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Cantieri Posillipo, condannata l’INAIL all’indennizzo

cantieri posillipo, condannata INAIL
cantieri posillipo, condannata INAIL

La Corte di Appello di Roma ha riconosciuto il nesso causale tra la patologia di un operaio di San Felice Circeo, un adenocarcinoma polmonare, e l’esposizione all’amianto, all’interno dei cantieri Posillipo di Sabaudia.

La vittima aveva lavorato, dal 1979 al 1994, ai cantieri Posillipo. Poi, fino al 2012, è stato dipendente di una ditta privata. Purtroppo in entrambi i luoghi di lavoro sarebbe stato a contatto con le fibre di asbesto, che gli hanno causato la grave malattia.

Nel 2014 il lavoratore aveva presentato denuncia all’INAIL per la malattia professionale. Le prestazioni però gli erano state negate. Si era poi affidato all’Osservatorio Nazionale Amianto e al suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, per ottenere giustizia. In primo grado anche il Tribunale di Latina aveva respinto il ricorso. Ora, finalmente è arrivata la sentenza positiva. I giudici della Corte di Appello hanno condannato l’INAIL a corrispondergli un indennizzo e hanno riconosciuto alla vittima una invalidità dell’8% a causa della malattia professionale e dei postumi inabilitanti permanenti.

Cantieri Posillipo e l’esposizione ad amianto

Gli operai nei cantieri Posillipo erano quotidianamente esposti alla fibra killer a causa della lavorazione di vetro resina usata per la realizzazione di imbarcazioni. Inoltre l’amianto era utilizzato per:

  • imbottire l’intercapedine tra guscio e paratoie;
  • rivestire le paratie della sala macchine e dei vani di alloggio dei motori e dei serbatoi;
  • coibentare la zona motori, come i pannelli delle porte tagliafuoco;
  • rivestire marmitte e altri parti del motore;
  • come guarnizioni.

Per di più i materiali in amianto erano conservati in magazzino e poi tagliati direttamente nelle navi, in spazi ristretti e mal ventilati.

L’esposizione a questo pericoloso minerale causa gravi danni alla salute, come conferma la monografia IARC, tra cui asbestosi, diversi tipi di tumore e, soprattutto, il mesotelioma. Tutti i casi in Italia di questa malattia, spesso fatale, sono riportati nel VII Rapporto ReNaM.

Riconoscimento dei benefici contributivi a ex dipendenti

In un altro procedimento in corso relativo ai cantieri Posillipo l’avvocato Bonanni ha ottenuto un risultato storico. È infatti riuscito a far riconsiderare, per alcuni ex dipendenti dello stabilimento di Sabaudia, il termine ultimo per la presentazione della domanda per i benefici contributivi amianto, importanti per accedere al prepensionamento.

«Trovo sconcertante la poca attenzione e il poco riguardo per le vittime dell’amianto – commenta l’avvocato Bonanni -. Auspico che per il futuro le norme siano interpretate correttamente, secondo criteri che siano rispettosi della nostra Costituzione e dei diritti dei cittadini».

L’Osservatorio Nazionale Amianto è sempre a fianco delle vittime di agenti cancerogeni, come l’amianto, al fine di ottenere giustizia. Basta contattare il numero verde 800034294 per chiedere assistenza.

La salute degli studenti ancora messa a rischio

salute degli studenti, Mengaroni Pesaro
elementari maschili, studenti del liceo marangoni di Pesaro

Ancora una volta sono gli studenti a rischiare danni alla salute a causa dell’esposizione inconsapevole al temibile cancerogeno, l’amianto.

Stavolta è una scuola di Pesaro a essere sotto l’occhio del mirino. Una tettoia in eternit incombe infatti vicino alle aule del liceo artistico Mengaroni. A dare l’allarme è stato un professore che insegnava proprio in quell’istituto. Già cinque anni fa aveva fatto una segnalazione a colui che ricopriva allora il ruolo di responsabile della sicurezza nei luoghi di lavoro.

«Quando lavoravo al Mengaroni, ho segnalato alla scuola la presenza di quella tettoia in amianto – racconta il docente Andrea De Biagi al Corriere Adriatico -. Inizialmente ho allertato, mi pare nel 2018, l’insegnante che si occupava delle questioni legate alla sicurezza, il quale ci aveva tenuto anche dei corsi di formazione specifici sull’argomento. Poi, tramite raccomandata, ho contattato direttamente la dirigenza scolastica a fine luglio del 2022».

