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Amianto, intercettazioni cantieri Terzo Valico

Amianto nei cantieri
Amianto nei cantieri

Intercettazioni sul rischio amianto nei cantieri del Terzo Valico

“La malattia arriva fra trent’anni”. Stupore e indignazione di fronte a queste parole pronunciate dall’ex presidente di Cociv, Ettore Pagani, nel corso di una conversazione telefonica sul rischio amianto nei cantieri del Terzo Valico dei Giovi, intercettata dagli uomini della guardia di finanza di Genova a seguito della maxi inchiesta sugli appalti truccati nelle grandi opere. 

L’Osservatorio Nazionale Amianto senza alcuna esitazione si rivolge quindi al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti attraverso la voce del suo presidente, avv. Ezio Bonanni, per chiedere l’immediato blocco dei lavori, per tutelare la salute dei lavoratori e l’ambiente.

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Un plauso alle Forze dell’Ordine. “Grazie all’eccellente lavoro che stanno conducendo gli uomini delle Fiamme Gialle – ha dichiarato il presidente Bonanni – possiamo fermare in tempo l’ennesimo tragedia annunciata bloccando immediatamente tutti i lavori. Per questo mi rivolgo al Governo – continua – affinchè emetta un provvedimento urgente che interrompa questi lavori incauti, salvaguardando la salute degli abitanti della zona. Non escludiamo azione giudiziaria nel caso in cui in riferimento a lavori svolti nel passato siano riscontrati ora dei casi di mesotelioma o di altre patologie asbesto correlate tra gli ex dipendenti di tali società. Chiediamo che i lavoratori adibiti alle lavorazioni con presenza di amianto entrino immediatamente in un protocollo di sorveglianza e tutela”.

Discarica Sannazzaro de’ Burgondi: popolazione in pericolo

Lomellina Raffineria Sannazzaro De Burgondi
Lomellina Raffineria Sannazzaro De Burgondi

Discarica Sannazzaro de’ Burgondi lontano dai centri abitati

“Il Governo Nazionale deve intervenire e lo può fare anche con un decreto d’urgenza, per dettare nuove regole che valgono per la discarica di Sannazzaro de’ Burgondi e per il resto d’Italia: mai più discariche di amianto e/o di rifiuti cancerogeni e tossico-nocivi a contatto con i centri abitati e con i centri industriali”.

Ecco perché ONA non condivide che la discarica di amianto sia realizzata nel comune di Ferrera Erbognone, contigua allo stabilimento Eni nel quale lo scorso primo dicembre si è verificato un pauroso incidente.

L’Associazione e l’avvocato Ezio Bonanni confidano così tanto nell’impegno dell’On. Chiara Scuvera, presente alla conferenza del 14 gennaio 2017, da lanciarle un appello perché si faccia portavoce presso il Governo Nazionale di una modifica legislativa che intanto uniformi la legislazione in tema di discariche e in secondo luogo perché il Governo intervenga con una decretazione d’urgenza che risolverebbe anche i problemi dei cittadini legati alla discarica amianto Ferrera Erbognone, Sannazzaro e altri comuni limitrofi.

I Governi, nel corso degli ultimi anni, sono intervenuti in più occasioni con decretazioni d’urgenza che hanno allargato le maglie rispetto ai divieti e tale tendenza, particolarmente rilevante per la città di Taranto, epicentro di un fenomeno epidemico né più né meno che di quello in atto in provincia di Pavia, tristemente famosa perle stragi da amianto a Broni come in altri centri.

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La tesi sostenuta dall’Avvocato Bonanni

Si tratta di tesi, quelle dell’Avv. Ezio Bonanni, che trova estimatori e sostegno anche nel PD. Infatti, l’On. Michele Emiliano, magistrato e presidente della Regione Puglia, nelle liste del PD, è intervenuto al convegno ONA che si è celebrato presso la sede della Provincia di Taranto lo scorso 14 ottobre 2016 e ritenere corrette le tesi sostenute dall’Avv Ezio Bonanni e dall’ONA.

