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Civitanova, chiude il teatro Rossini per rimozione amianto

Civitanova
teatro Rossini Civitanova

Nei prossimi giorni aprirà il cantiere per la rimozione del tetto in amianto del teatro Rossini di Civitanova, in provincia di Macerata, nelle Marche. Al suo posto sarà installato un impianto di efficientamento energetico, con pannelli fotovoltaici con potenza nominale di 110,72 kwp.

Il cineteatro di Civitanova liberato dall’amianto

I lavori sono stati finanziati in parte con i fondi del Pnrr e per la parte restante attraverso un mutuo. Un’opportunità per il Comune che potrà liberare un edificio pubblico dal terribile amianto che ha causato e continua a causare tanti decessi. Il teatro diventerà uno spazio moderno, ma soprattutto sicuro e sarà possibile anche risparmiare sull’energia con i pannelli fotovoltaici e contribuire a contrastare l’inquinamento.

Per permettere i lavori la struttura chiuderà dall’8 febbraio. La riapertura è prevista per il prossimo autunno. La città ha comunque diversi spazi dove poter indirizzare i vari spettacoli e manifestazioni per il periodo primaverile ed estivo. Come riporta Cronachemaceratesi.it, la presidente dell’azienda dei Teatri di Civitanova, Maria Luce Centioni, ha spiegato che sul teatro ci sono idee ambiziose. Nell’edificio saranno realizzati, infatti, anche altri miglioramenti su cui stanno lavorando. Il costo complessivo dei lavori è di 650mila euro. Tutta la città beneficerà di un cineteatro più moderno e funzionale.  

Teatro di Civitanova come tanti edifici in Italia

Il teatro di Civitanova ancora pieno di asbesto (altro nome per chiamare l’amianto), dimostra – se ma ce ne fosse bisogno – il fatto che a 30 anni dalla Legge 257 del 1992 che ha messo al bando questo materiale, purtroppo ancora tanti edifici pubblici ne sono ancora contaminati. I siti e micrositi, compresi quelli privati, sono oltre 1 milione, ma è necessario che almeno i luoghi aperti al pubblico siano liberati dalla fibra killer. Il presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, l’avvocato Ezio Bonanni, denuncia da tempo la presenza del minerale killer nelle scuole, negli ospedali, come anche nei cinema e nei teatri d’Italia.

Le bonifiche amianto sono in ritardo

Purtroppo dopo la seconda guerra mondiale l’amianto è stato utilizzato per la costruzione di praticamente tutti gli edifici realizzati prima del 1993 (anno in cui la legge è diventata esecutiva). Le bonifiche, però, sono terribilmente in ritardo. Questo comporta l’esposizione di tantissime persone al cemento – amianto, il terribile eternit.

Come spiega bene l’avvocato Bonanni nella sua ultima pubblicazione: “Il libro bianco dei morti di amianto in Italia – ed. 2022”, le fibre inalate possono causare il mesotelioma, ma anche tumori del polmone, delle ovaie, del colon, della laringe e della faringe più tutta una serie di patologie asbesto correlate.

Le aziende hanno continuato ad utilizzarlo pe le sue caratteristiche (è stato definito il minerale perfetto), anche se si conosceva la sua cancerogenicità già dai primi del ’900. Per decenni gli operai lo hanno trasportato ed usato senza dispositivi di protezione e in locali privi di aerazione.

Prepensionamento amianto per invalidità per malattia

INPS - Benefici contributivi amianto

I lavoratori esposti hanno diritto al prepensionamento amianto. La domanda per richiedere la pensione d’invalidità è il 31 marzo di ogni anno, quindi il 31 marzo 2023.

L’amianto è un minerale naturale a struttura microcristallina e di aspetto fibroso appartenente alla classe chimica dei silicati e alle serie mineralogiche del serpentino e degli anfiboli.

Si ottiene a seguito di un’attività estrattiva, e il suo nome deriva dalla parola asbesto che tradotto significa “che non si spegne mai”, ed ha capacità fibrogene e cancerogene (ultima monografia IARC).

Assistenza legale gratuita ONA prepensionamento amianto

L’ONA assiste tutti coloro che sono vittime di patologie asbesto correlate riconosciute e certificate, per ottenere la pensione di inabilità amianto. L’ Avv. Ezio Bonanni guida il pool di legali per l’assistenza legale gratuita per vittime malattie professionali asbesto correlate.

Prepensionamento amianto: pensione inabilità 2023

Il fatto stesso che in Italia le bonifiche vadano a rilento, ha alimentato l’epidemia di patologie asbesto correlate.

Per iniziare occorre precisare che queste malattie si distinguono in infiammatorie, quindi asbestosi, ispessimento pleurico, placche pleuriche, e cancerogene. Tra queste ultime, si possono ricordare il cancro del polmone, il tumore alla faringe, il tumore alla laringe, il tumore all’esofago e il tumore delle ovaie, tenendo conto di quelle che sono inserite nella lista I dell’INAIL.

