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Giornata Mondiale Vittime Amianto: ONA a Radio Giornale Rai

ONA a Radio Giornale Rai Ezio Bonanni
ONA a Radio Giornale Rai Presentazione del libro Morti bianche in Sicilia, un libro di Ezio Bonanni, presidente dell'ONA

L’intervista al presidente ONA

In occasione della XII Giornata Mondiale per le Vittime dell’Amianto che è stata celebrata ieri, 28 aprile, intervista all’avv. Bonanni Ona a Radio Giornale Rai.

Un’occasione importante per diffondere e dare voce al problema amianto che a 25 anni dall’entrata in vigore della Legge 257/92, che in Italia ne ha stabilito il divieto di estrazione, lavorazione e commercializzazione, continua a mietere ancora più di 6.000 decessi l’anno per patologie asbesto correlate (circa 3.500 per tumore al polmone, cui si aggiungono tutte le altre patologie neoplastiche – tumore della laringe, dell’ovaio, della faringe, dello stomaco e del colon retto e quelle fibrotiche – asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici e per complicazioni cardiocircolatorie).

L’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ne ha parlato durante la trasmissione radiofonica trasmessa su Giornale Radio Rai.

Di seguito la trasmissione su ONA a Radio Giornale Rai:

http://www.rai.it/dl/grr/edizioni/ContentItem-4c655682-53e6-49fa-9df9-f68a474a5273.html (al minuto 7:30)

http://www.rai.it/dl/grr/edizioni/ContentItem-0d4dc8c1-4e57-4f32-9bf5-0d67adb0edcc.html (al minuto 15:25)

http://www.rai.it/dl/grr/edizioni/ContentItem-7a89035c-33f4-4a35-9190-b1692ec3c2bf.html (al minuto 8:15)

Giornata Vittime Amianto: dopo 25 anni l’amianto uccide

Giornata mondiale vittime amianto
Giornata mondiale vittime amianto

Compie ormai 25 anni l’entrata in vigore della legge 257/92..  In Italia ha stabilito il divieto di estrazione, lavorazione e commercializzazione dei materiali di amianto e/o contenenti amianto.

Fino al 1992, l’Italia è stato il secondo produttore europeo di amianto, dopo l’allora Unione Sovietica. Ancora ad oggi, su tutto il nostro territorio, ci sono circa 40 milioni di tonnellate di amianto. Ovvero materiali contenenti amianto, in circa 50 mila siti, e un milione di micrositi.

La mappa degli edifici a rischio amianto

Le scuole (circa 2.400), con l’esposizione al rischio di circa 350.000 studenti e 50.000 dipendenti, tra docenti e non; gli ospedali; gli altri edifici pubblici; gli aeromobili, le navi e altri mezzi militari. L’amianto è ancora largamente presente, e purtroppo continua e continuerà a mietere molte vittime.

Ad oggi, nonostante la sua accertata pericolosità (anche Iarc, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro delle Nazioni Unite, ha infatti riconosciuto l’amianto come cancerogeno e ha chiesto di bandirne l’utilizzo in ogni sua forma), non esiste una normativa internazionale che ne limiti la produzione e la commercializzazione. La Confederazione Internazionale dei Sindacati (Ituc), e il Sindacato Mondiale dell’Industria (IndustriAll) hanno sostenuto dodici nazioni africane nel chiedere l’inserimento dell’amianto nella lista dei materiali pericolosi della Convenzione di Rotterdam i cui componenti si riuniranno, a Ginevra, entro il 5 maggio prossimo.  Sono sessanta i paesi nel mondo ad aver bandito l’amianto.

Negli ultimi giorni l’Osservatorio Nazionale Amianto è stato protagonista di importanti passi avanti: come la sentenza n. 94 del 21.04.2017, pubblicata il 22.04.2017, che ha condannato l’INPS a rivalutare la posizione contributiva di 6 operatori del Porto di Marina di Carrara esposti ad amianto e l’interlocuzione istituzionale che si terrà il prossimo 9 maggio presso il Comune di Massa grazie al sostegno dei Sindaci di Massa e di Carrara.

La giornata delle vittime amianto, 28 aprile

Domani, 28 aprile, in occasione della Giornata Vittime Amianto, l’Osservatorio Nazionale sull’Amianto (ONA Onlus), associazione rappresentativa dei lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto ha dichiarato: “Siamo costretti giorno dopo giorno a registrare decine di nuovi casi di patologie asbesto-correlate. Purtroppo l’epidemia di queste malattie è ancora in corso, per i lunghi tempi di latenza perché possono arrivare fino a 40-50 anni.

Ecco perché l’unico sistema per evitare nuove malattie e quindi nuovi decessi è quello di evitare ogni forma di esposizione a queste fibre killer, e ciò attraverso la bonifica. Solo così sarà possibile vincere l’epidemia, perché ricordiamo che non sussistono limiti di soglia al di sotto del quale il rischio si annulla e tutte le esposizioni di amianto sono dannose per la salute umana. Trattandosi di un cancerogeno e, come per tutti i cancerogeni, il limite è 0, al di là di quello che molto spesso si legge sui giornali”.

Ad oggi, il mesotelioma, il tumore che si origina dalle cellule del mesotelio per effetto delle fibre di amianto (che ne costituisce l’esclusiva causa di insorgenza), rappresenta l’ottava causa di morte sia negli uomini sia nelle donne; una macabra contabilità che non tiene conto di tutte le altre patologie asbesto correlate, molto meno rare. Secondo i dati pubblicati su “I numeri del cancro 2016 di Aiom /Airtum”, in Italia, sono stati circa 1.900 i casi diagnosticati ogni anno nel nostro Paese (il Renam ne certifica più di 1.500 ogni anno), con un particolare incremento oltre i 50 anni.

