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sabato, Agosto 15, 2026
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Il Governo fatto dal Popolo A cura di Fabio Papini

Fabio Papini
Fabio Papini

Mi sono interessato all’Osservatorio Nazionale Amianto, in quanto la ritengo  una validissima associazione di carattere nazionale che si occupa di una situazione gravissima, o meglio di una situazione che potrebbe benissimo non essere così grave se solo gli enti preposti, a cominciare dal Governo, cominciassero a prendersi cura e a tutelare la salute dei lavoratori e delle persone in generale. Invece, a quanto pare, non sembrano fare nulla.

Fabio Papini

Fabio Papini: “Sono un maestro fuori ruolo che lotta contro l’amianto”

L’ONA si occupa non solo delle persone decedute, a cui è stato negato il diritto alla vita a causa di un killer spietato, ma assiste e tutela anche i loro familiari che, oltre ad essere distrutti per la grave perdita, fanno anche molta difficoltà ad essere risarciti perché non ci sono leggi adeguate. Una vera ingiustizia, oltre al danno anche la beffa.

Io, personalmente, sono vicino alla problematica amianto perché sono un cittadino italiano e, in quanto tale, ho il dovere di interessarmi per il bene comune. Due giorni fa, io, insieme al Dott. Mimmo Greco e al Sig. Pietro D’Amico, abbiamo dato vita ad un’iniziativa: abbiamo aperto ufficialmente, attraverso le nostre pagine Facebook, “il governo provvisorio italiano” che si presenterà al popolo italiano, tra qualche mese, con un proprio vero programma.

Livorno è una città che si trova nella stessa situazione delle altre città italiane, una città che ha tutte le leggi adatte per poter aiutare i lavoratori livornesi, sia riguardo al discorso disoccupazione che per la questione amianto. I sindacati e la USL, ente pubblico preposto per il benessere di lavoratori e cittadini, in tutto questo che ruolo giocano? la USL, soprattutto, dovrebbe, intervenire immediatamente su due questioni importanti: 1)favorire, per quel che le compete, il trovare posti di lavoro, 2)affiancare i lavoratori che sono in gravi difficoltà proprio per la perdita del lavoro.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Aps  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita. In caso di servizio reso nelle Forze Armate, ovvero in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, nel rapporto di pubblico impiego non privatizzato, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.

assistenza ona

Nel programma previsto per il Governo provvisorio italiano abbiamo predisposto anche il ritorno alla Lira, dobbiamo tornare ad essere sovrani. Il Governo lo fa il popolo!

La questione dell’amianto è, in se per sé risolvibilissima, la problematica c’è ma si può risolvere, anche l’attuale Governo potrebbe farlo perché le leggi ci sono. Proprio per questo sarà sicuramente un punto all’ordine del giorno nel nostro Governo. Mi sento di poter dire di riuscire a risolvere finalmente il problema amianto.

Vorrei concludere, infine, sottolineando quanto sia preoccupante la storia che riguarda i militari, i vigili del fuoco e le forze armate in generale. Loro, che per adempiere il loro dovere mettono a rischio ogni giorno le loro vite, sono doppiamente non rispettati. Molti di loro si sono ammalati a causa dell’esposizione ad amianto, esposizione però a cui non si sono potuti sottrarre.

Tutto ciò che vi ho raccontato è palese e noto a tutti, proprio per questo mi sembra veramente paradossale che ci siano voluti l’intervento dell’Avv. Ezio Bonanni e l’ONA Onlus per far conoscere ai lavoratori e familiari esposti i loro diritti e che si debba ancora ricorrere ad infinite cause legali per far vedere riconosciuti i loro diritti.  E mi batterò sempre affinchè essere Italiani significhi essere fieri di appartenere a una grande civile Nazione.

ONA a Milano “Capitale italiana dell’amianto”

Il presidente ONA Ezio Bonanni sbarca a Milano e parla ancora una volta del “killer silente” chiamato amianto. Milano è “la capitale dell’amianto con record di casi di mesotelioma” e in Lombardia ci sono stati “2000 decessi solo nel 2017 per patologie asbesto correlate” tuona l’Avvocato durante un dibattito presso il Tribunale a Milano, organizzato da ONA in collaborazione con Labour Network, titolato “Come difendersi dall’amianto: responsabilità civili, penali e profili previdenziali”.

La capitale dell’amianto con record di casi di mesotelioma

Milano sonnecchia?

In particolare- sottolinea il legale-a Milano si è vista particolare trascuratezza nelle misure di sicurezza che, seppur in sé poco efficaci, avrebbero diminuito le esposizioni e dunque l’impatto della fibra killer sulla salute dei lavoratori e dei cittadini”.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto.

Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita. In caso di servizio reso nelle Forze Armate, ovvero in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, nel rapporto di pubblico impiego non privatizzato, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.

assistenza ona

Cifre da fare accapponare la pelle.

