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Come combattere il rischio amianto in Italia

Processo Eternit Bis Napoli rischio amianto
Processo Eternit Bis Napoli

Rischio amianto al Teatro Municipale, l’istituto dei licei Balbo e il Castello: sono i tre poli che accolgono oggi pomeriggio e domani mattina i lavori della «Conferenza governativa sull’amianto e le patologie correlate».

È la terza che si svolge da quando, nel 1992, è entrata in vigore la legge che vietò la lavorazione e l’impiego di amianto in Italia. Casale Monferrato aveva fatto da apripista, non soltanto nelle lotte sociali, sindacali, ambientali e cliniche, ma anche amministrative. Il primo provvedimento che inibì totalmente e tassativamente l’amianto fu l’ordinanza dell’allora sindaco Riccardo Coppo nel 1987. Nel territorio comunale, pesantemente colpito dalla lavorazione della fibra, il divieto iniziò con cinque anni di anticipo rispetto a tutta la nazione.

Rischio amianto: Presidenza del Consiglio

Il programma della Conferenza di oggi e domani, redatto dalla presidenza del Consiglio dei ministri, con l’appoggio logistico del Comune e il sostegno dell’Associazione famigliari e vittime d’amianto, prevede l’apertura corale al Teatro Municipale oggi alle 14,30 con i saluti delle autorità e l’introduzione da parte del sottosegretario agli Affari regionali Gianclaudio Bressa.

Seguiranno gli interventi del ministro per la coesione territoriale Claudio De Vincenti, del senatore Daniele Borioli, membro della commissione parlamentare per le malattie professionali, del presidente dell’Anci Marche Maurizio Mangialardi, del direttore generale del ministero della Salute Giuseppe Ruocco, del direttore generale dell’Inail Giuseppe Lucibello, dei segretari confederali della Cgil Maurizio Landini, della Cisl Angelo Colombini e della Uil Silvana Roseto, e della presidente dell’Afeva Giuliana Busto.

Rischio amianto: doppio filone

Alle 16,30 i lavori si articolano in due filoni. All’istituto Balbo, dove si trova l’aula multimediale sull’amianto, si svolgeranno i gruppi di lavoro tematici suddivisi per aree tematiche: ambiente, salute (in cui rientra la ricerca), e aspetti sociali e del lavoro.

Alla stessa ora, al Castello, viene inaugurata la mostra «Le vie dell’amianto», aperta fino al 20 dicembre (sarà visitabile al sabato e alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19). È un percorso espositivo che illustra, in cinque capitoli, gli aspetti storici, letterari, geologici, tecnologici, medici e ambientali di questo minerale. L’allestimento, già ospitato a maggio e giugno a Torino, è stato realizzato dal Centro Interdipartimentale Scansetti dell’Università di Torino, dalla Società per il risanamento dell’ex miniera di Balangero, dal Museo regionale di scienze, con il contributo del ministero dell’Istruzione.

La sessione plenaria

Domani mattina, dalle 9 alle 13,30, si torna al Teatro Municipale per la sessione plenaria, con la sintesi delle varie sezioni specifiche e la stesura di un documento unitario da presentare al governo. Sarà consegnato al ministro Gian Luca Galletti, che chiuderà i lavori della Conferenza sull’amianto. Il testo conterrà le indicazioni per finanziare gli interventi necessari a eliminare l’amianto (ancora diffuso in molta parte d’Italia) e a sostenere la ricerca di una cura indispensabile a guarire dalle malattie che la fibra causa (LA STAMPA).

L’emergenza amianto è ben più vasta di quello che raccontano i dati epidemiologici: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, purtroppo ogni anno, solo per il mesotelioma e per il tumore al polmone, perdono la vita più di 107.000 persone e decine di migliaia sono coloro che si ammalano. In Italia più di 6.000 persone perdono la vita ogni anno. Ciò non può essere più sopportato, l’ONA chiede la messa al bando globale dell’amianto e la bonifica in Italia. Solo evitando le altre esposizioni si può arrestare l’epidemia di patologie asbesto correlate”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale sull’Amianto.

Amianto sotto coperta: il servizio di TG3

Tg3 Fuori TG amianto sotto coperta
Tg3 Fuori TG

Amianto sotto coperta: TG3 parla del problema asbesto

Almeno 600 marinai sono morti per avere lavorato a contatto con enormi quantità di amianto sotto coperta.

