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Giornata Internazionale dedicata alle persone con disabilità

Giornata internazionale dedicata alle persone con disabilità
signora spinge la carrozzina di un uomo sul lungomare

La lotta per una vita senza barriere continua

Il 3 dicembre è la “Giornata Internazionale delle persone con disabilità“. È stata istituita per la prima volta dalle Nazioni Unite nel 1992. L’obiettivo è quello di promuovere ogni anno i diritti di persone con disabilità e proteggerne il benessere.

Secondo quanto riportato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa il 16% della popolazione globale ha una qualche forma di disabilità. Perciò è ancora più importante includere i disabili nella società, abbattendo ogni forma di barriera, architettonica, sociale ed economica, e lottare per i loro diritti.

Infatti, come afferma lo stesso slogan che accompagna la “Giornata Internazionale delle persone con disabilità” ogni anno, facciamo sì che l’attenzione posta in questa occasione abbia effetti nella società quotidianamente: “Un giorno all’anno tutto l’anno”.

Questo è anche il messaggio che porta avanti il Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, l’Avvocato Ezio Bonanni: «le associazioni, i singoli e le istituzioni devono lavorare insieme per far sì che le persone con disabilità non subiscano ulteriori conseguenze che aggravino la loro situazione».

Difficoltà delle persone con disabilità nell’era post-Covid

persone con disabilità - Covid
Le persone disabili sono state tra le più colpite durante la pandemia, a causa dell’isolamento e della diminuzione dei servizi

Ogni anno la Giornata riservata alle persone disabili si concentra su un tema specifico e quest’anno è dedicata alla lotta per i diritti nell’era post-Covid. Infatti, la pandemia di coronavirus ha reso evidente le problematiche affrontate quotidianamente dalle persone con disabilità. Esempi sono l’insufficienza di una rete territoriale capillare ed efficace per l’assistenza domiciliare.

Tuttavia, ancora una volta, i disabili sono stati i più colpiti durante questa emergenza globale, a causa dell’isolamento e della diminuzione dei servizi che ne sono derivati. Anche nel contesto scolastico, la didattica a distanza ha penalizzato maggiormente gli alunni disabili. Infine la necessità di lavorare sull’inclusione sociale delle persone disabili non è mai stata così imperativa come in questo 2020, durante il quale si sono ulteriormente aggravate le diseguaglianze preesistenti.

Le persone con disabilità sono uno dei gruppi più esclusi nella nostra società e tra i più colpiti in questa crisi in termini di vittime – ricorda l’ONU -. È necessario un approccio integrato per garantire che le persone con disabilità non siano lasciate indietro“.

Infatti l’inclusione sociale delle persone con disabilità è una condizione essenziale da raggiungere per sostenere i diritti umani, lo sviluppo sostenibile, la pace e la sicurezza.

Garantire i diritti delle persone disabili non è solo una questione di giustizia, è un investimento in un futuro comune“, è l’invito dell’ONU.

Le ingiustizie in Italia subite dalle persone con disabilità

Purtroppo però, in Italia, sono ancora tante le ingiustizie subite da coloro che vivono sulla propria pelle una condizione di disabilità, motoria, intellettiva, sensoriale o relazionale-comportamentale.

Le associazioni che salvaguardano i diritti di queste persone agiscono attivamente ogni giorno. Lo scopo è ricordare il bisogno di rendere la nostra società più inclusiva e di garantire le pari opportunità per tutti. Il principale obiettivo è soprattutto quello di abbattere il silenzio e i pregiudizi rivolti alla fragilità e diversità.

Tra le questioni ancora irrisolte del nostro Paese c’è, per esempio, la necessità di potenziare il “Fondo per la Non Autosufficienza“. Infatti le risorse attuali non sono idonee ai bisogni dei richiedenti, dato che questi sono in costante aumento a causa dell’emergenza pandemica.

Rilevante è anche la problematica che riguarda i “caregiver”, gli assistenti personali, che dovrebbero essere riconosciuti dalla legge come forma di lavoro usurante, visto l’impegno costante.