In Lombardia ci sarebbe il 33% della presenza di amianto in Italia, con 207 mila contaminati, di cui il 12 per cento nel settore pubblico e l’88 per cento nel privato, per un totale di 6 milioni di metri quadrati. Di questi, 1,5 metri quadrati sono di amianto “in matrice friabile”.

Milano e l’hinterland sono in testa alla classifica, con 882 decessi (periodo 2000-2015), a Milano città sono stati 653. Seguono le province di Bergamo (564), Varese (453), Pavia (491), Monza e Brianza (394), Brescia (387), Como (237), Cremona (171), Lecco (166), Mantova (140), Lodi (112), Sondrio (83), Valcamonica (34

Stando ai dati ONA, dal 2000 i casi di mesotelioma sono in netto e costante aumento, in linea con le rilevazioni del registro mesotelioma Regione Lombardia. Dal 2000 al 2014 sono stati censiti in totale 5.897 casi. Nel 2017 sono stati segnalati attraverso la piattaforma interattiva ONA Repac più di 500 casi di mesotelioma. 

Non si devono inoltre trascurate tutte le altre patologie causate dall’amianto, che hanno provocato addirittura il doppio dei decessi rispetto a quelli provocati dal mesotelioma. Il totale per tutte le malattie di questo tipo in Lombardia lo scorso anno arriva appunto a 2 mila morti.

Una questione di costi?

Anche!

Pensate che la Regione dovrà spendere 400 mila euro per eseguire una mappatura totale dei siti contaminati. 

Una maturata consapevolezza 

Fortunatamente sono sempre più numerosi i soggetti che decidono di denunciare la presenza di amianto, anche e sopratutto all’interno delle aziende milanesi.

Per citare qualche esempio:

Un ex direttore generale di ATM (azienda tranviaria milanese) è stato scagionato dall’accusa di omicidio colposo per la morte di 6 lavoratori; 

10 dipendenti del Teatro della Scala sono morti per patologie asbesto correlate;

Alcuni dirigenti della Pirelli sono stati chiamati in causa per lo stesso motivo; 

Il titolare di una falegnameria è stato condannato in Cassazione per il decesso di un lavoratore.

Insomma, si continua a morire d’amianto?

Eccome!

Questo nonostante la fibra sia bandita con la legge 257/1992.

La magistratura cosa fa?

Il Pm Maurizio Ascione, che ha istruito numerose inchieste relative alla morte di operai finite con assoluzioni, ha dichiarato “il mondo del lavoro purtroppo deve registrare negli ultimi anni una lunga serie di casi di neoplasie dipendenti dalle fibre di amianto”.

Poi ha aggiunto “la magistratura sta seguendo un complesso e profondo percorso sulla tematica, atteso il principio della obbligatoria azione penale che poi, però, deve confrontarsi con la verifica della responsabilità penale che è personale. Forse però può diventare importante una riflessione, anche in altre sedi, prima di tutto del legislatore”.

Il timore di Bonanni…

Il Presidente Ezio Bonanni non è affatto sereno e sostiene “ la condizione di rischio in Lombardia, con particolare riferimento agli istituti scolastici e alle case popolari presenti nella città di Milano dovrebbero far riflettere”. E prosegue “ci sono 6 milioni di metri quadri, di cui 1,5 di amianto in matrice friabile, che hanno necessità di bonifica e smaltimento”. Se questo non dovesse avvenire, vi saranno altri malati e morti.

E del ricercatore…

Luciano Mitti, docente alla Temple University di Philadelphia, ha stilettato “la ricerca sul mesotelioma nel mondo ha sofferto di una scarsezza di fondi disponibili e in Italia, purtroppo, anche di una gestione politica delle risorse. Questo non ha impedito che in laboratori fuori dal nostro Paese ricercatori italiani stiano ottenendo risultati straordinari nel campo delle terapie”. 

Ok Italia parliamone: l’intervento del presidente ONA

Presidente ONA
Presidente ONA

Amianto minaccia silente e dimenticata, ok Italia Parliamone

Il 3 ottobre durante la trasmissione “OK ITALIA PARLIAMONE” – Magazine di attualità, cultura, economia, politica, società – si è affrontato il tema “Amianto, minaccia silente e dimenticata

Tra gli esperti intervenuti in studio per parlare di questa minaccia troppo spesso tenuta nascosta, anche il  Presidente ONA  Avv. Ezio Bonanni, che da oltre dieci anni si batte per la questione amianto a 365°.

Amianto: un pericolo sempre in agguato

Allarmanti i dati  presentati in Aprile da Legambiente nel dossier “liberi dall’amianto 2019”.

A gravare sulle spalle del Paese, ancora sotto scacco dell’amianto, anche i ritardi legati agli obblighi di legge. Allo stesso modo anche i piani regionali amianto (PRA).

Questi dovevano essere pubblicati entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge. Considenrando che mancano ancora in alcune Regioni, successivamente si è scoperta inadempienza anche per le attività di censimento e mappatura.