Le bonifiche delle navi sono ancora in corso. Intanto la giustizia ha riconosciuto la correlazione tra amianto e malattie, dando luogo ai primi risarcimenti.

Allo stesso modo, una recente sentenza ha accertato per la prima volta il nesso causale tra i tumori polmonari che hanno colpito tre militari e l’esposizione al radon nella base Nato in cui lavoravano. Ma c’è ancora molta strada da fare.

L’Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA, sfonda il muro di omertà e chiede la bonifica e il risarcimento dei danni per le vittime. Più di 1000 sono i decessi registrati dalla Procura della Repubblica di Padova.

Mesotelioma, cancro polmonare, asbestosi, cancro alla laringe, al colon retto e agli altri organi gastrointestinali, placche pleuriche e ispessimenti pleurici: una vera e propria strage tra i marinai.

L’Ammiraglio dello Stato Maggiore della Marina Militare, Massimo Guma, con onestà, ammette che l’amianto c’era e c’è ancora e che ad oggi c’è stata solo una diminuzione del rischio, che sarebbe “ridotto al minimo“. Lo incalza l’Avv. Ezio Bonanni, che in trasmissione afferma che le dichiarazioni dell’Ammiraglio, facente parte dello Stato Maggiore della nostra Marina Militare da guerra, è una plateale confessione.

Occorre un’opzione pacifista. Si impieghino tutte queste risorse destinate agli armamenti per la ricerca scientifica e per migliorare le condizioni dei nostri giovani e dei nostri anziani, i primi senza lavoro e i secondi con pensioni da fame.

Le vittime dell’amianto chiedono giustizia

L’ONA chiede l’immediata rimozione dell’amianto dalle unità navali che lo contengono e il risarcimento delle vittime e dei familiari. Ne parla l’Avvocato Bonanni nell’intervista al TG3.

Le vittime e i loro familiari possono richiedere l’assistenza medica e la consulenza legale chiamando il numero verde o compilando il form.

Tg3 Fuori TG

Brescia: quasi 800 morti amianto in 20 anni

Amianto Brescia
Amianto Brescia

Amianto uccide ancora a Brescia

Un nuovo “big killer”silenziosamente si fa spazio nella quotidianità di ognuno di noi, come nella città di Brescia.

Ad oggi, il mesotelioma, il tumore che si origina dalle cellule del mesotelio per effetto delle fibre di amianto (che ne costituisce l’esclusiva causa di insorgenza), rappresenta l’ottava causa di morte sia negli uomini sia nelle donne.

Questa macabra contabilità che non tiene conto di tutte le altre patologie asbesto correlate, molto meno rare. Secondo i dati pubblicati su “I numeri del cancro 2016 di Aiom /Airtum”, in Italia, sono stati circa 1.900 i casi diagnosticati ogni anno nel nostro Paese. Il Renam ne certifica più di 1.500 ogni anno, con un particolare incremento oltre i 50 anni.

I casi di mesotelioma non sono altro che la punta dell’iceberg. Tenendo conto di tutte le altre patologie che l’amianto è in grado di cagionare, il bilancio sale, purtroppo, a più di 6.000 decessi ogni anno. Sono circa 3.500 per tumore al polmone. Poi si aggiungono tutte le altre patologie neoplastiche (tumore della laringe, dell’ovaio, della faringe, dello stomaco e del colon retto) e quelle fibrotiche (asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici e complicazioni cardiocircolatorie).

La presenza di amianto a Brescia

A Brescia e nel bresciano, secondo i dati presentati dall’ATS sulla mortalità dell’amianto, sono stati accertati 791 casi dal 1996 al 2015, circa 30 nuovi casi di mesotelioma l’anno.

La maggior parte dei casi è legata a un’attività lavorativa pregressa. All’epoca l’amianto era utilizzato nei processi industriali, per i tetti e in dispositivi di protezione individuale, ma anche come materiale ignifugo nelle aziende siderurgiche.

Gli effetti delle prevenzione si vedranno solo nei prossimi decenni. Ma oltre il 20 per cento dei cantieri per lo smaltimento dell’amianto hanno mostrato irregolarità.

