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La lotta all’amianto riparte dalla Campania, convegno a Salerno

Salerno
A destra il presidente Ona, l'avvocato Ezio Bonanni, durante una recente intervista

Domani, a Salerno, si terrà il convegno organizzato dall’Osservatorio nazionale amianto: “La lotta contro l’amianto riparte dalla Campania”. L’avvocato Ezio Bonanni, presidente Ona, tornerà a Salerno dopo 11 anni per fare il punto sulla questione asbesto. L’appuntamento è per le 9.30 presso il Salone dei Marmi. L’incontro si protrarrà fino alle 13.

Salerno, il vicepresidente della Regione presente all’evento

L’uso imponente che si è fatto dell’amianto in Campania, come in altre regioni, dove si registrano ancora molti siti contaminati e i rischi per la salute dei cittadini saranno al centro del dibattito presieduto dall’avvocato Bonanni. Parteciperanno il vicepresidente della Regione Campania e assessore regionale all’Ambiente, On. Fulvio Bonavitacola, l’assessore alle Politiche sociali e giovanili del Comune di Salerno, Paola De Roberto e il Presidente emerito dell’Ordine degli avvocati di Salerno, Americo Montera.

Salerno, tutti i relatori del convegno

Per approfondire il nesso causale tra l’esposizione all’amianto e le patologie asbesto correlate interverrà il professore di medicina legale dell’università degli Studi del Sannio – Benevento, Giuseppe Vacchiano. Sarà poi la volta del docente di mineralogia all’Università di Napoli Federico II e membro del comitato tecnico scientifico dell’Ona, Renato Sinno e degli avvocati Marcello Mascolo, Marco Siniscalco e Stefano Salimbene, per fare il punto sulla nuova giurisprudenza sul tema amianto. Tra i relatori anche il segretario generale Asso.Impre.Di.A, Alberto Patruno.

L’evento prevede l’attribuzione di 3 crediti professionali riconosciuti dal Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Salerno, che ha concesso il patrocinio all’evento, come anche il Comune.

Amianto in Campania, ancora troppi edifici contaminati

È nota la problematica del fenomeno amianto, utilizzato in Italia fino alla sua messa al bando con la Legge 257/1992. Il minerale è stato utilizzato in diversi settori. Primo tra tutti l’edilizia, motivo per cui moltissimi edifici, pubblici e privati, sono ancora contaminati. L’Ona da anni assiste le vittime dell’amianto e si batte affinché si portino avanti le bonifiche. Questo è l’unico modo per evitare nuove malattie e nuovi decessi. Tra queste ricordiamo il mesotelioma, ma sono davvero molte. Tutte le informazioni si possono trovare nell’ultima pubblicazione dell’avvocato Bonanni: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“.

In Campania, come in altre regioni, dell’amianto si è fatto un uso imponente. Già nel 2012 durante l’ultimo convegno Ona organizzato sul territorio: “Il cuore di amianto della Campania”, era stato posto l’accento sulle criticità. Ora si cercherà di capire i passi avanti fatti, ma soprattutto cosa ancora c’è da fare per fermare la strage silenziosa.

Amianto al museo Pompidou a Parigi, chiuso per 5 anni

pompidou museo parigino
museo pompidou Parigi

A Parigi per qualche anno non sarà più possibile visitare il famosissimo Centre Pompidou, museo di arte moderna e contemporanea. La facciata sarà oggetto di una bonifica amianto, ma tutto il museo sarà sottoposto a un’operazione di rinnovamento, di messa in sicurezza e di ottimizzazione energetica. Lavori che permetteranno alla capitale francese di avere, una volta terminati, una struttura all’avanguardia.

Pompidou, investimento di 262 milioni di euro

Realizzare il progetto costerà 262 milioni di euro, un investimento sulla cultura e su uno dei simboli della capitale parigina.

