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venerdì, Agosto 14, 2026
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Osservatorio Nazionale Amianto Veneto

Osservatorio Nazionale Amianto Veneto
Osservatorio Nazionale Amianto Veneto

Osservatorio Nazionale Amianto Regione Veneto: l’ONA assiste tutti i lavoratori e cittadini Regione Veneto esposti amianto, con il servizio di assistenza tecnica, medica e di tutela legale.

Risarcimento, rendite e assistenza gratuita per le vittime in Veneto

L’Osservatorio Nazionale Amianto è presente in regione Veneto con numerose sedi territoriali, ed assiste gratuitamente tutti i cittadini esposti e vittime dell’amianto e di altri cancerogeni (consulenza gratuita vittime amianto).

L’ONA assiste gratuitamente regione Veneto cittadini e lavoratori esposti ad asbesto e altri cancerogeni.

Contattaci e chiedi consulenza  e assistenza gratuita

Osservatorio Nazionale Amianto Veneto

Tutela medica e legale vittime amianto regione Veneto

L’Osservatorio Nazionale Amianto svolge il servizio di assistenza nel capoluogo (tutela amianto Venezia) e nelle province, con i suoi coordinatori e volontari, e con l’assistenza online: tutela legale online (consulenza legale online), e assistenza medica (terapia e cura patologie asbesto correlate).

assistenza ona

Quindi, il servizio di assistenza legale (consulenza legale gratuita) coordinato dall’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA e pioniere nella tutela delle vittime dell’amianto in Italia.

Osservatorio Nazionale Amianto Veneto: assistenza medica

L’Osservatorio Nazionale Amianto, ONA  aps rappresenta, tutela ed assiste i cittadini esposti e vittime dell’amianto e degli altri agenti cancerogeni e tossico nocivi. L’associazione “promuove e tutela la salute, la solidarietà sociale. Poi, l’assistenza morale e materiale delle vittime dell’amianto e degli altri patogeni e dei loro famigliari. Infine, i lavoratori esposti ad amianto e ad altri rischi professionali” (così accreditata presso il Ministero della Salute nell’elenco in rete del volontariato della salute). Dunque, il nostro fine è quello di tutelare la salute attraverso la prevenzione.

Infatti, l’Avv. Ezio Bonanni è il presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto ed è il pioniere della difesa delle vittime dell’amianto in Italia. Per cui, l’associazione ha la direzione generale e la sede nazionale in Roma, Via Crescenzio n. 2, Sc. B, int. 3. In più, l’Osservatorio Nazionale Amianto ha sede anche in Latina, Via Cairoli, 10. Infine, tutti i cittadini possono rivolgersi all’Osservatorio Nazionale Amianto per l’assistenza tecnica, medica e legale, per prevenire i danni e per ottenere la tutela dei loro diritti.

Quindi, l’Avv. Ezio Bonanni ha elaborato tutti i modelli necessari a formulare ogni richiesta ai competenti organi ed enti previdenziali, e chiunque potrà scaricarli, alla sezione Modulistica e se si avrà necessità di aiuto, si potrà chiederlo ai volontari e responsabili territoriali dell’Associazione, oppure direttamente all’associazione. Dunque, nel capoluogo (Verona), così come in tutte le province del Veneto, i cittadini sono assistiti dai medici volontari ONA, per la prevenzione, terapia e cura delle patologie asbesto correlate, e al tempo stesso, per il riconoscimento dei loro diritti.

Siamo presenti anche nei seguenti capoluoghi della regione Veneto:
  • BELLUNO
  • PADOVA
  • ROVIGO
  • TREVISO
  • VENEZIA
  • VERONA
  • VICENZA
L’assistenza medica e legale vengono fornite con le modalità specificate nelle diverse sezioni, tra le quali, quelle di assistenza e cura:
  • Dell’asbestosi e tutela legale
  • Del tumore polmonare e assistenza legale
  • Psicologica on-line

Processo Marina Bis: servizio TG3 Veneto

TGR Veneto Marina Bis

Intervento dell’avv. Ezio Bonanni al TG3 Veneto, in merito al processo Marina Bis. La Corte di Appello di Venezia nel processo Marina bis ha condannato 4 alti ufficiali della Marina Militare, per la morte da mesotelioma di alcuni militari. Questi non informarono sui rischi amianto.

Osservatorio Nazionale Amianto Veneto: Atti di indirizzo

Il lavoratore può procedere con la domanda amministrativa. In seguito l’elenco degli atti di indirizzo:

Osservatorio Nazionale Amianto Veneto: mappa del rischio

Grazie alle vostre segnalazioni, anche attraverso l’APP ONA, stiamo ricostruendo la mappa del rischio in Veneto. Una Regione nella quale, oltre ai siti industriali e infrastrutturali, l’amianto è presente anche in altri luoghi.

