22.2 C
Rome
sabato, Settembre 12, 2026
Home Blog Page 529

Augusta: attivato il Centro di riferimento regionale

Muscatello Augusta Mesotelioma
Muscatello Augusta Mesotelioma

L’ONA lamenta della discriminazione per lavoratori siciliani

La Sicilia, terra di storia, cultura e di bellezza, ormai ricordata da tutti come il triangolo della morte. Priolo – Gela – Augusta, dove tutto era in fibra di amianto, e nessuno, neanche chi era preposto alla vigilanza ed alla salvaguardia dei diritti dei lavoratori, si è premurato di allertare i poveri lavoratori. Ad oggi sono, infatti, circa 25 mila i lavoratori di Priolo Gargallo e Siracusa contaminati da amianto. Oltre a dover sopportare il peso di una malattia, che nella maggior parte dei casi non lascia scampo. Si vedono anche costretti a dover affrontare lunghi e costosi viaggi per raggiungere i centri ospedalieri e ricevere così la giusta assistenza.

“La Sicilia ha pagato un altissimo tributo in termini di vite umane. L’ONA ha censito 947 mesoteliomi. Per il periodo che va dal 2000 al 2011, per una media che nell’ultimo periodo sfiora i 100 casi per ogni anno. Poiché il mesotelioma è il “tumore sentinella” e poiché i decessi per tumore polmonare sono almeno il doppio (cui sono aggiunti gli altri tumori e le patologie non neoplastiche), si calcolano ogni anno complessivamente non meno di 600 decessi nella sola Sicilia. Il ReNaM, per quanto riguarda i mesoteliomi, stabilisce che la Sicilia ha un’incidenza del 5,3% su base nazionale. Si tratta di dati sottostimati, in quanto in molti casi i cittadini siciliani debbono emigrare in Nord Italia per poter ottenere la diagnosi e per veri e proprio viaggi della speranza, per cui molti casi non vengono censiti”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

La legge regionale 10/2014 è uno dei traguardi raggiunti

Già con la legge regionale n. 10/2014, redatta grazie all’intervento dell’On.le Pippo Gianni, Deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana e componente del comitato tecnico scientifico dell’ONA e già più volte Deputato nazionale, la Regione Sicilia si era dotata di uno strumento legislativo che prevedeva anche la creazione dell’unità operativa per la cura delle patologie asbesto correlate presso l’Ospedale di Augusta, oltre alla bonifica e ad ulteriori misure, “Finalmente siamo riusciti a fornire alla Sicilia un elemento importantissimo che porterà alla prevenzione e ad una migliore assistenza di tutti coloro che sono affetti da malattie causate dall’amianto”, dichiara l’On.le Pippo Gianni.

“Finalmente l’Asp di Siracusa si è decisa, in qualche modo, a offrire il servizio di diagnosi e cura delle patologie legate all’amianto. Con l’attivazione del centro regionale all’ospedale Muscatello. Il nostro compito, come associazione, sarà adesso quello di vigilare che venga davvero realizzato un centro regionale a tutti gli effetti”, dichiara Calogero Vicario, Coordinatore Regionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto da circa 10 anni.

Le richieste dell’Osservatorio Nazionale Amianto

In questi anni l’ONA, insieme al suo presidente l’Avv. Ezio Bonanni, ha più volte sollecitato le istituzioni affinché tutti i siciliani potessero tornare a riappropriarsi della loro amata terra. Gli appelli sono arrivati fino al Parlamento. Si contano più di 20 interrogazioni parlamentari, oltre cinquanta convegni in vari comuni della Sicilia, fino all’incontro, il 18 luglio scorso, con l’On.le Davide Faraone, Sottosegretario di Stato, a Roma presso il Ministero della Salute, guidato da una vera e propria delegazione ONA. Anche in quell’occasione la delegazione.

Ad affiancarsi all’Associazione anche alcuni preti coraggio. Come Don Palmiro Prisutto, arciprete della Chiesa madre di Augusta, e Don Rosario Lo Bello, che per proteggere i fedeli, la scorsa estate, ha deciso di chiudere la chiesa, situata vicino ad una tettoia costruita con del materiale contenete amianto, in fase di sgretolamento.

