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Amianto, news dall’Italia e dall’estero del 25.06.2025

Terra - amianto in tutto il mondo (ph Pixabay)
foto della terra vista dallo spazio

“L’uomo è l’unico essere vivente che avvelena il territorio in cui vive” affermava l’artista Domenico Pesce commentando la Terra dei Fuochi in Campania.
Le storie di abbandoni di rifiuti pericolosi, in tutto il mondo, confermano l’attitudine scevra di scrupoli di chi non ha cura della salute umana né dell’ambiente.
Tutto questo avviene nonostante le storie di persone che si ammalano di patologie asbesto correlate continuano imperterrite da ogni parte del globo.

Galles, condanna per smaltimento illecito di amianto

Secondo quanto dichiarato dalla fonte, Construction News, un costruttore, nel Galles, non avrebbe rispettato alcuna norma di sicurezza durante lo smantellamento di un tetto in amianto. Avrebbe inoltre ammesso di aver abbandonato i frammenti delle lastre con onduline in un parcheggio pubblico. Il tutto incurante del fatto di aver messo in serio pericolo non solo altre persone, ma anche sé stesso. Durante la rimozione sono anche caduti dei pezzi che hanno danneggiato le auto parcheggiate.
Si sarebbe quindi dichiarato colpevole di reato dell’Environmental Protection Act 1990 relativo allo scarico di rifiuti pericolosi.

Messina, richiesta bonifica immobile con amianto a Torre Faro

Tornando in Italia, in Sicilia, apprendiamo che i consiglieri della VI Municipalità avrebbero richiesto l’urgente messa in sicurezza di un immobile a Torre Faro che, secondo quando indicato sul sito sarebbe in disuso e con un tetto in eternit  in cattive condizioni.

Regno Unito, infermiera morta per mesotelioma, si cercano testimoni

Un’infermiera di Bolton, in Inghilterra, è morta a causa di un mesotelioma pleurico, un tumore aggressivo connesso all’esposizione all’amianto. La donna era in servizio negli anni ’60 e ’70, ma all’epoca poco si parlava dei rischi legati all’inalazione delle fibre mortali.
Oggi, la sua famiglia cerca giustizia. I parenti avrebbero lanciato un appello pubblico online per raccogliere testimonianze al fine di chiarire se, dove e come l’amianto fosse presente nella struttura sanitaria dove lavorava.
La diagnosi è arrivata molti anni dopo come purtroppo accade in quasi tutti i casi di mesotelioma. La donna ha vissuto gli ultimi mesi tra difficoltà respiratorie, dolori ed un rapido peggioramento delle sue condizioni.

ONA da decenni attiva contro l’amianto e per la tutela della salute

L’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto si batte da circa 25 anni per rappresentare e difendere cittadini e lavoratori esposti ad amianto e altri cancerogeni. Sostiene la necessità della bonifica come metodo valido per azzerare il rischio di ammalarsi.  Per contattare ONA  basta chiamare il numero verde 800 034 294.

 

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Applicazione ADR 2025 da lugio: trasporto merci pericolose e amianto

discarica, immagine generica
discarica, immagine generica (Pixabay)

L’ADR 2025, l’accordo europeo relativo al trasporto internazionale di merci pericolose su strada, è entrato in vigore il 1° gennaio 2025, con piena applicazione dal 1° luglio 2025.

Il documento coinvolge sia gli autotrasportatori che le aziende che si occupano di movimentazione di sostanze e rifiuti pericolosi, tra cui anche l’amianto.
Le imprese devono adattarsi in tempo per evitare impedimenti e sanzioni.

Cos’è l’ADR 

L’acronimo sta per “Accord Dangereuses Route”. Si tratta di accordo sancito ufficialmente nel 1957 a Ginevra sotto l’egida della Commissione Economica per l’Europa dell’ONU (UNECE). Entrato in vigore nel 1968, in Italia è stato ratificato nel 1962 con la legge 1839 del 1962.
Viene aggiornato ogni due anni in vista del progresso tecnico scientifico e rettifiche giuridiche dei Paesi partecipanti. L’obiettivo è permettere una struttura di regole di imballaggio, movimentazione e trasporto che possano garantire la maggior sicurezza possibile per individui e ambiente.