La mancata segnalazione del pericolo amianto

Eppure, nonostante l’istituto avesse risposto all’insegnate che erano in “attesa di ricevere comunicazione dall’organo competente”, la prima segnalazione ufficiale al Comune e alla ASL del territorio risale invece solamente ad aprile 2023. Questa però non proviene dal liceo Mengaroni, bensì dall’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto.

Salute degli studenti-tettoia Pesaro
La tettoia in eternit si trova vicino al liceo artistico Mengaroni (Foto: Corriere Adriatico)

Infatti è stata la responsabile di ONA Pesaro, Elisabetta Sacchi, ad avvisare il Comune e l’Azienda sanitaria territoriale, al fine di verificare lo stato di conservazione del manufatto che si trova vicino la scuola, in via XI Settembre, e di rintracciare il proprietario per attuare la bonifica.

«L’asbesto è altamente cancerogeno. Può causare il mesotelioma e altri gravissimi tumori, che colpiscono il polmone, la faringe, la laringe, le ovaie e il colon – ricorda il presidente dell’ONA, l’avvocato Ezio Bonanni -. Esporre bambini e ragazzi a questo minerale è un crimine contro la salute. Ancora di più se altamente deteriorato. In questo caso, infatti, il cemento perde la sua capacità aggrappante e le fibre killer sono più libere di disperdersi nell’aria».

La salute degli studenti va tutelata

Gli studenti e il personale dell’istituto sono stati quindi costantemente esposti sia durante la ricreazione all’aperto sia nel parcheggio, che si trova in prossimità della tettoia. Inoltre, dopo la pandemia di Covid-19, sono stati messi in atto dei protocolli specifici per i quali le finestre nelle aule dovevano essere aperte frequentemente per favorire i ricambi d’aria. Questo però ha favorito anche l’esposizione alle fibre rilasciate dal manufatto adiacente l’istituto.

«Si sarebbe dovuto intervenire già da tempo, con la valutazione dei rischi e la messa in sicurezza del sito in via precauzionale, anche in assenza di un evidente rilascio di fibre d’amianto – continua il professor De Biagi-. La bonifica dovrebbe essere effettuata prima che il manufatto si deteriori completamente».

Continua la strage causata dall’amianto

La tutela della salute degli studenti che frequentano la scuola è un diritto e un interesse per la collettività. Purtroppo però sono ancora circa 2400 gli istituti scolastici in tutta Italia ancora contaminati, come riporta lo stesso avvocato Bonanni in “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”.

Risultano in aumento anche i casi di mesotelioma tra il personale docente e non docente, secondo il VII Rapporto ReNaM pubblicato dall’INAIL. E a questi si aggiungono le vittime delle altre patologie asbesto correlate.

L’unico modo per fermare la strage causata dall’amianto è perseguire la bonifica, che risulta ancora in grave ritardo. I cittadini possono collaborare alla mappatura del territorio nazionale e alla segnalazione dei siti contaminati grazie all’App Amianto. In alternativa si può chiedere assistenza direttamente all’ONA, chiamando il numero verde 800 034 294.

Effetti della Pertusola di Crotone: necessari screening

montilla, Pertusola di Crotone
montilla, Pertusola di Crotone, necessari screening

I pazienti oncologici sottoposti al probabile impatto ambientale della Pertusola di Crotone, società che opera nel settore della metallurgia, devono essere sottoposti a screening tossicologici mirati.

Contaminazione ambientale della Pertusola di Crotone

Doppia patologia oncologica in un paziente esposto a contaminazione ambientale da agenti chimici tossici cancerogeni, prodotta probabilmente dalla ex Pertusola di Crotone. Ingegnere calabrese ha delegato l’Osservatorio Nazionale Amianto e l’avvocato Ezio Bonanni per il riconoscimento del danno esistenziale subito.

Il paziente ha effettuato, malgrado le sue condizioni critiche, una ricerca su campioni biologici di cancerogeni chimici, identificati e sovrapponibili a quelli prodotti dalla Pertusola. Sarà pertanto possibile riconoscere il nesso casuale diretto ed esclusivo delle patologie contratte dal paziente, che ha subito la contaminazione ambientale dalla Montedison di Crotone. Gli elementi cancerogeni e mutageni da individuare su campioni biologici umani sono stati già rilevati in altri pazienti sottoposti a screening onco-tossicologici.