Le preoccupazioni dei cittadini di Ferrera Erbognone, Sannazzaro De Burgondi e di altri comuni del territorio della Lomellina interessati dalla discarica di amianto, sono tutt’altro che infondate, specialmente dopo l’ulteriore episodio del 1 dicembre quando, dalla raffineria di Sannazzaro De’ Burgondi, si sono levate fiamme altissime. La parte dello stabilimento andata a fuoco è contigua alla discarica di amianto che si vorrebbe far realizzare.

BurgondiUna discarica lontano dai centri abitati

L’Osservatorio Nazionale Amianto, dopo essersi fatto promotore dell’assemblea pubblica dello scorso 14.01.2017, alla quale hanno partecipato circa 1.000 persone di cui circa 500 gremivano l’interno del teatro, ed altri sono rimasti perfino fuori, con 20 sindaci, parlamentari nazionali ed europei, continua il suo impegno a favore dei cittadini per sostenere la loro istanza di applicazione del principio di precauzione. In sostanza, non si nega il diritto all’imprenditore di svolgere il suo lavoro e di fare affari, ma si chiede soltanto che la discarica venga realizzata in un territorio lontano dai centri abitati e soprattutto a debita distanza dalla raffineria ENI e dagli altri siti a rischio di incidente rilevante.

L’ONA si farà promotore, unitamente ai sindaci, di una richiesta di incontro al Ministro della Salute, al Ministro degli Interni e al Ministro dell’Ambiente affinché lo Stato si doti di norme che possano permettere la tutela della salute e dell’ambiente nel rispetto di precauzione.

Nel frattempo, va avanti la petizione dei cittadini avanzata agli organi comunitari affinchè venga istituita una procedura di infrazione a carico della Regione Lombardia e e della Repubblica Italiana per la violazione delle norme comunitarie in relazione all’utilizzo di amianto in generale e in alcuni siti e al rischio di incidente anche in relazione alla non applicazione del principio di precauzione per il caso concreto costituito dalla prossima realizzazione della discarica di Sannazzaro De’ Burgondi.

Discarica Sannazzaro de' Burgondi
Intanto si affollano le diverse interrogazioni, sia al Parlamento nazione (come quella dell’On. Chiara Scuvera), sia quella depositata dall’europarlamentare Laura Agea al Parlamento Europeo, avendo tutte ad oggetto la discarica di Sannazzaro De’ Burgondi, come si evince dal link.

Muore di mesotelioma: terapie inutili

Mesotelioma polmonare
Mesotelioma polmonare

Brenno Colliva muore di mesotelioma tra atroci dolori

Brenno Colliva nasce a Carpi di Modena il 16 ottobre 1939. Prima di iniziare la sua carriera nel commercio, lavora per circa 15 anni presso la storica azienda Angelo Po, che ancora oggi progetta e costruisce cucine industriali e attrezzature per la ristorazione. Lavora come operaio specializzato addetto al taglio e alla fregiatura ed è qui che entra in contatto con l’amianto, utilizzato nella costruzione delle macchine per mantenere il calore. 
Le conseguenze di una lunga esposizione al materiale killer esplodono nel 2014, quando gli diagnosticano un mesotelioma.
Ero stata assente da casa per motivi di lavoro e quando sono tornata dopo un paio di mesi mio marito era dimagrito di 20 chili. Era verde in viso, si addormentava ovunque, era sempre stanco e aveva un fastidiosa tosse secca”, racconta la compagna di una vita. “Il medico di base gli aveva dato dei farmaci per la tosse senza neanche visitarlo, ma io ho subito capito che c’era qualcosa di più grave. L’ho portato dal mio medico che ha immediatamente rilevato un problema polmonare e ordinato una lastra”.

Il decorso clinico e le terapie mesotelioma errate

Brenno è ricoverato urgentemente all’ospedale di Bassano del Grappa, dove viene confermato un versamento pleurico e l’ispessimento pleurico. Una toracoscopia, il 17 novembre 2014, rileva il mesotelioma, la terribile malattia da amianto.

