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Repubblica dell’amianto, presentato II Rapporto Mesoteliomi

II rapporto mesoteliomi
Amianto

I nuovi dati epidemiologici dell’Osservatorio Nazionale Amianto sono stati diffusi dall’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA attraverso la pubblicazione del II rapporto mesoteliomi.

La pubblicazione diffusa poi nel corso della conferenza stampa “Italia: la Repubblica dell’Amianto”.

Sulla pagina Facebook Osservatorio Nazionale Amianto TV è possibile rivedere la conferenza ed ascoltare le interviste all’Avv. Ezio Bonanni.

“Di amianto si continua, e purtroppo, si continuerà a morire per i prossimi 130 anni, considerando che, anche con le più rosee aspettative, le bonifiche non finiranno prima di 85 anni.

Ecco perché occorre bonificare al più presto i 40.000.000 di tonnellate contenenti amianto che sono disseminate nell’intero nostro territorio nazionale”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Presentazione del II rapporto mesoteliomi

I nuovi dati shock raccolti nel II rapporto mesoteliomi, confermano che questo killer provoca ogni anno non meno di 6000 morti l’anno.

Decessi per mesotelioma, cancro ai polmoni, alla faringe, alla laringe, allo stomaco, al fegato, all’esofago, al colon, al retto e alle ovaie.

Per non parlare dell’asbestosi con le sue complicazioni cardiocircolatorie, e questo per fermarci alle sole malattie per le quali c’è totale unanimità scientifica.

Come è noto. anche le scuole sono imbottite di amianto. Sono 2400 gli istituti contaminati in Italia. 

Ecco perché creare i Dipartimenti ONA, attraverso i quali forniamo assistenza medica e legale, naturalmente in piena sussidiarietà con le strutture pubbliche.

Le proposte avanzate dall’ONA per la bonifica

LOsservatorio Nazionale Amianto propone di attuare le seguenti soluzioni per arginare la strage di patologie asbesto correlate.

Necessità di mappatura e bonifica amianto,  attuando così la prevenzione primaria per evitare ogni forma di ulteriore esposizione. La prevenzione primaria si configura come unico strumento efficace.

In secondo piano, ma non per importanza, la ricerca scientifica e sorveglianza sanitaria, ovvero, la prevenzione secondaria, utile per ottenere la diagnosi precoce e le cure migliori.

Infine, la prevenzione terziaria attraverso l’assistenza ai cittadini, ai lavoratori malati e ai loro familiari, oltre al risarcimento dei danni e alla punizione dei colpevoli.

I dati raccolti dall’Osservatorio Nazionale Amianto

Dal II rapporto mesoteliomi si evince un trend del numero dei nuovi casi di mesotelioma si presenta in Italia in costante aumento, e ciò lo sarà anche per gli anni successivi.

L’ONA aveva già a suo tempo censito 20629 casi per il periodo 1993-2011 (tenendo presenti anche i dati del V Rapporto Mesoteliomi), poi occorre tener conto dei casi successivi.

L’associazione ha riscontrato un continuo aumento di segnalazioni di casi di mesotelioma e di altre patologie asbesto-correlate, raccolte poi anche nel II rapporto mesoteliomi.

L’associazione ha istituto il Dipartimento Ricerca e Cura del Mesotelioma e la piattaforma digitale Ona Repac: Registro delle Patologie Asbesto Correlate, attraverso i quali sono state raccolte tutte le segnalazioni dei nuovi casi di mesotelioma.

Nel portale Ona Repac: Registro delle Patologie Asbesto Correlate risulta consultabile la mappa interattiva, nella quale risultano centinaia di nuovi casi solo negli ultimi 30 giorni.

ONA Repac: la piattaforma di ricerca

L’Osservatorio Nazionale sull’Amianto, grazie alle segnalazioni ricevute e all’incrocio di tutti i dati (compresi quelli del II rapporto mesoteliomi), ha formulato una stima di 3700 mesoteliomi per il periodo dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2016.

Negli uomini i 40% dei casi si è manifestato tra i 65 ed i 74 anni, mentre invece il 40% dei casi femminili concentra la manifestazione del mesotelioma nella fascia di età compresa fra i 75 ed gli 84 anni.