Amianto regione Veneto città di Venezia

  • Stalla sociale amianto: Via Molinella Mira (VE).
  • Tettoie amianto: CAORLE, VIA DEL SAGITTARIO 7 (VE).
  • Tettoia in amianto: Jesolo, Via simon bolivar 2 (VE).
  • Tetto con presenza di amianto: Fossò, 30030, Vicolo Sicilia, 4  VE
  • Copertura in amianto: Jesolo, 30016, Via Fornaci, 6 Venezia
  • Due fabbricati ad uso ricovero attrezzi agricoli con copertura in eternit: Eraclea, 30020, Via Piave n. 61 (Venezia).
  • Ci sono delle baracche con delle coperture in eternit: Marghera , Via chinotto 1 (Venezia).

Segnalazioni amianto nel territorio di Verona

  • Copertura eternit in pessime condizioni. Porzioni di lastre DI ETERNIT: Via isola 56 buttapietra (VR).
  • Deposito degli scuolabus del paese, la copertura è interamente in eternit: Roverchiara , 37050, Via Lionello Fiumi (VR).
  • Presenza di amianto Ammucchiato  e occultato  presso una segheria di marmo: S. Lucia di Pescantina, Via Don Morandin, 35 (VR).
  • Copertura di amianto (presunto): Bovolone, Via del bersagliere 43 (verona).
  • Garage/posto auto tetto in amianto danneggiato: Dossobuono di villafranca, via valle 36 di verona.
  • Tetti coperti di amianto: San Giovanni Lupatoto, Via Monte Pastello, 2,4,6  VR.
  • Il tetto della scuola media Betteloni è quasi totalmente ricoperto di amianto in pessime condizioni: Circonvallazione Oriani, 4 – Verona.
  • Sulla via Crescenti  si trova una copertura di eternit : Ronca Verona, Via Crescenti.

Osservatorio Nazionale Amianto Veneto: rischio a Padova

  • Lastre di amianto: Legnaro , 35020, Via cesare battisti 8, Padova.
  • Bidoni spazzatura coperti di amianto: Via Madonna dei Casi Disperati (PA).
  • Resti di amianto: Sostegno di Este (PD).
  • Lastre mal ridotte coperte di amianto: via Belfiore 14, 35044 (PD).
  • Tetto in eternit di una baracca posizionato sul retro della casa all’indirizzo indicato di circa 50 anni: Padova , 35143, Via Rocca Pendice 18.
  • Presenza di amianto: Padova, 35125, Via sabbioni 5  (pd).
  • Tetto in amianto e tettoia posteriore all’edificio in amianto: Padova, Via lussemburgo 36.
  •  Presenza di tettoie in eternit: Piove di Sacco, Via Montagnon 27  Pd.
  • Tettoia di un garage in quartiere residenziale di oltre 40 anni sembra anche rovinata: Sarmeola di Rubano, Via Borromeo, Vicolo Lazio I° angolo  (PD)
  • Capannoni con il tetto in amianto: Torreglia, provincia di Padova (VENETO).
  • Edifici vecchi coperti di amianto: Cornedo Vicentino, Via Montagna.
  • Tetto e grondaia in amianto: Torrebelvicino, 36036, Viale dell’Industria (VI).
  • Discariche, centrali elettriche con presenza di amianto: Bergantino (RO).
  • Capannone agricolo in amianto: Via Passodoppio Crespino (ro)
  • A pochi chilometri di una abitazione con presenza di polvere sospetta: Vittorio Veneto, 31029, Via Trementina.
  • Capannone di circa 150 mq interamente coperto in eternit: Via Passodoppio Crespino, loc. Magnana (RO).
  • Copertura di alcuni capannoni e abitazioni: Laverda di Lusiana, Via Piccoli.
  • Capannone di circa 150 mq. interamente ricoperto di eternit: Crespino  Via Passodoppio 4 (RO).
  • Copertura capannone: Cogollo del Cengio, 36010, Via dell’artigianato 1 ,  vicenza
  • Capannone di 200mq circa interamente ricoperto eternit. Altri fabbricati ricoperti eternit: Crespino , Via Passodoppio 4.
  • Un fabbricato di 200 mq con tetto ricoperto in eternit uso magazzino: Crespino , Via Passodoppio (RO).
  • Capannone industriale in disuso e in rovina: Trevignano, Via Solagna 1E  Falzè.
  • Coperture di capannoni, presenza massiccia di amianto: Preganziol, viale Terraglio, 475 ,  Treviso

Pneumoconiosi malattie polmonari: cos’è e quali i pericoli

pneumoconiosi malattie polmonari
Pneumoconiosi

Pneumoconiosi: etimologia e le cause

Il termine pneumoconiosi (da pneumo, polmone e dal greco κόνις, kónis, polvere) indica un insieme di malattie polmonari provocate dall’inalazione di polveri o fumi di sostanza metalliche.

Durante l’inalazione, mentre una parte di polveri estranee viene eliminata dall’apparato respiratorio tramite vari meccanismi di depurazione, l’altra parte rimane nei polmoni determinando la pneumoconiosi.

Questa malattia, nel tempo, può compromettere la capacità respiratoria e può provocare, a seconda delle polveri inalate: fibrosi polmonare, enfisema polmonare, pleurite cronica con ispessimento pleurico, insufficienza respiratoria, dispnea.

