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lunedì, Agosto 10, 2026
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Riposa in pace Michele, ci rivedremo presto

Michele
Michele, Bonanni con in mano un megafono

Il saluto a Michele Michelino

Il Presidente, il Consiglio direttivo e tutti gli associati dell’ONA, salutano un grande combattente per la libertà e per i diritti dei lavoratori.

Michele Michelino, operaio, fin da giovanissimo, nella fabbrica e nei luoghi di vita, si è battuto per la libertà e per i diritti.

Memorabili manifestazione, non solo a Milano, Roma, Torino, Trieste, ma anche Latina. Laddove vi fosse stata la segnalazione della violazione dei diritti delle vittime e del lavoro, lì era presente Michele Michelino.

Lo ricordiamo con affetto. Ricordiamo quando anche nella città di Latina il tema amianto fosse poco sentito e pur tuttavia, con una strage in corso.

Ci ritroveremo Michele. In ogni caso, il tuo testimone sarà perpetuato da tutti i compagni di questa battaglia che proseguirà per ora e per il futuro, fino a raggiungere la vittoria.

Lo sfruttamento del più forte sul più debole deve venire meno e così l’ipocrisia dei nostri politici. Compresi quelli che si fingono contro il sistema e poi si siedono a braccetto con coloro che hanno distrutto l’ambiente e i diritti dei lavoratori.

In questo momento, mi sento di dire che bisogna ritrovare lo spirito dello Statuto. Mi riferisco allo statuto dei lavoratori. Mi riferisco alla necessità di combattere dal basso con forza e determinazione, per i diritti dei più deboli.

Molte, troppe volte, nella fabbrica come nella vita, il lavoratore è posto in una condizione ricattatoria tra morire di lavoro e morire di fame. Questo ricatto è stato denunciato molte volte, anche da Michele Michelino, che ha voluto sostenere queste tesi, che vanno riaffermate.

Contro la vergogna di una politica politicante, ipocrita e vigliacca, vanno riaffermati i veri diritti della nostra Costituzione.

Questo è l’appello che mi sento di fare per ricordare Michele Michelino. Sarò uno dei tanti che porterà avanti il tuo testimone. Il mio appello è a tutti gli uomini liberi e forti, in una condizione laica ma allo stesso tempo religiosa della dignità della vita.

Raccomando l’anima di Michele Michelino con una preghiera rivolta a Padre Pio e un appello a Papa Francesco perché continui a farsi portatore dei diritti dei più deboli, oppressi e calpestati.

No ai politici meschini e vigliacchi. Mobilitazione pacifica dal basso per un effettiva tutela dei diritti. No alle armi, spese militari azzerate e destinazione di questi fondi alle spese sociali, al finanziamento della scuola e della sanità.

Disarmo mondiale sotto la leadership di Papa Francesco, illuminata e saggia ma con la partecipazione dal basso di tutti i cittadini.

Morto Michele Michelino, “gigante” della lotta all’amianto

morto michele michelino
morto michele michelino

E’ morto Michele Michelino, presidente del “Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio” ed operaio della Breda di Sesto San Giovanni. Ha speso tutta la sua vita per denunciare le morti da amianto che hanno colpito i lavoratori a Sesto e in tutta Italia in una piaga che ancora non è stata debellata.

La notizia ha lasciato sgomenti. Michelino era conosciuto da tutti, comunista da sempre, aveva portato avanti la lotta per i diritti degli operai, per la sicurezza sui luoghi di lavoro, per il diritto alla salute troppo spesso dimenticato in nome del profitto. Emblematico è proprio l’utilizzo dell’amianto in Italia, andato avanti per decenni, nonostante di conoscesse ormai da tempo la sua pericolosità.

Gli operai e i loro familiari continuavano ad ammalarsi, ma nessuna azienda smise di usarlo, se non quando arrivò la legge 257/92 che mise al bando questi minerali. Che causano purtroppo il mesotelioma e tutta una serie di patologie asbesto correlate, spesso mortali.

