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sabato, Agosto 8, 2026
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Vaccinazione, tutela per i fragili: in campo medici e farmacie

vaccinazione
sala gremita per parlare della vaccinazione

Ormai, dopo due anni di pandemia è chiaro che ora la vaccinazione resta fondamentale, soprattutto per i fragili. I vaccini hanno permesso di tornare alla quasi normalità, con le ultime restrizioni che stanno cadendo in questi giorni. Ora, però, è necessario continuare il percorso vaccinale, in particolar modo per gli over 65 e per chi ha altre patologie e un sistema immunitario compromesso.

“La vaccinazione: strumento di tutela per i pazienti fragili”

Il concetto è stato ribadito durante l’evento “La vaccinazione: strumento di tutela per i pazienti fragili”, che si è svolto a Roma, presso la sede della Regione Lazio. L’incontro rientra nel ciclo di riunioni “Sanità modello Lazio”, organizzati da Dreamcom, con il contributo non condizionante di diverse aziende farmaceutiche, tra cui, per l’evento di ieri, di Sanofi e Pfizer.

I vaccini antinfluenzale e per l’Herpes Zoster

Oltre al vaccino Covid assume grande importanza quello antinfluenzale, come ha sottolineato l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. “Abbiamo messo a disposizione – ha spiegato – medici di base, pediatri e farmacie, che saranno l’ossatura di questa campagna con vaccini aggiornati. L’obiettivo è agevolare in ogni modo la più ampia partecipazione della popolazione adulta over 65, pediatrica e fragile. Oltre al vaccino antinfluenzale ci sono i vaccini per l’Herpes Zoster, molto importanti per la popolazione over 65, ma anche la vaccinazione pneumococcica”.

“Durante la pandemia – ha concluso – il modello Lazio ha funzionato perché ha avuto il merito di unire le forze e i soggetti interessati a costruire una rete in grado di fare sistema per il bene della salute pubblica”.

Vaccinazione, prevenire significa migliorare la qualità della vita

“Per raggiungere ottimi risultati – ha aggiunto Roberto Ieraci, responsabile scientifico Campagna di vaccinazione Regione Lazio – una campagna vaccinale deve puntare sulla comunicazione e sulla diffusione di una cultura vaccinale che in questi anni ha compiuto passi da gigante.

Nel Lazio è stato compiuto uno sforzo importante sulla prevenzione vaccinale, che resta un obiettivo specifico a cui deve mirare la sanità pubblica. Prevenire significa migliorare la qualità della vita delle persone e questo può avvenire anche attraverso la digitalizzazione della sanità, con un sistema di promemoria regionali integrato anche a livello di medici di famiglia, oltre all’utilizzo dei social. L’aiuto dei medici di base – ha ricordato Ieraci – è strategico ed essenziale. Nella campagna Covid 2021 su 1,6 milioni di dosi inoculate, ben 1,3 milioni sono state somministrate dai medici di famiglia”.

Un aiuto è arrivato anche dalle farmacie. “La vaccinazione in farmacia – ha specificato Eugenio Leopardi, presidente Federfarma Lazio – è stata richiesta dallo Stato durante la pandemia. Per dare un supporto all’emergenza”.

Vaccinazione, i fragili rischiano molto di più

“Soprattutto per i pazienti fragili – ha spiegato Maria Serena Fiore, presidente eletto Fadoi Lazio – sappiamo quanto sia importante l’attività di prevenzione con i vaccini. Rispetto anche ad una semplice influenza che comporta per questi soggetti un rischio di ictus otto volte superiore alle media. E una perdita di autonomia pari al 15% nei pazienti anziani. Tutto questo comporta perdita di autonomia, crollo della qualità della vita e un costo elevato a carico del Sistema sanitario sazionale. Se si considera che tra i pazienti sopra i 65 anni il 74% ha almeno una patologia cronica”.

Investire sulla prevenzione, come da sempre sostiene anche il presidente dell’Ona – osservatorio nazionale amianto, l’avvocato Ezio Bonanni – significa anche risparmiare i costi per la gestione del Ssn. La tesi è stata sottolineata durante l’incontro da Americo Cicchetti, direttore Altems Università Cattolica del Sacro Cuore. “Non deve interessarci quanto costa oggi un vaccino ma quanto vale domani con gli effetti di protezione che produce. C’è tanta ricerca e innovazione nel settore dei vaccini che va sfruttata il più possibile. L’equilibrio economico si salverà spostando le risorse sulla prevenzione più che sulle cure”.