Da quando ha aperto, nel 1977, il centro ha ospitato oltre 300 milioni di visitatori. I lavori dovevano partire nel 2023, come aveva preannunciato l’allora ministro della Cultura, Roselyne Bachelot. Sono, però slittati di due anni e partiranno nell’autunno del 2024. La riapertura è prevista, invece, per il 2030.

Pompidou, ammodernamento con una prospettiva multidisciplinare

Si tratta di una ristrutturazione e di un ammodernamento necessari, visto che dalla sua apertura non erano mai stati effettuati. Previsti anche una prospettiva multidisciplinare degli spazi, luoghi destinati ai giovani e l’ampliamento della biblioteca.

Amianto, un problema in tutto il mondo

L’amianto è un fenomeno che tocca, come dimostra questo caso, anche edifici insospettabili, che ogni giorno accolgono migliaia di persone. Non solo in Italia, quindi, con scuole e ospedali, ma anche in Francia, in tutta Europa e nel mondo. Il minerale è stato, purtroppo, utilizzato senza tenere conto delle conseguenze. Dei danni che avrebbe causato alla salute dei lavoratori, ma anche a chi, pure decenni dopo la messa al bando, ne vengono loro malgrado a contatto.

Le fibre di asbesto possono causare il mesotelioma, diversi altri tumori, asbestosi e placche pleuriche. Così come denuncia da tempo il presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, l’avvocato Ezio Bonanni.

Il presidente Ona ha raccolto tutte le sue conclusioni ne: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”. Qui ha spiegato come i numeri delle vittime dell’amianto diffusi dall’Inail dal 1992 e raccolti nel VII Rapporto ReNaM, sono molto più bassi di quelli reali. Che soltanto nel 2022 i decessi per amianto sono stati circa 7mila. E che bonificare i siti contaminati è l’unico modo per evitare altre malattie. L’Ona ha realizzato anche una App per contribuire alla mappatura.

Successo per le Giornate della libertà, Lucidi: serve l’esempio

Lucidi
Lucidi , giornate della libertà

Il presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, l’avvocato Ezio Bonanni, ha partecipato ieri all’evento organizzato dal presidente della Fondazione E-Novation, il giornalista Massimo Lucidi.

Giornate della libertà a Roma

Un momento di riflessione sui diritti umani, sulla dignità negata a tante persone, insieme ad ospiti illustri nella cornice del Palazzo della Santa Sede San Carlo ai Catinari, a Roma. L’evento è stato organizzato in collaborazione con la fondazione Tatarella e la casa editrice Historica.

Lucidi: “Tutti hanno il diritto di essere ugualmente diseguali”

“L’iniziativa – ha detto Lucidi – nasce per ribadire la necessità del rispetto universale da parte di ciascuno del valore che contraddistingue tanto il singolo come persona, quanto la comunità come insieme di persone che hanno il diritto di essere ugualmente diseguali agli altri, di essere sé stesse. In altre parole, il diritto di essere liberi. Come Fondazione ci battiamo per lo sviluppo integrale della persona umana. Sappiamo pure che non basta un evento, ma occorre l’esempio quotidiano sui territori. Sarà un’occasione per approfondire i temi di libertà, diritti umani e speranza”.

Durante l’incontro sono stati consegnati due premi “Pietra della Libertà”. Il primo a Monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia Pro Vita. L’altro alla scrittrice e attivista iraniana Pegah Moshir Pour che da anni si batte per la parità di genere e per porre fine alle indicibili violazioni dei diritti umani nel suo Paese d’origine: l’Iran.

L’Ona sostiene le istanze dell’attivista Moshir Pour

“L’Ona – ha detto l’avvocato Bonanni – sostiene le istanze della scrittrice iraniana Pegah Moshir Pour. Dalla conferenza Ona di Salerno, che si terrà il 13 maggio prossimo al Salone dei Marmi, partirà un appello forte affinché si lavori per via diplomatica perché vengano tutelati i diritti delle donne e del popolo iraniano. Sul punto, l’Ona si ispira ai valori della cristianità e della leadership di Papa Francesco, che ha abbattuto i confini delle religioni”.