Evidenze di metalli pesanti nei campioni biologici

Le patologie neoplastiche subite a Crotone, area definita SIN dal Ministero della Salute nel rapporto Istisan, potrebbero non essere ad insorgenza casuale. Ciò è confermato dai modelli previsionali di biologia molecolare oncologica e di cancerogenesi applicata alla tossicologia.

Le ricerche dirette dall’oncologo Dottor Montilla, consulente scientifico ONA, riguardano la caratterizzazione tossicologica delle patogenesi conclamatesi su pazienti ex militari e civili. Inoltre costituiscono la valutazione di trattamenti di decomplessazione degli analiti tossici ad alto peso molecolare.

Le analisi effettuate mediante ICPMS hanno evidenziato nei pazienti nei campioni biologici analizzati numerosi metalli tossici (zinco, cesio, stronzio, alluminio, torio, ferro, cromo, manganese, stagno, titanio, rame, protoattinio, ecc.), la cui concentrazione in molti casi supera di molto i valori per i soggetti esposti.

Le richiamate evidenze chimiche, considerato lo stato di servizio dei pazienti e dei civili sottoposti ad impatto ambientale, suggerirebbero un ulteriore approfondimento in termini di presenza di radionuclidi con media/elevata alf-life (137Cs, 90Sr, 65Zn, ecc.), giocoforza residuali in termini temporali attesene le peculiari half-life di ipotetica intossicazione. Poiché gli studi chimico-clinici hanno raggiunto in cancerogenesi una robustezza tale da potere definire i primi risultati si ritiene che una valutazione sull’eventuale presenza di radionuclidi nei campioni biologici dei pazienti oncologici in area SIN potrebbe fornire gli ultimi tasselli del mosaico Ex-Pertusola.

Paradossalmente è stato individuato un SIN da elevato impatto ambientale e sono stati potenziati i reparti oncologici. Tuttavia i pazienti non sono stati sottoposti a sorveglianza sanitaria con screening onco-tossicologici e analisi biomolecolari, mirate proprio per pazienti oncologici potenzialmente contaminati.

L’importanza della sorveglianza sanitaria

La sorveglianza sanitaria è fondamentale anche per tutti coloro che sono stati esposti al pericoloso cancerogeno dell’amianto. Le vittime della fibra killer sono infatti sempre di più, come dimostra il VII rapporto ReNaM.

L’asbesto infatti, nonostante la sua messa al bando con la legge 257/1992, continua a essere presente diffusamente su tutto il territorio nazionale, come denuncia lo stesso Avv. Bonanni in “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”. Fondamentale è quindi anche la bonifica dei siti contaminati, che possono essere segnalati attraverso l’App Amianto dagli stessi cittadini.

Ferrara, amianto in un asilo nido: bimbi trasferiti

asilo nido di Ferrara, bimbi
asilo nido di Ferrara, bimbi

Accurate indagini hanno permesso di riscontrare tracce di amianto in una scuola dell’infanzia di Ferrara. Per questo la struttura, l’asilo nido “I Girasoli” è stata chiusa e i bambini sono stati trasferiti per evitare qualsiasi rischio.

Asilo nido, amianto in 2 campioni su 3

Esperti avevano già effettuato un accertamento, dal quale non sarebbe emersa la presenza del minerale, ma ad una seconda indagine due campioni su tre, come scrive FerraraToday, sono risultati positivi.

La situazione richiedeva un intervento immediato per evitare ogni rischio di esposizione. Per i piccoli che frequentano l’immobile e per gli stessi educatori.

I danni alla salute causati dall’amianto

L’amianto, infatti, è altamente cancerogeno. Le sue fibre causano, infatti, infiammazioni negli organi respiratori e non solo, causando diversi tumori. Tra questi i due più temuti: il mesotelioma e il cancro del polmone. Tutti i danni causati dall’asbesto, altro nome dell’amianto, si possono trovare ne “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”. In questa pubblicazione, l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, spiega anche quanto siano importanti le bonifiche degli edifici e non solo. L’Ona ha stimato che nella Penisola ci siano ancora 2400 scuole contaminate. Per segnalarne di nuove si può utilizzare la App dell’Ona.

Dopo la scoperta l’amministrazione ha deciso di spostare i centri estivi comunali in un altro edificio già destinato ai bambini di quella età. Non ci sarà interruzione del servizio con grande sollievo per le famiglie.

Il Comune, come si fa in questi casi, si è rivolto ad una ditta specializzata per la bonifica.