Lo stesso Vicario racconta cosa significhi per chi, come lui, affetto da una patologia asbesto correlata, doversi spostare in altre città del Nord per ricevere assistenza, “Come Siena, dove anche io sono stato e posso dire che si tratta della migliore struttura d’Italia in grado di offrire una sorveglianza sanitaria. Invito l’Asp a prendere esempio da questa struttura di eccellenza e con umiltà accettare i consigli di chi è competente in materia. Adesso pretendiamo che le cose funzionino e andrò avanti con la passione che ci ho messo sempre, anche se i problemi non mancheranno. Abbiamo il dovere di tutelare il nostro diritto alla salute e la struttura deve essere  in grado di offrire un servizio a tutta la Sicilia. Siamo a disposizione per divulgare tutte le informazioni a chi ha bisogno, ricordando che l’unico modo per combattere le patologie provocate dall’amianto è fare prevenzione”.

Amianto nella Leonardo Da Vinci di Firenze

Leonardo da vinci
Leonardo da vinci

L’ONA in Tribunale continua a chiedere che venga fatta chiarezza.

Conclusa l’udienza del 29.11.2017 innanzi il Tribunale penale di Firenze, Ufficio del Giudice delle Indagini preliminari. L’Osservatorio Nazionale Amianto ha opposto la seconda richiesta di archiviazione della Procura della Repubblica di Firenze sulla questione amianto nella scuola Leonardo da Vinci.

L’ultima ala della scuola con presenza di amianto è stata abbattuta lo scorso luglio 2017 a riprova che le doglianze dell’ONA non erano peregrine”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale di alcuni ex docenti e di loro famigliari deceduti.

Il GIP si è riservato di decidere se archiviare o imporre, per la seconda volta, la prosecuzione delle indagini oppure l’imputazione coatta.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, rappresentato dall’Avv. Elena Manzi e dall’Avv. Saverio Rossi, che hanno integrato il collegio guidato dall’Avv. Ezio Bonanni, ha insistito nell’opposizione.

L’Osservatorio Nazionale Amianto evidenzia che la seconda richiesta di archiviazione si basa esclusivamente sulle argomentazioni già sostenute nella prima richiesta di archiviazione e rigettate dal GIP già una prima volta.

Presenza di amianto a Leonardo Da Vinci

La presenza di amianto nella Leonardo Da Vinci, sostenuta dall’ONA, aveva ricevuto conferma dagli organi inquirenti che, però, hanno negato che avesse provocato dei danni al personale docente e non docente e agli alunni.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha dimostrato che anche dosi basse o presunte tali possono determinare danni alla salute poiché l’amianto è un cancerogeno completo, rispetto al quale non vi è una soglia di sicurezza, tant’è vero che il minerale è stato messo al bando con la Legge 257/1992.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha evidenziato come siano stati censiti almeno 70 casi di mesotelioma tra il personale docente e non docente negli ultimi anni e tale patologia è solo la punta dell’iceberg dell’epidemia da amianto. Per questi motivi l’ONA ha chiesto e chiede la bonifica dell’amianto nelle scuole italiane.

Necessario verificare i dati epidemiologici, tempi, termini e modalità di demolizione.

“Perché non è stata fatta prima?”, si chiede l’Osservatorio Nazionale Amianto.

I dati diffusi dall’ONA:

– 2.400 scuole con amianto in Italia;

– 350.000 tra docenti e non docenti e alunni esposti ad amianto;

– almeno 70 casi di mesotelioma negli ultimi tra personale docente e non docente solo in Italia (nel V Rapporto ReNaM i casi censiti erano 63, mentre i dati aggiornati sono nel VII Rapporto ReNaM).

Assistenza ONA per il riconoscimento di vittima del dovere e risarcimento danni

L’ONA assiste tutti coloro che hanno subito danni per esposizione ad amianto e ad altri cancerogeni. Grazie all’assistenza dell’ONA e dell’Avv Ezio Bonanni è possibile ottenere la tutela dei diritti e il risarcimento di tutti i danni subiti.

