Tokyo 2020: Olimpiadi a rischio amianto?

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Olimpiadi a rischio amianto

Tokyo 2020. La capitale giapponese ospiterà per la seconda volta un’edizione estiva dei giochi olimpici, dal 24 luglio al 9 agosto 2020 (dopo il 1964). 

Per l’occasione, verranno utilizzati i maggiori luoghi di competizione esistenti, in particolare quelli costruiti per le Olimpiadi del 1964, come il prestigioso Nippon Budokkan per il judo, il Baji Koen Park per eventi equestri, e la palestra nazionale di Yoyogi per pallamano. 
Sull’evento pende tuttavia lo spauracchio “amianto”.

 


Il rapporto “Shimbun”

Secondo un rapporto stilato dal quotidiano Asahi Shimbun, il pericoloso agente patogeno è stato ampiamente impiegato nell’impermeabilizzazione e nell’isolamento delle piscine in cui si svolgeranno le gare di pallanuoto, oltre ad essere stato spruzzato su una parte della struttura che sostiene il tetto del Tokyo Tatsumi International Swimming Center, (nel quartiere Koto), per via delle sue proprietà ignifughe.

 


Il Centro

Progettato dall’Istituto di Design per l’Ambiente nel 1993, lo Tatsumi International Polo Center, di proprietà del Governo metropolitano di Tokyo, è stato utilizzato per le competizioni nazionali e giapponesi di nuoto.

Nel 2018, per preparare il sito in vista delle Olimpiadi, il Governo metropolitano di Tokyo ha iniziato ad espandere l’area salotto, in modo da renderla accessibile alle sedie a rotelle ed ha apportato altri miglioramenti, come l’installazione di un corrimano lungo le scale.

Nel 2017, prima dell’inizio di tali lavori, fu tuttavia condotta un’ispezione dell’amianto, nel corso della quale si scoprì che un materiale contenente asbesto era stato spruzzato sul materiale di rivestimento ignifugo, (applicato ad alcune parti di due basi di colonne che reggevano il tetto principale).

Nonostante siano noti gli effetti devastanti della fibra killer, sopratutto se inalata e nonostante le normative giapponesi per l’edilizia stabiliscano che vada rimossa o contenuta, “ogni volta che viene apportata una riparazione o un miglioramento sostanziale ad un edificio”, non è stato fatto nulla in questa direzione.

 


Il Governo minimizza

Il funzionari del Governo di Tokyo hanno infatti precisato che, quando il 6 dicembre, l’Asahi Shimbun li ha informati sull’uso dell’amianto nella sede, le quantità dello stesso non erano tali da destare preoccupazione per la salute, quindi ha deciso di lasciarlo.

Ha altresì specificato che nessuna legge è stata violata, poiché gli standard del governo metropolitano affermano “che lo status quo possa essere mantenuto nei casi in cui la superficie dell’amianto sia stata stabilizzata e si trovi in un’area in cui il traffico pedonale è basso”.

In sintesi, i funzionari del governo ritengono che il pubblico probabilmente non dovrebbe entrare in contatto con l’amianto perché si trova in una zona isolata, ma in realtà l’area non è isolata e la struttura dell’edificio consente il circolo dell’aria sui sedili degli spettatori.

Il 25 dicembre, i funzionari hanno tuttavia dichiarato di aver deciso di affrontare il problema ambientale, dato che gli spettatori di tutto il mondo sarebbero entrati nel luogo per partecipare alla competizione.

 


L’allarme degli esperti e le contromisure

Takehiko Murayama, professore presso l’Istituto di tecnologia di Tokyo, esperto in materia amianto, ha affermato che è “problematico non fare nulla per il centro di Tatsumi poiché l’amianto potrebbe essere trasportato dall’aria ed era una struttura in cui il pubblico potrebbe facilmente entrare”.

Adesso gli organizzatori di Tokyo 2020 hanno deciso di adottare “contromisure di emergenza”, senza tuttavia specificare in cosa consistano.

“Stiamo lavorando a stretto contatto con il Comitato Olimpico e Paralimpico degli Stati Uniti in collaborazione con il Comitato Organizzatore di Tokyo 2020 e siamo fiduciosi che stanno adottando le precauzioni necessarie per garantire la salute e la sicurezza di tutti gli atleti durante le partite, indipendentemente dalla sede o dal  sito”, ha dichiarato in aggiunta il portavoce della pallanuoto statunitense Greg Mescall al Centro mesotelioma di Asbestos.com.

 

Conclusioni

L’inalazione o l’ingestione di queste fibre microscopiche presenta un rischio per la salute umana.  L’Organizzazione mondiale della sanità e l’Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti concordano sul fatto che non esiste un livello sicuro di esposizione all’amianto.

Oltre al mesotelioma, l’esposizione all’amianto può portare a gravi malattie respiratorie, tra cui l’asbestosi e il cancro ai polmoni.

Da qui la domanda: la fibra killer che causa il cancro potrebbe dilagare nei luoghi delle Olimpiadi estive del 2020?

Speriamo di no e confidiamo nelle “contromisure” degli organizzatori, anche se ad oggi sono alquanto vaghe.

L’unica rassicurazione viene dalla “promessa” di adottare misure per risolvere il problema, attenendosi alle normative del settore edile giapponese. 

Ricordiamo che le fibre di amianto possono essere trasportate dall’aria, circolando potenzialmente attraverso il sistema di climatizzazione e ventilazione dell’edificio. 

Questa è una preoccupazione ovvia, poiché la sede di 3.635 posti si prepara a ospitare un evento sportivo in tutto il mondo.

ONA

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