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Latina, mostra “Cimeli del calcio” del Museo Giannini, partecipa l’ONA

Mostra "cimeli del calcio"
Mostra "cimeli del calcio"

Mostra al Museo Giannini di Latina, presente l’ONA

Una esposizione che conduce verso un viaggio appassionante che attraversa la storia del calcio. La mostra raccoglie oggetti rari, ricordi impossibili da cancellare e vere testimonianze.

Celebrazione dello sport per eccellenza che unisce generazioni, valori e momenti indelebili.

La mostra “Cimeli del calcio” si svolgerà a Latina dal 18 al 25 giugno 2025 dalle ore 17 alle ore 20, presso il Museo Giannini in via Oberdan 13/A.

Organizzata da International Football Museum; Libertas Provinciale Roma; Panathlon International Club Latina. Partecipa anche l’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto e il CONI Fair Play Nazionale.

Oltre all’esposizione, sono previsti interventi degli organizzatori e relativi partecipanti. Non mancherà quindi un momento dedicato alle premiazioni a cura dell’AIAC Latina – Associazione Italiana Allenatori Calcio.

ONA e i valori morali e storici che uniscono vita sportiva ed etica

“Tra i vari cimeli preziosi ci sono addirittura palloni, scarpini e foto relative ai mondiali di calcio dal 1934 in poi”. Ha dichiarato Iardino Nunzio, referente calcio Libertas Provinciale Roma.

“L’esposizione “Cimeli dal calcio” è una mostra necessaria, legata ad uno sport tanto amato dagli italiani. Un’occasione ulteriore per portare avanti i valori del Fair Play di lealtà, etica e rispetto.”
Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA -Osservatorio nazionale AMianto e primo degli eletti del Consiglio Direttivo Nazionale del Comitato Nazionale Italiano Fair Play.

Amianto. Ex tecnico malato: dopo 31 anni giustizia è stata fatta

amianto, Avv. Ezio Bonanni, esposto
Avv. Ezio Bonanni

Dopo una lunga battaglia legale, un ex tecnico di Telecom Italia ha ottenuto il riconoscimento della malattia professionale causata dall’esposizione all’amianto. A 82 anni, il Tribunale del Lavoro di Bari ha disposto il pagamento di una rendita mensile da parte dell’Inail.

Esposto all’amianto per oltre tre decenni

L’ex lavoratore ha prestato servizio per 31 anni nella sede di Telecom Italia a Bari, a pochi metri dall’ex stabilimento Fibronit, noto per la produzione di manufatti in cemento-amianto. La sua attività prevedeva il coordinamento tecnico e il collaudo della rete telefonica.

Diagnosi di placche pleuriche

La diagnosi, arrivata in età avanzata, ha confermato la presenza di placche pleuriche calcifiche bilaterali, patologia generalmente collegata all’inalazione di fibre di asbesto. Durante gli anni di servizio, secondo quanto dichiarato, l’uomo avrebbe utilizzato anche un telo ignifugo contenente crisotilo.

Il ruolo dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Dopo il rifiuto iniziale nel 2020, l’uomo si è rivolto all’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che ha seguito il caso in tribunale.

Bonanni ha dichiarato:
“È importante garantire piena tutela della salute e del diritto al risarcimento per chi è stato esposto a sostanze tossiche. Continueremo a sostenere le vittime nella loro battaglia per giustizia.”

Una sentenza simbolo

Il riconoscimento legale rappresenta una vittoria importante non solo per l’ex tecnico, ma anche come esempio per altre vittime dell’amianto. Il caso sottolinea la necessità di garantire sicurezza sul lavoro, tutela della salute e accesso a risarcimenti per chi ha subito esposizioni professionali.

Canada, la miniera di amianto di Cassiar: storia e bonifica

cartina del Canada
Canada (wikipedia Commons)

La miniera di amianto di Cassiar, situata nella Columbia Britannica, Canada, ha cessato le attività estrattive nel 1992. Nonostante la chiusura, il sito rimane oggetto di interventi di bonifica a causa della presenza di amianto, sostanza riconosciuta a livello internazionale come pericolosa per la salute se inalata o ingerita.