Ciò perché si presume che le esposizioni femminili siano state di minore intensità e quindi con maggiori tempi di latenza.

Mesotelioma: cancro asbesto correlato

Il mesotelioma presuppone sempre l’esposizione ad amianto, salvo rari casi. È una patologia di origine professionale per il 90% dei casi per gli uomini e in circa il 50% per le donne.

Per il resto l’esposizione è ignota e tuttavia non è da escludere che ci siano dei settori nei quali le esposizioni di amianto, nonostante non siano conosciute, si siano comunque verificate.

I dati elaborati dall’Ona nel II rapporto mesoteliomi, permettono la ripartizione dei casi di mesotelioma nei diversi comparti, tra i quali spiccano quello edile per il 15,2%.

Mesotelioma nell’industria metalmeccanica

Quello dell’industria metalmeccanica, più dell’8,3%, quello dell’industria tessile, per più del 7%, mentre quello della cantieristica navale per circa il 7%.

Questi ultimi settori con un limitato numero di lavoratori, ad eccezione del settore edile e della metalmeccanica.

Rischio mesotelioma nel comparto difesa

Il comparto Difesa, con più di 620 casi, censiti al 2012, rappresenta il 4,1% del totale dei mesoteliomi insorti in seguito alle esposizioni professionali.

Esposizione da amianto anche nelle scuole

Preoccupa anche il numero dei casi di mesotelioma registrati nel settore della scuola. Sarebbero 63, gli addetti ai lavori ammalati fino al 2011, con il censimento di almeno altri 20 nuovi casi fino al 2016, per un totale che si stima superiore agli 80 casi.

Così, nel settore dei rotabili ferroviari, fino al 2011 sono stati censiti 505 casi solo di mesotelioma e negli anni a seguire si stima che i nuovi casi per i successivi 5 anni, siano saliti a 650.

Per calcolare l’impatto dell’esposizione all’amianto sulla popolazione, è opportuno però tenere conto anche delle altre patologie riconducibili all’asbesto.

II rapporto mesoteliomi: dati sulle altre neoplasie

In primis i decessi per tumore al polmone, non sono inferiori a 3500 l’anno. A questi devono essere sommati i tumori della laringe, delle alte vie aeree, i tumori del tratto gastrointestinale, e quelli dell’ovaio, e altri rispetto ai quali vi sono ancora pochi studi, come i tumori biliari e ai reni.

Poi vi sono poi le patologie fibrotiche come le placche pleuriche e gli ispessimenti pleurici e asbestosi, e le complicazioni cardiache e cardiocircolatorie.

Nuovi approcci terapeutici mesotelioma

Non ci sono dubbi che negli ultimi anni nuovi approcci terapeutici sono stati presi in considerazione per il trattamento del mesotelioma.

Tra i fattori che influenzano l’efficacia dei nuovi agenti terapeutici e rendono questo tumore così unico e letale è l’esistenza di un complesso ed alterato microambiente.

La “miglior” attuale opzione terapeutica permette di allungare la sopravvivenza di solo 2.7 mesi. Essa si basa su uno studio pubblicato dal nostro gruppo ben 16 anni fa.

Quindi, dovremmo soffermarci a riflettere sul perché non sono ancora stati raggiunti significativi passi avanti dal punti di vista terapeutico.

Risultati importanti della ricerca scientifica

Sulla base della nostra esperienza di ricerca è molto più accurato basarsi sullo studio della biologia del tumore.

Proseguendo soffermandosi sullo studio della genetica, dei processi cellulari e delle funzioni che rendono peculiari questo tumore in organismi modello, in linee cellulari prelevate dal paziente o utilizzando sistemi cellulari in 3D, favorendo il nostro impatto clinico.

Inoltre, utilizzare come obiettivo primario surrogati come la sopravvivenza libera da progressione di malattia non rispecchia il reale effetto clinico di nessun tipo di farmaco oncologico.

Il nostro scopo dovrebbe essere quello di estendere la sopravvivenza globale di più di tre mesi per il trattamento del mesotelioma.