Sono stati premiati, sempre nell’ambito della manifestazione, anche i vincitori del concorso letterario “Racconti di Libertà“, curato personalmente da Francesco Giubilei. Anima della casa editrice, presidente della Fondazione Tatarella e consigliere del Ministro della Cultura Sangiuliano.

Pegah Moshir Pour: “Questa è la vera rivoluzione iraniana”

Pegah Moshir Pour
Pegah Moshir Pour parla al microfono

L’attivista iraniana Pegah Moshir Pour, arrivata in Italia all’età di 9 anni e laureata in ingegneria edile, sarà ospite, oggi pomeriggio, 10 maggio 2023, all’evento “Giornate internazionali della libertà”, organizato dalla Fondazione E-Novation, con la partecipazione del presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, l’avvocato Ezio Bonanni.

A Pegah Moshir Pour il premio “Pietre della libertà”

Riceverà il premio “Pietre della libertà” per il suo impegno per i diritti umani e per la parità di genere. L’abbiamo intervistata. La 32enne ci ha parlato con grande naturalezza e senza filtri di argomenti difficili e delicati. Nelle sue parole abbiamo letto una grande speranza, per il suo Paese d’origine, l’Iran, al centro di quella che chiama la “vera rivoluzione” e per il futuro, nonostante le dure battaglie da combattere per raggiungere certi obiettivi.

Che cosa l’ha spinta ad intraprendere la strada dell’attivismo?

“Sono un’attivista da quando ho 15 anni. Ho sperimentato sulla pelle cosa vuol dire non avere diritti. In primo luogo perché mi sentivo italiana, ma non avevo ancora la cittadinanza. Sono partita quindi da qui e non ho più smesso. Poi ho toccato con mano gli stereotipi di genere. Uscivo da un liceo linguistico e volevo intraprendere la facoltà di ingegneria edile-architettura. Dal primo giorno mi hanno detto che non ce l’avrei fatta, perché venivo dal liceo linguistico e anche perché non era considerata una materia prettamente femminile.

Il collettivo contro la discriminazione di genere

A quel punto la mia è stata una sfida e ho anche aperto un collettivo che riguardava proprio le discriminazioni di genere, anche nel digitale. Anche qui abbiamo notato grandi discriminazioni, come per esempio quando il mercato Amazon, nel 2017, aveva programmato l’algoritmo che serviva a smistare i curriculum che arrivavano che escludeva quelli degli ingegneri donne. Vedevo come questo fenomeno aumentava e ho iniziato a parlare di tematiche di genere, nella vita, nel linguaggio, ma anche nel digitale appunto.

Pegah Moshir Pour racconta il “lato oscuro” dell’Iran

Poi è arrivata l’uccisione della 22enne curda Mahsa Amini e ho iniziato a parlare del lato oscuro dell’Iran, non solo il suo lato bello, relativo al suo patrimonio culturale. Ho raccontato la verità e attraverso i social sono arrivata ovunque”.

A che età e perché vi siete trasferiti in Italia?

“Avevo 9 anni nel 1999 quando mi sono trasferita. I miei genitori non vedevano un futuro per me e mio fratello, quindi hanno deciso di cambiare lavoro e Paese”.

Quali sono gli episodi che più l’hanno colpita mentre era in Iran e come è stata cresciuta?

“Ricordo la difficoltà e la stranezza della nostra vita pubblica rispetto alla vita privata. A casa ognuno poteva essere libero, in qualsiasi modo, mentre in pubblico tutto era diverso. Anche per gli uomini, che non possono per esempio uscire in pantaloncini e canottiera. E ricordo la polizia morale che arrivava con i furgoni e portava via decine di ragazzi soltanto perché stavano chiacchierando con l’altro sesso, o perché erano mano nella mano.

