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lunedì, Agosto 10, 2026
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Nattokinasi: l’enzima “salva vita” che viene dal nattō giapponese

natto
ceci nel piatto

Nattokinasi, enzima anticoagulante che può curare malattie cardiache 

La nattokinasi è un enzima estratto e purificato da un alimento giapponese chiamato nattō: un pietanza giapponese composta da soia fermentata. Il batterio che fermenta i fagioli di soia, trasformandoli in nattōnattō, si chiama Bacillus subtilis.

Caratterizzata da una consistenza viscida, appiccicosa e filante, il nattō si condisce con olio di sesamo oppure con salsa di soia, senape, erba cipollina, Tamari o Shoyuo. Il suo aroma ricorda la nocciola con una punta di acido tipica degli alimenti fermentati. 

Generalmente accompagnato da riso bianco a chicco corto, viene inoltre utilizzato per la preparazione del sushi e nella zuppa di miso, oltre che nelle insalate e in altre ricette tradizionali non molto note in Occidente. In Giappone è popolare soprattutto nella regione di Kanto. Qui, viene spesso consumato a colazione, accompagnato da riso bianco e pesce in salamoia, ma ci sono molti altri modi per gustarlo, soprattutto per noi occidentali.

Le vere origini del nattō rimangono un mistero, alcuni dicono che venne scoperto quando il clan samurai giapponese Minamoto no Yoshile venne attaccato dai nemici. Proprio mentre stava facendo bollire la soia per sfamare i loro cavalli. Velocemente chiusero i semi di soia in dei sacchetti di paglia che rimasero sigillati per diversi giorni e nel momento in cui i samurai andarono ad aprirli, trovarono i semi che avevano fermentato per formare il nattō.

Nattokinasi: un enzima che viene da una pietanza giapponese

Una scoperta casuale 

Il primo ad identificare l’enzima fu il Dr. Hiroyuki Sumi dell’Università di Chicago, nel 1980.

Il ricercatore stava studiando il potere anticoagulante di una varietà di farmaci convenzionali, quando accadde l’imprevisto. 

Mentre pranzava in laboratorio, gli cadde un po’ di nattō nella capsula di Petri, contenente un coagulo di sangue (trombo). 

Dopo diciotto ore, del trombo non vi era più traccia.

I farmaci su cui stava effettuando le ricerche avevano bisogno di tempi più lunghi per sciogliere i grumi.

Un potente anticoagulante 

La nattokinasi è stata ampiamente studiata in Giappone, Corea e Cina. 

Le ricerche ne hanno riconosciuto la più alta attività anticoagulante (fibrinolitica), rispetto a tutti gli altri enzimi. 

Cosa che la rende un promettente come trattamento naturale per le malattie cardiache.

Oltre a far bene al cuore, la nattokinasi

Riduce la pressione sanguigna

Previene i coaguli di sangue

Scioglie i coaguli di sangue e migliora il flusso sanguigno

Abbassa il colesterolo

Previene l’indurimento delle arterie (arteriosclerosi)

Riduce il rischio di ictus 

Utile nella malattia di Alzheimer 

Aumenta la longevità 

Sinusite cronica 

Riduce i polipi nasali e asma 

Riduce il dolore toracico (angina)

Aumenta la longevità

Protegge il sistema immunitario 

Utile nella terapia del dolore, contro la fibromialgia, sindrome da affaticamento cronico, endometriosi, fibromi uterini, spasmi muscolari, infertilità, cancro e nella cura di una malattia derivata da una carenza vitaminica chiamata beriberi.

Previene la trombosi della vena profonda (DVT), emorroidi, vene varicose.

Può aumentare il metabolismo e ridurre il grasso corporeo, regolare e prevenire i disturbi metabolici come l’obesità e il diabete. 

Nattokinasi: controindicazioni

Sebbene sia consumata da migliaia di anni come rimedio popolare per malattie del cuore e del sistema circolatorio, non ci sono studi sufficienti atti a stabilire che la nattokinasi sia totalmente priva di controindicazioni.

Sicuramente può interferire con l’azione di farmaci anticoagulanti, antiaggreganti piastrinici e anti-ipertensivi.

Non assumere mai prodotti a base di nattokinasi se si è allergici alla soia.

Chi soffre di tiroide dovrebbe consultare il medico prima di assumere la nattokinasi.