Questo è particolarmente vero per i recenti studi sull’immunoterapia che ha mostrato un fallimento.

Questo nonostante il primario end point fosse la sopravvivenza globale ma soltanto un limitato numero di pazienti hanno potuto realmente beneficiare della terapia basata sull’utilizzo di inibitori del checkpoint immunitario.

Approccio genetico alla malattia del mesotelioma

L’approccio genetico per trattare il mesotelioma è attualmente in discussione. È svalutato poiché è considerato controverso dovuto al basso numero di mutazioni presenti nel mesotelioma.

Noi crediamo che soltanto un più integrato ed equilibrato approccio permetterà di andare avanti e raggiungere significativi risultati clinici.

Questo obiettivo dovrebbe essere raggiunto tramite un coinvolgimento multidisciplinare di campi di studio come genetica, biochimica, ed immunologia.

Una migliore compressione di come lo stroma potrebbe influenzare la risposta alla terapia ha recentemente acquistato importanza. Offrendo così  nuovi bersagli terapeutici.

L’effetto del microambiente e della riprogrammazione metabolica offre uno scenario unico con potenziali e significative implicazioni terapeutiche per il mesotelioma.

MicroRNA: potenziali bersagli terapeutici

Altri potenziali bersagli terapeutici sono i microRNA, piccole molecole di RNA non codificante dotate di una funzione regolativa, alterata in vari tumori, compreso nel mesotelioma.

Un nuovo studio clinico effettuato in collaborazione con ricercatori dell’università di Sydney ha permesso di portare in clinica un nuovo promettente approccio terapeutico basato sui microRNA.

Perciò sulla base di questi recenti studi, evidenze scientifiche stanno offrendo aspettative nuove ed inattese fino ad un anno fa.

Questi incoraggianti piccoli passi sono stati effettuati senza il coinvolgimento di case farmaceutiche ma grazie alla rete di collaborazioni che stanno permettendo di trovare punti deboli di questo incurabile tumore.

Primo bilancio di Ona: Guardia Nazionale Amianto

Parallelamente prosegue l’attività del Dipartimento bonifica e decontaminazione dei siti ambientali e lavorativi.

Uno strumento che contribuisce alla mappatura avviata dalla Guardia Nazionale Amianto. Iniziativa svolta al fine di richiedere la  bonifica dei siti contaminati e la collaborazione delle istituzioni locali nello spirito di sussidiarietà proprio dell’Associazione.

In un anno e mezzo di attività le segnalazioni pervenute al portale sono 852, di cui 619 in forma anonima e 233 mediante registrazione nominale.

Informazioni generali della morte da amianto in Italia

Solo in Italia sono più di 6.000 coloro che perdono la vita ogni anno, per malattie amianto correlate, cui si aggiungono decine di migliaia di nuovi malati.

L’emergenza, dunque, non è soltanto sanitaria e giudiziaria, ma è anche sociale ed economica.

Questo perché tali patologie sono molto invalidanti e determinano una necessità di assistenza, terapie e cure.

Ma provoca anche morti cruente, come quelle che provoca l’amianto e che sconvolgono intere famiglie anche dopo il decesso, e spesso, intere comunità, come per il caso della città di Priolo Gargallo, Taranto ed altre.

Infatti, l’utilizzo scriteriato di materiali di amianto, in assenza di misure di prevenzione e protezione, determina la malattia e la morte di intere coorti di lavoratori.

È sufficiente fare un raffronto sull’indice di mortalità del reparto fonderia dell’ILVA di Taranto, con il personale impiegatizio, esposto solo in via indiretta, per dimostrare che c’è un’incidenza di cancro, superiore del 50%, e del 400% dei cancri di amianto in chi lavora in fonderia.

Se poi si paragona chi lavora come impiegato nell’ILVA di Taranto alla popolazione di Taranto, l’indice di mortalità è comunque superiore al resto della popolazione della città e a sua volta l’indice sulla popolazione di Taranto è comunque superiore a quello di ogni altra città.