Infine, una delle emergenze più importanti da dover affrontare è l’abbattimento delle barriere architettoniche. In Italia, nonostante fosse stata prevista dal Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) degli anni ’90 la totale eliminazione, ancora sono molte le barriere presenti sul territorio, sia nelle città metropolitane sia nei piccoli centri. Anche la maggior parte delle scuole tutt’oggi è inaccessibile agli studenti con disabilità motoria o sensoriale.

Il problema dell’accesso ai trasporti per i disabili

Questo problema riguarda anche l’accesso a servizi come quelli di trasporto. Le barriere architettoniche sui mezzi pubblici sono una prova a cui tanti utenti disabili si sottopongono ogni giorno.

paralimpiadi
Nonostante la stazione Cipro sia dedicata agli atleti delle Paralimpiadi, è diventata inaccessibile per ogni disabile

Un caso emblematico della difficile situazione è quello che si vive nella città di Roma. Infatti, secondo i dati diffusi da ATAC (Agenzia del trasporto autoferrotranviario del Comune di Roma) ad aprile 2021, tra le settantacinque fermate disponibili delle linee A, B, B1 e C, trentasette sono interessate da problemi di accessibilità.

In particolare la fermata metropolitana di Cipro ha ascensori esterni e interni non funzionanti, è sprovvista di montascale e ha le scale mobili esterne fuori uso. Eppure questa è la stessa stazione dedicata alle Fiamme Gialle che hanno partecipato alle Paralimpiadi. La fermata Cipro è, invece, diventata inaccessibile per ogni disabile.
Ma non è la sola stazione sulla linea A in questa situazione. Almeno altre cinque fermate hanno gli ascensori non funzionanti.

Le politiche per la tutela delle persone con disabilità

Passi avanti sono, invece, quelli compiuti dalla politica. Tra le novità previste per le persone con handicap, vi è, innanzitutto, la creazione, durante il governo Conte I, del ministero delle Disabilità, seppur senza portafoglio, che è stato confermato anche dall’attuale governo Draghi. L’obiettivo dell’istituzione è quello di migliorare la qualità di vita dei circa 4 milioni di persone disabili in Italia.

In più è in via di definizione in Parlamento la Riforma delle norme sulla disabilità. Questa dovrebbe rispondere all’esigenza di semplificare l’accesso ai servizi, i meccanismi di accertamento della disabilità e di potenziare gli strumenti per la vita indipendente.

Infine è stata creata una Disability Card, tessera gratuita scaricabile dal sito dell’INPS della durata di 10 anni, che dà accesso a contenuti e servizi agevolati per tutte le persone con disabilità dal 67 al 100%.

L’ONA sostiene i diritti delle persone disabili

L’ONA –Osservatorio Nazionale Amianto è vicino a tutti coloro che soffrono di disabilità. Infatti, supporta, oltre chi è esposto a rischi come l’amianto, anche tutti coloro che soffrono d’infermità. Proprio nello spirito e nel rispetto della Costituzione e della tutela della dignità di tutti gli esseri umani è necessario l’impegno di tutti.

«Il concetto di profitto e l’attenzione per il bilancio dello Stato non può farci dimenticare le persone con disabilità – dichiara l’Avvocato Bonanni -. In caso contrario, ci sembrerebbe di essere tornati nell’antica Sparta, dove solo i bambini che apparivano più forti avevano diritto di vita. Invece è importante dare supporto alle famiglie, che in prima persona si occupano delle persone con disabilità».

Per questo l’ONA ha già presentato in diverse occasioni e tavoli istituzionali delle proposte. Per esempio un modo per integrare l’assistenza alle famiglie potrebbe essere quello di occupare coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza. Inoltre dovrebbero essere integrati gli importi già liquidati a titolo di pensione d’invalidità e di assegno di accompagnamento.

«Servono risorse economiche, di personale e dispositivi di sicurezza– dichiara il Sig. Franco Cucinieri, Perito e Componente Comitato Tecnico Scientifico Nazionale ONA Aps -. Poi serve una visione su come dovrebbero essere cambiati i servizi per la mobilità verso i centri diurni e le scuole, ripensati e riformulati rispetto alle nuove regole che la pandemia ci impone».