Poi ci sono le patologie inserite nella lista II (tumore della faringe, dello stomaco e del colon retto), poi il tumore dell’esofago nella lista III.

Maggiorazioni contributive per anticipare la pensione

Coloro che subiscono danni biologici per esposizione a fibre asbestiformi, con patologie asbesto correlate, hanno diritto al prepensionamento per amianto.

Prima di tutto, c’è il diritto all’accredito delle maggiorazioni contributive amianto, art. 13, co. 7 della L. 257/92. Queste maggiorazioni consistono nel moltiplicare il periodo di esposizione a fibre di asbesto con il coefficiente 1,5 e, quindi, maturare un anticipato pensionamento.

Poi, vi è la pensione inabilità amianto, ovvero prepensionamento amianto per malattia.

Questa prestazione può essere richiesta da coloro che, pur con le maggiorazioni art. 13, co.7, L. 257/92, non risultano, ancora, aver maturato il diritto a pensione.

Infatti, con questi prepensionamenti, si evitano ulteriori esposizioni alla fibra killer, e si tutela la salute di coloro che sono stati esposti ad asbesto.

La normativa per la pensione di inabilità nel 2023

La legge tutela i lavoratori che richiedono la pensione di inabilità per malattie asbesto correlate (pensione INPS amianto).

Infatti, i soggetti che durante lo svolgimento della loro attività lavorativa hanno contratto malattie professionali per l’esposizione amianto, possono richiedere la pensione di inabilità.

Si può presentare richiesta sulla base della riforma del 2019/2020, che ha ampliato la platea di coloro che possono beneficiare del prepensionamento amianto a prescindere da i requisiti di anzianità contributiva ed anagrafica.

Infatti, secondo prepensionamento amianto ultime notizie, i criteri e le modalità che definiscono la concessione del trattamento previdenziale sono contenuti nel D.M. del 16 dicembre 2019, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 34 dell’11 febbraio 2020.

Aggiornamento riguardo pensione di inabilità

Difatti, i lavoratori malati di malattie professionali asbesto correlate, grazie all’impegno dell’Avv. Ezio Bonanni, oltre alla ordinaria applicazione dell’art. 13, commi 7 e 8 della L. 257/92, possono ora accedere ad una nuova forma di prepensionamento, immediato, cioè il prepensionamento amianto.

Visto che l’originaria formulazione dell’art. 1, co. 250, L. 232 del 2016 è stata integrata con la riforma del 2019, come da D.L. 34/2019, convertito con L. 58/2019, con questi prepensionamenti si permette amianto pensione anticipata per malattia.

Prepensionamento per malattia professionale

Questo prepensionamento per malattia si lega al prepensionamento per invalidità. Il concetto è, dunque, legato al prepensionamento INPS di invalidità e rappresenta la novità prepensionamenti, compreso il prepensionamento delle Forze Armate.

Le ultime notizie amianto INAIL e di pensionamento anticipo per malattia, sono indispensabili per poter godere del prepensionamento invalidi. A ogni modo, il pensionamento anticipato per malattia è stato esteso anche nella forma del prepensionamento per malattia.

Ultime notizie prepensionamenti amianto invalidità INPS

Riguardo le notizie ultime sui prepensionamenti, INPS, per interpretare le norme sul prepensionamento per malattia amianto, ha emanato la Circolare INPS n. 34 del 09.03.2020. Infatti, la tutela del prepensionamento per malattia, era, un tempo, circoscritta soltanto per coloro che avevano ottenuto il riconoscimento dell’asbestosi, del tumore dei polmoni e dei mesoteliomi.

Nel complesso, con l’art. 41 bis, D.L. 34/2019, convertito con legge 58 del 2019, e con la successiva Circolare INPS n. 34 del 09.03.2020 che riguarda le ultime notizie sul prepensionamento amianto, è stato dato corso ad applicare il diritto a tutte le vittime amianto malattie professionali asbesto correlate.

Prepensionamenti ultime notizie amianto

Tutti coloro che hanno ottenuto il riconoscimento della patologia asbesto correlata, compreso il cancro della laringe, il cancro delle ovaie, possono chiedere di essere immediatamente collocati in pensione.

In breve le notizie ultime su prepensionamento riguardano la pensione amianto anticipata, che permette di utilizzare le ultime normative per andare in pensione. Questo notiziario amianto fornisce le ultime notizie amianto oggi per INPS prepensionamenti e sulle novità riguardanti amianto e pensione, in particolare amianto e pensione anticipata.

Malattie asbesto correlate: prepensionamento amianto

Come funziona il prepensionamento? Verificare i requisiti, con il riconoscimento di queste malattie, a prescindere dal grado di invalidità, si ha diritto ai benefici contributivi con l’art. 13 co. 7 L. 257/92.

