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Giornata Mondiale contro il Tumore al Polmone e l’impegno dell’ONA

avv bonanni
Avv. Ezio Bonanni, Giornata Mondiale Tumore al polmone

Una nuova puntata su ONA News: intervista del giornalista Luigi Abbate all’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Il primo agosto segna la Giornata Mondiale per la lotta contro il tumore al polmone. Un’occasione importante per riflettere, informare e agire. In questo contesto si inserisce il lavoro costante dell’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, guidato dall’avvocato Ezio Bonanni. La missione dell’ONA è duplice: da un lato la prevenzione e l’informazione, dall’altro la battaglia giudiziaria per ottenere giustizia per le vittime.

L’aumento dei tumori al polmone nonostante la diminuzione dei fumatori

Negli ultimi anni, nonostante un calo del numero dei fumatori, i casi di cancro al polmone sono in crescita. Questo dato allarmante mette in evidenza l’impatto di altri fattori di rischio, tra cui l’esposizione all’amianto e ad altri agenti cancerogeni ambientali e professionali.

Il tumore al polmone, infatti, non è soltanto legato al fumo di sigaretta. Quando il fumo si combina con l’esposizione all’amianto, il rischio oncologico aumenta in modo esponenziale. Questo effetto sinergico rende ancora più urgente la necessità di prevenzione e bonifica degli ambienti contaminati.

La campagna informativa dell’ONA: prevenire è possibile

Proprio in occasione della Giornata Mondiale, l’ONA ha lanciato una nuova campagna di sensibilizzazione. Il messaggio è chiaro: evitare il fumo e ogni ulteriore esposizione all’amianto è essenziale per ridurre il rischio di sviluppare patologie tumorali.

La natura dose-dipendente del tumore al polmone implica che ogni esposizione in più aumenta le probabilità di ammalarsi. Anche per chi ha già fumato, interrompere questa abitudine può ridurre significativamente i danni nel lungo termine. Dopo 10-15 anni di astinenza, infatti, le mutazioni cellulari indotte dal fumo si riducono drasticamente.

ONA invita a una maggiore consapevolezza tra i datori di lavoro

Negli ultimi anni si è sviluppata una maggiore coscienza rispetto alla salute nei luoghi di lavoro. La tutela della vita e della salute dei lavoratori è ormai un principio condiviso, anche se le battaglie giudiziarie per farlo rispettare non sono ancora finite.

Grazie all’azione dell’ONA, si è diffusa una nuova cultura della responsabilità. Le sentenze ottenute in ambito civile, penale e previdenziale hanno dimostrato che è possibile inchiodare i datori di lavoro – pubblici e privati – alle loro responsabilità quando le esposizioni professionali hanno portato a gravi malattie.

Prevenzione primaria, diagnosi precoce e giustizia: un cerchio che si chiude

La lotta all’amianto non si esaurisce con la bonifica degli ambienti. La prevenzione deve essere affrontata su più livelli. La prevenzione primaria prevede la rimozione dell’amianto dai luoghi di lavoro e dalle strutture pubbliche. La prevenzione secondaria consiste nella diagnosi precoce e nelle cure più efficaci. La prevenzione terziaria, infine, riguarda il risarcimento dei danni subiti dalle vittime.

Questi tre livelli sono strettamente connessi: le sentenze che riconoscono il nesso tra esposizione professionale e tumore non solo danno giustizia alle vittime, ma richiedono interventi di bonifica nei luoghi ancora contaminati

Il riconoscimento del tumore professionale anche in presenza di fumo

«Il tumore del polmone incide per il doppio nel caso di esposizione all’amianto», sottolinea Bonanni, evidenziando come la coesposizione potrebbe essere un moltiplicatore di rischio.

Uno dei grandi risultati ottenuti nelle aule giudiziarie è il riconoscimento del tumore del polmone come malattia professionale anche nei casi in cui il lavoratore fosse fumatore. Il fatto che ci sia una co-esposizione con l’amianto rende il datore di lavoro responsabile e obbligato al risarcimento.

