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Piemonte: nuovi fondi regionali per eliminare l’amianto

Piemonte, mole antonelliana
Torino, Piemonte. Mole antonelliana

La Regione Piemonte ha annunciato l’apertura imminente di un bando pubblico finalizzato alla rimozione dell’amianto dagli immobili di proprietà di Comuni, Province e della Città Metropolitana di Torino. L’iniziativa, che sarà operativa entro la fine del mese, mette a disposizione oltre 3 milioni di euro per interventi da realizzare nel triennio 2025-2027.

Focus su edifici a rischio salute e ambiente per amianto

I fondi, pari a 3.141.000 euro, saranno destinati in via prioritaria a interventi su strutture in cui la presenza di amianto rappresenta un potenziale pericolo, accertato attraverso valutazioni tecniche basate sullo stato di degrado dei materiali e sull’esposizione.

Mappatura, tecnologia e strategia regionale

Oltre agli interventi diretti di bonifica, la Regione Piemonte continua a lavorare sulla mappatura delle aree contaminate, attività avviata nel 2004 con la collaborazione di ARPA Piemonte. Le tecnologie utilizzate includono telerilevamento satellitare e l’impiego di intelligenza artificiale, come le reti neurali.

In parallelo, è in fase di avvio anche l’aggiornamento del Piano Regionale Amianto, grazie alla recente riorganizzazione interna della struttura tecnica regionale.

I casi simbolo e il futuro

La Regione ha già contribuito in passato alla bonifica dei Siti di Interesse Nazionale (SIN). Guardando al futuro, è previsto il lancio di incentivi destinati anche agli edifici privati. Con l’obiettivo non solo di rimuovere l’amianto ma anche di favorire la produzione di energia rinnovabile, incentivando l’installazione di impianti fotovoltaici su tetti bonificati.

“Solo con la bonifica e la decontaminazione degli ambienti di vita e di lavoro dalla presenza di amianto e altri cancerogeni e agenti tossico-nocivi si tutelano l’ambiente e la salute. Ogni iniziativa che volge lo sguardo verso quella direzione è un passo ulteriore per un futuro migliore anche per le generazioni successive”. Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni presidente di Osservatorio Nazionale Amianto.

Fonte: Ansa

Amianto e cantieristica navale: intervista di Abbate all’Avv. Bonanni

Avv. Ezio Bonanni, amianto
Avv. Ezio Bonanni

L’amianto continua a essere, a distanza di decenni, un tema di grande attualità e rilevanza sociale. Nonostante il suo utilizzo sia vietato in Italia dal 1992, le conseguenze dell’esposizione pregressa continuano a manifestarsi. In particolare tra i lavoratori impiegati nel settore della cantieristica navale.

Una nuova intervista di Luigi Abbate all’Avvocato Ezio Bonanni

A porre nuovamente l’attenzione su questi casi è l’ONA- Osservatorio Nazionale Amianto guidata dall’Avvocato Ezio Bonanni, che da anni si occupa della tutela legale delle vittime dell’amianto. In particolare, l’ONA ha seguito numerosi casi che riguardano ex lavoratori impiegati nei cantieri navali. Nel video Bonanni riporta l’esempio di alcune sentenze vinte nei confronti di alcune realtà industriali.

Secondo quanto segnalato dall’ONA, l’uso dell’amianto nei cantieri navali era estremamente diffuso almeno fino ai primi anni ‘90, sia nella costruzione sia nella manutenzione delle unità navali — militari e civili.

Molti di questi cantieri, inizialmente gestiti da aziende diverse, nel tempo sono stati assorbiti da alcune società, attraverso operazioni come, ad esempio, fusioni per incorporazione. Secondo Bonanni, in alcuni casi la società incorporante può essere chiamata a rispondere anche delle responsabilità pregresse. Soprattutto quando ha assunto il controllo operativo e organizzativo del cantiere.

Un ulteriore aspetto riguarda la questione degli appalti e subappalti

L’ONA ha ottenuto nel tempo diversi successi in ambito civilistico. Con riconoscimenti risarcitori a favore di ex lavoratori o dei loro familiari. Ciò si è reso possibile anche grazie all’applicazione dell’art. 2051 del Codice Civile, che disciplina la responsabilità del custode di un bene nel caso in cui ne derivi un danno, come nel caso della disponibilità materiale di ambienti contaminati da amianto.

L’uso dell’amianto, spiega l’Avv. Bonanni, ha determinato una diffusa dispersione di fibre altamente pericolose. In molti casi non sono state adottate adeguate misure di contenimento o bonifica, nonostante le evidenze scientifiche sulla pericolosità della sostanza fossero note già da tempo.

La battaglia dell’ONA, ad oggi, continua sia sul piano giudiziario che su quello della sensibilizzazione pubblica. L’obiettivo è di garantire giustizia alle vittime, rafforzare la prevenzione e chiedere maggiore rigore nell’applicazione delle normative in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro.

Amianto e Ferrovie : intervista di Luigi Abbate all’Avv. Ezio Bonanni

L'Avv. Ezio Bonanni intervistato da Luigi Abbate
L'Avv. Ezio Bonanni intervistato da Luigi Abbate

L’amianto  continua a lasciare una lunga scia di vittime in diversi settori lavorativi. Ne ha parlato l’Avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA). In una nuova intervista rilasciata al giornalista Luigi Abbate.
L’incontro ha offerto uno spaccato delle problematiche ancora oggi connesse all’esposizione alla fibra killer nei luoghi di lavoro.
Bonanni ha ribadito come l’ONA sia da anni impegnata a 360 gradi nella difesa delle vittime dell’amianto. Siano esse impiegate in ambito pubblico o privato, comprese le Forze Armate. Dopo aver portato alla luce, nelle precedenti puntate, i casi di esposizione nell’Esercito, nei dipendenti della Marina, dell’Aeronautica e dei Carabinieri, l’attenzione si concentra ora su un altro ambito. I lavoratori delle Ferrovie dello Stato esposti in passato all’amianto.

“Anche in questo settore – ha spiegato l’Avvocato – l’amianto  si è annidato in passato pericolosamente, causando danni alla salute che in numerosi casi hanno portato a esiti fatali”.

Secondo quanto riportato da Bonanni, nonostante iniziali resistenze, sono ottenute importanti pronunce giudiziarie a favore di lavoratori ferroviari colpiti da malattie asbesto-correlate, come il mesotelioma pleurico.

È il caso, ad esempio, di un tecnico impiegato sui traghetti delle Ferrovie tra Messina e Reggio Calabria, per il quale, secondo le dichiarazioni, la responsabilità dell’esposizione all’amianto è riconosciuta già nel 2020.

Le fonti dell’esposizione

Bonanni ha richiamato l’attenzione su alcune situazioni specifiche di rischio documentate nel tempo: la presenza di amianto nei rotabili ferroviari, confermata da documenti ufficiali.

L’ONA, attraverso la guida del suo presidente, ha avviato numerose azioni legali sia per il riconoscimento delle malattie professionali che per ottenere risarcimenti per danni subiti dai lavoratori e dai loro familiari. In alcuni casi, si è riusciti anche ad ottenere lo status di vittima del dovere, una qualificazione importante che può aprire a maggiori tutele.

“È una battaglia di civiltà – ha concluso Bonanni – affinché venga riconosciuta la verità dei fatti e si garantisca giustizia a chi ha pagato con la salute o la vita il prezzo dell’amianto”.

Il tema dell’amianto resta attuale e aperto

Le testimonianze, i documenti e le sentenze finora ottenute dimostrano l’importanza di continuare l’attività di monitoraggio, informazione e sostegno legale. L’azione dell’ONA punta sia al riconoscimento delle vittime, che alla prevenzione. Un impegno che prosegue giorno dopo giorno nella tutela della salute e dei diritti dei lavoratori.