I fragili, quindi, come chi ha contratto una patologia asbesto correlata, come il mesotelioma, o il tumore al polmone, sono il punto chiave di questa campagna vaccinale. Loro sanno ormai che devono fare il vaccino. Però è importante far capire agli altri che vaccinarsi significa ancora salvare vite. Significa ancora arginare i contagi e ridurre le possibilità che chi ha meno forza fisica per contrastare il Covid, possa ammalarsi.

Stop mascherine sui trasporti e negli ospedali

stop mascherine
infermiera

Stop mascherine Ffp2 dal primo ottobre. Venerdì 30 settembre potrebbe essere infatti davvero l’ultimo giorno di obbligo di indossare le mascherina anticovid sui mezzi di trasporto pubblico quali treni, autobus e metro. E sembrerebbe confermato lo stop anche in ospedali, ambulatori medici e Rsa. Dal Ministero della Salute è trapelato che molto probabilmente non ci saranno ulteriori proroghe relativamente a questi obblighi. Nonostante lo stop mascherine, però, resta ferma la facoltà di ciascuno di continuare ad indossare le mascherine nei luoghi chiusi, affollati o con insufficiente ricambio d’aria.

Diverso il caso per i luoghi di lavoro. In questo caso l’obbligo permane fino al 31 ottobre, ultimo giorno fissato per i protocolli di sicurezza. Essi prevedono la misurazione della temperatura, distanziamento e uso della mascherina quando non sia possibile rispettare il metro di distanza. Quindi stop mascherine, ma resta l’obbligo del green pass per gli operatori sanitari, i ricoverati e i visitatori delle strutture ospedaliere e Rsa.

Gli ultimi dati, relativi al 27 settembre, parlano di 44 mila nuovi casi positivi e 64 decessi nelle 24 ore precedenti. Il dato sui positivi è di quasi mezzo milione (oltre 444 mila persone) con oltre 3.600 ricoverati.

Stop mascherine, ma per i vaccini a che punto siamo?

L’Ema (Agenzia europea per il farmaco) sta valutando la richiesta di autorizzazione avanzata da Moderna per la versione adattata di Spikevax; quest’ultima punta sia al virus originale che alle varianti Omicron Ba4 e 5.

Inoltre, sia Spikevax di Moderna che Comirnaty di BioNTech/Pfizer hanno ricevuto dall’Ema l’autorizzazione all’immissione in commercio standard. Le aziende hanno infatti fornito tutti i dati richiesti per l’autorizzazione iniziale: sperimentazioni, studi aggiuntivi e ed osservazionali. Tali autorizzazioni non dovranno più quindi essere rinnovate di anno in anno, pur restando in capo alle aziende tutti i consueti obblighi. “Tali sperimentazioni e studi aggiuntivi – ha spiegato Aifa (Agenzia italiana del farmaco) – hanno fornito dati rassicuranti su aspetti chiave come la capacità dei vaccini di prevenire la forma severa di COVID-19. Inoltre, le aziende hanno fornito tutti i dati supplementari richiesti sulla qualità farmaceutica dei vaccini”.

Fibronit, Casolaro al parco della Rinascita per non dimenticare

Fibronit
persone in cerchio con ombrelli in mano

Il parco della Rinascita che sorgerà dove prima c’era la fabbrica della morte, la Fibronit di Bari, sarà anche un luogo per non dimenticare. È, infatti, in corso il workshop con l’artista Gea Casolaro, ideato da Spazio Murat, rivolto a giovani artiste e artisti di tutta Italia. L’obiettivo è proprio quello riflettere sulla memoria. Di non lasciare nell’oblio, dopo la bonifica e la riqualificazione dei luoghi, il dolore che l’amianto ha causato, perché non accada mai più.

Fibronit. Il passato delle morti, il futuro della lotta” è il titolo del progetto che racchiude la storia della fabbrica di manufatti in cemento-amianto per l’edilizia, attiva a Bari dal 1935 al 1985, sul cui sito sorgerà in futuro il parco della Rinascita.

Il sopralluogo nell’area dell’ex Fibronit

Ieri mattina, 26 settembre, Gea Casolaro e i 15 giovani artiste e artisti, selezionati per il workshop, hanno fatto un sopralluogo nell’area dell’ex fabbrica Fibronit di Bari. Insieme a loro c’erano Giusy Ottonelli, founder della società The Hub Bari, soggetto gestore di Spazio Murat, Giuseppe Galasso assessore ai Lavori Pubblici del Comune. E ancora Ines Pierucci, assessora alle Culture del Comune di Bari e Nicola Brescia presidente del comitato cittadino Fibronit.

Cosa sanno i giovani della storia della Fibronit?

L’iniziativa vuole informare sui pericoli dell’amianto e promuovere la bonifica totale delle 40mila tonnellate di amianto ancora presenti in Italia.

