni di asbesto
Thermos mortali: dalle indagini alle rilevazioni di asbesto

I thermos mortali, una semplice parola che riassume ciò che può incombere con l’utilizzo di essi.

Molti thermos di origine cinese, destinati a contenere liquidi e altri alimenti, sono risultati alquanto pericolosi. 

Vengono regolarmente venduti nei negozi, sono di facile riconoscimento, dalla trasparenza si può notare una pasticca di amianto.

La pastiglia è fondamentale, assorbe il calore ed evita il surriscaldamento che farebbe rompere il vetro. In realtà non è sempre così, infatti, in Europa, questi prodotti hanno solo un rivestimento in acciaio.

Nel nostro paese è vietato sia il commercio che l’importazione di prodotti contenenti asbesto. Tanto è vero che, il Ministero della salute, ha precisato il pericolo per i consumatori solo in caso di rottura.

In caso di rottura accidentale è consigliabile non toccare la pastiglia. In realtà è doveroso chiudere tutto in un sacchetto e contattare gli specialisti per lo smaltimento.

Thermos mortali, un pericolo chimico per l’uomo

L’Agenzia Regionale Prevenzione e Protezione Ambientale ARPA ha evidenziato la presenza di amianto nei thermos.

Si tratta di corpi cilindrici, grigiastri, posizionati nel doppio involucro in vetro dei thermos, come distanziatori.

Attraverso il MOLP, identificazione qualitativa fibre, si è venuti a conoscenza del pericolo per i consumatori. Una minaccia chimica, perché solo in caso di rottura è possibile la dispersione delle fibre di amianto.

La liberazione di questo minerale killer è considerato cancerogeno per inalazione, come da classificazione di IARC 1.

Se respirate, le fibre di amianto, entrano nell’organismo in modo diverso in base alla sua formazione. Le fibre raggiungono gli alveoli polmonari dove avviene il trasferimento dell’ossigeno al sangue e l’eliminazione della anidride carbonica.

Il loro accumulo causa un’infiammazione permanente, seguito da un ispessimento della parete ed una specifica fibrosi polmonare chiamata asbestosi.

Thermos mortali: servizio di allerta alimentare

Le indagini ambientali vanno avanti da diversi anni, nel 2014 c’è stato un alto numero di ritiri, così come nel 2018.

Attraverso le operazioni investigative, è stato effettuato il ritiro ed il richiamo dei prodotti presenti sul mercato.

Nel nostro paese, ogni anno, vengono ritirati almeno 1000 prodotti alimentari cancerogeni. Molte volte si tratta di cibo che potrebbe nuocere alla salute dei consumatori.

Le segnalazioni di allarme sono estese tra i vari Stati e osservati dal sistema europeo Rapex (sicurezza dei prodotti).

Il Ministero dello Sviluppo economico lavora quotidianamente per la ricerca e la bonifica di questi materiali nocivi. Si studiano i componenti dei prodotti commercializzati con l’estero, usufruendo delle strumentazioni dei NAS o ASL.

Amianto nei thermos: le precauzioni da osservare

Il ministero ha fornito diverse precauzioni, importanti, a coloro che abbiano acquistato thermos contenente la pasticca di amianto:

  • Maneggiare il prodotto evitando rotture;
  • Riconsegnare il prodotto presso il punto vendita dell’acquisto;
  • In caso di rottura porlo in un sacchetto chiuso, evitare di manipolare la pastiglia;
  • Avvisare l’azienda specializzata di zona per lo smaltimento;

Il volume delle importazioni, davvero significativo, connesso al tipo di rischio cui è esposto il consumatore, ha determinato, da parte del Ministero, l’attivazione di due notifiche nel sistema Rapex.

Lo scopo è stato quello di portare all’attenzione di tutti i Paesi dell’Unione europea il problema, in maniera tale da allertare non soltanto il consumatore italiano ma tutti i cittadini comunitari.

Attraverso i contatti che così si avvieranno con gli altri Stati sarà possibile capire l’entità reale del fenomeno e definire, di conseguenza interventi mirati ed efficaci.

Una delle comunicazioni del Ministero dello Sviluppo economico ai consumatori.

Le precauzioni devono essere attivate, non solo per gli alimenti contaminati dai batteri, ma anche da questi contenitori ad uso alimentare.

