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domenica, Maggio 16, 2021

ONA e USB insieme per tutelare i lavoratori dell’Ilva

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Carmela Massa
Carmela Massa, autrice di contenuti presso la redazione "Il Giornale sull'amianto" e impegnata accanto all'ONA per la tutela delle vittime amianto. Leggi di più

ONA e USB insieme a tutela dei lavoratori Ilva Taranto e dell’ambiente

L’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) e L’Unione Sindacale di Base di Taranto (USB), hanno dato vita ad una nuova collaborazione per tutelare i lavoratori dell’Ilva di Taranto che ad oggi sono ancora esposti ad amianto e altri cancerogeni.

Salute e lavoro sono un connubio imprescindibile che fin troppo spesso passa in secondo piano nonostante i preoccupanti dati epidemiologici già diffusi dall’ONA. Essi rispecchiano una realtà triste e preoccupante a cui il Governo deve cercare di porre rimedio quanto prima possibile.

L’ONA e l’USB hanno infatti sottolineato insieme la necessità di trovare risoluzione alla problematica, ricorrendo anche ad una nuova proposta di legge che verrà presentata nelle prossime settimane. Quella dell’Ilva è una vera e propria strage che continua ad abbattersi sulla città di Taranto:

  • 472 casi di mesotelioma, registrati nella sola città di Taranto nel periodo dal 1993 al 2015 (Complessivamente in Puglia negli ultimi vent’anni sono stati censiti 1.191 mesotelioma e di questi il
    40% sono a Taranto);
  • Il 400% in più di casi di cancro tra i lavoratori impiegati nelle fonderie ILVA;
  • Il 50% di cancri in più anche tra gli impiegati dello stabilimento, che sono stati esposti solo in modo indiretto;
  • Il 500% di cancri in più rispetto alla media della popolazione generale, della città di Taranto, non impiegata nello stabilimento;
  • Tasso di incidenza del cancro, dell’intera città di Taranto, superiore alla media di tutte le altre città italiane.

Le richieste dell’ONA per la tutela dei lavoratori dell’Ilva

Ma cosa serve per fermare questa mattanza? L’ONA è ha espresso chiaramente le richieste da adempire per poter mettere al sicuro i lavoratori Ilva e per tutti coloro che vivono nei pressi dello stabilimento, la situazione è difatti diventata così critica da mettere in pericolo anche chi vive nel territorio circostante.

  • Bonifica integrale del sito ILVA in ordine ai materiali in amianto e agli altri agenti cancerogeni;
  • Immediato prepensionamento dei lavoratori esposti ad amianto e pensione immediata affetti da patologie asbesto correlate ovvero da patologie di origine professionale;
  • Sorveglianza sanitaria per i lavoratori ILVA e per i loro famigliari;
  • Istituzione di un polo oncologico nazionale per affrontare la problematica cancro nella città di Taranto, atteso l’esponenziale aumento del numero delle nuove neoplasie anche in fase pediatrica e ben oltre le sole patologie asbesto correlate;
  • Risanamento ambientale della città di Taranto.

Il supporto dell’USB alle richieste dell’ONA

Le richieste sono state supportate in pieno anche dall’USB che ha deciso di affiancare l’associazione Onlus in questa lunga battaglia.

«E’ necessario che i lavoratori più pesantemente esposti ottengano il riconoscimento dei benefici amianto fino a tutt’oggi, per anticiparne il pensionamento ed evitare altre esposizioni a questi veleni. Chi è stato colpito da patologie tumorali deve essere posto immediatamente in pensione. Gli altri lavoratori devono veder salvaguardato il loro posto di lavoro» – dichiarano congiuntamente l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, e Francesco Rizzo, coordinatore USB Taranto.

Come anticipato, nelle prossime settimane sarà presentata una proposta di legge di iniziativa popolare con raccolta firme, che verrà comunque presentata a tutte le forze politiche, e inoltrata al Capo dello Stato, come Massimo e Supremo Garante dei diritti costituzionali violati e calpestati nella città di Taranto.

Ricordiamo che per richiedere assistenza o semplici informazioni, lo Sportello Amianto ONA è sempre disponibile al seguente link.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni ti tutelano e assistono gratuitamente. Per accedere ai servizi gratuiti dell’associazione, basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale e assistenza medica, oppure chiamare il numero gratuito 800 034 294.

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