Per quanto riguarda la sola città di Taranto, la spesa sanitaria per curare i cittadini e lavoratori dalle patologie provocate dalle esposizioni e dall’inquinamento dell’ILVA di Taranto è pari a circa 4.000.000.000 di euro. A queste si aggiungono le altre spese.

L’amianto non è stato quindi un business

Forse lo è stato solo per Stephan Ernest Schmidheiny e per coloro che hanno fatto parte della sua corte qui in Italia.

Più di 3milioni sono stati i lavoratori esposti all’amianto nel corso dei decenni. Ma ad oggi ci sono centinaia di migliaia di cittadini esposti e quindi il rischio di contrarre patologie asbesto-correlate non può dirsi circoscritto.

Le quantità di amianto e di materiali contenenti amianto sono pari a circa 40milioni di tonnellate. 

Di queste 34milioni a matrice compatta e circa 6milioni in matrice friabile, con circa 50mila siti e 1milione di micrositi.

Il tutto con continua riduzione allo stato pulverulento ed inalazione che si aggiunge all’ingestione provocata dalla presenza di amianto nell’acqua potabile per effetto dell’utilizzo di tubature con amianto, ovvero in cemento amianto.

Rilevazioni epidemiologiche, le malattie asbesto correlate

Le patologie asbesto-correlate sono lungo latenti.

Il mesotelioma può manifestarsi anche a distanza di 40-50 anni dalla prima esposizione alle polveri e fibre di amianto.

Poiché il periodo di più intenso utilizzo e di più elevata esposizione è quello dal 1960 al 1985, e tenendo conto dei tempi di latenza, il presumibile picco delle patologie asbesto-correlate, ed in particolare dei mesoteliomi, si verificherà tra il 2020 ed il 2030.

Tant’è vero che il trend dei mesoteliomi è in continuo aumento, con 1800 casi del 2015 e 1900 nel 2016.

Le importazioni italiane di amianto grezzo sono state sempre superiori a 50mila tonnellate/anno fino al 1991.  Successivamente ci sono stati casi di importazione anche nei tempi più recenti, come denunciato dall’ONA e come confermato anche dal Governo.

Le condizioni che generano la strage

Tutte condizioni che, nella totale assenza di validi strumenti di prevenzione primaria e di efficace prevenzione tecnica, hanno innescato una vera e propria epidemia di patologie asbesto-correlate.

Una strage che registra un trend in aumento dei casi di mesotelioma, che sono stati stimati in 1800 per il 2015 e 1900 per il 2016, peraltro in linea con le conclusioni di Aiom-Airtum.

Se si tiene conto che soltanto il 5% dei malati di mesotelioma sopravvive ai 5 anni, l’impatto per il solo mesotelioma è pari a 1800 decessi per il 2016.

Poiché i decessi per tumore polmonare da amianto sono almeno il doppio dei casi di mesotelioma, vi è un’ulteriore incidenza di circa 3500 decessi.

Naturalmente è una stima prudenziale a ribasso. Mentre  complessivamente sono 5300 decessi solo per queste due patologie e tenendo conto di tutte le altre, il conteggio finale di circa 6000 decessi l’anno.

Conferenza Stampa ONA Onlus “Italia: la Repubblica dell’amianto”

La Repubblica dell'amianto
La Repubblica dell'amianto

Presentazione ​Secondo Rapporto Mesoteliomi

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha il piacere di invitarLa alla conferenza stampa “Italia: la Repubblica dell’Amianto”. Iniziativa che si terrà lunedì 03.07.2017, alle ore 15:30, in Roma, presso la Sala del Carroccio, Piazza del Campidoglio.

L’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto illustrerà le novità sulla cura del mesotelioma che derivano dalle ricerche e dall’impegno dei sanitari del Dipartimento Ricerca e Cura del mesotelioma.

Durante l’incontro Italia: La Repubblica dell’Amianto, verranno illustrati gli aggiornamenti sulla ricerca e cura del mesotelioma.

Inoltre  verrano presentate anche le nuove terapie per sconfiggere, o quantomeno migliorare la qualità e le aspettative di vita dei pazienti.

