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Amianto e gestione rifiuti: i casi di Lavis (TN) e Frosinone

lavis
Immagine esclusivamente decorativa (Foto free di Mustafa akın su Unsplash)

Interrogazione per la sicurezza ambientale

Nel Comune di Lavis, in provincia di Trento, risulterebbero censite 25 coperture contenenti amianto. Tuttavia, secondo quanto dichiarato, non si tratterebbe di situazioni considerate pericolose nell’immediato.
La questione sarebbe stata discussa in consiglio comunale a seguito di un’interrogazione del consigliere Ivan Michelon, che ha richiamato l’attenzione sul tema della sicurezza ambientale.

Il sindaco Luca Paolazzi, sulla base delle verifiche dell’ufficio tecnico e della polizia locale, ha precisato che dal 2015 al 2024 sarebbero state eseguite 37 bonifiche con rimozione definitiva e 2 interventi con incapsulamento. Attualmente le coperture censite rientrano nella categoria di monitoraggio.

Negli ultimi anni sarebbero stati eseguiti diversi sopralluoghi e interventi di bonifica, tra cui la rimozione di materiale rinvenuto durante lavori stradali, la messa in sicurezza di coperture danneggiate da incendi e verifiche sull’ottemperanza delle ordinanze.

Frosinone: l’importanza della segnalazione dei cittadini

Il dottor Giovambattista Martino, presidente di Fare Verde Frosinone e capogruppo consiliare di FutuRa, ha sottolineato di dare priorità alla salute e all’ambiente nel guidare ogni scelta amministrativa.

A Frosinone le segnalazioni di cittadini e associazioni hanno contribuito a portare all’attenzione delle istituzioni situazioni critiche e a promuovere eventuali interventi di bonifica.

Martino ha annunciato l’avvio di una campagna con l’obiettivo di censire le aree a rischio amianto e accelerare le procedure di bonifica grazie ai fondi disponibili. Nonostante il bando del 199 in Italia, come spesso segnalato dallAvv. Ezio Bonanni dell’Osservatorio Nazionale Amianto,  l’asbesto continua a essere un serio problema sanitario. Infatti  provoca migliaia di decessi l’anno legati a patologie come il mesotelioma e il cancro al polmone.

Amianto e rifiuti: una priorità per le comunità

Censimenti aggiornati, bonifiche e campagne di sensibilizzazione sono strumenti fondamentali per ridurre i rischi e restituire sicurezza ai territori.

La sfida, oggi, è coniugare ambiente, salute e responsabilità amministrativa, in un percorso che richiede la collaborazione tra enti locali, cittadini e associazioni.

Fonte: il T Quotidiano e Frosinone News

Le notizie e le informazioni pubblicate sono raccolte da fonti web e sono presentate a puro scopo informativo.

Mesotelioma, Luigi Abbate intervista l’Avv. Ezio Bonanni (VIDEO)

Avv. Ezio Bonanni
Avv. Ezio Bonanni

Una nuova intervista del giornalista Luigi Abbate all’avv. Ezio Bonanni sul mesotelioma, malattia asbesto correlata.

Definito il “male dei mali” connesso all’amianto, il mesotelioma pleurico ha colpito numerose vittime. Diverse le sentenze che hanno riconosciuto il collegamento tra l’esposizione alla pericolosa fibra e la patologia.

Le dichiarazioni dell’avvocato

“Alcuni esempi di mesotelioma li abbiamo ritrovati nella Marina militare, tra cui motoristi e meccanici navali che hanno svolto servizio in passato tra gli anni 90 e duemila.
Altri casi hanno riguardato l’ambito scolastico e ospedaliero. Altri ancora le Ferrovie, l’ex Ilva. Un caso emblematico fu quello della Fibronit, che produceva manufatti in cemento amianto*.
Voglio inoltre sottolineare che, in linea generale, esistono dal punto di vista medico varie tipologie di mesotelioma. Il 94% dei casi  è rappresentato dal pleurico. Circa il 4%  dal mesotelioma peritoneale ossia la tunica che avvolge lo stomaco, l’1% pericardico ed un altro 1% della tunica vaginale del testicolo”.
Ha affermato l’avv. Ezio Bonanni, presidente di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto.

L’appello dell’avv. Ezio Bonanni

Durante il confronto sono emerse alcune proposte concrete da parte dell’avv. Ezio Bonanni:

  • bonifica come strumento principe contro l’amianto;
  • potenziamento del Sistema Sanitario Nazionale;
  • creazione di ulteriori centri per la cura del mesotelioma;
  • tutela legale, medica, psicologica delle vittime e dei famigliari.

Qui di seguito la videointervista completa su ONA News.

Le dichiarazioni si basano su sentenze legali.