Così come per le bonifiche dei siti contaminati, che procedono a rilento, e alle campagne di informazione e sensibilizzazione.

Sulla base delle risposte date dalle Regioni (15 su 21), nel 2018 sulla nostra penisola ci sarebbero ancora circa 370 mila strutture contenenti. Di queste 215 mila sono edifici privati, 50mila pubblici, 20mila siti industriali e 65mila coperture in cemento amianto.

I database del Ministero dell’Ambiente sono meno allarmanti. La mappatura completa della presenza di amianto sul territorio nazionale (di concerto solo con alcune regioni) il cosiddetto Piano Nazionale Amianto, ha infatti censito solo 96.000 siti interessati.

La Banca Dati Amianto, pertanto, non consente una copertura omogenea del territorio nazionale. Inoltre i dati raccolti necessitano di ulteriori verifiche in quanto le regioni hanno utilizzato nella raccolta dei dati criteri non omogenei.

Ok Italia parliamone: amianto nelle scuole

La legge 257 del 1992 bandiva l’amianto. Tuttavia ad oggi ci sono ancora 2400 edifici scolastici contaminati. Sono 350mila gli alunni e 50mila gli addetti ai lavori, ad essere esposti al rischio.

Anche l’Inail ha diffuso dei dati sanitari preoccupanti. Infatti sono stati censiti oltre 21mila casi di mesotelioma maligno tra il 1993 e il 2102.

Ancora più allarmante è il numero di decessi correlato alle patologie da amianto, ovvero oltre 6000morti l’anno.

Purtroppo il processo di risanamento e smaltimento è lento e le bonifiche non vengono effettuate adeguatamente.

A dirlo è sempre il dossier di Legambiente dell’Aprile 2019. In esso si legge che dei 265000 edifici pubblici e privati solo 7mila sono stati bonificati e che per lo smaltimento su tutto il territorio, nazionale sono state adibite 18 discariche ubicate in 8 regioni.

Il Presidente ONA a Ok Italia parliamone

Ad essere a rischio sono numerose strutture pubbliche e private. Questo tema è stato abbondantemente approfondito con il battagliero legale Bonanni.

Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha formato al dicastero una commissione di lavoro per la riforma normativa che riguarda il settore dell’amianto. A guidarla sarà il presidente Raffaele Guariniello, il primo magistrato a seguire l’istruttoria e tutto il processo Eternit.

Fra i suoi membri vi è naturalmente anche l’Avv. Ezio Bonanni, uno dei massimi esperti in materia.

Intervenuto al dibattito, l’avvocato Ezio Bonanni, ha affermato “io ho già comunicato al Ministro Costa una serie di proposte in base alle quali affrontare e risolvere la questione amianto in Italia.

I poteri della commissione sono abbastanza limitati, nel senso che deve elaborare un testo che poi andrà all’attenzione del Ministro. Poi dal Ministro va depositato ed esibito al Consiglio dei Ministri”.

Ok italia parliamone: le proposte dell’Avv. Ezio Bonanni

Il Presidente ONA Continua – “In qualità di componente di questa commissione, ho proposto di affrontare la problematica amianto secondo i principi di prevenzione primaria. Quindi ho proposto di far fronte anche ai costi di bonifica attraverso l’utilizzo dei fondi strutturali europei.

Ho proposto anche l’elaborazione di un testo abbastanza snello, potenziando le strutture pubbliche di elaborazione dei progetti. 

Facendo emergere poi che l’Italia è una delle poche nazioni che non riceve i contributi europei perché mancano i progetti. Ho anche specificato che attraverso un sistema di agevolazioni fiscali o credito d’imposta, da distribuire senza limitazioni alle imprese pubbliche e private, è possibile bonificare e risparmiare sulla spesa sanitaria e previdenziale.

Proposte messe nero su bianco anche al Presidente della Commissione dott. Guariniello unitamente al generale dei carabinieri Cardillo, componente del Comitato tecnico scientifico dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Ci attendiamo che il Governo, oltre che il Ministro, prendano atto delle nostre proposte, avanzate con onestà intellettuale. È evidente che il problema deve essere affrontato in modo serio. Il riordino normativo non è sufficiente. Anzi io ho proposto al Ministro di curare l’attuazione delle norme già esistenti.

Perche non c’è soltanto la necessità di creare un nuovo testo unico dell’amianto, (questo è il tema iniziale del mandato).

Quanto piuttosto quello di permettere l’attuazione delle norme, molte delle quali rimaste inattuate.

Dalla bonifica delle scuole, per cui vi è un primo decreto del 1986, alla bonifica degli impianti sportivi ed altro. Naturalmente, ove non dovessi trovare un riscontro nel Governo rispetto a queste tesi e proposte che ho lanciato ormai da più 20 anni, ne trarrò debite conseguenze”.

