Eco X: attesa nuova udienza

Eco X: a distanza di un anno ritorna l’incubo. Ripercorriamo grazie alla Dott.ssa Simona Mazza i punti salienti della vicenda.

News da Eco X: formalizzata la richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura della Repubblica di Velletri. L’ONA tra le parti offese. Il GUP fissa l’udienza per il 04.12.2018

I fatti

Lo scorso 05/05/2017 un incendio di grosse proporzioni distruggeva lo stabilimento Ecox, sulla via Pontina, a Pomezia, nel corso del quale si sprigionava una minacciosa nuvola tossica.

L’intervento dei vigili del fuoco fu provvidenziale nel lavoro di smassamento e raffreddamento dei materiali all’interno dello stabilimento di smaltimento di materiali in plastica e carta, ma a destare sospetto furono fin da subito le nefaste conseguenze sulla salute, considerato che nelle coperture delle tetto di Eco X era presente amianto incapsulato.

ONA in prima linea

Tra i primi a lanciare l’allarme fu l’ONA, che da anni si occupa della questione amianto in Italia.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, attraverso l’Avv. Ezio Bonanni, faceva da subito presente la condizione di rischio, chiedendo che fossero assunte misure idonee a tutela della salute pubblica, che vennero puntualmente adottate dagli organismi preposti.

I dati Arpa

Dai primi dati dell’Arpa, i valori di Pm10 nell’aria intorno all’azienda erano pari “a 130 nanogrammi per metro cubo”, contro il limite di legge che è di 50.

Il giorno seguente tuttavia la situazione cominciò a normalizzarsi.

La minimizzazione 

La sindaca Raggi, nel corso di un tavolo istituzionale a Pomezia, visionati i dati di diossina e amianto, sosteneva “La situazione nel Comune di Roma non è stata ancora rilevata. Abbiamo chiesto un approfondimento sulla diossina e sull’amianto mentre per il giorno dell’incendio i valori delle polveri erano di assoluta normalità. Abbiamo chiesto i dati per capire esattamente cosa c’era in quell’impianto. Tutta la zona è ricca di colture e pascoli e vogliamo capire con precisione cosa si è depositato a terra”.

La Regione Lazio, dopo l’incontro con Asl, Assessori all’Ambiente e all’Agricoltura scriveva “Nello specifico, rappresentanti dell’Arpa Lazio hanno riferito che sono in atto, sin dal momento dell’evento, i monitoraggi inerenti la parte ambientale. Le prime analisi sui campioni prelevati, in prossimità dell’incendio, evidenziano valori di Pm10 superiori ai limiti ma con una rapida tendenza alla diminuzione. Le ulteriori determinazioni relative a IPA, diossine e amianto sono in corso e saranno rese disponibili appena completate le fasi analitiche. L’Agenzia ha provveduto inoltre ad elaborare un ‘modello di ricaduta’ degli inquinamenti per individuare le aree più critiche su cui concentrare le ulteriori azioni di monitoraggio che saranno messe in atto sia sulle matrici ambientali che sulle matrici alimentari. Come misura precauzionale la Asl Roma 6, ha inviato nella giornata di sabato, ai Sindaci di Ardea e Pomezia, una nota come misura precauzionale per ridurre la diffusione di prodotti alimentari e agricoli provenienti dall’area interessata”.

Insomma tutto sembrava sotto controllo ma….

Fabio Fucci, sindaco di Pomezia, non convinto delle rassicurazioni ed incline a ritenere alla natura dolosa dell’incendio, spiegava che nel caso in cui si fosse aperto un processo la città si sarebbe costituita parte civile. 

“Ora la magistratura faccia luce su questo episodio”- dichiarava a danno avvenuto.

Allarmismo e caos

Intanto a Pomezia avveniva la corsa alle farmacie per acquistare mascherine protettive, agli Ospedali per eseguire accertamenti, mentre una parte di popolazione accusava fastidi di varia natura, dai bruciori agli occhi, alla gola ecc, riconducibili alla dispersione aerea di: diossina, polveri sottili, benzene, policiclici aromatici e probabilmente amianto più sostanze cancerogene, in ogni caso con grave rischio per la pubblica incolumità.

Le inchieste della Procura

La Procura di Velletri otteneva intanto tutta la documentazione (bolle di accompagnamento, fogli di scarico, ecc.) relativa alla merce trattata presso lo stabilimento Eco X, per acclarare l’eventuale presenza di materiale pericoloso per la saluterà  umana”.

Molti cittadini, assistiti dall’Osservatorio Nazionale Amianto,  avevano di fatti allertato la Procura della Repubblica di Velletri, e in particolare il Pubblico Ministero, Dott. Luigi Paoletti, incaricato delle indagini, con il quale aveva interloquito il legale nominato dall’associazione, Avv. Riccardo Brigazzi, del Foro di Roma, il quale, come legale ONA, ha condotto a termine brillanti indagini difensive che hanno permesso di acquisire quegli elementi tali da contribuire alla ritenuta sostenibilità da parte del PM incaricato, Dott. Paoletti.

In data 04.09.2018, il Dott. Luigi Paoletti ha notificato la richiesta di rinvio a giudizio a carico del Sig. B. A. per l’ipotesi di reato di cui agli artt. 110, 113, 423, 437 II° comma, 449 e 452 bis c.p., art. 256 I, II, III e IV comma, Dlgs 152/2006 e art. 17, comma 1° lett. D); 18, comma 1° lett. A, 29 comma 1°, 37, comma 1°, 43, comma 1° lett. b), 55, comma 1° e 5° del Dlgs 81/2008, nonché a titolo di responsabilità amministrativa nei confronti di EcoX S.r.l. e Eco Servizi per l’Ambiente S.r.l., e ha identificato tra le persone offese anche l’Osservatorio Nazionale Amianto, assistito e difeso dall’Avv. Riccardo Brigazzi.

Fissata l’udienza preliminare per il 4 dicembre 2018.

Le ultimissime notizie

L’avvocato Ezio Bonanni, Presidente Ona ha tuonato ““L’ONA si costituirà parte civile nel procedimento penale promosso dalla Procura della Repubblica di Velletri a carico della persona e delle società che ha identificato e chiederà il risarcimento dei danni anche in relazione al pregiudizio concretamente sofferto anche dai cittadini, fermo restando che sarà il GUP a dover decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio e ferma in ogni caso la presunzione di innocenza quale pietra miliare dello stato di diritto”.

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