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Nuova Zelanda, rilevato amianto in porte antincendio

Porta antincendio (Foto free di Phat Huynh da Pixabay)
Porta antincendio, uscita di emergenza indicata

La recente scoperta di tracce di amianto in alcune porte antincendio ha acceso l’attenzione delle autorità sanitarie e di sicurezza in Nuova Zelanda. Il caso ha portato alla sospensione temporanea di impianti produttivi e all’avvio di controlli estesi su scala nazionale.

Cosa è stato scoperto

Durante test di verifica su materiali ignifughi utilizzati per la realizzazione di porte tagliafuoco, sono emerse contaminazioni di amianto in un nucleo isolante di importazione. Questo materiale, conosciuto come “nucleo FRB”, era impiegato da diversi produttori, tra cui uno dei principali fornitori neozelandesi.

Sebbene il prodotto fosse progettato per essere privo di amianto, alcune forniture provenienti da fornitori esteri avrebbero mostrato contaminazioni non conformi. In Nuova Zelanda l’importazione di amianto è vietata dal 2016, proprio per i gravi rischi legati alla salute.

Perché l’amianto è pericoloso

L’amianto è stato per decenni utilizzato nell’edilizia per le sue proprietà isolanti e resistenti al fuoco. Tuttavia, l’esposizione prolungata alle sue fibre è associata a gravi patologie, tra cui:

Si stima che ogni anno circa 220 persone in Nuova Zelanda muoiano per malattie correlate all’amianto.

La risposta delle autorità

Dopo la segnalazione ricevuta, l’ente nazionale per la salute e sicurezza sul lavoro (WorkSafe) ha avviato controlli urgenti presso gli stabilimenti coinvolti. Due siti produttivi sono stati temporaneamente chiusi per consentire la rimozione in sicurezza dei materiali contaminati e sono stati riaperti solo dopo la certificazione da parte di esperti indipendenti.

Parallelamente, il ministero delle Imprese, dell’Innovazione e dell’Occupazione avrebbe confermato la presenza di amianto in alcune partite di materiale importato e ha avviato un’indagine in collaborazione con diversi fornitori.

Impatto sui clienti e sugli edifici

Il principale produttore nazionale ha comunicato pubblicamente l’accaduto, contattando direttamente i clienti interessati. L’azienda ha chiarito che:

  • le porte installate e in buone condizioni non presentano rischi immediati,
  • è comunque raccomandata la massima cautela in caso di interventi di manutenzione o ristrutturazione,
  • sono in corso ulteriori test su lotti precedenti e materiali in magazzino.

Cosa significa per i cittadini

Le porte antincendio o tagliafuoco sono elementi fondamentali nella sicurezza degli edifici, in quanto rallentano la propagazione delle fiamme. La scoperta dell’amianto ha introdotto una variabile di rischio legata alla salute se i materiali contaminati vengono danneggiati o lavorati senza le dovute precauzioni.

Per questo motivo, le autorità invitano chi possiede porte potenzialmente interessate a:

  • consultare gli elenchi ufficiali dei modelli coinvolti,
  • evitare interventi fai-da-te,
  • rivolgersi esclusivamente a ditte certificate nella gestione dell’amianto.

Amianto a Frascati, ordinanza urgente per bonifica edificio

firma di un contratto, amianto
Immagine di qualcuno che firma un contratto

A Frascati torna alta l’attenzione sul tema dell’amianto. Secondo una delle fonti, la Polizia Locale avrebbe individuato un nuovo sito con materiali potenzialmente pericolosi.

L’episodio riguarda una rimessa privata in via Grotte dello Stinco. Durante un sopralluogo, gli agenti avrebbero riscontrato la presenza di lastre riconducibili a eternit, materiale notoriamente dannoso per la salute se deteriorato.

Ordinanza del Comune: obbligo di bonifica entro 45 giorni

A seguito della segnalazione, la sindaca di Frascati, Francesca Sbardella, ha firmato un’ordinanza urgente. Il documento impone al proprietario dell’immobile di procedere immediatamente con la messa in sicurezza e la successiva bonifica delle coperture.

Il termine stabilito è di 45 giorni dalla notifica dell’atto. Il cronoprogramma dovrà rispettare le normative nazionali e regionali in materia di amianto.

