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Vipiteno (BZ), presunta gestione amianto non conforme in un cantiere

interno di un tubo
dentro un tubo (Foto free di PublicDomainPictures da Pixabay)

Secondo una delle fonti, in seguito a un controllo congiunto eseguito nei giorni scorsi, i Carabinieri della Compagnia di Vipiteno e gli Ispettori dell’Ufficio Gestione Rifiuti della Provincia Autonoma di Bolzano avrebbero rilevato delle criticità. Il riferimento è ala gestione di materiali potenzialmente pericolosi, probabile amianto in un cantiere edile dove sono in corso lavori di ristrutturazione su una struttura alberghiera.

Sequestro parziale del cantiere

I Carabinieri avrebbero scoperto vecchi tubi contenenti amianto emersi durante i lavori di demolizione.
A tutela della salute pubblica e dell’ambiente, è stato disposto un sequestro parziale del cantiere.
Il caso ricorda l’importanza di una gestione attenta e conforme alla legge dei materiali contenenti asbesto. Soprattutto in contesti di ristrutturazione edilizia, dove il rischio di esposizione può riguardare sia i lavoratori che i cittadini.

Le raccomandazioni di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto

“Ricordiamo che l’esposizione anche a basse dosi può comportare rischi gravi per la salute dei lavoratori e dei cittadini. L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto promuove da anni  l’applicazione rigorosa delle normative esistenti e la bonifica completa dei siti contaminati. È fondamentale che gli interventi di ristrutturazione e questo vale in linea generale, siano affidati esclusivamente a imprese specializzate”. Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni.

L’Osservatorio Nazionale Amianto rinnova l’appello di garantire l’adozione di protocolli di sicurezza adeguati in ogni fase del trattamento di materiali contenenti amianto.

Amianto, risarcimento a familiari ex dipendente di Castelbuono (PA)

digital pair play-ONA, Bonanni
L’avvocato Ezio Bonanni lotta sostenibilità e giustizia ambientale

Una sentenza del Tribunale del lavoro di Termini Imerese ha riconosciuto la natura professionale della malattia che ha colpito Giuseppe Failla. Dipendente del Comune di Castelbuono, è deceduto nel 2019 a 64 anni a causa di un mesotelioma pleurico. La decisione ha portato al riconoscimento del diritto della vedova a ricevere una rendita mensile, unitamente agli arretrati e alle maggiorazioni del Fondo vittime amianto. L’importo complessivo, secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale Amianto(ONA), si aggirerebbe intorno ai 150.000 euro.

Aveva prestato servizio per oltre 30 anni

Failla presso il Comune si occupava di attività ambientali e manutentive. In questo ambito, secondo quanto dichiarato, aveva lavorato anche nella gestione di discariche e siti contenenti rifiuti pericolosi, inclusi materiali con presenza di amianto, operando in ambienti non sempre bonificati o messi in sicurezza, dove si trovavano coperture in eternit deteriorato. Sarebbe inoltre stato incaricato di seguire direttamente interventi di classificazione e delimitazione di aree contaminate.

Nel 2018, dopo una lunga esposizione non segnalata come rischio professionale, gli venne diagnosticato un mesotelioma pleurico. La richiesta di riconoscimento da parte dell’Inail, presentata da Failla, venne inizialmente respinta. Il lavoratore è deceduto pochi mesi dopo, nel gennaio 2019.

La moglie e il figlio hanno deciso di rivolgersi alla giustizia

Assistiti dall’avvocato Ezio Bonanni  presidente dell’ONA, la causa si è basata anche sulle testimonianze degli ex colleghi. La consulenza medico-legale cha chiarito la correlazione tra le mansioni svolte e la patologia contratta.

“Questa sentenza è una vittoria della giustizia che restituisce dignità non solo a Giuseppe Failla, ma a tutte le vittime del lavoro: uomini e donne che, pur avendo servito lo Stato e le proprie comunità, sono stati dimenticati, esposti a rischi evitabili, lasciati soli davanti alla malattia e, troppo spesso, alla morte”, ha dichiarato l’Avvocato Bonanni.

“Quella di Giuseppe – prosegue il legale – è l’ennesima storia di una morte silenziosa e ingiusta: un mesotelioma causato dall’amianto lo ha strappato alla vita in pochi mesi. Ma il dolore non si è fermato alla diagnosi. Lui e la sua famiglia hanno dovuto affrontare anche il rifiuto dell’Inail. Ancora una volta, non è l’istituzione preposta a garantire giustizia, ma un tribunale. È inaccettabile”.