Inizialmente, l’INPS richiedeva il grado di invalidità almeno del 6%. La Corte di Cassazione, Sez. Lavoro, sentenza n. 30438/2018, ha stabilito, invece, che la rivalutazione del periodo  contributivo con il coefficiente 1,5, spetta sempre e comunque. Si prescinde dal grado di invalidità riconosciuto dall’INAIL.

L’ONA quindi assiste nel percorso legale per ottenere il riconoscimento della malattia professionale asbesto correlata.

Questo è molto importante perché le pensioni di inabilità INPS non è cumulabile con le prestazioni INAIL. In questo modo, coloro che hanno chiesto e ottenuto la pensione di inabilità INPS, si vedono precluso il diritto alle prestazioni INAIL, e i prepensionamenti anticipati per malattia.

Prepensionamento amianto art. 13, co. 7, L. 257/92

Allora, a questo punto, se con i benefici contributivi per esposizione ad asbesto si matura ugualmente il diritto al prepensionamento, perché sono raggiunti limiti di età e di anzianità contributiva, a questo punto è preferibile mantenere la rendita INAIL, e allo stesso tempo, acquisire il prepensionamento, con i requisiti ordinari.

Infatti, ottenuto il riconoscimento delle maggiorazioni contributive (ex art. 13 co. 7 L. 257/92), con i benefici contributivi, nella stragrande maggioranza dei casi si raggiungono i requisiti per il pensionamento.

Se le contribuzioni mancanti sono limitate è preferibile attendere la maturazione ordinaria, sempre con il prepensionamento pari al 50% del periodo di esposizione.

Cosa fare in caso di riconoscimento di grado inappropriato

In caso di riconoscimento di grado poco elevato, come succede per esempio con le placche e gli ispessimenti pleurici, si potrebbe valutare con più tranquillità. Infatti, con queste patologie, il grado di inabilità è quasi sempre inferiore al 6%.

L’ONA ha contestato queste valutazioni, perché il danno da esposizione, con placche ed ispessimenti, è più elevato. Le placche e gli ispessimenti pleurici sono quel fenomeno di infiammazione che, di solito, anticipa il mesotelioma della pleura.

Tuttavia, in questi casi, specialmente se il lavoratore malato è molto giovane, e mancano molti anni al pensionamento, a questo punto, è preferibile chiedere di poter essere collocato in pensione di inabilità grazie alla domanda di prepensionamento amianto.

Prepensionamento amianto: le nuove linee guida

L’art. 41-bis della legge 58 del 2019 ha ampliato la tutela vittime amianto malattia professionale con i commi 250-bis e 250-ter all’art. 1 della L. n. 232/2016.La pensione di inabilità è subordinata alla condizione che le patologie asbesto correlate siano di origine professionale.

Inoltre è necessario che le stesse siano documentate da apposita certificazione rilasciata dall’INAIL e allegata alla domanda di certificazione del diritto al beneficio. Viene quindi a cadere la liquidazione originaria e il diritto sussiste nel caso di riconoscimento anche delle altre patologie asbesto correlate.

In altre parole, anche in caso di placche ed ispessimenti pleurici, oppure di cancro della laringe, delle ovaie e, in ogni caso, di patologia asbesto correlata riconosciuta dall’INAIL si avrà diritto a pensionamento immediato. Rispetto all’art. 13 co. 7 della L. 257/92, con le ultime novità sul prepensionamento amianto, si maturerà il diritto pur senza raggiungere l’età pensionabile e l’anzianità anagrafica.

A specificarlo è l’INPS con la Circolare n. 34 del 9 marzo 2020. Nel documento di prassi forniscono le istruzioni in merito all’applicazione delle disposizioni di prepensionamento amianto INPS.

I soggetti titolari del diritto al prepensionamento

I soggetti destinatari della pensione di inabilità sono i lavoratori in servizio o cessati dall’attività, iscritti all’INAIL o alle forme esclusive e sostitutive, affetti da patologia asbesto correlata accertata e riconosciuta ai sensi dell’art. 13, co. 7, della L. n. 257/1992, che abbiano contratto malattie professionali a causa dell’esposizione all’amianto documentate dall’INAIL. Sono compresi coloro che:

  • transitati in una gestione diversa da quella dell’INPS, inclusi coloro che per effetto della ricongiunzione contributiva effettuata ai sensi dell’art. 2 della L. n. 29/1979, non possono far valere contribuzione nell’Assicurazione generale obbligatoria;
  • coloro che siano titolari del sussidio per l’accompagnamento alla pensione entro l’anno 2020, riconosciuto ai sensi dell’art. 1, co. 276, della L. n. 208/2015, secondo i criteri e le modalità indicate nel D.M. 29 aprile 2016, che scelgano la pensione di inabilità di cui all’art. 1, co. 250 della L. n. 232/2016.