Nei casi più gravi, quando la sostanza inalata ha un alto valore di cancerogenicità (come le polveri di amianto e berillio) provoca asbestosi, mesotelioma, tumore ai polmoni, tumore ai bronchi o del peritoneo, patologie tumorali che, spesso, portano alla morte. Purtroppo, il tumore, può manifestarsi anche a distanza di anni dall’esposizione, a causa del lungo periodo di latenza.

L’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto e il suo presidente, l’Avvocato Ezio Bonanni tutelano tutti coloro che sviluppano patologie dovute all’esposizione all’amianto. Le vittime possono richiedere la propria consulenza gratuita legale e medica.

consulenza pneumoconiosi

La causa più frequente di pneumoconiosi è l’esposizione professionale a polveri, presenti soprattutto in alcuni luoghi di lavoro. Per questo è importante garantire la sicurezza sul lavoro. La malattia professionale assume denominazione diversa a seconda del tipo di polveri inalate.

Indice

  • Malattie causate da fattori di rischio

  • Come diagnosticare la pneumoconiosi?

  • Tempo di lettura: 6 minuti

    Malattie causate da polveri di amianto

    Asbestosi è una malattia respiratoria cronica provocata dall’inalazione di polveri di amianto, chiamato anche asbesto.

    Secondo la legge 780/75 “Per asbestosi deve intendersi una fibrosi polmonare che, provocata da inalazione di polvere di amianto, si manifesta particolarmente con presenza negli alveoli, nei bronchioli e nel connettivo interstiziale di “corpuscoli dell’asbestosi” con tracheo-bronchite ed enfisema, e all’esame radiologico con velatura del campo polmonare (velatura polmonare) o con striature od intrecci reticolari più o meno intensi, maggiormente diffusi alle basi”.

    L’inalazione di queste polveri nei polmoni, può provocare il mesotelioma (tumore correlato esclusivamente all’amianto), tumore al polmone, alla laringe, alla faringe, placche pleuriche, ispessimenti pleurici, tumore del peritoneo.

    L’asbesto è un minerale della famiglia dei silicati naturali le cui caratteristiche di resistenza al calore lo rendono utile per l’inclusione in materiali per l’edilizia e le imbarcazioni, dei freni delle automobili e in alcuni tessuti. Il crisotilo (una fibra a serpentina), la crocidolite e l’amosite (fibre anfibole o rettilinee) sono i tre tipi principali di asbesto che provocano la malattia.

    L’asbestosi, di solito, è una malattia lavorativa. Sono a rischio gli impiegati nelle industrie, nell’edilizia, nei cantieri navali, nell’industria tessile e dei trasporti, nell’edilizia ma anche chi è esposto in modo secondario tramite familiari che lavorano a contatto con amianto oppure per la vicinanza all’amianto friabile.
    Inoltre, chi lavora nelle navi, reparto caldaie o meccanici, negli arei e addirittura nelle strutture dov’era presente l’asbesto, sono esposti a forte rischio.

    L’uso di amianto e la necessità della bonifica

    L’amianto si può trovare anche sotto forma di un composto carta cemento asbesto (eternit) impiegato in passato nell’ edilizia e come materiale da copertura. Tutt’oggi sono presenti molti manufatti e parte di alcuni edifici (come i tetti), in eternit, come testimonia “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – Ed.2021“. Se il materiale, per esposizione a calore, vento e altri fattori, si degrada, diventa friabile e genera fibre volatili cancerogene.

    La bonifica e la rimozione dell’amianto e dell’eternit sono l’unica soluzione per evitare l’insorgenza di malattie asbesto correlate in persone che lavorano o che sono a contatto con l’amianto.

    È stata prevista l’erogazione di contributi per la rimozione e lo smaltimento dell’amianto da edifici sedi di imprese. Basta presentare la domanda al Servizio gestione rifiuti e siti inquinati della Direzione centrale ambiente ed energia.

    Patologie causate da polveri di carbone

    Antracosi polmonare è una malattia provocata dall’inalazione di polveri di carbone, che si manifesta soprattutto in chi lavora nelle miniere, quindi dovuta all’inalazione di grandi quantità di polveri.

    Negli addetti alla lavorazione dell’antracite (carbon fossile contenente notevoli quantità di carbonio associato a silicio), tende a svilupparsi una fibrosi polmonare  con conseguenze molto gravi: compromissione anatomica e funzionale dell’apparato respiratorio che può portare a un’insufficienza respiratoria, enfisema polmonare centrolobulare, bronchite cronica e tubercolosi polmonare.

    La sindrome di caplan o artrite reumatoide da pneumoconiosi è un’altra patologia legata all’inalazione delle polveri di carbone. I sintomi sono insufficienza respiratoria nei soggetti affetti da artrite reumatoide.

    Malattie provocate da altri fattori di rischio

    Polveri di ferro provocano la siderosi. È una pneumoconiosi derivante dall’inalazione del pulviscolo ferruginoso che si accumula nei polmoni in  coloro che sono esposti al ferro come durante le saldature, nelle fonderie e nelle miniere di ferro. Respirare polvere di ferro la provoca. La sua presentazione fisiopatologica è simile all’asbestosi.

