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venerdì, Giugno 19, 2026
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Amianto, concesso risarcimento ai familiari dell’ex militare deceduto

Ezio Bonanni
Ezio Bonanni

Dopo diciotto anni dalla scomparsa di Rocco Gerardo Gatto, un ex militare della Marina, arriva una decisione importante di riconoscimento per il risarcimento degli esposti all’amianto.
La Seconda Sezione Civile del Tribunale di Roma ha confermato il diritto al risarcimento in favore dei familiari dell’uomo, stabilendo un importo complessivo di circa 950.000 euro, comprensivo di interessi e spese legali.

La sentenza rappresenta un nuovo passo nel percorso di riconoscimento delle patologie da esposizione professionale e nel sostegno a chi ha prestato servizio in ambienti dove l’amianto era presente.

Una vicenda di servizio, dedizione

Rocco Gerardo Gatto prestò servizio nella Marina Militare dal 1952 al 1958, come elettromeccanico e cannoniere a bordo di unità navali. In quegli anni, l’impiego dell’amianto era comune per ragioni tecniche e di sicurezza.
Nel 2006, gli fu diagnosticato un mesotelioma pleurico, e l’anno successivo la malattia ne causò il decesso.

Le valutazioni tecniche condotte nel corso del procedimento hanno evidenziato una possibile correlazione tra l’esposizione professionale e la patologia sviluppata, portando il giudice a riconoscere un risarcimento ai familiari per la perdita subita.

Il riconoscimento del Tribunale

Il Tribunale ha valutato il caso sotto il profilo umano e giuridico, riconoscendo il danno da perdita del rapporto parentale per la moglie e i figli.
La decisione si inserisce nel quadro delle cause civili relative a esposizioni professionali pregresse.

Le parole dell’avv. Ezio Bonanni – amianto e risarcimento

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) e legale della famiglia Gatto, ha espresso soddisfazione per l’esito del procedimento:

“Questa sentenza rappresenta un riconoscimento importante per una famiglia che ha atteso a lungo una risposta. allo stesso tempo, conferma la necessità di proseguire con attenzione nella tutela della salute di chi ha operato in contesti professionali potenzialmente esposti.”

Bonanni ha inoltre ribadito l’impegno dell’ONA nel promuovere prevenzione, assistenza sanitaria e bonifiche ambientali, al fine di ridurre i rischi per le future generazioni.

L’impegno dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto continua a fornire supporto legale, medico e informativo alle persone che ritengono di essere state esposte a sostanze nocive in ambito civile o militare.
Attraverso attività di consulenza e sensibilizzazione, l’associazione contribuisce a diffondere una maggiore cultura della sicurezza e della prevenzione.

Per informazioni o assistenza gratuita è possibile contattare il numero verde 800 034 294 o visitare il sito ufficiale www.osservatorioamianto.it

 

ONA, amianto e rischi nel Sud Italia – intervista a Bonanni

amianto, Avv. De Feo, Luigi Abbate, Avv. Ezio Bonanni, dati epidemiologici
amianto, Avv. De Feo, Luigi Abbate, Avv. Ezio Bonanni

L’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) continua a essere protagonista di importanti battaglie sia sul fronte giudiziario sia su quello sociale. Una nuova intervista di Luigi Abbate con l’avvocato Ezio Bonanni per approfondire i dati epidemiologici e le iniziative dell’ONA a tutela della popolazione e dei lavoratori italiani.

Cresce l’allerta amianto in Italia

Secondo l’avvocato Bonanni, la situazione dell’inquinamento da amianto e da metalli pesanti in alcune aree del Sud Italia è preoccupante. «Non riguarda solo Taranto», spiega Bonanni, «ma anche città come Crotone, dove i dati delle indagini epidemiologiche indicano criticità significative».

Grazie alla collaborazione con esperti come il dottor Pasquale Montilla, componente del Comitato Tecnico Scientifico Nazionale, l’ONA ha potuto ottenere ulteriori informazioni sulle contaminazioni presenti sul territorio. Queste includono nanoparticelle di metalli pesanti, che si aggiungono all’amianto e ad altri agenti chimici.