I requisiti previdenziali per il prepensionamento amianto

La pensione di inabilità spetta a tutti i lavoratori vittime di patologie asbesto correlate che siano in possesso di determinati requisiti:

  • requisito contributivo, che si intende perfezionato quando risultino versati o accreditati a favore dell’assicurato almeno cinque anni nell’arco dell’intera vita lavorativa;
  • del riconoscimento, da parte dell’INAIL, secondo la normativa vigente, di una patologia asbesto correlata di origine professionale, anche qualora l’assicurato non si trovi nell’assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa.

I requisiti sanitari per il prepensionamento

Le patologie asbesto correlate sono, innanzitutto i mesoteliomi:

Poi ci sono tutte le altre patologie, sempre inserite nella lista I dell’INAIL:

Questo elenco è tassativo. Il diritto alla pensione di inabilità amianto è subordinato alla condizione che le dette malattie asbesto correlate siano riconosciute di origine professionale oppure come causa di servizio con apposita certificazione rilasciata dall’INAIL o da altre amministrazioni competenti secondo la normativa vigente.

I riconoscimenti delle altre amministrazioni, come per esempio il Ministero della Difesa sono equivalenti e hanno pari efficacia.

Pertanto l’avvenuto riconoscimento della causa di servizio non comporta per il lavoratore l’obbligo di certificazione da parte dell’INAIL del riconoscimento della patologia di origine professionale ai fini dell’attribuzione della pensione di inabilità per esposizione a fibre di asbesto.

Il termine per la domanda della pensione amianto

A decorrere dal 1° gennaio 2020, le domande di accesso al beneficio devono essere presentate all’INPS entro e non oltre il 31 marzo di ogni anno. A tal fine, l’INPS ha dedicato risorse finanziarie per:

  • 13,1 milioni di euro per l’anno 2020;
  • 12,6 milioni di euro per l’anno 2021;
  • 12,3 milioni di euro per l’anno 2022;
  • 11,7 milioni di euro per l’anno 2023;
  • 11,1 milioni di euro per l’anno 2024;
  • 10 milioni di euro per l’anno 2025;
  • 9,2 milioni di euro per l’anno 2026;
  • 8,5 milioni di euro per l’anno 2027;
  • 7,5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2028.

L’INPS, a seguito della presentazione della domanda per anticipo pensione per malattia, comunica al lavoratore ammalato:

  • accesso al beneficio, accertata la sussistenza della relativa copertura finanziaria;
  • l’accesso al beneficio, con indicazione della prima decorrenza utile della pensione di inabilità di cui al presente decreto, differita in ragione dello scostamento del numero delle domande rispetto ai limiti annuali di spesa;
  • il rigetto della domanda di accesso al beneficio qualora l’interessato non risulti in possesso dei requisiti previsti.

L’ incompatibilità e incumulabilità del prepensionamento

Il prepensionamento amianto è:

  • incompatibile con lo svolgimento da parte del titolare di qualsiasi attività lavorativa dipendente o autonoma;
  • incumulabile con la rendita vitalizia liquidata per lo stesso evento invalidante, a norma del testo unico approvato con Dpr. n. 1124 del 30 giugno 1965, n. 1124;
  • incumulabile con altri benefici pensionistici previsti da amianto normativa pensione.

La trappola dell’INPS in danno delle vittime amianto

Questo aspetto della incumulabilità con la rendita INAIL è un fatto grave, perchè esclude il trattamento dell’Ente INAIL, per cui è sempre preferibile ottenere i benefici contributivi per esposizione alle fibre killer ex art. 13 co. 7 L. 257/92, ed utilizzare gli ordinari strumenti di pensionamento.

L’accesso alla pensione di inabilità amianto può essere preferibile nel caso in cui il grado invalidante sia poco elevato: infatti, fino al 6% vi è la franchigia INAIL, e dal 6 al 15% solo l’una tantum.

La pensione di reversibilità per malattia professionale

Si specifica, infine, che la pensione di inabilità è reversibile in favore dei superstiti del pensionato che, in possesso del requisito sanitario e di quello contributivo, muoia durante l’iter facente seguito alla presentazione della domanda di pensione di inabilità.

La collaborazione tra ONA e società di servizi

Ottenere la tutela per il prepensionamento è molto complicato perché l’INPS tende a negare i diritti delle vittime.

Per questo è importante chiedere la consulenza dell’ONA e restare aggiornati su prepensionamento news, chiamando il numero verde o compilando il form nella pagina.

L’ONA ha stipulato anche una convenzione con la Srl Colombo Servizi, che ha la specializzazione nell’assistenza legale delle vittime dell’amianto. Approfondimento sulle attività di assistenza della Srl Colombo Servizi tutela vittime amianto. 

