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Amianto e Vittime del dovere: L.Abbate intervista E.Bonanni

Luigi Abbate e Ezio Bonanni su ONA News, amianto
Luigi Abbate e Ezio Bonanni su ONA News

Una nuova intervista del giornalista Luigi Abbate per ONA News all’avv. Ezio Bonanni. In questa puntata, il Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.
Il focus riguarda i casi di malattia professionale e riconoscimento degli stessi come vittime del dovere.

Un contributo importante per far luce su una questione ignorata

“Pensiamo a coloro che possono essere entrati a contatto con la sostanza avendo operato nel pattugliamento marittimo, in alcuni reparti aerei dove la componentistica era in asbesto. Come Osservatorio Nazionale all’amianto abbiamo ottenuto significativi risultati
e vinto sentenze per il riconoscimento delle vittime del dovere.” Ha affermato l’avv. Ezio Bonanni.

ONA per la tutela dei nostri uomini in divisa contro l’amianto

La storia dell’asbesto è diventata un punto di riferimento principe anche della dannosità di altri cancerogeni. Un esempio sono gli sversamenti nella Terra dei Fuochi. Da sempre l’Osservatorio Nazionale Amianto ha sottolineato l’importanza della prevenzione, che si esplica anche con la messa in pratica delle norme di sicurezza nei luoghi di lavoro.” Ha aggiunto l‘avv. Ezio Bonanni.

Qui di seguito la puntata di ONA News per visionare l’intervista integrale.

 

Sydney, scoperta maxi discarica di amianto in progetto autostradale

Australia
Australia cartina provincie

Un’enorme quantità di terreno contaminato da amianto sarebbe stata rinvenuta nell’area di un grande progetto autostradale nei pressi di Sydney. Secondo la fonte, si tratterebbe di circa 50.000 metri cubi di materiale che potrebbero contenere tracce della sostanza pericolosa.

In questi casi, l’organo di controllo locale è l’Environmental Protection Authority (EPA).

Intervento immediato delle autorità

L’amianto, bandito in Australia sin dal 2003 a causa dei suoi effetti cancerogeni, continua purtroppo a emergere in contesti legati a demolizioni, scavi e movimentazione di vecchi terreni. Nel caso di Sydney, la priorità dell’EPA è ovviamente quella di evitare dispersioni di fibre nell’ambiente.

Le operazioni di bonifica sono già iniziate e prevedono una rimozione controllata e sicura del materiale, con particolare attenzione al trasporto e al successivo smaltimento in siti autorizzati. Le autorità hanno dichiarato che l’intervento sarà completato entro settembre 2025, garantendo standard di sicurezza elevati sia per i lavoratori sia per la popolazione residente nelle aree limitrofe.

Rischio per la popolazione: definito minimo

Gli esperti dell’EPA hanno sottolineato che, al momento, il rischio per la salute pubblica è considerato basso. Le fibre di amianto infatti diventano pericolose se disperse nell’aria e inalate, ma in questo caso il materiale si trovava compattato nel terreno, limitando quindi la possibilità di esposizione.

Tuttavia, non sono stati lasciati margini di rischio: l’intera operazione viene monitorata costantemente con sistemi di controllo ambientale e protocolli di sicurezza rigidissimi.

Impatto sul progetto autostradale

Il progetto infrastrutturale rappresenta una delle opere strategiche per migliorare la mobilità nell’area metropolitana di Sydney. La scoperta dello stockpile di amianto ha inevitabilmente comportato ritardi temporanei, ma le autorità hanno ribadito che la priorità resta la salute e la tutela ambientale.

Una volta completata la rimozione, i lavori potranno riprendere a pieno ritmo, garantendo comunque tempi di consegna compatibili con le scadenze originarie.

Amianto, un problema ancora attuale per il mondo intero

“In molte aree urbane e industriali, infatti, persistono materiali e terreni contaminati da amianto, residui delle massicce costruzioni realizzate nella seconda metà del Novecento.Il caso dell’autostrada a Sydney dimostra quanto sia ancora necessario mantenere alta l’attenzione e investire risorse nella bonifica e nel monitoraggio ambientale.” Ha affermato l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Grazie all’intervento rapido dell’EPA e all’adozione di misure di sicurezza adeguate, il rischio per la popolazione è stato definito minimo. Entro un mesel’intera area sarà bonificata, permettendo di proseguire con la costruzione di una delle infrastrutture più importanti per la mobilità australiana.

