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Mesotelioma e semi d’uva: nuove speranze dalla ricerca

Mesotelioma, semi
Mesotelioma

Il Mesotelioma è un tumore maligno che nasce dalle cellule del mesotelio. (Un tessuto che riveste la superficie delle membrane sierose che “foderano” la parete interna di torace, addome e lo spazio intorno al cuore). Nell’80% dei casi si verifica a causa di una prolungata esposizione all’amianto. 

Dai semi d’uva un’altra medicina alternativa per il mesotelioma?

Poiché il periodo di latenza varia in genere dai 20 ai 50 anni, con una media di circa 30 anni, la biologia dell’esposizione all’amianto ed il successivo sviluppo del cancro non sono chiaramente compresi.

Tuttavia, appare probabile che si inneschi una reazione infiammatoria cronica, in grado di causare danni al DNA e alle cellule mesoteliali. 

Mesotelioma: come avviene la diagnosi

Purtroppo la diagnosi di mesotelioma e di altre patologie asbesto correlate c’è con i sintomi: in questo caso, rischia di essere tardiva. Per questi motivi, è indispensabile la c.d. sorveglianza sanitaria, l’esecuzione di esami diagnostici, per ottenere la diagnosi precoce e dunque le terapie più tempestive. Le neoplasie asbesto correlate, tra cui il mesotelioma, e il cancro del polmone, possono essere diagnosticate solo attraverso esami complessi, tra cui tac torace ed addome.

Per arrivare al terribile verdetto, generalmente vengono utilizzate tecniche microscopiche. Spesso si richiede l’esecuzione di una serie di test immunoistochimici (IHC) su ciascun tumore per determinare se si tratti di mesotelioma o di un’altra forma di tumore che si è diffuso a livello del torace o alla cavità dell’addome. 

Previsione e trattamento di sopravvivenza

La sopravvivenza alla terribile malattia è ancora piuttosto scarsa e la ricerca sta tentando nuovi approcci sperimentali al trattamento, sfruttando la presenza di bersagli biologici o molecolari, visto che le modalità terapeutiche standard per questo tumore hanno finora prodotto risultati insoddisfacenti.

I servizi di assistenza dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto.

Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita. In caso di servizio reso nelle Forze Armate, ovvero in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, nel rapporto di pubblico impiego non privatizzato, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.

 assistenza ona

Effetti terapeutici: una cura che viene dall’uva

La vite è una pianta ricca di composti bioattivi ed è nota per i suoi effetti terapeutici.

Già in passato, alcuni studi di laboratorio avevano mostrato che i fitochimici derivati i degli estratti di semi d’uva potevano inibire i cambiamenti cancerosi sulle cellule tumorali della mammella, del colon e della pelle ed esercitare un effetto citotossico sui tumori.

Adesso, uno studio multicentrico condotto al CNR di Napoli, (i cui risultati sono stati pubblicati su Journal of Functional Foods nella sua edizione di ottobre 2019),

ha evidenziato come gli estratti semi-polari d’uva di due vitigni italiani (Aglianico e Falanghina) svolgano una interessante attività anticancro in tre diverse linee cellulari di mesotelioma in vitro.

Si è altresì evidenziato che l’inibizione della crescita del cancro è assai più efficace con gli estratti di semi anziché di buccia d’uva.

A parità di concentrazione e periodo di tempo, l’estratto di semi d’uva falanghina ha ridotto la vitalità delle cellule del mesotelioma del 30% dopo 24 ore, mentre quello di semi d’uva aglianico l’ha ridotta del 40%.

 Dopo 48 ore, la percentuale di vitalità è aumentata notevolmente con entrambe le varietà di uva.

Insomma, le nuove molecole fenoliche da semi d’uva potrebbero essere utilizzate come farmaci “alternativi” da usare da soli o in combinazione con chemioterapici standard nel trattamento del mesotelioma.

Fase 2: lo studio degli estratti in vivo

Il prossimo passo prevede lo studio degli estratti in vivo (modelli di topo).

Se l’esito dovesse esser positivo, si procederebbe ad una sperimentazione clinica che coinvolge l’uomo con mesotelioma.

Un’altra medicina alternativa per il mesotelioma?

Lo chiediamo al Prof. Luciano Mutti, uno dei massimi esperti mondiali di mesotelioma, che da anni collabora con l’Osservatorio Nazionale Amianto.