Amianto, Eternit: gli schiavi del Terzo Reich

Eternit: gli schiavi del terzo Reich
Eternit: gli schiavi del terzo Reich

In onore del “Giorno della Memoria”. Ebrei e non solo: Eternit schiavi Terzo Reich. Anche gli internati italiani, dopo l’8 settembre, uccisi dall’amianto, per mesotelioma, tumore del polmone ed asbestosi.

Nella “Giornata della Memoria”, il Meditate che questo è stato (Primo Levi) impone di non dimenticare la Shoah. Lo sterminio nazista degli ebrei ripropone forte il tema di coloro che hanno collaborato e che sono stati complici colpevoli.

Shoah ed Eternit: schiavi del Terzo Reich

Commemorare la Shoah è nostro dovere, per respingere l’odio razziale. I cosiddetti “figli di un Dio minore”, perché non ariani, sono stati perseguitati ed uccisi. Questa storia che sembrava essere stata archiviata con la fine del Terzo Reich è, invece, riproposta nel cuore dell’Europa dalla Russia di Putin.

Guerra in Ucraina: ricorda le atrocità del Terzo Reich

La guerra folle di Vladimir Putin contro l’Ucraina e i massacri di questi ultimi mesi ci ricordano quelli del Terzo Reich.

Uomini e donne inermi, bambini, perfino donne incinte barbaramente massacrate. Non a caso, in Campidoglio, nell’iniziativa del Fair Play europeo, era presente anche un rappresentante del governo ucraino. Sono intervenuto per evidenziare come il Fair Play sia la cifra ideale, culturale, morale ed esistenziale, in ogni ambito.

Proprio in quel contesto, ho evidenziato come l’amianto sia il filo rosso che lega questi eventi. Infatti, la guerra in Ucraina determina, con le bombe e le distruzioni, la dispersione di decine di tonnellate di amianto.

Eternit amianto e Terzo Reich

Avevo già evidenziato come ci fosse un legame inquietante tra la Germania nazista e le famiglia Schmidheiny. Infatti, nel corso del processo Eternit, ho evidenziato come per costoro il profitto dovesse prevalere sulla dignità degli esseri umani. I nazisti sono, purtroppo, ancora intorno a noi. Sono tutti coloro che hanno il disprezzo per la dignità della persona umana.

Infatti, dopo l’8 settembre del 1943, fino ai primi di maggio del 1945, fu operativo lo stabilimento Eternit di Berlino. Nello Stalag III D di Berlino, nello stabilimento Eternit hanno lavorato gli italiani internati.

Furono circa 38mila i confinati italiani impiegati nelle fabbriche di Berlino, uccisi dagli stenti, dalla fame e dalle violenze. La capitale tedesca era sottoposta a continui bombardamenti anglo-americani. Oltre ad uccidere i berlinesi “ariani” le bombe uccidevano anche i prigionieri.

Eternit e amianto tutele solo per gli ariani

Quanto ebbi a precisare su questo singolare comportamento e sul sacrificio dei nostri soldati non è stato mai smentito dalla famiglia Schmidheiny.

Questi ultimi erano i proprietari dello stabilimento, titolari della multinazionale Eternit. Paradossalmente fu proprio la medicina del lavoro nazista, al pari di quella dell’Italia fascista, ad affermare la capacità lesiva dell’amianto. I nazisti furono ancora più catagorici. L’esigenza era quella di tutelare l’uomo come macchina perfetta da guerra e da lavoro.

Così già nel 1939 la medicina del lavoro tedesca affermava il legame tra l’amianto e il mesotelioma pleurico. E nel 1942, la Germania nazista indennizzava i casi di tumore del polmone a quanti erano stati esposti all’amianto.

Amianto ed eternit: punire gli italiani “traditori”

Non solo le deportazioni dall’Italia. Ignobili e infami furono nel nostro Paese le leggi razziste promulgate nel 1938. Ma, ancora di più, l’impegno nella Seconda Guerra Mondiale che ha distrutto la nazione. Lo scontro fratricida tra il Regno del Sud e la Repubblica Sociale Italiana ancora al fianco dei tedeschi.

Nazisti e repubblichini: schiavi del Terzo Reich

Nei rastrellamenti e nelle deportazioni, un ruolo decisivo fu quello dei cosiddetti repubblichini. Costoro erano gli appartenenti alla Repubblica Sociale Italiana, guidata da Benito Mussolini ridotto a fantoccio della Germania nazista.

Eppure, con la legge 455/43, in piena Seconda Guerra Mondiale, l’asbestosi era tabellata e quindi indennizzata. Lo Stato Fascista Repubblicano (stato fantoccio di Hitler) affermava a parole di voler tutelare la salute dei lavoratori contro l’amianto.

Intanto, però, migliaia e migliaia di prigionieri appartenenti al disciolto esercito, dopo l’armistizio (ignobile fu la fuga dei monarchi), sono morti con l’amianto.