Cosa prevede il provvedimento

Il percorso obbligatorio stabilito dall’ordinanza è dettagliato e prevede:

  • valutazione del rischio tramite il metodo regionale “Amleto”;
  • redazione di un piano di manutenzione e controllo;
  • segnalazione dei materiali contaminati con apposita cartellonistica;
  • nomina di un responsabile incaricato della gestione;
  • affidamento delle operazioni di bonifica a ditte specializzate e autorizzate.

Al termine dei lavori, tutta la documentazione dovrà essere inviata sia alla Polizia Locale sia alla ASL Roma 6, per certificare l’avvenuta rimozione del rischio.

Perché la prevenzione è fondamentale

Il provvedimento nasce da un lavoro coordinato tra uffici tecnici, Polizia Locale e autorità sanitarie. L’obiettivo è evitare che il degrado dei materiali possa rilasciare fibre di amianto, altamente nocive anche in piccolissime quantità.

L’amianto è infatti una minaccia subdola: non serve un danno evidente alla struttura perché si verifichi una dispersione pericolosa. Da qui l’importanza di controlli periodici, monitoraggi costanti e certificazioni aggiornate.

Bonificare per tutelare la comunità

Ogni nuova segnalazione conferma la necessità di un approccio basato su rapidità, prevenzione e responsabilità.

La rimozione definitiva dell’amianto è soprattutto un atto di civiltà. Significa proteggere le persone, restituire sicurezza al territorio e interrompere la convivenza forzata con un materiale che la scienza considera un vero e proprio “killer silenzioso”.

Frascati sceglie la prevenzione e la fermezza

La cittadina lancia un messaggio chiaro: solo attraverso controlli, bonifiche certificate e responsabilità condivisa sarà possibile liberare il territorio dall’eredità tossica dell’amianto.

Salute e tutela ambientale: diritti fondamentali nella Costituzione

Il giornalista Luigi Abbate e l'avv. Ezio Bonanni
Il giornalista Luigi Abbate e l'avv. Ezio Bonanni

La Costituzione italiana è il pilastro dell’ordinamento giuridico. Tra i suoi principi fondamentali, assume un ruolo centrale la tutela della salute e dell’ambiente, temi oggi più che mai attuali. In questa nuova intervista del giornalista Luigi Abbate, l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, sottolinea come la difesa dell’ambiente sia strettamente collegata al diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione.

In un mondo in cui inquinamento, malattie professionali e cambiamenti climatici incidono direttamente sulla qualità della vita, diventa essenziale comprendere come i valori costituzionali possano guidare scelte legislative, industriali e sociali.

Il diritto alla salute nella Costituzione

Secondo Bonanni: “L’articolo 32 della Costituzione italiana stabilisce che la Repubblica tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività.”

Non si tratta quindi solo di un riconoscimento astratto: significa che lo Stato ha il dovere di garantire condizioni di vita e di lavoro sane, proteggendo i cittadini da ogni forma di danno.

Tuttavia, questo principio va letto insieme ad altri articoli della Carta, in particolare:

  • Articolo 9: tutela dell’ambiente, degli ecosistemi e del patrimonio naturale.

  • Articolo 41: libertà di iniziativa economica, che però non può svolgersi in contrasto con la sicurezza, la libertà e la dignità umana.

Questi articoli, presi nel loro insieme, mostrano come la salute dei cittadini e la protezione ambientale siano due facce della stessa medaglia.

Ambiente e salute: un rapporto diretto

Come afferma Bonanni, ambiente contaminato, malattia; ambiente pulito, salute è un’equazione semplice, ma che racchiude una grande verità.” Un esempio recente è stato il Covid-19, che ha evidenziato la fragilità degli equilibri naturali e l’impatto delle alterazioni ambientali sulla salute pubblica.

Non basta ricorrere a misure di emergenza come mascherine o confinamenti: la vera prevenzione si ottiene garantendo un ambiente sano, libero da sostanze cancerogene e inquinanti. Solo così si riduce il rischio di malattie croniche, tumori e altre patologie gravi.

Le future generazioni al centro della Costituzione

Gli articoli 9 e 41 richiamano esplicitamente il dovere di tutelare l’ambiente anche per le generazioni future. Questo significa che ogni scelta politica, economica e legislativa deve tener conto non solo del presente, ma anche dell’impatto a lungo termine.