Nel 2003, la miniera è stata acquisita da un’azienda locale che ha iniziato l’estrazione di giada. La società ha assunto l’impegno di effettuare lavori di bonifica annuali, con un budget dichiarato di 50.000 dollari. Secondo fonti locali, inclusa la CBC canadese, l’azienda avrebbe incontrato ritardi nella presentazione dei piani di bonifica, ma i lavori sarebbero attualmente in corso per rispettare le normative vigenti in materia di sicurezza e ambiente.

Esposizione all’amianto e salute pubblica

L’amianto è associato a malattie respiratorie e tumori polmonari con lunghi periodi di latenza. L’avv. Ezio Bonanni dell’Osservatorio Nazionale Amianto sottolinea che “le patologie correlate all’amianto possono manifestarsi anche decenni dopo l’esposizione, fino a 40 anni di latenza”. Ex residenti e lavoratori della zona hanno riportato la presenza di polvere proveniente dalla miniera durante le attività operative.

La gestione post-estrattiva e la bonifica

Il sito minerario di Cassiar rappresenta un esempio delle sfide legate alla gestione post-estrattiva di materiali pericolosi. Autorità locali e azienda attuale dichiarano di impegnarsi per rispettare le norme di sicurezza, riducendo al minimo i rischi ambientali e sanitari.

La vicenda evidenzia l’importanza della vigilanza, della gestione responsabile dei siti contenenti amianto e della bonifica continua, a tutela della salute pubblica e dell’ambiente.

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Bonanni compie gli anni: l’avvocato simbolo della lotta all’amianto

digital pair play-ONA, Bonanni
L’avvocato Ezio Bonanni lotta sostenibilità e giustizia ambientale

Nel giorno del suo compleanno, riflettori accesi sull’attività dell’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA: tra azioni legali, denuncia pubblica e risonanza internazionale, la sua voce resta tra le più insistenti nel contrasto globale all’“inquinante che uccide in silenzio”.

Un compleanno tra i faldoni delle cause e le carte dell’ingiustizia

Non è il tipo di uomo che si ferma per festeggiare. Chi conosce Ezio Bonanni sa che probabilmente passerà anche il giorno del suo compleanno nello stesso modo in cui ha passato gli ultimi venticinque anni: tra denunce, atti giudiziari e telefonate con famiglie in cerca di giustizia.
Avvocato, fondatore e presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), Bonanni è diventato uno dei riferimenti più riconoscibili nel panorama dell’ambientalismo giudiziario italiano. Ha dato voce a centinaia di persone rimaste per decenni senza tutela e senza risposte.

Lotta globale: l’amianto è un problema planetario

Mentre l’Italia ancora combatte con la bonifica incompleta di scuole, ospedali, edifici industriali e residenziali, nel mondo l’amianto continua a essere estratto, lavorato e venduto. In Paesi come Russia, India e Cina è tutt’ora utilizzato come materiale da costruzione, e secondo Bonanni, le pressioni delle lobby internazionali ne ostacolano la messa al bando definitiva. Negli ultimi anni, il suo impegno ha oltrepassato i confini nazionali: ha partecipato a conferenze internazionali, prodotto dossier comparativi e sollecitato organismi mondiali. Secondo Bonanni, “non si può parlare di giustizia climatica se si tollera la presenza dell’amianto nei sistemi produttivi e sociali mondiali”.

“Restituire bellezza al mondo”: la lotta all’amianto come gesto estetico e morale

Sul portale australiano di Melbourne Art News Portal è stata condivisa la campagna portata avanti da Bonanni e dall’ONA, sottolineando come la bonifica dell’amianto rappresenti anche un gesto di “restituzione estetica”, un modo per “restituire bellezza e salubrità agli spazi che abitiamo, liberandoli da un’eredità tossica”. La rimozione dell’amianto diviene un atto sociale, di cura, di rigenerazione urbana e umana. In una società che ha fatto dell’efficienza e del cemento le sue icone, togliere l’amianto diventa un gesto morale e poetico: rendere gli edifici, i paesaggi, le scuole e i luoghi del vivere comuni, nuovamente degni di accogliere la vita.

