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venerdì, Maggio 1, 2026
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Corea del Sud: proteste civiche per eliminare l’amianto

Lato sbagliato
cartello con su scritto: wrong side up! Lato sbagliato

Con l’elezione di Lee Jae Myung alla guida della Corea del Sud, gruppi autonomi hanno dato il via ad una serie di manifestazioni settimanali nella capitale Seoul. Le proteste mirano ad attirare l’attenzione su diverse crisi ambientali e sanitarie, tra cui la presenza di amianto in edifici pubblici e lo scarico di acque inquinate dalle dispersioni nucleari di Fukushima.

Decontaminazione delle scuole entro il 2027

Negli ultimi anni, la Corea ha fatto passi avanti concreti nell’affrontare le bonifiche dell’amianto, specialmente nelle scuole. Sebbene il divieto dell’amianto sia arrivato più tardi rispetto ad altri Paesi dell’OCSE, il governo coreano ha accelerato il processo, diventando un modello internazionale. Entro il 2027, l’intero sistema scolastico sarà bonificato dal pericoloso materiale. Questa iniziativa ha attirato l’interesse anche del Giappone: una delegazione di avvocati giapponesi è attesa in Corea per studiare le pratiche messe in campo.

Proteste a Seoul: i cittadini chiedono più impegno

Gli attivisti hanno espresso preoccupazione per la scarsa vigilanza sulle operazioni di rimozione dell’amianto. Secondo le associazioni presenti, non tutti gli operatori avrebbero rispettato le norme previste e il subappalto non autorizzato resta una pratica diffusa, mettendo a rischio lavoratori e cittadini.

Inoltre, il Paese conta circa 950.000 edifici ancora dotati di coperture in cemento-amianto, soprattutto in aree rurali. A questi si aggiungono le regioni dove l’amianto è presente naturalmente nel suolo, e che necessitano di gestione ambientale sicura.

Risarcimenti e tutele ancora insufficienti

Un altro nodo sollevato riguarda l’accesso limitato al fondo di compensazione per le vittime dell’amianto. Alcune categorie di persone, come chi ha sviluppato tumori legati all’amianto ma non inclusi nella legge attuale, o chi è stato esposto tramite impianti industriali, non hanno ancora ottenuto riconoscimento né sostegno adeguato. Le associazioni chiedono una revisione della normativa per includere tutti i casi.

Choi Ye-yong: “Serve un piano condiviso per una Corea più sicura”

Durante la manifestazione, Choi Ye-yong – direttore del Citizens’ Center for Environmental Health – ha ricordato il passato difficile del Presidente Lee, rimasto invalido in giovane età per un incidente sul lavoro. Ha sottolineato come lo sviluppo economico del Paese abbia avuto un costo elevato in termini di salute pubblica, e ha invitato il governo a investire nella sicurezza degli edifici, puntando anche su soluzioni moderne come pannelli solari e tecnologie pulite.

“La bonifica dell’amianto può essere un’occasione per rinnovare in sicurezza le infrastrutture del Paese. Serve un confronto aperto con la società civile per costruire insieme una Corea davvero libera dall’amianto”, ha dichiarato Choi.

Un punto di riferimento asiatico per la lotta all’amianto

Nonostante i traguardi raggiunti, la società civile coreana continua a sollecitare maggiore attenzione, equità e trasparenza nella gestione dell’eredità tossica dell’amianto. Il caso della Corea del Sud si sta rivelando un punto di riferimento per l’intera regione asiatica e per i Paesi che ancora devono completare il proprio percorso verso l’eliminazione dell’asbesto.

Le considerazioni dell’Osservatorio Nazionale Amianto

“E’ fondamentale una presa di coscienza mondiale rispetto alla pericolosità dell’amianto. I fatti in Corea del Sud sono il sintomo di un approccio consapevole rispetto all’ambiente, alla salute ed al territorio”. Ha affermato l‘Avv. Ezio Bonanni, presidente di ONA.

Fonte: International Ban Asbestos

Reggio Calabria, una nuova via dedicata alle Vittime dell’amianto

via vittime dell'amianto
una via intitolata alle Vittime dell'amianto

Una nuova via dedicata alle “Vittime dell’amianto”. E’ l’omaggio alla memoria a Reggio Calabria di chi è deceduto compiendo il proprio dovere.
La cerimonia è avvenuta all’entrata dello stabilimento Hitachi di Reggio Calabria in via Padova.

Chi era presente 

L’evento si è volto al cospetto di autorità civili, istituzionali e militari. Preziosa la presenza dei famigliari delle vittime dell’amianto e di Massimo Alampi dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Tra i rappresentanti politici il sindaco Giuseppe Falcomatà, i due vicesindaci Paolo Brunetti e Carmelo Versace, gli assessori Filippo Burrone e Carmelo Romeo, i consiglieri comunali Massimiliano Merenda e Franco Barreca.

Importante la partecipazione della garante della salute regionale, la dott.ssa Anna Maria Stanganelli.

Altra presenza illustre il generale della Brigata (Ris) della guardia di Finanza Emilio Errigo, Commissario straordinario di Governo del Sito di Interesse Nazionale di Crotone, Cassano allo Ionio e Cerchiaria di Calabria.

una via intitolata alle vittime dell’amianto – calorosa presenza

Un simbolo di pace e rinascita

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha voluto donare al Comune un ulivo: un simbolo ricco di significato che verrà piantato piantumato in ricordo dell’evento.

Nel suo intervento il delegato Ona, Massimo Alampi, dopo i consueti saluti istituzionali, ha portando i saluti dell’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto. Un gesto volto a onorare il ricordo di chi ha lavorato con questo pericoloso materiale.

Il ricordo delle vittime dell’amianto

Alampi ha ricordato i lavoratori esposti delle fabbriche, dei cantieri, delle Ferrovie, della Marina.
Vittime dell’amianto e vittime del dovere, come alcuni appartenenti alle forze dell’ordine ed ai vigili del fuoco. Questi ultimi, in particolare, indossavano fibre ignifughe composte dal pericolosissimo materiale.
Ma non solo: un momento commovente è stato dedicato anche alle mogli che lavavano le tute intrise di fibre di amianto dei mariti che tornavano a casa dopo aver lavorato a contatto con la sostanza e per questo si sono ammalate.

Il coraggio di raccontare

Indimenticabile ed impossibile non menzionare il giornalista Rai Franco Di Mare, morto nel 2024 a causa del mesotelioma pleurico, malattia asbesto correlata.
E’ stata evidenziata inoltre l’ App dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che permette ai cittadini di segnalare i luoghi contaminato anche in forma anonima.

Inceneriva fascicoli, riconosciuta la leucemia malattia professionale

fuoco, Capri
Fuoco (Foto free di Hans da Pixabay)

Una lunga battaglia legale durata 10 anni. Ma alla fine a un lavoratore tecnico alle dipendenze di un’amministrazione pubblica centrale, è stata riconosciuta la sua leucemia cronica come malattia professionale.

Era addetto all’incenerimento di documenti 

L’Osservatorio Nazionale Amianto definisce la sentenza “storica”. Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente di ONA e legale del dipendente.

Un riconoscimento che potrebbe scrivere la storia della giurisprudenza

Il lavoratore si occupa ora di mansioni d’ufficio e continua a sottoporsi a controlli semestrali. “è stato inizialmente assunto come falegname, era stato poi occupato come addetto all’incenerimento di materiali  in un luogo dove avrebbe respirato per anni polveri di legno, vernici, solventi.” Continua Bonanni. Secondo le dichiarazioni lo spazio sarebbe stato ricavato in un’ex cisterna del ‘700.

Nel 2012 gli viene diagnosticata una leucemia cronica a cellule capellute. Per l’Osservatorio si tratterebbe di “un precedente che non può essere ignorato”.

La leucemia cronica a cellule capellute

Secondo AIRC, la leucemia a cellule capellute è quindi una rara forma di tumore del sangue a crescita molto lenta che è causata dalla trasformazione tumorale dei linfociti B, un tipo particolare di globuli bianchi.