    Polveri di silicio provocano la silicosi. È dovuta all’inalazione di polveri di silicio o biossido di silicio, SiO2 (talco, caolino, argilla, bentoniti) e riguarda quelli che lavorano nelle fonderie, nelle cave di quarzo, gli addetti allo scavo di gallerie, alla sabbiatura, alla frantumazione di ghiaia, graniti e materiali di quarzo. Inoltre, sono esposti anche coloro che sono a si occupano della lavorazione di vetro, porcellana, maioliche e ceramiche.

    Inizialmente, a parte la dispnea, i sintomi della silicosi non sono evidenti.
    Tuttavia, con il tempo, la malattia può progredire, mostrando silicosi sintomi, fino a coinvolgere la maggior parte del polmone e provocare ipossiemia, ipertensione polmonare e insufficienza respiratoria. La diagnosi si basa sull’anamnesi e sul referto della RX torace. Non c’è una silicosi cura. Non esiste nessun trattamento efficace, eccetto la terapia di supporto e, per i casi gravi, il trapianto di polmone (silicosi polmonare).

    Berilliosi e altri danni per le polveri inerti

    La berilliosi è una malattia polmonare interstiziale granulomatosa causata dall’inalazione di sali di berillio. I sintomi sono la tosse cronica secca, affaticamento, perdita del peso, dolore toracico e dispnea progressiva. In alcuni casi si possono presentare dermatite o granulomi cutanei.
    Sono soggetti a questo tipo di patologia coloro che lavorano nell’industria aerospaziale, nucleare o elettronica ma anche quelli che fabbricano lampade fluorescenti.

    Polveri inerti inducono una reazione fagocitaria nel tessuto polmonare senza determinare alterazioni strutturali. Queste sono: le polveri di gesso, il cemento, bario, gli ossidi di stagno, la polvere nei polmoni di carbone solo se non pura. Invece, altre polveri inorganiche hanno un’azione lesiva come detto in precedenza: la silice, i silicati, l’asbesto, la bauxite, il berillio e i metalli.

    Diagnosi pneumoconiosi: vari tipi di esami

    Per diagnosticare la pneumoconiosi è necessario effettuare varie indagini come esami radiografici, istologici e biopsie del tessuto polmonare. Ovviamente lo pneumologo, a seconda della gravità e dell’entità della malattia, indicherà al paziente altri esami approfonditi.

    Il paziente deve far presente al medico il tipo di lavoro che svolge e che ha svolto, se ha lavorato in industrie, i materiali utilizzati, la comparsa di patologie simili nei colleghi di lavoro.

    La Classificazione ILO pneumoconiosi

    La classificazione dell’International Labour Organization (ILO-BIT) del 1980 è tuttora utilizzata, in particolare negli studi epidemiologici, per classificare i rilievi della radiografia del torace nei casi di pneumoconiosi.

    • Fornisce un mezzo per descrivere e registrare sistematicamente le anomalie radiografiche provocate dalla inalazione di polveri;
    • Si applica a tutte le pneumoconiosi;
    • Si applica solo a rxt in proiezione posteroanteriore;
    • Codifica in modo semplice e riproducibile le anomalie radiografiche delle pneumoconiosi;
    • Confronta rx in esame con serie standard;
    • Codifica le immagini (forma, grandezza, profusione) con lettere e numeri;
    • Registra in modo sistematico;
    • Uniformità di linguaggio;
    • Limitazione variabilità.

    Periodo di latenza pneumoconiosi

    Dipende dal periodo di tempo in cui il soggetto è stato esposto all’inalazione di polveri e dalla quantità delle stesse. Ovviamente c’è anche una predisposizione genetica che influisce sul decorso della malattia che può essere veloce o può manifestarsi anche dopo molti anni in seguito all’esposizione.

    Consulenza gratuita per le vittime e familiari

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      Tokyo 2020: Olimpiadi a rischio amianto?

      Olimpiadi Tokyo 2020
      Olimpiadi Tokyo 2020

      Le Olimpiadi 2020 a rischio amianto

      Tokyo 2020. La capitale giapponese ospiterà per la seconda volta un’edizione estiva dei giochi olimpici, dal 24 luglio al 9 agosto 2020 (dopo il 1964). 

      Per l’occasione, verranno utilizzati i maggiori luoghi di competizione esistenti, in particolare quelli costruiti per le Olimpiadi del 1964, come il prestigioso Nippon Budokkan per il judo, il Baji Koen Park per eventi equestri, e la palestra nazionale di Yoyogi per pallamano.

      Il rapporto “Shimbun”: la rivelazione

      Secondo un rapporto stilato dal quotidiano Asahi Shimbun, il pericoloso agente patogeno è stato ampiamente impiegato nell’impermeabilizzazione e nell’isolamento delle piscine in cui si svolgeranno le gare di pallanuoto.

      Oltre ad essere spruzzato su una parte della struttura che sostiene il tetto del Tokyo Tatsumi International Swimming Center, (nel quartiere Koto), per via delle sue proprietà ignifughe.

      Le Olimpiadi di Tokyo 2020: il Centro

      Progettato dall’Istituto di Design per l’Ambiente nel 1993, lo Tatsumi International Polo Center, di proprietà del Governo metropolitano di Tokyo, è stato utilizzato per le competizioni nazionali e giapponesi di nuoto.