Alcune novità dall’ADR 2025 relative all’amianto

All’interno si trovano anche indicazioni riguardanti l’autorizzazione e regole del trasporto e spedizione alla rinfusa di rifiuti in amianto.
I rifiuti contenenti amianto, quando trasportati, devono essere accompagnati da un documento di trasporto che riporti la dicitura “trasporto secondo la disposizione speciale 678” .
Tra le condizioni vi sono quelle relative all’utilizzo di big-bags.
Si tratta di grandi sacchi omologati in polipropilene, progettati per il contenimento e il trasporto sicuro dell’amianto e di altri rifiuti pericolosi. Sono dotati di liner interno (solitamente in LDPE) per impedire la dispersione delle fibre di amianto e sono conformi a normative specifiche.
I rifiuti potranno essere trasportati solo dal sito in cui tali rifiuti sono generati a un impianto di smaltimento definitivo. Non potranno essere mescolati o caricati con altri rifiuti contenenti amianto né con altri rifiuti di qualsiasi tipo.
Il documento di trasporto dovrà contenere, oltre al numero ONU e la descrizione del tipo di rifiuti, la dicitura “trasporto secondo la disposizione speciale 768”.

Non solo amianto

L’ADR ha inoltre aggiornato le indicazioni sul trasporto di batterie al litio danneggiate, vi sono nuove regole su piombo e miscele ambientali, cisterne e contenitori.
E’ semplificato il trasporto delle vernici e vi sono nuove istruzioni per l’imballaggio dei rifiuti. Il decreto riguarda anche l’obbligo di formazione e l’imposizione di avere a bordo le istruzioni di trasporto in formato cartaceo.

Agli sgoccioli la fase transitoria

La fase di assestamento finisce il 30 giugno 2025. Dal primo luglio chi non sarà in regola rischierà sanzioni amministrative e penali.

Le indicazioni nel presente articolo sono solo generali. Pertanto invitiamo i soggetti interessati ad approfondire l’accordo sul sito di UNECE. Qui è possibile leggere l’accordo in inglese, russo e francese.

Latina, mostra “Cimeli del calcio” del Museo Giannini, partecipa l’ONA

Mostra "cimeli del calcio"
Mostra "cimeli del calcio"

Mostra al Museo Giannini di Latina, presente l’ONA

Una esposizione che conduce verso un viaggio appassionante che attraversa la storia del calcio. La mostra raccoglie oggetti rari, ricordi impossibili da cancellare e vere testimonianze.

Celebrazione dello sport per eccellenza che unisce generazioni, valori e momenti indelebili.

La mostra “Cimeli del calcio” si svolgerà a Latina dal 18 al 25 giugno 2025 dalle ore 17 alle ore 20, presso il Museo Giannini in via Oberdan 13/A.

Organizzata da International Football Museum; Libertas Provinciale Roma; Panathlon International Club Latina. Partecipa anche l’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto e il CONI Fair Play Nazionale.

Oltre all’esposizione, sono previsti interventi degli organizzatori e relativi partecipanti. Non mancherà quindi un momento dedicato alle premiazioni a cura dell’AIAC Latina – Associazione Italiana Allenatori Calcio.

ONA e i valori morali e storici che uniscono vita sportiva ed etica

“Tra i vari cimeli preziosi ci sono addirittura palloni, scarpini e foto relative ai mondiali di calcio dal 1934 in poi”. Ha dichiarato Iardino Nunzio, referente calcio Libertas Provinciale Roma.

“L’esposizione “Cimeli dal calcio” è una mostra necessaria, legata ad uno sport tanto amato dagli italiani. Un’occasione ulteriore per portare avanti i valori del Fair Play di lealtà, etica e rispetto.”
Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA -Osservatorio nazionale AMianto e primo degli eletti del Consiglio Direttivo Nazionale del Comitato Nazionale Italiano Fair Play.