Gruppi di casistiche riportano che precedenti esposizioni a radiazioni ionizzanti o sostanze chimiche organiche sul posto di lavoro, aumentano l’incidenza della malattia.

Le informazioni contenute in questo articolo sono pubblicate nel rispetto del diritto di cronaca, con finalità informative e divulgative su temi di rilevante interesse pubblico, quali la salute, la sicurezza sul lavoro e i diritti dei lavoratori. Alcuni dettagli sono stati modificati o omessi per garantire la riservatezza della persona coinvolta, in conformità al Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e alla normativa italiana in materia di privacy. Qualora il contenuto facesse riferimento a vicende giudiziarie o sanitarie, si precisa che ogni elemento è basato su fonti documentate, dichiarazioni pubbliche o atti ufficiali. Non si intende attribuire responsabilità individuali o istituzionali se non già accertate da provvedimenti. Eventuali segnalazioni o richieste di rettifica possono essere indirizzate alla redazione ai sensi dell’art. 8 della legge 47/1948.

La vicenda del traghetto italiano a Spalato e la bonifica amianto

nave in lontananza
Nave in lontananza (Foto free di Gianluca da Pixabay)

Nelle ultime settimane, l’arrivo a Spalato di un traghetto italiano ormai fuori servizio ha riacceso il dibattito pubblico sul trattamento dell’amianto. L’imbarcazione, costruita negli anni Settanta, è approdata al cantiere navale Brodosplit per essere sottoposta a operazioni di smantellamento. Secondo fonti, a bordo potrebbero essere presenti pannelli interni contenenti materiali potenzialmente pericolosi, come l’asbesto.

Proteste dei cittadini

In seguito alla notizia, numerosi cittadini hanno manifestato la loro contrarietà alla presenza della nave, temendo possibili rischi per la salute pubblica. Le paure sono radicate anche nella memoria storica della vicina località di Vranjic, dove in passato sono stati documentati casi legati all’esposizione a fibre di amianto.

Nonostante non vi siano prove di contaminazione ambientale in corso, parte della popolazione locale ha chiesto che il traghetto venga allontanato dal porto. Alcune associazioni civiche hanno sollecitato un maggior controllo sulle operazioni di bonifica.

Le rassicurazioni del cantiere navale Brodosplit

I rappresentanti del cantiere navale hanno dichiarato che ogni intervento sulla nave avverrà seguendo le normative ambientali europee. Hanno precisato che, se presente, l’amianto sarà rimosso in modo sicuro, da personale qualificato e dotato di dispositivi di protezione individuale. I materiali non verranno tagliati né disturbati in modo da disperdere fibre nell’aria.

Una vicenda del problema amianto in Europa

Il caso del traghetto italiano evidenzia quanto sia ancora complesso, in Europa, affrontare la questione dell’amianto nelle infrastrutture dismesse. La bonifica di navi costruite in epoche in cui questo materiale era diffuso richiede attenzione, sia dal punto di vista tecnico che comunicativo. Il confronto tra istituzioni, operatori e cittadini resta essenziale per gestire in modo trasparente questi interventi ad alto impatto ambientale.
Ovviamente solo una valutazione tecnica del rischio può indicare se opportuno o meno l’intervento di bonifica.

Fonte: Avvenire 

 

Giornata Mondiale contro il Tumore al Polmone e l’impegno dell’ONA

avv bonanni
Avv. Ezio Bonanni, Giornata Mondiale Tumore al polmone

Una nuova puntata su ONA News: intervista del giornalista Luigi Abbate all’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Il primo agosto segna la Giornata Mondiale per la lotta contro il tumore al polmone. Un’occasione importante per riflettere, informare e agire. In questo contesto si inserisce il lavoro costante dell’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, guidato dall’avvocato Ezio Bonanni. La missione dell’ONA è duplice: da un lato la prevenzione e l’informazione, dall’altro la battaglia giudiziaria per ottenere giustizia per le vittime.

L’aumento dei tumori al polmone nonostante la diminuzione dei fumatori

Negli ultimi anni, nonostante un calo del numero dei fumatori, i casi di cancro al polmone sono in crescita. Questo dato allarmante mette in evidenza l’impatto di altri fattori di rischio, tra cui l’esposizione all’amianto e ad altri agenti cancerogeni ambientali e professionali.

Il tumore al polmone, infatti, non è soltanto legato al fumo di sigaretta. Quando il fumo si combina con l’esposizione all’amianto, il rischio oncologico aumenta in modo esponenziale. Questo effetto sinergico rende ancora più urgente la necessità di prevenzione e bonifica degli ambienti contaminati.

La campagna informativa dell’ONA: prevenire è possibile

Proprio in occasione della Giornata Mondiale, l’ONA ha lanciato una nuova campagna di sensibilizzazione. Il messaggio è chiaro: evitare il fumo e ogni ulteriore esposizione all’amianto è essenziale per ridurre il rischio di sviluppare patologie tumorali.

La natura dose-dipendente del tumore al polmone implica che ogni esposizione in più aumenta le probabilità di ammalarsi. Anche per chi ha già fumato, interrompere questa abitudine può ridurre significativamente i danni nel lungo termine. Dopo 10-15 anni di astinenza, infatti, le mutazioni cellulari indotte dal fumo si riducono drasticamente.

ONA invita a una maggiore consapevolezza tra i datori di lavoro

Negli ultimi anni si è sviluppata una maggiore coscienza rispetto alla salute nei luoghi di lavoro. La tutela della vita e della salute dei lavoratori è ormai un principio condiviso, anche se le battaglie giudiziarie per farlo rispettare non sono ancora finite.

Grazie all’azione dell’ONA, si è diffusa una nuova cultura della responsabilità. Le sentenze ottenute in ambito civile, penale e previdenziale hanno dimostrato che è possibile inchiodare i datori di lavoro – pubblici e privati – alle loro responsabilità quando le esposizioni professionali hanno portato a gravi malattie.

Prevenzione primaria, diagnosi precoce e giustizia: un cerchio che si chiude

La lotta all’amianto non si esaurisce con la bonifica degli ambienti. La prevenzione deve essere affrontata su più livelli. La prevenzione primaria prevede la rimozione dell’amianto dai luoghi di lavoro e dalle strutture pubbliche. La prevenzione secondaria consiste nella diagnosi precoce e nelle cure più efficaci. La prevenzione terziaria, infine, riguarda il risarcimento dei danni subiti dalle vittime.

Questi tre livelli sono strettamente connessi: le sentenze che riconoscono il nesso tra esposizione professionale e tumore non solo danno giustizia alle vittime, ma richiedono interventi di bonifica nei luoghi ancora contaminati

Il riconoscimento del tumore professionale anche in presenza di fumo

«Il tumore del polmone incide per il doppio nel caso di esposizione all’amianto», sottolinea Bonanni, evidenziando come la coesposizione potrebbe essere un moltiplicatore di rischio.

Uno dei grandi risultati ottenuti nelle aule giudiziarie è il riconoscimento del tumore del polmone come malattia professionale anche nei casi in cui il lavoratore fosse fumatore. Il fatto che ci sia una co-esposizione con l’amianto rende il datore di lavoro responsabile e obbligato al risarcimento.

Questo principio è ormai consolidato da diverse sentenze e rappresenta un baluardo nella lotta per i diritti delle vittime dell’amianto. Le implicazioni non sono solo legali, ma anche sanitarie e ambientali: obbligano a intervenire con urgenza nei luoghi ancora contaminati, come scuole e ospedali.

Verso un futuro senza amianto

La battaglia dell’ONA continua e si evolve. L’informazione, la prevenzione e la giustizia sono gli strumenti fondamentali per costruire un futuro libero dall’amianto e più sicuro per tutti. Il mesotelioma – tumore sentinella dell’esposizione a questa fibra altamente pericolosa – resta un indicatore da monitorare costantemente.

L’Osservatorio Nazionale Amianto si impegna non solo a ottenere risarcimenti, ma a promuovere una cultura della salute che parta dalla conoscenza e arrivi fino alla giustizia. E la strada, anche se lunga, è ormai tracciata.

Invitiamo pertanto a visionare la nuova puntata video con intervista all’Avv. Ezio Bonanni au ONA News.