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Biancavilla, riattivati servizi prevenzione fluoro-edenite

Biancavilla
Foto free di Giovanni Crisalfi su Unsplash

All’ospedale Maria Santissima Addolorata di Biancavilla riprendono le attività dedicate alla prevenzione e al monitoraggio delle patologie legate all’esposizione a fibre di fluoro-edenite, nell’ambito del Sito di Interesse Nazionale (SIN). Con la riattivazione del Focal Point e dell’ambulatorio di Pneumologia, la struttura ospedaliera rafforza i percorsi di diagnosi precoce e informazione sanitaria, come previsto dal Piano di intervento straordinario coordinato dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Catania.

La fluoro-edenite è un minerale di recente scoperta con una struttura asbestiforme. Come tutti i minerali di questo tipo, conosciuti sotto il nome di minerali di amianto, causa gravi danni alla salute, infiammazioni gravi e cancro.

Ambulatorio di pneumologia: prevenzione e screening

L’ambulatorio, inserito nell’unità di Medicina dell’ospedale, offre prestazioni pneumologiche complete. Possono accedere gratuitamente i cittadini residenti a Biancavilla, tra i 40 e i 70 anni, con storia di esposizione a fluoro-edenite, inseriti nel protocollo SIN approvato dalla Regione Siciliana e segnalati dal medico di medicina generale.

Il percorso diagnostico comprende un colloquio anamnestico strutturato, visita specialistica pneumologica e accertamenti strumentali. Tra cui spirometria computerizzata

Durante le visite vengono fornite anche informazioni sulle misure di prevenzione per ridurre i rischi legati all’esposizione alle fibre aerodisperse. L’ambulatorio è operativo ogni venerdì mattina, dalle ore 8.30 alle 11.30, al primo piano del plesso B.

Focal Point: informazione e promozione della salute

In contemporanea con l’attività ambulatoriale, è attivo anche il Focal Point, che svolge un ruolo fondamentale nell’informazione sui rischi ambientali e nella promozione della prevenzione primaria. I cittadini possono ricevere indicazioni su comportamenti sicuri, misure di tutela della salute e aggiornamenti sulle iniziative del SIN.

Il percorso diagnostico e assistenziale è supportato dal Dipartimento di Radiologia dell’ospedale, garantendo un approccio integrato secondo le linee guida del protocollo SIN.

Un passo importante per la comunità

Il sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno, ha commentato positivamente la riattivazione dei servizi. Un passo significativo per la salute pubblica. Infatti consentirà una diagnosi precoce delle patologie e offrirà un presidio sanitario vicino ai cittadini, con qualità e sicurezza.
Il primo cittadino ha sottolineato l’importanza di un presidio informativo locale. Infatti Focal Point è uno strumento essenziale per diffondere consapevolezza sui rischi connessi alla fluoro-edenite e per promuovere la prevenzione. 

Fonte: Biancavilla Oggi

Proposta sostituzione condotte idriche in cemento-amianto

tubature, condotte idriche con amianto
Tubature, diverse contengono ancora amianto

Nel dibattito che precede l’approvazione della Legge di Stabilità regionale, torna al centro l’attenzione sulle infrastrutture idriche più obsolete. Una parte della rete potrebbe ancora composta da condotte in cemento-amianto installate diversi decenni fa. L’età media molto elevata di queste tubature le renderebbe più vulnerabili al deterioramento, con conseguenti criticità operative per il servizio idrico.

A dichiararlo sono i consiglieri Enrico Bullian (Patto per l’Autonomia) e Diego Moretti (Pd) su Il Goriziano.

Gli interventi normativi pregressi

La ricognizione prevista dalla legge regionale 13/2023

Negli ultimi anni sono già state avviate alcune iniziative per affrontare l’obsolescenza delle condotte. La legge regionale 13/2023, all’articolo 4, comma 21, prevede infatti che venga effettuata  una ricognizione completa delle tubature in cemento-amianto. La consegna del documento finale, sarebbe attesa proprio in questo periodo.

Le iniziative assunte nel 2024

Nel luglio 2024, la Giunta regionale aveva inoltre approvato un ordine del giorno che impegnava la Regione, insieme ad AUSIR e ai gestori, a valutare possibili forme di sostegno economico e tecnico per gli interventi di sostituzione delle condotte più datate. Si tratta di un passaggio preliminare utile a definire una strategia di investimento a lungo termine.