L’asbesto causa, infatti, come da sempre denunciato dall’Ona – Osservatorio nazionale amianto, e dal suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, il mesotelioma, ma anche tutta una serie di altri tumori: alla faringe, alla laringe, alle ovaie e al colon. Malattie molto gravi, tra le quali il mesotelioma è considerata “sentinella”.

A causarlo è soltanto l’amianto, per questo l’Inail registra i casi in Italia dal 1992 (VII rapporto ReNaM), anno della messa al bando del minerale. Le vittime dell’asbesto, però sono molte di più, circa 7mila l’anno, come scrive Bonanni ne “Il libro bianco delle morti da amianto in Italia – ed. 2022“.

Tanti lavoratori della Fibronit sono deceduti per queste patologie. Tante famiglie hanno dovuto sopportare il dolore del lutto. Perchè si possano evitare le esposizioni l’Ona ha anche realizzato una App per la segnalzione dei citi contaminati.

Tornando alla Fibronit la riflessione oggi punta a rispondere ad alcune domande chiave. Cosa sanno le giovani generazioni della storia della Fibronit, e più in generale dei danni provocati dall’amianto? Come far sì che il Parco della Rinascita che sorgerà negli spazi della fabbrica barese abbattuta continui a mantenere viva la memoria dei morti e delle lotte contro i danni alla salute provocati dall’amianto?

Si tratta del primo capitolo del più ampio progetto dal titolo “Tutto è sempre adesso”, finanziato dalla Regione Puglia, a cura di Anna D’Elia che, dal 20 ottobre al 19 novembre, lo Spazio Murat di Bari – in collaborazione con The Gallery Apart – dedica a Gea Casolaro. Saranno esposti, oltre ai lavori dell’artista, alcune delle opere selezionate tra quelle prodotte dai partecipanti del workshop.

Il contenitore culturale Spazio Murat

Spazio Murat è un contenitore culturale dedicato alla promozione e divulgazione del sistema delle arti contemporaneo, con un’attenzione particolare alle arti visive e al design. Ospita esposizioni, incontri, laboratori e il concept store Puglia Design Store.

La fotografa Gea Casolaro e il suo sguardo sul mondo

Gea Casolaro è una fotografa. Vive tra Roma, Parigi e il resto del mondo che indaga senza sosta. Da oltre venticinque anni, il suo lavoro rappresenta, attraverso la fotografia, il video, l’istallazione e la scrittura, il nostro rapporto con le immagini, l’attualità, la società, la storia. Nel 2020 il suo progetto Mare Magnum Nostrum ha vinto l’ottava edizione dell’Italian Council, bando a sostegno dell’arte contemporanea del Ministero della Cultura. Dal 2019 è docente di Fotografia presso NABA, Nuova Accademia di Belle Arti di Roma.

Tumori pediatrici, “Io corro per loro” e per la ricerca

tumori pediatrici
bambino sul divano si nasconde con dei cuscini

Il mese di settembre è dedicato alle attività di sensibilizzazione sui tumori pediatrici. Un mese importante in cui le associazioni dei genitori riunite in una rete mondiale, la Childhood Cancer International – Cci, si mettono in prima linea per chiedere cure adeguate e una qualità della vita sempre migliore per la salute dei propri figli colpiti da questa grave malattia.

In Italia la Fiagop, (Federazione italiana associazione genitori e guariti oncoemetologia pediatrica), che rappresenta la Cci, ha appena terminato una campagna di sensibilizzazioneAccendi d’oro, accendi la speranza 2022“. Tantissime le iniziative pubbliche realizzate, che termineranno il 16 ottobre con una grande corsa a sostegno della ricerca sul cancro pediatrico. Si chiama “Io corro per loro“. La data, fissata per il 25 settembre, è stata poi posticipata per le elezioni politiche”.

Tumori pediatrici, l’80% dei piccoli pazienti guarisce

In occasione della Settimana sono stati diffusi alcuni dati. Purtroppo in Italia il numero di neoplasie maligne (leucemie, linfomi e tumori solidi), atteso ogni anno nella fascia di età 0-19 anni, è di circa 2.200 casi, circa 1400 bambini e 800 ragazzi (35.000, in tutto, in Europa).

La ricerca accademica e clinica ha fatto in questi anni grandi passi avanti e circa l’80% dei 2200 bambini e degli adolescenti colpiti dal cancro, grazie a questo, guarirà. Purtroppo, però, circa 500 tra bambini e ragazzi, non sopravvivrà al tumore. Ed è per questo che continuare a finanziare la ricerca è così importante.

Tumori pediatrici, monumenti illuminati d’oro

La Fiagop ha organizzato l’accensione dei monumenti più importanti d’Italia con l‘oro, colore che ricorda quanto siano preziosi i bambini e gli adolescenti colpiti dal tumore. I volontari delle associazioni hanno distribuito un nastrino dorato, simbolo della lotta al cancro pediatrico.