Dalle analisi non si riesce a capire di quale tipo di mesotelioma si tratti. “L’ospedale di Bassano mi ha dato i vetrini il 6 febbraio 2015, nonostante le mie pressanti richieste”, racconta la signora. “Nel frattempo i medici del reparto di oncologia ci avevano convinto ad iniziare il protocollo della chemioterapia”.
La prima seduta è fissata il 18 dicembre, con terribili conseguenze per gli effetti collaterali. “Mio marito stava così male che ho tentato di boicottare la seconda seduta ma lui era fiducioso nonostante tutto e aveva paura di intraprendere un percorso diverso. Così l’ho assecondato ma è stata una catastrofe. Il suo corpo si era talmente indebolito che si preso anche una bronchite che ha ritardato la terza seduta prevista. Ma poi abbiamo fatto anche la terza che l’ha distrutto completamente. Il protocollo ne prevedeva addirittura sei, io ero furibonda con i medici e ho dovuto puntare i piedi affinché, prima di proseguire, verificassero la sue condizioni con una tac”.

La terribile scoperta

La diagnosi dell’esame del marzo del 2015 è scoraggiante: la pleura ha subito un ulteriore ispessimento, il tumore ha intaccato alcuni linfonodi e il diaframma.

Nel frattempo i coniugi Colliva si erano messi in contatto con il dottor Fontana dell’ospedale dell’angelo di Mestre. Vista la situazione così grave, decidono di tentare un intervento chirurgico pleurectomia estesa dx e plastica diaframmatica in mesotelioma destro. Il 22 aprile è ricoverato all’Ospedale dell’Angelo di Mestre, dove rimane fino al 23 maggio.
Si torna a casa con nuove speranze, ma solo un mese dopo si ripiomba nel terrore. Brenno lamenta mal di schiena da diversi giorni e dopo una lastra emergono fratture lombari e cervicali: il tumore era passato alle ossa. Il 5 luglio è nuovamente ricoverato ma nel nosocomio impiegano una settimana per effettuare una tac.
mesotelioma

L’intervento del Prof. Luciano Mutti, oncologo ONA

Mio marito aveva dolori atroci e in ospedale lo hanno lasciato soffrire come una bestia. Alla fine, ho pagato privatamente un’ambulanza e l’ho fatto trasferire a Mestre per poterlo farlo curare dal dottor Mutti oncologo. Il quadro della situazione era molto grave: secondo Mutti, è stato sbagliato sottoporre mio marito alla chemioterapia, così come è stato sbagliato sottoporlo all’intervento chirurgico”, spiega la signora.

Le cure si rivelarono dannose, oltreché inutili. All’ospedale di Mestre effettuano un’altra tac. Nel frattempo le metastasi pleura si sono diffuse un po’ ovunque. “In sostanza la chemio non aveva fatto altro che accelerare la malattia. Ma proprio non ce l’ho fatta a dirgli la verità, che stava morendo”.
Dopo aver rilevato le metastasi alla pleura, si tenta un percorso di radioterapia almeno per attenuare i dolori lancinanti. Il 31 luglio Brenno torna a casa, ma ormai non c’è più speranza. “E’ stato un incubo, un’odissea di dolore e sofferenza. Ho riorganizzato casa per soddisfare le sue esigenze ma lui era spesso vittima di dolori strazianti, per fortuna potevo contare sul Dott.Giampaolo Negri il nostro medico condotto. Non dimenticherò mai la disperazione che trasmetteva; il giorno 8 agosto mi chiese cosa ne pensavo se lui morisse, gli dissi che il nostro motto era di non mollare mai, ma con gli occhi lucidi mi alzò una mano per accarezzarmi ma non ce la faceva. Tutte le notti c’erano problemi con le vene, l’ossigeno, i dolori atroci, i bagni di sudore, aveva attacchi di panico quando mi spostavo per andare in bagno. Ma la cosa più dolorosa e’ successa domenica 9 agosto”.
Arrivano in visita il figlio la sorella e il nipote di Carpi, la situazione sembrava stazionaria ma verso le ore 21.00 il signor Brenno va in apnea. I parenti si impauriscono e la figlia è colta da un’attacco d’asma per la paura.