E’ morto ieri pomeriggio, 21 aprile, ed è stato il fratello a dare la triste notizia.

La collaborazione con l’Ona

Michelino negli anni ha collaborato anche con l’Osservatorio nazionale amianto e con l’avvocato Ezio Bonanni. Insieme hanno anche pubblicato, nel 2009, un libro sull’argomento: “Lo Stato dimentica l’amianto killer”. Il testo ripercorre le fasi della lotta dei lavoratori, nei luoghi di vita e nelle fabbriche, per liberarsi da condizioni di arretratezza sociale, culturale ed economica. Era una denuncia contro il sistema di privilegiare il profitto sulla vita umana, sacrificata nell’interesse di pochi. E contro l’incapacità dello Stato di imporre il rispetto delle sue stesse leggi.

Michelino c’era alla manifestazione a Latina contro l’asbesto, organizzata nel 2010 con tante altre associazioni. C’era anche quando il presidente dell’Ona, l’avvocato Ezio Bonanni, fu minacciato di morte perché aveva deciso di affiancare le vittime di amianto e dei loro familiari e di portare le loro istanze in Tribunale.

morto Michele Michelino

Morto Michelino, il ricordo corre sui social

Ed è questo quello che tutti ricordano di Michelino: di come fosse sempre presente. In tantissimi hanno voluto salutarlo anche sui social. Questi ricordi riescono a delineare, nel dolore, chi fosse davvero Michele: un uomo sempre disponibile per chiunque avesse bisogno, coerente, passionale e forte.

“Di Michele Michelino – ha scritto una sua amica – ho sempre ammirato la storica coerenza, anche nelle battaglie in solitudine. Soprattutto in quelle. E la totale assenza di retorica. Nel raccontare Sesto San Giovanni e nel raccontare la fabbrica. Perché la fabbrica di Michelino è stata quella di migliaia di operai e non di chi la guardava al di qua dei muri e dei cancelli. È stata una fabbrica di fatica, di malattia, anche di morte.

Mi è impossibile immaginare una Sesto senza Michele. Mi sarà doloroso non vederlo più alla testa dei cortei di fine aprile”. “Se ne va un gigante per la lotta contro le morti sul lavoro” ha scritto un altro.

“Compagno Michelino – ha commentato invece il Collettivo Comunista di Nuoro – ti ricordiamo per il tuo rigore morale, la tua coerenza politica la tua militanza di classe, vicini ai tuoi famigliari, ai/ alle tue compagne/i di lotta in questo triste momento.

Ti accompagneremo nel tuo ultimo viaggio con le Bandiere della Terza Internazionale Comunista che sventolano a mezz’asta listate a lutto, e ti salutiamo a pugno chiuso come merita un comunista. Addio Compagno di lotta”.

“Di lui non ci resta solo il ricordo, ma la testimonianza di chi ha lottato tutta la vita per migliorare le condizioni dei lavoratori, degli sfruttati, per l’abbattimento dei rischi di infortunarsi o contrarre malattie durante il lavoro, nei luoghi di lavoro”, hanno aggiunto dalla Confederazione unitaria di base – Cub Pubblico impiego Milano e provincia.

Il processo sui morti amianto alla Breda Termomeccanica-Ansaldo

“A volte penso – ha scritto ancora un altro compagno di lotta – che ‘creature gentili che vissero in tempi terribili’ come lui abbiano deciso di andarsene da un mondo che non li meritava più. E che vivevano come un’onta”.

Il riferimento potrebbe essere al risultato del processo per cui Michelino si era sempre battuto e nel quale il Comitato era parte civile. La delusione per l’assoluzione dei vertici della Breda di Milano, anche in Appello era stata forte: “Cercavamo giustizia – aveva commentato il giorno della sentenza di secondo grado Michelino – ma abbiamo trovato la legge che difende i potenti.