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Informazioni dell’Osservatorio Nazionale Amianto e dell’Avv. Ezio Bonanni

Regno Unito, parente di vittima amianto sostiene campagna parlamentare

Bandiera dell'Inghilterra
Bandiera inglese (Foto free di Neri Vill da Pixabay)

A giugno, nel Regno Unito, la deputata laburista di South Shields, Emma Lewell, ha fatto pressione sul governo affinché venga istituito un registro degli edifici del Regno Unito contenenti amianto e se ne pianifichi la rimozione. Suo nonno, John Henry Richardson, morì nel 1998 di asbestosi dopo aver lavorato nei cantieri navali della zona.

Il supporto di un uomo che ha subito una strage famigliare

A sostenere la campagna di Lewell è Raymond Turnbull, un uomo statunitense che ha perso la moglie, la madre, il fratello e lo zio a causa del mesotelioma.
Tutti e tre lavoravano nell’ ex stabilimento Turner and Newall di Washington, ora chiuso, che produceva prodotti contenenti amianto.
La moglie Jean, scomparve nel 2009 all’età di 62 anni. Quando era piccola, giocava con altri bambini su grandi mucchi bianchi di asbesto vicino alla fabbrica.
A renderlo noto è la BBC in un articolo.

La lotta all’amianto in Italia

In Italia punto di riferimento per la lotta contro le conseguenze di questo pericoloso materiale è l’Osservatorio Nazionale Amianto L’ associazione rappresenta e tutela tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e di altri cancerogeni. Fornisce il servizio di assistenza gratuita, tecnica, medica e legale.

“Notizie di decessi da amianto arrivano da tutto il mondo, in continuazione. E’ una tragedia costante, che attraverseremo ancora per molti, troppi anni” ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente di ONA.

Il riferimento è dato dal fatto che le patologie asbesto correlate, come il mesotelioma che ha colpito l’intera famiglia statunitense, possono manifestarsi anche dopo 40 anni dall’esposizione.

Amianto, Lombardia: per Broni (PV) richieste più risposte

amianto
amianto

Il comune di Broni, in provincia di Pavia, torna al centro del dibattito pubblico la necessità di interventi urgenti e strutturali per l’amianto. Secondo una delle fonti, il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato all’unanimità una mozione per sollecitare il presidente Attilio Fontana e la sua Giunta ad attivarsi affinché la prossima Conferenza governativa sull’amianto si svolga proprio nella cittadina sede dell’ex stabilimento Fibronit.

Servono iniziative concrete per accelerare la rimozione dell’amianto

“La Regione è ferma, servono risorse”, ha dichiarato il consigliere regionale Simone Negri, commentando l’approvazione della mozione. “Non potevamo che approvare una mozione che finalmente solleva il caso di Broni – ha aggiunto –, dopo che da anni Regione è ferma sui provvedimenti che possano andare nella direzione della rimozione dell’amianto in Lombardia, presente ancora in quantità spaventose”.

La richiesta di maggiore attenzione non si limita al solo caso di Broni. Anche altre realtà lombarde, come Brescia, vivono situazioni critiche in relazione alla presenza di amianto.

Da  Il Giorno: “Quale luogo migliore per una conferenza nazionale sul tema?” si è domandato ancora Negri in aula. “Ma questa mozione è importante anche perché porta la questione dell’amianto in aula. L’ultima relazione al Consiglio risale al 2024, ma contiene dati riferiti al 2022-2023 e sono allarmanti: in Lombardia insistono 180mila manufatti in amianto in proprietà private e 27mila, di cui il 10% friabile, in edifici pubblici. Una situazione preoccupante che richiede interventi e un’attenzione che oggi Regione non ha”.

Nel 2022, furono assolti due imputati dell’ex Fibronit di Broni, accusati di omicidio colposo. Le morti erano legate all’asbesto.