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La dottoressa del 118: “non posso farci niente”.

Ho chiamato il 118 e quando sono arrivati, davanti a tutti la dottoressa del Pronto Soccorso di Bassano del Grappa disse senza nessun contegno davanti a tale situazione che non poteva farci niente e che dovevo aspettare che se ne andasse così. Non si e’ nemmeno preoccupata di misurare i parametri né tanto meno di accertarsi se era cosciente e se ne andarono. Anche i suoi parenti andarono via, così mi sono trovata con mia figlia nella disperazione. Per fortuna avevo un caro amico di famiglia che non si è spaventato, mia figlia continuava a dirmi mamma fai qualcosa muoio anch’io con lui”.

La signora chiama di nuovo il 118 ma “mi dissero di chiamare la Guardia Medica, la quale mi propose di venire a somministrare il Toradol, io rifiutai e mi sono avvicinata al mio marito sfinita ma disperata chiedendo: “Brenno amore come faccio ad aiutarti se non so nemmeno se tu mi senti, se mi senti apri gli occhi”. Lui ha aperto gli occhi, a quel punto il mio pensiero era tirarlo fuori dall’apnea, iniziai a chiamare il mondo ma l’unico che mi ha aiutato e’ stato il Dott. Mutti. Quando sono riuscita a riportalo in una situazione stabile mi ha detto: “Grazie amore mi hai salvato la vita”. Mio marito non aveva paura di morire, aveva l’orrore di lasciare la sua famiglia che tanto amava in questa realtà piena di pochezza umana, professionale e civile”.

“Lo hanno lasciato per nove giorni senza nemmeno la terapia del dolore, fino a quando sono intervenuta io”.

Il 10 agosto ho chiamato la dottoressa che doveva seguirlo a casa intimandole di arrivare entro un’ora. E per la prima volta mio marito non ha avuto timore di dire apertamente: “Guardi la mia famiglia cosa e’ costretta a vivere. Faccia quello che le ha chiesto mia moglie l’unica persona che aveva visto tutto dall’inizio con limpidezza”.
I tentativi di strapparlo alla morte si riveleranno purtroppo inutili. Brenno muore l’11 agosto 2015: ha appoggiato la testa sulla mano della compagna e si è addormentato per sempre.

La compagna di una vita chiede giustizia contro la malasanità

La compagna non si dà per vinta ed è convinta che si debba porre fine a questa situazione, che riguarda un po’ tutti i malati di mesotelioma. Per questo ha dato vita, insieme ai famigliari di altre vittime di mesotelioma e tumore pleura, alla sezione ONA – Malasanità, e si avvia a conferire mandato all’Avv. Ezio Bonanni per chiedere il risarcimento di tutti i danni, per lei e per la figlia.

L’Avvocato Bonanni: “Occorrono più fondi e più trasparenza”

Occorrono efficaci iniziative per favorire la ricerca. Non solo più fondi, ma anche distribuiti in modo più trasparente, e strumenti tecnico-giuridici, come la detrazione fiscale degli importi destinati alla ricerca e sperimentazione in materia di cure per il mesotelioma. Ciò anche in favore delle stesse case farmaceutiche. Infatti, in molti casi queste evitano la sperimentazione dei farmaci perché ritengono che ci siano pochi pazienti che possano essere interessati”, spiega l’avvocato Ezio Bonanni, presidente ONA, che conclude: Questa è una logica che va corretta e uno degli strumenti può essere la leva fiscale, insieme alla sperimentazione sostenuta da enti pubblici di ricerca”.

