18.8 C
Rome
domenica, Maggio 3, 2026
Home Blog Page 85

“Attenzione all’amianto” campagna di sensibilizzazione a Trapani

Attenzione all'Amianto Trapani
locandina della campagna di Trapani "Attenzione all'Amianto"

E’ iniziata una nuova campagna informativa a Trapani per combattere la fibra killer.
Ad avviare il progetto dal titolo “Attenzione all’Amianto”, è l’Azienda Sanitaria Provinciale informativa (ASP). Promossa mediante o il Dipartimento di Prevenzione. L’iniziativa rientra nel Piano Regionale di Prevenzione 2020-2025 dell’Assessorato alla Salute della Regione Siciliana.

L’amianto è una minaccia costante

Sebbene l’amianto sia stato bandito in Italia nel 1992 con la legge 257, è ancora diffuso in molte strutture. “Ci sono almeno 40 milioni di tonnellate di amianto in Italia” ha spesso ribadito l’Avv. Ezio Bonanni, presidente di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto.
Possiamo infatti trovarlo dentro numerose strutture soprattutto se costruiti dagli anni 60 a 90.
“Esistono tante malattie asbesto correlate come il mesotelioma  e vari tipi di cancro. Oltre a quello del polmone, esistono evidenze che collegano la pericolosa sostanza anche al tumore della laringe e faringe, del colon retto, le ovaie. Connesse altre patologie come l’asbestosi e gli inspessimenti polmonari” ha continuato Bonanni.

Rivolgersi solo agli esperti

Mediante locandine, banner e materiali informativi la campagna invita le persone ad astenersi ad entrare in contatto con il materiale in caso di sospetta presenza di amianto e di rivolgersi soltanto ad esperti.

Per ricevere ulteriori informazioni o segnalare situazioni a rischio, è possibile contattare l’U.O.C. Tutela della Salute e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPRESAL) dell’ASP Trapani, ai seguenti recapiti: Telefono: 0923.543022; Email: spresal@asptrapani.it.

ONA – Osservatorio Nazionale Amianto e la Guardia Nazionale

Oltre all’iniziativa di Trapani, segnaliamo che attraverso la Guardia Nazionale Amianto è possibile segnalare i luoghi in cui c’è presenza di asbesto e inviarla alle autorità competenti.

L’ONA fornisce assistenza tecnica ai proprietari di immobili con tetti in amianto e tetti in eternit o, comunque, in prossimità di siti contaminati, per la bonifica, assistenza medica e legale per esposizione ambientale. La segnalazione avviene attraverso la pagina Segnalazioni. Quindi, è possibile fare una denuncia anonima. In conclusione, la segnalazione sarà presa in carico dagli amministratori della piattaforma per iniziare la procedura di analisi ed eventualmente di bonifica e inertizzazione.

È possibile avere maggiori informazioni chiamando il numero verde 800.034.294

 

Amianto, screening a Trieste: controlli gratis per gli ex esposti

screening polmone

A dieci anni dalla sua istituzione, la Conferenza regionale sull’amianto del Friuli Venezia Giulia ha fatto il punto sui risultati ottenuti e sulle criticità ancora da affrontare.
Secondo quanto emerso durante la conferenza, tra gli uomini si registra una modesta diminuzione dei casi (-2,2%), ma preoccupa l’aumento tra le donne, che supera il 3%. Un dato che suggerisce la necessità di rafforzare le attività di sorveglianza sanitaria. Soprattutto nei confronti delle lavoratrici che, pur con esposizioni meno evidenti, risultano comunque vulnerabili.

Parte il progetto pilota per la diagnosi precoce a Trieste

Nel corso dell’evento è stato illustrato un nuovo programma promosso dal Ministero della Salute, che coinvolge anche il Friuli Venezia Giulia. Iniziativa che punta alla diagnosi tempestiva del tumore polmonare nei soggetti a rischio. E’ rivolta a ex esposti all’amianto e fumatori, considerati le categorie più a rischio per lo sviluppo di neoplasie respiratorie.

A partire da luglio, sarà possibile aderire a uno screening gratuito mediante TAC toracica a bassa dose. Il programma si rivolge a persone residenti a Trieste. Oppure che abbiano lavorato nel capoluogo giuliano per almeno cinque anni a contatto con l’amianto.  L’età deve essere compresa tra i 55 e i 79 anni, con una storia attiva o passata di fumo.

Una risposta in una regione ad alta esposizione

Il Friuli Venezia Giulia è storicamente una delle aree italiane più esposte. In particolare per la presenza di cantieri navali e industrie pesanti concentrate lungo la fascia costiera. Trieste, in questo contesto, rappresenta uno dei principali epicentri di rischio.

L’avvio dello screening rappresenta un passo importante nella strategia di sanità pubblica, orientata non solo alla cura ma anche alla prevenzione secondaria, attraverso l’identificazione precoce delle lesioni polmonari potenzialmente maligne.

“Tutto ciò che è orientato verso la tutela della salute per gli ex esposti ad amianto è sempre positivo”, ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto.