Il processo sui morti per amianto alla Breda Termomeccanica-Ansaldo ha avuto un esito non diverso da quello che negli ultimi anni abbiamo visto nel Tribunale di Milano”. Il processo era relativo alla morte di 12 operai esposti all’asbesto nello stabilimento milanese di Viale Sarca tra gli anni ’70 e il 1985.

Michelino era andato avanti, aveva continuato la battaglia contro l’amianto, per i lavoratori delle nuove generazioni, perché la sicurezza sul lavoro sia rispettata sempre. Ora quella battaglia dovranno raccoglierla i suoi amici, i suoi compagni, perché i diritti fondamentali non sia mai più calpestati.

La morte sul lavoro non è una fatalità, ma un crimine contro l’umanità”, era questa la frase che scriveva sempre sui cartelloni per ogni manifestazione. Così lo ricorderanno in tanti. Sabato 23 aprile, alla camera mortuaria di Niguarda, alle 11, ci sarà l’ultimo saluto.

Maresciallo Gdf con l’asbestosi, riconosciuto vittima del dovere

maresciallo
nave della guardia di finanza

La Corte di Appello di Firenze conferma la condanna del Tribunale di Grosseto a carico del ministero dell’Economia e delle Finanze. Riconosce così, ancora una volta, lo status di vittima del dovere per un maresciallo della Guardia di Finanza.

Le sue iniziali sono C.A. L’uomo, al quale è stata riconosciuta un’invalidità del 25% per asbestosi, riceverà circa 50mila euro come speciale elargizione, assegni vitalizi per 1500 euro al mese e gli arretrati dal momento della domanda, per altri 120mila euro.

Maresciallo vittima del dovere, Bonanni: “Sentenza importante”

“Si tratta di una sentenza importante – ha commentato l’avvocato Ezio Bonanni, difensore del militare e di altre decine di militari della GdF esposti e vittime dell’amianto e di altri cancerogeni – perché rafforza la condanna del Tribunale di Latina. I giudici pontini per il caso di Antonio Dal Cin hanno accertato il rischio amianto nella Guardia di Finanza.

L’Osservatorio nazionale amianto – ha continuato il suo presidente – sta procedendo al deposito di decine e decine di ricorsi. Riguardano anche gli elicotteristi della GdF. I danni sono anche da semplice esposizione e sussiste il diritto al prepensionamento.

Il nostro impegno è forte a sostegno dei militari della GdF che hanno pagato, e pagano, con la loro vita, anche le attività che svolgono contro il crimine ambientale. Proprio come nel caso Dal Cin, oppure nella Guardia di Finanza di Mare con il maresciallo. Ci addolora il fatto che la GdF abbia resistito sulla linea del Piave. E continui a resistere nel negare i diritti ai suoi militari, che cadono vittime delle fibre di amianto”.

La storia del maresciallo: sempre a contatto con l’amianto

Il maresciallo, impiegato anche in attività di soccorso oltre che di repressione del crimine e in altre attività, ha subito l’insorgenza di asbestosi nel 2014. Così come pure di altre patologie asbesto correlate. Il militare, che oggi ha 75 anni, è stato nella scuola nautica della Guardia di Finanza di Gaeta. Poi ha lavorato nelle stazioni navali di Taranto, Palermo e Porto Santo Stefano.

Il Tribunale di Grosseto condannò il ministero dell’Economia e delle finanze a riconoscere la prestazione di vittima del dovere. L’ente aveva prima riconosciuto la causa di servizio e l’equo indennizzo, e poi lo ha revocato. Il procedimento è ora innanzi al Consiglio di Stato.

I giudici di Grosseto hanno disposto un accertamento minuzioso, al termine del quale le infermità del maresciallo sono state riconnesse all’esposizione ad amianto. Il militare è stato imbarcato nelle unità GdF impiegate in mare, nella sorveglianza delle coste e nelle altre attività istituzionali.