Ora ragazze e donne non rispettano più la “morale”

Ricordo un episodio che mi ha molto spaventato: quando mia madre è stata fermata perché aveva lo smalto rosso alle unghie. Era forse il 1998 o ’99. Quando però sono tornata in Iran, qualche tempo fa, lo smalto era ben che superato. Le ragazze indossano ora scarpe aperte, mettono il trucco, hanno reso fashion anche il modo di portare il velo e quando la polizia morale le richiama non abbassano la testa, ma rispondono anche in maniera forte.

Anche prima del 1979 c’erano donne che portavano il velo, ma anche quelle che portavano abiti occidentali, come la minigonna. Il Corano prevede di coprire il capo durante i momenti di preghiera, ma nel resto del tempo le donne sono libere di farlo o meno. Questa moralità che professano non esiste nel Corano. Anche i praticanti sono contro il regime”.

Cosa chiedono le persone che protestano? Hanno la forza di ribaltare Khomeini?

“Questa è la vera rivoluzione degli iraniani che coinvolge ragazzi, studenti, ma anche adulti e pensionati, tutti vogliono portarla avanti. Credono che far cadere regime possa portare a scegliere finalmente un governo ì con voto democratico. È molto difficile ribaltare il potere presente, ma è possibile.

“La comunità internazionale blocchi gli accordi con il regime”

Perché accada è importante che i governi esterni smettano di fare accordi con il regime, per indebolirlo. Che non riconoscano il regime e sostengano il cambiamento fortemente voluto dal popolo. Il Consiglio europeo, intanto, potrebbe finalmente riconoscere i Pasdaran iraniani nella lista delle organizzazioni terroristiche.

Il Parlamento europeo ha già invitato l’Ue e i suoi Stati membri a includere il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica nell’elenco dei terroristi stilato dall’Ue sulla base delle sue attività terroristiche, della repressione nei confronti dei manifestanti e della fornitura di droni alla Russia. Purtroppo però la risoluzione è ferma ormai da mesi”.

Quali sono i suoi prossimi impegni?

“Sarò al Parlamento europeo per testimoniare sull’importanza dei diritti umani. Sono stata ingaggiata per European Youth Event per raccontare cosa accade in Iran. Proprio in questa sede vorrei far capire perché dobbiamo fare alcuni passaggi per ottenere risultati. Parlerò di diritti umani e dell’importanza del nostro ruolo come cittadini affinché le cose cambino”.

Come riesce a conciliare i tuoi impegni anche con la vita privata e come gestisci e affronti la paura di ripercussioni o problemi?

“L’attivismo porta solitudine, spesso sono sola, ma non mi ci sento perché in tanti mi sostengono, anche grazie al Festival di Sanremo. Ringrazierò per sempre la Rai, Amadeus, gli autori, perché hanno dato spazio e voce alla rivoluzione iraniana.

Moshir Pour: Mi spinge il coraggio sui volti ragazzi iraniani

La paura la affronto guardando il coraggio sui volti dei ragazzi in Iran, che affrontano ogni giorno ben altre sfide”.

Com’è stato il recente incontro con il Presidente della Repubblica?

“Le sue parole mi hanno ulteriormente messa al sicuro – ha concluso la scrittrice – e mi ha dato ancora di più la forza di continuare e non smettere mai”.

“Vorrei ringraziare molto la dottoressa Moshir Pour, la sua presenza stessa e le parole che ha usato sono un forte richiamo ai diritti umani e alla libertà“. Sono state le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Potenza, durante l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università degli Studi Unibas del marzo scorso. Pegah Moshir Pour si era commossa non riuscendo a contenere le lacrime.

Bonifiche amianto dei Comuni non soggette ad Iva

bonifiche amianto
palazzi gemelli bonifiche amianto

“Le bonifiche amianto non devono essere soggette ad Iva”, lo sostiene da tempo il presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, l’avvocato Ezio Bonanni. Ora la sua tesi è confermata dalla Corte di giustizia dell’Unione europea. I giudici hanno, infatti, sancito che i Comuni che facciano eseguire bonifiche amianto (anche su edifici privati), non sono soggetti ad Iva. La sentenza è del 30 marzo 2023 e risponde ad un quesito presentato da un giudice della Polonia.

