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giovedì, Gennaio 22, 2026

Amianto, nuova vittoria: benefici previdenziali a ex operaia di Anagni

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La Corte d’Appello di Roma condanna l’INPS

Per quasi trent’anni aveva lavorato a stretto contatto con l’amianto. Oggi, a 56 anni, un’ex dipendente dello stabilimento Videocolor di Anagni – storica fabbrica specializzata nella produzione di componenti elettronici e cinescopi per televisori – ha ottenuto una sentenza favorevole che segna un nuovo passo avanti nella tutela dei lavoratori esposti.

Dopo la prima vittoria in tribunale contro l’INAIL, che aveva riconosciuto il diritto all’indennizzo per malattia professionale, la Corte d’Appello di Roma ha condannato l’INPS a concederle le maggiorazioni contributive spettanti ai lavoratori esposti ad agenti cancerogeni, ricostruendo così la sua posizione previdenziale per il periodo compreso tra il 1979 e il 2006.

L’esposizione e la malattia professionale

Durante la carriera lavorativa, la donna ha prestato servizio in diversi reparti dello stabilimento, tra cui quello pedane, la sala maschere e il reparto vuoto. In quegli ambienti i macchinari, i forni per la lavorazione dei cinescopi, le vasche e i sistemi di ventilazione sarebbero stati coibentati con materiali contenenti amianto.

Nel 2015 i primi segnali: tosse persistente, difficoltà respiratorie e dispnea. Poco dopo è arrivata la diagnosi: pneumopatia interstiziale asbesto-correlata. Una patologia invalidante che, secondo la sentenza, ha origine diretta dall’attività lavorativa svolta nello stabilimento.

Il risarcimento e la pensione rivalutata

La decisione della Corte prevede non solo il riconoscimento del danno biologico, ma anche un adeguamento della pensione: circa 20.000 euro di arretrati e un incremento mensile stimato di 500 euro.

La voce dell’ONA e dell’avvocato Ezio Bonanni

Sulla vicenda è intervenuto l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), che da anni si batte per la difesa delle vittime:

“Questa decisione rappresenta un nuovo traguardo nella battaglia per i lavoratori dimenticati, persone che per decenni hanno respirato amianto.”

Un caso che non isolato

Alla Videocolor di Anagni anche un altro ex dipendente, Domenico Catracchia, è stato già al centro di un altra vicenda che ha portato al riconoscimento di malattia asbesto-correlata.

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