Quindi, il tentativo in appello di ribaltare l’esito è naufragato. Nonostante la ferma opposizione dell’Avvocatura dello Stato, anche l’altro perito, nominato dalla Corte di Appello di Firenze, ha confermato gli accertamenti di primo grado.

La Guardia di finanza si oppone al riconoscimento dei diritti

Questa triste, tragica, vicenda ha natura paradossale. Il maresciallo, come l’appuntato Dal Cin, ha servito lo Stato e la collettività, e ha pagato a duro prezzo la sua dedizione. Questo però non è bastato, ha dovuto fare anche causa per ottenere i suoi diritti. Lo Stato si è opposto fermamente, tanto quindi da imporre una dura battaglia processuale.

“Giustizia è stata fatta – ha dichiarato dopo aver saputo della novità Antonio Dal Cin – perché le notizie che ci giungono dalla Corte di Appello inducono a ritenere che esiste una Magistratura che rende giustizia alle vittime, anche nei confronti della Guardia di Finanza”.

La sentenza della Corte di Appello di Firenze

Qualche giorno fa, infatti, la corte di Appello di Firenze, con sentenza 272/2022, ha confermato il pronunciamento del tribunale di Grosseto, considerando “la patologia asbesto correlata da cui è affetto, ascrivile alla VIII categoria nella tabella A del dpr 834/1981”.

In effetti, come spiegato nei molteplici ricorsi dall’avvocato Bonanni, il finanziere è sempre stato in contatto con materiale contenente amianto, almeno fino al 1992, che veniva usato per la protezione dei collettori di scarico e delle turbine dei motori dei natanti su cui era imbarcato. A seconda dei turni di servizio, che variavano dalle 8 alle 12 ore, era sempre esposto all’asbesto in quanto doveva restare per tutto il turno presso il locale macchine e specialmente quando il natante era in navigazione.

L’impegno dell’Ona per le vittime del dovere

L’amianto purtroppo, nei suoi molteplici usi, è stato utilizzato anche sulle navi della nostra Marina perché ignifugo e fonoassorbente. Altamente cancerogeno causa il mesotelioma, tumore della plaura, e altri tipi di cancro, come quello al polmone. La strage in atto in Italia è analizzata nell’ultima pubblicazione del presidente dell’Ona: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“. Dati utili si trovano anche nel VII Rapporto ReNaM dell’Inail.

Continua quindi l’impegno dell’ONA – Osservatorio nazionale amianto a tutela di tutto il personale della Guardia di Finanza a lungo tempo esposto all’amianto. Queste vittime hanno diritto al riconoscimento della causa di servizio e al risarcimento danni, come pure al riconoscimento dello status di vittima del dovere.

Per richiedere una consulenza gratuita i lavoratori e i cittadini possono utilizzare lo sportello on-line, o contattare il numero verde 800 034 294. Per segnalare invece, siti contaminati da amianto, è possibile utilizzare la App, creata dall’Ona.

Acqua ossigenata: usi meno noti e controindicazioni

acqua ossigenata
acqua ossigenata

L’acqua ossigenata: un composto naturale

L’acqua ossigenata, nota con il più formale nome di “perossido di idrogeno”, è un composto naturale impiegato come sbiancante, o disinfettante.

Per oltre un secolo è stata ampiamente usata come super detergente da casalinghe e chirurghi ortopedici, per la cura della persona e in campo cosmetico. 

Ma quali usi sono tuttora consigliati dalla scienza e quali dovremmo considerare obsoleti. o addirittura pericolosi?

Iniziamo dalla sua formula: H2O2 indica che è composta da due atomi di idrogeno e due di ossigeno.

È quella molecola in più a trasformarla in un potente ossidante e in un detergente così versatile, ma è anche il motivo per cui è necessario usarla con cautela su persone e animali domestici.

Se utilizzata pura, può avere un’azione corrosiva. Per questo motivo viene venduta diluita.

Acqua ossigenata per disinfettare le ferite

Considerato un valido antisettico, secondo il Centers for Disease Control (CDC)Trusted Source, il perossido di idrogeno uccide lieviti, funghi, batteri, virus e spore di muffa. 

