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Colonnello muore per amianto, riconosciuti diritti al figlio orfano

Ezio Bonanni, Guardia Nazionale Amianto
Ezio Bonanni

La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d’Appello dell’Aquila  riconoscendo i benefici previdenziali in quanto orfano di una vittima del dovere al figlio del colonnello Raffaele Acquafredda, ufficiale dell’Esercito Italiano. Deceduto nel 2012 all’età di 50 anni, si era ammalato di cancro al rene. Una patologia causata dall’esposizione prolungata a radiazioni e agenti cancerogeni durante le missioni.

Giustizia dopo un lungo iter legale

“In particolare, l’uomo è stato vittima della contaminazione da proiettili all’uranio impoverito, nonché dell’inalazione di fibre di amianto e polveri tossiche in contesti operativi ad alto rischio”.
Ad affermarlo è il legale della famiglia, l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto che ha affermato: “è un risultato importante, che chiude una lunga e difficile battaglia giudiziaria, restituendo dignità e giustizia a un giovane rimasto senza padre poco più che ventenne”.

Il colonnello aveva partecipato a diverse missioni internazionali

L’uomo è stato Ufficiale addetto a Sarajevo nel 1999, e successivamente impiegato in un’operazione in Kosovo come addetto all’artiglieria terrestre.

Il ribaltamento del rigetto

Il Ministero della Difesa aveva inizialmente riconosciuto il diritto solo alla vedova e alla figlia del colonnello abruzzese, escludendo il figlio superstite proprio perché, dopo la morte del padre, aveva iniziato a lavorare. Ma oggi la Suprema Corte avrebbe stabilito che non sarebbe il reddito annuale a fare prova del carico fiscale, ma la condizione effettiva al momento del decesso. Si chiude così una lunga battaglia legale.

“Dopo anni di processo, siamo riusciti a ribaltare l’originario rigetto, poi confermato in Appello, basato sul presunto mancato carico fiscale del figlio – ha dichiarato l’avvocato Ezio Bonanni – Ma abbiamo dimostrato che, al momento del decesso del padre, il giovane era ancora studente universitario e ha iniziato a lavorare solo dopo la tragedia, per necessità. Un principio innovativo, oggi finalmente riconosciuto anche in Cassazione. È stata una battaglia titanica contro la ferma opposizione del Ministero. Questa sentenza fa giurisprudenza”.

Ancora aperti due filoni giudiziari

La questione non è finita qui. Restano aperti: un ricorso al Tar per il risarcimento dei danni subiti dal colonnello e un’azione civile per i danni morali e materiali subiti dai suoi familiari.

Eternit, nuovo lutto per amianto: muore a due settimane dalla sorella

Eternit, Silvio Pagliano
Eternit

A pochi giorni di distanza dalla scomparsa della sorella minore Margherita, anche Paola Vaccarone, 66 anni, è venuta a mancare. Entrambe colpite dal mesotelioma, una delle forme più aggressive di tumore causate dall’esposizione all’amianto I funerali si sono tenuti oggi mercoledì 18 giugno alle 9:45 nella chiesa di San Domenico di Casale Monferrato. Nello stesso posto, la sera precedente si è tenuta una veglia.

Una delle tante storie sull’amianto 

La tragedia delle sorelle Vaccarone si aggiunge al lungo elenco di vittime in un territorio, quello casalese, segnato profondamente da decenni di contaminazione.

Paola, come la sorella Margherita, aveva vissuto sulla propria pelle le conseguenze di un’eredità tossica. Entrambi i genitori avevano lavorato nello stabilimento Eternit di Casale Monferrato simbolo tristemente noto della catastrofe ambientale. Anche lei aveva trascorso un breve periodo all’interno della fabbrica. La diagnosi di mesotelioma era arrivata solo pochi mesi fa, lasciando spazio a una malattia che non concede tregua.

Margherita, 61 anni, attiva nel coro “FuckCancerChoir”, era scomparsa due domeniche prima. La loro storia è un doloroso esempio di quanto l’amianto continui a colpire nonostante la messa al bando ormai più di trent’anni fa.