Così nello stabilimento Eternit di Berlino.

Non possiamo e non dobbiamo dimenticare le vittime del Terzo Reich, prima di tutto quelle della Shoah e, allo stesso tempo, quelle dell’Eternit.

Eternit e Terzo Reich: per non dimenticare

Non si tratta soltanto di un impegno storico o revisionistico della storia. Bensì di un dovere morale, sociale e giuridico. I viaggi della morte, quelli dal “Binario 21” della Stazione di Milano e tutti gli altri, debbono essere un monito per il futuro.

La storia dell’amianto, del massacro provocato dall’Eternit, multinazionale della famiglia Schmidheiny, non può essere sottaciuto. In questo “Giorno della memoria”, non possiamo dimenticarcelo. Ce lo impone la storia, ce lo impone la nostra civiltà che è quella giudaico cristiana. Le nostre comuni radici religiose e culturali ci impegnano tutti insieme per la pace così con il messaggio di Papa Francesco che è il vero e unico leader.

Amianto eternit schavi del Terzo Reich: 27 gennaio 1945

Il 27 gennaio 1945 è scelto come il giorno simbolico per la “Giornata della memoria delle vittime dell’Olocausto”. Questa giornata della memoria la intendiamo onorare in pieno. Ricordiamo anche il treno che il 30 maggio 1944 trasportò 604 ebrei italiani ad Auschwitz. Ne tornarono solo 22. Manteniamo questa memoria. Viaggiamo verso la luce, contro l’oscurità delle tenebre.

 

Insonnia per paura della malattia da amianto: nuovo farmaco

ragazzo a letto con il telefono in mano, insonnia
ragazzo a letto con il telefono in mano, insonnia

L’insonnia è un problema per il 20% degli italiani. Ne sanno qualcosa coloro che sono stati esposti ad amianto. Questi minerali asbestiformi sono cancerogeni e provocano le malattie asbesto correlate.

L’insonnia, però, è una condizione diffusa, che riguarda anche coloro che non sono stati esposti ad amianto. In troppi non riescono a prendere sonno o si svegliano più volte durante la notte svegliandosi poco riposati. Tra poco, però, sarà disponibile un nuovo farmaco che agisce diversamente rispetto a quelli sul mercato e che potrebbe apportare sollievo a chi non riesce proprio a rilassarsi.

Insonnia per rischio amianto: nuovo farmaco

L’ONA ha istituito lo sportello di assistenza psicologica. La Dottoressa Melpignano, psicologo clinico, risponde a coloro che ne fanno richiesta.

Come chiarito dall’Avv. Ezio Bonanni, la paura di ammalarsi è una condizione esistenziale per gli esposti amianto. Infatti i tempi di latenza sono molto lunghi. Specialmente i lavoratori più esposti, vivono nell’attesa della malattia. Oltre alla tutela legale, è importante anche l’assistenza medica.

Il Dott. Montilla ha chiarito che la diagnosi precoce è molto importante per terapie più efficaci. Sotto il profilo giuridico, la cosiddetta paura di ammalarsi e l’insonnia e ogni forma di sofferenza sono risarcibili. Così Cass., Sez. Lavoro, 19623/2022. Questo diritto sussiste anche in assenza di una malattia vera e propria.

Daridorexant agisce sull’orexina

Questo nuovo farmaco, che si chiama daridorexant, agisce sull’orexina, uno dei neurotrasmettitori che agisce sul sonno, bloccandola. Lo studio che ne ha dimostrato l’efficacia è stato presentato al congresso nazionale della Società Italiana di Neuropsicofarmacologia SINPF, in corso a Milano e Venezia.

Potrebbe essere una soluzione anche per chi soffre di insonnia cronica. Per chi, cioè, riscontra il problema per oltre un anno e per chi addirittura convive con l’insonnia da più di 5 anni. Per queste persone è molto frequente che i disturbi possano convivere con quelli di depressione e ansia. La pandemia da Covid 19 non ha certo aiutato. Anzi molti studi dimostrano come i disturbi psicologici siano aumentati anche nei bambini e nei ragazzi.

Daridorexant regola i cicli sonno-veglia che sono alterati in chi soffre di disturbi del sonno, permettendo quindi anche maggiori performance nello svolgimento delle funzioni diurne. È un farmaco sicuro e rispetto agli altri che svolgono la stessa funzione ha meno effetti avversi.

Cosa si intende per insonnia

Tutti noi abbiamo passato una o più notti insonni. Non è comunque sufficiente per preoccuparsi, né per pensare che sia un problema da risolvere. Il fisico, infatti, si autoregola e se si tratta di eventi sporadici non bisogna fare nulla.

Invece, se l’insonnia persiste da almeno 3 mesi, il sonno risulta insoddisfacente per qualità o quantità, allora è necessario provare a correre ai ripari. La mancanza di sonno, infatti, può avere conseguenze gravi sull’umore, sulle relazioni e sul rendimento lavorativo e più ingenerale sulla salute.