Cosa è il mesotelioma

Il mesotelioma è il tumore delle cellule del mesotelio, un tessuto presente nelle membrane sierose degli organi interni che li protegge grazie alla produzione di un particolare liquido lubrificante. Il mesotelio assume diversi nomi a seconda dell’area in cui è localizzato: pleura nel torace, peritoneo nell’addome e pericardio nello spazio attorno al cuore e tunica vaginale del testicolo nei testicoli. Per approfondire: 

Assistenza medica gratuita

In caso di diagnosi di mesotelioma o di esposizione ad amianto, l’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni offrono servizi di assistenza gratuita. Contatta l’ONA attraverso lo Sportello Amianto Online per ottenere assistenza medica gratuita (anche per versamento pleurico terapia) e lo studio legale dell’Avv. Ezio Bonanni per la consulenza legale gratuita e la tutela dei tuoi diritti.

No alla discarica amianto di Sannazzaro

Discarica di Sannazzaro
Discarica di Sannazzaro

Discarica di Sannazzaro: l’ONA continua a mobilitarsi 

Nel corso dell’assemblea del 14 gennaio 2017, l’Avv. Ezio Bonanni ha rilanciato la tesi della prevenzione primaria nel rispetto del principio di precauzione. Nel corso dell’assemblea pubblica sono intervenute circa 1.000 persone (il limite del teatro della città di Sannazzaro de’ Burgondi). L’Avv. Ezio Bonanni ha chiesto che la discarica di amianto sia realizzata lontano dalla Raffineria ENI di Sannazzaro de’ Burgondi. La Raffineria già di per se costituisce una bomba ecologica, una condizione di rischio per l’intera provincia di Pavia, così come per la Lombardia.

Pubblicazione video degli atti dell’assemblea

Situazione incandescente a Sannazzaro de’ Burgondi, comune del pavese al centro della bufera che si è scatenata sulla questione della discarica di amianto che dovrebbe essere realizzata a poche centinaia di metri dalla raffineria dell’Eni, dove lo scorso 1 dicembre si è sviluppato un terribile incendio con fiamme alte oltre duecento metri.

Circa mille cittadini e venti sindaci hanno partecipato all’assemblea nazionale indetta dall’Osservatorio Nazionale Amianto presso il teatro SOMS di Sannazzaro de’ Burgondi.
L’Ona infatti ha chiamato a raccolta cittadini, istituzioni, politici, esperti e studiosi per una riflessione sulla massiccia presenza di amianto in diversi siti del territorio della Lomellina e rischio esposizione di centinaia di migliaia di cittadini e sui fenomeni epidemici di patologie asbesto correlate, in particolare tra i dipendenti ed ex dipendenti della Raffineria di Sannazzaro De Burgondi.
Sull’incendio nella raffineria del 1 dicembre è stata aperta un’inchiesta della Procura di Pavia, l’esito della quale potrebbe avere conseguenze sulla fattibilità o meno della discarica di amianto prevista a poche centinaia di metri dalla raffineria.
In seguito alla richiesta arrivata da più voci di revocare l’autorizzazione concessa nel 2015 alla società Acta srl, l’assessore regionale all’Ambiente Terzi ha infatti risposto che si attende l’esito delle indagini per valutare l’ipotesi di riconsiderare il progetto.

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Esposto alla magistratura: tutela della salute

“Chiediamo alla magistratura indagini rapidissime e conclusioni immediate affinché dati certi e indagini scientifiche siano di trasparente supporto alle decisioni da prendete e consentano valutazioni serene”, ha dichiarato nel corso dell’assemblea l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Ricorso alla Commissione e al Parlamento Europeo

A pochi giorni dall’incidente, l’Ona ha spedito alla Commissione e al Parlamento Europeo una Petizione Popolare per promuovere una procedura di infrazione dinanzi alla Corte di Giustizia a carico dello Stato italiano della Regione Lombardia. La risposta dea parte del Parlamento Europeo è arrivata il 13 gennaio: la richiesta è stata iscritta al ruolo generale e inoltrata alla commissione per le petizioni.

Interrogazione dell’On.le Laura Agea: perché la discarica amianto?