“Siamo tutti contenti che si lavori sulle cure del mesotelioma e che nuovi gruppi di ricerca si impegnino attivamente.

Siamo invece piuttosto allarmati dal fatto che con eccessiva frequenza escano risultati su test in vitro. Sono ben lontani da avere un’applicazione pratica ed efficace nel contrasto al mesotelioma.

Attenzione dunque alla strategia comunicativa che crea false speranze ad una malattia che purtroppo al momento non dà tregua.

Noi comunque restiamo a disposizione di chi vuole collaborare seriamente, certi della buonafede di chi opera nel settore”.

Fonti consultate per la realizzazione dell’articolo

 Di Meo, F. et al.  (2019, ottobre). Attività anticancro degli estratti semi-polari di semi d’uva nelle linee cellulari di mesotelioma umano.  Estratto da Sciencedirect.com

Roma tra degrado e crisi AMA: serve il modello Danimarca

Roma AMA
Roma AMA

FulmineMacché, una buona notizia giammai! Non ci bastavano le tristezze accumulate sotto forma di degrado e immondizia ovunque, ma adesso giunge anche il fulmine a cielo tutt’altro che sereno della dipartita dei vertici dell’Azienda Municipalizzata preposta all’Ambiente, l’AMA, per Roma.

Inselvatichimento urbano che già nel Seicento attraeva irresistibilmente romantici viaggiatori ed artisti, narratori con penne e pennelli che cercavano spunti dai toni forti

La questione è “caprigna” e riguarda crediti e debiti che il Comune deve e pretende praticamente da se stesso, che va ad innescare l’ennesima crisi di servizi essenziali, vitali, tal quali metro, bus, viabilità, verde, sicurezza…

La Città sta ripiombando nel fascinoso sudiciume, nel cupo inselvatichimento urbano, che già nel Seicento attraeva irresistibilmente romantici viaggiatori ed artisti, narratori con penne e pennelli che cercavano spunti dai toni forti, tal quali quelli che avevano infuso adrenalina di straordinaria qualità allo stesso Caravaggio e poi due secoli dopo ad un sorprendente Hans Christian Andersen, protagonista di omeriche scampagnate fuori porta e dentro i letti capitolini, autore nel 1834 de “L’improvvisatore”, ispirato alla miserevole condizione di un ragazzo romano.

Riportare Roma alla normalità è un eufemismo

È chiaro che mancando termovalorizzatori dell’ultima generazione, rimane la soluzione del tappeto, cioè il cacciare il pattume ovunque sia ancora possibile, salvo lasciarlo accumulato dentro e fuori dei cassonetti.

Rimango convinto che pensare di riportare Roma alla normalità, in regime di gestione ordinaria, sia un mero eufemismo un insulto al raziocinio mentale di chiunque. È evidente che la situazione richiede la straordinarietà, ovviamente salvando poi la reale capacità degli amministratori.

Ogni giorno di attesa, ogni proroga delle mani tese dalle piccole discariche della provincia rischiano di prolungare una agonia senza sbocchi, se non catastrofici per l’immagine e soprattutto per la salute.

E per concludere, torno per la terza volta consecutiva sul modello danese, che non disdegna le firme italiane: la “splendida” Copenhagen, che è a buon punto per il livello zero di emissioni inquinanti con dead line al 2025, da decenni elimina i rifiuti con vantaggio ed ora con un nuovo supertermovalorizzatore (coperto da una pista da sci) e che di contro genera energia senza costi per i cittadini, con buona pace dell’animo trasgressivo di Andersen e della infinita tristezza della sua Sirenetta.

Nuovo Termovalorizzatore nel cuore di Copenhagen 

Recentemente alcuni ricercatori del Centro Studi MatER sono stati in visita al nuovissimo termovalorizzatore di Copenaghen, situato nel centro della capitale danese. Oltre al moderno e innovativo aspetto architettonico, questa complessa opera ingegneristica si prospetta essere lo stato dell’arte attuale della tecnologia Waste-to-Energy, sia in termini di prestazioni energetiche che ambientali:
Recupero energetico e flessibilità d’esercizio Il termovalorizzatore ha due caldaie a grata, ciascuna di capacità pari a 35 ton/h e carico termico nominale di 112 MW, due linee di depurazione fumi a umido con condensazione del vapore acqueo e una turbina da 67 MWe.Fulmine

La configurazione scelta garantisce il massimo recupero di energia elettrica e termica, sopportando variazioni consistenti nella composizione del rifiuto conferito: vapore prodotto ad alta temperatura e pressione (440°C/70 bar, con possibilità di aumentare la temperatura fino a 480°C), ridotto eccesso d’aria (da cui una concentrazione di O2 nei fumi secchi pari al 6%), SCR front-end (ad alta temperatura), turbina a vapore con rendimento isentropico e numero di pale elevati.