Ultimo respiro: incendi e macerie nocive

Ultimo respiro: incendi e macerie nocive
lavoratore con maschera antigas

Sono lì, anche con un ultimo respiro, tra incendi e macerie, lavorano senza sosta, giorno e notte, affinchè riescano a salvare quanto e chi possibile.

Quello dei Vigili del Fuoco è una delle professioni con un alto rischio di malattia professionale per esposizione a sostanze nocive, come l’amianto.

La fibra è stata messa al bando con la Legge 257/1992, tuttavia miete ancora vittime tra i lavoratori che hanno lavorato in impianti contaminati.

L’allarme però deriva da quelle categorie di lavoratori che sono oggi esposti e ne pagano le conseguenze.

Un rischio per la salute che riguarda gli addetti alla bonifica e alla manutenzione degli edifici, figura particolare quella dei Vigili del Fuoco.

Attraverso uno studio svolto in Canada, si è rivelato che l’operatore VVF ha bel l’86% di probabilità di andare incontro ad una morte oncologica. Una morte causata dalla indiscutibile esposizione professionale.

Il rischio dell’insorgenza di un tumore è circoscritto in alcuni tipologie: mesotelioma o tumore del polmone.

Sostanze tossiche durante l’attività di spegnimento

Durante le operazioni di spegnimento di un incendio, è altissima l’esposizione con le sostanze nocive.

L’inalazione è inevitabile, sia nello spegnimento ma può anche avvenire in attività di salvataggio, come sui luoghi terremotati.

Le sostante nocive e tossiche che troviamo nei fumi di un incendio sono una minaccia per le persone e per l’ambiente.

Una minaccia che si propaga anche dopo lo spegnimento, tanto è vero che i gas tossici continuano a disperdersi, lentamente, così che la contaminazione procede indisturbata.

Dalla combustione si produce un mix letale di gas, costituito da sostanze nocive. La sua composizione dipende da 3 fattori: materiale, concentrazione di Ossigeno e temperatura.

Le sostanze tossiche si possono trovare in stato solido e liquido, allo stato gassoso o vapore. La leggerezza permette di spostarsi può facilmente, mentre quelli può pesanti solitamente si accumulano nelle cavità raggiungendo anche l’acqua.

Ultimo respiro di amianto: i rischi per la salute

Le malattie correlate all’amianto sono un grande problema per la sanità pubblica. L’inalazione della fibra killer comporta lo sviluppo di malattie con conseguenze devastanti.

Può essere nocivo anche un ultimo respiro, tra i tanti nelle polveri, ne basta poca di esposizione e tutto prende una piega diversa.

La possibilità di imbattersi nei materiali contenenti amianto è possibile anche a distanza di diversi anni di abolizione.

Purtroppo è ancora presente tra di noi e riscontrabile durante lavori di ristrutturazione, bonifiche o smaltimento, ma anche nelle emergenze.

Durante i terribili terremoti avvenuti nel nostro territorio ci sono state diverse esposizioni.

Il Vigile del Fuoco dovrebbe sottoporsi a regolari controlli sanitari per poter tenere monitorato lo stato di salute ed individuare cambiamenti anomali.

Le fibre se respirate entrano all’interno dell’organismo in modo diverso in base alla loro conformazione.

Il tempo e le probabilità di sviluppare patologie gravi viaggia di pari passo, un’esposizione diretta con l’asbesto può risultare dannosa anche se avvenuta in modo occasionale.

Tuttavia è chiaro che più l’esposizione è lunga e più rischi si corrono, ma anche un singolo caso può essere fatale.

Vestiario killer: tute ignifughe composte da agenti tossici

Tute, guanti, calzari e coperte contenevano amianto, a cui si sono aggiunte poi ulteriori esposizioni negli interventi di soccorso.

Questo è quello che erano costretti a subire i Vigili del Fuoco, per protezione e per lavoro.

Partendo dai magazzinieri che distribuivano questi indumenti “sporchi” ai vigili che ne usufruivano e li indossavano sulla loro pelle.

Parliamo di tonnellate di materiale contente amianto. 

