Pneumoconiosi: cos’è e quali pericoli comporta per la salute

Pneumoconiosi Pneumoconiosi

Etimologia e cause della Pneumoconiosi

Il termine pneumoconiosi (da pneumo, polmone e dal greco κόνις, kónis, polvere) indica un insieme di malattie polmonari provocate dall’inalazione di polveri o fumi di sostanza metalliche.

Durante l’inalazione, mentre una parte di polveri estranee viene eliminata dall’apparato respiratorio tramite vari meccanismi di depurazione, l’altra parte rimane nei polmoni determinando la pneumoconiosi.

Le complicazioni della pneumoconiosi e i sintomi


Questa malattia, nel tempo, può compromettere la capacità respiratoria e può provocare, a seconda delle polveri inalate: fibrosi polmonare, enfisema polmonare, pleurite cronica con ispessimento pleurico, insufficienza respiratoria, dispnea.

Amianto dalla pneumoconiosi al cancro

Nei casi più gravi, quando la sostanza inalata ha un alto valore di cancerogenicità (come le polveri di amianto e berillio) provoca asbestosi, mesotelioma, tumore ai polmoni, tumore ai bronchi o del peritoneo, altre patologie tumorali che, spesso, portano alla morte.

Purtroppo, il tumore, può manifestarsi anche a distanza di anni dall’esposizione, a causa del lungo periodo di latenza.


La causa più frequente di pneumoconiosi è l’esposizione professionale a polveri, presenti soprattutto in alcuni luoghi di lavoro.

La malattia assume denominazione diversa a seconda del tipo di polveri inalate

Polveri di amianto: l’Asbestosi


Asbestosi: è una malattia respiratoria cronica provocata dall’inalazione di polveri di amianto, chiamato anche asbesto.
L’inalazione di queste polveri, nei polmoni, può provocare il mesotelioma (tumore correlato esclusivamente all’amianto), tumore al polmone, alla laringe, alla faringe, placche pleuriche, ispessimenti pleurici, tumore del peritoneo.

L’amianto, Che cos’è e perché così dannoso

L’asbesto che è sinonimo di amianto, identifica quelli minerali della famiglia dei silicati natural, che si suddividono in fibre sempre più sottili e quindi sono facilmente inalabili.

Gli abbaglianti , cioè questi minerali fibrosi,  sono stati largamente utilizzati per la loro resistenza al calore, alla trazione,  per il loro basso peso e costo.

L’amianto e i settori produttivi dove è stato utilizzato

I minerali di amianto sono stati largamente utilizzati  per l’edilizia , perché miscelati con il cemento  permettevano di produrre il cosiddetto cemento amianto per i materiali di Eternit.

Poi questi minerali sono stati utilizzati nei mezzi di trazione, nei ferodi dei freni sia delle automobili che dei treni, le cui carrozze Tra l’altro erano coibentate con amianto friabile.

Tutti gli amianti provocano l’asbestosi

Il crisotilo (una fibra a serpentina), la crocidolite e l’amosite (fibre anfibole o rettilinee) sono i tre tipi principali di asbesto che provocano la malattia fibrotica, denominata asbestosi.

Asbestosi malattia professionale lista 1 INAIL

L’asbestosi, di solito, è una malattia lavorativa. Sono a rischio gli impiegati nelle industrie, nell’edilizia, nei cantieri navali, nell’industria tessile e dei trasporti.

Poi il asbestosi è inserita nella lista 1 dell’INAIL. Per cui sufficiente dimostrare la presenza dei minerali di amianto nel sito lavorativo per ottenerne nel indennizzo.

Dunque riconoscimento dell’origine professionale della malattia dà diritto alla costituzione della rendita e all’indennizzo del Fondo vittime amianto e ai benefici contributivi,art. 13 comma 7 della legge 257 del 1992.

L’asbestosi ed il rischio amianto anche per i familiari

Chi è esposto in modo secondario tramite familiari che lavorano a contatto con amianto oppure per la vicinanza all’amianto friabile, ha subito e subisce un forte rischio per la salute compreso quello di insorgenza del mesotelioma.

Epidemia di mesoteliomi e asbestosi nei cantieri navali


Inoltre, chi lavora nelle navi, reparto caldaie o meccanici, negli aerei e addirittura nelle strutture dov’era presente l’asbesto, è esposto a forte rischio.

Tanto è vero che via un’alta incidenza sia di asbestosi che di altre patologie asbesto correlate tra le quali il mesotelioma tra questi lavoratori.

L’amianto è il cemento: eternit, prodotti per l’edilizia


L’amianto si può trovare anche sotto forma di un composto carta cemento asbesto (eternit).

impiegato in passato nell’ edilizia e come materiale da copertura. Tutt’oggi sono presenti molti manufatti e parte di alcuni edifici (come i tetti), in eternit.

Aereodispersione delle fibre è il danno alla salute: la prevenzione

Se il materiale, per esposizione a calore, vento e altri fattori, si degrada, e diventa friabile e genera fibre volatili cancerogene.
La bonifica e la rimozione dell’amianto e dell’eternit sono l’unica soluzione per evitare l’insorgenza di malattie asbesto correlate.

Polveri di carbone ed Antracosi

Antracosi: è una malattia provocata dall’inalazione di polveri di carbone, che si manifesta soprattutto in chi lavora nelle miniere, quindi dovuta all’inalazione di grandi quantità di polveri.

La fibrosi polmonare da carbon fossile

Negli addetti alla lavorazione dell’antracite (carbon fossile contenente notevoli quantità di carbonio associato a silicio), tende a svilupparsi una fibrosi polmonare  con conseguenze molto gravi: compromissione anatomica e funzionale dell’apparato respiratorio che può portare a un’insufficienza respiratoria, enfisema polmonare centrolobulare, bronchite cronica e tubercolosi polmonare.

L’artrite reumatoide da pneumoconiosi


La sindrome di caplan o
artrite reumatoide da pneumoconiosi è un’altra patologia legata all’inalazione delle polveri di carbone.

I sintomi sono insufficienza respiratoria nei soggetti affetti da artrite reumatoide.

Polveri di ferro e siderosi

Siderosi: pneumoconiosi derivante dall’inalazione del pulviscolo ferruginoso che si accumula nei polmoni definita anche “polmone del saldatore” in  coloro che sono esposti al ferro come durante le saldature, nelle fonderie e nelle miniere di ferro. La sua presentazione fisiopatologica è simile all’asbestosi.

Polveri di silicio e silicosi


Silicosi: è provocata dall’inalazione di polveri di silicio o biossido di silicio, SiO2 (talco, caolino, argilla, bentoniti) e riguarda quelli che lavorano nelle fonderie, nelle cave di quarzo, gli addetti allo scavo di gallerie, alla sabbiatura, alla frantumazione di ghiaia, graniti e materiali di quarzo. Inoltre, sono esposti anche coloro che  si occupano della lavorazione di vetro, porcellana, maioliche e ceramiche.

Gli effetti della silicosi sulla salute umana


Inizialmente, a parte la dispnea, i sintomi della silicosi non sono evidenti.Tuttavia, con il tempo, la malattia può progredire fino a coinvolgere la maggior parte del polmone e provocare ipossiemia, ipertensione polmonare e insufficienza respiratoria. La diagnosi si basa sull’anamnesi e sul referto della RX torace. Non esiste nessun trattamento efficace, eccetto la terapia di supporto e, per i casi gravi, il trapianto di polmone (silicosi polmonare).

La berilliosi, sintomi e cause


E’ una malattia polmonare interstiziale granulomatosa causata dall’inalazione di sali di berillio. I sintomi sono la tosse cronica secca, affaticamento, perdita del peso, dolore toracico e dispnea progressiva. In alcuni casi si possono presentare dermatite o granulomi cutanei.

Le categorie lavorative a rischio di berilliosi


Sono soggetti a questo tipo di patologia coloro che lavorano nell’industria aerospaziale, nucleare o elettronica ma anche quelli che fabbricano lampade fluorescenti.

La prevenzione della berilliosi

La peliosi è una patologia fortemente invalidante, che è provocata dalla esposizione al berillio, di cui se ne conosce la capacità lesiva..

Per questi motivi è molto importante evitare qualsiasi esposizione al berillio e a maggior ragione anche ad altri agenti tossico-nocivi, per evitare così la sinergia e dunque il maggior danno per la salute

Polveri inerti nel tessuto polmonare

Alcune polveri sono inerti cioè inducono una reazione fagocitaria nel tessuto polmonare senza determinare alterazioni strutturali.

Le altre polveri che danneggiano i polmoni e respirazione


Ci sono, poi, altre polveri che sono dannose per il sistema respiratorio.

Tra queste altre polveri  annoveriamo quelle di gesso, il cemento, bario, gli ossidi di stagno, la polvere di carbone solo se non pura.

Invece, altre polveri inorganiche hanno un’azione lesiva, come detto in precedenza: la silice, i silicati, l’asbesto, la bauxite, il berillio e i metalli.

Diagnosi pneumoconiosi

Per diagnosticare la pneumoconiosi è necessario effettuare varie indagini come esami radiografici, istologici e biopsie del tessuto polmonare.
Ovviamente lo pneumologo, a seconda della gravità e dell’entità della malattia, indicherà al paziente altri esami approfonditi.

Importante  l’anamnesi lavorativa per la  domanda indennizzo inail


Il paziente deve far presente al medico il tipo di lavoro che svolge e che ha svolto, se ha lavorato in industrie, i materiali utilizzati, la comparsa di patologie simili nei colleghi di lavoro.

Classificazione pneumoconiosi ILO

La classificazione dell’International Labour Organization (ILO-BIT) del 1980 è tuttora utilizzata, in particolare negli studi epidemiologici, per classificare i rilievi della radiografia del torace nei casi di pneumoconiosi.

Classificazione ILO: il criterio per la diagnosi

  • Fornisce un mezzo per descrivere e registrare sistematicamente le anomalie radiografiche provocate dalla inalazione di polveri
  • Si applica a tutte le pneumoconiosi
  • Si applica solo a rxt in proiezione posteroanteriore Obiettivo
  • Codificare in modo semplice e riproducibile le anomalie radiografiche delle pneumoconiosi Metodo
  • Confrontare rx in esame con serie standard
  • Codificare le immagini (forma, grandezza, profusione) con lettere e numeri
  • Registrare in modo sistematico Risultato
  • Uniformità di linguaggio
  • Limitazione variabilità

Periodo di latenza pneumoconiosi

Dipende dal periodo di tempo in cui il soggetto è stato esposto all’inalazione di polveri e dalla quantità delle stesse. Ovviamente c’è anche una predisposizione genetica che influisce sul decorso della malattia che può essere veloce o può manifestarsi anche dopo molti anni in seguito all’esposizione.

Asbestosi da pneumoconiosi


Secondo la legge 780/75 “Per asbestosi deve intendersi una fibrosi polmonare che, provocata da inalazione di polvere di amianto, si manifesta particolarmente con presenza negli alveoli, nei bronchioli e nel connettivo interstiziale di “corpuscoli dell’asbestosi” con tracheo-bronchite ed enfisema, e all’esame radiologico con velatura del campo polmonare o con striature od intrecci reticolari più o meno intensi, maggiormente diffusi alle basi”.

Smaltimento amianto: migliore metodo di bonifica

È stata prevista, l’erogazione di contributi per la rimozione e lo smaltimento dell’amianto da edifici sedi di imprese. Basta presentare la domanda al Servizio gestione rifiuti e siti inquinati della Direzione centrale ambiente ed energia.

Assistenza vittime malattie respiratorie

L’Avv. Ezio Bonanni e l’Osservatorio nazionale amianto assistono tutti coloro che si sono ammalati di malattie polmonari per inalazione di polveri organiche e polveri non organiche

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L’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA)

L’Osservatorio Nazionale Vittime AmiantoONA è l’associazione di categoria delle vittime dell’amianto e degli altri cancerogeni e si occupa dell’assistenza alle vittime dell’amianto dal punto di vista medico e legale.

Per informazioni contattare il numero verde: 800034294

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, da anni si batte per coloro che hanno contratto patologie a causa dell’esposizione alle fibre di amianto e altri cancerogeni.

Pneumoniosi malattie professionali

Le pneumoconiosi rientrano nelle cosìdette malattie professionali o tecnopatie. Sono causate dalla polvere nei polmoni. Anche le polveri e fibre di amianto provocano la malattia polmonare (asbestosi). L’altra tecnopatia più frequente è la silicosi. Questa tecnopatia è causata dal silicio. Tutte queste patologie sono indennizzate dall’INAIL. L’Ona assiste tutti i lavoratori vittime di tecnopatie polmonari. Per approfondimenti: 

Chiedo assistenza gratuita  pneumoconiosi