USA, Nashville: trovate tracce di amianto in uno spazio universitario

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Tennessee_in_United_States cartina

La demolizione del Branscomb Quadrangle, complesso di residenze nel campus universitario statunitense Vanderbilt University, sarebbe stata interrotta dopo il ritrovamento di piccole quantità di amianto. A dichiararlo è la rivista The Hustler.  Lo stop sarebbe arrivato in seguito a un’ispezione di routine eseguita prima dell’avvio definitivo dei lavori di abbattimento.

Il campus universitario si trova a a Nashville nel Tennessee. La scorsa primavera fu un progetto ambizioso: la costruzione di quattro nuovi edifici residenziali. La scoperta dell’amianto avrebbe però reso necessario un immediato cambio di programma, imponendo una sospensione temporanea delle attività.

Le misure adottate dall’università

In una comunicazione ufficiale che sarebbe stata rilasciata alla rivista The Hustler, le analisi preliminari avrebbero rilevato tracce di materiali contenenti amianto nel Branscomb Quad.

Il messaggio chiarisce che:

  • i test fanno parte delle procedure standard richieste in fase di demolizione;
  • non appena individuato l’amianto, sarebbero iniziate immediatamente le operazioni di bonifica;
  • tutti i lavori seguirebbero rigorosamente le normative statali e federali.

La struttura sarebbe stata completamente evacuata prima dell’avvio dei test, così da garantire la massima sicurezza agli ex residenti e agli studenti del campus. Secondo l’università, gli interventi di bonifica sono ormai quasi completati e non esiste alcun rischio per la comunità accademica.

Che cos’è l’amianto e perché è pericoloso

Secondo l’Environmental Protection Agencye l’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, l’asbesto è una fibra naturale presente in rocce e suoli, largamente impiegata nell’edilizia fino a qualche decennio fa. Veniva utilizzata soprattutto per la sua resistenza al calore e per le proprietà isolanti.

Il problema nasce quando il materiale si deteriora o viene disturbato da lavorazioni come demolizioni e ristrutturazioni: in questi casi, le fibre possono disperdersi nell’aria. L’esposizione prolungata può causare gravi danni alla salute, tra cui patologie polmonari, malattie respiratorie croniche e alcuni tipi di tumore.

Nessun rischio per gli ex residenti

L’università ha avviato rapidamente le procedure di bonifica, garantendo che non vi siano rischi per la salute degli studenti e del personale.

In un ulteriore messaggio, la Vanderbilt Facilities ha ribadito che l’amianto presente nel Branscomb Quad sarebbe stato confinato in modo sicuro e non costituirebbe una minaccia per chi viveva nell’edificio.

La nota sottolinea che:

  • i materiali presenti nel Branscomb erano sigillati e non rilasciavano fibre;
  • nessuno degli ex residenti o studenti è stato esposto a rischi.

Attesa per il progetto di ricostruzione

Non sarebbe tuttavia ancora chiaro quale sarà il futuro immediato della demolizione del Branscomb Quad né quali modifiche subirà il cronoprogramma per la realizzazione dei nuovi edifici residenziali. L’università avrebbe  fatto sapere che aggiornerà studenti e comunità accademica non appena saranno disponibili informazioni più dettagliate.

Le informazioni pubblicate in questa notizia provengono da fonti esterne.  E’ possibile modificare o aggiornare i contenuti qualora ci fossero delle inesattezze.

 

Ex clinica a Piacenza: al via la bonifica dell’amianto dalla struttura

Piacenza
Piacenza, cartina

Negli ultimi giorni è stato avviato un importante intervento di bonifica ambientale presso l’ex clinica Belvedere di via Gadolini a Piacenza. L’edificio è al centro di un progetto di risanamento che prevede la rimozione totale delle coperture e dei manufatti che secondo la fonte conterrebbe amianto.

Un passo decisivo per la sicurezza e la riqualificazione

Grazie all’avvio delle operazioni di smaltimento, si compie un passo fondamentale verso la messa in sicurezza del sito. I lavori riguardano principalmente le lastre in cemento-amianto che rivestirebbero alcune parti della struttura e che, con il passare degli anni, avrebbero potuto rilasciare fibre nocive.