Nel 1995 fu smaltito un grande quantitativo dal Comando dei Vigili del Fuoco di Taranto, ma non è bastato a far riconoscere l’esposizione ai lavoratori.

Una ingiustizia cruda e fredda, che indistintamente dai luoghi riguarda tutti.

Il Ministero degli Interni ha riconosciuto solo i magazzinieri come persone esposte all’amianto, lasciando nel dimenticatoio tutti gli altri.

Dagli ultimi dati che abbiamo, in Italia, si contano ben 58 casi di mesotelioma, ossia il tumore generato dall’amianto.

Una valutazione del dato davvero sottostimata, basti considerare l’alto rischio espositivo a queste sostanze, che coinvolgono moltissimi pompieri.

Incendi e interventi nelle zone terremotate hanno costituito una fonte di rischio per i soccorritori.

È opportuno rivedere i termini di tutela della salute e diritti previdenziali, nonché risarcitori, che spettano ai Vigili del Fuoco.

Ultimo respiro: tutela e risarcimento

L’art. 1 del T.U. n. 1124/1965 emanato con Decreto del Presidente della Repubblica, esclude esplicitamente i Vigili del Fuoco dalla copertura INAL.

La copertura assicurativa fa riferimento all’ONA – Opera Nazionale di Assistenza. È un ente che assiste materialmente e culturalmente tutti gli appartenenti, ex o famiglia del Corpo VVF.

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni si impegnano a far si che, le vittime del dovere vengano risarcite.

Per approfondimenti: https://www.youtube.com/watch?v=8AYwqKyr4kw

Rifiuti amianto: l’allarme del consigliere di regionale Zanon

Impianto smaltimento rifiuti amianto Porcia (PD)
L'impianto di smaltimento amianto di Porcia

Rifiuti amianto. Il boom di ristrutturazioni determinato dal superbonus fiscale, ha aumentato le quantità del pericoloso minerale, raccolto dalle imprese edili.

Peccato che in tutta Italia ci sia carenza di siti per lo smaltimento legale dei rifiuti di amianto.

Rifiuti amianto: l’allarme del pordenonese Zanon

Rifiuti amianto - Emanuele Zanon
Emanuele Zanon

A lanciare l’allarme è stato il consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia, Emanuele Zanon, ex sindaco di Cavasso Nuovo, in provincia di Pordenone.

La spedizione dei big bag (sacchi per lo stoccaggio dei materiali pericolosi n.d.r.) sempre più lontano, per la graduale chiusura degli stoccaggi europei, ridurrà notevolmente i budget a disposizione”, avverte Zanon.

“Tutti gli impianti di smaltimento sono praticamente chiusi e le aziende pordenonesi sono costrette a rivolgersi in Norvegia, con costi alle stelle”, ha spiegato la scorsa settimana a Trieste.

Il punto è che non sempre gli impianti esteri garantiscono la ricezione dei carichi. 

Di recente ad esempio la Germania ha negato l’importazione dell’amianto

Rifiuti amianto in discariche abusive?

Quando era sindaco, Zanon aveva affrontato a più riprese questo fenomeno dell’abbandono di rifiuti da parte di “incivili” alla ricerca del risparmio.

Oggi la situazione potrebbe addirittura aggravarsi.

A suo dire, la carenza di siti a prezzi accessibili, potrebbe infatti indurre a smaltire i rifiuti tossici all’interno di discariche illegali e pericolose. 

Il territorio compreso tra zona collinare del Maniaghese e lo Spilimberghese, uno dei luoghi più caratteristici della regione Friuli Venezia Giulia, potrebbe trasformarsi ad esempio in una discarica a cielo aperto.

La stessa realtà di Porcia, l’unica discarica rimasta in Friuli Venezia Giulia e una delle poche unità ancora attive nel Paese, è di fatto satura. La mia paura è quindi che in tanti ricorrano alla tentazione del “fai da te”, gettando il tutto in fossi e greti, come avveniva qualche decennio fa”.

Porcia sta seguendo l’iter autorizzativo di ampliamento, cosa che potrebbe risultare una valvola di sfogo vitale per superare l’attuale empasse”.