Molto atteso è anche il Secondo Rapporto Mesoteliomi dell’ONA. Pubblicazione che raccoglie tutte le segnalazioni pervenute all’associazione dai privati cittadini alle nostre piattaforme digitali, ONA Repac per i casi di patologie asbesto correlate e Amianto Guardie Nazionali per i luoghi con sospetta presenza di amianto: dati shock ed esclusivi.

Parteciperanno all’incontro del 3 luglio:

  • Avv. Ezio Bonanni, avvocato cassazionista, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto;
  • On.le Fabrizio Santori, Consigliere Regionale del Lazio;
  • On.le Francesco Figliomeni, Consigliere Comunale di Roma.

Modera l’incontro il giornalista Michele Ruschioni.

I dati dell’ONA confermati anche dal Rapporto ReNaM

I dati pubblicati dall’Osservatorio Nazionale Amianto, sono stati poi confermati anche dal VII Rapporto ReNaM. Occorre precisare però che i dati pubblicati nel VI Rapporto fanno riferimento alle segnalazioni di mesotelioma pervenute all’INAIL fino al 2015.

Ci mobilitiamo anche in Sardegna

Amianto
Amianto

L’ONA accendere i riflettori sul rischio amianto in Sardegna

L’associazione è operativa in questi territori già dal 2009 ed ha denunciato la desertificazione industriale di cui sono rimasti vittime questi lavoratori, l’assenza di efficace sorveglianza sanitaria, ed una certa volontà di non applicare le norme sul prepensionamento.

La Sardegna fu oggetto del tentativo di industrializzazione, con la realizzazione di vari stabilimenti, alcuni dei quali, per esempio, in centro Sardegna, presso Ottana (stabilimento ex Eni), ove l’ONA registra un alto numero di casi di patologie asbesto-correlate, così come a Nuoro e a Sassari, per passare a La Maddalena (Marina Militare).

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha denunciato lo stato di isolamento di cui sono rimasti vittime i lavoratori sardi, non solo per la fuga delle aziende di Stato (leggi stabilimento Ottana), ma anche di alcune multinazionali (come, per esempio, l’Alcoa che ha da tempo abbandonato la Sardegna – leggi stabilimento di Portovesme).

L’azione dell’ONA nella Regione Sardegna

L’Osservatorio Nazionale Amianto intensifica la sua attività in Sardegna. In particolare, per quanto riguarda le vecchie miniere di carbone, ove l’amianto era presente per la sua resistenza al fuoco e al calore e, a tutt’oggi, tale rischio permane nelle miniere ancora attive.

E’ la sorte toccata a Salvatore Puddu, lavoratore sardo, coordinatore ONA, che, purtroppo, è stato esposto ad amianto per oltre 24 anni e ora vive la tragica realtà di uno stato fibrotico, che potrebbe trasformarsi in qualcosa di più grave.

“Faccio parte di un gruppo di lavoratori ex esposti all’amianto e in qualità di rappresentante sindacale RSU della FEMCA-CISL sono anche il portavoce del gruppo. Nella mia stessa situazione ci sono anche altri 5 colleghi, Roberto Meloni, Antonello Cherchi, Giovanni Pala, Dante Steri, Antonio Usai, tutti lavoratori addetti al magazzino che per oltre 25 anni hanno lavorato a contatto con tutte le tipologie di  amianto. Ora siamo preoccupati per la nostra salute e per quella delle nostre famiglie. Chiediamo giustizia e una spiegazione del perché nonostante l’azienda ci abbia rilasciato una dichiarazione di esposizione, l’INAIL continui a rigettare le nostre domande. Anche la moglie di uno dei miei colleghi è deceduta per un tumore al polmone, una donna che è sempre stata bene, non escludiamo che la causa possa esser dipesa dalle fibre di amianto che noi riportiamo in casa”, dichiara Salvatore Puddu.

Nota tecnica, informativa ed esplicativa di assistenza medica e legale dell’Associazione:

L’Osservatorio Nazionale Amianto assiste, rappresenta e difende i lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto, e i loro familiari.