Thermos mortali: la conoscenza per una corretta gestione

Non è una allerta nuova, già negli anni ha seminato panico ovunque, ma è doveroso sottolineare che non tutto è contaminato.

La maggior parte dei prodotti ritirati provenivano dai paesi asiatici, ma ciò non vuole indicare che ogni prodotto asiatico sia pericoloso.

Tanto è vero che molti prodotti europei non rispettano gli standard imposti dalla legge.

È doveroso conoscere quali sono i prodotti richiamati dal Ministero della Salute.

Amianto: conoscere e prevenire danni collaterali

Il rischio per la salute con questi prodotti può avvenire solo in caso di danneggiamento, che provocherebbe la fuoriuscita della fibra killer.

L’amianto è un materiale cancerogeno per inalazione. Se inalato in grandi quantità, infatti, potrebbe creare delle infiammazioni agli alveoli polmonari, causando così danni irreparabili.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ONA, con il suo notiziario, ha istituito il servizio di assistenza legale online, garantendo un’ampia ed efficiente tutela delle vittime.

È possibile evitare i danni alla salute e progredire l’epidemia evitando la produzione e utilizzo di amianto, nonché bonificare quello presente.

La grafopatologia a sostegno delle vittime di amianto

La grafopatologia a sostegno delle vittime di amianto
La grafopatologia a sostegno delle vittime di amianto

La grafopatologia è una branca della grafologia che permette di individuare, attraverso l’analisi della grafia manoscritta, segni clinici di alterazione psichica o somatica. È possibile capire se queste alterazioni, qualora presenti, siano già instaurate in modo circostanziale, prolungato o definitivo.  

La sua applicazione rende possibile seguire il corso delle malattie fisiche e psichiche e valutare i progressi di un trattamento applicato dai medici.

I suoi effetti permettono di osservare anche altri aspetti:

Accertare alterazioni emozionali normali o patologiche che siano momentanee, prolungate o definitive (croniche).

Osservare i miglioramenti o i peggioramenti prodotti nel corso di una malattia a partire dagli allineamenti scritturali di una persona.

Determinare la patologia della personalità dell’autore di uno scritto e le sue possibili alterazioni psichiche nel momento della stesura della scrittura.

Utilizzare la scrittura come test di valutazione per il controllo della personalità, accertando i segni normali e anormali nella scrittura autografa.

Collaborare con professionisti della salute (medici, psicologi, psichiatri) della giustizia (giudici, avvocati) e delle scienze sociali (sociologi, antropologi) come specialisti nella patologia scritturale.

Presupposti medici e psichiatrici della grafopatologia

L’utilizzo della scrittura per determinare la presenza di determinate patologie non è qualcosa di alieno alla medicina e alla psichiatria.

Di fatto i testi segnalano l’evoluzione di certe particolarità della scrittura come segnali di orientamento nella diagnosi. Difatti, è possibile dedurre l’inizio o l’avanzamento di un’alterazione psichica o fisica.

Leggiamo:

“Negli stati maniacali la scrittura evidenzia anche uno stato di esaltazione psichica, i caratteri grafici sono grandi, disuguali, disomogenei”.

nelle pazienti con afasia di espressione, la scrittura possiede lettere scritte male e in genere tutta la calligrafia non si presenta bene ed è piena di errori”.

Piccoli accenni ripresi da Medicina Interna di Farreras e Rozman per far comprendere la particolarità della materia.

Attraverso l’analisi della scrittura si evincono diversi aspetti, per le vittime di amianto è possibile usufruire di tale strumentazione forense.

Segni e caratteristiche nelle scritture delle vittime

Questo accade anche nelle vittime di amianto, si presenta un senso melanconico nella vita quotidiana. Una malinconia dovuta dal terrore della malattia e dalla consapevolezza di ciò che è riuscito a scatenare la fibra killer.

I melanconici dirigono la loro scrittura verso il basso. I mentalmente instabili adottano una scrittura di tipo infantile”.

Il tremore nella malattia si presenta sempre, è una caratteristica predominante che si differenzia in base ai livelli e alla gravità della stessa.

Queste perturbazioni parlate e scritte hanno generato particolari osservazioni delle scritture in modo dettagliato.