Viene pertanto impiegato per trattare piccole ferite, tagli ed escoriazioni della pelle. Dopo la sua  applicazione, la pelle si riempie di piccole bollicine sulla zona ferita. Questo accade perché l’area è pulita e la pelle morta è stata rimossa.

In certi casi può tuttavia irritare la zona della pelle intorno alle ferite e rallentare il processo di guarigione.

Perossido di idrogeno per la salute del cavo orale e non solo 

Sciacquare il cavo orale con due parti d’acqua e perossido di idrogeno ad 1 o 3%, può aiutare a trattare gengiviti, irritazioni e afte e allevia il dolore.

È indicato per la pulizia dello spazzolino da denti o della dentiera.

Se mescolato con del bicarbonato, il perossido di idrogeno diventa un dentifricio naturale dalle proprietà sbiancanti. È in grado di eliminare le macchie causate dal tè, dal caffè o dal fumo di sigaretta. Un buon alleato per la salute.

Attenzione a non esagerare. Un uso frequente potrebbe danneggiare i denti e il delicato tessuto gengivale circostante.

Acqua ossigenata per la cura dell’herpes e delle cheratosi

Grazie alle sue proprietà antisettiche e antivirali, può aiutarci a guarire dall’herpes labiale. Basta immergere un cotton fioc nel perossido di idrogeno e applicare più volte al giorno sulla zona interessata, per trovare sollievo dai fastidi dell’herpes.

Cheratosi seborroiche. Si tratta di escrescenze cutanee che solitamente compaiono sul petto, sul collo e sulla schiena. Una nuova medicina a base di perossido di idrogeno sembrerebbe efficace per sbarazzarsi di loro. 

Benefici per le unghie

Se abbiamo delle antiestetiche macchie gialle sulle unghie, una soluzione a base di acqua ossigenata e acqua tiepida, le renderà più bianche e pulite. Le unghie vanno messe in ammollo in questa soluzione per tre minuti. Questo rimedio è indicato anche per ammorbidire anche i calli.

Mescolare aceto di mele con dell’acqua ossigenata è inoltre un salutare rimedio naturale per la micosi delle unghie dei piedi.

Un rimedio per pulire le orecchie

Per pulire il condotto uditivo, possiamo utilizzare una soluzione a base di acqua normale e acqua ossigenata in pari quantità.

Basterà introdurre un siringa da 100 ml, dotata di apposito beccuccio, dentro l’orecchio. Quindi inclineremo la testa fino a quando tutta l’acqua non sarà entrata e poi si potrà tamponare con l’asciugamani.

Acqua ossigenata per i capelli

Per schiarire i capelli, viene generalmente impiegata l’acqua ossigenata a 40 volumi. È importante fare attenzione, perché a concentrazioni più elevate può bruciare il cuoio capelluto e indebolire i capelli.

Cura dei brufoli

Il perossido di idrogeno è uno degli ingredienti base di unguenti e miscele per curare i brufoli. Attenzione però a non versarlo puro. Secondo uno studio del 2015, potrebbe ritardare la cicatrizzazione della pelle.

Disinfettante naturale per ospedali  

Secondo l’Università State dell’Ohio, effettuare le pulizie con perossido di idrogeno non diluito è efficace contro i batteri di E. Coli e Salmonella.

Alcuni ospedali lo impiegano come disinfettante. È infatti in grado di uccidere un parassita chiamato criptosporidiosi, che si diffonde attraverso le feci. 

Pulizia di casa 

Con l’acqua ossigenata possiamo ottenere grandi risultati, in termini di igiene domestica, senza dover respirare fumi tossici della candeggina.

Per eliminare le muffe nella lavastoviglie, si può spruzzare dell’acqua ossigenata nelle pieghe di guarnizioni in gomma, trappole e fessure del cestello degli utensili.

Se prepariamo una soluzione a base di perossido di idrogeno, bicarbonato di sodio e oli essenziali, la nostra lavastoviglie emanerà un piacevole profumo.

Possiamo inoltre utilizzarla per: 

  • Pulire le nostre pentole;
  • Eliminare i germi dal bidone della spazzatura;
  • Pulire in profondità il bagno, box doccia incluso, rimuovendo batteri, lieviti, funghi, virus e spore;
  • Lucidare specchi e vetri, per una pulizia senza striature;
  • Sbiancare la vecchia porcellana;
  • Rimuovere le macchie di erba, sangue e quelle di bevande come frutta, succo e vino;
  • Restituire splendore ai capi bianchi;
  • Igenizzare il lavandino

Se si usa il perossido puro, è essenziale indossare guanti per proteggere la pelle. Può causare arrossamento e bruciore.

Usi alimentari dell’acqua ossigenata 

Immergere e lavare le verdure con acqua ossigenata (circa venti minuti), prolunga la loro durata di conservazione e aiuta a rimuovere i batteri.

In questo caso, i giardinieri biologici raccomandano di diluire 1/4 tazza di perossido di idrogeno al 3% in tre litri d’acqua.

Ovviamente sarà necessario risciacquare bene gli alimenti prima di consumarli.

Acqua ossigenata in giardino

Numerosi studi hanno dimostrato che, immergere i semi nell’1-3% di perossido di idrogeno può aumentare le possibilità di una buona resa vegetale.

L’acqua ossigenata è inoltre in grado di ridurre o rimuovere le alghe nocive e curare le piante con infezioni fungine.

Per gli animali domestici

I veterinari sconsigliano di usare il perossido di idrogeno per pulire le ferite dei nostri animali domestici.

Possiamo tuttavia ricorrervi per indurre il vomito ai cani avvelenati o per pulire, eliminare i cattivi odori e disinfettare la lettiera dei gatti.

Alcuni amanti dell’acquario usano il perossido di idrogeno per pulire le loro vasche.

In questo caso occorre stare attenti, perché alcune specie di pesci ornamentali, tra cui il gourami e il pesce gatto, non lo tollerano.

Controindicazioni 

Food and Drug Administration (FDA) ha classificato il perossido di idrogeno, “generalmente riconosciuto come sicuro” (GRAS) per gli esseri umani, a basse dosi. 

La stessa avverte tuttavia che sulla pelle può causare irritazione, bruciore e vesciche. Può infatti danneggiare i fibroblasti, cioè le cellule di cui il nostro corpo ha bisogno per la guarigione.

Negli occhi, potrebbe causare bruciore o abrasioni della cornea.

Respirarlo a concentrazioni più elevate potrebbe anche causare irritazione delle vie aeree, senso di oppressione al petto, raucedine o mancanza di respiro. 

Deglutirlo, specialmente a concentrazioni più elevate, può causare vomito, infiammazione o danni agli organi cavi.

Ona: attenta alla salute

L’Osservatorio nazionale amianto, presieduta dall’avvocato Ezio Bonanni, tutela le vittime dell’asbesto e del dovere e i loro familiari.

Il personale civile e militare delle Forze Armate ha diritto alle prestazioni previdenziali e al risarcimento, se il danno è la conseguenza di esposizioni a sostanze nocive.

FONTI:

American Chemical Society: “Un modo sicuro ed efficace per sbiancare i denti”.

Annali di ustioni e disastri incendiari: “Sbiancamento dei capelli e bruciore della pelle”.

CDC: “Linee guida per la gestione medica per il perossido di idrogeno”, “Misure di controllo dell’epidemia: misure di controllo intensificate della criptosporidiosi (cripto) per l’ambiente di assistenza all’infanzia”, “Linea guida per la disinfezione e la sterilizzazione nelle strutture sanitarie (2008)”.

ChemicalSafefyFacts.org: “Perossido di idrogeno”.

Cleveland Clinic: “Gestire le lesioni: dai piccoli tagli alle ferite gravi”.