L’azione dell’ONA: tra giustizia e bonifiche

L’azione dell’ONA non si limita all’ambito giudiziario. Come sottolinea Bonanni, l’organizzazione lavora anche per sostenere il governo nazionale e il commissario straordinario nella bonifica dei siti contaminati, con l’obiettivo di rimuovere materiali pericolosi e garantire la sicurezza dei cittadini.

«Il nostro impegno non si limita alla legge», continua Bonanni, «ma comprende la tutela delle popolazioni e il monitoraggio dei dati epidemiologici, come previsto dal protocollo Montilla elaborato dall’ONA».

Funzione sociale dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Non è mancato un passaggio dellavv. Carolina De Feo che ha evidenziato anche l’aspetto sociale dell’attività dell’ONA. L’avvocato Bonanni spiega: «L’Osservatorio Nazionale Amianto non protegge solo i cittadini, ma anche i lavoratori esposti a rischi chimici e ambientali. Monitoriamo le situazioni critiche e forniamo supporto legale e informativo».

Questa doppia funzione, giuridica e sociale, rende l’ONA un punto di riferimento nella prevenzione primaria e nella tutela ambientale.

Prevenzione e futuro

La tutela ambientale è oggi inserita in maniera esplicita nella Costituzione, con riferimento agli articoli 9 e 41. Bonanni conclude: «L’ONA lavora per salvaguardare la salute dei cittadini, proteggere l’ambiente e preservare l’ecosistema per le future generazioni, valorizzando la bellezza della nostra Italia e della nostra Europa».

L’intervista di Abbate con Bonanni conferma come la combinazione di impegno giuridico, monitoraggio scientifico e sensibilizzazione sociale sia fondamentale. Per affrontare il problema dell’amianto e di altre contaminazioni ambientali.

Intervista e contenuti sono a cura di Luigi Abbate, che ringraziamo per aver condiviso approfondimenti e riflessioni con l’avvocato Ezio Bonanni.
L’autorialità dei contenuti resta riconosciuta a chi ha partecipato al confronto.

Global Asbestos Forum 2025 a Bergen: sfida mondiale amianto

Bandiera della Norvegia
Bandiera della Norvegia con sfondi di un lago di montagna

Il Global Asbestos Forum ha annunciato l’ottava edizione della sua prestigiosa conferenza annuale, che si svolgerà il 13 e 14 novembre 2025 a Bergen, in Norvegia. Inoltre, il tema di quest’anno, “Amianto: una sfida globale”, riflette chiaramente l’urgenza di una cooperazione internazionale per affrontare efficacemente i pericoli legati all’esposizione all’amianto.

Un punto d’incontro per esperti, ricercatori e testimoni da tutto il mondo

L’evento, infatti, riunirà professionisti della salute e sicurezza, medici, giuristi, nonché rappresentanti istituzionali, attivisti, vittime dell’amianto e innovatori tecnologici. Fondato nel 2014 dall’avvocata olandese Dr. Yvonne Waterman, il Forum nasce con l’obiettivo di promuovere la condivisione globale di conoscenze, esperienze e soluzioni sul tema dell’amianto.

Programma della conferenza sull’amianto in Norvegia: conoscenza, esperienza e innovazione

Giorno 1 – 13 novembre:

  • Visita guidata nel centro storico di Bergen, con focus sulla gestione dell’amianto nel patrimonio edilizio.
  • Sessioni pratiche e workshop formativi.
  • Serata di gala presso il Grand Hotel Terminus con musica dal vivo e networking.

Giorno 2 – 14 novembre:

  • Conferenza principale presso il rinomato Grieghallen, lo stesso teatro che ospitò l’Eurovision Song Contest.
  • Presentazioni di quasi 40 esperti internazionali, tavole rotonde e testimonianze dirette di persone colpite da malattie correlate all’amianto.
  • Mostra fotografica d’impatto sul tema dell’amianto e il suo impatto umano.
  • Asbestography Contest, concorso fotografico dedicato al racconto visivo delle sfide legate all’amianto. I vincitori saranno esposti durante l’evento.