Potrai così acquisire tutte le informazioni e i riferimenti delle sedi territoriali, e ti potrai rivolgere direttamente alla presidenza nazionale, anche per richiedere assistenza medica e legale, anche per permettere ai lavoratori esposti ad amianto di accedere al prepensionamento con l’accredito dei benefici contributivi ex art. 13, comma 7 e comma 8, della Legge 257/92 (per poter accedere a questo diritto è sufficiente consultare la relativa sezione del sito dell’Associazione al link  https://osservatorioamianto.jimdo.com/assistenza-legale/modalit%C3%A0-per-ottenere-i-benefici-contributivi-amianto-comma-7-e-comma-8-art-13-l-257-92-17/).

Per poter chiedere l’assistenza medica e legale è sufficiente inoltrare una richiesta all’indirizzo e-mail:

osservatorioamianto@gmail.com

Per maggiori informazioni, sul diritto al risarcimento dei danni e per un parere legale, il Presidente dell’Associazione, l’Avv. Ezio Bonanni, può essere contattato inoltrando una richiesta all’indirizzo e-mail:

avveziobonanni@gmail.com

L’Avvocato Ezio Bonanni, Presidente ONA,  vi risponderà e vi fornirà del tutto gratuitamente tutte le informazioni richieste.

Il Presidente, Avv. Ezio Bonanni,  può essere contattato anche telefonicamente al numero verde gratuito 800 034 294 e fornirà ogni ulteriore chiarimento si rendesse necessario.

Da rifiuto amianto a risorsa

Amianto
Amianto

Come passare dal rifiuto amianto a risorsa? Intervista a Fabio Desilvestri, Amministratore Delegato di Microwaste e volontario ONA, che ci spiega come la Microwaste vuole trasformare l’amianto in materiale edile.

Rifiuto amianto, idea di Microwaste

Amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto vuole segnalare questa iniziativa nel campo della bonifica dall’amianto, da parte della Microwaste S.r.l., società che sviluppa macchinari innovativi per il trattamento dei rifiuti. Si tratta di una start up di I3P, l’incubatore universitario italiano di Torino, attualmente in fase di sperimentazione industriale e non ancora commerciale, che si concentra sui rifiuti contenenti amianto trasformandoli in un materiale sicuro.

Il trattamento termico elimina completamente la cancerogenicità dell’amianto stesso, generando una materia prima secondaria, non nociva per l’uomo e per l’ambiente.

Tale tecnologia è strategica. Da un lato, il Parlamento europeo ha auspicato l’impiego di metodi alternativi alla discarica per la gestione dell’amianto. Dall’altro, all’attuale ritmo di rimozione, si prevedono almeno altri 80 anni per ottenere la completa rimozione di questo pericoloso rifiuto dai luoghi di vita e di lavoro.

Questa nuova realtà  nasce da un’idea di Fabio Desilvestri, 34enne, componente del Comitato Tecnico Scientifico ONA dal 2015, per risolvere il problema dei rifiuti contenenti amianto, in modo ecologico.

Rifiuto amianto: le parole dell’Avv. Ezio Bonanni

“Mi complimento con il giovane Fabio Desilvestri, molto attivo in ONA Piemonte, un territorio che costituisce l’epicentro del dramma dell’amianto. Ricordo che proprio a Casale Monferrato, e nelle città limitrofe, vi è la più alta incidenza di mesoteliomi, tumori polmonari, alla laringe, faringe, esofago, fegato, colon e all’ovaio e per non parlare dell’asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici e le complicazioni cardio-vascolari.

Ritengo che soltanto con la bonifica si possa realmente realizzare la prevenzione primaria che è l’unico strumento per battere le patologie asbesto correlate ed è quindi eccellente il lavoro di Fabio, che noi sosteniamo, fermo restando che l’Associazione ha carattere non lucrativo.”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Rifiuto amianto: come funziona il metodo innovativo?

Il metodo converte i rifiuti contenenti amianto in un materiale sicuro mediante impianti mobili. Il processo di inertizzazione consiste nel riscaldamento ad alte temperature dell’amianto (1000-1500 °C), che ne modifica completamente la sua struttura chimica e lo rende innocuo per l’uomo e l’ambiente. Tale trattamento permette di eliminare completamente la cancerogenicità di questo materiale generando una materia prima secondaria, che, aggiunta al cemento, crea uno speciale composto da costruzione con proprietà simili al cemento pozzolanico.