A che punto sono i lavori della Commissione amianto costituita nell’aprile 2019?

“A distanza di tre mesi dalle esternazioni del Ministro Costa che affermava a proposito della Commissione amianto:

ho provveduto a istituire presso il ministero dell’Ambiente una commissione di lavoro per la riforma della normativa sull’amianto, che entro tre mesi produrrà i primi risultati.

ancora non si vedono risultati tangibili.

L’Avvocato Bonanni, in risposta al dubbio ha spiegato:

“L’ONA che io presiedo, continua il suo impegno. Non solo sul fronte giudiziario con numerose sentenze anche di condanna della pubblica istituzione. Ma anche attraverso un’opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul tema, avanzando altresì ulteriori iniziative aperte a tutte le forze politiche ed istituzionali, con significativi risultati già raggiunti.

Attraverso le nostre segnalazioni, molte scuole sono state bonificate e gli impianti sportivi si avviano ad un programma di bonifiche. Stiamo lavorando anche sulle forze armate”.

Militari e forze dell’ordine esposte all’amianto

Oltre agli operai delle fabbriche morti per malattie asbesto correlate, si sono ammalati e morti anche i nostri militari e, soprattutto quelli della Marina (ben 1.100 marinai sono morti prematuramente). Questo perché fino al 92 c’era amianto nelle flotte, sopratutto quelle degli Stati Uniti, nonostante fin dagli anni ‘60 si sapesse dei rischi legati a questo agente patogeno. 

L’Avv. Bonanni, in prima linea sulle cause contro Il Ministero della Difesa e contro la Marina Militare ha ampiamente risposto affermando: “Purtroppo tra i nostri militari della Marina, ma anche dell’Esercito, dell’Aeronautica e anche dei Carabinieri c’è un fenomeno di epidemie e patologie da amianto.

Non solo del mesotelioma di cui si è già discusso, ma anche del tumore del polmone, asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici ed altre patologie.

Come Osservatorio Nazionale Amianto ed io in qualità di Avvocato, purtroppo abbiamo segnalato alla Procura della Repubblica di Padova centinaia di casi. Sono stati allestiti ben tre procedimenti.

Il primo ha avuto già due passaggi in Cassazione con l’annullamento delle sentenze di assoluzione degli ammiragli. Mentre il Marina Bis è terminato in primo grado con un’assoluzione che è stata impugnata dalla Procura generale di Venezia su mia personale istanza e su istanza degli altri difensori di parte civile”.

Impegno dell’Avv. Bonanni nella tutela vittime del dovere

L’avv. Bonanni continua – “Assistiamo giorno dopo giorno a continue sentenze di condanna in sede civile, al risarcimento dei danni ed alla costituzione di prestazioni di vittime del dovere.

Questo è molto importante. Perché coloro che sono vittime o i familiari in caso di decesso, possono chiedere il riconoscimento di vittima del dovere. Ovvero, delle prestazioni che consistono nella speciale elargizione ed in un assegno vitalizio che vanno liquidati agli eredi e agli orfani.

Come associazione abbiamo segnalato il caso, che non condividiamo, di non erogare queste prestazioni agli orfani che lavorassero al momento della morte del loro congiunto.

Questo è un fatto ingiusto perché è punitivo nei confronti di quei ragazzi che, per sostenere un familiare in gravi difficoltà, hanno magari abbandonato gli studi oppure hanno comunque lavorato e che vengono quindi “premiati” dallo Stato, dopo aver perso un loro congiunto, senza la liquidazione di queste prestazioni né tra l’altro del risarcimento del danno.

E’ proprio per questi motivi che come Associazione abbiamo più volte sollecitato il Ministero della Difesa. Avevamo avuto dal Ministro della Difesa Trenta una importante sponda, almeno apparentemente.

Purtroppo non si è concretizzata. Recentemente abbiamo ribadito le nostre proposte anche al Sottosegretario di Stato alla Difesa Tofalo e ci auguriamo di dover smettere di alimentare continui procedimenti.

Noi sosteniamo che è paradossale che un militare, che spesso viene già riconosciuto vittima del dovere, non riceva poi le prestazioni, (lui o i familiari), nonostante questo riconoscimento,

È una questione paradossale quella delle vittime costrette a far causa penale o civile agli alti ammiragli, responsabili di queste morti, e  allo Stato”.

Un processo durato 4 anni: tutti assolti

A Gennaio si è concluso, presso il Tribunale di Padova, il processo ad alcuni alti ufficiali della Marina Militare per la morte di molti marinai a causa di patologie asbesto correlate: mesotelioma pleurico e tumore al polmone.

La sentenza però ha dell’incredibile: tutti assolti. Questa la richiesta da parte del pubblico ministero, dopo un processo durato quasi quattro anni ed una inchiesta di quasi quindici.