Le fibre amianto uccidono in maniera silenziosa

Un nuovo “big killer” che silenziosamente si fa spazio nella quotidianità di ognuno di noi, perché i casi di mesotelioma non sono altro che la punta dell’iceberg, poiché, tenendo conto di tutte le altre patologie che l’amianto è in grado di cagionare, il bilancio sale, purtroppo, a più di 6.000 decessi ogni anno (circa 3.500 per tumore al polmone, cui si aggiungono tutte le altre patologie neoplastiche – tumore della laringe, dell’ovaio, della faringe, dello stomaco e del colon retto e quelle fibrotiche – asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici e per complicazioni cardiocircolatorie).

Secondo Iarc 2012 (International Agency for Research on Cancer), tra le neoplasie causate dall’esposizione all’amianto rientrano anche il cancro alla laringe e alle ovaie, ed, inoltre è stata confermata l’associazione tra esposizione ad amianto e maggiore incidenza di cancro alla laringe, allo stomaco e al colon retto.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, anche sulla base delle risultanze dell’ultima monografia IARC, ha chiesto un ulteriore aggiornamento delle tabelle Inail, con l’inserimento di tutte le patologie neoplastiche nella lista 1 rispetto all’attuale collocazione rispettivamente nella lista 2 e 3.

Parla l’avvocato Ezio Bonanni, presidente ONA

“Riteniamo che l’Inail debba adeguare la lista 1 della tabella delle patologie asbesto correlate, e vi debba ricomprendere anche il tumore della faringe, dello stomaco e del colon retto, che ora sono inseriti nella lista 2, il tumore dell’esofago, che ora è inserito nella lista 3, sulla base dell’ultima monografia IARC, ed il resto della letteratura scientifica e dei dati epidemiologici. Non sono da escludere anche altre patologie, sempre sulla scorta delle risultanze scientifiche: come per esempio i tumori dell’apparato emolinfopoieticodichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale sull’Amianto -.

L’emergenza amianto è ben più vasta di quello che raccontano i dati epidemiologici: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, purtroppo ogni anno, solo per il mesotelioma e per il tumore al polmone, perdono la vita più di 107.000 persone e decine di migliaia sono coloro che si ammalano. In Italia più di 6.000 persone perdono la vita ogni anno. Ciò non può essere più sopportato, l’ONA chiede la messa al bando globale dell’amianto e la bonifica in Italia. Solo evitando le altre esposizioni si può arrestare l’epidemia di patologie asbesto correlate”.

L’Associazione, oltre ai Dipartimenti e allo Sportello Amianto Online, attraverso il quale tutti i cittadini possono chiedere assistenza, sta procedendo ad istituire, in collaborazione con i diversi comuni, anche degli sportelli “fisici” in varie città della penisola, dal nord al sud, da est a ovest.

In questo modo, tutti i cittadini avranno un punto di riferimento stabile dove potersi recare per chiedere informazioni per se stessi ma anche per i propri familiari.

banner assistenza ona

Tutti i numeri della strage amianto :

  • 6.000 decessi per patologie asbesto correlate
  • 1.900 i nuovi casi di mesotelioma, secondo i dati pubblicati da “I numeri del cancro in Italia 2016 di Aiom /Airtum”. Questi dati sono corrispondenti a quelli censiti da ONA. Il Renam ne ha comunque registrati una media superiore ai 1.500 per ogni anno.
  • 1 su 234, gli uomini in Italia che rischiano di sviluppare questa patologia.
  • 1 su 785, le donne in Italia che rischiano di sviluppare questa patologia.
  • 4% i decessi oncologici per mesotelioma in entrambi i sessi.
  • 2.732, i pazienti ad oggi, in Italia, con diagnosi di mesotelioma.
  • 2.400 sono le scuole italiane in cui sono presenti amianto e i materiali di asbesto.
  • 1.000 gli anni necessari per rimuovere totalmente ogni traccia di amianto in Italia. Il Prof. Boeri, Presidente dell’INPS, ha stimato, ottimisticamente, in 85 anni il tempo necessario per poter bonificare tutto l’amianto presente nel territorio nazionale.

La scheda Istituzionale dell’Ona Aps

L’Osservatorio Nazionale sull’Amianto – ONA Aps– è un’associazione di utilità sociale, iscritta all’Anagrafe delle Aps dell’Agenzia delle Entrate con prot. 79949 del 6 Dicembre 2010; accreditata dal Ministero della Salute nell’Elenco in rete del volontariato della salute; iscritta al n. 852 dell’Albo delle Associazioni della Provincia di Roma con determina n. 1849 del 22.04.2013 e ha sede legale in Roma, Via Crescenzio, n.2 – 00193 (Codice Fiscale: 97521310587), di cui il Presidente è l’Avv. Ezio Bonanni.

L’Associazione, fin dalla sua costituzione, il 5 agosto del 2008, ha raccolto l’adesione delle vittime, dei loro familiari, ma anche di tanti cittadini, uomini e donne, lavoratori dipendenti e liberi professionisti, studenti e professori. L’Osservatorio grazie all’adesione e all’attività di volontariato di migliaia di lavoratori e cittadini, in tutto il territorio nazionale, è presente in tutte le regioni d’Italia e sui social network (Facebook, twitter e Youtube).

Per realizzare le finalità dello Statuto:

  • promuovere e tutelare la salute in ogni ambito di esplicazione della vita umana, attraverso la prevenzione primaria (bonifica dei siti per evitare ogni forma di esposizione), prevenzione secondaria (diagnosi precoce, assistenza medica, ricerca scientifica, etc.) e prevenzione terziaria (epidemiologia, riconoscimento delle prestazioni previdenziali e del risarcimento dei danni e punizione dei responsabili).
  • rappresentare, tutelare, assistere moralmente e materialmente i lavoratori ed i cittadini esposti ad amianto, ad altri patogeni e ad altri rischi professionali.
  • Tutelare i diritti costituzionalmente garantiti a ogni persona, con particolare riferimento alle lavoratrici e ai lavoratori, e alle persone che, loro malgrado, sono escluse, emarginate e discriminate a causa di ragioni fisiche, psichiche economiche, sociali e familiari.