Un centro europeo transfrontaliero dedicato al monitoraggio sanitario degli esposti all’amianto

Sempre durante la conferenza il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Diego Moretti, ha ribadito la necessità della creazione di un centro europeo transfrontaliero per il monitoraggio sanitario dell’ex esposti.
Ha inoltre evidenziato che l’iniziativa GO!2025, che vede Gorizia e Nova Gorica protagoniste come Capitale europea della Cultura, rappresenta un’opportunità significativa per realizzare progetti di cooperazione transfrontaliera anche in ambito sanitario e ambientale.

 

Amianto, il problema in Friuli Venezia Giulia

Friuli-Venezia_Giulia
Friuli Venezia Giulia (ph Wikipedia)

Circa cinquanta vittime ogni anno per patologie legate all’esposizione all’amianto in Friuli Venezia Giulia.
Il problema resta e il numero di decessi annuali legati a malattie asbesto-correlate continuano. Circa una cinquantina di persone, ogni anno, perdono la vita a causa dell’esposizione a questa sostanza.

Criticità emerse durante la Conferenza Regionale sull’Amianto

La situazione è stata al centro della Conferenza Regionale sull’Amianto tenutosi all’Auditorium della Cultura Friulana di Gorizia, dove si è discusso del tema insieme a specialisti provenienti sia dal nostro Paese che dalla Slovenia.
Sembrerebbe che il Basso Isontino, una zona ben definita del Friuli Venezia Giulia, si registrerebbe la maggiore incidenza di casi. Ciò configura l’area come il territorio più colpito, confermando le preoccupazioni degli esperti.

Le malattie asbesto correlate possono colpire anche dopo decenni

Le malattie collegate all’amianto, come il mesotelioma pleurico, vari tipi di cancro e l’asbestosi, continuano a mietere vittime anche molti anni dopo l’esposizione, a causa della lunga latenza di queste patologie.
Queste patologie possono manifestarsi anche dopo 40/50 anni dall’esposizione all’amianto” ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, durante la tramissione “Siamo Noi”, trasmessa su TV2000.

E’ fondamentale una cooperazione nazionale ed internazionale per monitorare, prevenire e affrontare in modo efficace un problema che tocca la salute pubblica su larga scala.

 

Amianto, operaio esposto ottiene giustizia, muore prima della sentenza

martello giudice
martello giudice foto Pixabay

Aveva lottato a lungo in tribunale per vedersi riconosciuti i diritti previdenziali a causa delle malattie causate dall’amianto. Solo di recente aveva ottenuto una storica sentenza favorevole, ma non ha fatto in tempo a goderne: è scomparso pochi giorni fa, a 64 anni. A dare notizia della tragedia è l’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA). L’Avv. Ezio Bonanni che definisce il caso come un esempio drammatico di “giustizia postuma: troppo tempo perso in processi”.

Una lunga esposizione all’amianto e una causa vinta troppo tardi

L’uomo, originario di Nettuno, aveva lavorato per decenni in uno stabilimento industriale di Anzio, ricoprendo ruoli operativi come carrellista e, negli ultimi anni, manutentore in vari reparti. La sua esposizione alla fibra killer è durata dal 1988 al 2002, durante la quale è entrato costantemente in contatto con materiali contenenti amianto, come guarnizioni, tubazioni, presse e rivestimenti isolanti. La sentenza ha evidenziao che il lavoratore era coinvolto direttamente nella manipolazione di questi materiali, venendo a contatto con l’asbesto in maniera costante. Nel 2019, l’uomo ha iniziato ad accusare pesanti problemi respiratori.

Un quadro di malattie asbesto correlate

Gli accertamenti clinici successivi hanno confermato una situazione grave: fibrosi polmonare, micro-noduli, torace contratto, tosse secca, enfisema e broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). Nonostante tutto ciò, sia Inail che Inps avevano inizialmente negato il riconoscimento della malattia professionale e della rivalutazione dei contributi pensionistici.

La svolta in appello: Inps condannata

In primo grado, il tribunale di Velletri aveva rigettato la richiesta del lavoratore, nonostante una consulenza tecnica che confermava il nesso causale tra la patologia e il lavoro. Solo in secondo grado, presso la Corte d’Appello di Roma, è arrivato il verdetto favorevole, purtroppo postumo. Il giudice ha stabilito che l’Inps è tenuta a rimborsare le spese processuali, pari a 5.000 euro più accessori per il primo grado e 3.500 euro per il secondo. Inoltre, viene riconosciuta la rivalutazione contributiva per tutto il periodo compreso tra febbraio 1988 e dicembre 2002.

Secondo l’ONA, “Ora, con questa nuova pronuncia, l’Inps è stata condannata a riconoscere i 14 anni di esposizione certificata con il conseguente accredito delle maggiorazioni contributive. Una decisione che avrebbe consentito finalmente al lavoratore di accedere al pensionamento anticipato, con rivalutazione economica della prestazione”.