      Nel 2018, per preparare il sito in vista delle Olimpiadi, il Governo metropolitano di Tokyo ha iniziato ad espandere l’area salotto. In questo l’area diventa accessibile alle sedie a rotelle ed ha apportato altri miglioramenti. Come l’installazione di un corrimano lungo le scale.

      Nel 2017 fu tuttavia condotta un’ispezione dell’amianto. Nel corso della stessa, si scoprì che un materiale contenente asbesto era stato spruzzato sul materiale di rivestimento ignifugo. L’amianto veniva applicato ad alcune parti di due basi di colonne che reggevano il tetto principale).

      Nonostante siano noti gli effetti devastanti della fibra killer, sopratutto se inalata e nonostante le normative giapponesi per l’edilizia stabiliscano che vada rimossa o contenuta.

      Inoltre, “ogni volta che viene apportata una riparazione o un miglioramento sostanziale ad un edificio”, non è stato fatto nulla in questa direzione.

      Pericolo amianto : il Governo minimizza

      Il funzionari del Governo di Tokyo hanno infatti precisato che, quando il 6 dicembre, l’Asahi Shimbun li ha informati sull’uso dell’amianto nella sede, le quantità dello stesso non erano tali da destare preoccupazione per la salute, quindi ha deciso di lasciarlo.

      Ha altresì specificato che nessuna legge è stata violata. Questo poiché gli standard del governo metropolitano affermano.

      Che lo status quo possa essere mantenuto nei casi in cui la superficie dell’amianto sia stata stabilizzata e si trovi in un’area in cui il traffico pedonale è basso”.

      In sintesi, i funzionari del governo ritengono che il pubblico probabilmente non dovrebbe entrare in contatto con l’amianto perché si trova in una zona isolata, ma in realtà l’area non è isolata e la struttura dell’edificio consente il circolo dell’aria sui sedili degli spettatori.

      Il 25 dicembre, i funzionari hanno tuttavia dichiarato di aver deciso di affrontare il problema ambientale, dato che gli spettatori di tutto il mondo sarebbero entrati nel luogo per partecipare alla competizione.

      assistenza ona

      L’allarme degli esperti e le contromisure

      Takehiko Murayama, professore presso l’Istituto di tecnologia di Tokyo, esperto in materia amianto, ha affermato che è “problematico non fare nulla per il centro di Tatsumi poiché l’amianto potrebbe essere trasportato dall’aria ed era una struttura in cui il pubblico potrebbe facilmente entrare”.

      Adesso gli organizzatori di Tokyo 2020 hanno deciso di adottare “contromisure di emergenza”, senza tuttavia specificare in cosa consistano.

      “Stiamo lavorando a stretto contatto con il Comitato Olimpico e Paralimpico degli Stati Uniti. In collaborazione anche con il Comitato Organizzatore di Tokyo 2020.

      E siamo fiduciosi che stanno adottando le precauzioni necessarie per garantire la salute e la sicurezza di tutti gli atleti durante le partite. Indipendentemente dalla sede o dal sito”.

      Ha dichiarato in aggiunta il portavoce della pallanuoto statunitense Greg Mescall al Centro mesotelioma di Asbestos.com.

      Conclusioni: pericolo per Olimpiadi 2020?

      L’inalazione o l’ingestione di queste fibre microscopiche presenta un rischio per la salute umana.  L’Organizzazione mondiale della sanità e l’Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti concordano sul fatto che non esiste un livello sicuro di esposizione all’amianto.

      Oltre al mesotelioma, l’esposizione all’amianto può portare a gravi malattie respiratorie, tra cui l’asbestosi e il cancro ai polmoni.

      Da qui la domanda: la fibra killer che causa il cancro potrebbe dilagare nei luoghi delle Olimpiadi estive del 2020?

      Speriamo di no e confidiamo nelle “contromisure” degli organizzatori, anche se ad oggi sono alquanto vaghe.

      L’unica rassicurazione viene dalla “promessa” di adottare misure per risolvere il problema, attenendosi alle normative del settore edile giapponese. 

      Ricordiamo che le fibre di amianto possono essere trasportate dall’aria, circolando potenzialmente attraverso il sistema di climatizzazione e ventilazione dell’edificio. 

      Questa è una preoccupazione ovvia, poiché la sede di 3.635 posti si prepara a ospitare un evento sportivo in tutto il mondo.

      Amianto nel talco: FDA propone nuovi test standardizzati

      Amianto nel borotalco
      Amianto nel borotalco

      Silver Spring- Martedì 4 Febbraio una svolta da FDA

      Per decenni, l’industria del talco cosmetico è stata  autorizzata a sorvegliare sé stessa con poca supervisione della FDA.

      Difatti la Food and Drug Administration è l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, ha un’autorità assai limitata sul mercato dei cosmetici.

      La legislazione prevede infatti che i prodotti immessi sul mercato siano certificati solo in base a standard aziendali e metodi di prova “interni”. Quindi, senza essere approvati o sottoposti ad alcuna revisione governativa. Ma finalmente qualcosa è cambiato. 