L’Associazione per tali finalità svolge la sua attività:

  • al fianco dei lavoratori esposti ed ex esposti, assistendoli legalmente per il riconoscimento dei benefici previdenziali e della malattia professionale e per il risarcimento danni;
  • al fianco delle Istituzioni locali e nazionali nella costruzione di un contesto normativo in cui il bando dell’amianto e degli altri agenti tossici patogeni sia dotato di effettività;
  • al fianco della Magistratura, nella sua azione, individuazione e di repressione dei reati contro la salute e contro l’ambiente, e nella sua azione di ristoro dei danni causati ai singoli danni e alle comunità;
  • al fianco delle strutture mediche, con l’obiettivo di potenziare gli interventi di prevenzione primaria, secondaria, di conoscenza e di informazione sugli effetti degli agenti tossici patogeni;
  • al fianco e insieme ad altre Associazioni che perseguono valori e principi coincidenti con i propri, con le quali intende agire in sinergia per la tutela dell’ambiente, della salute, dei diritti dei cittadini e dei lavoratori, perseguendo insieme tutte le possibili iniziative di sviluppo.

Tutti i lavoratori e i cittadini che sono stati esposti per motivi professionali a polveri e fibre di amianto e altri cancerogeni, e che avessero necessità potranno quindi rivolgersi all’Associazione che, gratuitamente, porrà i suoi medici volontari a loro disposizione.

Il contributo di questo Dipartimento si è rivelato decisivo per permettere alle vittime dell’amianto e degli altri cancerogeni e agenti tossico-nocivi per ottenere la tutela dei loro diritti. Ha portato al conseguimento di numerosi riconoscimenti di malattie professionali e di diritto al prepensionamento per esposizione amianto. Oltre a diversi risarcimenti e alla condanna di diversi imputati, oltre al rinvio a giudizio di molti responsabili di condotte dannose e pericolose alla salute umana.

L’importanza dello sportello amianto

L’assistenza viene fornita anche attraverso gli sportelli amianto disseminati su tutto il territorio nazionale e con gli sportelli virtuali sui social network, facebook e su Instagram.

Tra gli strumenti, attraverso il quale gli associati (ma anche coloro che non sono iscritti) possono avere accesso a tutte le notizie e i fatti inerenti l’amianto e gli altri cancerogeni, vi è il Notiziario sull’amianto ONA ApS.

Nel 2016 sono stati stimati circa 1.900 nuovi casi di mesotelioma. 1.500 in soggetti di sesso maschile e 400 nei soggetti di sesso femminile. (0,6% e 0,3% di tutti i tumori incidenti, rispettivamente)

L’Osservatorio Nazionale Amianto, che dal 2008 si schiera al fianco delle vittime e dei familiari vittime dell’amianto. Ha in corso il censimento delle diverse patologie asbesto-correlate attraverso la piattaforma digitale REPAC ONA. Strumento che permette di avere un quadro complessivo completo riferito a tutte le patologie asbesto correlate e non già circoscritto ai soli casi di mesotelioma che sono gli unici censiti dal sistema pubblico.

IARC 2012. Asbestos. Actinolite, amosite, anthophyllite, chrysotile, crocidolite, tremolite. IARC Monogr Evaluation Carcinog Risk Chem Man, Vol. 100C, pag 294: “There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of all forms of asbestos (chrysotile, crocidolite, amosite, tremolite, actinolite and anthophyllite). Asbestos causes mesothelioma and cancer of the lung, larynx, and ovary. Also positive associations have been observed between exposure to all forms of asbestos and cancer of the pharynx, stomach, and colorectum”.

Massa e Carrara, un Tavolo Interistituzionale sull’amianto

Porto Ercole, lavoratori
Porto Ercole

L’ONA SARA’ PRESENTE: “E ora tutti i lavoratori esposti all’amianto debbono essere collocati in prepensionamento”

L’ONA aveva chiesto ai Sindaci di Massa e di Carrara di voler istituire un Tavolo Interistituzionale con INAIL e INPS per l’emergenza amianto nel territorio. E per l’eccessivo contenzioso che si era, e si è venuto a creare, per via dei rigetti di quasi tutte le domande amministrative. Anche quando, come per i portuali di Carrara, fosse lampante la sussistenza del buon diritto al prepensionamento.

Porto di Carrara

È stata fissata per il prossimo 09.05.2017 alle ore 11:00, presso il Comune di Massa, la prima sessione. Alla quale parteciperà l’associazione con una delegazione che sarà guidata dall’Avv. Ezio Bonanni.

Come già emerso nel corso delle due ultime assemblee pubbliche che si sono svolte a Massa (05.03 e 08.04 u.s.). La presenza di amianto nel Porto di Carrara era stata già accertata. Poiché il Giudice del lavoro del Tribunale di Massa ha disposto degli approfondimenti così come richiesto dall’Avv. Ezio Bonanni. Ha difeso il gruppo dei lavoratori portuali, per i quali il Tribunale ha disposto il prepensionamento.

Il Giudice del Lavoro Dott. Augusto Lama, con sentenza n. 94 del 21.04.2017, pubblicata il 22.04.2017, ha accolto le domande di 6 lavoratori e quindi ha condannato l’INPS a rivalutare la loro posizione contributiva, con più di 5 anni di prepensionamento.

Il Sindaco del Comune di Massa e poi ancora quello di Carrara, che hanno partecipato alle ultime assemblee pubbliche dell’ONA, sempre molto affollate di vittime e di familiari di deceduti, hanno raccolto il loro grido di dolore, e a fronte di immotivati rigetti in sede amministrativa, hanno accolto la richiesta dell’Avv. Ezio Bonanni di avviare una interlocuzione istituzionale con l’INPS e con l’INAIL.