I casi registrati nel bresciano sono contenuti in un registro provinciale. È l’unico presente in Italia, mentre nel frattempo sono nati registri regionali e uno nazionale. L’Ussl 41 lo istituì nel 1994 e comprende anche le segnalazioni della Valle Camonica. Il registro bresciano ha pubblicato 7 rapporti dal 2001 ad oggi. Dal 1996 sono stati 791 i bresciani colpiti da mesotelioma (quasi 30 all’anno, con picco di 42 nel 2013).

Il servizio di ONA REPAC

L’Osservatorio Nazionale Amianto, oltre ai Dipartimenti e allo Sportello Amianto Online, attraverso il quale tutti i cittadini possono chiedere assistenza, sta procedendo ad istituire, in collaborazione con i diversi comuni, anche degli sportelli “fisici” in varie città della penisola, dal nord al sud, da est a ovest.

In questo modo, tutti i cittadini avranno un punto di riferimento stabile. I cittadini potranno recarvisi per chiedere informazioni per se stessi ma anche per i propri familiari“, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni.

Amianto: cos’è, cosa provoca e come si bonifica

Bonifica amianto - confinamento
Bonifica amianto

Le fibre di amianto, inalate e ingerite, provocano danni alla salute umana. È, quindi, necessaria la bonifica dell’amianto per evitare l’esposizione e prevenire le malattie che provoca.

Che cos’è l’amianto? Etimologia e definizione

Il termine amianto, dal greco ἀμίαντος, significa inattaccabile, incorruttibile, mentre il sinonimo asbesto, dal greco ἄσβεστος, vuol dire “che non brucia” e inestinguibile. Con questo termine vengono indicati quei minerali formati da silicato di magnesio, calcio e ferro che vengono estratti da cave e miniere. Questi hanno struttura fibrosa e capacità di suddividersi longitudinalmente in fibre sempre più sottili.

Le caratteristiche e gli usi dell’amianto

La duttilità, i bassi costi di produzione e la capacità ignifuga di resistenza alle temperature elevate, alla trazione e all’usura, hanno fatto la fortuna dell’amianto. Il minerale è stato utilizzato in edilizia, nei mezzi di trasporto (navi, aerei, automobili, carrozze ferroviarie, etc.). Così come nell’industria siderurgica, meccanica, etc., e perfino quale tessuto per indumenti e tute da lavoro, in circa 3.000 prodotti.

Le proprietà dei minerali di amianto si possono così riassumere:

Proprietà dei minerali di amianto

Le fibre e le polveri di amianto liberatesi durante l’estrazione e la lavorazione hanno determinato la contaminazione di ambienti  lavorativi e di vita.

L’uso dell’amianto in Italia e l’epidemia di malattie

L’Italia, fino alla fine degli anni ’80, è stata il maggiore produttore europeo di amianto dopo l’Unione Sovietica, e nel periodo dal 1945 fino al 1992, sono state lavorate 3.748.550 tonnellate di amianto.

Soltanto con la Legge 257/1992 (Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto) c’è stata la messa al bando di questo minerale, senza che ci fosse uno specifico obbligo di bonifica dell’amianto posto in opera, che a tutt’oggi è presente in 40 milioni di tonnellate.

Infatti, sono state bonificate soltanto 500.000 tonnellate di amianto e di materiali che lo contengono e ancora a tutt’oggi la fibra killer è presente in un milione di micrositi, in più di 50.000 siti, in tutto il territorio italiano.

Strage di malattie asbesto correlate

In Italia risultano censiti dal Registro Mesoteliomi n. 21.463 casi di mesotelioma fino al 2012.

Il mesotelioma è la punta dell’iceberg perché l’amianto provoca molte altre malattie.

LOsservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus, di cui l’Avv. Ezio Bonanni è presidente, attraverso la piattaforma digitale (ONA Guardia Nazionale Amianto) attraverso il quale possono essere segnalati i casi di mesotelioma, cancro al polmone, alla laringe, alla faringe, alle ovaie, al colon-retto e agli altri organi, e i casi di asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici, ciò anche al fine di poter integrare le tabelle INAIL, le quali inizialmente contenevano solo l’asbestosi (Legge 455/1943).

L’Osservatorio Nazionale Amianto, solo per il 2016, ha censito 1.900 casi di mesotelioma, che hanno cagionato la morte di 1.800 persone.

Tenendo conto che i decessi per cancro al polmone da amianto son almeno il doppio e che purtroppo ci sono anche 600 decessi l’anno per mesotelioma, la stima dell’Avv. Ezio Bonanni di circa 6.000 decessi ogni anno trova conferma (fonte: II Rapporto Mesoteliomi ONA Onlus).