Il dramma delle sorelle Vaccarone non è isolato. A completare questo terribile trittico c’è anche la recente scomparsa di Paola Brera, un’altra donna ancora nel pieno della vita, anche lei uccisa dallo stesso male, nell’arco di appena due settimane.

Le storie di queste tre donne sono state raccolte dalla giornalista Silvana Mossano, che nel suo blog ha dedicato un articolo, offrendo riflessioni profonde e toccanti sulla sofferenza di una comunità che continua a pagare il prezzo di scelte industriali letali.

Eternit, procedimenti giudiziari

L’Avv. Ezio Bonanni è stato difensore di parte civile nel processo Eternit 1 fin dal 2004, data di inizio delle indagini, e ha proseguito la sua attività nel processo Eternit bis presso il Tribunale di Torino e in quello di Napoli.

L’ONA offre alle vittime di amianto un servizio di assistenza medica e assistenza legale. L’Avv.Ezio Bonanni coordina da decenni il pool di legali che accompagna le vittime dell’amianto e i loro familiari nella tutela dei loro diritti.

Bristol, condannato per contaminazione da amianto a scuola

Amianto nelle scuole, regno unito
Scuola

Un episodio verificatosi durante i lavori scolastici ha determinato la contaminazione da amianto in una scuola di Bristol, Regno Unito. Il supervisore di un cantiere A. B. 54 anni, riconosciuto colpevole per aver disperso fibre di amianto durante un intervento non autorizzato di ristrutturazione nella cucina scolastica.
La notizia è diffusa dalla BCC.

L’inconsapevolezza: rischio per la propria salute e quella degli altri

Il 13 maggio 2023, l’uomo avrebbe utilizzato una sega circolare per tagliare un pannello isolante contenente amianto, ignorando sia la presenza del materiale pericoloso sia le istruzioni specifiche. L’area contaminata è rimasta accessibile per due giorni a bambini e docenti prima che venissero attivati controlli.

La scuola ha confermato che l’uomo non aveva ricevuto la formazione obbligatoria sull’amianto, un elemento cruciale in un contesto ad alto rischio come quello edilizio. Secondo l’HSE (Health, Safety & Environment, organismo che nel Regno Unito si occupa Salute, Sicurezza e Ambiente) l’intervento doveva essere affidato esclusivamente a personale specializzato.
Il 12 giugno 2025, il tribunale di Bristol avrebbe condannato l’uomo al pagamento di 6.520 sterline. di sanzioni complessive, comprendenti una multa, le spese legali e un contributo alle vittime.

La prevenzione passa anche attraverso la formazione

L’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), ha spesso ribadito nei suoi convegni sulla sicurezza sul lavoro quanto sia importante la formazione e la consapevolezza.
“È incredibile che, nel 2025, si continui a sottovalutare un pericolo noto da decenni. E’ evidente che la strada è ancora lunga anche in termini di prevenzione” Ha affermato.

L’HSE ha rilanciato due campagne di sensibilizzazione  dal titolo “L’amianto e tu” e “È tuo dovere sapere”. Lo scopo è informare chi lavora nei settori dell’edilizia, manutenzione e demolizione sui pericoli legati all’amianto e sull’importanza di agire in sicurezza.

Parma, incendio e indagini in corso sulla presenza di amianto

incendio
incendio

Un violento incendio è divampato all’alba del 17 giugno presso Strada Nuova Naviglio a Parma. Le fiamme, scoppiate intorno alle 6:40, hanno richiesto l’intervento urgente di tre squadre dei Vigili del Fuoco del comando provinciale di Parma. Con il supporto di una squadra proveniente da Reggio Emilia.

L’incendio ha distrutto una vasta porzione dei capannoni industriali. La preoccupazione maggiore riguarda la possibile presenza di amianto nella copertura del tetto di uno degli edifici coinvolti nel rogo.

Non è certo che ci sia amianto, ma notevole è la preoccupazione

Le autorità stanno effettuando accertamenti specifici per determinare se l’amianto, sia stato rilasciato nell’ambiente. Il materiale cancerogeno è stato bandito in Italia dal 1992 ma è ancora presente in molte strutture industriali datate. Questo rappresenta un potenziale pericolo sia per i lavoratori che per l’ambiente in caso di incidenti.