Il caso di Taranto e dell’ILVA è emblematico: la produzione di acciaio basata sul carbone ha determinato gravi danni ambientali e sanitari. Oggi la sfida è passare a una produzione sostenibile, che concili sviluppo industriale, occupazione e diritto alla salute.

Lavoro e salute: un legame che dovrebbe essere indissolubile

Spesso si tende a contrapporre il lavoro alla tutela della salute. In realtà, secondo Bonanni, non esiste alcun conflitto tra i due diritti. Un ambiente di lavoro inquinato e insalubre porta inevitabilmente a malattie, riduzione della produttività e perdita di posti di lavoro.

Al contrario, un sistema produttivo basato sulla sostenibilità e sulla prevenzione rafforza l’economia, tutela i lavoratori e garantisce la competitività delle imprese. Il concetto da affermare è quello di lavoro salubre, che parte dal rispetto dell’ambiente di vita e di lavoro.

La Costituzione come bussola per il futuro

La Costituzione italiana è una vera bussola che guida le decisioni pubbliche e private. Interpretare ogni norma alla luce della tutela della salute e dell’ambiente significa garantire un futuro più equo, sicuro e sostenibile.

Per questo, i principi costituzionali devono essere al centro dell’azione legislativa, delle politiche industriali e delle strategie di sviluppo del Paese.

La lezione che emerge è chiara: non c’è salute senza ambiente, e non c’è lavoro senza tutela della vita. La Costituzione ci ricorda che ogni scelta deve rispettare questi valori fondamentali, non solo per i cittadini di oggi ma anche per le generazioni future.

Vedi la videointervista su ONA News:

Collaborazioni ONA: l’avv. Bonanni presenta l’avv. Veronica Scigliano

Avv. Ezio Bonanni presenta Avv. Veronica Scigliano
Avv. Ezio Bonanni presenta Avv. Veronica Scigliano

Nella sede dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) si è tenuta un’intervista che mette in luce il ruolo della giovanissima avvocatessa Veronica Scigliano, nuova componente dell’ufficio legale dell’associazione. Laureata in Giurisprudenza presso l’Università LUMSA di Roma, con una solida esperienza nonostante la giovane età, l’avvocatessa porta con sé entusiasmo, determinazione e una forte vocazione sociale.

L’impegno dell’ONA nella tutela della salute e dei diritti

L’Osservatorio Nazionale Amianto, guidato dall’avvocato Ezio Bonanni, da anni si batte per la tutela della salute, della sicurezza dei lavoratori e del diritto al risarcimento delle vittime esposte all’amianto. Durante l’incontro, Bonanni ha sottolineato:
“Come associazione portiamo avanti le esigenze di tutela della salute, della incolumità e dei diritti dei lavoratori, e al tempo stesso del diritto al risarcimento di chi purtroppo è stato esposto ad amianto ed ha subito conseguenze negative per la sua salute.”

Un impegno che si intreccia con i principi sanciti dalla Costituzione italiana, in particolare dall’articolo 24 sul diritto alla difesa e dall’articolo 32 che tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività.

La voce della nuova generazione di avvocati

Con emozione e fermezza, Veronica Scigliano ha espresso la sua gratitudine e la sua visione del ruolo dell’avvocatura in questo contesto: “ringrazio infinitamente l’avvocato bonanni per avermi dato l’opportunità e la possibilità di far parte di questo progetto che non è solo legale, ma anche sociale. insieme riusciremo a dare giustizia e a tutelare davvero gli interessi dei cittadini, dei più deboli, delle vittime di questo agente cancerogeno che ancora oggi provoca migliaia di morti.”

Il suo percorso professionale, arricchito dalla pratica forense e dalla partecipazione costante a eventi di formazione giuridica, le permette oggi di mettere le proprie competenze al servizio di una causa che va oltre il diritto: la difesa della vita e dell’ambiente.

Un progetto legale e sociale per il futuro

Le parole conclusive dell’avvocato Bonanni racchiudono la missione dell’Osservatorio:
“Dobbiamo andare avanti perché questa è la strada giusta, la strada maestra per la libertà, la giustizia e il futuro positivo, anche nella tutela dell’ambiente e di tutti i cittadini.”