A dispetto delle evidenti corresponsabilità, i vertici sono stati assolti perché, (stando alla sentenza), non competeva agli alti ufficiali la messa a disarmo delle unità navali, ma si ravvisava una responsabilità da parte della politica, rea di non aver stanziato le risorse necessarie per mettere a riposo le navi contaminate da amianto.

L’Avv. Bonanni ha puntualizzato:

“Questo processo ci ha visti impegnati come Associazione e me come avvocato. Ho discusso per più di tre ore davanti al Tribunale di Padova per smontare quella tesi errata. Gli alti ufficiali o gli ammiragli avrebbero potuto intanto adottare delle misure elementari.

Non tanto la messa in disarmo della nave. Ma semplicemente bagnare i materiali di amianto, evitare una più massiccia esposizione dotando i militari di maschere protettive, evitando di usare l’amianto friabile nelle cuccette dove questa gente dormiva e tante altre misure. Misure che non avrebbero imposto costi elevati e che dovevano essere adottate.

Per cui, già questa negligenza, questa imprudenza, questa imperizia, questo non avvertire il militare del rischio, hanno determinato una più elevata esposizione e con essa, un danno più elevato.

Questo è il tema che ha permesso alla Procura generale di Venezia di accogliere la mia richiesta e di impugnare questa sentenza assolutoria nel penale”.

L’impegno dell’ONA e il suo presidente nelle cause civili

“Noi siamo anche impegnati nelle cause civili e negli altri giudizi per ottenere il risarcimento del danno e auspichiamo che con il risarcimento del danno si possa evitare da parte nostra di continuare a costituirci parte civile, anche nell’ulteriore procedimento in Marina Ter, che vede 1101 casi di vittime, riportate tra l’altro nella relazione finale della Commissione parlamentare d’inchiesta della scorsa legislatura del 7 febbraio 2018, in cui si fa questo riferimento.

Ricordo a me stesso, che nelle forze armate sono stati censiti fino al 2015 870 casi di mesotelioma, di cui 530 soltanto nella Marina Militare. A fronte di 530 mesoteliomi ci sono almeno 1000 decessi solo per cancro polmonare.

Come Associazione abbiamo stimato almeno 3000 decessi solo nella Marina Militare solo per le patologie asbesto correlate.

A fronte di questo, evidentemente auspichiamo che ci sia un presa d’atto ed una volontà politica al fine di evitare future esposizioni ed avere maggiore attenzione per i  nostri militari che sono comunque delle vittime della pace, perché non siano esposti a questo, come a un programma vaccinale errato, come alle nano particelle originate dall’uranio impoverito e tante altre cose.

Questo è il principio: necessità di prevenzione primaria perché i processi penali non servono a niente, perché non restituiscono la vita o la salute a chi l’ha persa”.

Amianto in Alitalia

In riferimento ai casi di amianto negli aeroporti, il Presidente ONA ha poi tuonato:

“In Corte di Appello con sentenza passata in giudizio da me discussa dal 2008, 517 fibre litro nella zona aeroportuale, perché gli aeromobili nel frenare avevano i ceppi freno in amianto e le fibre si aerodisperdevano nella zona, determinando un elevato numero di patologie asbesto correlate nel personale di Alitalia, nei tecnici aeronautici, oltre che piloti ed assistenti di volo e operatori del territorio.

Come ONA, tra i nostri migliori obiettivi c’è stato quello di far bonificare gli aeromobili che fino al 2003/2004 avevano componenti in amianto, ma il tema principale su cui cerco di sensibilizzare tutte le forze politiche è quello della bonifica delle scuole.

La problematica delle scuole è stata da noi sottolineata fin dal 2012 con degli esposti denuncia a diverse Procure d’Italia e i dati  diffusi nel febbraio 2012, circa le 2400 scuole che noi avevamo censito, sono stati confermati dal Censis nel 2014.

Ed è di meno rispetto al dato reale perché erano solo le scuole di cui noi avevamo avuto riscontro e a distanza di molti anni purtroppo siamo ancora al palo con le bonifiche delle scuole stesse”.

Gli impianti sportivi

Infine il legale Bonanni ha trattato la questione amianto nelle strutture sportive.

“Molte palestre all’interno di istituti scolastiche hanno materiali in amianto. In generale, tutte le strutture sportive costruite prima del 92 hanno questi materiali in amianto ed è per questo motivo che l’Osservatorio Nazionale Amianto, d‘intesa con il Coni, con il dott. Malagò e con il Coni Fairplay, hanno organizzato a maggio una importante iniziativa tenuta nel Salone d’onore del Coni e a breve ci sarà la costituzione di un comitato ONA con campioni olimpici che hanno già dato la loro adesione per sensibilizzare tutto il mondo dello sport sulla necessità di migliorare i nostri impianti sportivi.

Lo sport è essenziale perché fondamentale per la salute, rispetto a molte malattie degenerative e quant’altro, per cui l’ONA propone un modello e uno stile di vita  che tuteli la salute a 365°, sia rispetto ai rischi amianto sia rispetto a tutti gli altri rischi.