Tutta la concezione che gira attorno alla scrittura fa riferimento ad un complesso meccanismo psicofisico. Un meccanismo che riflette sia sul sistema nervoso del soggetto in relazione però alla struttura cosciente e incosciente.

Un concetto fondamentale per la ricerca e lo studio scientifico, si trova alla base di tutto quello che concerne la grafopatologia.

Presupposti storici della grafopatologia

Uno dei grafologi che ha incentrato i suoi studi sui fenomeni della scrittura legati alle malattie è stato Ludwig Klages.

Nel 1886 ha formulato la teoria dei disturbi psicofisici nella scrittura. Nel 1905, Rogues de Foursacs ha iniziato un’investigazione nell’area grafopatologica medica pubblicando “Les ecrits et le dessin dans les maladie nerveuses et mentales”.

Dr. Roberto Saudek, cecoslovacco, ha pubblicato nel 1925, in Inghilterra, “Psicologia della scrittura”. Qualche anno dopo con “Experiments with Hardwriting”, ha evidenziato che la pressione della mano sul dito, muove la carta non intenzionalmente. Tanto è vero che, si presentano delle alterazioni nel grafismo che portano a studiare i segni di sincerità e di non sincerità nella scrittura.

La grafopatologia a sostegno delle vittime di amianto: la consulenza

Dietro ogni vittima di amianto vi è una famiglia che dovrà combattere lunghe spossatezze psicologiche. L’emotività, lo sforzo di andare avanti, la voglia di far valere i diritti, creano dei disordini all’interno della persona.

Il senso di vuoto percepito deve essere posto sotto osservazione e riempito con materiale utile alla persona stessa.

Ogni uomo ha la propria personalità, con delle caratteristiche predominanti, che in momenti così delicati perdono la forma.

Attraverso una consulenza è possibile percepire i punti fragili che hanno causato la rottura. Capire quali sono i punti forti della persona e utilizzarli a sostegno di questa ricerca di sé stessi.

Dalla scrittura sì osserva a 360° la persona, da cui poi si va a plasmare un percorso personalizzato di terapia.

La grafoterapia è molto semplice e la meno invasiva di tutte. La persona ha la possibilità di esprimere sé stessa su un foglio bianco.

Il professionista in tal caso dovrà cogliere i segnali positivi e negativi, e con varie accortezze e consigli conduce il soggetto a sistemare la sua scrittura.

Grazie al riequilibrio scrittorio che il grafologo induce a sistemare, al tempo stesso, inconsciamente, sta avvenendo anche a livello psicofisico.

Una tecnica terapeutica integrale e naturale che riesce a correggere quei tratti ormai perduti, in modo da ritrovare forza nella personalità.

L’Osservatorio Nazionale AmiantoONA è al fianco di ogni cittadino che abbia avuto qualsivoglia forma di contatto con questa fibra. Pronto a mettere in campo ogni tipo di consulenza, in grado di aiutare chi ha bisogno.

Professionalità e capacità avanguardistiche, come quelle del Presidente l’Avv. Ezio Bonanni che, continuamente perfeziona il livello di lavoro e di offerte per il cittadino.

Danno da amianto, convegno ONA a Taranto

Taranto - convegno
locandina convegno a taranto

6mila decessi in tutta la Puglia, a causa della fibra killer. 1.020 solo dei quartieri di Taranto: Tamburi, Paolo VI, Città Vecchia-Borgo di Taranto. Restituire dignità ai territori sfregiati da una cultura che ha privilegiato il profitto alla vita umana.

«In Puglia sono stati registrati 3.200 casi di cancro del polmone e almeno 2.800 decessi. Sommati alle altre patologie asbesto correlate, si arriva a 6mila decessi in tutta la Puglia. Di questi, 1.020 (periodo dal 1993 al 2021) provengono dai quartieri di Taranto: Tamburi, Paolo VI, Città Vecchia-Borgo di Taranto. Il 68% diagnosticati in individui di sesso maschile e il restante 32% in quelli di sesso femminile».

I dati di questa strage silenziosa sono stati comunicati, oggi, dall’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, nel corso della conferenza stampa che si è tenuta nella città jonica.