Tra i riconoscimenti ottenuti:

  • Finalista, StartCup Piemonte Valle D’Aosta 2016
  • Menzione Speciale “Innovazione Sociale”, StartCup Piemonte Valle D’Aosta 2016
  • Azienda ospitata presso l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino (I3P)
  • Audizione presso la Commissione Ambiente del Senato (27/4/2017)
  • Partecipazione in qualità di relatore al Convegno “Sviluppo economico e piano industriale” presso la Sala della Protomoteca, Campidoglio, Roma (23/5/2017)
  • Azienda Selezionata per il Climate-KIC Accelerator Italy 2017, la più grande iniziativa europea sull’innovazione climatica
  • Partecipazione in qualità di relatore a “Research to Business 2017 – SMAU”, 12° Salone della Ricerca Industriale e delle Competenze per l’Innovazione

Rifiuto Amianto: come è nata quest’idea di Microwaste?

Conosco da tempo i problemi generati dall’amianto, sia per esperienza professionale che di volontariato con l’Osservatorio Nazionale Amianto. Sono entrato in contatto con il Prof. Ryszard Parosa, scienziato polacco, che aveva collaborato allo sviluppo di una tecnologia per il trattamento dell’amianto. Ho quindi proposto a lui e ai suoi soci di occuparmi dell’industrializzazione della tecnologia, da lì ne è nata rapidamente un’interessante collaborazione.

Rifiuto amianto: cos’ha di particolare questo impianto di Microwaste?

La particolarità del nostro impianto è la sua mobilità: può essere installato presso il cantiere di bonifica, favorendo quindi una filiera corta di smaltimento. La tecnologia è già stata testata all’estero e ne è stata verificata l’efficacia.

Qual è il vostro obiettivo?

Quello di dimostrare agli Enti italiani l’efficacia del trattamento sul campo, e non solo a parole, attraverso una specifica sperimentazione.

Da chi siete stati affiancati?

Il supporto principale lo abbiamo ricevuto da I3P, Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino; in particolar modo siamo stati supportati dall’Ing. Leo Italiano, Business Coach presso I3P. La fase di selezione per poter accedere all’Incubatore è stata impegnativa, ma ne è certamente valsa la pena. Altro valido affiancamento è stato ricevuto dal programma “Mentoring for International Growth” della Camera di Commercio di Torino: grazie al loro supporto stiamo lavorando attivamente alla nostra internazionalizzazione.

Che tipo di riscontro pensate di avere dal pubblico?

Abbiamo già avuto davvero un ottimo riscontro, anche perché il problema ambientale è sempre più nella coscienza dei cittadini, per fortuna.

Quale tipo di supporto credete sia opportuno per una startup?

Supporto istituzionale relativamente agli aspetti normativi. Può capitare infatti che un determinato progetto innovativo trovi ostacoli a causa di un “grigio” normativo su quella specifica materia, lasciando l’Imprenditore impotente.

Nota dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto assiste, rappresenta e difende i lavoratori e cittadini esposti vittime dell’amianto, e i loro familiari. Per maggiori informazioni, e per poter chiedere assistenza tecnica, medica e legale puoi accedere al sito istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Potrai così acquisire tutte le informazioni e i riferimenti delle sedi territoriali, rivolgendoti direttamente alla presidenza nazionale a cui potrai richiedere assistenza medica e legale, grazie alla quale i lavoratori esposti ad amianto possono accedere al prepensionamento con l’accredito dei benefici contributivi ex art. 13, comma 7 e comma 8, della Legge 257/92.

Se vuoi maggiori informazioni o richiedere un parere legale sul diritto al risarcimento dei danni, chiama il numero verde.