Le nuove proposte per il triennio 2026–2028

Un piano da 70 milioni per la sostituzione delle condotte obsolete

In vista della nuova sessione di bilancio, sono presentati due emendamenti che puntano a dare continuità alle iniziative già intraprese. Le proposte prevederebbero uno stanziamento complessivo di 70 milioni di euro nel triennio 2026–2028. L’obiettivo è sostenere i gestori nelle operazioni di sostituzione delle condotte in cemento-amianto dove necessario e, allo stesso tempo, contribuire in maniera concreta alla riduzione delle perdite idriche.

Una rete idrica più efficiente e sicura

Il tema della modernizzazione delle infrastrutture idriche è sempre più rilevante, anche alla luce dei cambiamenti climatici e della crescente difficoltà nel garantire continuità e qualità del servizio. La sostituzione delle condotte obsolete rappresenta dunque un tassello importante per migliorare l’efficienza della distribuzione, ridurre gli sprechi e aumentare la sicurezza complessiva della rete.

Bonifica amianto e fotovoltaico: transizione in Piemonte

il fotovoltaico sostituirà l'amianto, transizione
il fotovoltaico sostituirà l'amianto (Foto free di Jeyaratnam Caniceus da Pixabay)

Transizione. Un programma regionale in Piemonte prevede la rimozione delle coperture contenenti amianto e l’installazione di nuovi sistemi fotovoltaici. Si punta quindi alla rigenerazione degli edifici industriali attraverso interventi congiunti di sicurezza e produzione di energia rinnovabile.

Un piano di riqualificazione su larga scala

In Piemonte è in corso un ampio programma di bonifica e modernizzazione che interessa circa 200 immobili a uso industriale. L’iniziativa, del valore complessivo di 25 milioni di euro, prevede la rimozione e sostituzione delle coperture contenenti asbesto con il fotovoltaico. Il progetto è promosso da un operatore specializzato in soluzioni energetiche per il settore commerciale e industriale, con interventi distribuiti nelle province di Torino, Alessandria, Cuneo, Vercelli, Biella e Asti.

Come si articolano gli interventi

Modello basato sul diritto di superficie

Il programma si fonda sulla cessione del diritto di superficie. I proprietari degli immobili mettono a disposizione la copertura dei capannoni, mentre gli investitori realizzano e gestiscono gli impianti fotovoltaici senza costi diretti per le imprese proprietarie. Si tratta di un modello contrattuale che consente di avviare interventi di riqualificazione anche su ampie superfici, riducendo l’impatto economico sulle aziende coinvolte.

La prima fase del programma

La fase iniziale, avviata nell’autunno 2025, include 41 immobili e un investimento di circa 9 milioni di euro. In questa fase è prevista la rimozione, entro la primavera 2026, di un totale stimato di 12 tonnellate di materiali contenenti amianto. Contestualmente, verranno installati i primi impianti fotovoltaici destinati a generare energia per il fabbisogno delle strutture o per la rete.

La seconda fase e gli interventi successivi

Una seconda tranche di interventi riguarderà ulteriori 80 immobili e prevede la rimozione di circa 28 tonnellate di amianto. Per questa parte del programma è previsto un investimento stimato di 16 milioni di euro, con conclusione entro la fine del 2026.
Parallelamente, il piano include anche immobili che non presentano coperture contenenti materiali pericolosi: in questi casi, l’intervento riguarda direttamente l’installazione di impianti fotovoltaici ad alta efficienza.

Approfondimento: cosa significa “affittare il tetto”

La cessione del diritto di superficie

Quando si parla di “affittare il tetto” per la realizzazione di impianti fotovoltaici, ci si riferisce alla concessione del diritto di superficie, disciplinata attraverso un atto notarile. Il proprietario consente a un soggetto terzo di utilizzare la copertura dell’edificio per un periodo compreso, generalmente, tra i 20 e i 30 anni. Durante questa fase, la superficie concessa non può essere utilizzata dal proprietario per altri scopi.

Opzioni al termine del contratto

Alla scadenza dell’accordo, il proprietario dispone solitamente di due possibilità:

  • richiedere la rimozione dell’impianto a cura e spese dell’investitore;
  • acquisire l’impianto fotovoltaico installato, utilizzandone la capacità residua senza ulteriori costi di cessione.

Fonte: Rai News

Amianto abbandonato nella riserva di Punta Bianca

punta bianca, amianto e rifiuti abbandonati
punta bianca, amianto e rifiuti abbandonati

Nella riserva naturale di Punta Bianca, in provincia di Agrigento, è stata recentemente segnalata la presenza di rifiuti ingombranti e di due contenitori che, secondo l’associazione Mareamico, potrebbero contenere amianto. La presenza dei rifiuti sarebbe riconducibile all’abbandono da parte di un mezzo pesante.  Al momento non risultano informazioni ufficiali sull’identità dell’autore del gesto.