“Danno da Amianto”, tutela preventiva e risarcitoria

L’incontro, in un hotel della “Città dei due Mari” è stato indetto insieme al sindacato USB (Unione Sindacale di Base). Per ONA e USB, da anni impegnati nella tutela dell’ambiente e della salute,  «la città di Taranto e tutta la Puglia sono il nuovo epicentro dell’emergenza amianto in Italia». «Nel sesto Rapporto ReNaM – ha continuato Bonanni – per la Regione Puglia i mesoteliomi ufficialmente registrati sono stati 1.191 nel periodo tra il 1993 e il 2015, pari al 4,4% di quelli registrati nel Paese. Nel 67,2% dei casi, il mesotelioma è stato causato da esposizione all’amianto di tipo professionale».

Il Registro Nazionale Mesoteliomi aggiornato solo fino al 2015

Il Registro Nazionale Mesoteliomi, però, riporta casi fino al 2015. Il dato epidemiologico dell’ONA è, invece, aggiornato fino a tutto il 2021, «per un numero di casi complessivo che si avvicina a 1600, con un indice di mortalità pari al 93% entro in cinque anni, di cui il 90% entro il primo anno dalla diagnosi».

In conferenza stampa il presidente dell’ONA ha poi sostenuto che «è necessario un diverso approccio da parte delle istituzioni. Questi problemi non possono essere risolti solo con le azioni giudiziarie repressive di reati. È indispensabile mettere in pratica il concetto di prevenzione primaria che, attraverso la bonifica, restituisca dignità ai territori sfregiati da una cultura che ha privilegiato il profitto alla vita umana».

Importante presenza dell’amianto a Taranto

Francesco Rizzo, della Segreteria Nazionale USB ha evidenziato che «il territorio, quello jonico, è purtroppo interessato in maniera importante dalla presenza dell’amianto. Solo all’interno dello stabilimento siderurgico si contano ancora ben 4.000 tonnellate della sostanza, molto pericolosa per la salute. Altrettanto preoccupante la situazione all’interno dell’Arsenale. Da qui la nostra esigenza di riportare sui tavoli l’urgente questione e soprattutto di richiamare l’attenzione della politica».

Nel corso del convegno è stato fatto anche il punto sulla situazione sulle principali inchieste giudiziarie in corso nelle Procure pugliesi tra ex Ilva e Marina Militare nel capoluogo jonico e Fibronit di Bari.

Taranto - ondulina cemento-amianto

I lavoratori dell’industria, a Taranto, lasciati soli

«Da molti decenni i lavoratori dell’industria, a Taranto ed altrove, sono stati lasciati soli ad affrontare le gravi crisi globali – ha dichiarato il Prof. Gaetano Veneto, Ordinario di Diritto del lavoro all’Università di Bari -. L’internazionalizzazione di aziende del settore meccanico – siderurgico, dalla Fiat alla Italsider, o del trasporto aereo, ha causato processi di emarginazione, ignorando la ricaduta sul lavoro. Quest’ultima amplificata dal vuoto di rappresentanza della politica, con decisioni prese senza alcun progetto globale, talvolta perfino lasciando adito a gravi sospetti».

L’avvocato Emanuela Sborgia ha, poi, spiegato che «le molteplici difficoltà che si incontrano in ambito penale ci inducono, spesso, ad intraprendere la strada delle azioni civili. Ma anche in questo settore giudiziario non mancano le difficoltà».

Sono intervenuti all’incontro

Sono intervenuti, inoltre,Tino Ferrulli, (Coordinatore Nazionale USB Difesa), Rosa D’Amato (Europarlamentare Greens), Ubaldo Pagano (Deputato PD), Mario Turco (Senatore M5S), Giovanni Gentile (avvocato giuslavorista ONA Taranto), Luciano Carleo (Presidente di Contramianto-Taranto) e Nicla Miceli, (ingegnere, consulente Ambiente e Sicurezza). Ha moderato l’incontro la giornalista Debora Notarnicola.

Ogni singolo cittadino, può segnalare i siti contaminati e, allo stesso tempo, consultarne l’evento e/o evitare di essere esposti, grazie all’App Amianto. Grazie anche all’intervento dei singoli, l’ONA può aggiornare la mappatura dell’amianto nel Paese.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, associazione presieduta dall’avv. Bonanni, assiste i cittadini esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. Il servizio dello sportello online fornisce assistenza gratuita tecnica, medica e legale.

convegno taranto-video