      La Food and Drug Administration degli Stati Uniti si è avvicinata alla formulazione di tanto attesi test standardizzati per i prodotti a base di talco, allo scopo di rilevare l’eventuale presenza di fibre di amianto.

      Un pool di esperti affronta il tema “amianto

      Si tratta della prima udienza ufficiale della FDA sull’amianto nel talco e nei prodotti di consumo in quasi 50 anni. 

      Per l’occasione si è riunita una task force composta da legislatori di otto diverse agenzie federali. A questa si sono aggiunti 25 membri del pubblico, tra cui diversi rappresentanti del settore, sostenitori dei consumatori ed esperti di test.

      Il gruppo ha chiesto norme di sicurezza più rigorose per proteggere la salute pubblica e raccomandato che tutti i prodotti considerati potenzialmente dannosi, vengano vietati insieme all’amianto.

      Le raccomandazioni abbracciano le posizioni detenute dalle autorità sanitarie pubbliche e dagli esperti per i querelanti, che nelle cause legali sostengono che i prodotti di talco contaminati abbiano causato il cancro ai consumatori.

      È tempo di porre fine al sistema d’onore che ci ha deluso per così tanto tempo”, ha spiegato Scott Farber, vicepresidente del gruppo di lavoro ambientale, durante l’udienza di martedì.  Stiamo chiamando per richiedere alle aziende di utilizzare i test più all’avanguardia”.

      Amianto nel talco: i pericolosi precedenti

      La FDA ha intensificato i suoi controlli dopo aver rinvenuto tracce di amianto mescolato con talco in diversi cosmetici e polveri negli ultimi due anni. Parliamo nella fattispecie della nota Johnson  & Johnson’s Baby Powder, che per via dello scandalo contaminazione fu ritirata volontariamente dalla nota multinazionale.

      Come sappiamo, la presenza di amianto nel talco aveva causato cancro ovarico in 22 donne e per tali motivi, nel 2018 la multinazionale fu condannata a un risarcimento di 4,7 miliardi di dollari.

      Attualmente, contro di lei pendono più di 15.000 cause legali. Procedimenti derivanti da consumatori che si sono ammalati, oltre che di cancro alle ovaie, anche di cancro ai polmoni e di mesotelioma.

      Le novità dei test, laboratorio Johnson & Johnson

      All’epoca, Johnson & Johnson, assunse un laboratorio esterno per effettuate ulteriori test del prodotto – usando la stessa bottiglia di polvere – e non trovò amianto.

      Oggi tuttavia le recenti raccomandazioni di FDA sono volte ad evitare che i test vengano alterati da vari fattori, inclusi i metodi di prova del prodotto. 

      Cosa prevedono i test: le analisi da fare

      1) La diffrazione dei raggi X; 

      2) L’utilizzo di una microscopia a luce polarizzata 

      3) L’utilizzo di una microscopia elettronica a trasmissione.  

      L’udienza si è concentrata sugli standard di test raccomandati dal gruppo di esperti governativi. Poi successivamente, il pool ha evidenziato punti di forza e di debolezza di ciascun metodo.

      Si è discusso altresì circa la difficoltà di identificare e quantificare le particelle minerali allungate, che hanno la stessa composizione e struttura delle fibre di amianto.

      Alcuni test infatti identificano tutte le particelle minerali allungate come amianto. Mentre altri no, portando a risultati di test contrastanti.

      A tal riguardo, il rapporto ha affermato che sia l’amianto sia i minerali simili sono sospettati di causare “esiti patologici simili”. Quindi la “distinzione è irrilevante”.

      Tesi confermate dalle indagini del Governo

      La tesi è stata avvalorata da un tossicologo del governo, secondo il quale, un vasto numero di particelle minerali a forma di lancia -non solo l’amianto – potrebbe innescare lo sviluppo del cancro e dovrebbe far parte di qualsiasi nuovo regime di test.

      Altre sfide includono la modifica delle dimensioni e della coerenza di ciò che determina la presenza di amianto, la gestione dei campioni, la catena di custodia, la gestione della documentazione e l’esperienza di coloro che conducono i test.

       “Non tutti interpretano le fibre allo stesso modo” ha dichiarato la dottoressa Linda Katz, direttrice dell’Ufficio della Cosmetica e del Colore della FDA. “Il modo in cui le fibre sono caratterizzate, contate ed espresse in termini statistici non è standardizzato ora”.

      La dottoressa ha poi affermato che il gruppo di esperti governativi della FDA e di altre agenzie continuerà a studiare questi problemi e prevede di pubblicare un libro bianco, anche se FDA ad oggi non ha ancora annunciato un calendario per decidere se perseguire nuove regole sui test.

      Ci sono sfide nello stabilire l’approccio più adatto ai test per l’amianto nei prodotti cosmetici. Sappiamo che esiste una terminologia confusa. I dati provenienti da diversi laboratori risentono della mancanza di standardizzazione procedurale. C’è bisogno di una standardizzazione”, ha concluso Katz.