Perché portare tutto in Tribunale?

Questa è la domanda cui dovranno rispondere gli interlocutori istituzionali, auspicando che, così come richiesto, il Tavolo Interistituzionale sia integrato con il Prefetto e il Presidente della Provincia.

L’associazione ringrazia il Prof. Alessandro Volpi (Sindaco di Massa), e il Dott. Angelo Andrea Zubbani (Sindaco di Carrara), e le amministrazioni comunali, tutte, per aver sostenuto la richiesta dell’ONA e per aver dato la loro disponibilità alla creazione dello Sportello Amianto di Massa.

Come più volte sottolineato dall’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA, attivo in prima persona sul territorio per sostenere le vittime, gli enti pubblici INPS e INAIL, molte, troppe volte, hanno negato in via amministrativa il riconoscimento dei diritti delle vittime e degli esposti all’amianto, costringendo costoro a dover ricorrere alla Magistratura.

“Ci siamo limitati a chiedere, e continuiamo a chiedere, che le leggi dello Stato sono applicate. E che le vittime dell’amianto ottengono il loro riconoscimento e quanto loro dovuto senza necessità di azioni giudiziarie e che, una volta emesse le sentenze, c’è poi la loro applicazione.

Sportello amianto e richieste ONA

Chiediamo che il Tavolo Interistituzionale sia integrato con il Presidente della Provincia e con la ASL competente, e che i lavori portino a determinare (a) il numero di lavoratori che si sono dovuti rivolgere alla Magistratura a fronte del diniego del riconoscimento dei benefici amianto utili per il prepensionamento e il numero delle condanne dell’INPS in sede giudiziaria; (b) il numero di lavoratori che hanno dovuto ricorrere giudiziariamente per mancato riconoscimento dell’origine professionale delle patologie asbesto correlate e il numero di condanne da parte della Magistratura a carico dell’INAIL; (c) l’entità del fenomeno epidemico di patologie asbesto correlate tra i lavoratori del comprensorio; (d) le spese legali e gli altri oneri (spese di CTU, etc.) di INPS e INAIL per queste azioni giudiziarie, con la possibilità di valutare la trasmissione di tali atti alle competenti Autorità”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA.

L’Osservatorio Nazionale Amianto chiede che tutti i lavoratori del Porto di Carrara, dei cantieri navali e degli altri siti contaminati da amianto, dui collocarli in prepensionamento. Così come stabilisce la legge, senza necessità di ricorrere alla Magistratura caso per caso, visto che ormai la presenza di amianto è accertata.

Intanto è già operativo lo sportello amianto, coordinato dalla Sig.ra Antonella Franchi e dal Sig. Gianfranco Giannoni e con la collaborazione del Sig. Luciano Giorgini (Comitato Tutela Lavoratori esposti ad Amianto nelle Poste Italiane S.p.A. di ONA ONLUS).

Nella provincia di Massa Carrara sono registrare 184 casi di mesotelioma. Pari al 9,9% (per 197.000 abitanti rispetto alla popolazione toscana, pari a 3.743.000: quindi circa il 5% della popolazione). La provincia di Livorno ha fatto registrare 441 casi di mesotelioma. Pari al 23,8% (per 160.000 abitanti circa, quindi per circa il 4% della popolazione del territorio regionale). Ecco perché l’ONA insiste affinché c’è una più stretta collaborazione tra tutti gli enti e ridotto a zero. Ovvero fortemente limitato il contenzioso che deve essere circoscritto ai soli casi dubbi. Non può essere invece la generalità dei casi, come sta succedendo.

Esprime moderata soddisfazione anche il Sig. Gianfranco Giannoni del coordinamento ONA di Massa, lavoratore riconosciuto malato di amianto solo con sentenza del Tribunale perché l’INAIL negava addirittura la sussistenza della sua patologia, che però era stata certificata da enti ospedalieri del territorio, e che chiede a gran forza che al Tavolo Interistituzionale partecipino anche il Comandante dei Carabinieri e il Questore, oltre agli enti pubblici INAIL e INPS.

Lavoratori del Porto di Carrara in prepensionamento

Veduta Carrara, prepensionamento
Carrara

Lo stabilisce il Tribunale di Massa, altra vittoria dell’ONA

Finalmente: il Tribunale di Massa, Giudice Dott. Augusto Lama, con sentenza n. 94 del 21.04.2017, pubblicata il 22.04.2017, ha condannato l’INPS a rivalutare la posizione contributiva di 6 operatori del Porto di Marina di Carrara. Con il coefficiente 1,5 fino al 31.12.1992 e quindi con il loro prepensionamento. Vittoria ONA.

Accolte le tesi che l’Avv. Ezio Bonanni aveva più volte sostenuto anche pubblicamente (ancora lo scorso 08.04.2017 nel corso di un’affollata assemblea pubblica che si è svolta a Massa presso Villa Cuturi, in cui ha sede anche lo sportello amianto, istituito dal Comune di Massa e dal Comune di Carrara in collaborazione con l’Osservatorio Nazionale Amianto).

Porto di Marina di Carrara

“L’INPS, infatti, si è opposta al pensionamento dei lavoratori del Porto di Carrara negando la presenza di amianto”.

Una posizione veramente insostenibile contro la verità dei fatti, accertata dal Dott. Augusto Lama, equanime giudice del lavoro del Tribunale di Massa, il quale nonostante la ferma resistenza dell’ente pubblico ha disposto tutti gli accertamenti dai quali è arrivata la prova della presenza di amianto anche oltre il 31.12.1992, termine fissato nella sentenza con la quale 6 lavoratori del Porto andranno ora in prepensionamento.