Leonardo Da Vinci: necessari chiarimenti rimozione amianto

Scuola Leonardo da Vinci di Firenze
Istituto Leonardo da Vinci di Firenze

Solo nell’estate 2017, l’ultima ala della scuola fiorentina Leonardo da Vinci, con presenza di amianto, è stata abbattuta.

La posizione delle autorità in merito alla questione

Le autorità hanno l’incrollabile fede che l’amianto presente nell’istituto Leonardo da Vinci non abbia determinato alcun decesso e alcun danno alla salute per coloro che hanno frequentato l’edificio.

Dopo aver riscontraro la presenza di amianto nell’edificio c’è stato un primo ordine di abbattimento in data 27.11.1997. Ma che in realtà è sopravvissuta con il suo terribile carico di amianto fino ai tempi più recenti.

Eppure l’amianto è un cancerogeno. Un killer potentissimo, silenzioso e brutale che quando colpisce non lascia scampo. Difatti gli studenti della scuola di Firenze che hanno frequentato l’istituto avrebbero avuto tutto il diritto a non inalare la fibra killer.

Mercoledì 29 novembre 2017 si terrà presso il Tribunale penale di Firenze, ufficio del GIP, l’udienza in Camera di Consiglio. La procura ha infatti chiesto per la seconda volta l’archiviazione.

Archiviazioni su archiviazioni, cosa sta accadendo?

Già una prima richiesta era stata rigettata dal GIP, poiché le indagini erano risultate insufficienti, ed erano necessari ulteriori approfondimenti.

Una seconda volta il PM ha chiesto l’archiviazione. Anche questa volta l’ONA si è opposta chiedendo che venga fatta piena luce su questa vicenda che, se portasse alla conferma di casi di decesso causati dall’amianto presente nella scuola delineerebbe responsabilità, penali e civili.

L’ONA contesta l’operato delle autorità. Considerando che la deliberazione ASL per la rimozione dell’amianto risale al 27.11.1997.

Mentre le autorità, tra cui nomi eccellenti come l’ex premier Matteo Renzi, prima presidente della provincia e poi Sindaco della città di Firenze, hanno ritenuto possibile soprassedere alla bonifica immediata dell’amianto, procedendo a rilento.

Amianto nelle scuole: aggiornamento ONA News 2021

La bonifica dell’amianto nelle scuole italiane è un tema su cui l’ONA non ha mai mollato la presa. Infatti, l’associazione ha dedicato un’intera puntata della trasmissione ONA News proprio su questa problematica.

Eternit Bis: processo a Napoli

Processo Eternit Bis Napoli
Processo Eternit Bis Napoli

Nel primo processo eternit era stata dichiarata la prescrizione (Cass. pen., sez. I, 19 novembre 2014 (dep. 23 febbraio 2015), n. 7941, Pres. Cortese, Est. Di Tomassi, imp. Schmidheiny). E’ iniziato il processo Eternit Bis, con l’imputazione per omicidio volontario di Schmidheiny Stephan Ernst.

Successivamente, il Tribunale di Torino (Ufficio GIP), ha derubricato l’imputazione in omicidio colposo con colpa cosciente e spacchettato il processo.

Il 27.11.2017, presso il Tribunale Penale di Napoli, ufficio GIP, proc. n. 5231/17 RG PM e n. 16310/17 RG GIP, ed è stato subito rinviato al 13.02.2018 per traduzione in tedesco del capo di imputazione e per una mancata notifica.

“L’ennesimo rinvio del processo Eternit Bis”, dichiara sconsolata una delle vittime di Napoli, che ha avuto il padre e il nonno deceduti per mesotelioma, dopo aver  lavorato nello stabilimento Eternit di Bagnoli.

Il processo Eternit Bis in Cassazione

La Procura della Repubblica e la Procura Generale di Torino su istanza dell’Osservatorio Nazionale Amianto e dei familiari delle vittime ha interposto ricorso per Cassazione, la cui udienza è fissata il prossimo 13 dicembre.

L’Osservatorio nazionale Amianto sarà presente il prossimo 13.12.2017 per chiedere l’annullamento del provvedimento del GUP di Torino, che ha spacchettato e diviso il processo, e per la riformulazione del capo di imputazione, che “deve tornare ad essere di omicidio volontario”, dichiara Pasquale Falco, vittima dell’amianto/Eternit Bagnoli.

