In diverse zone del territorio di Misano Adriatico, in provincia di Rimini, sono comparsi negli ultimi giorni striscioni con messaggi fortemente critici. Le proteste sono state rivolte nei confronti del progetto di realizzazione di un nuovo deposito di amianto. Frasi come “Benvenuti ad Amiantopoli”, “No deposito amianto” e “L’amianto uccide anche i nostri diritti” esprimono il disagio e le preoccupazioni di una parte della cittadinanza.
Le affissioni , secondo una delle fonti, sarebbe stata segnalata a Misano Mare, Portoverde, Misano Monte, Santa Monica, Scacciano e nei pressi della zona dove verrebbe realizzato il deposito.
Il contesto del progetto
Il progetto in questione prevede la creazione di un deposito per lo stoccaggio temporaneo di asbesto già trattato, classificato come rifiuto pericoloso. Secondo la normativa vigente, tali impianti rientrano nella categoria degli “impianti di smaltimento e recupero di rifiuti pericolosi”, con procedure e controlli stabiliti da enti come ARPAE e AUSL.
La mobilitazione del comitato cittadino
A dare voce alla protesta è il comitato dei residenti della zona artigianale di Misano. Diversi attivisti si sarebbero mobilitati nel territorio per opporsi all’iniziativa, che non avrebbe un’approvazione da parte del Comune.
La struttura consisterebbe in una zona di circa 40 metri quadri destinata a ospitare un massimo di 50 tonnellate annue di amianto, già inertizzato e confezionato. Il materiale verrebbe poi trasportato verso altri impianti di smaltimento autorizzati.
Un contesto nazionale complesso
Il dibattito a Misano si inserisce in un quadro nazionale in cui lo smaltimento dell’amianto resta una questione critica. Proteste simili sono state registrate in questi giorni anche a Valeggio sul Mincio, in provincia di Verona. Qui un progetto per la realizzazione di una discarica di amianto è stato ufficialmente respinto.
“E’ comprensibile l’agitazione anche soltanto alla pronuncia della parola ‘amianto’. In questo scenario, il bilanciamento tra sicurezza ambientale e necessità di gestione dei materiali pericolosi richiede una pianificazione precisa e trasparente.” Ha affermato l’avv. Ezio Bonanni dell‘Osservatorio Nazionale Amianto.
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