Per questo lotteremo, abbiamo lottato e continueremo a lottare pacificamente e con gli strumenti legali, perché le nostre scuole, i nostri impianti sportivi, i nostri ospedali, anche’essi pieni di amianto (a  Rieti ci sono stati due decessi, lo conferma una sentenza della Corte d’Appello) vengano bonificati.

Confidiamo nella forza dei cittadini, al di là delle istituzioni con le quali noi intendiamo collaborare in modo pacifico e costruttivo, noi intendiamo sottolineare la necessità che tutti i cittadini si mobilitino, prendano coscienza e in modo sollecitino le istituzioni per affrontare e risolvere questo problema”.

Giustizia a Priolo: l’ONA di Bonanni vince contro l’amianto

ONA Sicilia, petrolchimico
ONA Sicilia

Un’altra vittoria per l’ONA: dichiarazione dell’avv. Bonanni

La Sicilia, terra dei sapori, ricca di storia e di fascino, famosa per le sue acque cristalline è anche la regione d’Italia del tristemente famoso triangolo della morte, nella zona Priolo-Augusta-Melilli.

Queste tre città, in particolare Priolo, ospitano il polo petrolchimico più grande d’Europa che ha portato alla morte moltissimi lavoratori per aver respirato e inalato amianto e altri cancerogeni.

La bellezza di un mare cristallino, a causa della contaminazione delle acque nelle quali erano scaricate sostanze tumorali come sali di mercurio, piombo, cromo, pesticidi, provenienti dalle industrie, è divenuta lo specchio della morte.
Tutto questo ha provocato malformazioni, tumori, leucemia e morte non solo di moltissime persone ma anche  di specie marine.
A causa dell’amianto e di altri agenti cancerogeni presenti nelle fabbriche del polo petrolchimico morirono tantissimi lavoratori e molte persone continuano ad ammalarsi, troppe in queste tre città (Priolo, Augusta, Melilli), tanto da marchiare la zona con l’appellativo “triangolo della morte”.


Fino al 1982, secondo il presidente della decontaminazione Sicilia e docente di scienze chimiche all’Università di Catania, non c’erano controlli e precauzioni per l’inquinamento marino e ambientale. Infatti, gli operai scaricavano gli scarti industriali in mare. Addirittura, i sali di ferro e mercurio provocarono il problema del cosiddetto “mare rosso”.
Ma non fu questa la cosa più grave
L’amianto e gli altri cancerogeni furono la causa di tumori come il mesotelioma (tumore strettamente legato alle fibre di amianto), il tumore al polmone, alla laringe, alla faringe, al colon, placche pleuriche.
Ci fu un notevole aumento di malformazioni, aborti spontanei, leucemie.
Anche i pesci che finirono nelle tavole dei cittadini hanno subito delle malformazioni a causa di un’elevata concentrazione di metalli pesanti” – dice all’Espresso la biologa marina Mara Nicotra, che per anni ha esaminato le specie ittiche della zona -.

Lotta contro l’amianto: necessità di bonifica

Presi provvedimenti per gli scarichi in mare ma non per l’amianto.
A parte piccole bonifiche, le industrie del polo petrolchimico sono completamente intrise di fibre di asbesto.
L’Osservatorio Nazionale Amianto, presieduto dall’avv. Ezio Bonanni, da anni lotta contro l’amianto e sostiene i lavoratori e gli esposti dal punto di vista medico, tecnico e legale.
La prevenzione e la bonifica sono la chiave per attenuare il problema.
L’ONA, infatti, solo in Sicilia, stima 100 morti l’anno per mesotelioma e 200 per carcinoma. Ma non solo i lavoratori, l’intera popolazione è a rischio:
“Secondo la sentenza 3000/2017 pubb. della Corte di appello di Roma, sezione lavoro, dalla documentazione prodotta (indagine epidemiologica del 1997 a cura dell’Organizzazione Mondiale della Sanità – OMS – e registro tumori della provincia di Siracusa) emerge come l’esposizione all’amianto riguardasse tutti i lavoratori del polo petrolchimico di Priolo e, addirittura, gli abitanti della zona”.

Un’altra vittoria per l’ONA e per l’avv. Ezio Bonanni

E.F. ha lavorato a contatto con l’amianto dal 1 Marzo 1955 al 29 Aprile del 1994, nello Stabilimento ERG Ex Montedison S.P.A. di Priolo (Siracusa) e in altri complessi industriali presenti nella zona.
All’inizio era impiegato come operaio tubista e, quindi come caposquadra di manutenzione nella zona industriale del petrolchimico di Siracusa.