Inoltre, il sistema di condensazione del vapore dei fumi in due step permette di recuperare il calore di condensazione, incrementando di circa 20 punti percentuali il recupero di energia, da cui un rendimento complessivo di 107%: il primo passaggio raffredda i gas mediante uno scambiatore di calore posto sulla linea di ritorno del teleriscaldamento, recuperando 10 MW di calore per ciascuna linea, mentre nel secondo una pompa di calore ad assorbimento ne abbassa la temperatura fino a 20-30°C, aggiungendo altri 15 MW per caldaia al teleriscaldamento.
>L’elevato grado di flessibilità operativa è garantita dalla connessione a due distretti della rete di teleriscaldamento di Copenhagen, mediante un condensatore a doppio fascio tubiero, e mediante un by-pass totale alla turbina.

Le principali modalità operative sono:

 esercizio in assetto cogenerativo (condizione nominale);
• esercizio in assetto cogenerativo con condensazione spinta del vapore dei gas per il recupero di 30 MW termici con pompa di calore attiva;
• by-pass totale della turbina con pompa di calore attiva;

Recupero di materia e riciclo Nonostante l’attività dei termovalorizzatori sia normalmente definita “di recupero”, il processo di incenerimento presso l’impianto di Copenhill permette il riciclo di materia mediante il recupero di risorse altrimenti impossibile.

Si prevede di estrarre un quantitativo di metalli dalle ceneri pesanti superiore al 90% del totale di ferrosi e non ferrosi; le ceneri possono essere utilizzate come componente per il manto stradale o per altri usi nel campo delle costruzioni, previa verifica del rispetto dei limiti sul contenuto di metalli pesanti e sulla generazione di percolato. Perciò, le ceneri pesanti possono sostituire risorse vergini di natura simile, quali sabbia e ghiaia.

Si prevede di utilizzare l’acqua recuperata dalla condensazione del vapore contenuto nei gas, sostituendo reintegri d’acqua, per esempio quello per le perdite lungo la rete di teleriscaldamento.

Performance ambientali

Il trattamento dei gas prodotti dalla combustione dei rifiuti consiste in un filtro elettrostatico (ESP) a 270°C, un sistema SCR front-end e low-dust con catalizzatore triplo (seguito dall’economizzatore), uno scrubber e un sistema di condensazione del vapore acqueo.

Posizionando il sistema DeNOx a valle del filtro elettrostatico si evita il riscaldamento dei gas, raggiungendo concentrazioni di NOx di 15 mg/m3. L’SNCR è stato sostituito con l’obiettivo di ridurre le emissioni di NOx, soggette a una tassa di 3.3 €/kg.

Lo scrubber a quattro stadi rimuove HCl, HF e molti metalli pesanti, non catturati dall’ESP, nel primo passaggio; gli ossidi di zolfo vengono rimossi nel secondo passaggio che prevede l’utilizzo di calcare.

Il sistema di recupero delle condense in due stadi non solo garantisce il recupero del calore di condensazione ma permette anche l’ulteriore pulizia dei fumi, rimuovendo diossine e mercurio mediante l’iniezione di carbone attivo.

Le acque reflue di processo vengono trattate in un sistema di precipitazione convenzionale, integrato con filtri a sabbia, filtri a carbone, scambiatori ionici e uno stripper per il recupero dell’ammoniaca rinviata nei forni.

Il condensato è trattato in un sistema separato composto da un processo di osmosi inversa che produce acqua pulita, potenzialmente priva di sali e inquinanti. In tali condizioni, l’acqua può essere utilizzata come corrente di make-up per le caldaie e per la rete di teleriscaldamento.

Il nuovo impianto è collocato nel centro della città e sarà gestito da Amarger Resourcecenter (ARC). Azienda di proprietà di cinque comuni dell’area metropolitana di Copenhagen; sostituirà l’attuale termovalorizzatore, anch’esso di ARC, in esercizio da più di 40 anni.

