21.8 C
Rome
venerdì, Aprile 17, 2026

Genesi del fenomeno amianto, prevenzione ed attuale bonifica

Letto: 22 volte

Ultimi articoli

Genesi del fenomeno amianto, prevenzione ed attuale bonifica

PARTENDO DALLE RADICI DEL TERMINE “AMIANTO”, DAL GRECO “AMIANTOS”, TRADUCIAMO IL SIGNIFICATO IN “IMMACOLATO” OPPURE “INCORRUTTIBILE” E NE PERCORRIAMO LE TAPPE STORICHE DI OGNI SUO IMPIEGO. DEDICANDO, OPPORTUNAMENTE, UNA PARTICOLARE CIRCOSCRIZIONE APPROFONDITA ALL’AMBITO DI USO PROFESSIONALE

Sulle tracce nella storia delle patologie da amianto

Innanzitutto, si tratta di un minerale naturale e dalla struttura microcristallina. Una delle peculiarità più importanti risiede nell’aspetto fibroso, impiegato nelle costruzioni attraverso il composto “cemento-carta-amianto”, brevettato dall’ingegnere austriaco Ludwig Hatschek nel 1901.

Ma, le radici storiche sono ancora più lontane, infatti, già Plinio il Vecchio in “Naturalis Historia“, (Gaio Plinio Secondo, 23-79 d.C.) Incredibile viaggio alla scoperta dell’amianto ne fece uso del termine. Realizzandone uno specifica accezione, nella variante del sinonimo di “amianto“, ossia dal greco “asbestinon” e indicandone il “lino incorruttibile e purificato dal fuoco“, cosiddetto “lino vivo“.

In quei tempi, si identificava tale materiale come un prezioso materiale proveniente dell’India. Utilizzato per confezionare i mantelli dei re e delle persone influenti ma anche teli per avvolgere i cadaveri nei riti funebri. E ne vennero riconosciuti svariati utilizzi, anche in ambiti domestici.

Interessante, riconoscere come da tempi remotissimi, in particolare relativi al II millennio a.C., la pericolosità intrinseca dell’amianto fosse già ben conosciuta.

Proprio i minatori egizi, costretti a lavorare negli insalubri e stretti cunicoli delle miniere, in prossimità del Mar Rosso, si ammalavano di silicosi.  Tale testimonianza, costituisce una prima fonte di attenzione alla cura di tali patologie. Le polveri dell’amianto, infatti, procuravano delle tecnopatie ed era assolutamente necessario, per la diagnosi e soprattutto l’anamnesi lavorativa, la sussistenza di efficaci strumenti di tutela.

"Amianto, dalla prevenzione alla bonifica." Copertina del Libro di Ezio Bonanni - Edizione 2025 Sole24ore.
“Amianto, dalla prevenzione alla bonifica.” Copertina del Libro di Ezio Bonanni – Edizione 2025 Sole24ore.

Evoluzione moderna, medicina del lavoro e industrializzazione

Nei secoli, l’avanzamento degli studi in ambito medico, riuscirono a portare a una vera e propria raccolta specializzata nel settore. E introdotta all’interno di un quadro definito della moderna medicina del lavoro. Appunto, tale fonte è del 1700, riconosciuta come il “De Morbis Artificum Diatriba” di Bernardo Ramazzini.

Appare formidabile il processo evolutivo, in cui si è sviluppato il fenomeno legato alla pericolosità dell’amianto dai suoi primi esordi.

E soprattutto, come da un punto di vista medico-scientifico ma soprattutto sociale e giuridico, abbia iniziato progressivamente a rivestire un piano rilevantissimo di attenzione ed azione concreta.

Le sfide verso l’affermazione di un processo, mirato alla prevenzione e la tutela delle patologie correlate dall’esposizione all’amianto, segnarono la storia moderna. Nel 1898, in Inghilterra fu fatta un’esplicita denuncia rispetto alla lesività delle fibre di amianto verso “la salute dei lavoratori”.