“ Purtroppo, quando iniziai a lavorare nel ’55 – dichiara E.F durante l’intervista – l’amianto era comunemente usato nelle industrie per la sua economicità e le sue qualità di coibente e di isolante. Utilizzato come se non avesse effetti collaterali.
Non usavamo alcun tipo di protezione, né guanti né mascherine. Ho lavorato presso tutta la zona industriale del “triangolo della morte”. Nessuno ci ha mai detto che l’amianto era pericoloso, neanche dopo la legge 257 del 92. Tutt’oggi l’amianto è presente, nell’industria in cui lavoravo, ma anche in altri complessi industriali.
Gli operai non vengono informati, continuano a lavorare a contatto con la fibra killer, o per necessità o per disinformazione.

Grazie all’ONA e all’avvocato Bonanni ho aperto gli occhi. Quando, il 15 luglio del 2013, l’avvocato venne a Priolo, partecipai con alcuni amici al convegno sull’amianto.
Mi resi conto solo allora della pericolosità delle sue fibre. Un mio caro amico e collega si è ammalato a distanza di tanti anni”.

Infatti, le fibre di amianto, una volta inalate, anche se per un breve periodo, possono essere nocive e i tempi di latenza sono lunghissimi. Anche dopo 40 anni dall’esposizione ci si può ammalare di mesotelioma.

Riconoscimento e tutela dei propri diritti

E.F. prima di rivolgersi all’avvocato Bonanni aveva fatto domanda all’INPS per riconoscimento della malattia professionale ma la domanda è rigettata.
Con ricorso depositato il 27 Marzo del 2017, l’avv. Bonanni ha chiesto di accertare e dichiarare che il sig, E.F. è stato esposto all’amianto nella misura stabilita dalla legge per l’ottenimento dei benefici previdenziali previsti dall’art.13 c.8 della legge 257 del 1992 e a condannare l’INPS a rivalutare il periodo lavorativo e alla ricostituzione della pensione e del pagamento in favore del ricorrente dei ratei in pensione, con l’accertamento tecnico svolto. È stata provata la continuità dell’attività lavorativa a contatto con amianto grazie ad accertamento del consulente tecnico”.

«Un’altra vittoria, quella del caso del sig. E. F., che si aggiunge alle altre che ci sono state qui in Sicilia – dichiara Calogero Vicario coordinatore dell’ONA Sicilia e Siracusa, durante l’intervista – è una grande soddisfazione.
Noi siamo il polo petrolchimico più grosso d’Europa, dove c’è una fortissima incidenza di malattie e decessi causati dall’amianto e da altri agenti inquinanti.
Ci sono stati piccoli interventi ma ancora tutte le manutenzioni degli impianti sono composti da amianto. Le bonifiche non sono state effettuate e tutt’oggi il rischio è altissimo.
Abbiamo fatto ripetuti appelli chiedendo al ministro del Lavoro di emettere un atto di indirizzo, sia per quanto riguarda un ambiente più salubre sia per i numerosi esposti.

Noi siamo costretti ad agire per vie legali perché il nostro polo petrolchimico non è stato inserito negli atti di indirizzo ministeriale.
Vorremmo avere ciò che in altre regioni hanno avuto per via amministrativa. Una volta che il sito viene mappato, i lavoratori possono godere del beneficio previdenziale.
La provincia di Siracusa ha un’incidenza più alta a causa del petrolchimico e delle aziende metalmeccaniche. L’amianto era presente anche lì.
Oltre ad essere il coordinatore dell’ONA Sicilia e Siracusa, sono un ex un lavoratore esposto ad amianto. Per questo ho deciso di occuparmi della tutela e della prevenzione dei lavoratori. Per la mia terra e per i miei concittadini.

Molto è fatto ma c’è ancora tanto fare».

Il premio assegnato a Bonanni, presidente dell’ONA

L’ONA continua a sostenere gli esposti e il 29 Settembre 2019, a Priolo Gargallo , assegnato all’avv. Ezio Bonanni il premio Società e Ambiente presso il teatro comunale del Polivalente.
Il premio consegnato dal sindaco Pippo Gianni.

L’avv. Bonanni ha commentato:
«Il premio nazionale Società e Ambiente e la motivazione che fa riferimento alla tutela delle vittime dell’amianto, è un riconoscimento per l’operato mio e dell’Osservatorio Nazionale Amianto che presiedo. Per tale motivo, intendo condividerlo con Calogero Vicario, coordinatore ONA Sicilia e con l’On. Pippo Gianni, sindaco di Priolo Gargallo e componente del comitato tecnico scientifico di ONA. Priolo, come il resto della Sicilia, profuma della bellezza dei territori e del fascino della storia, che perfino l’amianto non è riuscito a distruggere, pur seminando lutti e tragedie. Ed è per questo motivo che tutti insieme dobbiamo lottare contro l’amianto e restituire alla città di Priolo, a quella di Siracusa e di Augusta, quella salubrità dell’ambiente che 30 anni di disastro ambientale hanno deturpato”.