Temi principali dell’edizione 2025

L’edizione di quest’anno si concentrerà su:

  • Strategie di bonifica e rilevamento innovativo dell’amianto.
  • Impatti psicologici ed economici sulle vittime e le famiglie.
  • Evoluzione delle normative internazionali.
  • Collaborazioni transfrontaliere per affrontare l’amianto di origine storica (legacy asbestos).
  • Integrazione tra politiche pubbliche e soluzioni tecnologiche.

Un’occasione unica per creare connessioni globali

La conferenza offrirà ampie opportunità di networking tra:

  • Istituzioni governative
  • Professionisti della salute ambientale e del lavoro
  • Esperti in bonifiche, demolizioni, formazione e monitoraggio
  • Avvocati e organizzazioni per i diritti delle vittime
  • Università e ricercatori

Guardare nella stessa direzione dall’Italia

L’Osservatorio Nazionale Amianto è da sempre attivo in Italia nella lotta ai cancerogeni come l’amianto.
L’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA è uno dei principali attivisti italiani nella lotta contro questo pericoloso materiale. Con oltre vent’anni di esperienza, ha dedicato la sua carriera alla difesa delle vittime dell’amianto, sia sul piano legale che sociale.
“L’amianto continua a mietere vittime: il nostro compito è assistere le persone esposte e garantire giustizia. Difendere le vittime del dovere e dei lavoratori significa costruire una società più sicura e consapevole.” Ha affermato il legale.

Amianto e tubature idriche in Lombardia: mappatura quasi completata

tubature e amianto
tubature e amianto, tubature usurate e arrugginite

Lombardia all’avanguardia nella lotta contro l’amianto: quasi tutti i Comuni hanno già censito le tubature idriche in cemento-amianto, mentre le operazioni di bonifica continuano a ritmo serrato.

Quasi il 96% dei Comuni lombardi ha completato la mappatura

Secondo i dati più recenti relativi al biennio 2022-2023, quasi il 96% dei Comuni ha terminato la mappatura delle condutture idriche realizzate in cemento-amianto, un materiale pericoloso per la salute se deteriorato.

Bonificati oltre 228 milioni di kg di amianto in un solo anno

Nel solo 2023, in Lombardia sono stati rimossi circa 230 milioni di chilogrammi di amianto. Sebbene si registri un lieve calo rispetto al picco del 2022, la qualità degli interventi è aumentata, con operazioni mirate in settori particolarmente sensibili come linee ferroviarie e coperture danneggiate da eventi atmosferici.

Controlli e sicurezza: ispezionati migliaia di cantieri

Anche sul fronte della vigilanza, la Regione non si è risparmiata. Tra il 2022 e il 2023, sono stati effettuati quasi 8.300 controlli nei cantieri, con un tasso di irregolarità inferiore al 2%. Un dato che conferma l’efficacia delle misure preventive e il rispetto delle normative da parte delle aziende.

Monitoraggio e prevenzione

Secondo quanto presentato durante una seduta della Commissione Ambiente del Consiglio Regionale, la Lombardia è oggi considerata un modello di riferimento a livello nazionale. Il merito va anche alla presenza di oltre 600 imprese specializzate nella rimozione dell’amianto, oltre che a un sistema ben organizzato di monitoraggio, formazione e prevenzione.

Nuove proposte di legge per rafforzare la sicurezza

Nel quadro della strategia regionale, è stato anche annunciato un nuovo disegno di legge dedicato alla protezione dai rischi legati all’amianto. La proposta include:

  • l’obbligo di verifiche preliminari negli edifici prima di ogni intervento,
  • la formazione pratica degli operatori del settore,
  • la definizione di standard per i dispositivi di protezione individuale.

Un approccio integrato

La Lombardia dimostra che è possibile affrontare l’emergenza amianto con un approccio integrato, fatto di mappatura precisabonifiche miratecontrolli rigorosi e formazione continua. Un esempio da seguire per tutte le regioni italiane, nell’ottica di garantire un ambiente più sicuro per tutti.