La vedova prosegue la battaglia legale

A seguire tutto l’iter giudiziario è stato l’Avvocato Ezio Bonanni, che ha espresso il proprio rammarico per la tragica conclusione: “Una sentenza di grande rilievo giuridico, purtroppo offuscata dalla scomparsa del lavoratore che ne avrebbe dovuto beneficiare. Il lungo iter processuale e la resistenza di Inps e Inail hanno ritardato un riconoscimento che arriva solo dopo la sua morte”. Secondo l’ONA, la morte dell’operaio sarebbe “con ogni probabilità, a causa delle gravi conseguenze dell’esposizione all’amianto. Ora l’azione giudiziaria continuerà in nome della vedova, che potrebbe ottenere un aumento della pensione da 500 a 800 euro al mese, una rendita di reversibilità INAIL, oltre a un risarcimento economico per i danni subiti.

Un appello alle istituzioni

Bonanni ha rilanciato un grido : “Chiediamo, ancora una volta, la bonifica completa dei siti contaminati. Non possiamo più tollerare che si continui a morire o ad ammalarsi per colpa dell’inerzia. Ogni fibra inalata è un rischio per la vita”.

Fermare la strage d’amianto: proposte concrete dell’Avv. Bonanni (ONA)

L'Avv. Bonanni
L'Avv. Bonanni su TV2000 alla trasmissione Siamo Noi

L’amianto non è un ricordo del passato. È un killer silenzioso e persistente che, ancora oggi, provoca oltre 200.000 decessi l’anno nel mondo secondo l’OMS, con più di 7.000 morti in Italia nel solo 2024. È presente in scuole, ospedali, abitazioni e siti industriali, rendendo l’emergenza amianto una questione di salute pubblica e giustizia ambientale.
Durante la trasmissione “Siamo Noi” condotta da Gabriella Fecondo, l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), ha lanciato un forte appello: fermare la strage con un piano di bonifica urgente, concreto e strutturato.

“Si sa da un secolo che l’amianto è pericoloso, ma è stato ignorato”

Testimonianze drammatiche come quella di Don Gerardo Giacometti, che ha perso entrambi i genitori a causa del mesotelioma, mostrano come l’amianto colpisca anche chi non ha lavorato direttamente con questa sostanza letale. Il padre, impiegato nella manutenzione dei treni, era quotidianamente esposto, mentre la madre si ammalò lavando gli indumenti contaminati.
Come ha ricordato la giornalista Simonetta Lombardo, già all’inizio del ‘900 si conoscevano i pericoli dell’asbesto, ma è stato ampiamente usato fino agli anni ‘90 e in molti Paesi del mondo è ancora legale.

Le proposte di Bonanni: “Restituire il mondo alla bellezza”

L’Avvocato Bonanni non si è limitato alla denuncia. Durante la trasmissione ha illustrato proposte concrete per affrontare in modo sistemico l’emergenza amianto, riequilibrando giustizia ambientale, sostenibilità economica e salute pubblica:

  1. Defiscalizzare l’IVA sulla bonifica dell’amianto: per rendere gli interventi più accessibili a cittadini, imprese e amministrazioni.
  2. Snellire la procedura di smaltimento, evitando l’obbligo rigido del piano di lavoro. I Comuni potrebbero stipulare convenzioni con gli ordini professionali per interventi più rapidi e sicuri.
  3. Introdurre un credito di imposta per famiglie e aziende che avviano bonifiche: un incentivo fiscale che incoraggi la rimozione del materiale tossico.
  4. Investire oggi per risparmiare domani: “Lo Stato incasserebbe di meno, ma avrebbe meno spese sanitarie. Ogni euro investito in bonifica equivale a decine di euro risparmiati in cure e indennizzi.”
  5. Restituire con la bonifica il mondo alla bellezza, bonificando luoghi contaminati come la Terra dei Fuochi: “È un atto d’amore verso le nuove generazioni

Un milione di siti contaminati e una mappatura inesistente

Secondo l’ONA, in Italia esistono circa un milione tra siti e micrositi contaminati. Eppure, non esiste ancora una mappatura ufficiale. Alcune aree a Roma, come Magliana e Tiburtino e numerosi ospedali e scuole, sono in condizioni critiche. In molte scuole si è registrata la morte di oltre 160 lavoratori tra insegnanti e personale non docente.

La presenza di amianto nei condomini è altrettanto grave: cassoni dell’acqua, canne fumarie, onduline sui tetti. “Appena scoperta la presenza di amianto, l’amministratore deve attivare la procedura, anche rivolgendosi alla ASL” ha ricordato Gisella Casamassima di Anaci, l’Associazione Nazionale Amministratori Condominiali.

A oltre 30 anni dalla Legge 257/1992 che ha messo al bando l’amianto in Italia, il problema resta drammaticamente attuale. Le parole di Ezio Bonanni ricordano che la prevenzione è possibile, ma serve volontà politica e un piano nazionale di bonifica sostenuto da misure fiscali, amministrative e culturali.

Questo il link per vedere la trasmissione per intero.

“Restituire il mondo alla bellezza, restituire alla vita luoghi contaminati dalla morte: questo è il nostro compito.”Ezio Bonanni