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i lavoratori esposti ad amianto ed altre sostanze cancerogene. L’associazione con un pool di tecnici assiste i cittadini per la bonifica e per la messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni è possibile richiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. La prevenzione primaria, la diagnosi precoce e le terapie più tempestive assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero maggiore sopravvivenza e migliori condizioni di salute.

L’ONA con un pool di legali tutela tutti i diritti delle vittime di malattia professionale per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Tutti i lavoratori esposti, anche coloro privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi.assistenza ona

“Società e Ambiente” premio importante per il presidente ONA

Società e Ambiente
Presidente ONA

Società e Ambiente. Priolo Gargallo – 29 Settembre. In occasione del 40° anniversario dell’Autonomia, si è tenuto il Premio “Società e Ambiente” presso il Teatro comunale del Polivalente.

A far gli onori di casa il Sindaco On. Le Pippo Gianni, che assieme ad altri illustri personaggi ha consegnato i premi.

Nel corso del pomeriggio, hanno assegnato diversi riconoscimenti a coloro impegnati a favore della collettività e del territorio.

Tra i “virtuosi” insigniti del riconoscimento, annoveriamo l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA noto per l’impegno a tutela delle vittime d’Amianto e dei loro familiari.

La lotta dell’Avv. Bonanni nel Polo Petrolchimico

Il Presidente ONA da anni si batte per la tutela della salute dei lavoratori, del territorio e dell’ambiente. Egli, da sempre, pone grande attenzione alla questione amianto nel cosiddetto “Triangolo della morte” Priolo-Gargallo-Augusta.

Nella zona del siracusano, quella del Polo Petrolchimico per intenderci, le concentrazioni di amianto hanno raggiunto, infatti, tassi preoccupanti e l’intera popolazione è a rischio.

Basti pensare che all’INAIL sono pervenute circa 25 mila domande da parte di coloro che sono stati esposti nella zona industriale siracusana. Tuttavia, solo una minima parte è stata presa in considerazione.

A confermare la drammatica situazione è pure l’indagine epidemiologica del 1997 a cura dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e Registro Tumori della Provincia di Siracusa.

Infatti dai risultati dell’indagine emerge come l’esposizione ad amianto coinvolga tutti i lavoratori del Polo Petrolchimico di Priolo e, addirittura, gli abitanti della zona.

I numeri delle morti sono drammatici: 100 l’anno per mesotelioma e 200 per carcinoma”.

Purtroppo, “in pochi hanno ottenuto i benefici previdenziali, e dire che chi si ammala può ottenere la rendita, e il prepensionamento. Chi non si ammala ha diritto comunque al prepensionamento”, tuonava Bonanni in riferimento alla strage nascosta nel siracusano.

Tra dubbi e contraddizioni, cosa dice la legge

In Sicilia, attraverso la legge regionale 10 del 2014 si era prevista la bonifica dell’amianto residuo.

Inoltre, controlli a chi era stato esposto al killer silenzioso, mappatura dei siti contaminati, il censimento dei malati, la sorveglianza sanitaria dei lavoratori e la creazione del polo oncologico di riferimento medico istituito presso l’Ospedale Muscatello di Augusta.

Alla luce di ciò, è assurdo negare che i morti siano dovuti alla sua esposizione, al fatto che le leggi non siano state applicate correttamente, che non esistessero le più elementari misure di sicurezza.

Eppure un tempo si riteneva che l’uso dell’amianto fosse un fatto socialmente e politicamente condiviso o quanto meno accettabile.

Ad ogni modo, il supporto di ONA sul territorio è stato fondamentale e risolutivo. L’associazione è riuscita a dare voce ai deboli in nome del diritto alla vita ed alla salute.

Prima di tutto andando contro ogni speculazione e sopruso, poi, contro ogni “interpretazione” sommaria della legge.

Società e Ambiente: un premio meritato

Appare meritatissimo dunque il premio assegnato al suo Presidente Ezio Bonanni che ha così commentato il riconoscimento:

 “Il premio nazionale Società e Ambiente e la motivazione che fa riferimento alla tutela delle vittime dell’amianto, è un riconoscimento per l’operato mio e dell’Osservatorio Nazionale Amianto che presiedo.