Per la cronaca, Porcia è uno dei 19 impianti presenti sul territorio nazionale in cui vengono smaltite oltre 73mila tonnellate di rifiuti contenenti amianto.

lastre amianto

A luglio, la Regione aveva rifiutato l’istanza che avrebbe permesso l’ampliamento o anche la realizzazione di nuove discariche di amianto a meno di 500 metri dai centri abitati. Oggi le cose potrebbero tuttavia cambiare.

La bonifica del Cellina : Rifiuti pericolosi

Emanuele Zanon ha espresso inoltre la sua preoccupazione riguardo alla bonifica del Cellina. 

Credo ci si debba trovare al più presto attorno ad un tavolo e individuare una via d’uscita a livello provinciale”.

L’intervento di bonifica, disposto dalla Regione tra Montereale e Maniago per asportare dal letto del Cellina decine di cumuli di asbesto “potrebbe subire uno stop fino a data da destinarsi”.  

Una bonifica che non parte

La bonifica dall’amianto sul greto del fiume Cellina, (nel Comune di Montereale Valcellina), sarebbe dovuta partire a inizio 2019.

Per avviarla, era previsto uno stanziamento di quasi 1milione di euro.

Dopo numerose discussioni e dopo aver redatto un progetto di fattibilità, sottoposto all’Aas, si attendeva che Arpa fornisse eventuali osservazioni. 

Ma di risposte non ne sono arrivate.

Da dove arriva l’amianto?

A provocare l’inquinamento d’amianto in Friuli, circa trent’anni fa, fu la società Sivocci di Montereale Valcellina.

La fabbrica, che fino agli anni Novanta ha prodotto guarnizioni in amianto per motori, ne aveva infatti abbandonato gli scarti.

fibre di amianto
Amianto e mascherine protettive

La cosa, le valse una condanna, ma da allora non si è tuttavia riusciti ad approdare alla bonifica della fibra killer nell’area in questione.

Adesso, grazie al milione di euro destinato dalla Regione e ai 360mila euro assegnati all’amministrazione comunale, il Consorzio Cellina-Meduna potrebbe avviare la bonifica. 

Una buona notizia? Mica tanto: l’amianto è ovunque 

Purtroppo la pericolosa fibra è stata dispersa anche nell’altra sponda del Cellina, in un’area molto estesa che fa parte del Comune di Maniago.

Il materiale, abbandonato alla fine degli anni Novanta, era stato ricoperto da teli di plastica per impedirne la dispersione. 

Nel corso degli anni però i teli si sono deteriorati, tant’è che l’amianto è bene in vista. 

Rifiuti amianto
Bonifica eternit

Oltretutto la zona è spesso frequentata dalle scolaresche per uscite didattiche o da incauti escursionisti. 

Quando il Cellina è in piena, i cumuli di amianto potrebbero essere trascinati a valle dalle acque, con possibilità di contaminazione anche di altre zone.

ONA: Rifiuti amianto? No grazie

La legge di Bilancio 2021 (Legge 30 dicembre 2020, n.178) prevede la proroga al 31 dicembre 2021 della detrazione bonifica amianto al 50% (con un massimale 96mila euro).

La Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria ha approvato però di recente la Relazione sull’applicazione delle misure fiscali per la riqualificazione energetica e sismica, con alcune proposte. 

Tra queste quella di considerare la possibilità di estendere il superbonus anche alle spese relative a rimozione e smaltimento amianto, presentata dall’ONA. Ci auguriamo che questo avvenga, altrimenti sarebbe una grande occasione persa per l’Italia di liberarsi delle tonnellate di amianto ancora presenti nel nostro Paese.

Turco: alleviare le sofferenze degli esposti all’amianto

Turco - COMMISSIONE BILANCIO SENTATO
COMMISSIONE COMMISSIONI BILANCIO DEL SENATO PROGRAMMAZIONE

Amianto: interviene il senatore Turco 

Senatore Mario Turco
Mario Turco

Mario Turco, vicepresidente del gruppo M5S, già sottosegretario a palazzo Chigi nel governo Conte II, ha avanzato la sua mozione alla Legge di bilancio, all’esame del Senato.

L’emendamento «punta da una parte a proseguire la mappatura delle parti del territorio nazionale a rischio amianto – ha detto il senatore pentastellato -; dall’altra ha l’obiettivo di recuperare ai benefici pensionistici quei lavoratori esposti all’amianto che non avevano fatto in tempo a presentare domanda entro il 15 giugno 2005».

Il senatore che è intervenuto al convegno sull’amianto che si è tenuto nei giorni scorsi a Taranto ha aggiunto che la stessa proposta emendativa prevede che «la rivalutazione della posizione contributiva, per effetto dell’esposizione all’amianto, sia un diritto non soggetto a prescrizione».

Bonanni e l’ONA da sempre impegnati a collaborare con il governo

All’elaborazione di questa proposta emendativa ha contribuito l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, da sempre impegnato nell’analisi dei problemi legati all’asbesto e nella formulazione di proposte.

Infatti, sotto la spinta dell’ONA e dell’avv. Bonanni, la Corte Costituzionale con sentenza 116 del 2013, ha dichiarato l’illegittimità dell’articolo 18 comma 22 bis del decreto legge 98 del 2011, che affermava la retroattività a danno di cittadini e lavoratori su prestazioni pensionistiche.

«Il punto più urgente – ha sottolineato Bonanni al senatore Turco – è quello della prescrizione tombale del diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto; oltre alla questione della decadenza per coloro che non hanno fatto la domanda all’INAIL entro il 15 giugno del 2005. Tuttavia la questione della prescrizione è la più rilevante perché facendo partire tale termine proprio dal 2005 ormai nessun cittadino italiano potrà far valere questo diritto».

Turco: Formare i lavoratori per attività di bonifica del complesso

Con un altro emendamento, inoltre, il MoVimento 5 Stelle propone di formare i lavoratori dell’ex ILVA per attività di bonifica del sito. In particolare per la rimozione delle circa 4mila tonnellate di amianto ancora presenti all’interno della fabbrica siderurgica.

«Se si potesse risolvere almeno questo problema – afferma il presidente dell’ONA – si potrebbe ottenere un significativo risultato anche per i lavoratori dell’ILVA, compresi quelli che nel tempo hanno subito diverse interruzioni legate alla cassa integrazione».

Si tratterebbe di mettere in atto percorsi di reinserimento lavorativo che possano produrre effetti positivi sulle maestranze.

Tutte le forze politiche devono condividere l’emendamento

«Come MoVimento 5 Stelle – avvalora Mario Turco -, ci auguriamo che anche le altre forze politiche convergano su queste proposte di emendamento, che hanno l’obiettivo di alleviare le sofferenze di quanti in maniera inconsapevole hanno subìto gli effetti devastanti dell’amianto».

Thermos mortali: dalle indagini alle rilevazioni di asbesto

Thermos mortali: dalle indagini alle rilevazioni di asbesto
Thermos mortali: dalle indagini alle rilevazioni di asbesto

I thermos mortali, una semplice parola che riassume ciò che può incombere con l’utilizzo di essi.

Molti thermos di origine cinese, destinati a contenere liquidi e altri alimenti, sono risultati alquanto pericolosi. 

Vengono regolarmente venduti nei negozi, sono di facile riconoscimento, dalla trasparenza si può notare una pasticca di amianto.

La pastiglia è fondamentale, assorbe il calore ed evita il surriscaldamento che farebbe rompere il vetro. In realtà non è sempre così, infatti, in Europa, questi prodotti hanno solo un rivestimento in acciaio.

Nel nostro paese è vietato sia il commercio che l’importazione di prodotti contenenti asbesto. Tanto è vero che, il Ministero della salute, ha precisato il pericolo per i consumatori solo in caso di rottura.

In caso di rottura accidentale è consigliabile non toccare la pastiglia. In realtà è doveroso chiudere tutto in un sacchetto e contattare gli specialisti per lo smaltimento.

Thermos mortali, un pericolo chimico per l’uomo

L’Agenzia Regionale Prevenzione e Protezione Ambientale ARPA ha evidenziato la presenza di amianto nei thermos.

Si tratta di corpi cilindrici, grigiastri, posizionati nel doppio involucro in vetro dei thermos, come distanziatori.

Attraverso il MOLP, identificazione qualitativa fibre, si è venuti a conoscenza del pericolo per i consumatori. Una minaccia chimica, perché solo in caso di rottura è possibile la dispersione delle fibre di amianto.

La liberazione di questo minerale killer è considerato cancerogeno per inalazione, come da classificazione di IARC 1.

Se respirate, le fibre di amianto, entrano nell’organismo in modo diverso in base alla sua formazione. Le fibre raggiungono gli alveoli polmonari dove avviene il trasferimento dell’ossigeno al sangue e l’eliminazione della anidride carbonica.

Il loro accumulo causa un’infiammazione permanente, seguito da un ispessimento della parete ed una specifica fibrosi polmonare chiamata asbestosi.

Thermos mortali: servizio di allerta alimentare

Le indagini ambientali vanno avanti da diversi anni, nel 2014 c’è stato un alto numero di ritiri, così come nel 2018.

Attraverso le operazioni investigative, è stato effettuato il ritiro ed il richiamo dei prodotti presenti sul mercato.

Nel nostro paese, ogni anno, vengono ritirati almeno 1000 prodotti alimentari cancerogeni. Molte volte si tratta di cibo che potrebbe nuocere alla salute dei consumatori.

Le segnalazioni di allarme sono estese tra i vari Stati e osservati dal sistema europeo Rapex (sicurezza dei prodotti).

Il Ministero dello Sviluppo economico lavora quotidianamente per la ricerca e la bonifica di questi materiali nocivi. Si studiano i componenti dei prodotti commercializzati con l’estero, usufruendo delle strumentazioni dei NAS o ASL.

Amianto nei thermos: le precauzioni da osservare

Il ministero ha fornito diverse precauzioni, importanti, a coloro che abbiano acquistato thermos contenente la pasticca di amianto:

  • Maneggiare il prodotto evitando rotture;
  • Riconsegnare il prodotto presso il punto vendita dell’acquisto;
  • In caso di rottura porlo in un sacchetto chiuso, evitare di manipolare la pastiglia;
  • Avvisare l’azienda specializzata di zona per lo smaltimento;

Il volume delle importazioni, davvero significativo, connesso al tipo di rischio cui è esposto il consumatore, ha determinato, da parte del Ministero, l’attivazione di due notifiche nel sistema Rapex.

Lo scopo è stato quello di portare all’attenzione di tutti i Paesi dell’Unione europea il problema, in maniera tale da allertare non soltanto il consumatore italiano ma tutti i cittadini comunitari.

Attraverso i contatti che così si avvieranno con gli altri Stati sarà possibile capire l’entità reale del fenomeno e definire, di conseguenza interventi mirati ed efficaci.

Una delle comunicazioni del Ministero dello Sviluppo economico ai consumatori.

Le precauzioni devono essere attivate, non solo per gli alimenti contaminati dai batteri, ma anche da questi contenitori ad uso alimentare.

Thermos mortali: la conoscenza per una corretta gestione

Non è una allerta nuova, già negli anni ha seminato panico ovunque, ma è doveroso sottolineare che non tutto è contaminato.

La maggior parte dei prodotti ritirati provenivano dai paesi asiatici, ma ciò non vuole indicare che ogni prodotto asiatico sia pericoloso.

Tanto è vero che molti prodotti europei non rispettano gli standard imposti dalla legge.

È doveroso conoscere quali sono i prodotti richiamati dal Ministero della Salute.

Amianto: conoscere e prevenire danni collaterali

Il rischio per la salute con questi prodotti può avvenire solo in caso di danneggiamento, che provocherebbe la fuoriuscita della fibra killer.

L’amianto è un materiale cancerogeno per inalazione. Se inalato in grandi quantità, infatti, potrebbe creare delle infiammazioni agli alveoli polmonari, causando così danni irreparabili.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ONA, con il suo notiziario, ha istituito il servizio di assistenza legale online, garantendo un’ampia ed efficiente tutela delle vittime.

È possibile evitare i danni alla salute e progredire l’epidemia evitando la produzione e utilizzo di amianto, nonché bonificare quello presente.