Il picco delle malattie amianto correlate si registrerà nel 2025. L’unico strumento per poter evitare nuove esposizioni e quindi le future patologie e i futuri decessi è la bonifica.

Amianto: come fa a provocare le patologie

Le polveri e fibre di amianto si liberano nell’aria e sono facilmente inalabili.

Ciò si verifica in particolare nel corso della lavorazioni e per qualsiasi sollecitazione (manipolazione, vibrazioni, correnti d’aria, infiltrazioni, etc.). La pericolosità dell’amianto dipende dal tipo e sopratutto dalla matrice e cioè dalla capacità di rilascio di fibre.

L’amianto friabile è particolarmente pericoloso perché è destinato a ridursi allo stato pulverulento. Le fibre di amianto, una volta respirate o ingerite con l’acqua, si accumulano rispettivamente nei bronchi, negli alveoli polmonari e nell’apparato gastrointestinale.

Le fibre di amianto provocano prima di tutto dei fenomeni fibrogeni e poi l’avvio del processo cancerogeno, fino a provocare mesotelioma pleurico, peritoneale, pericardico, alla tunica vaginale del testicolo e ai polmoni e varie forme di cancro gastrointestinale, della laringe e delle ovaie, con un rischio proporzionale all’entità dell’esposizione per intensità e durata.

Non esiste una soglia al di sotto della quale il rischio si annulla, per cui anche esposizioni ad amianto relativamente basse possono provocare l’insorgenza di mesotelioma e altre patologie amianto correlate, anche dopo decenni.

Quali sono le patologie asbesto correlate

L’asbestosi è provocata dall’amianto e consiste nella degenerazione del tessuto polmonare con cicatrice fibrose che ostacolano la respirazione, fino a provocare l’arresto cardiocircolatorio (per saperne di più, consulta la voce Assistenza e Cura dell’Asbestosi e Tutela Legale)

Il mesotelioma (per saperne di più consulta la voce Ricerca e Cura del Mesotelioma) è la classica forma di cancro provocata esclusivamente dall’amianto e si manifesta anche dopo 20, 30, 40 anni con poche chance di sopravvivenza.

Il cancro al polmone è una malattia multifattoriale, provocata dall’amianto (per saperne di più consulta la pagina Assistenza e Cura del Tumore Polmonare e Tutela Legale).

I diversi agenti cancerogeni agiscono in sinergia con l’amianto e ne potenziano gli effetti, così il fumo di sigaretta, il benzene e le altre sostanze che lo provocano, con tempi di latenza che possono andare dai 15 ai 25 anni.

L’amianto provoca anche cancro alla laringe, alla faringe e all’ovaio, e allo stato attuale delle conoscenze anche i tumori del tratto digerente – faringe, stomaco e colon.

Ciò è statoi con fermato anche dall’ International Agency for Research on Cancer – IARC, agenzia dell’OMS, nella sua ultima monografia in materia di amianto.

World Health Organization IARC monographs on the evaluation of carcinogenic risks to humans – Vol. 100C “arsenic, metals, fibres, and dusts volume 100 C – A review of human carcinogens” ASBESTOS – Lyon, France – 2012:

There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of all forms of asbestos (chrysotile, crocidolite, amosite, tremolite, actinolite, and anthophyllite). Asbestos causes mesothelioma and cancer of the lung, larynx, and ovary. Also positive associations have been observed between exposure to all forms of asbestos and cancer of the pharynx, stomach, and colorectum”).

L’amianto e le norme sulla bonifica

Soltanto con la Legge 257/1992 è stato imposto il divieto di estrazione, lavorazione e commercializzazione dell’amianto, con l’obiettivo di limitarne l’uso, con una normativa sulla bonifica perlomeno carente e sicuramente inefficace.

La Legge 257/92 è stata accompagnata da alcuni decreti e circolari applicative che non hanno raggiunto lo scopo di gestire l’emergenza amianto e di prevenire l’insorgenza di patologie asbesto correlate.

Con la L. 271/1993, è stata integrata la normativa in materia di benefici contributivi e prepensionamento in favore dei lavoratori esposti ad amianto (art. 13 commi 7 e 8 L. 257/92).

Con il Decreto 20/2009, sono state adottate le normative e le metodiche per la bonifica e per lo smaltimento dell’amianto.