Non ci sono abbastanza ricerche per stabilire se le donne incinte o durante l’allattamento debbano evitare l’enzima.

Va utilizzare con cautela prima e dopo un intervento chirurgico. Questo perché la nattokinasi potrebbe aumentare la possibilità di sanguinamento.

La nattokinasi potrebbe ridurre la pressione sanguigna in alcune persone. 

Nattō: un alimento molto nutriente 

Ma veniamo alla pietanza

  1. Il nattō è ricco di proteine, vitamine del gruppo B, K1, k2, minerali, fibra, manganese, rame, magnesio, calcio, potassio, zinco, selenio, acido folto e pantotenico e antiossidanti.
  2. Grazie alla fermentazione della soia, il nattō ha anche un potere probiotico. Può dunque aiutare a ridurre il gas, la stitichezza, la diarrea e il gonfiore associati agli antibiotici, oltre ai sintomi della malattia intestinale infiammatoria (IBD), la malattia di Crohn e la colite ulcerosa.

Integratori a base di nattokinasi

Nei supermercati del Giappone, il nattō viene venduto in piccole confezioni. Nel resto del mondo si può reperire in versione bio al reparto etnico.

In alternativa, si possono assumere degli integratori a base di nattokinasi. I ricercatori dell’NSK Bio Sciences Laboratories Company Ltd. (Giappone), suggeriscono di consumare un integratore al giorno per 8 settimane.

La dose appropriata di nattokinasi dipende da diversi fattori come: l’età, la salute e molte altre condizioni.

Quindi è sempre meglio rivolgersi al medico di fiducia prima di sperimentare delle cure fai-da-te.

Ona attenta alla salute

L’Ona – Osservatorio nazionale amianto è da sempre attenta alla salute. Per chi fosse interessato, è attivo lo sportello per l’assistenza medica e l’assistenza legale. Si può contattare l’Associazione anche attraverso il numero verde 800.034294.

Fonti 

healthline.com

dionidream.it

Giornata internazionale della luce, origine della vita

luce
donna seduta su un giardino al sole

La luce ha un ruolo centrale nella nostra vita. Attraverso la fotosintesi la luce è all’origine della vita stessa. Nel 2018 l’Unesco ha promosso la Giornata internazionale della luce che cade ogni 16 maggio. È l’anniversario della prima operazione con il laser del fisico ed ingegnere Theodore Maiman. Questo giorno è chiamato a rafforzare la cooperazione scientifica e a sfruttare il suo potenziale per promuovere la pace e lo sviluppo sostenibile.

La Giornata internazionale celebra il ruolo che la luce gioca nella scienza, nella cultura e nell’arte, nell’istruzione e nello sviluppo sostenibile e in campi diversi come la medicina, le comunicazioni e l’energia.

La celebrazione consentirà a molti diversi settori della società in tutto il mondo di partecipare ad attività che dimostrano come la scienza, la tecnologia, l’arte e la cultura possono aiutare a raggiungere gli obiettivi dell’Unesco.

La luce aiuta a combattere ansia e depressione

La luce è poi necessaria per lo sviluppo e il benessere psico-fisico dell’uomo. L’esposizione alla luce solare aiuta a combattere ansia, depressione, diabete e dolore cronico.

Anche i ritmi cardiaci e la qualità del sonno è aiutata da più ore di sole. Questo chiaramente dà la possibilità di restare concentrati più a lungo ed essere più produttivi.

Gli effetti della vitamina D, assorbita proprio con la luce solare, vengono però vanificati, almeno in parte, dal fatto che le persone trascorrano, secondo alcune stime, quasi il 90% della vita all’interno di edifici.

Luce, un aiuto per il sonno

I ricercatori della Northwestern Medicine and the University of Illinois ha dimostrato che i dipendenti che hanno le proprie postazioni di lavoro vicine alle finestre, ricevano il 176% in più di esposizione alla luce solare. Questo regalerebbe loro, la notte, 46 minuti di sonno in più.

Anche la Cornell University ha studiato i benefici della luce, che ha effetti anche sugli occhi, con una riduzione del 51% dell’affaticamento e sulla testa, con una minore probabilità di avere l’emicrania.

La luce combatte anche il disturbo affettivo stagionale (SAD) che durante l’inverno provoca crisi depressive particolarmente evidenti negli abitanti dei paesi nordici, con un incremento diretto nel tasso di suicidi.

Una maggiore esposizione solare aumenta il metabolismo

Il Journal of research dermatology ha pubblicato un’altra ricerca che ha rivelato che l’esposizione della pelle ai raggi ultravioletti, aumenta il metabolismo del grasso sottocutaneo. La carenza di vitamina D, inoltre, si lega all’obesità.

Il sole è stato anche il vecchio sistema delle nostre nonne per tenere i batteri lontani da letti e dalla casa. Un gruppo di ricercatori dell’Oregon hanno dimostrato come l’abitudine di tenere le lenzuola al sole e di far entrare la luce in casa uccida effettivamente i batteri.

I vantaggi della luce sull’economia

I negozi esposti al sole avrebbero entrate maggiori addirittura del 40% rispetto a quelli poco esposti.

Ovviamente le aziende e gli esercizi commerciali riescono, grazie ad una buona esposizione, ad abbattere i costi arrivando fino ad un -40%, delle bollette elettriche.

Le iniziative dell’università di Firenze

Diverse le iniziative realizzate in Italia per l’occasione. Una tra tutte quella del Dipartimento di fisica dell’Università di Firenze.

Il polo scientifico di Sesto fiorentino ha organizzato la presentazione di una ricca serie di eventi che vedono fra gli organizzatori il Dipartimento di fisica dell’Università di Firenze, il Corso di laurea in Ottica e optometria dell’Ateneo fiorentino, l’Istituto nazionale di ottica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ino), l’Istituto di scienze applicate e sistemi intelligenti (Cnr-Isasi) e la Fondazione Idis Città della Scienza di Napoli.

Gli organizzatori hanno previsto un percorso espositivo dedicato alle illusioni ottiche (“Enlighting Mind”). Saranno poi inaugurati 4 nuovi laboratori del corso di laurea in Ottica e Optometria. Fabrizio Corneli, scultore che lavora con la luce, ha firmato due installazioni artistiche ed era in programma anche un workshop per giovani ricercatori.

La tutela della salute rientra negli obiettivi dell’Ona – Osservatorio nazionale amianto, e del suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni. L’ultima iniziativa alla quale l’associazione ha partecipato è stata al Salone d’Onore del Coni, per la Giornata mondiale della fibromialgia.

Mascherina in aereo: si vola senza, ma non in Italia

mascherina
aereo pieno

Con la fine dello stato di emergenza per il Covid 19 continuano a cambiare le regole e si cerca di tornare alla normalità. Anche per la mascherina in aereo sembra arrivato il tempo di metterla da parte. Da oggi, 16 maggio, infatti, in Europa non è più obbligatoria. In Italia e in Germania però bisognerà attendere ancora.

Nel nostro Paese resta, infatti, necessaria almeno fino al 15 giugno. In Germania fino al 23 settembre.

La mascherina resta una delle difese migliori

Per il resto d’Europa la decisione è stata presa dall’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza aerea (Easa) e dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc). Fanno sapere, però, che “la mascherina resta una delle difese migliori contro la trasmissione di Covid-19″, e usarla è fortemente raccomandata per chi tossisce o starnutisce, e per le persone fragili.

Molto sarà a discrezione dalla compagnia aerea con la quale si vola. Per le destinazione in cui è ancora richiesto l’uso della mascherina sui mezzi di trasporto pubblico, gli operatori aerei dovrebbero continuare a richiederla.  

Per i passeggeri vulnerabili è fortemente raccomandata, indipendentemente dalle regole. I malati oncologici, chi ha una patologia asbesto correlata (come ha sempre sostenuto anche l’Osservatorio nazionale amianto), gli immunodepressi dovrebbero sempre utilizzare una Ffp2/N95/Kn95, che offre un livello di protezione superiore rispetto a una mascherina chirurgica.

Mascherina, le regole in Italia

Per chi parte e arriva dall’Italia, quindi, resta valida l’ordinanza di fine aprile del ministro della Salute Roberto Speranza. Questa proroga fino al 15 giugno l’obbligo di indossare la mascherina Ffp2 su tutti i mezzi di trasporto a lunga percorrenza compresi gli aerei.

Cosa succede in Germania

In Germania l’obbligo resterà in vigore in aereo e a bordo dei treni a lunga percorrenza fino al 23 settembre. Il dispositivo di protezione si potrà togliere soltanto per mangiare e per bere. L’obbligo vale anche per il trasporto pubblico in autobus e treno.

Covid, i dati di oggi

Il Ministero della Salute ha diffuso anche i dati dei contagi relativi alla giornata di oggi. Sono 13.668 in Italia. Si registrano altri 102 morti, che portano a 165.346 il totale delle vittime dall’inizio della pandemia.

Mesotelioma maligno, Inail condannata: risarcirà bancario

mesotelioma
lastra ai polmoni

Mesotelioma maligno del peritoneo. Il giudice del Lavoro del Tribunale di Roma, Luca Redavid, ha condannato l’Inail al riconoscimento dell’indennizzo, per un funzionario di banca della Capitale.

L’Ente dovrà accreditare una rendita mensile di circa 2mila euro (oltre al 15% del Fondo Vittime Amianto), al 48enne, che è stato colpito dal terribile male a soli 44 anni. L’esposizione è iniziata nel 2000 ed è proseguita fino al 2005, e ha causato la malattia con un grado invalidante dell’80%.

L’Inail aveva negato l’origine professionale della patologia, ostacolando in tutti i modi la vittima che ha dovuto chiedere il sostegno dell’Ona – Osservatorio Nazionale Amianto e dell’avvocato Ezio Bonanni. Nel corso del processo il legale ha dimostrato il rischio dell’amianto utilizzato nel complesso immobiliare di Roma, in viale dell’Arte n.25 (San Paolo IMI).

Mesotelioma maligno, primo riconoscimento per un bancario

“Il Tribunale di Roma – ha dichiarato Bonanni – con la sentenza n. 4296/2022 dell’11/05/2022, ha pronunciato una sentenza storica, perché sancisce il primo riconoscimento giudiziale per un bancario, rispetto ai 113 casi censiti nel settore bancario, riportati così anche nel VII Rapporto Mesoteliomi”.

L’Ona ha dimostrato come l’uomo fosse stato esposto all’amianto per la tardività delle bonifiche. E anche per il fatto che, nel corso della manutenzione i funzionari hanno continuato a lavorare nella struttura.

Amianto utilizzato largamente negli istituti bancari

Nel complesso immobiliare, l’amianto era stato utilizzo per coperture, controsoffitti, coibentazioni del sottotetto, canne fumarie, pannelli, divisori, tamponature. Ma anche per pavimenti in vinil-amianto e coibentazione di tubi di riscaldamento. Proprio il fatto che la struttura è stata realizzata negli anni ’60 ha comportato l’utilizzo di asbesto nei materiali sia di costruzione che dell’impiantistica del complesso, compresi i materiali friabili. Trascorsi alcuni decenni, nel periodo dall’1 agosto 2000 al 31 dicembre 2005, avevano un più elevato indice di friabilità.

Mesotelioma maligno, le indagini ispettive del 2007

Le indagini ispettive del 2007 sull’immobile mostrarono, inoltre, che la bonifica effettuata negli anni ’80 era stata solo parziale. I rilevi fotografici mostrano, infatti, prove della presenza di asbesto. Gli altri lavori di bonifica furono eseguiti soltanto dal 2009.

Nel 2007 ancora l’amianto cadeva dal soffitto dei corridoi sulla testa dei dipendenti. Gli ispettori riscontrarono la presenza del minerale spruzzato sul soffitto della mensa, che era in cattivo stato di conservazione. Trovarono le fibre killer anche nelle condutture dell’aria.

Durante la causa, il Tribunale di Roma ha accertato in modo inequivocabile che in tale istituto di credito fu presente amianto ed è proprio questa presenza che ha determinato l’insorgenza del mesotelioma del 48enne.

Il medico legale Rossella Benedetta Castrica ha confermato la natura professionale e il nesso eziologico della patologia del ricorrente con l’attività lavorativa.

Mesotelioma maligno, l’Ona chiederà anche risarcimento danni

Ora l’Osservatorio Nazionale Amianto procederà con l’azione di risarcimento dei danni, chiamando in causa l’Istituto di Credito, ora Intesa San Paolo.