Nel frattempo, è stata presentata alla Commissione Europea un’interrogazione dall’europarlamentare Laura Agea, proprio in merito alla possibile realizzazione di una discarica di amianto adiacente ad un sito industriale a rischio incidente rilevante.

Richiesta dei fondi strutturati Europei

Nell’interrogazione dell’On.le Laura Agea (che ha partecipato alla conferenza che l’ONA ha organizzato presso il teatro SOMS) si chiede se la Commissione intenda istituire una commissione d’inchiesta e se è conoscenza “del fatto che i finanziamenti del Fondo europeo di sviluppo regionale e dei Fondi strutturali europei sono stati impegnati dallo Stato italiano e dalla Regione Lombardia senza mettere in sicurezza i siti contaminati; dell’esposizione e dell’incendio del 1 dicembre 2016 presso la predetta raffineria; del fatto che, dopo la costruzione della discarica, un incidente potrebbe far disperdere milioni di tonnellate di amianto in miliardi e miliardi di fibre”.
Consulta l’interrogazionecaso della discarica di Sannazzaro
All’assemblea nazionale dell’Ona, hanno partecipato al convegno Ezio Bonanni, presidente dell’ONA e legale delle vittime dell’amianto, Roberto Zucca, Sindaco del Comune di Sannazzaro De’ Burgundi, Maurizio Ascione, PM presso la Procura della Repubblica di Milano, Davide Fabretti, coordinatore ONA Sannazzaro De’ Burgundi e del coordinamento Regione Lombardia ONA, Antonio Boccuzzi, deputato, componente della XI Commissione (Lavoro pubblico e privato), Laura Agea, europarlamentare, Chiara Scuvera, deputato, componente X Commissione (Attività Produttive, Commercio e Turismo).

Conferenza ONA del 14 gennaio 2017.

L’Osservatorio Nazionale Amianto pubblica gli atti della conferenza “Eternit. L’assassino lento e silenzioso”.

Osservatorio Nazionale Rifiuti

L’ONA ha costituito l’Osservatorio Nazionale Rifiuti per contrastare l’emergenza delle discariche abusive su tutto il territorio italiano. Per saperne di più è possibile consultare il seguente link.

Eternit Bis: La Procura ricorre in Cassazione

Processo Eternit Bis
Processo Eternit Bis

Eternit Bis, la Procura di Torino ha impugnato la decisione con cui il GUP di derubricare l’accusa da omicidio volontario a omicidio colposo.

“Esprimiamo soddisfazione per l’iniziativa assunta dalla Procura della Repubblica e dalla Procura Generale della Procura di Torino che ha impugnato la decisione con cui il GUP Federica Bompieri, lo scorso 29 novembre, aveva derubricato l’accusa da omicidio volontario a omicidio colposo, e aveva frazionato il processo Eternit Bis in quattro tronconi ordinando il trasferimento degli atti a Napoli, Reggio Emilia e Vercelli per ragioni di competenza territoriale e con l’udienza fissata presso il Tribunale di Torino per soli due casi con l’ipotesi di omicidio colposo (udienza 14.06.2017)”, ha dichiarato l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

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Eternit Bis: l’ONA sarà presente in Cassazione come parte civile

Sia la Procura della Repubblica che la Procura Generale di Torino recepiscono ed accolgono le sollecitazioni dell’Osservatorio Nazionale Amianto. L’associazione è costituita parte civile e sarà presente sia in Cassazione, che presso il Tribunale di Torino.

Infatti, l’imputato potrebbe chiedere, già il prossimo 14.06.2017, la sospensione del giudizio, con il rischio di un’altra prescrizione, così come è avvenuto nel primo processo.
Ciò non si potrà verificare, in quanto le vittime continueranno la loro mobilitazione per avere giustizia.
Quindi, verrà formulata un’istanza alla Corte di Cassazione in modo che il ricorso possa essere discusso sollecitamente, prima della prossima udienza fissata per il 14.06.2017.

In ogni caso, all’udienza del 14.06.2017, verrà richiesto che il PM riformuli l’accusa di omicidio volontario, evitando così il rischio della sospensione del processo.