Non comprendiamo le ragioni di tanta ostinazione dell’INPS che giunge a negare l’evidenza. Perché accanirsi nel negare i diritti di questi lavoratori? Come si può negare l’esposizione ad amianto nel Porto di Marina di Carrara?”. Sono le domande che si pone l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che personalmente si è sobbarcato decine di trasferte da Roma per giungere già all’alba di ogni singolo giorno di ogni singola udienza per permettere a questi lavoratori di ottenere il loro diritto alla pensione.

L’azione a Massa e Carrara: epicentro di malattie asbesto correlate

L’Osservatorio Nazionale Amianto aveva deciso un intervento massiccio nel territorio di Massa e di Carrara, epicentro di una vera e propria epidemia di patologie asbesto correlate.

La provincia di Massa Carrara ha fatto registrare 184 casi di mesotelioma, pari al 9,9% (per 197.000 abitanti rispetto alla popolazione toscana, pari a 3.743.000: quindi circa il 5% della popolazione); la provincia di Livorno ha fatto registrare 441 casi di mesotelioma, pari al 23,8% (per 160.000 abitanti circa, quindi per circa il 4% della popolazione del territorio regionale).

Eppure gli enti pubblici, prima di tutto INAIL e INPS, negano la presenza di amianto!

Occorre sanare questa evidente incongruenza con la creazione di un tavolo interistituzionale affinché le leggi dello Stato, anche quelle sul prepensionamento, possano trovare esecuzione senza la necessità che i lavoratori si sobbarchino anni e anni di processi, udienze infuocate con opposizione forte da parte dell’INPS.

Accertata ora in via giudiziale la presenza di amianto l’Osservatorio Nazionale Amianto chiede che tutti i lavoratori del Porto di Carrara ancora in attività siano posti in prepensionamento perché un gran numero sono stati già colpiti da patologie asbesto correlate e altri purtroppo si ammaleranno.

Nel caso in cui gli enti dovessero perseguire nella loro condotta negazionista della presenza di amianto nel Porto come in altri siti del comprensorio, l’ONA si attiverà in tutte le competenti sedi giudiziarie per la tutela dei diritti dei lavoratori esposti e vittime dell’amianto, ad iniziare da quello alla pensione.

Giannoni: l’ONA vince a Massa, ora Inail rispetti i diritti

Esprime soddisfazione anche il Sig. Gianfranco Giannoni del coordinamento ONA di Massa, vittima dell’amianto che per ottenere il riconoscimento della sua patologia ha dovuto sobbarcarsi una causa che è durata anni e solo dopo tante battaglie processuali ha ottenuto la condanna dell’INAIL al riconoscimento dei suoi diritti, e tuttavia ancora ora attende il pensionamento per via del ritardo con cui gli enti pubblici attuano la sentenza del Tribunale.

“Non comprendiamo le ragioni per cui l’INAIL e l’INPS del comprensorio di Carrara rigettino tutte le domande di riconoscimento di malattia professionale. Asbesto correlate per i lavoratori del Porto come per quelli dei cantieri navali, dalle cave di marmo fino alla Fibronit, e ciò pregiudica pesantemente anche i famigliari. Finalmente la sentenza del Tribunale di Massa stabilisce un cambio di passo. Come associazione – continua il Sig. Giannoni – abbiamo costituito lo Sportello Amianto di ONA Onlus in collaborazione con il sindaco di Massa e con il sindaco di Carrara, che intendo pubblicamente ringraziare per il loro sostegno. Il sostegno dei sindaci è infatti un segno di civiltà e giustizia rispetto alla barbarie che dobbiamo subire ogni giorno noi vittime dell’amianto, malati di amianto.

I servizi dello Sportello Amianto ONA

Come Sportello Amianto ONA siamo disponibili ad assistere tutti i lavoratori, che si possono rivolgere a noi. Confidiamo anche nel fatto che i sindaci ci sosterranno chiedendo un incontro urgente all’INPS e all’INAIL. Noi come ONA chiediamo solo che l’INPS e l’INAIL applichino le leggi dello Stato, cosa che non succede, tant’è vero che vengono condannati dai tribunali, come quello di Massa.

Se facessero le cose giuste, non ci sarebbe tutto questo contenzioso e tutti questi problemi per i lavoratori e le loro famiglie. Probabilmente ho ormai pochi mesi di vita, essendo colpito da una grave patologia. Eppure l’INAIL e l’INPS ritardano l’applicazione della sentenza e nonostante ci sia una legge dello Stato che impone il prepensionamento dei malati di asbestosi e tumore. È il mio caso, io sono ancora a lavoro”. È il grido di dolore di Gianfranco Giannoni, lavoratore malato di patologie asbesto correlate che però ancora non ha ottenuto il prepensionamento e che ha dovuto sostenere una causa per ottenere il riconoscimento dei suoi diritti. Una causa non semplice per la forte resistenza dell’INAIL, come se fosse la linea del Piave.

La Sig.ra Antonella Franchi del coordinamento nazionale ONA, attiva sul territorio, rende la sua disponibilità per tutti i lavoratori, anche attraverso l’Ufficio Legale ONA, ed è reperibile al numero 328 /4648451.

Massa: ONA apre sede a Villa Cuturi per assistenza amianto

L’ONA, in collaborazione con il Comune di Massa, ha istituito una sede nel Comune, presso Villa Cuturi. Presso questa sede, i volontari dell’ONA riceveranno i cittadini che ne faranno richiesta, per qualsiasi loro necessità. Anche per le domande amministrative relative ai benefici contributivi per esposizione ad amianto, ai fini del prepensionamento. Ovvero della rivalutazione delle prestazioni pensionistiche.