Per tale motivo, intendo condividerlo con Calogero Vicario, coordinatore ONA Sicilia, e con l’On. le Dott. Pippo Gianni, Sindaco di Priolo Gargallo, già Parlamentare Nazionale e Regionale e componente del comitato tecnico scientifico di ONA.

Priolo, come il resto della Sicilia, profuma della bellezza dei territori e del fascino della storia, che perfino l’amianto non è riuscito a distruggere pur seminando lutti e tragedie.

Ed è per questo motivo che tutti insieme dobbiamo lottare contro l’amianto e restituire alla città di Priolo, a quella di Siracusa e di Augusta, quella salubrità dell’ambiente che 30 anni di disastro ambientale hanno deturpato. Grazie ancora, quindi, e ad un arrivederci a presto“.

Conclusioni e parere dell’avvocato Bonanni

Utile precisare che l’Avv. Bonanni ha da poco vinto una causa importantissima in Corte d’Appello a Roma, (Sentenza n. 3000/17) sul rischio ambientale che riguarda tutti i cittadini.

 In data 31/05/2016 il Tribunale di Roma, in funzione di giudice del lavoro, aveva rigettato la domanda nei confronti dell’Inail di costituzione della rendita per malattia professionale con grado invalidante del 100%, previo accertamento dell’origine professionale del mesotelioma di cui era affetto il Sig. Luciano Calaci, (morto in seguito all’esposizione alla fibra killer).

Essa prevedeva la condanna al pagamento dei ratei arretrati dal 1/12/201/ al 15/7/2015, maggiorati della prestazione aggiuntiva di cui al Fondo delle Vittime Amianto, oltre al rilascio del certificato di esposizione all’amianto.

I motivi della decisione del Tribunale

Il Tribunale, nella sentenza impugnata, aveva ritenuto che il mesotelioma pleurico di cui era affetto Calaci avesse natura “multifattoriale”.

In questo modo si escludeva di fatto la presunzione propria delle malattie tabellate ed affermando che non fosse stata fornita prova dell’esposizione all’amianto anche per la mancata indicazione delle mansioni svolte dal lavoratore presso il Polo Petrolchimico di Priolo e per l’assenza di elementi probatori per il periodo lavorativo presso la sede RAS a Roma.

Avv. Bonanni, è riuscito a trionfare contestando in primis l’omessa pronuncia da parte del primo giudice con riguardo ad altre domande proposte (prestazione aggiuntiva di cui al Fondo delle Vittime Amianto, rilascio del certificato di esposizione all’amianto), e poi il carattere multifattoriale della malattia e deducendo “l’irrilevanza delle specifiche mansioni svolte, essendo stata accertata l’esposizione di tutti i lavoratori del Polo Petrolchimico di Priolo” si legge sulla sentenza.

Risultato? La vittoria dell’avvocato

In riforma della sentenza impugnata e accertata l’origine professionale del mesotelioma, grazie al Presidente ONA Ezio Bonanni, è stato riconosciuto al Sig. Calaci il diritto alla rendita per malattia professionale con grado invalidante del 100%, con condanna all’Inail di corrispondere agli eredi pro quota “i ratei arretrati dal 1/12/2014 l 15/7/2015, oltre agli interessi legali dal 121° giorno successivo alla domanda amministrativa al saldo.

Insomma: giustizia è fatta!

Benefici contributivi: aggiornamento ONA News 2021

L’ONA ha rivolto un ulteriore appello alle istituzioni per cercare una soluzione concreta alla vicenda dei lavoratori di Priolo Gargallo. L’associazione si è esposta anche attraverso una puntata della trasmissione ONA News, nella quale sono intervenuti anche alcuni rappresentati delle istituzioni.

NEMO ITALIA, VA’ DOVE TI PORTA LA METRO!

Assistenza ONA
Assistenza ONA

Beh, la notizia ordinaria di oggi, che fa straordinaria la nostra riflessione, è che l’italico ingegno si è di nuovo manifestato con successo, ma all’estero, in quel di Copenhagen, dove la Regina Margrethe Alexandrine Þórhildur Ingrid II ha inaugurato ieri la nuova Metro.

Non abbiamo più lacrime per piangere

Un gioiello ultrasmart interamente automatizzato per uno strategico percorso circolare di quindici chilometri, che mette a sistema tutto il resto del trasporto . Niente personale alla guida e concepita in collaborazione con la ATM di Milano per funzionare ininterrottamente H24.