Le cause dell’insonnia: tra amianto e stress

Le cause dell’insonnia possono essere diverse. Come prima causa c’è sicuramente un forte stress lavorativo. Un intenso periodo sul luogo di lavoro può causare che la persona non riesca a dormire a fine giornata.

La produzione del cortisolo, conosciuto come ormone dello stress, in questo periodo non viene regolamentata. Questo altera anche i meccanismi di addormentamento e di mantenimento del sonno.

Un’altra causa dell’insonnia può essere la menopausa. I cambiamenti ormonali possono provocarla nel 33% delle donne. Stessa cosa vale in gravidanza. Nei nove mesi di gestazione la donna subisce cambiamenti fisici e ormonali che possono provocare disturbi del sonno.

Come combattere l’insonnia

Prima di ricorrere ai farmaci sarebbe bene attuare tutta una serie di comportamenti tali da agevolare un buon riposo. Alcuni in particolare possono sembrare un aiuto e, invece, sono gravemente dannosi.

Si può tentare con la meditazione. È necessario, per farlo, concentrarsi sul vostro respiro, inspirate ed espirate lentamente e profondamente, ed immaginate un ambiente sereno, come una spiaggia deserta o una collina erbosa.

Praticare attività fisica. Consente uno sfogo per le frustrazioni e libera endorfina migliorando l’umore. Lo Yoga può essere particolarmente efficace per ridurre l’ansia e lo stress. È bene però programmare lo sport per la mattina o il primo pomeriggio per evitare che agisca da eccitante.

È importante poi dare priorità alla lista delle cose da fare. Impiegare il tempo su compiti importanti, e dividere quelli più gravosi in parti più piccole. Dove possibile è importante anche saper delegare.

Ascoltare musica soft e rilassante può abbassare la pressione sanguigna e rilassare la mente e il corpo.

Per combattere lo stress e l’ansia è bene spostare la mente in attività diverse: dare una mano a un parente o un vicino di casa, oppure diventare volontari nella propria comunità ci tiene impegnati.

Parlate del vostro problema con qualcuno e spiegate come possano aiutarvi. Infine non è affatto sbagliato rivolgersi ad un medico o ad un terapeuta.

Consigli facili da seguire per una buona educazione al sonno

Prima di mettervi a letto eseguite una vostra routine. Evitate gli stimolanti come il caffè, il cioccolato, e la nicotina prima di andare a dormire. Non guardate la TV, non utilizzate pc o smartphone. Preferite invece un libro, ascoltate musica soft o fate meditazione.

Evitate gli alcolici la sera. Sembrano favorire il sonno, invece ne peggiorano la qualità e vi sveglierete più volte durante la notte. Evitate pasti abbondanti. Evitate riposini di pomeriggio dopo le 15 e, anche prima, fate in modo che siano inferiori ai 30 minuti circa. Preparatevi e godete di un bagno caldo.

Per dormire meglio la camera da letto deve essere fredda, buia e silenziosa. Utilizzate la vostra camera da letto come tale, non per guardare la TV o per svolgere il vostro lavoro e andate a letto solo quando siete veramente stanchi.

Di giorno restate al sole per almeno 30 minuti: questo regola il ritmo sonno – veglia.

Insonnia, preoccupazione e stress da amianto

Nel caso in cui, in seguito a esposizione ad amianto e altri cancerogeni, si crea il danno biologico, e comunque la preoccupazione. Quindi l’insonnia è una logica conseguenza. Così il Prof. Francesco Pesce del Comitato tecnico-scientifico dell’ONA, negli anni, ha potuto dimostrare questo legame. Queste prove sono importanti in sede giudiziaria per chiedere il risarcimento danni amianto. Per chiedere informazioni si può contattare il numero verde 800.034.294 o compilare il form nella pagina.

Ragazzo d’oro: la mummia ricoperta di amuleti

ragazzo d'oro
mummia ragazzo d'oro

Un team di scienziati ha studiato la mummia di un ragazzo ricoperto d’oro. Il giovane indossava amuleti e gemme preziose.

“Ragazzo d’oro”

Ma che “ragazzo d’oro”! E’ proprio col caso di dirlo. Solo che non si tratta di una metafora. Un gruppo di ricercatori ha studiato la mummia di un giovincello di 2.300 anni, utilizzando uno scanner TC.
Risultato?
Il fanciullo (circa 14-15 anni) era interamente coperto di pietre d’oro e ben quarantanove amuleti protettivi, coloratissimi, posti tutti intorno al suo corpo.
Cosa che suggerisce delle origini non certo umili. Altro particolare che conferma il suo rango è la metodologia di imbalsamazione assai meticolosa e costosa per l’epoca.