Si attribuisce tale traguardo, proprio a due ispettrici del lavoro: Adelaide Anderson e Lucy Deane.

In seguito, invece, nei corridoi ospedalieri, fu riscontrata una prepotente insorgenza di manifestazioni patologiche, legate da all’esposizione ad  all’amianto. E proprio nei pazienti affetti da tubercolosi, Pleurite risarcimento amianto.

Nel 1906, il Prof. Luigi Scarpa, al Policlinico di Torino, riuscì addirittura ad identificarne nella specie circa 30.

Dunque si definiva la specificità del fenomeno e i rischi patologici da esposizione all’amianto cominciarono a essere una realtà scientificamente comprovata.

In tale contesto evolutivo, il contributo maggiore è stato reso proprio dall’attento approccio medico ad un’appurata anamnesi ed analisi. Le stesse strettamente correlate e rese dal rapporto della sintomatologia ai fattori esterni incidenti.

La comprensione del fenomeno e degli effetti dell’amianto sulla salute delle persone è progredito negli anni, attraversando l’operato e l’analisi medica sulle manifestazioni del fenomeno e le correlate patologie.

Di conseguenza, ciò è stato proattivo, attivando e sviluppando un sistema di allerta, mirato a una corretta informazione per la popolazione, in ottica preventiva.

La tutela della salute inizia ad avanzare nella mentalità del tempo, coinvolgendo l’interesse in prima linea di distinte personalità, nei loro  ruoli rivestiti a livello sociale.

Le realtà professionali ed anche industrializzate dovettero far fronte e rispondere all’elevata casistica di decessi.

Nasceva una vera e propria disciplina, afferente alla tutela dei lavoratori e alle “malattie professionali.

Nascita e sviluppo di una tutela legale, per le vittime dell’amianto

Presto si aprirono così le porte dei Tribunali e nacque una mirata tutela legale, al fianco delle vittime di patologie professionali e da esposizione all’amianto.

Per questo, non a caso, ricordiamo il procedimento del 1906, svoltosi presso al Tribunale di Torino e confermato in Corte d’Appello l’anno successivo, sull’orizzonte della tutela dei lavoratori del settore amianto.

Gli stessi produttori di amianto, intrapresero l’azione legale nei confronti del direttore e gerente del bisettimanale “Il progresso del Canavese e delle Valli di Stura“, schierato con i lavoratori.

Questi ultimi assieme al Direttore e gerente, avevano appunto deciso di muovere una campagna di denuncia pubblica per i danni alla salute. Furono tutti chiamati in giudizio, ma il processo si chiuse con la loro assoluzione.

Nel progredire degli studi in medicina e delle pubblicazioni scientifiche, delle denunce e dei processi, si raggiunse una vera e propria codificazione.  Infatti, furono in tal senso, predisposte delle specifiche misure di tutela per l’incolumità psicofisica dei lavoratori esposti ad all’amianto.

Stiamo parlando di un lavoro unico, raccolto ufficialmente nell’ “Asbstos Industry Regulations”, (“The manipulation of asbestos and the manufacture or repair of articles composed wholly or partly of asbestos and processes incidental thereto”).

Il panorama europeo, inizia ad orientarsi e dirigere il campo di osservazione e applicazione su un unico binario. Il ‘900, si alimenta dell’adozione dei primi provvedimenti legislativi.

Nell’anno 1935, l’indagine condotta dal dott. A.J. Lanza nelle fabbriche in cui impiegavano L’amianto, dimostrava come su 126 lavoratori, almeno i 2/3 erano affetti da patologie asbesto- correlate.

In Germania, nel 1938 fu riconosciuto il primo carcinoma polmonare come malattia professionale su un lavoratore esposto ad all’amianto. Microcitoma polmonare: sintomi, terapia e sopravvivenza

Mentre, in Italia, il direttore dell’ENPI Enrico Vigliani accanto alla recensione degli studi tedeschi pubblicò, nel 1939, i risultati dell’indagine coinvolgente le provincie di Torino ed il Piemonte. Osservatorio Nazionale Amianto Piemonte

Da ciò fu possibile trarre un rapporto anatomo-patologico del primo caso di asbestosi in Italia, di un lavoratore impiegato in manifatture contenenti amianto.