L’ONA, e i singoli lavoratori esposti e vittime dell’amianto, hanno lamentato il mancato riconoscimento dei loro diritti in via amministrativa. E quindi la necessità di dover ricorrere alla Magistratura, sempre e in ogni caso. Per questi motivi l’associazione, unitamente ai sindaci del comprensorio, chiederà di poter costituire un tavolo interistituzionale. Al fine di definire termini e modalità per ottenere in via amministrativa l’esatta applicazione delle norme in materia previdenziale, e per deflazione del contenzioso». Dichiara la Sig.ra Antonella Franchi del coordinamento nazionale ONA.

Le richieste dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto, attraverso il Sig.Gianfranco Giannoni, anticipa un appello al Capo dello Stato, al presidente del Consiglio, al Ministro del Lavoro e al Ministro della Giustizia. Per la situazione dei lavoratori esposti ad amianto nel comprensorio di Massa e Carrara. Per ottenere l’applicazione della legge dello Stato senza che si debba ogni volta ricorrere al giudice.

“Sentiamo parlare i politici di dover rispettare le sentenze, ma queste sentenze le debbono rispettare solo i cittadini o anche gli apparati dello Stato, come per esempio l’INAIL e l’INPS? A maggior ragione queste sentenze dovrebbero essere rispettate e invece a Massa e Carrara non è così. Ciò vale per me, Gianfranco Giannoni, ma anche per decine e decine di miei colleghi che sono già morti per l’amianto. Morti e sepolti che non hanno parola. Spero che il Capo dello Stato mi ascolti. Questa strage deve finire e le vittime debbono essere riconosciute come tali”.

Coraggio di Antonio Dal Cin l’ex finanziere, leone in divisa

Fibre di amianto - dal CIn
Fibre di amianto

Editoriale a cura di Antonio Dal Cin. Pandemia (dal greco pandemos, “tutto il popolo”), credo sia il termine giusto da associare alla parola amianto. Questo minerale dalle indiscusse proprietà tecnologiche è stato ampiamente utilizzato in tutto il mondo.

Ma la storia insegna che le pandemie non durano due secoli. L’uomo come sempre fa la sua parte, ma arriva anche a spingersi oltre. Nonostante ci sia quella consapevolezza che dovrebbe lasciare spazio alla coscienza, ma non conosce ragione, se non quella del dio denaro che in nome del progresso e del profitto calpesta il bene sacro della vita. Un mondo questo, presto destinato a finire, se l’uomo non riuscirà a comprendere che egli stesso è a rischio di estinzione. Non sarà in grado di adattarsi in un ambiente ostile, voluto e creato a sfregio della vita.

La terra sopravvivrà, ma non l’uomo. Nella sua mediocrità non è in grado di capire che la terra non gli appartiene. Gli è stata data in prestito, non senza quella responsabilità di preservarne le bellezze da tramandare ai figli e alle generazioni future. La vita è un miracolo che gli appartiene e si tramanda senza fine. Ma ciò non sarà più possibile se l’uomo non rimedierà presto ai propri errori. Dovrà comprendere che indipendentemente da tutto, è necessario amare la vita e tutto ciò che la compone e le appartiene.

Giornata mondiale delle vittime dell’amianto

Ma torniamo a questa pandemia, voluta dai signori dell’amianto, con la connivenza di alcuni governi del mondo. Forse, non ci sarà mai una giustizia terrena, ma non basterà tutto l’amianto prodotto a salvarli dal “fuoco dell’inferno”. Peraltro, mi sia consentito dire che non ho mai visto un funerale con la cassaforte al seguito. Mai come in questo caso trova giusto esempio “A livella” del Maestro Antonio De Curtis, in arte Totò, che tanto ci ha insegnato sul senso profondo della Vita.

Il prossimo 28 aprile si celebra la 12ª giornata mondiale delle vittime dell’amianto. La Situazione in Italia è sempre più drammatica. Ogni giorno si continua a morire nell’indifferenza delle Istituzioni che solo apparentemente sembrano comprendere l’entità di questa pandemia.

Colgo l’occasione per ribadire come Antonio Dal Cin che il “diritto alla Vita”, non ha bisogno di trovare fondamento nelle norme giuridiche. Il diritto a vivere, primordiale spetta a ogni essere umano che ha il diritto di vivere in condizioni ecologiche, sociali, psicologiche, tecnologiche, che ne consentano lo sviluppo di tutte le potenzialità, senza mai lederlo.

Danni alla salute provocati dall’amianto

Lo Stato italiano ben 25 anni fa ha messo al bando l’amianto, con la Legge 27 marzo 1992, n. 257, pubblicata sul Supplemento Ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 87 del 13 aprile 1992 ed aggiornata con le modifiche apportate dalla legge 24 aprile 1998, n. 128, della legge 9 dicembre 1998, n. 426, dal decreto-legge 5 giugno 1993, n. 169 e dal decreto-legge 1 ottobre 1996, n. 510. Essa vieta l’estrazione, l’importazione, l’esportazione, la commercializzazione e la produzione di amianto, di prodotti di amianto o di prodotti contenenti amianto. Appare del tutto evidente che l’unica fibra di amianto non pericolosa per la nostra salute è quella che noi non respiriamo.

La consistenza fibrosa e le caratteristiche tecnologiche dell’amianto sono le stesse che poi determinano l’insorgenza delle patologie asbesto correlate. La fibra di amianto è 1.300 volte più sottile di un capello umano. Riesce a permanere sospesa nell’aria anche per molte ore prima di posarsi al suolo. In Italia il rischio morbigeno legato all’esposizione all’amianto era già ben conosciuto agli inizi del 1900. Fu riconosciuto nel congresso di medicina del lavoro di Milano del 1906 e successivamente confermato dal Tribunale di Torino in una sentenza del 1908.

