Una nuova puntata su ONA News. Il giornalista Luigi Abbate intervista ancora una volta l’Avv. Ezio Bonanni – Presidente di ONA- Osservatorio Nazionale Amianto.
Nelle scorse puntate si è affrontato il tema del riconoscimento delle vittime del dovere per esposizione ad amianto relativamente ai dipendenti delle forze armate.
Il confronto su sentenze storiche riguardanti l’amianto
Il riferimento è a diverse sentenze relativamente al riconoscimento di casi di patologia asbesto correlate in alcuni tecnici Telecom (ex Sip).
Dal 2014 circa, l’Osservatorio ha seguito circa 16 casi di diverse persone che avevano prestato servizio in Telecom. Secondo quanto dichiarato da Bonanni, le malattie riscontrate sono diverse: tumore polmonare, mesotelioma e placche pleuriche.
Uno di questi aveva lavorato anni per 31 anni come assistente tecnico nella sede di Bari in ambienti contaminati dall’amianto, senza utilizzare dispositivi di protezione. Un’esposizione che ha provocato placche pleuriche calcifiche bilaterali. Un altro, Piero Defendini, morì invece di mesotelioma.
“Dove c’è amianto c’è malattia e morte. E’ un big killer che coinvolge in maniera trasversale vittime del dovere e civili in diversi settori. Purtroppo in passato questo minerale è stato usato in maniera anche eccessiva e senza adeguate misure di sicurezza. Del resto l’amianto è stato messo al bando solo nel 1992. Più che altro è la mancata informazione e
formazione, e la mancata protezione a determinare una più o meno elevata esposizione”. Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni.
Altri casi, stessa azienda
Un “notevole margine di dubbio sul nesso di causalità tra la presenza di amianto nella centrale e l’insorgenza degli ispessimenti pleurici” nei tre lavoratori, l’assenza di una malattia “penalmente rilevante ai fini dell’integrazione del reato”, ma anche il fatto che lo stesso reato ipotizzato “è da considerarsi ormai ampiamente prescritto”: circostanze che fanno ritenere “ragionevolmente improbabile la condanna degli indagati all’esito di un futuro processo”. Con queste motivazioni, la Procura ha chiesto per la quarta volta nell’arco di otto anni l’archiviazione dell’inchiesta sulla presunta esposizione all’amianto di tre lavoratori Telecom operanti nella centrale di Corso Nazionale. Una vicenda lunga ormai otto anni: il primo esposto sulla vicenda risale agli inizi del 2018.
Da allora, una lunga contesa, con la Procura che per tre volte, ritenendo che gli elementi raccolti non fossero sufficienti a sostenere l’accusa in un possibile processo, ha chiesto l’archiviazione delle indagini. L’ultima parola spetterà al giudice per le indagini preliminari, che potrà definitivamente chiudere la vicenda oppure, per la quarta volta, restituire gli atti alla procura al fine di svolgere nuove indagini.
Fonte: La Nazione