Raffineria di Gela: attiva la tutela per i lavoratori

Raffineria di Gela
Raffineria di Gela

Accolte eccezioni sollevate dai difensori di venti imputati

Raffineria di Gela: Il giudice Marica Marino ha accolto le eccezioni sollevate dai difensori di venti imputati, tutti accusati di lesioni colpose a seguito delle patologie che, nel corso degli anni, hanno colpito diversi ex operai dell’indotto ENI

Le dichiarazioni dell’Avv. Ezio Bonanni

Fin dal 2009 ho insistito affinché ci fosse piena luce sull’utilizzo di amianto nel petrolchimico di Gela. Quindi, in qualità di Presidente Nazionale dell’ONA, ho promosso, attraverso la sede territoriale di Gela, coordinata dal Sig. Salvatore Granvillano, una verifica dei dati epidemiologici.  È risultata una più alta incidenza di patologie asbesto correlate tra coloro che hanno lavorato nel petrolchimico.

Ciò ha dato l’impulso alle istanze di giustizia. Come difensore di molte vittime e familiari debbo evidenziare come i lavoratori di Gela sono stati trattati come una donna sedotta e abbandonata. Infatti, non c’è stata una politica industriale e di sviluppo del territorio, nel quale sono rimasti solo i cancri causati dal benzene e dall’amianto.

Ci dispiace che l’On.le Crocetta non sia stato capace di rappresentare la tragedia di questo territorio che ha un tasso altissimo anche di nascite con malformazioni, in seno al Consiglio dei Ministri di cui fa parte in qualità di Presidente della Regione Sicilia. Avrebbe dovuto rappresentare le istanze di tutela dei cittadini di Gela come del resto della Sicilia. Gela fa parte del triangolo della morte“, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Ammesse le costituzioni di parte civile di 4 ex lavoratori

Sono state ammesse le costituzioni di parte civile di quattro ex lavoratori, a loro volta affetti da patologie collegabili alle pericolose sostanze presenti in fabbrica e alle emissioni generate dal ciclo produttivo della raffineria. Gran parte dell’indagine condotta dai pm della procura ruota intorno all’esposizione all’amianto in fabbrica e alla mancata adozione delle necessarie misure di precauzione.

La chiamata in giudizio della Raffineria di Gela

I legali degli operai, gli avvocati Davide Ancona ed Ezio Bonanni, hanno ribadito le ragioni dei loro assistiti, riuscendo anche ad ottenere la chiamata in giudizio, quale responsabile civile, della società Raffineria di Gela spa. Tra i legali delle parti offese, c’è anche l’avvocato Claudia Caizza.

A processo, ci sono Armando Grassi, Giancarlo Barbieri, Alfonso Valerio, Alessandro Colnaghi, Francesco Mauro, Salvatore Verniccio, Rocco Ardore, Antonio Catanzariti, Pasqualino Grandizio, Gregorio Mirone, Gincarlo Fastana, Giorgio Clarizia, Giuseppe Farina, Vito Milano, Salvatore Vitale, Giovanni Calatabiano, Giuseppe Genitori, Giorgio Daumiller e Arturo Borntragger. Sono ex vertici della fabbrica di contrada Piana del Signore. I difensori di tutti gli imputati hanno contestato le richieste dei legali di parte civile.

Nel pool di difesa, tra gli altri, ci sono gli avvocati Giacomo Ventura, Antonio Gagliano, Flavio Sinatra, Gualtiero Cataldo, Maria Elena Ventura e Piero Amara, Attilio Floresta e Piero Ciarcià.

Il Sig. Salvatore Granvillano è la personificazione del guerriero dell’ONA di Gela, guida la sede di Gela e fa parte del coordinamento regionale ONA.

La richiesta di assistenza medica e legale all’associazione

L’Osservatorio Nazionale Amianto assiste, rappresenta e difende i lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto, e i loro familiari. Per poter chiedere l’assistenza medica e legale è sufficiente inoltrare una richiesta all’indirizzo e-mail:

osservatorioamianto@gmail.com

Per maggiori informazioni, sul diritto al risarcimento dei danni e per un parere legale, il Presidente dell’Associazione, l’Avv. Ezio Bonanni, può essere contattato inoltrando una richiesta all’indirizzo e-mail:

avveziobonanni@gmail.com