Si tratta di un servizio essenziale per tutti, sottratto alla volubilità ed alla fragilità degli umani, scioperi compresi. Ora, se questa è l’ennesima conferma delle nostre capacità progettuali e realizzative, la differenza sta nella committenza e nell’utenza, decisamente di pasta diversa dalla nostra, per me, la riflessione da fare è scontata, posto che mi onoro di essere stato autore richiesto, ascoltato ed accettato sempre dai danesi, nel 1994, della soluzione pitagorica per la nuova organizzazione di maggiore successo planetario dedicata allo sport per tutti, come formidabile espressione della cultura popolare , alternativa alla archimedea formula olimpica “pentacerchiata”.

Assistenza ONA
Assistenza ONA

Quando, dal 30 giugno al 3 luglio di venticinque anni fa, l’idea prese corpo nel Waldemar Castle, sull’Isola di Bornholm, a Svendborg, la DGI organizzava il Festival “Landstaevne” con oltre centomila partecipanti. La nuova International Sport and Culture Association, un anno dopo, per il suo primo congresso a Copenhagen, contava poco più di una ventina di organizzazioni nazionali aderenti.

Oggi la ISCA, interlocutrice primaria di UNESO, OMS, Commissione Europea, CIO e svariati Governi, si compone di oltre 230 Associazioni in 90 Paesi , che coinvolgono complessivamente sessanta milioni di persone in ogni continente.

Ecco, devo dire che, senza l’affidabilità vichinga, quella intuizione , quel colpo d’estro, che colse un momento particolare delle avvertite esigenze di cambiamento per il ruolo dello sport nella collettività civile, si sarebbe perso tanto quanto il resto del latte da noi ampiamente versato in casa per decenni di inutili pantomime, impantanati tra burocrazia, clientele, ipocrisia, senza arrivare a conclusione e per il quale non abbiamo più lacrime per piangere.

Lasciamo che il futuro dica la verità!

Salvo miracoli inattesi, il nostro destino rimarrà quello di continuare a fare i profeti, come ricercatori, inventori, costruttori, navigatori, poeti ed imprenditori all’estero, piuttosto che in Patria, proprio come recita il proverbio.
ANSA) – BRUXELLES, 29 SET – Un anello di 15,5 chilometri a 30 metri di profondità, che consentirà di trasportare fino a 75 milioni di passeggeri l’anno: è il biglietto da visita della nuova linea della metro di Copenaghen costruita da Salini Impregilo, inaugurata dalla regina Margherita II di Danimarca.

Presenti alla cerimonia anche alcuni rappresentanti della famiglia reale, il primo ministro Mette Frederiksen, il ministro dei Trasporti Benny Engelbrecht, il sindaco Frank Jensen e Pietro Salini, ad di Salini Impregilo.

Realizzata in otto anni, un record per progetti analoghi in Europa, Cityringen interpreta una nuova concezione di mobilità, con la linea che gira intorno al centro cittadino, intersecando i percorsi delle altre linee metro e dei bus.

Con i treni ogni 80-100 secondi, la metro sarà in grado di trasportare ogni anno 72 milioni di passeggeri, dando così il proprio contributo all’obiettivo più ambizioso di Copenhagen: diventare entro il 2025 la prima capitale carbon neutral, cioè ad emissioni zero, al mondo.

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”

I servizi di assistenza dell’Osservatorio

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Aps e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

assistenza ona

Chirminisi Salvatore: storia di un’altra vittima amianto

strage Amianto Marina Militare

L’avv. Ezio Bonanni, legale della famiglia della vittima, è riuscito ad ottenere giustizia per la morte del Sig. Chirminisi Salvatore, avvenuta a causa del mesotelioma il 14/04/2011.

Ennesima vittoria dell’avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA

Chirminisi è un’altra delle tante vittime della Marina Militare e del Ministero della Difesa, (peraltro più volte imputati penalmente per il reato di omicidio).

L’amianto ha infatti provocato migliaia di morti tra i soli militari in servizio presso le unità navali della Marina Militare Italiana.

La vittoria è un grande risultato, visto che Chirminisi era una delle tante persone offese nel procedimento penale, c.d. Marina bis (solo che la sua posizione era stata stralciata, perché nelle more tutti i titolari delle posizioni di garanzia sono premorti).