Il processo Eternit Bis a Napoli (vittime amianto stabilimento Bagnoli).

Il prossimo 13.02.2018, presso il tribunale Penale di Napoli, si svolgerà l’udienza dopo il rinvio del 27.11.2017 (Tribunale di Napoli n. 5231/17 R.G.P.M, n. 16310/17 R.G. G.I.P).

L’Osservatorio Nazionale Amianto si è costituito parte civile, per ottenere la condanna dell’imputato e il risarcimento dei danni subiti dalle vittime dell’amianto, in particolare dipendenti ed ex dipendenti dello stabilimento Eternit Bagnoli, deceduti per mesotelioma, cancro polmonare, asbestosi e altre malattie da amianto / asbesto correlate.

Imputato: Schmidheiny Stephan Ernst nato in Svizzera (Heerbrugg) il 29.10.1947 elettivamente domiciliato ex art. 161 c.p.p. presso lo studio dell’avv. Astolfo Di Amato, Foro di Roma.

Ipotesi di reato contestata all’imputato: quale effettivo responsabile della gestione della Società Eternit S.p.A., esercente gli stabilimenti di lavorazione dell’amianto siti in Cavagnolo, Casale Monferrato, Napoli-Bagnoli, Rubiera e di effettivo responsabile della gestione delle società (industria Eternit Casale Monferrato S.p.A., Industria Eternit Napoli S.p.A., ICAR S.p.A., Industria Eternit Reggio Emilia S.p.A.) esercenti gli stabilimenti di lavorazione dell’amianto siti in Cavagnolo, Casale Monferrato, Bagnoli, Rubiera, nel periodo che inizia il giugno 1976 con riguardo ai siti di Casale Monferrato, Cavagnolo, Napoli-Bagnoli e il 27.06.1980 con riguardo al sito di Rubiera e che termina il 04.06.1986 con riguardo ai siti di Casale Monferrato e di Cavagnolo, il 19.12.1985 con riguardo al sito di Napoli-Bagnoli, il 06.12.1980 con riguardo al sito di Rubiera.

Assistenza legale vittime eternti/amianto-Bagnoli – ONA

Tutti gli ex dipendenti dello stabilimento Eternit Bagnoli, e i loro familiari, ivi compresi gli orfani e i defunti per mesotelioma, cancro polmonare, asbestosi, placche pleuriche da asbesto, e altre patologie amianto correlate, possono rivolgersi all’Osservatorio Nazionale Amianto e all’Avv. Ezio Bonanni.

L’Osservatorio Nazionale Amianto evidenzia che le vittime dell’amianto dello stabilimento Eternit Bagnoli che hanno contratto patologie amianto correlate, possono rivolgersi all’Associazione attraverso la sezione ‘ONA Risponde‘.

L’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ha integrato il collegio difensivo, con l’Avv.ssa Flora Rose Abate, penalista del Foro di Napoli. “L’ONA è da sempre vicina alle vittime e ai familiari di coloro che sono stati esposti ad amianto. Invito tutte le vittime a costituirsi parte civile”, dichiara l’Avv. Flora Rose Abate.

Costituzione di parte civile di tutte le vittime amianto dello stabilimento Eternit.

L’amianto dello stabilimento Eternit ha provocato e sta provocando vittime tra gli ex dipendenti, tra i familiari e tra coloro che hanno abitato e abitano nella città di Napoli, in particolare a Bagnoli.

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni, anche grazie alla collaborazione dell’Avv. Flora Rose Abate, hanno intenzione di supportare la popolazione, e quindi tutte le vittime di esposizione ambientale ad asbesto, provocata dallo stabilimento Eternit e dalla condotta dell’imputato Schmidheiny Stephan Ernst.

Schmidheiny Stephan Ernst è l’ultimo rampollo della famiglia Schmidheiny, che ha gestito la produzione amianto a livello mondiale, accumulando ricchezze immense. Con l’approssimarsi dei processi penali per morti da amianto, Schmidheiny Stephan Ernst ha ceduto le aziende a dei prestanome e/o ha schermato le sue proprietà.