Infatti, l’importo dell’Inail (arretrati per circa 75mila euro, oltre al 15% del Fondo Vittime Amianto e quindi circa 87mila euro, più la rendita mensile per il resto della vita per oltre 2mila euro al mese), è solo un indennizzo rispetto al maggior danno subito dalla vittima.

Amianto, big killer in Italia

L’amianto non causa, purtroppo, soltanto il mesotelioma. Ormai è scientificamente accertato che è causa di diversi tumori, tra cui quello del polmone. Come pure altre patologie asbesto correlate. Il fenomeno che ha colpito duramente l’Italia per l’utilizzo dell’asbesto per decenni in grande quantità, fino alla legge 257 del 1992 che lo ha messo al bando, è descritto nell’ultima pubblicazione dell’avvocato Bonanni: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed.2022”.

L’Ona è da sempre al fianco delle vittime dell’amianto. Per loro e i loro familiari ha costituito lo sportello per l’assistenza medica, oltre all’assistenza legale. Le persone colpite possono chiamare anche il numero verde 800.034294, o richiedere la consulenza scritta attraverso la pagina dedicata al mesotelioma.

L’obesità è una malattia: “Non nasconderti dietro false convinzioni”

obesità
locandina contro l'obesità, un uomo si nasconde dietro ad un frigo

L’obesità è una malattia, per guarire bisogna rivolgersi a uno specialista. E’ questo il messaggio che si vuole far passare con la campagna di sensibilizzazione: “Non nasconderti dietro false convinzioni. La verità sul peso”, promossa da Novo Nordisk. Non dipende soltanto da uno stile di vita scorretto e per curarla non bastano impegno e forza di volontà. L’obesità è una malattia cronica e va trattata considerando questo prima di tutto.

Insieme a Novo Nordisk hanno partecipato al progetto Amici obesi onlus, Associazione italiana dietetica e nutrizione clinica (Adi), Associazione medici endocrinologi (Ame). Così come la Fondazione associazione italiana dietetica e nutrizione clinica (Fondazione Adi), Italian obesity network (Io Net), Obesity policy engagement network (Open). E ancora la Società italiana di chirurgia dell’obesità e delle malattie metaboliche (Sicob), Società italiana di Endocrinologia (Sie), Società italiana di medicina generale (Simg). Nella lista di chi non si è tirato indietro c’è infine la Società italiana di medicina interna (Simi) e la Società italiana obesità (Suo).

Obesità, combattere l’informazione scorretta

L’iniziativa rientra nel Driving Change in Obesity, un programma internazionale mirato a migliorare la qualità della vita delle persone con obesità. È fondamentale combattere l’informazione scorretta e molto diffusa sul tema, spesso ridotto a un semplice problema di alimentazione o a una questione di mancanza di forza di volontà.

La malattia in realtà dipende da fattori genetici, ambientali e psicologici. È inoltre legata allo sviluppo di malattie croniche. Tra queste il diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, ipertensione, malattie del fegato e almeno 12 tipi di tumori. Per una cura valida devono intervenire molteplici figure sanitarie specializzate.

Ancora troppi medici sbagliano approccio

Ancora oggi, purtroppo, anche se il 91 per cento dei medici sia convinto che l’obesità è una malattia cronica, ancora 8 esperti su 10 ritengono che vada affrontata migliorando il proprio stile di vita. Dall’altra parte il 62% dei pazienti con questo problema non si ritiene sovrappeso e anche i genitori faticano a riconoscere l’obesità dei propri figli.

L’obesità vista con gli occhi del fotografo Bellocchio

La campagna di sensibilizzazione prevede la diffusione sulla stampa o nei cartelloni pubblicitari di foto di Davide Bellocchio sulla tematica. Senza parole è riuscito a spiegare l’isolamento di questi malati, la difficoltà nella vita quotidiana e l’ostilità che incontrano nei loro confronti.

Anche influencer del mondo lifestyle e salute faranno girare, anche tramite i social, il messaggio.

C’è infine uno spot video in onda sul web e sulle principali reti televisive, realizzato da Novo Nordisk in partnership con le società scientifiche e l’associazione Amici obesi, e dal sito www.laveritasulpeso.it realizzato da Novo Nordisk nel 2020.

L’ONA – Osservatorio nazionale amianto, attraverso il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, porta avanti da tempo una sensibilizzazione a più livelli sull’importanza della tutela della salute e sulla prevenzione.