Con giovani professionisti come Veronica Scigliano, l’ONA rafforza il proprio impegno a costruire una società più giusta, nella quale il diritto si traduce in concrete azioni di protezione per le vittime e le loro famiglie.

Collaborazioni ONA: l’avv. Bonanni presenta l’avv. Carolina De Feo

avv.Ezio Bonanni e avv. Carolina De Feo
avv.Ezio Bonanni e avv. Carolina De Feo

In un recente video pubblicato sul canale ONA News – Osservatorio Nazionale Amianto, l’avv. Ezio Bonanni ha presentato una nuova e brillante collaboratrice del suo team legale: l’avv. Carolina De Feo. Si tratta di una giovane professionista che rappresenta una promessa importante nel panorama del diritto del lavoro a Roma e a livello nazionale.

Chi è l’avv. Carolina De Feo

Carolina De Feo è un avvocato abilitato presso la Corte d’Appello di Roma, con una formazione accademica solida e di respiro internazionale. Ha conseguito la laurea magistrale in Giurisprudenza presso la Luiss Guido Carli, discutendo una tesi innovativa sul diritto alla disconnessione nel lavoro da remoto, tema oggi più che mai centrale nel mondo del lavoro digitale.

Grazie al suo percorso internazionale, parla fluentemente inglese e spagnolo, oltre all’italiano, qualità che le consente di confrontarsi con un ampio panorama di casi e contesti.

Esperienze professionali e competenze

L’Avv. De Feo  si è occupata sia di consulenza legale che di assistenza giudiziale.

Ha inoltre svolto attività accademica come tutor presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, contribuendo alla formazione di studenti e giovani professionisti. Dal 2025, collabora  con l’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), impegnato nella tutela della salute, della sicurezza nei luoghi di lavoro e dell’ambiente.

Il ruolo nell’ONA e la missione sociale

L’ingresso dell’Avv. Carolina De Feo nell’ONA rappresenta un passo importante nella sua carriera. Come ha sottolineato l’avv. Ezio Bonanni nella presentazione, la giovane collega non porta solo competenze giuridiche, ma anche una forte sensibilità verso la tutela dei diritti dei lavoratori, delle vittime del dovere e delle persone più fragili.

La missione dell’ONA, infatti, va oltre l’attività strettamente legale: si tratta di una vera e propria azione sociale volta a garantire dignità, salute e sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro.

Diritto del lavoro e tutela dei lavoratori

Il diritto del lavoro è oggi una delle materie più delicate e importanti dell’ordinamento giuridico italiano. L’esperienza e l’impegno di giovani professionisti come l’Avv. De Feo contribuiscono a rafforzare la difesa dei diritti fondamentali, riaffermando lo statuto dei lavoratori e la necessità di un ambiente sicuro.

Il benvenuto dell’avv. Ezio Bonanni

“Si tratta di una giovane promessa dell’avvocatura non soltanto capitolina, ma anche nazionale formatosi nel particolare contesto del diritto del lavoro e della difesa dei lavoratori, centrale anche per riaffermare la tutela della dignità, del rispetto dei diritti fondamentali.
De Feo ha maturato la sua esperienza in un importante studio legale dove suo padre è cotitolare. E’ una figlia d’arte che decide di affrontare una sua strada di tutela della funzione dei lavoratori e quindi di affermazione dei diritti fondamentali della persona umana. Una visione che abbraccia l’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Osservatorio Nazionale Vittime del Dovere. A noi lei ci fa onore perché rappresenta una giovane, ma già importante realtà dell’avvocatura capitolina che ci permetterà di fare un ulteriore salto di qualità con tutto lo staff per perseguire sempre meglio i nostri fini di tutela della salute, dell’ambiente nei luoghi di vita e di lavoro.”
Ha affermato Bonanni.

La risposta dell’avv. Carolina De Feo 

“Ringrazio tantissimo l’avvocato Bonanni per l’opportunità. Ciò mi rende felice proprio perché in questo studio si persegue lo scopo sociale di tutelare i più deboli, le vittime del dovere e le persone più fragili.” Ha dichiarato De Feo.

ONA le dà quindi il benvenuto e inaugura quindi attraverso nuove collaborazioni un rinnovato percorso di passione ed energia che si unisce alla missione di tutela dei lavoratori.