“Società e Ambiente”, un premio importante per il presidente ONA

Presidente ONA Presidente ONA

Priolo Gargallo – Il 29 Settembre, in occasione del 40° anniversario dell’Autonomia, si è tenuto il Premio “Società e Ambiente” presso il Teatro comunale del Polivalente.

Nel corso del pomeriggio, sono stati assegnati diversi riconoscimenti a quanti si sono distinti grazie al loro impegno a favore della collettività e del territorio.

A far gli onori di casa il Sindaco On. Le Pippo Gianni, che assieme ad altri illustri personaggi ha consegnato i premi.

Tra i “virtuosi” insigniti del riconoscimento, annoveriamo l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente Ona (Osservatorio Nazionale Amianto), noto per il suo impegno a tutela delle vittime d’Amianto e dei loro familiari.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria). L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita. In caso di servizio reso nelle Forze Armate, ovvero in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, nel rapporto di pubblico impiego non privatizzato, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.

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La lotta dell’Avv. Bonanni nel Polo Petrolchimico

Il Presidente ONA da anni si batte per la tutela della salute degli operai, dei lavoratori, delle donne, del territorio e dell’ambiente, ponendo grande attenzione alla questione amianto nel cosiddetto “Triangolo della morte” Priolo-Gargallo-Augusta.

Nella zona del siracusano, quella del Polo Petrolchimico per intenderci, le concentrazioni di amianto raggiungono infatti tassi preoccupanti e l’intera popolazione è a rischio.

Basti pensare che all’Inail sono pervenute circa 25 mila domande da parte di coloro che sono stati esposti nella zona industriale siracusana (delle quali solo una minima parte è stata presa in considerazione).

A confermare la drammatica situazione è pure (l’indagine epidemiologica del 1997 a cura dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e Registro Tumori della Provincia di Siracusa), dalla quale è emerso come l’esposizione ad amianto abbia coinvolto tutti i lavoratori del Polo Petrolchimico di Priolo e, addirittura, gli abitanti della zona.

“I numeri delle morti sono drammatici: 100 l’anno per mesotelioma e 200 per carcinoma”.

Purtroppo, “in pochi hanno ottenuto i benefici previdenziali, e dire che chi si ammala può ottenere la rendita, e il prepensionamento. Chi non si ammala ha diritto comunque al prepensionamento”, tuonava Bonanni in riferimento alla strage nascosta nel siracusano.

Tra dubbi e contraddizioni

In Sicilia, attraverso la legge regionale 10 del 2014 si era prevista la bonifica dell’amianto residuo, controlli a chi era stato esposto al killer silenzioso, la mappatura dei siti contaminati, il censimento dei malati, la sorveglianza sanitaria dei lavoratori e la creazione del polo oncologico di riferimento medico istituito presso l’Ospedale Muscatello di Augusta.

Alla luce di ciò, è assurdo negare che i morti siano dovuti alla sua esposizione, al fatto che le leggi non siano state applicate correttamente, che non esistessero le più elementari misure di sicurezza.

Eppure si era quasi finiti per ritenere che l’uso dell’amianto fosse un fatto socialmente e politicamente condiviso o quanto meno accettabile.

A tal riguardo, il supporto di ONA sul territorio è stato fondamentale e risolutivo.

ONA è riuscita a dare voce ai deboli in nome del diritto alla vita ed alla salute, contro ogni speculazione e sopruso, contro ogni “interpretazione” sommaria della legge.

Un premio meritato

Appare meritatissimo dunque il premio assegnato al suo Presidente Ezio Bonanni che ha così commentato il riconoscimento:

 “Il premio nazionale Società e Ambiente e la motivazione che fa riferimento alla tutela delle vittime dell’amianto, è un riconoscimento per l’operato mio e dell’Osservatorio Nazionale Amianto che presiedo. Per tale motivo, intendo condividerlo con Calogero Vicario, coordinatore ONA Sicilia, e con l’On. le Dott. Pippo Gianni, Sindaco di Priolo Gargallo, già Parlamentare Nazionale e Regionale e componente del comitato tecnico scientifico di ONA. Priolo, come il resto della Sicilia, profuma della bellezza dei territori e del fascino della storia, che perfino l’amianto non è riuscito a distruggere pur seminando lutti e tragedie. Ed è per questo motivo che tutti insieme dobbiamo lottare contro l’amianto e restituire alla città di Priolo, a quella di Siracusa e di Augusta, quella salubrità dell’ambiente che 30 anni di disastro ambientale hanno deturpato. Grazie ancora, quindi, e ad un arrivederci a presto”.

Conclusioni

Utile precisare che l’Avv. Bonanni ha da poco vinto una causa importantissima in Corte d’Appello a Roma, (Sentenza n. 3000/17) sul rischio ambientale che riguarda tutti i cittadini.

 In data 31/05/2016 il Tribunale di Roma, in funzione di giudice del lavoro, aveva rigettato la domanda nei confronti dell’Inail di costituzione della rendita per malattia professionale con grado invalidante del 100%, previo accertamento dell’origine professionale del mesotelioma di cui era affetto il Sig. Luciano Calaci, (morto in seguito all’esposizione alla fibra killer).

Essa prevedeva la condanna al pagamento dei ratei arretrati dal 1/12/201/ al 15/7/2015, maggiorati della prestazione aggiuntiva di cui al Fondo delle Vittime Amianto, oltre al rilascio del certificato di esposizione all’amianto.

Motivi della decisione

Il Tribunale, nella sentenza impugnata, aveva ritenuto che il mesotelioma pleurico di cui era affetto Calaci avesse natura “multifattoriale”, escludendo di fatto la presunzione propria delle malattie tabellate ed affermando che non fosse stata fornita prova dell’esposizione all’amianto anche per la mancata indicazione delle mansioni svolte dal lavoratore presso il Polo Petrolchimico di Priolo e per l’assenza di elementi probatori per il periodo lavorativo presso la sede RAS a Roma.

  1. Avv. Bonanni, è riuscito a trionfare contestando in primis l’omessa pronuncia da parte del primo giudice con riguardo ad altre domande proposte (prestazione aggiuntiva di cui al Fondo delle Vittime Amianto, rilascio del certificato di esposizione all’amianto), e poi il carattere multifattoriale della malattia e deducendo “l’irrilevanza delle specifiche mansioni svolte, essendo stata accertata l’esposizione di tutti i lavoratori del Polo Petrolchimico di Priolo” si legge sulla sentenza.

Risultato?

In riforma della sentenza impugnata e accertata l’origine professionale del mesotelioma, grazie al Presidente ONA Ezio Bonanni, è stato riconosciuto al Sig. Calaci il diritto alla rendita per malattia professionale con grado invalidante del 100%, con condanna all’Inail di corrispondere agli eredi pro quota “i ratei arretrati dal 1/12/2014 l 15/7/2015, oltre agli interessi legali dal 121° giorno successivo alla domanda amministrativa al saldo.

Insomma: giustizia è fatta!

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