Presente e futuro delle donne

Donne
Donne

All’Evento unico e particolare, ideato e organizzato da Donatella Gimigliano, Presidente dell’Associazione Consorzio Umanitas. Unisce due grandi temi del mondo femminile, la violenza di genere e quella del tumore al seno. Partendo dalle cicatrici e dai segni indelebili che lasciano nel corpo e nell’anima, nel presente e nel futuro di una donna. Saranno rappresentati anche i valori insostituibili dell’etica e della difesa. Dai rischi ambientali con il Comitato Nazionale Italiano Fair Play e l’Osservatorio Nazionale Amianto, dai rispettivi Presidenti, Ruggero Alcanterini ed Ezio Bonanni.

Roma: “Women for Women against violence – PREMIO Camomilla”

Obiettivo della kermesse, che sarà presentata da Arianna Ciampoli e Livio Beshir, è sostenere il progetto “Valigia di Salvataggio” dell’associazione Salvamamme, pensato per rispondere alle richieste delle tante donne in fuga vittime di violenza con un piano di azione completo che le metta al sicuro nei giorni successivi all’abbandono della loro casa o in momenti di alta criticità.

“Women for Women against violence – PREMIO Camomilla” gode del Patrocinio della Rai, della Regione Lazio, del Comune di Roma, dell’Unicef, della Croce Rossa Italiana e della LILT (Lega Italiana Lotta contro i Tumori).

Dopo un welcome drink dedicato alle eccellenze di Calabria, il nutrito programma della serata, che sarà aperta dal violino elettronico del magico Andrea Casta, prevede un talk, diretto da Antonio Centomani, durante il quale sono presentati contributi video e progettuali sui due temi ispiratori dell’evento e la consegna del “PREMIO Camomilla” (fiore che in fitoterapia viene utilizzato per rinvigorire piante malate e rappresenta quindi la solidarietà, la forza e il coraggio nei momenti difficili), una creazione appositamente realizzata dal maestro orafo Michele Affidato, a personalità e artisti che si sono distinti per il loro impegno nel sociale.

Donne

Tra i premiati dell’edizione 2019 Francesco Samengo (Presidente Unicef), le attrici Valentina Lodovini, Giulia Michelini, l’attivista mondiale Leyla Hussein, co-fondatrice dell’organizzazione no profit Daughters of Eve, Amministratore delegato di Hawa’s Haven e Ambasciatrice globale di The Girl Generation, attualmente impegnata in 10 paesi africani contro le mutilazioni genitali femminili, Benedetta Rinaldi (membro della consulta nazionale femminile LILT).

Donne in rinascita

Durante l’evento verranno raccontate anche storie di donne in rinascita, con il contributo di interpreti straordinari come quella di Barbara Bartolotti (introdotta da Euridice Axen), vittima di una brutale aggressione durante la quale ha perso il figlio che portava in grembo; di Elena Sorrentino (che riceverà il premio da Paola Ferrari), autrice del libro “Io, il Cancro e la Maggica” con il contributo di Anna Vinci; di Valeria Grasso, la cui storia sarà interpretata da Maria Rosaria Omaggio.

DONNE

Testimone di giustizia, ma “donna dello Stato” come ama definirsi, la Grasso con la sua coraggiosa denuncia ha fatto arrestare 25 persone del clan Madonia e ora si occupa di Beni Confiscati alla Mafia per il Ministero della Salute, e verrà premiata dal Gen. B. Maro Minicucci, Comandante Legione Carabinieri Lazio. Grandi emozioni regalerà il giovane Carmine Ammirati (premiato da Enrica Bonaccorti), orfano del Femminicidio, che dedicherà alla mamma scomparsa, per voce di Vincenzo Bocciarelli, una toccante poesia e, affiancato da Antonio Balsamo e Alina Camisano, un passo di danza con le coreografie di Andrè de la Roche. Assieme a Carmine premiata la Presidente dell’Associazione Edela, Roberta Beolchi, che riceverà il riconoscimento da Barbara Bouchet.

Ospiti del “Women for Women against violence – PREMIO Camomilla”

Non mancheranno momenti di intrattenimento con Antonio Mezzancella (vincitore di Tale e Quale Show 2018), Antonio Giuliani. Al termine dell’evento seguirà uno standing buffet con eccellenze a kilometro zero. Organizzato da Coldiretti e Federcuochi Lazio, capitanati da Alessandro Circiello e coordinati da Bruno Brunori.

Tra gli ospiti attesi nel parterre, Mita Medici, Laura Freddi, Nathalie Caldonazzo, Patrizia Mirigliani. Ed ancora Ivana Ciabatti, Presidente Italpreziosi e Confindustria Federorafi, Barbara Casillo, Direttore Generale, Associazione Confindustria Alberghi, Fausto Lamparelli, Direttore del Servizio Centrale Operativo Direzione Centrale Anticrimine Polizia di Stato, Sandro Luzi, Presidente PSIPOL (Associazione Psicologi Polizia di Stato).

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.


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