L’art. 4 della Legge 257/1992 ha previsto l’istituzione della Commissione nazionale amianto, insediata presso il Ministero della Salute e incaricata di svolgere attività di ricerca sul trattamento dell’amianto in fase di bonifica e di redigere documenti-guida sulla valutazione, il contenimento e l’eliminazione di materiali contenenti asbesto.

Sono ancora 2 miliardi i metri cubi di coperture in Eternit in Italia e 40 milioni di tonnellate di materiali che lo contengono: ciò vuol dire che è indispensabile una nuova normativa, in particolare quella che prevede anche delle agevolazioni fiscali e un credito d’imposta per coloro che bonifica l’amianto.

L’Avv. Ezio Bonanni – Consulenza Legale: contattare lo studio legale dell’Avv. Ezio Bonanni al n. 0773/663593, per chiedere di fissare un appuntamento presso il suo studio di Roma o di Latina, oppure per una consulenza scritta. Per maggiori informazioni consulta il sito istituzionale www.eziobonanni.com.

Amianto asilo nido Anatroccolo: l’ONA ottiene la bonifica

amianto asilo nido anatroccolo
Amianto scuola Roma

Le fibre di amianto contaminano anche gli asili nido, come amianto asilo nido Anatroccolo. Infatti, all’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto sono arrivate molte segnalazioni di inquinamento eternit degli asili nido. Per questi motivi, l’Avv. Ezio Bonanni ha intensificato le attività dell’ONA per la bonifica di tutte le scuole.

Ci sono, in Italia, ancora 2.400 scuole con amianto. Infatti, tra le varie emergenze legate all’eternit,  vi è anche quella dell’amianto nelle scuole. A tale emergenza, ha fatto riferimento l’Avv. Ezio Bonanni in Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – Ed.2022“.

Per le segnalazioni amianto asilo nido e per chiedere alla ASL e alle autorità l’intervento, ci si può rivolgere all’ONA. L’associazione fornisce anche l’assistenza legale e l’assistenza medica

Consulenza amianto asilo nido anatroccolo

Indice

Tempo di lettura: 5 minuti

Asilo nido: che cos’è e a che cosa serve

L’asilo nido è un servizio socio educativo, che si occupa di favorire la crescita dei bambini più piccoli. Si tratta, infatti, della fascia più verde della popolazione. Il loro sistema immunitario non è ancora del tutto formato. I minerali di amianto hanno, poi, un’interazione per tutto il corso della vita.

Quindi, il rischio nei bambini è più elevato e va assolutamente evitata ogni forma di esposizione alla fibra killer. Questo si richiede anche per gli adulti, come si evince dalla revisione del Consensus Report di Helsinki del 2014. L’asilo nido dovrebbe offrire quegli stimoli e quelle opportunità che permettono la costruzione di una specifica identità, con l’interazione con i bambini e gli adulti.

Ecco perché l’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni si battono per la bonifica degli asili nido.

L’uso di materiali di amianto nell’asilo nido

L’amianto e i materiali contenenti amianto sono stati utilizzati anche negli asili nido, come, peraltro, già denunciato dall’ONA. Per tali motivi, nel VI Rapporto Mesoteliomi sono stati censiti, al 2015, 91 casi di mesotelioma. Questa patologia ha colpito docenti e non docenti. Mancano, invece, le stime sugli scolari. I dati aggiornati sono disponibili nel VII Rapporto ReNaM. Sono ben 121 i casi di mesotelioma tra insegnanti, operatori scolastici, e tecnici di laboratorio.

Per questi motivi, l’ONA si è impegnata nella prevenzione primaria, che è quella più importante e che si materializza con la bonifica. Le tecniche di bonifica comprendono vari sistemi, dall’incapsulamento al confinamento fino allo smaltimento. Quest’ultima forma di bonifica è la più efficace e, quindi, è quella più richiesta, anche se ci sono delle criticità legate alla scarsità delle discariche. 

Per incentivare la segnalazione da parte dei cittadini dei siti contaminati e agevolare la bonifica del territorio l’ONA ha istituito anche l’App Amianto.

L’asilo nido Anatroccolo e la sua bonifica

La scoperta dell’asbesto nell’asilo è avvenuta durante lo svolgimento di alcuni lavori di manutenzione interni e di riqualificazione delle aree verdi, effettuati dai genitori stessi.