Amianto. Ex tecnico malato: dopo 31 anni giustizia è stata fatta

amianto, Avv. Ezio Bonanni, esposto
Avv. Ezio Bonanni

Dopo una lunga battaglia legale, un ex tecnico di Telecom Italia ha ottenuto il riconoscimento della malattia professionale causata dall’esposizione all’amianto. A 82 anni, il Tribunale del Lavoro di Bari ha disposto il pagamento di una rendita mensile da parte dell’Inail.

Esposto all’amianto per oltre tre decenni

L’ex lavoratore ha prestato servizio per 31 anni nella sede di Telecom Italia a Bari, a pochi metri dall’ex stabilimento Fibronit, noto per la produzione di manufatti in cemento-amianto. La sua attività prevedeva il coordinamento tecnico e il collaudo della rete telefonica.

Diagnosi di placche pleuriche

La diagnosi, arrivata in età avanzata, ha confermato la presenza di placche pleuriche calcifiche bilaterali, patologia generalmente collegata all’inalazione di fibre di asbesto. Durante gli anni di servizio, secondo quanto dichiarato, l’uomo avrebbe utilizzato anche un telo ignifugo contenente crisotilo.

Il ruolo dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Dopo il rifiuto iniziale nel 2020, l’uomo si è rivolto all’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che ha seguito il caso in tribunale.

Bonanni ha dichiarato:
“È importante garantire piena tutela della salute e del diritto al risarcimento per chi è stato esposto a sostanze tossiche. Continueremo a sostenere le vittime nella loro battaglia per giustizia.”

Una sentenza simbolo

Il riconoscimento legale rappresenta una vittoria importante non solo per l’ex tecnico, ma anche come esempio per altre vittime dell’amianto. Il caso sottolinea la necessità di garantire sicurezza sul lavoro, tutela della salute e accesso a risarcimenti per chi ha subito esposizioni professionali.

Canada, la miniera di amianto di Cassiar: storia e bonifica

cartina del Canada
Canada (wikipedia Commons)

La miniera di amianto di Cassiar, situata nella Columbia Britannica, Canada, ha cessato le attività estrattive nel 1992. Nonostante la chiusura, il sito rimane oggetto di interventi di bonifica a causa della presenza di amianto, sostanza riconosciuta a livello internazionale come pericolosa per la salute se inalata o ingerita.

Nel 2003, la miniera è stata acquisita da un’azienda locale che ha iniziato l’estrazione di giada. La società ha assunto l’impegno di effettuare lavori di bonifica annuali, con un budget dichiarato di 50.000 dollari. Secondo fonti locali, inclusa la CBC canadese, l’azienda avrebbe incontrato ritardi nella presentazione dei piani di bonifica, ma i lavori sarebbero attualmente in corso per rispettare le normative vigenti in materia di sicurezza e ambiente.

Esposizione all’amianto e salute pubblica

L’amianto è associato a malattie respiratorie e tumori polmonari con lunghi periodi di latenza. L’avv. Ezio Bonanni dell’Osservatorio Nazionale Amianto sottolinea che “le patologie correlate all’amianto possono manifestarsi anche decenni dopo l’esposizione, fino a 40 anni di latenza”. Ex residenti e lavoratori della zona hanno riportato la presenza di polvere proveniente dalla miniera durante le attività operative.

La gestione post-estrattiva e la bonifica

Il sito minerario di Cassiar rappresenta un esempio delle sfide legate alla gestione post-estrattiva di materiali pericolosi. Autorità locali e azienda attuale dichiarano di impegnarsi per rispettare le norme di sicurezza, riducendo al minimo i rischi ambientali e sanitari.

La vicenda evidenzia l’importanza della vigilanza, della gestione responsabile dei siti contenenti amianto e della bonifica continua, a tutela della salute pubblica e dell’ambiente.

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