I governi, che si sono succeduti, si sono dimostrati conniventi con la lobby dell’amianto. Tant’è che, invece di rispettare le direttive comunitarie, hanno preferito pagare le sanzioni, ritardandone l’attuazione, così da continuare a favorire i signori dell’amianto che proprio in quegli anni hanno incentivato l’utilizzo del minerale killer in oltre 3.000 prodotti ad uso comune a diretto impatto con la popolazione. Questo il motivo per cui fabbriche, cantieri navali, distillerie, raffinerie, zuccherifici, cartiere, stazioni ferroviarie, tribunali, acquedotti, asili, scuole primarie e secondarie, atenei, abitazioni, ospedali, palestre, caserme, mezzi militari, cinematografi, teatri, sono risultati intrisi di amianto.

L’impiego di amianto o eternit in Italia

Nel nostro Paese, l’amianto è stato utilizzato in maniera indiscriminata. È entrato nella composizione di oltre 3.000 prodotti di uso molto comune e a diretto impatto con la popolazione, come: cartoni, mastici, sigillanti, corde e tessuti, ma anche per la costruzione di tramezzi, tetti, tubi, condutture e serbatoi di acqua potabile, pannelli e lastre per coperture, compound (masse) per la protezione antincendio e l’isolamento termico, intercapedini e stucchi per abitazioni e strutture pubbliche, quali asili, scuole, uffici, ospedali, caserme.

Ma ha trovato impiego anche nella cantieristica navale, in campo aeronautico, in ambito ferroviario, come nell’industria automobilistica, dove è stato utilizzato nelle vernici, nelle pastiglie dei freni, nelle frizioni e nelle guarnizioni, in virtù della sua elevata resistenza termica e chimica.

L’amianto sì è dimostrato essere un materiale estremamente versatile, a basso costo, con estese e svariate applicazioni industriali. Migliorava la resistenza degli elementi strutturali, assicurava l’isolamento termico ed acustico e proteggeva contro i rischi di incendio. E che dire del famigerato eternit, un impasto di amianto-cemento, venduto a prezzo concorrenziale, presente ovunque, nei centri abitati, nelle campagne e sui tetti dei capannoni delle zone industriali.

Appare del tutto evidente che in nome del progresso e del profitto, ovvero, di quel “dio denaro” che offusca le menti degli uomini, sono stati anteposti interessi pubblici e privati alla Sacralità della Vita. I signori dell’amianto hanno prodotto ricchezza a basso costo, senza porsi alcuno scrupolo su quelle che sarebbero state le conseguenze per la salute delle persone e le gravi ripercussioni sull’ambiente in cui esse vivono. Nulla è stato fatto per impedire una strage di innocenti che agli occhi del mondo è tuttora in corso. 

Antonio Dal Cin: nessuna soglia limite

La legge 257/92 è stata emanata senza tener conto di quanto già dichiarato dalla scienza. Si presenta lacunosa, perché di fatto non impone le bonifiche e fissa un limite soglia delle 100 f./l. per uno dei cancerogeni più letali del pianeta. Durante il Primo Convegno internazionale “il diritto incontra la scienza”, eminenti personalità del mondo scientifico hanno ampiamente sconfessato la soglia limite delle 100 f./l. fissata per legge.

Le fibre di amianto, attraverso il torrente sanguigno, come la scienza ha dimostrato, raggiungono anche altri organi. Solo per fare un esempio, sono state riscontrate nel midollo osseo. Questo lascia chiaramente intendere che non si limita ai già devastanti danni all’apparato respiratorio. Per questo motivo, occorre rivedere le tabelle a cui si riferiscono le patologie asbesto-correlate. Bisogna fare in modo che tutti i tumori riconducibili ad amianto, dove sia “causa o concausa”, vengano tenuti in considerazione, anche sotto il profilo del risarcimento del danno.

L’importanza della sicurezza sul lavoro

Non dobbiamo dimenticare che i tumori cosiddetti “professionali” sono la prima causa di morte per malattia tra i lavoratori. Dunque, l’amianto non si limita all’insorgenza delle cosiddette patologie asbesto-correlate. Ma è certamente causa o concausa di altre gravi patologie che fino ad ora non si consideravano e non erano materia di studio.

Dobbiamo eliminare l’amianto, prima che sia lui ad eliminare noi. È per questo che io, Antonio Dal Cin, e le altre vittime non resteremo in silenzio ad aspettare che qualcosa cambi. Faremo tutto ciò che è giusto fare, non solo per Antonio Dal Cin e gli altri, ma per i nostri cari, per rendere giustizia a chi soffre e ai familiari delle vittime, ma per contribuire al cambiamento. Così i nostri figli e le generazioni che verranno possono esistere in un mondo migliore, senza amianto, senza cancerogeni, senza cancro.

Dunque, è indubbio che questo cancerogeno “principe” avrebbe determinato nel tempo gravissimi danni alla salute dell’uomo e un inquinamento significativo dell’ambiente dove esso vive. Ma nulla è stato fatto per impedire questa atroce pandemia. Le misure di sicurezza per i lavoratori, che per anni hanno manipolato l’amianto, sono state praticamente inesistenti. Così non hanno lasciato scampo a chiunque ha respirato una fibra assassina. L’abilità di questi “signori dell’amianto”, è stata quella di incentivarne l’uso, grazie alle sue proprietà tecnologiche di resistenza al calore, di insonorizzazione ed altro, le stesse proprietà capaci di uccidere nel tempo.

Antonio Dal Cin denuncia l’assenza di bonifica

Sono ancora 42.000 siti contaminati in Italia, che si aggiungono a più di 1.000.000 di micrositi e 40.000.000 di tonnellate contenenti amianto. Purtroppo il fenomeno epidemico ha raggiunto circa 6.000 morti l’anno per patologie asbesto correlate.