L’Osservatorio Nazionale Amianto continua a fornire supporto legale, medico e assistenziale alle vittime dell’amianto e ai loro familiari, in tutto il territorio nazionale.

Vittime del dovere: incontro con il Col. Carlo Calcagni

Col Calcagni Carl, elicottero mililtare
Col Calcagni Carl, elicottero mililtare

La Federazione Nazionale Volontari di Guerra di Reggio Calabria, in collaborazione con il comune di Locri e le Associazioni combattentistiche e d’Arma, organizza un incontro con il Colonnello del Ruolo d’Onore dell’Esercito Italiano Carlo Calcagni.
Si tratta di un importante appuntamento dedicato alle vittime del dovere dal titolo “Oltre il dolore dentro la vita”, che si terrà giovedì 17 luglio 2025, alle ore 19, presso la Biblioteca G. Incorpora di Palazzo Nieddu De Rio, in Locri.

Il Colonnello Carlo Calcagni, testimonianza di coraggio e resilienza 

Calcagni è una figura di spicco nel panorama italiano per il suo impegno personale e professionale nel raccontare il sacrificio delle vittime del dovere.
Nato nel 1968, il Colonnello Calcagni ha servito l’Esercito Italiano partecipando a missioni internazionali, tra cui la Bosnia-Erzegovina, dove è stato esposto all’uranio impoverito, come da sue dichiarazioni pubbliche. Questo ha avuto gravi ripercussioni sulla sua salute, portandolo a combattere contro malattie complesse tra cui la mielodisplasia e la sensibilità chimica multipla. Nonostante le difficoltà, Calcagni è diventato un simbolo di forza e determinazione, partecipando anche a competizioni di ciclismo paralimpico.
La sua storia è raccontata nel documentario “Io sono il Colonnello” di Michelangelo Gratton, testimonianza del suo percorso di lotta e speranza.

Un impegno condiviso per le Vittime del dovere

L’evento si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso chi ha sacrificato la propria salute e la vita per il bene comune.
Grazie al racconto diretto di protagonisti come Carlo Calcagni, cresce la consapevolezza sull’importanza di riconoscere, tutelare e onorare le Vittime del dovere.

“Rivolgo il mio più sentito augurio per questo importante momento di testimonianza e riflessione. La presenza del Colonnello Carlo Calcagni è esempio vivente di coraggio e amore per la vita. Come ONA siamo al fianco di tutte le Vittime del dovere, affinché nessun sacrificio venga dimenticato e ogni storia di sofferenza possa trasformarsi in forza collettiva e impegno per la giustizia.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA.

Col. Carlo Calcagni
Locandina evento con Carlo Calcagni

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Amianto, notizie internazionali: Regno Unito, USA, Brasile

bandiere di tutto il mondo, amianto
Bandiere (Foto free da Foto di Maik da Pixabay)

Belfast, emergenza per falò vicino a sottostazione con amianto

Nel sud di Belfast dichiarato lo stato di emergenza in vista dell’accensione di un falò previsto per venerdì 11 luglio. Il fuoco fa parte delle tradizionali celebrazioni in Irlanda del Nord per commemorare la ricorrenza delle vittoria del re protestante Guglielmo d’Orange sul cattolico Giacomo II, nella battaglia del Boyne del 1690.
Le fiamme verranno accese vicino ad una sottostazione elettrica che alimenta gli ospedali vicini. Ciò ha destato serie preoccupazioni sulla sicurezza della rete elettrica. Inoltre, segnalata la possibile presenza di amianto nell’area, ed un nastro è affisso davanti al sito.
Proseguono i colloqui con le autorità locali e i rappresentanti della comunità per la messa in sicurezza.

Passo indietro di Trump sull’amianto

L’amministrazione Trump ha deciso di non portare avanti il progetto di legge che avrebbe modificato il bando sull’amianto del tipo crisotilo negli Stati Uniti. Proibito in più di 50 nazioni per la sua correlazione con gravi malattie come il tumore dei polmoni e il mesotelioma.
Il divieto, introdotto sotto la presidenza Biden, costituisce una conquista importante per gli attivisti che da anni chiedono lo stop completo all’uso del minerale altamente pericoloso per la salute. Lo scorso mese, l’amministrazione Trump aveva annunciato l’intenzione di rivedere questa misura (vedi il link).
Tuttavia, lunedì sera, l’EPA (Agenzia per la Protezione dell’Ambiente) ha comunicato che è stato fatto un passo indietro.

Brasile, dall’amianto alle “terre rare”

Minaçu, una cittadina brasiliana un tempo nota per la sua miniera di amianto, sta ora puntando a diventare protagonista nell’estrazione delle “terre rare”. Queste ultime sono materiali essenziali per nuove tecnologie. La Cina domina da anni questo mercato, controllando gran parte della produzione mondiale dei supermagneti. Tuttavia, le recenti restrizioni all’esportazione imposte da Pechino hanno messo in allarme il mercato globale, aprendo opportunità a nuovi fornitori come il Brasile.
Minaçu, con una popolazione di 27.000 abitanti, in passato era fortemente legata alla produzione di amianto, messo al bando nel 2017 in Brasile.
La speranza è che le terre rare possano rilanciare l’economia, ma restano dubbi sull’impatto ambientale e sanitario. Il futuro di Minaçu dipende ora dalla capacità del Brasile di creare un’industria che vada oltre l’estrazione e includa anche raffinazione, tecnologia e soddisfi la domanda interna.

ONA News: amianto, intervista di Luigi Abbate all’Avv. Ezio Bonanni

Abbate e Bonanni
Abbate e Bonanni

Una nuova puntata su ONA News. Il giornalista Luigi Abbate intervista ancora una volta l’Avv. Ezio Bonanni – Presidente di ONA- Osservatorio Nazionale Amianto.
Nelle scorse puntate si è affrontato il tema del  riconoscimento delle vittime del dovere per esposizione ad amianto relativamente ai dipendenti delle forze armate.

Il confronto su sentenze storiche riguardanti l’amianto

Il riferimento è a diverse sentenze relativamente al riconoscimento di casi di patologia asbesto correlate in alcuni tecnici Telecom (ex Sip).

Dal 2014 circa, l’Osservatorio ha seguito circa 16 casi di diverse persone che avevano prestato servizio in Telecom. Secondo quanto dichiarato da Bonanni, le malattie riscontrate sono diverse: tumore polmonare, mesotelioma e placche pleuriche.

Uno di questi aveva lavorato anni per 31 anni come assistente tecnico nella sede di Bari  in ambienti contaminati dall’amianto, senza utilizzare dispositivi di protezione. Un’esposizione che ha provocato placche pleuriche calcifiche bilaterali. Un altro, Piero Defendini, morì invece di mesotelioma.

“Dove c’è amianto c’è malattia e morte. E’ un big killer che coinvolge in maniera trasversale vittime del dovere e civili in diversi settori. Purtroppo in passato questo minerale è stato usato in maniera anche eccessiva e senza adeguate misure di sicurezza. Del resto l’amianto è stato messo al bando solo nel 1992. Più che altro è la mancata informazione e
formazione, e la mancata protezione a determinare una più o meno elevata esposizione”. Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni.

 

Altri casi, stessa azienda

Un “notevole margine di dubbio sul nesso di causalità tra la presenza di amianto nella centrale e l’insorgenza degli ispessimenti pleurici” nei tre lavoratori, l’assenza di una malattia “penalmente rilevante ai fini dell’integrazione del reato”, ma anche il fatto che lo stesso reato ipotizzato “è da considerarsi ormai ampiamente prescritto”: circostanze che fanno ritenere “ragionevolmente improbabile la condanna degli indagati all’esito di un futuro processo”. Con queste motivazioni, la Procura ha chiesto per la quarta volta nell’arco di otto anni l’archiviazione dell’inchiesta sulla presunta esposizione all’amianto di tre lavoratori Telecom operanti nella centrale di Corso Nazionale. Una vicenda lunga ormai otto anni: il primo esposto sulla vicenda risale agli inizi del 2018.

Da allora, una lunga contesa, con la Procura che per tre volte, ritenendo che gli elementi raccolti non fossero sufficienti a sostenere l’accusa in un possibile processo, ha chiesto l’archiviazione delle indagini. L’ultima parola spetterà al giudice per le indagini preliminari, che potrà definitivamente chiudere la vicenda oppure, per la quarta volta, restituire gli atti alla procura al fine di svolgere nuove indagini.

Fonte: La Nazione