Possibile amianto e segnalazioni urbane: richiesti controlli

Foto esclusivamente decorativa, fibra amianto
Foto esclusivamente decorativa, amianto rovinato

San Marcellino (CE): sospesi i lavori in un cantiere

A San Marcellino, in provincia di Caserta, è stata disposta la sospensione temporanea dei lavori in un cantiere edile. Ciò è avvenuto dopo un sopralluogo tecnico che avrebbe rilevato criticità legate alla gestione dei materiali da costruzione.
Secondo quanto riportato, all’interno dell’area sarebbero state rinvenute sospette coperture in cemento-amianto.

Il provvedimento comunale prevede lo stop delle attività e la comunicazione della situazione agli enti competenti. Sono infatti questi ultimi che avranno il compito di verificare l’osservanza della normativa edilizia e ambientale.
La decisione rientra nelle misure precauzionali a tutela della salute pubblica e dell’ambiente, in attesa degli accertamenti ufficiali da parte delle autorità.

Torricella Sicura: richiesta di bonifica amianto in un’area pubblica

Parallelamente, a Torricella Sicura in provincia di Teramo, è emersa una segnalazione sullo stato ambientale in una zona comunale nei pressi di una palestra e di alcuni moduli abitativi provvisori.
Secondo le comunicazioni raccolte, l’area presenterebbe rifiuti abbandonati di vario genere e una struttura con sospetta copertura in amianto.

Il consigliere comunale di opposizione Iwan Brandimarte avrebbe rivolto un appello al Sindaco e agli uffici competenti per smaltimento dei rifiuti e l’eventuale messa in sicurezza della copertura.

Brandimarte ha sottolineato che la segnalazione nasce esclusivamente dall’ascolto dei cittadini e che sarà compito delle autorità preposte effettuare le verifiche tecniche e adottare gli eventuali provvedimenti.

“Le vicende evidenziano, se confermate, quanto sia fondamentale una costante collaborazione tra enti locali, autorità sanitarie e cittadini per garantire tutela dell’ambiente e sicurezza delle comunità.” Ha affermato l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Si avvisa che le informazioni riportate potrebbero essere soggette a cambiamenti. 

 

 

Addio all’avv. Alessandro Pucci: uomo di giustizia, cultura e comunità

Alessandro Pucci, avvocato (foto Facebook)
Alessandro Pucci, avvocato (foto Facebook)

La comunità di Maenza e Roccagorga piange la scomparsa di Sandro Pucci, avvocato stimato, ex sindaco e figura di spicco della vita culturale e civica del territorio. Si è spento a 73 anni presso l’ospedale Dono di Dio di Formia, a seguito di complicazioni cliniche che lo avevano colpito nei giorni scorsi.

Una vita tra giustizia, politica e cultura

Alessandro Pucci non è stato soltanto un avvocato, ma un punto di riferimento per generazioni di cittadini. La sua carriera politica lo aveva visto sindaco di Maenza per due mandati, dal 1985 al 1995, durante i quali furono portate avanti iniziative importanti per il borgo, tra cui la costruzione dell’Ostello della Gioventù.

Parallelamente alla sua professione forense, Pucci aveva coltivato un’instancabile passione per la ricerca storica, la scrittura e la diffusione culturale. Era autore di numerosi testi dedicati alla memoria e all’identità locale e amava promuovere incontri letterari, presentazioni e dibattiti pubblici. Il suo impegno non era mai fine a sé stesso: la cultura per lui era condivisione, occasione di crescita collettiva e strumento di coesione sociale.

Il ricordo di Ezio Bonanni, una voce amica

In queste ore, sono in tanti a ricordare Alessandro Pucci non solo come professionista e amministratore, ma come uomo vicino alle persone e alle battaglie civili.

Un ricordo particolarmente toccante arriva dall’avvocato Ezio Bonanni, che ha voluto dedicargli queste parole:

“Ciao Sandro,
ci siamo sentiti pochi giorni fa, quando mi hai chiamato per tutelare insieme una vittima del dovere.
Mai avrei potuto immaginare che fosse l’ultima telefonata e il nostro ultimo parlare insieme dopo 40 anni di conoscenza e decenni di amicizia, stima e considerazione reciproca.
L’intera comunità, sia quella forense sia quella del paese di Maenza, ma anche di Roccagorga, nostri luoghi di origine, perde uno dei figli più sinceri e più fecondi di cultura e di impegno civico per la giustizia e per un mondo migliore.
Ricordo la presentazione del mio libro – “Lo Stato dimentica l’amianto killer” -, era il 2009.
Altre volte sei stato presente a manifestazioni di vittime dell’amianto per sostenere le vittime e anche il mio impegno.
Seguivo tutte le tue iniziative e le trovavo, e le trovo, fondamentali per un mondo migliore.”