Niente Iva per le bonifiche amianto, la sentenza

Secondo la Corte di Giustizia Ue “non costituisce una prestazione di servizi soggetta all’imposta sul valore aggiunto l’attività di un Comune consistente nel far eseguire da un’impresa operazioni di bonifica dall’amianto e di raccolta dei prodotti e dei rifiuti contenenti amianto, a favore dei residenti in tale comune, proprietari di immobili, che ne abbiano fatto richiesta, qualora una siffatta attività non miri all’ottenimento di introiti aventi carattere di stabilità né implichi alcun pagamento da parte di detti residenti, poiché tali operazioni sono finanziate da fondi pubblici”. Questa, secondo la Corte di Giustizia, la giusta interpretazione degli articoli 2, paragrafo 1, 9, paragrafo 1, e 13, paragrafo 1, della direttiva 2006/112.

Un Comune polacco copre il 100% delle spese

Nel caso di specie un comune polacco, quando un cittadino ne fa richiesta, si fa carico della rimozione attraverso una ditta specializzata, coprendo il 100% delle spese. Poi fa richiesta ad un fondo pubblico per ottenere il rimborso della spesa che può variare dal 40 al 100%. Secondo i giudici europei, quindi, “non risulta che il Comune eserciti un’attività di carattere economico”, per questo non deve caricarsi anche della spesa legata all’Iva.

La Corte di Giustizia europea sottolinea pure che il beneficio arrecato a detto Comune in contropartita del pagamento consiste “nell’eliminazione del pericolo per la salute e la vita umane derivante dall’esposizione all’amianto, ma anche, più in generale, nel miglioramento della qualità della vita nel territorio amministrato dal Comune”. Non una contropartita economica, quindi, ma di benessere dei residenti.

Bonanni: “Afferma un principio molto importante”

“Con questa sentenza – ha commentato l’avvocato Bonanni – che vale per tutti gli stati membri dell’Unione Europea, si afferma il principio in base al quale lo smaltimento amianto, a maggior ragione se con fondi pubblici, non implica un’operazione assoggettabile ad Iva.

Questo è un principio molto importante che sostiene la tesi da sempre sostenuta dall’Ona, in base alle quali è estremamente errato, anche sotto il profilo costituzionale, che si assoggettino ad Iva le operazioni di smaltimento amianto ovvero di bonifica amianto che sono finalizzate alla tutela della salute o a svolgere un servizio pubblico”.

Bonanni: “Per piccoli materiali evitare piano dei lavori”

Attuare questo principio faciliterebbe la bonifica dei siti contaminati. “Un altro punto chiave sarebbe quello di evitare il piano dei lavori per lo smaltimento amianto quando il materiale contaminato da rimuovere sia minimo. È necessario pensare ogni soluzione possibile per favorire la bonifica e ridurne i costi, senza rinunciare alla sicurezza”.

Amianto killer in Europa e nel mondo, bonifiche necessarie

L’utilizzo dell’amianto, purtroppo, ha portato con sé, in tutta Europa, una lunga scia di malattie e morte. Causa il mesotelioma, ma anche il cancro del polmone, l’asbestosi a tante altre patologie asbesto correlate.

Inoltre le statistiche fanno emergere la questione in tutta la sua gravità. Il 78% dei tumori professionali riconosciuti negli Stati membri dell’Unione europea è correlato all’amianto. Una percentuale che fa capire bene come troppe malattie potevano essere evitate con una politica più oculata e attenta alla sicurezza dei lavoratori e alla tutela dell’ambiente. L’Ona continua il suo lavoro, anche per liberare il Paese dall’asbesto, anche con una App per la segnalazione dei siti contaminati. Per approfondire il fenomeno: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”.