Nel 1940, invece, Enrico Vigliani richiamò l’attenzione sul rischio per i lavoratori dell’industria estrattiva e manifatturiera di amianto in Piemonte.

La normativa del periodo, riporta l’introduzione dell’asbestosi come malattia professionale mediante Regio Decreto del 14.04.1927 n.530, poi trasmessa definitivamente in tempi successivi nell’art.2087 c.c..

L’avanzamento della sorprendente scoperta di Chris Wagner nel 1960

Successivi studi portati avanti nel 1960 dal patologo Chris Wagner, descrissero trentatré casi di tumori primari della pleura in abitanti della parte nord occidentale della provincia del Capo (Nord Africa), di entrambi i sessi, (età compresa tra i 31 e 68 anni).

Tra i trentatré, ventotto casi erano manifestati in minatori esposti e cinque in lavoratori esposti direttamente o indirettamente all’amianto blu, “crocidolite”, nelle colline ad ovest di Kimberley (Capo Settentrionale del Nord Africa).

Fu uno sconvolgimento del panorama scientifico, poiché per la prima volta si associavano le patologie asbesto-correlate e, in particolare, il mesotelioma, a esposizioni ambientali e non professionali.

Si collega a tale dato d’impatto rilevantissimo, come la struttura delle matrici compatte riduce tali minerali a uno stato di polvere. Ciò sia per la perdita del potere aggrappante anche nel cemento sia per le attività di manutenzione e antropiche.

Le fibre, quindi, hanno la capacità di suddividersi ulteriormente e rimanere a lungo negli ambienti di vita e lavoro.

Oltretutto, le stesse possono essere inalate, ingerite e causare l’attivazione di un processo patogeno fino alla cancerogenesi e l’epidemia. Gestione dell’amianto su centrali nucleari: sfide del decommissioning

La conferma di tale scoperta, arrivò sempre nel 1960 dal ricercatore E. Keal , e successivamente nel 1962 dal patologo J.C. Wagner, riscontrando tra i lavoratori di tessiture di amianto inglesi casi di mesotelioma peritoneale.

E tra coloro che vissero nelle vicinanze delle miniere stesse. Furono anni in cui a livello sovranazionale, emersero delle proposte a seguito di dettagliate conclusioni.

Prevenzione all’interno del contesto sovranazionale

Proprio nel 1963, al Congresso Internazionale di Madrid, W.D. Buchanan, ricercatore e funzionario medico britannico, riferì da un’analisi dell’Ispettorato del Lavoro, come nel periodo ’45-’54 era stata censita un’alta incidenza di tumori bronchiali e di mesoteliomi della pleura, peritoneo e dell’ovaio in lavoratori esposti all’amianto.

Nel 1964 durante la Conferenza sugli effetti biologici dell’amianto, organizzata dalla New York Academy of Sciences, la comunità scientifica fu impressionata dalla relazione del medico ricercatore, prof. Irving Selikoff.

Nella stessa, si leggevano come conferma delle ricerche antecedenti dei suoi colleghi, gli effetti cancerogeni dell’amianto e l’associazione con il mesotelioma come unico agente eziologico.

Il panorama del ‘900, si compose, quindi, per scienza medica, biomedica, medicina del lavoro, oncologia e medicina legale, di raccomandazioni dirette all’adozione di strumenti precisi di prevenzione.

Il fenomeno e le principali fonti normative in Italia

La concreta portata e la pericolosità dell’amianto sulla incolumità della persona, portò il Legislatore stesso ad emettere provvedimenti per impedire la lavorazione dell’amianto da parte di donne e fanciulli, (R.D. 14.06.1909, n.442, e D.M. del 17.07.1912, R.D. 07.08.1936, n.17209).