Codice deontologico dei giornalisti. Titolo IV: tutela delle vittime

cameramen, codice deontologico
Codice deontologico, cameramen apparentemente francese

Il nuovo Codice Deontologico delle giornaliste e dei giornalisti italiani, in vigore dal 1° giugno 2025, rappresenta una svolta importante per l’informazione nel nostro Paese.

In questo articolo ci concentreremo sul Titolo Quarto, dedicato ai doveri in tema di informazione. Riguarda due aspetti fondamentali: la cronaca giudiziaria e la tutela dell’identità di vittime, condannati e loro familiari. Comprendere questi articoli è essenziale per una corretta informazione, etica e rispettosa dei diritti fondamentali delle persone coinvolte nei fatti di cronaca.

Il nuovo codice sostituisce il vecchio Testo Unico dei doveri del giornalista e si compone di 40 articoli suddivisi in 8 titoli. Non è pensato solo per i professionisti dell’informazione, ma anche per i cittadini: chiunque può consultarlo per capire se una notizia è stata diffusa in modo corretto ed etico.

A cosa serve la deontologia giornalistica

Spesso le regole deontologiche sono viste con fastidio, come limiti che frenano la libertà. In realtà, la deontologia non impone divieti inutili, ma rappresenta un insieme di principi liberamente accettati dai giornalisti per esercitare la professione con responsabilità.

Non si tratta solo di evitare errori. Le regole deontologiche proteggono il giornalista stesso.

I principi fondamentali della deontologia

Il Codice Deontologico si fonda su valori costituzionali e su tre principi guida:

  • Interesse pubblico

  • Essenzialità dell’informazione

  • Rispetto della dignità della persona

A questi si aggiungono lealtà e buona fede, previsti dall’articolo 2 della legge professionale n. 69 del 1963.

Articolo 24: Cronaca giudiziaria

L’articolo 24 impone il rispetto della presunzione di innocenza. Ciò significa:

  • Indicare chiaramente la fase processuale (indagine, imputazione, condanna).

  • Evitare giudizi affrettati.

  • Usare termini precisi: indagato, imputato, condannato.

  • Dare notizia anche delle assoluzioni o proscioglimenti, con pari rilievo rispetto alle accuse iniziali.

Inoltre, il codice richiede cautela nel diffondere nomi e immagini in casi di reati minori o condanne lievi, tranne se esiste un chiaro interesse pubblico. Il principio è chiaro: interesse pubblico non è curiosità morbosa.

Differenziare cronaca e opinione

Il giornalista deve garantire la corretta distinzione tra:

  • Fatti e commenti

  • Accuse e difese

  • Atti processuali e interpretazioni

Il racconto deve essere completo e bilanciato, dando spazio sia all’accusa che alla versione della difesa, appena possibile.

Articolo 25: tutela delle vittime, condannati e familiari

Il secondo articolo del Titolo Quarto riguarda la protezione dell’identità delle persone coinvolte nei procedimenti giudiziari, in particolare:

  • Vittime di violenze fisiche e psicologiche

  • Minorenni coinvolti in procedimenti penali

  • Familiari dei protagonisti dei fatti di cronaca

Il giornalista deve garantire l’anonimato, a meno che le vittime non richiedano di essere identificate. Anche per i condannati, il codice invita a valutare il contesto, soprattutto se hanno intrapreso un percorso di reinserimento sociale.

Diritto all’oblio e reinserimento

L’informazione deve rispettare il diritto all’oblio, evitando di riportare dati identificativi di condannati a distanza di anni, a meno che l’interesse pubblico sia reale e attuale. Anche il linguaggio deve essere rispettoso: il reo non si identifica con il reato, e il reinserimento è un diritto, non una concessione.

Perché questi articoli sono fondamentali?

Come ricordava Gabriel García Márquez: “L’unica occasione in cui ad un uomo è consentito di guardare un altro dall’alto è quando lo aiuta a rialzarsi.”

Lo stesso vale per i giornalisti: non si raccontano solo fatti, ma persone.

Qui di seguito un video dal corso di aggiornamento dell’ Ordine dei Giornalisti.