Cassazione, Marina bis: condanna definitiva per 1 ammiraglio

Cassazione, marina bis. condannato 1 ammiraglio
Cassazione, marina bis. condannato 1 ammiraglio

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 2 anni per l’ammiraglio della Marina, Agostino Di Donna, per la morte da adenocarcinoma polmonare di un militare. Il ricorso era stato presentato dagli avvocati dei vertici della Marina, in tutto 4 – perché altri imputati nel frattempo sono deceduti – e dal responsabile civile, il ministero della Difesa, contro la sentenza della Corte di Appello di Venezia del 22 giugno 2022.

I giudici “ermellini” sono entrati in camera di consiglio nel tardo pomeriggio di ieri (6 luglio 2023), dopo la discussione delle parti iniziata in mattinata. Soltanto poco prima della mezzanotte è uscito il dispositivo della Corte relativo al processo Marina bis.

Udienza in presenza davanti ai giudici di Cassazione

In seguito alla riforma Cartabia l’udienza era prevista in forma scritta, ma gli avvocati degli imputati e l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, hanno presentato istanza di discussione orale. L’udienza si è tenuta, quindi, in presenza.

Riconosciuto nesso tra amianto e carcinoma in fumatore

La difesa ha sottolineato, tra le varie questioni, come i giudici di Appello non abbiano adeguatamente motivato la scelta di aderire alla teoria dell’effetto acceleratore, piuttosto che ad altre teorie prospettate come scientificamente valide. I difensori negano, infatti, che esista una legge scientifica riconosciuta che sostenga che ogni esposizione sia rilevante e anticipi il decesso. Quest’ultima tesi, invece, è stata sostenuta dall’accusa. Punto cardine, però, della sentenza definitiva è il riconoscimento del nesso causale fra l’esposizione alle polveri di amianto e l’insorgenza del carcinoma polmonare in soggetto fumatore.

Giovanni De Martino è stato in servizio in Marina, come meccanico navale tra il 1957 e il 1993. Era addetto alle caldaie, guardia macchina e addetto alle motrici. Tutte attività in cui l’esposizione all’asbesto era altissima. Nel marzo del 2010 i medici gli hanno diagnosticato il tumore del polmone. Neoplasia che lo ha portato al decesso in pochi mesi. Si è spento il 10 giugno 2010.

Cassazione conferma sussistenza dell’omicidio colposo

“Al di là dell’annullamento di alcune statuizioni – ha commentato Bonanni, che assiste i familiari di 3 delle vittime – è quindi confermata la sussistenza del reato di omicidio colposo, in relazione all’esposizione, diretta, indiretta e per contaminazione degli ambienti, e della violazione dei doveri anche della stessa Marina Militare che avrebbe dovuto evitare ogni forma di esposizione all’amianto killer”.

“È la prima volta – ha aggiunto il presidente Ona – che un alto ufficiale della Marina Militare, e la stessa Forza Armata come responsabile civile, abbiano ricevuto la condanna definitiva per il reato di omicidio colposo, con violazione delle regole cautelari. Ricordiamo che è ancora pendente in indagini il procedimento Marina ter, nel quale già nel 2018, erano confluite 1100 posizioni di vittime di amianto in Marina Militare. Di Donna è stato ritenuto colpevole in via definitiva dalla Suprema Corte di Cassazione ed è quindi il punto fermo che permette di dare una speranza di giustizia a tutti coloro che nelle Forze Armate sono stati esposti ad amianto, si sono ammalati, o sono deceduti”.

Le patologie legate all’amianto sono diverse, prima tra tutte purtroppo il mesotelioma. I casi sono registrati in Italia, dal 1992, nel VII Rapporto ReNaM, ma non sono completi. Le vittime dell’amianto sono di più rispetto al numero ufficiale, per diversi motivi. In particolare perchè per decenni l’Inail non ha considerato nel conteggio le altre patologie, pure molto gravi, legate a questo minerale. Per approfondire il tema è possibile leggere il testo del presidente Ona: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“. Per contribuire alla mappatura e aiutare le bonifiche i cittadini possono invece segnalare i siti contaminati con la App dell’Ona.

Annullata la sentenza di Appello per altri 7 casi

Per il resto la Suprema Corte ha annullato la sentenza della Corte di Appello di Venezia per i decessi di Barbera, Battistini, Caserta e Sorgente, con rinvio alla Corte di Appello di Venezia. Ha annullato senza rinvio in relazione al decesso di Renzoni, per intervenuta prescrizione. Ha, infine, annullato agli effetti civili relativamente ai casi di Grasso, Pertosa e Renzoni, con rinvio ad altra sezione della Corte di Appello di Venezia.