Occorre però precisare che la legge 27 marzo 1992, n. 257, che disciplina la realizzazione di misure di decontaminazione e di bonifica delle aree interessate dall’inquinamento da amianto. Pur avendo stabilito il divieto di estrazione, importazione, esportazione, commercializzazione e produzione di amianto, di prodotti di amianto o di prodotti contenenti amianto, non impone un obbligo indiscriminato di rimozione e smaltimento dei materiali già esistenti contenenti il cancerogeno. L’unica eccezione è che lo stato di manutenzione del medesimo ne renda evidente l’opportunità di rendere necessaria la rimozione, atteso che “l’obbligo di smaltimento dei materiali contenenti amianto deriva dal pericolo di dispersione delle relative fibre dovuto ad un cattivo stato di conservazione della sostanza o ad interventi di manutenzione” (sentenza n. 6722/2010 T.A.R. Toscana e sentenza T.A.R. Campania, Napoli, sez. V, 7 giugno 2006, n. 6786).

Questa legge vecchia di oltre vent’anni si presenta lacunosa. In piu, cosa non di poco conto, fissa una soglia di esposizione pari a 100 f. / l.. Io, Antonio Dal Cin, ho sempre sostenuto che il problema amianto necessita in tempi brevi di interventi mirati al raggiungimento delle doverose bonifiche, quale unico strumento utile a garantire una soglia di rischio pari a “Zero”.

Rischi alla salute provocati dall’amianto

In Italia, a causa dell’amianto, circa 6.000 persone ogni anno perdono la vita. Questi angeli invisibili restano numeri “da brivido” e documentano in modo inoppugnabile che di amianto si muore ogni giorno. E si continuerà a morire per i prossimi decenni. A mio avviso, non dovrebbe esservi alcun tipo di prescrizione per le morti da amianto, perché si susseguono da decenni e documentano in modo chiaro, inequivocabile ed incontrovertibile la portata di questa strage di innocenti. A questo punto, è legittimo interrogarsi su come tutto ciò sia stato possibile in un Paese democratico e garantista.

Le malattie principali che possono essere provocate dall’asbesto sono:

Antonio Dal Cin: prevenzione primaria nelle scuole

Ma il dato più allarmante è che in Italia ci sono 2.400 scuole, stima per difetto, dove si riscontra la pericolosa presenza di amianto. Risultano quotidianamente esposti al cancerogeno circa 350.000 tra studenti, docenti e personale scolastico.

Sulla base delle conoscenze scientifiche, non possiamo non manifestare la legittima preoccupazione che quanto evidenziato, possa in realtà generare i nuovi “zombi”. I bambini sono degli esseri indifesi e spetta a noi adulti tutelarli, perché in questa drammatica realtà sono in assoluto i soggetti più fragili, che se esposti al cancerogeno nella fase dell’accrescimento, svilupperanno in un tempo che li vede in giovane età quelle malattie da amianto, quasi sempre ad esito infausto.

È necessario scongiurare il rischio morbigeno per esposizione all’amianto nelle scuole, attraverso la mappatura e le verifiche interne ed esterne degli edifici, così da escluderne la presenza. Qualora presente, in qualsiasi matrice, forma e quantità, è fondamentale attuare con urgenza le bonifiche, in modo da garantire la tutela della salute di alunni e docenti, oltre ad assicurare la salubrità dell’ambiente in cui si svolgono le lezioni e le attività quotidiane (prevenzione primaria).

L’intervento dell’Avvocato Bonanni

“Tra i nostri obiettivi principali vi è quello della prevenzione primaria, che si realizza con la diffusione della cultura del rischio zero, esteso a tutti gli agenti patogeni e cancerogeni, oltre che all’amianto, che è un killer silenzioso che non lascia scampo – dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, associazione rappresentativa dei lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto – la presenza di numerose vittime e familiari ci responsabilizza a dover proseguire e rende più efficace la nostra azione su tutto il territorio nazionale.

Proprio in questi giorni stiamo contattando i sindaci delle varie città per chiedere la realizzazione di uno sportello ONA che permetta di tutelare i cittadini e renderli consapevoli dei rischi provocati da questa sostanza killer. Siamo costretti giorno dopo giorno a registrare decine di nuovi casi di patologie asbesto-correlate. Purtroppo l’epidemia di queste malattie è ancora in corso, per i lunghi tempi di latenza perché possono arrivare fino a 40-50 anni. Ecco perché l’unico sistema per evitare nove malattie e quindi nuovi decessi è quello di evitare ogni forma di esposizione a queste fibre killer, e ciò attraverso la bonifica. Solo così sarà possibile vincere l’epidemia”.

Inoltre l’ONA ha ideato anche un’App Amianto per facilitare la segnalazione di siti contaminati da parte dei cittadini e così la loro bonifica.

Vittoria per Antonio Dal Cin: aggiornamenti 2022

Antonio Dal Cin è una delle tante vittime colpite dalla fibra killer. Dopo una lunga battaglia in tribunale, Dal Cin ha ottenuto finalmente il riconoscimento dei propri diritti.

Il Tribunale di Latina, accogliendo il ricorso, con sentenza del 25 novembre 2021, ha riconosciuto a Dal Cin una invalidità del 50%. Quindi ha condannato il ministero dell’Interno al pagamento di due assegni vitalizi, oltre alla già spettante speciale elargizione.

Tuttavia il processo giudiziario continua. Il risarcimento ottenuto dal Tar del Lazio è insufficiente rispetto alla richiesta dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti.

Anche un’altra vittima di amianto appartenente alla Guardia di Finanza ha recentemente ottenuto giustizia. La Corte di Appello di Firenze ha confermato, infatti, la condanna del Tribunale di Grosseto a carico del ministero dell’Economia e delle Finanze.

Riconosce così, ancora una volta, lo status di vittima del dovere per un maresciallo della Guardia di Finanza. All’uomo si riconosce un’invalidità del 25% per asbestosi, riceverà circa 50mila euro come speciale elargizione, assegni vitalizi per 1500 euro al mese e gli arretrati dal momento della domanda, per altri 120mila euro.