La storia e la carriera di Chirminisi Salvatore

La carriera di Chirminisi comincia nel 1971 quando inizia il servizio di leva, poi una lunga serie di missioni:

Dal 09.01.1972 presso Maridepocar e, poi, dal 10.01.1972 presso Mariscuole – La Maddalena (fino al 12.02.72) poi ancora presso Marinferm – La Maddalena (fino al 21.02.72), poi Compamare Livorno (fino al 06.07.72) ed infine, imbarcato sulla nave scuola Amerigo Vespucci (dal 07.07.72 fino al 10.11.72); successivamente, prosegue il suo addestramento presso Mariscuole in Taranto dall’11.11.72 al 16.10.73

In particolare, durate la sua missione presso l’Amerigo Vespucci, il Sig. Chirminisi, motorista navale, addetto all’impianto termico, manipola amianto friabile e compatto, in esecuzione degli ordini dei superiori, senza mai essere al corrente delle informazioni di rischio, e degli strumenti di prevenzione tecnica e protezione individuale.

I servizi di assistenza Osservatorio Nazionale Amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita. In caso di servizio reso nelle Forze Armate, ovvero in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, nel rapporto di pubblico impiego non privatizzato, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.

assistenza ona

Una bomba ad orologeria chiamata “Amerigo Vespucci”

La nave scuola della Marina Militare, considerata la più bella del mondo, stando alle testimonianze di alcuni lavoratori, non era dotata di adeguati sistemi di areazione, aspirazione o condizionamento all’interno delle sale macchine e coloro che vi lavoravano operavano in condizioni microclimatiche particolarmente estreme, in quanto le temperature si aggiravano tra i 40 e il 60 gradi.

Il sig. Chirminisi era dunque in continuo contatto con amianto di ogni tipo.

Non solo il calore degradava qualsiasi materiale, ma anche l’esposizione era continua durante le fasi di manutenzione e riparazione, ciò in quanto, contrariamente alle pratiche più moderne proceduralizzate dopo gli anni novanta, alla sostituzione si procedeva con modalità non protette ossia senza l’uso di dispositivi di sicurezza, oltre che mediante la rottura con scalpelli o arnesi comuni del rivestimento coinbente e la sostituzione con altro di pronto uso, disponibile a bordo.

L’amianto era altresì utilizzato nelle tubolature, negli interruttori elettrici di grosse dimensioni, negli indumenti protettivi antifiamma, individuali o di gruppo, ossia di tute ignifughe che all’epoca erano realizzate con tessuti contenenti fili di amianto (erano calzari, pantaloni, giacca e cappuccio con visiera).

A tale ultimo riguardo, a rotazione, circa una volta la settimana o anche meno, tutti gli imbarcati erano tenuti a svolgere delle esercitazioni che prevedevano l’uso delle tute ignifughe.

L’amianto infine era presente nei materassini, cuscini e coperte, per cui era impossibile che il Sig. Chirminisi possa in qualche modo aver evitato il contatto.

La diagnosi di mesotelioma bifasico

In virtù della sua qualifica di ‘specialista’, oltre a ‘missioni’, aveva infatti svolto anche altra attività di servizio che esulava rispetto alla funzione propria, tenendo presente le modalità dell’attività di servizio imbarcati: infatti in mare, a causa del moto ondoso, e della particolarità del veliero (non certamente una unità navale così stabile), e nel corso delle esercitazioni in mare, e per effetto delle ‘salve’, che scuotevano ulteriormente la nave, si venivano a determinare ulteriori elementi di riduzione allo stato pulverulento dei materiali di amianto, che peraltro questi doveva manipolare direttamente.

In data 30.04.09, il Sig. Chirminisi Salvatore inizia ad accusare dolori al petto, difficoltà respiratorie e calo ponderale di peso, e dopo essere stato sottoposto a svariati accertamenti clinici, in data 30.07.09, riceve la relazione oncologica, non certo positiva, sulle sue condizioni di salute.

Nel mese di giugno, d’altra parte, la Commissione medica per l’accertamento degli stati di invalidità civile e dell’handicap, certifica la diagnosi di “mesotelioma bifasico programmato trattamento sistemico”.

Da lì il calvario e l’inutile corsa contro il tempo: 14.04.2011, il Sig. Chirminisi Salvatore muore per le conseguenze del mesotelioma, come riporta il certificato di morte redatto in data 18.05.2011 dal Dipartimento di Prevenzione del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’Azienda Sanitaria Locale di Asti, dovuta a “mesotelioma pleurico sx; cachessia neoplastica; arresto cardiocircolatorio”.