La doppia bara

I resti del ragazzo d’oro erano conservati all’interno di due bare rinchiuse una dentro l’altra. La bara esterna era semplice e inscritta in nero con lettere greche, mentre il sarcofago interno in legno era inciso con diversi motivi e sopra era collocata una maschera dorata.

Tutti i suoi organi erano stati rimossi, ad eccezione del cuore e del cervello (quest’ultimo sostituito con la resina).

Una scoperta straordinaria

A definirla così, l’autore dello studio Sahar Saleem, professore di radiologia della Facoltà di medicina dell’Università del Cairo.
«Poiché questa mummia non è mai stata ‘disturbata’, fornisce una visione unica su come gli imbalsamatori avrebbero collocato attentamente gli amuleti sul corpo per proteggere i morti», ha aggiunto.

Perché il ragazzo d’oro indossava tutti questi amuleti?

In realtà, l’usanza di sistemare degli amuleti accanto ai defunti era assai diffusa nell’antico Egitto. Gli imbalsamatori li posizionavano accanto allibro dei morti”, affinché proteggessero l’anima durante il suo viaggio finale.

Cosa si vede dalle immagini?

Le scansioni mostrano i 49 amuleti, di diverse misure, con 21 disegni stilizzati.

Essi si trovano tra le pieghe degli involucri e all’interno della cavità corporea della mummia.
Si tratta dell‘Occhio di Horus, l’amuleto akhet dell’orizzonte, la placenta, il Nodo di Iside e altri. Molti erano fatti d’oro, mentre alcuni erano fatti di pietre semipreziose, argilla cotta e altri materiali.

Lo scarabeo sul cuore del ragazzo d’oro

Accanto al cuore, le immagini mostrano un amuleto a forma di scarabeo.
L’animale è presente nel Capitolo 30 del libro dei morti e, secondo l’antica usanza, avrebbe aiutato il fanciullo ad essere giudicato bene nell’aldilà.
Qui, l’organo sarebbe stato pesato, ponendo dall’altra parte della bilancia la piuma di Maat, la dea della verità, della giustizia e dell’equilibrio.

La lingua dorata

Nella bocca del ragazzo si può notare la presenza di una foglia dorata a forma di lingua. Cosa che gli avrebbe consentito di parlare con gli dei dopo la morte.
Accanto al pene si nota un amuleto a forma di dita (indice e medio della mano destra) di grosse dimensioni. La posizione serviva a proteggere l’incisione dell’imbalsamazione.

Amuleti simboleggianti falchi e pennacchi di struzzo rappresenterebbero gli aspetti spirituali e materiali della vita.

Ancora amuleti

Altri ancora avevano vari ruoli protettivi. Un amuleto sferico, rappresenta l’acqua santa nell’aldilà.
L’ amuleto del “pilastro di Djed”, che rappresenta la spina dorsale di Dio Osiride, avrebbe assicurato al defunto l’immortalità.
Un amuleto “ad angolo retto” rappresenterebbe la livella, l’equilibrio.

Abbigliamento e accessori del ragazzo d’oro

Sul suo petto si notano delle felci secche. Ai pedi invece aveva dei sandali bianchi. Colore indicato sempre nel libro dei morti, come simbolo della purezza necessaria per presentarsi al cospetto di Iside. I sandali gli sarebbero serviti anche per uscire dalla bara. Un’altra immagine mostra anche la presenza di biancheria.
Accanto a lui c’erano anche piante e fiori.

Il ragazzo non era circonciso

Altro dettaglio importante è che il ragazzo non presenta tracce di circoncisione. Secondo Saleem, questo potrebbe indicare che gli antichi egizi furono circoncisi solo nell’età adulta. Di parere diverso Salima Ikram, capo del dipartimento di Egittologia dell’Università Americana del Cairo.
«La mancanza di circoncisione è interessante in quanto potrebbe dirci qualcosa sulla sua etnia».
In pratica per Ikram il giovane potrebbe avere origini persiane.

Chi era il ragazzo e di cosa è morto?

La mummia è stata scoperta nel 1916 in un cimitero di Nag El-Hassay (usato tra il 332 a.C. e il 30 a.C), nell’Egitto meridionale.
Successivamente è stato conservato in un seminterrato del Museo Egizio al Cairo fino al nuovo studio.
Il ragazzo avrebbe vissuto probabilmente nel periodo degli ultimi re tolemaici, e forse avrebbe assistito ai fasti del regno di Cleopatra.
Le scansioni non hanno fatto chiarezza circa le cause della sua morte. Hanno solo svelato che era alto circa 1,28 centimetri, aveva un viso ovale, un naso piccolo, un mento stretto e denti sani (non aveva ancora il dente del giudizio).
Di più non si sa.
Gli scienziati stanno studiando attentamente il suo sarcofago per trovare più indizi sull’identità del giovane.

Fonti
Frontiers in Medicine

(foto Ansa)