L’associazione ha documentato l’accaduto pubblicando anche un video sui social e ha informato una ditta che ha manifestato disponibilità a intervenire per la rimozione dei materiali presenti nell’area. Ovviamente nel rispetto delle procedure previste per la gestione dei rifiuti speciali come l’eternit.

Le difficoltà operative nella rimozione dei rifiuti

Uno degli aspetti che rende complesso l’intervento riguarda la conformazione del territorio di Punta Bianca. Il trasporto dei rifiuti dall’interno dell’area fino ai punti di raccolta autorizzati risulta difficoltoso, a causa delle caratteristiche geomorfologiche della zona e delle limitazioni all’accesso dei mezzi più pesanti, tipiche delle riserve naturali.

Tali difficoltà logistiche sono ricorrenti ogni volta che si verifica un episodio di abbandono di rifiuti e costituiscono un elemento che rallenta le operazioni di bonifica.

Punta Bianca e la questione della vigilanza

Una riserva istituita da alcuni anni

Punta Bianca è stata designata riserva naturale da oltre tre anni, con l’obiettivo di tutelare un’area di grande valore paesaggistico e ambientale. Tuttavia, secondo alcune associazioni locali potrebbe essere necessario un incremento dei sistemi di sorveglianza e di controllo del territorio, in modo da prevenire episodi di abbandono di rifiuti e altre forme di degrado.

Un territorio di pregio ambientale da proteggere

Fragilità degli ecosistemi costieri

Punta Bianca è conosciuta per le sue falesie bianche e per un ambiente costiero di notevole delicatezza. Episodi di abbandono di rifiuti rappresentano quindi un elemento di potenziale impatto negativo, e ogni operazione di bonifica, soprattutto dell’amianto, deve essere condotta con particolare attenzione per non compromettere ulteriormente l’ecosistema.

Il video postato dall’Associazione su Facebook

Fonti: Ansa, Pagina Facebook Mareamico delegazione di Agrigento

Stabilimento Anagni: amianto, sentenza definitiva

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Una sentenza definitiva del Tribunale di Roma

Il Tribunale di Roma ha confermato, con sentenza ormai passata in giudicato, l’accoglimento del ricorso presentato da un ex lavoratore dello stabilimento Videocolor di Anagni.

I giudici hanno riconosciuto la natura professionale della patologia asbesto-correlata, l’esistenza di un danno biologico permanente e un periodo di esposizione qualificata all’amianto compreso tra il 1990 e il 2006, pari a circa sedici anni.

Secondo la ricostruzione contenuta nella sentenza, il lavoratore — impegnato per oltre vent’anni nella manutenzione degli impianti — avrebbe operato in un ambiente caratterizzato da un contatto con fibre e polveri di amianto. 
La consulenza medico-legale ha inoltre confermato un nesso causale diretto tra esposizione all’asbesto e malattia, riconoscendo gli ispessimenti pleurici come patologia professionale tabellata.

Conseguenze della decisione per il lavoratore

La sentenza avrebbe comportato la condanna dell’INAIL alla liquidazione del danno biologico, al pagamento dell’indennizzo previsto — pari a circa 9.000 euro — e alla rifusione delle spese legali.

L’esito del giudizio ha portato al rilascio del certificato ufficiale di esposizione ad amianto, documento che consente al lavoratore di accedere alla maggiorazione contributiva per 8 anni e quindi al prepensionamento secondo la normativa vigente.

Il ruolo dell’avvocato Ezio Bonanni

Il lavoratore è stato assistito dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che ha espresso soddisfazione per il verdetto.
Le sue dichiarazioni sottolineano l’importanza del riconoscimento istituzionale delle condizioni lavorative vissute nello stabilimento e la centralità della tutela della salute come diritto fondamentale.

Intervento della Cassazione sui contributi per esposizione ad amianto

La decisione della Suprema Corte

Il 3 dicembre, con la sentenza n. 31559, la Corte di Cassazione ha chiarito i limiti applicativi della rivalutazione dei contributi previdenziali legati all’esposizione all’amianto. La Suprema Corte ha precisato che il beneficio non consente di superare la contribuzione massima utile prevista dalla legge né di ottenere ricalcoli basati su meccanismi di sostituzione della contribuzione già accreditata.

Secondo la Cassazione, la maggiorazione può operare solo entro i limiti necessari a colmare eventuali scoperture contributive e non può produrre incrementi oltre l’anzianità massima consentita dall’ordinamento.