Questo principio è ormai consolidato da diverse sentenze e rappresenta un baluardo nella lotta per i diritti delle vittime dell’amianto. Le implicazioni non sono solo legali, ma anche sanitarie e ambientali: obbligano a intervenire con urgenza nei luoghi ancora contaminati, come scuole e ospedali.

Verso un futuro senza amianto

La battaglia dell’ONA continua e si evolve. L’informazione, la prevenzione e la giustizia sono gli strumenti fondamentali per costruire un futuro libero dall’amianto e più sicuro per tutti. Il mesotelioma – tumore sentinella dell’esposizione a questa fibra altamente pericolosa – resta un indicatore da monitorare costantemente.

L’Osservatorio Nazionale Amianto si impegna non solo a ottenere risarcimenti, ma a promuovere una cultura della salute che parta dalla conoscenza e arrivi fino alla giustizia. E la strada, anche se lunga, è ormai tracciata.

Invitiamo pertanto a visionare la nuova puntata video con intervista all’Avv. Ezio Bonanni au ONA News.

Irlanda del Nord: oltre 280 casi di smaltimento abusivo di amianto

foto dell'irlanda del nord, costa rocciosa
Irlanda del Nord (Foto free di Ian Patterson da Pixabay)

L’allarme ambientale lanciato da BBC News NI

In Irlanda del Nord, le autorità ambientali si trovano a fronteggiare una crescente preoccupazione: dal 2019 a oggi si conterebbero ben 281 episodi di abbandono illegale di rifiuti contenenti amianto. A renderlo noto è stata un’inchiesta di BBC News NI.

Amianto: un materiale pericoloso solo se disturbato

L’amianto è oggi riconosciuto come materiale ad alto rischio per l’apparato respiratorio, specialmente quando le sue fibre diventano aerodisperse. Vietato in quasi tutto il mondo, la normativa in Irlanda del Nord prevede che la sua rimozione avvenga solo tramite operatori autorizzati e lo smaltimento in apposite discariche certificate per rifiuti pericolosi.

Il quadro tracciato dall’Agenzia per l’ambiente locale

La Northern Ireland Environment Agency (NIEA) ha ribadito che i crimini ambientali legati alla gestione dei rifiuti, in particolare quelli contenenti amianto, rappresentano ancora un grave pericolo per la salute collettiva e gli ecosistemi locali. Insieme agli episodi di abbandono abusivo, dal 2014 si contano in irlanda del Nord quasi 700 decessi correlati all’esposizione all’amianto. Inoltre il sistema sanitario ha già riconosciuto risarcimenti per oltre 40 milioni di sterline a favore di chi ha sviluppato patologie asbesto correlate.

I rischi della rimozione non professionale

La pericolosità dell’amianto aumenta notevolmente quando viene manomesso. E’ quindi essenziale che ogni operazione di bonifica sia condotta da personale formato, con strumenti adeguati e secondo rigidi protocolli di sicurezza. Qualsiasi intervento improvvisato può causare contaminazione e danni irreversibili, sia per le persone coinvolte che per l’ambiente circostante.

Il caso di Belfast e le polemiche sulla gestione

Nel luglio 2025, la questione in irlanda è tornata sotto i riflettori dopo che residui di amianto sarebbero stati scoperti all’interno di un falò non autorizzato nella zona sud di Belfast, tra Donegall Road e Westlink. La successiva bonifica ha comportato la rimozione di circa 20 chilogrammi di materiale sospetto da parte degli operatori ambientali.

L’accaduto ha suscitato forte indignazione tra i residenti, molti dei quali si sono chiesti come mai la presenza di amianto non sia stata rilevata e gestita preventivamente, prima dell’accensione del rogo.

Le parole del ministro Andrew Muir

Il ministro dell’Ambiente dell’Irlanda del Nord, Andrew Muir, avrebbe preso posizione in merito, difendendo l’operato dell’Agenzia ambientale. In risposta alle critiche sollevate da alcune forze politiche, Muir ha sottolineato che è in corso un’indagine penale sulla vicenda e ha accusato i detrattori di utilizzare il caso per fini polemici.