“Non si tratta solo di sanare un’ingiustizia sanitaria. Si tratta di ridare armonia ai luoghi, rispetto alla dignità delle persone che li abitano e li abitavano”. Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni.

Numeri, ostacoli e futuro: la bonifica è ancora lontana

Secondo i dati forniti dall’ONA, in Italia ci sono ancora oltre 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto, spesso in edifici pubblici. Le vittime registrate ogni anno superano le 7.000, tra mesotelioma, tumori polmonari e asbestosi. Eppure il piano nazionale amianto, annunciato e rinviato da governi di ogni colore, non ha ancora visto una piena attuazione.

Un compleanno che non chiede celebrazioni, ma azioni

Oggi, mentre Ezio Bonanni spegne simbolicamente un’altra candelina, l’unico omaggio sensato non è una torta o una medaglia, ma la presa d’atto che la questione amianto è tutt’altro che chiusa. E che serve ancora chi non abbassa mai la guardia. Perché l’amianto continua a uccidere. E c’è bisogno, ancora, di voci che rompano quel silenzio.

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Amianto, Flash News dall’Italia e dall’estero del 18.06.2025

Amianto bonifiche
emilia romagna, eternit, amianto nelle fabbriche

Torino, amianto nelle guaine, slitta riapertura bagni pubblici

Ancora rinvii per la riapertura dei bagni pubblici di via Tepice, a Nizza Milefonti, un quartiere di Torino. Il motivo? La presenza di guaine con possibile amianto e strutture in piombo durante i lavori di ristrutturazione. Alla scoperta il cantiere è stato immediatamente interrotto per avviare  l’iter di bonifica. Il ritorno alla normalità era previsto per settembre 2025, ma il tutto, al momento, verrebbe procrastinato a novembre.
Il servizio docce è stato trasferito temporaneamente al centro CH4 in via Trofarello. Tuttavia gli accessi sono notevolmente diminuiti.
Per chi necessitasse del servizio doccia può ususfruire di tre centri: in via Agliè, via Bianzè e via Vanchiglia. Oltre al bagno pubblico di via Luserna.
Una volta terminati i lavori, i bagni pubblici di via Tepice offriranno ben otto docce, oltre al rinnovamento della struttura ed un nuovo impianto di riscaldamento dell’acqua.

Fonte: Torino Oggi

Bellinzona (Svizzera) prefabbricato con amianto verrà demolito

Il prefabbricato in via Lavizzari a Bellinzona, in Svizzera, verrà abbattuto. Lo stabile, in cui sarebbe forse stata riscontrata presenza di amianto, era stato edificato nel 1968 e si trova poco distante dallo stadio Comunale. In passato è noto stato per decenni sede di scuola media fino al 2008.

Piacenza, comune già intervenuto per ex cinema Roma

A seguito di una relazione dell’Ausl del 4 giugno 2025, che segnalava un possibile deterioramento delle lastre contenenti amianto, nell’edificio dell’ex Cinema Roma, situato in Via Roma, il Comune avrebbe emesso un’ordinanza urgente.
Tuttavia il Comune di Piacenza ha chiarito di essere già intervenuto riguardo alla presenza di amianto prima ancora della segnalazione presentata il 16 giugno 2025. Lo stabile, dichiarato inagibile nel luglio 2024, sarebbe già stato oggetto di verifiche da parte dei servizi comunali e dell’Ausl di Piacenza.
L’ordinanza imporrebbe alla proprietà dell’immobile di rimuovere e smaltire l’amianto entro 60 giorni (un termine più breve dei sei mesi previsti dalle linee guida regionali). Sarebbe stato inoltre richiesto un piano di lavoro entro due settimane e l’adozione immediata di misure di sicurezza, con obbligo di comunicazione agli enti competenti per consentire i necessari controlli.

Fonte: Piacenza sera

“Ogni notizia di bonifica è fondamentale: bonificare l’amianto è un dovere morale, un atto di civiltà per le generazioni che verranno.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.