Tali testi legislativi, riportavano in dettaglio tabelle di riferimento dei lavori pericolosi. E rendevano evidenti, anche i materiali lavorati e macinati: calce, gesso, cementi, pozzolana, amianto.

Ricalcando il tessuto normativo esteso all’art.2087 c.c., si recita tale assunto indelebile:

“...nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.“.

Tale contenuto prescrittivo, costituisce la coordinata su cui si orientano le tutele per l’integrità globale dei prestatori di lavoro.

Pensiamo, come alla stessa configurazione della “colpa” si riconnetta all’imperizia ed ignoranza delle stesse conoscenze tecnico-scientifiche.

E come gli stessi: “….parametri integrativi a cui commisurare la colpa, e non potrebbe risolversi in una esimente della responsabilità per il datore di lavoro.”, (Cassazione Civile, Sez. Lav., 16 maggio 2024, n.13594 – capo 15).

    Segniamo, in particolare, la pagina buia della nostra storia legata all’amianto e le sue vittime, dopo la fine della SECONDA GUERRA MONDIALE.

Periodo in cui si è registrato il più elevato consumo di amianto.

Precisamente, dal 1945 al 1992, per una stima di 3.748.550 tonnellate di amianto grezzo prodotto in Italia.

Attualmente sulla scorta della disamina temporale affrontata, nonostante le raccomandazioni dei medici del lavoro e la specifica codificazione di richiamo per le regole cautelari, si evidenziano condanne di imprenditori al risarcimento del danno subito da lavoratori affetti da asbestosi. Amianto asbesto: assistenza legale delle vittime

L’intervento legislativo in questo primo periodo fu inciso dal corollario all’art.2087 c.c. degli artt. 590 e 589 c.p., in ragione dell’art.43 c.p..

Ma, alla luce delle condizioni di rischio e pur nel rispetto delle regole cautelari, per arginare l’incombente epidemia e le patologie asbesto-correlate si approvò la Legge 27.03.1992 n.257 (“Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto.“).

Tale legge ha sancito il divieto di “estrazione, importazione, esportazione, commercializzazione e produzione di amianto, prodotti di amianto o di prodotti contenenti amianto.”, (Art.1, co. 2).

Prevenzione e bonifica, monito attuale per una sinergia istituzionale

Per concludere, sulla base dei dati record del nostro Paese riguardo l’estrazione di amianto e prodotti contenenti amianto, ne riconosciamo un problema aperto e di massima attenzione.

Purtroppo e per esempio la distinzione stessa dell’amianto friabile e quello a matrice compatta, sono termini ed accezioni poco chiare e lacunose. Considerandone lo stretto uso nel dettato normativo.

Attualmente, facciamo anche i conti con gli effetti dell’uso dell’amianto nel passato.

L’allarme ed al contempo il monito, oggi solleva un’urgente richiesta verso una maggiore coesione e sinergia da parte delle istituzioni. A favore di una bonifica in atto che possa divenire satisfattiva, completa e coordinata. Miglioramento delle tecniche di bonifica amianto

Ciò, a fronte dei dati aggiornati da parte dell’OMS sulle rilevazioni epidemiologiche, con un’incidenza riportata di 200mila decessi ogni anno, sul trend epidemiologico del 2025 in crescita di nuovi casi di mesotelioma e altre patologie amianto-correlate.

Si auspica, pertanto un operato coordinato dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e dell’OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio), per un’azione concreta verso il contrasto a quella che possiamo definire un’altra pandemia e dell’amianto, a fronte dell’interesse collettivo e globale.

Fonti:Amianto dalla prevenzione alla bonifica” – Tutela della salute, sicurezza sul lavoro e responsabilità giuridiche – di Ezio BonanniGruppo24ore – Edizione ottobre 2025

Foto di kaboompics da Pixabay, gratuita.

 

 

- Advertisement -spot_img

Numero verde ONA

spot_img

Chiedi assistenza gratuita