Consumer Reports: “Evita il perossido di idrogeno per il trattamento dei tagli”.

Journal of American Academy of Dermatology: “Sicurezza ed efficacia della soluzione topica di perossido di idrogeno, 40% (p/p), in pazienti con cheratosi seborroiche: risultati di 2 studi identici, randomizzati, in doppio cieco, controllati con placebo, di fase 3 (A-101-SEBK-301/302).”

Dipartimento della Salute dello Stato dell’Indiana: “Terssuto gengivale infiammato o irritato”.

Medscape: “Efficacia e sicurezza della crema stabilizzata al perossido di idrogeno (cristacida) nell’acne volgare da lieve a moderata: uno studio randomizzato e controllato rispetto al gel di perossido di benzoile”.

Droni per scovare l’amianto sui tetti: mappatura a Parma

droni
droni, mappatura di Parma

Un nuovo modo per scoprire l’amianto sulle coperture degli edifici sono i droni. L’amministrazione del Comune di Parma ha utilizzato la tecnologia per preservare l’ambiente e tutelare la salute dei cittadini.

Il Comune ha incaricato alla ditta AeroDron il lavoro di mappatura dei siti contaminati. Ieri la società ha illustrato gli esiti del censimento. Alla conferenza stampa erano presenti Tiziana Benassi, assessora alle Politiche di sostenibilità ambientale; Romeo Broglia, Chief Operating Officer di AeroDron; Fausto Ugozzoli, Chief R&D, Business Dev. di AeroDron, e i tecnici del settore Tutela ambientale del Comune. 

I droni scoprono 2434 coperture in amianto

“Dopo aver investito, negli ultimi anni – ha scritto Benassi su Facebook – ingenti risorse per rimuovere l’amianto dalle scuole e dagli edifici pubblici, con questo censimento, iniziato nel dicembre 2021, ci siamo adoperati per definire lo stato di fatto del territorio, con mappe di restituzione dello stato di conservazione delle coperture e della vicinanza a siti sensibili”.

Su 34.750 coperture censite, sono 2434 quelle che contengono amianto, per buona parte di piccole dimensioni, per le quali è possibile attivare il nuovo servizio gratuito introdotto da Città di Parma in convenzione con Iren Ambiente (info 800212607).

Droni, Benassi: “Nuove tecnologie indispensabili”

“Sulla base dei dati rilevati – ha continuato l’assessora – è finalmente possibile definire in modo efficace un Piano Pluriennale di intervento per attivare i necessari interventi di monitoraggio o di bonifica, sulla base delle priorità.

L’ambiente si misura e le nuove tecnologie sono indispensabili per avere numeri e risultati attendibili, con investimenti limitati. Sono inoltre un ottimo strumento per formare e coinvolgere studenti su temi rilevanti come l’innovazione e la tutela ambientale, come è stato fatto in questo caso specifico con ITIS Leonardo Da Vinci”.

Interventi a carico dei proprietari, ma previste agevolazioni

Ora saranno informati i proprietari degli edifici sui quali i droni hanno scovato l’asbesto. Questi dovranno effettuare la valutazione del rischio da ripetere periodicamente. Grazie a questa valutazione è possibile, infatti, capire se l’eternit (miscela di cemento amianto di cui sono fatte le onduline di copertura), siano o meno deteriorate. Nel caso in cui fosse ancora in buone condizioni è sufficiente un intervento di messa in sicurezza, tramite confinamento e incapsulamento. Invece, se l’amianto fosse rovinato e avesse perso il potere aggregante lasciando le fibre aerodisperdersi nell’aria, l’unica soluzione è la completa rimozione e lo smaltimento.  

Gli interventi di messa in sicurezza e la rimozione è, come previsto in Italia, a cura e spese dei proprietari. Questi ultimi potranno comunque beneficiare degli incentivi statali in tema di riqualificazione edilizia (superbonus e altre detrazioni).