Ciò nonostante, l’Avv. Ezio Bonanni e il pool di legali dell’Osservatorio Nazionale Amianto confidano nella possibilità di ottenere il risarcimento dei danni citando le società del gruppo Eternit quali responsabili civili, perchè possano rispondere in solido con il plurimiliardario Schmidheiny Stephan Ernst.

“Schmidheiny Stephan Ernst ha sempre tentato di sfuggire alle sue responsabilità ed è incredibile che la giustizia italiana ancora dopo decenni e dopo la morte di migliaia di lavoratori, familiari e cittadini, a causa delle fibre di amianto, che hanno provocato danni alla salute, con infiammazioni (asbestosi) e tumori (mesotelioma, cancro al polmone, alla laringe, alla faringe, etc.), non sia ancora riuscita ad inchiodarlo alle sue responsabilità. Tuttavia l’azione dell’Osservatorio Nazionale Amianto, e l’azione di tutte le vittime e dei familiari, prosegue per ottenere giustizia, e quindi il risarcimento di tutti i danni subiti, sia dalle vittime dirette, sia dalle vedove e degli orfani delle vittime dell’amianto dello stabilimento Eternit”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Gli altri procedimenti per le vittime amianto Eternit Bagnoli in indagine presso il Tribunale di Napoli.

Sono centinaia i casi di decessi per amianto nello stabilimento Bagnoli di Napoli, che a suo tempo non erano ancora giunti all’attenzione del Procuratore Guariniello a Torino.

Sono anni che l’Osservatorio Nazionale Amianto sta presentando denunce presso la Procura della Repubblica di Napoli.

Tutte le denunce sono in indagini (il troncone del procedimento giunto al Tribunale è quello dello spacchettamento del processo Eternit Bis di Torino).

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha già sollecitato la Procura di Napoli per quanto riguarda gli altri procedimenti in indagini, al fine di ottenere la condanna di Schmidheiny Stephan Ernst, alla pena di giustizia e al risarcimento dei danni.

Si auspica che si giunga finalmente ad un processo che possa vedere protagonista anche il Comune di Napoli, gravemente danneggiato dalla condotta dell’imputato Schmidheiny Stephan Ernst, e dalla multinazionale Eternit.

L’ONA auspica che il Comune di Napoli agisca contro Schmidheiny Stephan Ernst e la multinazionale Eternit per ottenere il risarcimento dei danni subiti dalla città di Napoli.

S.O.S. Difesa legale ONA vittime amianto stabilimento Eternit Bagnoli – Napoli.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, anche grazie alla collaborazione dell’Avv. Flora Rose Abate, assiste legalmente tutte le vittime, le quali possono inoltrare le richieste di assistenza all’indirizzo e-mail: osservatorioamianto@gmail.com

Per maggiori informazioni si può consultare il sito www.osservatorioamianto.com

notiziario, sull, onlus

nnotiziario, sull, onlusotiziario, sull, onl

eternit, bis, processo, napoli, notiziario, sull, amianto, ona, onlus

 eternit, bis, processo, napoli, notiziario, sull, amianto, ona, onlus

Sotto sorveglianza 46 ex ferrovieri

Amianto
Amianto

Ospedale di Cremona: sorveglianza sanitaria

Sono oltre duecento i lavoratori sotto sorveglianza sanitaria da parte dell’ospedale di Cremona per pregressa esposizione all’amianto. Di questi, 46 rappresentati dagli ex ferrovieri addetti alla manutenzione delle cosiddette squadre rialzo di Cremona.

Sorprendono di meno, purtroppo, i 41 casi provenienti dall’ex Inar di Romanengo. In carico dal 2012, si classificano come sottoposti ad altissima esposizione. La ditta ha lavorato amianto per ben quarant’anni, dal 1951 fino al 1991.

Nel 2004 la chiusura, e, poco dopo l’inizio di una battaglia legale. Questa, mossa dagli ex lavoratori e dalle loro famiglie. Unico imputato l’amianto, che ha compromesso la salute di molti dipendenti, fino a causare oltre venti decessi.

Tra i nostri obiettivi principali c’è da sempre la sorveglianza sanitaria, sia per gli ex lavoratori che sono stati esposti ad amianto, sia per i loro familiari“, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA.