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venerdì, Dicembre 12, 2025

La vicenda del traghetto italiano a Spalato e la bonifica amianto

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Nelle ultime settimane, l’arrivo a Spalato di un traghetto italiano ormai fuori servizio ha riacceso il dibattito pubblico sul trattamento dell’amianto. L’imbarcazione, costruita negli anni Settanta, è approdata al cantiere navale Brodosplit per essere sottoposta a operazioni di smantellamento. Secondo fonti, a bordo potrebbero essere presenti pannelli interni contenenti materiali potenzialmente pericolosi, come l’asbesto.

Proteste dei cittadini

In seguito alla notizia, numerosi cittadini hanno manifestato la loro contrarietà alla presenza della nave, temendo possibili rischi per la salute pubblica. Le paure sono radicate anche nella memoria storica della vicina località di Vranjic, dove in passato sono stati documentati casi legati all’esposizione a fibre di amianto.

Nonostante non vi siano prove di contaminazione ambientale in corso, parte della popolazione locale ha chiesto che il traghetto venga allontanato dal porto. Alcune associazioni civiche hanno sollecitato un maggior controllo sulle operazioni di bonifica.

Le rassicurazioni del cantiere navale Brodosplit

I rappresentanti del cantiere navale hanno dichiarato che ogni intervento sulla nave avverrà seguendo le normative ambientali europee. Hanno precisato che, se presente, l’amianto sarà rimosso in modo sicuro, da personale qualificato e dotato di dispositivi di protezione individuale. I materiali non verranno tagliati né disturbati in modo da disperdere fibre nell’aria.

Una vicenda del problema amianto in Europa

Il caso del traghetto italiano evidenzia quanto sia ancora complesso, in Europa, affrontare la questione dell’amianto nelle infrastrutture dismesse. La bonifica di navi costruite in epoche in cui questo materiale era diffuso richiede attenzione, sia dal punto di vista tecnico che comunicativo. Il confronto tra istituzioni, operatori e cittadini resta essenziale per gestire in modo trasparente questi interventi ad alto impatto ambientale.
Ovviamente solo una valutazione tecnica del rischio può indicare se opportuno o meno l’intervento di bonifica.

Fonte: Avvenire 

 

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