“Ti voglio una sacca di bene”

L’associazione ha poi inviato volontari e cittadini a donare il sangue, ma anche plasma, piastrine e midollo osseo. L’obiettivo era quello di ottenere ciò che serve per l’oncoematologia pediatrica. Ad ogni donatore è stato consegnato un diploma di partecipazione.

“Io Corro per loro – Bambini senza cancro”

Il 16 ottobre, a Roma, negli giardini di Villa Borghese, si terrà, infine, la seconda edizione di “Io Corro per Loro – Bambini senza cancro”. C’è anche la possibilità di partecipare alla passeggiata, per sostenere il bando di ricerca europeo “Fight Kids Cancer” con le donazioni versate dai partecipanti. Sarà poi possibile farlo anche “connessi”, percorrendo l’itinerario preferito, in Italia e nel mondo.

Per tutti l’iscrizione si effettua sul sito iocorroperloro.it. I bambini fino ai 10 anni possono partecipare gratuitamente.

Sarà una giornata di festa alla quale interverranno anche campioni sportivi e molti ospiti. Annalisa Minetti, atleta paralimpica e artista, sarà la madrina dell’evento.

Tante le iniziative per i bambini

Per l’occasione sono state organizzate tante iniziative di animazione per i bambini. Ci saranno anche i cani e conduttori della Scuola Italiana Cani Salvataggio.

L’intero ammontare delle donazioni sarà devoluto da Fiagop al programma Fight Kids Cancer.

Terapia efficace contro la Sla, scoperta eccezionale

sla
medico o farmacista di spalle in un laboratorio

Una nuova scoperta riaccende le speranze per i malati di Sla, la sclerosi laterale amiotrofica. Un approccio terapeutico innovativo ha dato, infatti, ottimi risultati nel rallentare e in alcuni casi invertire la progressione clinica della malattia.

Cura contro la Sla, studio sul New England journal of medicine

A comunicarlo sono stati i ricercatori che stanno sperimentando il tofersen, un oligonucleotide antisenso (Aso) che blocca la sintesi di una proteina, la superossido dismutasi 1 (Sod1), una delle cause della Sla. Questa proteina, infatti, quando muta non solo non riesce a svolgere il suo ruolo, ma si aggrega con altre copie di se stessa e provoca, così, danni al sistema nervoso. Lo studio è stato pubblicato sul “New England journal of medicine“.

Nel 12-20% dei pazienti con SLA familiare si riscontra la mutazione nel gene Sod1 e nell’1-2% dei pazienti senza una storia familiare di SLA. Per chi è portatore di queste mutazioni, i risultati rappresentano una scoperta epocale che cambierà il trattamento della loro patologia e potrà dare ampi benefici.

Il professor Chiò: “Risultato clinico straordinario”

“Si tratta di una risultato clinico straordinario, mai osservato precedentemente nel trattamento di questa gravissima malattia – ha detto il professor Adriano Chiò del Dipartimento di Neuroscienze ‘Rita Levi Montalcini’ dell’Università di Torino – Una pietra miliare per la ricerca”. Il professore è co-autore dello studio e direttore del Centro regionale esperto per la Sla (Cresla) dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino. L’unico centro in Italia ad essere stato coinvolto direttamente nella conduzione della sperimentazione internazionale.

La sperimentazione su 108 pazienti

I ricercatori hanno analizzato gli effetti di questa nuova terapia su 108 pazienti con Sla con mutazioni in Sod1. Due gruppi, a rapida e lenta progressione, hanno sostenuto due fasi. La prima è durata 6 mesi ed la seconda che è ancora in corso. Si stanno, infatti, valutando ora gli effetti del trattamento precoce rispetto a quello ritardato sulla salute dei pazienti.

I danni della Sla

La Sla è una malattia neurodegenerativa progressiva che colpisce i motoneuroni: le cellule nervose cerebrali e del midollo spinale che permettono i movimenti della muscolatura volontaria.

I primi segni della malattia compaiono quando la perdita progressiva dei motoneuroni supera la capacità di compenso dei motoneuroni superstiti fino ad arrivare ad una progressiva perdita di forza muscolare. Nella maggior parte dei casi con risparmio delle funzioni cognitive, sensoriali, sessuali e sfinteriali (vescicali ed intestinali).

Anche psicologicamente è devastante: la Sla, infatti, pur bloccando progressivamente tutti i muscoli, non toglie la capacità di pensare e la volontà di rapportarsi agli altri. La mente resta vigile, ma prigioniera in un corpo che diventa via via immobile.