Parole che restituiscono non solo il valore professionale di Pucci, ma anche il lato umano di un uomo che ha intrecciato amicizie profonde e autentiche.

Impegno civile e battaglie sociali

La carriera di Pucci si è intrecciata con tante cause civili e sociali. Negli anni, ha difeso i diritti dei lavoratori precari, sostenuto iniziative contro l’emarginazione e promosso azioni simboliche di forte impatto, come la panchina dedicata a Satnam Singh, giovane vittima di caporalato.

Non mancava mai alle iniziative culturali e sociali della sua comunità, dalle rievocazioni storiche ai “processi pubblici” a episodi del passato, organizzati con la collaborazione di magistrati e colleghi.

La sua passione per la Roma calcio, unita al suo amore per la giustizia e per la memoria collettiva, ne faceva una figura poliedrica e sempre presente nella vita pubblica.

I funerali e l’ultimo saluto

L’ultimo saluto ad Alessandro Pucci si terrà venerdì 22 agosto 2025, alle ore 17:30, nella chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo a Maenza.
La camera ardente sarà allestita lo stesso giorno, dalle 11:00 alle 17:00, presso l’aula consiliare del Comune, per permettere a cittadini, amici e colleghi di rendergli omaggio.

Con la scomparsa di Alessandro Pucci, Maenza perde un ex sindaco, un avvocato di valore e un uomo che ha dedicato la sua vita alla giustizia, alla memoria e alla cultura. Il suo ricordo resta vivo nelle tante battaglie combattute, nelle iniziative promosse e nelle persone che hanno avuto la fortuna di incontrarlo lungo il cammino.

Sopravvissuti alla strage Nizza, riconosciuti vittime del terrorismo

Avv. Ezio Bonanni, presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto
Avv. Ezio Bonanni, presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto

Il Tribunale di Torino ha riconosciuto due coniugi torinesi come vittime del terrorismo della strage di Nizza, dopo 9 anni di battaglia legale con l’avvocato Ezio Bonanni.

Strage di Nizza: cosa accadde il 14 luglio 2016

La notte della festa nazionale francese, la Promenade des Anglais a Nizza fu trasformata in un inferno. Un camion lanciato sulla folla spezzò 86 vite e ferì 458 persone.

Tra chi si trovava lì quella sera c’erano anche i torinesi Mauro Giuseppe Sardu e Ombretta Romanin, sopravvissuti ma segnati per sempre da quel trauma.

Una lunga battaglia legale in Italia

Mentre la Francia riconobbe subito i due coniugi come vittime del terrorismo, l’Italia seguì un percorso molto più complesso.
La coppia intraprese  un contenzioso durato quasi un decennio, guidata dall’avvocato Ezio Bonanni con il sostegno dell’Osservatorio Vittime del Dovere.

La sentenza del Tribunale di Torino

Il Tribunale di Torino, con una sentenza pubblicata lo scorso maggio e ora passata in giudicati (il Viminale non ha presentato appello), ha riconosciuto il disturbo post-traumatico da stress cronico e un’invalidità per entrambi del 43%.

La sentenza, divenuta definitiva perché il Viminale non ha presentato appello, prevede:

  • un assegno vitalizio di 500 euro,

  • un contributo mensile di 1.033 euro.

La voce delle vittime

Per Sardu e Romanin, il verdetto non è solo una vittoria giudiziaria, ma anche morale:
“Abbiamo perso i nostri progetti di vita e solo grazie a questa sentenza ci sentiamo, almeno in parte, risarciti moralmente”, hanno dichiarato, attraverso il loro legale Ezio Bonanni.

Perché questa sentenza è storica

Secondo gli esperti di diritto, il pronunciamento del Tribunale di Torino rappresenta un precedente importante.
Per la prima volta si ribadisce che lo Stato italiano deve riconoscere come vittime del terrorismo anche chi ha riportato ferite invisibili, come i traumi psicologici.

Fondamentale quindi è stato il sostegno dell’Osservatorio, che da anni lavora per dare voce e tutela alle vittime di terrorismo e criminalità organizzata.

“Questa vicenda è significativa, singolare ed unica nel panorama giurisprudenziale. Per la prima volta lo Stato italiano, in particolare il ministero dell’Interno è stato condannato al riconoscimento di vittima del terrorismo di due italiani all’estero. Il contesto della vicenda era quello del terrorismo rivendicato dall’Isis/Daesh. La sentenza rappresenta un esempio per i nostri connazionali che vivono all’estero e che subiscono attentati terroristici”. Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Vittime del dovere.

Rendere giustizia alle vittime significa riaffermare i valori democratici, proteggere la memoria e dimostrare che nessuno viene lasciato indietro.