Il commento dell’ONA: “Serve un’azione internazionale coordinata”

Anche dall’Italia arrivano parole di preoccupazione. L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), da anni in prima linea per la difesa delle vittime dell’amianto in Italia, ha commentato così l’accaduto:

“Lemergenza amianto non conosce confini. L’abbandono illegale, se confermato, specie in aree densamente abitate, rappresenta un pericolo immediato per la salute pubblica. Serve un’azione coordinata a livello internazionale per garantire bonifiche sicure, trasparenza nella gestione e piena tutela delle persone esposte. La prevenzione – ha aggiunto – passa anche dalla responsabilità istituzionale e dalla sensibilizzazione dei cittadini.”
Conclude poi sottolineando l’urgenza di interventi strutturali: “Troppo spesso si interviene solo dopo che il danno è stato fatto. Occorre invece agire prima, con controlli efficaci, sanzioni reali e bonifiche mirate. La lezione dell’amianto non è finita, e ogni ritardo può costare vite umane.”

Le informazioni riportate si basano su fonti pubbliche; non si intende attribuire responsabilità specifiche.

Amianto, a Piacenza servizio di raccolta gratuito

amianto, piemonte e veneto
amianto (ph Foto free di Karolina Grabowska da Pixabay)

Un nuovo sistema per la gestione in sicurezza di piccoli quantitativi di amianto è ora disponibile a Piacenza e provincia, grazie all’attivazione di un servizio dedicato promosso da Iren Ambiente. Questa iniziativa permetterebbe alle famiglie di eliminare correttamente e senza costi i materiali contenenti amianto presenti in ambito domestico.

Che cos’è la micro-raccolta di amianto e come funziona

Il servizio, rivolto esclusivamente ai privati cittadini, consente lo smaltimento di piccoli oggetti o strutture contenenti amianto tramite un processo denominato “micro-raccolta”. Secondo le indicazioni fornite da Iren Ambiente, il cittadino stesso dovrebbe eseguire la rimozione e il confezionamento del materiale in autonomia, seguendo istruzioni precise.
Il trasporto e l’avvio allo smaltimento vengono effettuati dal gestore autorizzato, Iren Ambiente, che garantisce una gestione conforme alla normativa vigente.

Come accedere al servizio in modo corretto

Per usufruire della raccolta amianto, è necessario essere intestatari di un’utenza domestica attiva e compilare un documento specifico: il Piano Operativo Semplificato (POS).
Questo modulo è richiesto per iniziare i lavori e deve essere consegnato all’Azienda Sanitaria Locale (AUSL) di riferimento. Il modulo POS sarebbe disponibile sia presso gli sportelli dell’AUSL che scaricabile dal loro sito web.

Parallelamente, si raccomanda l’utilizzo di un kit di sicurezza contenente tutti gli strumenti necessari per rimuovere e confezionare correttamente l’amianto, così da tutelare la salute e l’ambiente durante le fasi di smontaggio e imballaggio.

Limiti e contatti per informazioni

Il materiale smaltibile attraverso questo servizio dovrebbe rientrare nei limiti quantitativi previsti dalle linee guida regionali, che variano in base al tipo di manufatto. Si consiglia di informarsi in anticipo per verificare l’idoneità del materiale al programma di micro-raccolta.

Per dettagli aggiuntivi o per fissare un appuntamento per il ritiro, i cittadini possono:

  • Chiamare il numero verde Iren Ambiente 800 212607, attivo da lunedì a venerdì dalle 8:00 alle 17:00 e il sabato dalle 8:00 alle 13:00.

  • Oppure inviare una richiesta via email all’indirizzo ambiente.emilia@gruppoiren.it.

Fonte: Libertà.  

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USA, possibile rischio di un disastro amianto nello Stato del Montana

miniera
Miniera, immagine generica (Foto free di marcindrews da Pixabay)

La tragedia della miniera di amianto di Libby, nello Stato federale americano del Montana, è una ferita che ancora sanguina a fiotti. Furono infatti centinaia i morti e migliaia le persone colpite da malattie respiratorie asbesto correlate. E’ qui che infatti, per anni, veniva estratta la vermiculite. E la vermiculite presente in questa miniera era contaminata dall’amianto della tipologia tremolite. Oggi, la città è ufficialmente classificata come sito destinato alla bonifica ambientale da parte dell’Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA).