I genitori volevano solo contribuire a ripulire il giardino dell’asilo nido dove i loro bambini passano intere mattinate a giocare e correre spensierati. Mai avrebbero immaginato che affiorasse dal terreno dell’amianto.

Sono passati 6 mesi dalla chiusura dell’asilo Anatroccolo

Veramente un’inquietante sorpresa quella di ritrovare, a pochi centimetri da terra, dei frammenti rocciosi rivelatesi poi del materiale contenente amianto”, gridano a gran voce le mamme dei bambini che frequentano l’asilo nido in questione, “Perché nessuno prima si è mai accorto della presenza di questo materiale?”.

Moltissime le comunicazioni inviate alle autorità da queste “mamme coraggio”, che adesso vedono i loro bambini divisi in due strutture diverse e in entrambe le sistemazioni i locali sono miracolosamente ricavati grazie all’impegno delle educatrici, della funzionaria responsabile dell’Anatroccolo e grazie alla disponibilità del personale delle scuole accoglienti. Tutte le richieste sono ad oggi ancora inascoltate e hanno portato le stesse mamme a manifestare pacificamente lo scorso 2 novembre. La scuola, comunque, attualmente risulta ancora chiusa.

Ritengo necessario che ci sia maggiore attenzione da parte delle autorità comunali e della provincia metropolitana di Roma sul problema amianto nelle scuole, in particolare negli asili. Mi piange il cuore nel sentire che le mamme dell’asilo nido, L’anatroccolo, e di tante altre siano rimaste prive di un punto di riferimento istituzionale e soprattutto abbiamo dovuto scoprire solo per caso che nel giardino dell’asilo frequentato dai loro figli ci fosse amianto”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente Osservatorio Nazionale Amianto.

Riunione straordinaria del Consiglio presso il municipio VI

L’Osservatorio Nazionale Amianto questa mattina sarà presente alla riunione straordinaria del consiglio che vede, come unico punto all’ordine del giorno l’amianto ritrovato presso l’asilo nido L’Anatroccolo.

Aggiornamento rischio amianto nelle scuole

amianto asilo nido anatroccoloGrazie all’impegno del Ministro dell’Ambiente, Gen. Sergio Costa, si è iniziato ad affrontare il problema amianto nelle scuole. Quello della presenza dell’amianto nell’asilo nido, tra cui l’Anatroccolo di Roma, è un problema ancora attuale. L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni sono riusciti ad ottenere la bonificazione del sito.

Anche ONA TV si è occupata del problema amianto nelle scuole. Nel notiziario amianto news e nelle amianto news rientra anche il problema amianto nelle scuole.

Sono ancora molte le scuole in Italia contaminate dall’amianto anche nel 2023. 2292 sono gli istituti ancora non bonificati. Ciò vuol dire che gli studenti esposti sono 356.900, ai quali si devono aggiungere circa 50mila persone tra personale docente e non docente. Questi vengono a contatto quotidianamente con l’amianto spruzzato nelle palestre, pannellature in amianto, coibentazioni di tubazioni. Inoltre, cartoni e tessuti di amianto potevano essere utilizzati nei laboratori tecnici e artigianali.

Inizio della bonifica nelle scuole di Roma

A Roma l’amministrazione ha predisposto 10 milioni di euro per attuare il Piano di rimozione dell’amianto che coinvolgerà 111 Istituti superiori della Città metropolitana. Essi saranno:

  • 48 scuole del quadrante nord del territorio metropolitano;
  • 41 del quadrante sud;
  • 22 del quadrante est;
  • 77 nel territorio comunale di Roma.

Parere legale gratuito tutela vittime amianto asilo nido

Tutti i bambini esposti ad amianto negli asili nido subiscono dei danni alla salute. Infatti, le fibre di amianto sono cancerogene, come chiarito dallo IARC.

Per questo motivo c’è il diritto al risarcimento del danno, che deve essere calcolato sulla base di specifici parametri definiti dalle tabelle del Tribunale di Milano.

In più, per il personale docente e non docente si possono richiedere i benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di malattia asbesto correlata c’è anche il diritto alla pensione amianto.

Amianto asilo nido Anatroccolo: consulenza gratuita

Per richiedere una consulenza gratuita legale o medica occorre chiamare il numero verde oppure chiedere un parere scritto attraverso il form.

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