Il possibile pericolo ha provocato forti preoccupazioni. Infatti l’asbesto, come più volte ribadito dall’Osservatorio Nazionale Amianto se inalato sotto forma di fibre disperse nell’aria, può causare gravissime patologie.

Il rischio connesso a un incendio che coinvolge strutture contenenti amianto è duplice. Da un lato la dispersione di fibre nell’aria durante il rogo stesso. Dall’altro la contaminazione del suolo e dei materiali circostanti, che potrebbe rendere necessario un intervento di bonifica ambientale su larga scala.

Tecnici al lavoro per le verifiche

I tecnici dell’Arpae (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale dell’Emilia-Romagna) sono stati allertati per effettuare i rilievi atmosferici e valutare l’eventuale impatto sulla salute pubblica. Anche il Comune di Parma segue l’evolversi della situazione, pronto a intervenire con ordinanze specifiche qualora si confermassero pericoli per i residenti nelle aree limitrofe.

Al momento non abbiamo aggiornamenti dalla Usl di riferimento.

Si attendono comunicazioni soprattutto in merito agli esiti dei controlli ambientali e alla conferma, o esclusione, della presenza di amianto tra i materiali compromessi dal rogo.

Fonte: Sky Tg24 

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Usa, Trump: possibile stop bando amianto preoccupa tutti

trump, usa
Trump (ph Wikipedia Commons)

Una decisione dell’amministrazione Trump sta suscitando forte allarme tra esperti di salute pubblica e associazioni ambientaliste negli Stati Uniti. Il governo ha infatti annunciato l’intenzione di riesaminare la norma che vieta l’uso del crisotilo, una forma di amianto. Tale revisione, depositata in un documento ufficiale presso la Corte d’Appello, potrebbe sospendere l’applicazione del bando per oltre due anni.
A dichiararlo è il New York Times.

Crisotilo, amianto usato fino al 2024 negli USA

La sostanza al centro del dibattito è il crisotilo. Noto anche come “amianto bianco”, un minerale altamente cancerogeno vietato in oltre 50 Paesi del mondo per la sua comprovata correlazione con il mesotelioma e il tumore polmonare. Nonostante i suoi gravi rischi per la salute, il crisotilo lo hanno utilizzato negli USA fino al 2024 in settori come la produzione di cloro, materiali per coperture, tessuti industriali, cemento, freni e guarnizioni.

Nel 2024, durante l’amministrazione Biden, l’Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA) aveva approvato un provvedimento che ne vietava l’importazione, la fabbricazione e l’utilizzo, rappresentando il primo vero freno legislativo all’amianto da quasi un decennio. Tuttavia, la normativa prevedeva un periodo di transizione fino a 12 anni per alcuni settori industriali.

L’ombra di un ripensamento pericoloso e la resistenza

Ora però, secondo quanto dichiarato dall’EPA, il provvedimento verrà riesaminato, con tempi stimati in circa 30 mesi. La revisione riguarderà in particolare il divieto sull’uso dell’amianto nella produzione di cloro e l’installazione di guarnizioni contenenti amianto in impianti chimici.

“La sospensione di questo bando rappresenta un pericoloso passo indietro che metterà nuovamente in pericolo vite umane”. Ha dichiarato Linda Reinstein, presidente e cofondatrice dell’Asbestos Disease Awareness Organization. L’associazione ha già annunciato che si opporrà legalmente alla decisione dell’EPA e chiederà alla Corte d’Appello di non sospendere l’efficacia della norma del 2024.

La loro presenza in vecchi edifici, spesso coinvolti in incendi come quelli devastanti in California, rappresenta un ulteriore pericolo per vigili del fuoco e squadre di soccorso.

È stimato che, solo negli Stati Uniti, provoca circa 40.000 decessi ogni anno.

“Chi lotta da anni contro l’uso dell’amianto vede in questa possibile mossa un’inaccettabile ritorno al passato che rischia di avere conseguenze tragiche sulla salute pubblica.” Ha affermato l’avv. Ezio Bonanni, presidente in Italia dell’Osservatorio Nazionale Amianto.