L’intervento prevede l’impiego di ditte specializzate, autorizzate alla rimozione e al corretto smaltimento di questo tipo di materiali.

Una struttura non utilizzata

L’edificio di via Gadolini è rimasto inutilizzato per diversi anni. Dopo essere stato a lungo sede di una clinica privata, in seguito aveva ospitato diversi reparti sanitari pubblici. Successivamente la struttura era stata progressivamente dismessa.

La bonifica in corso restituisce finalmente una nuova prospettiva aprendo la strada a future possibilità di recupero e riutilizzo dell’area già preventivate.

L’importanza della rimozione dell’amianto

“L’amianto è pericoloso perché potrebbe provocare, se deteriorato, l’inalazione di fibre disperse nell’aria. Ciò potrebbe causare gravi patologie a carico dell’apparato respiratorio. Per questo motivo la sua rimozione è considerata una priorità nelle operazioni di risanamento di edifici pubblici e privati.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Le procedure di bonifica sono complesse e devono rispettare normative molto rigide. Ogni fase, dalla rimozione al trasporto fino allo smaltimento finale in discariche autorizzate, deve essere monitorata per garantire la massima sicurezza.

Un segnale positivo per il territorio

L’intervento sull’ex clinica Belvedere è un segnale positivo per la città e per i residenti del quartiere.

La bonifica apre anche scenari futuri: una volta completata la rimozione dei materiali nocivi, l’edificio potrà essere oggetto di ulteriori interventi di recupero o di eventuali progetti di riqualificazione. In questo modo, un’area rimasta a lungo inutilizzata potrebbe tornare a svolgere un ruolo attivo all’interno del tessuto urbano.

Si tratta di un passo importante per la salute dei cittadini e per il futuro della zona, un segnale concreto che testimonia una nuova opportunità di sviluppo.
Fonte: Libertà

Amianto, nuova vittoria: benefici previdenziali a ex operaia di Anagni

Risarcimento amianto - Avvocato Ezio Bonanni, vittime del dovere
Avvocato Ezio Bonanni

La Corte d’Appello di Roma condanna l’INPS

Per quasi trent’anni aveva lavorato a stretto contatto con l’amianto. Oggi, a 56 anni, un’ex dipendente dello stabilimento Videocolor di Anagni – storica fabbrica specializzata nella produzione di componenti elettronici e cinescopi per televisori – ha ottenuto una sentenza favorevole che segna un nuovo passo avanti nella tutela dei lavoratori esposti.

Dopo la prima vittoria in tribunale contro l’INAIL, che aveva riconosciuto il diritto all’indennizzo per malattia professionale, la Corte d’Appello di Roma ha condannato l’INPS a concederle le maggiorazioni contributive spettanti ai lavoratori esposti ad agenti cancerogeni, ricostruendo così la sua posizione previdenziale per il periodo compreso tra il 1979 e il 2006.

L’esposizione e la malattia professionale

Durante la carriera lavorativa, la donna ha prestato servizio in diversi reparti dello stabilimento, tra cui quello pedane, la sala maschere e il reparto vuoto. In quegli ambienti i macchinari, i forni per la lavorazione dei cinescopi, le vasche e i sistemi di ventilazione sarebbero stati coibentati con materiali contenenti amianto.

Nel 2015 i primi segnali: tosse persistente, difficoltà respiratorie e dispnea. Poco dopo è arrivata la diagnosi: pneumopatia interstiziale asbesto-correlata. Una patologia invalidante che, secondo la sentenza, ha origine diretta dall’attività lavorativa svolta nello stabilimento.

Il risarcimento e la pensione rivalutata

La decisione della Corte prevede non solo il riconoscimento del danno biologico, ma anche un adeguamento della pensione: circa 20.000 euro di arretrati e un incremento mensile stimato di 500 euro.

La voce dell’ONA e dell’avvocato Ezio Bonanni

Sulla vicenda è intervenuto l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), che da anni si batte per la difesa delle vittime:

“Questa decisione rappresenta un nuovo traguardo nella battaglia per i lavoratori dimenticati, persone che per decenni hanno respirato amianto.”

Un caso che non isolato

Alla Videocolor di Anagni anche un altro ex dipendente, Domenico Catracchia, è stato già al centro di un altra vicenda che ha portato al riconoscimento di malattia asbesto-correlata.