      La reazione della Johnson & Johnson

      Poco prima dell’udienza di martedì, Johnson & Johnson, ha dichiarato di attendere con impazienza la “revisione approfondita della FDA sui metodi più efficaci e affidabili per testare l’amianto nel talco cosmetico”.Perché il talco si “contamina” con l’amianto?

      Il talco è uno dei minerali più morbidi del mondo.

      Al tempo della formazione primordiale del nostro pianeta, la natura delle materie prime e delle condizioni fisiche che hanno accompagnato il fenomeno del cosiddetto “big bang” (temperature e pressioni) ha portato alla compresenza di asbesto con il talco. 

      Facile dedurre che durante l’estrazione, esso possa  mescolarsi con depositi di amianto vicino alla superficie terrestre, diventando assai nocivo.

      Non solo J&J, una realtà che coinvolge più aziende

      Occorre precisare che giusto un mese fa, lo Scientific Analytical Institute di Greensboro, nella Carolina del Nord, ha scoperto del talco contaminato dall’amianto in un kit per il trucco per bambini commercializzato da IQ Toys.  La società ha rapidamente richiamato il prodotto e la FDA sta ancora indagando su questi risultati.

      I servizi di assistenza ONA per le vittime

      L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Aps  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni.

      L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

      L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

      L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto.

      Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita.

      In caso di servizio reso nelle Forze Armate, ovvero in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, nel rapporto di pubblico impiego non privatizzato, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere.

      Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.

       assistenza ona

      Marina Militare: sì alla rinnovazione del dibattimento

      Marina Militare
      Marina Militare

      Venezia, 6 febbraio 2020: la Corte di Appello dispone la rinnovazione del dibattimento e rinvia la causa all’udienza del 20.04.2020.

      Verranno disposti gli accertamenti peritali per i casi di morte per mesotelioma, tumore del polmone ed asbestosi per coloro che sono stati imbarcati nelle unità navali della Marina Militare Italiana.

      Il Ministero della Difesa ha già riconosciuto la causa di servizio e la qualità di vittima del dovere. Sono in corso anche le azioni civili di risarcimento del danno.

      Il Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Venezia, Antonio Mura, impugnato la sentenza del Tribunale Penale di Padova che vedeva assolti tutti gli imputati. 

      Il Procuratore Generale aveva ricevuto l’istanza dell’Avvocato Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, figura chiave del processo Marina Bis e difensore di tre parti civili, che, unitamente ad altri difensori, aveva chiesto di impugnare la sentenza di assoluzione. 

      Una sentenza che ancora oggi riecheggia come il ghigno beffardo sul volto del nemico. Un nemico che in questo caso è chiamato amianto.

      Marina bis: “Il fatto non sussite”, questa la sentenza di primo grado

      Il primo procedimento del Marina bis, si era concluso con gli imputati assolti da una parte con la formula “il fatto non sussiste”, adducendo che non si fosse raggiunta la prova in ordine alla certezza della diagnosi di mesotelioma e, per tre casi, con la formula “per non aver commesso il fatto”, ritenendo inesistente la legge scientifica del c.d. effetto acceleratore, in base alla quale ogni esposizione rileva quantomeno per l’abbreviazione dei tempi di latenza e, quindi, per l’anticipazione del decesso. 

      Nell’aula Bunker di Mestre, l’Avv. Ezio Bonanni, preso atto delle richieste del Procuratore Generale, oltre a chiedere la riforma della sentenza di assoluzione – con la conseguente condanna degli imputati e del responsabile civile (Ministero della Difesa) al risarcimento dei danni – ha ribadito il duro atto di accusa nei confronti dei vertici della Marina Militare Italiana, e il vero e proprio autogol costituito dalla richiesta di finanziare le bonifiche. La Marina Militare che, dopo decenni di silenzi e di parziali ammissioni, ha riconosciuto che ad oggi esistono unità navali ancora in servizio che contengono amianto nei punti più disparati, dagli impianti elettrici alle caldaie, dai dormitori alle infermerie, dalle sale mensa ai magazzini.

      La dichiarazione dell’Avvocato Bonanni

      “Non può essere accolta la tesi del Tribunale di Padova che nega le diagnosi di mesotelioma perchè assume che non siano stati eseguiti gli esami immunoistichimici. Poichè sono ancora disponibili i reperti, abbiamo chiesto ed ottenuto che la Corte di Appello di Venezia, disponga l’esame peritale. I periti giureranno il prossimo 20.04.2020. Intanto, dopo il riconoscimento della causa di servizio e della qualità di vittima del dovere e l’erogazione delle prestazioni ai famigliari, compresi quelli non a carico, come stabilito dalla Corte d’Appello di Genova, l’ONA ha già attivato innanzi al TAR le azioni di risarcimento dei danni iure hereditario, e innanzi il Tribunale civile, le azioni di risarcimento dei danni iure proprio”, dichiara l’avv. Ezio Bonanni, componente tra l’altro della Commissione Amianto presso il Ministero dell’Ambiente.

      L’amianto nelle navi e negli arsenali della Marina Militare

      L’utilizzo di amianto nelle unità navali, costruite da Fincantieri, oppure acquisite dalla Marina degli Stati Uniti e nelle basi arsenalizie, è stata la causa di elevate e prolungate esposizioni ad asbesto, le cui fibre hanno capacità infiammatorie e cancerogene.

      L’assenza di strumenti di prevenzione tecnica e protezione individuale, l’assenza di informazione sul rischio asbesto, ha determinato un forte impatto lesivo della salute sul personale civile e militare.

      Sono stati censiti e riportati nel VI Rapporto Mesotelioma, 570 mesoteliomi. Sono centinaia i casi di asbestosi e migliaia gli altri cancri da amianto e da altre sostanze cancerogene.

      Ciò risulta acquisito dalla stessa Commissione di inchiesta della Camera dei Deputati e riportato nella sua relazione finale.

      L’Avv. Ezio Bonanni audito dalla Commissione, ha denunciato questa situazione e la negazione dei diritti delle vittime e dei superstiti.

      Il Marina Bis: giustizia alle vittime

      La Procura della Repubblica di Padova ha ricevuto la segnalazione di 1101 casi di patologie asbesto correlate, per esposizione alle fibre nelle navi: dalla Amerigo Vespucci, fino alla Vittorio Veneto, incrociatore ora dismesso, una vera e propria bara del mare.

      La strage a causa dell’amianto dei marinai

      Numeri agghiaccianti, quelli raccolti dalla Procura della Repubblica di Padova. Eppure, nel Marina ter, il PM Dott. Dini ha chiesto di archiviare il procedimento.

      L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni si sono opposti alla richiesta di archiviazione del PM Dott. Dini ed hanno chiesto che sia fissata l’udienza in Camera di Consiglio. Il GIP presso il Tribunale di Padova ha fissato l’udienza per il prossimo 09.04.2020. 

      Casi di mesotelioma in Marina Militare

      Il mesotelioma è lo spettro per i nostri militari della Marina. Non è però l’unica delle patologie asbesto correlata che insorge solo ed esclusivamente entrando in contatto con fibre di asbesto.

      Ricordiamo però che il mesotelioma è solo una delle malattie amianto correlate e può colpire diversi organi: mesotelioma pleurico (della pleura), mesotelioma pericardico (del pericardio), mesotelioma del peritoneo e della tunica vaginale del testicolo.

      Infatti la lista di malattie da amianto è ben più lunga e articolata.

      I servizi di tutela e assistenza ONA

      L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

      L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto.

      Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita. In caso di servizio reso nelle Forze Armate, ovvero in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, nel rapporto di pubblico impiego non privatizzato, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.

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      Le altre malattie asbesto correlate

      Nelle patologie da amianto sono comprese anche tumore al polmone, tumore alla laringe, degli altri organi come per esempio il cancro allo stomaco, oltre che di placche pleuricheispessimento pleurico e asbestosi.

      I 1101 casi di vittime di patologie da amianto (dati confermati anche nella relazione finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta), segnalati alla Procura della Repubblica di Padova, attendono quindi giustizia. L’auspicio è che i responsabili di migliaia di decessi causati dall’esposizione ad amianto vengano condannati.

      Le strategie dell’ONA nel Marina Bis

      La Corte di Appello ha disposto la rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale mediante la nomina di due periti con rinvio al prossimo 20 aprile 2020.

      L’associazione ONA predispone l’assistenza alle vittime dell’amianto nella Marina Militare Italiana, proseguendo nell’impegno che ha intrapreso già dal 2008 e che hanno portato, con l’art. 20 L. 183/2010 alla equiparazione di queste vittime a quelle del dovere (art. 1, comma 564, L. 266/2005, con riferimento all’art. 1, lettera c) del DPR 243/2006).

      Marina Militare: assistenza vittime amianto

      L’Osservatorio Nazionale Amianto tutela tutte le vittime da amianto della Marina Militare e delle altre forze armate. L’assistenza è gratuita.

      Numero Verde ONA

      L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni sono al fianco dei militari della Marina vittime dell’amianto e dei superstiti (famigliari, tra cui gli orfani). Per ottenere tutela è sufficiente rivolgersi all’ONA (vittima del dovere).

      Le vittime e i superstiti hanno diritto anche a prestazioni INPS, oltre alla speciale elargizione, all’assegno vitalizio e allo speciale assegno vitalizio. Il riconoscimento della causa di servizio dà diritto, intanto, all’equo indennizzo e al riconoscimento della pensione privilegiata. 

      Risarcimento danni alla vittima e agli eredi

      Le vittime amianto Marina Militare hanno diritto all’integrale risarcimento dei danni, sia patrimoniali sia non patrimoniali.

      Le somme maturate dalla vittima debbono essere liquidate ai loro eredi legittimi o testamentari (risarcimento danni iure hereditario).

      Gli stessi famigliari hanno diritto al risarcimento del danno iure proprio e cioè del pregiudizio che i superstiti hanno subito per la malattia e la morte del loro congiunto. 

      Il riconoscimento di malattia professionale all’INAIL è dovuto al personale civile. Tutte le vittime hanno diritto al prepensionamento e al risarcimento danni amianto.

      Per accedere ai servizi di assistenza gratuita ONA basta contattare il numero verde o inviare una richiesta di consulenza attraverso l’apposita sezione.