Alla vedova, la Sig.ra Akymenko Tetyana, madre della minore Chirminisi Francesca, non resta altro che rivolgersi allo studio legale dell’Avv. Bonanni, confidando di ottenere le provvidenze di cui al riconoscimento di vittima del dovere.

I soliti negazionismi: rigetto della domanda

Il Ministero della Difesa, con provvedimento del 05.05.2016 decide tuttavia di rigettare la domanda di riconoscimento di vittima del dovere, negando la causa di servizio, ovvero la riconducibilità del mesotelioma che ha provocato la morte del Sig. Chirminisi Salvatore all’esposizione professionale a polveri e fibre di amianto dal 18.11.1971 al 17.10.1973, sorvolando sugli atti del procedimento penale, ed in particolare sul rapporto dell’Ispettore Omero Negrisolo, e nella CT del PM a firma del Prof. Comba (ISS) e del Prof. Soffritti, e perciò stesso, dunque, legittimando l’azione giudiziaria finalizzata ad ottenere la tutela dei diritti della vedova e dell’orfana di vittima del dovere.

E dire che il Prof Soffritti aveva confermato il fenomeno epidemico di patologie asbesto correlate tra coloro che avevano prestato servizio in Marina Militare, e in particolare sulla nave Amerigo Vespucci, a causa del fatto che fu usato amianto in particolare sotto coperta e in particolare con mansioni gravose riservate al personale di leva.

La sentenza di I°: rigetto del ricorso

Il 10/11/2017 il Tribunale di Asti, in funzione di Giudice del Lavoro, decide pertanto di rigettare le domande della parte appellante con il seguente dispositivo: “PQM uditi i procuratori delle parti, definitivamente pronunciando, ogni altra istanza ed eccezione disattesa, rigetta il ricorso e dichiara interamente compensate tra le parti le spese di lite. Visto l’art. 429 c.p.c. indica in giorni sessanta il termine per il deposito della motivazione della sentenza.

L’appello e l’intervento dell’Avv. Bonanni

Decisivo l’intervento dell’Avv. Ezio Bonanni, nella qualità di procuratore e difensore della Sig.ra Akymenko Tetyana, che propone appello avverso la Sentenza del Tribunale di Asti, in funzione di Magistratura del Lavoro, n. 248/2017.

Il Presidente ONA – Osservatorio Nazionale Amianto chiede ed ottiene che vengano accolte tutte le domande proposte in primo grado.

La Corte di Appello di Torino, in funzione di Magistratura del lavoro, riforma la sentenza del Tribunale di Asti, sezione lavoro, n. 248/2017 riconoscendo alla vedova ed alla figlia lo status di vedova e orfana di vittima del dovere, con equiparazione, ai fini previdenziali, alle vittime del terrorismo.

La Commissione d’Inchiesta per esposizione all’amianto

Utile precisare che la ricostruzione del Tribunale di Asti  era in palese contrasto con le risultanze della Commissione di Inchiesta della Camera dei Deputati, recante data 19/07/2017 (seguita da relazione del 07/02/2018) che confermano il fenomeno epidemico di patologie asbesto correlate nel personale civile e militare delle Forze Armate, e in particolare nella Marina Militare Italiana.

Il Tribunale, infatti, nella ricostruzione dei fatti, ammetteva che il militare era stato esposto all’amianto e vittima delle violazioni ex art. 2087 c.c., e tuttavia sosteneva che le condotte descritte nel ricorso ‘rientrando in definitiva l’esposizione alle fibre di amianto presenti nei locali in cui il predetto si è trovato ad operare in un ordinario rischio ambientale … della ordinarietà della prestazione lavorativa’, in palese contrasto con il dato normativo che, in riferimento alle lavorazioni dell’amianto, le considerava insalubri già per effetto del R.D. 442/1909, tanto da interdirne le lavorazioni alle donne e ai fanciulli.

Si chiude il processo: l’amaro verdetto

Il 26/9/2009 il Ministero della Difesa, con Sentenza 358/2018 viene condannato ad erogare tutte le prestazioni di cui alla domanda amministrativa, e in ogni caso le prestazioni di vittima del dovere, con equiparazione alle vittime del terrorismo.

A beneficiarne saranno la vedova e la figlia minore dello scomparso.