Ma proprio mentre il ricordo di quella catastrofe dovrebbe guidare ogni scelta futura, un nuovo progetto minerario nella regione riaccende i timori. A Sheep Creek, nella zona del West Fork del Bitterroot River, è prevista una nuova attività di estrazione che potrebbe avere implicazioni dannose.  Secondo la fonte, nel sito potrebbe infatti esserci, potenzialmente, un minerale appartenente alla famiglia dei silicati di amianto: l’actinolite.

La mancanza di consapevolezza pubblica

L’actinolite è un anfibolo, come la tremolite responsabile dei danni a Libby. E come per ogni tipologia di amianto è estremamente pericoloso invisibile e letale. Le malattie associate, ricordiamo, come mesotelioma, tumore polmonare, asbestosi e vari tipi di cancro, – sono ben documentate e insidiose.

L’invito ad effettuare controlli approfonditi

Secondo quanto dichiarato, i geologi del Montana Tech avrebbero già segnalato la possibile presenza di actinolite nelle rocce. Il geologo statunitense Larry Campbell, ora in pensione ma con lunga esperienza nelle esplorazioni minerarie invita quindi ad effettuare controlli serrati sulla eventuale presenza di amianto sospetta. Questa, se confermata, potrebbe rappresentare un pericolo potenziale per tutta la valle del Bitterroot.
Conoscere in anticipo il rischio permetterebbe sia alla popolazione che agli enti preposti di intervenire con consapevolezza e trasparenza.

Una lezione già dimenticata?

Il Montana ha già vissuto questa tragedia. Le attinenze tra le miniere di Libby e di Sheep Creek non possono essere ignorate. Oggi, la storia rischia di ripetersi.

Il messaggio di Campbell è un invito alla prudenza, alla responsabilità e alla prevenzione: non possiamo permetterci un altro Libby.

“Se in questa miniera ci fosse anche soltanto il sospetto della possibile presenza di amianto nella miniera è fondamentale effettuare immediatamente le opportune verifiche prima di qualsiasi attività di estrazione”. Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto in Italia.

Fonte: Why risk another Libby asbestos disaster?, Larry Campbell, Daily Montanan
July 29, 2025

Binasco (MI), bonifica amianto nella scuola materna: lavori conclusi

bambino che disegna un'auto
Bambino a scuola, immagine generica (Foto free di Thomas G. da Pixabay)

La rimozione dell’amianto dalla scuola dell’infanzia di via Martiri d’Ungheria a Binasco, in provincia di Milano, sarà completata in un unico intervento. E’ quanto si evince da una delle fonti. Inizialmente previsto in due fasi, il progetto è stato accelerato e verrà ultimato entro la fine di agosto, permettendo così la riapertura del plesso in sicurezza per l’inizio dell’anno scolastico.

Nessun secondo lotto: completamento anticipato dei lavori

L’intervento, che riguarda l’intera struttura, avrebbe dovuto proseguire nel 2026 con un secondo lotto.  Una decisione che solleva l’amministrazione comunale da ulteriori disagi logistici e organizzativi legati a un cantiere prolungato nel tempo.

Rimozione amianto completata, ora gli interventi di muratura

La parte più delicata dell’operazione, ovvero la rimozione dell’amianto, è già stata portata a termine. Gli operai specializzati stanno ora eseguendo le opere murarie necessarie per ripristinare gli ambienti. Tutto procede secondo i tempi previsti.

Anche la sindaca di Binasco, Liana Castaldo spera che il tutto verrà terminato entro fine agosto, in tempo per la ripresa delle lezioni.

Un investimento importante per la sicurezza dei bambini

La struttura, costruita negli anni Sessanta, ospita circa 200 bambini. Il progetto di bonifica ha comportato un investimento di quasi 700 mila euro, una cifra importante che il Comune ha deciso di destinare alla sicurezza e al benessere dei più piccoli.
“L’amianto nelle scuole è un problema che come Osservatorio Nazionale Amianto abbiamo più volte evidenziato e che riguarda ancora troppe strutture. Il rischio non è solo quello legato alle onduline sui tetti o su altre strutture outdoor, ma anche impianti elettrici, pavimentazioni in linoleum presenti all’interno degli edifici.” Ha affermato l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA.