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“Muoio per amianto”, a parlare è ancora Gianfranco Giannoni

Gianfranco Giannoni
Gianfranco Giannoni

Lavoratore di Massa Carrara morto per mesotelioma

Continuano a cadere come foglie al vento i lavoratori di Massa, Carrara e della vicina La Spezia, che giorno dopo giorno sono colpiti dal mesotelioma, dal cancro polmonare e dalle altre patologie da amianto, come Giovanni Giannoni.

Per fortuna non sono tutti casi mortali”, dichiara la Sig.ra Antonella Franchi, Coordinatrice Nazionale ONA sempre in prima linea, “Ma certamente l’INAIL non potrà non considerare questi nuovi casi e riconoscere la rendita alle vittime e ai familiari, e cercheremo anche di verificare se ci sono responsabilità penali”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dellOsservatorio Nazionale Amianto.

Il caso di Gianfranco Giannoni

Intanto rimane sul tappeto anche il caso di Gianfranco Giannoni, ed è anche per questo che l’Osservatorio Nazionale Amianto ha sollecitato il Sindaco di Massa, che a suo tempo si fece promotore del tavolo interistituzionale, a chiedere una nuova sessione per la prosecuzione dei lavori del tavolo tecnico.

Particolarmente grave e delicata la condizione di Gianfranco Giannoni, che è affetto da asbestosi, anch’essa patologia mortale.

Questo lavoratore ha ottenuto dopo un’ odissea giudiziaria, il definitivo riconoscimento della sua asbestosi come malattia professionale.

Avrebbe diritto ad ottenere l’immediato pensionamento in base all’art. 1, comma 250, Legge 232/16, ma l’INPS rifiuta di dare applicazione a questa norma, perché sostiene che mancano ancora i decreti attuativi.

Il grido di dolore di Gianfranco Giannoni

Non ci sta Gianfranco Giannoni a vedersi ancora discriminato e ghettizzato.

Nonostante la patologia diagnosticata seguito a lavorare in un ambiente malsano, quando invece, al fine di azzerare il rischio, sarebbe opportuno stare lontano dalle polveri, soprattutto da quelle contenenti amianto e dai luoghi di lavoro nocivi.

Chiedo giustizia e pretendo che vengano rispettati i miei diritti, non solo per me, ma anche per tutti quei lavoratori che sono nella mia stessa condizione.

Mi rivolgo a tutte le istituzioni e ai loro autorevoli rappresentanti, affinché il mio appello non cada nel vuoto.

Nonostante l’entrata in vigore della Legge 232/16, comma 250, art. 1, non riesco ad andare in pensione perché tutt’oggi l’INPS non applica le leggi dello Stato, trincerandosi dietro il fatto che non è ancora in possesso dei decreti attuativi.

Un vero e proprio colpo basso”, è il grido di dolore del Gianfranco Giannoni.

La lotta ardua di Gianfranco Giannoni

Una battaglia lunga ed estenuante la sua, come se le sue gravi condizioni di salute non bastassero.

Malato di asbestosi, sono note le aspettative di vita per coloro che sono affetti da patologie asbesto correlate, e nonostante questo il Sig. Gianfranco è costretto anche ad andare a lavorare. 

L’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, schierato al fianco della vittima continua a ribadire che “La legge è legge, è chiara e va applicata.

La situazione di Giannoni è molto delicata, perché ha dovuto sostenere una causa per avere i benefici amianto (condanna dell’INPS da parte del Tribunale).

Quando si è ammalato l’INAIL ha negato che fosse affetto da asbestosi e abbiamo dovuto vincere la causa con relativa sentenza di condanna e solo allora ha ottenuto parte dei suoi diritti.

Ora che deve andare in pensione, l’INPS dice che non c’è il decreto per attuare la legge, ma la legge è chiara e lui ha diritto ad andare in pensione.

Ricorreremo subito alla Magistratura, con una procedura d’urgenza. Intanto proseguono le attività dello sportello amianto e abbiamo chiesto al Sindaco di Massa la prosecuzione dei lavori del tavolo tecnico e sollecitato la collocazione in pensione del Sig. Gianfranco Giannoni, già affetto da asbestosi, riconosciuta con sentenza passata in giudicato”.

I casi di patologie asbesto correlate, sempre piu insistenti

La provincia di Massa Carrara ha fatto registrare tassi altissimi di patologie asbesto-correlate. Sono solo le ultime vittime di una guerra non dichiarata. Inoltre, l’ONA ha ribadito al Sindaco la necessità di fissare un nuovo incontro finalizzato a determinare: 

• i lavoratori che si sono dovuti rivolgere alla Magistratura a fronte del diniego del riconoscimento dei benefici amianto utili per il prepensionamento e il numero delle condanne dell’INPS in sede giudiziaria,

• quelli che hanno dovuto ricorrere giudiziariamente per mancato riconoscimento dell’origine professionale delle patologie asbesto correlate e il numero di condanne da parte della Magistratura a carico dell’INAIL,

• l’entità del fenomeno epidemico di patologie asbesto correlate tra i lavoratori del comprensorio,

• le spese legali e gli altri oneri (spese di CTU, etc.) di INPS e INAIL per queste azioni giudiziarie, con la possibilità di valutare la trasmissione di tali atti alle competenti Autorità;

• per l’applicazione delle norme di cui all’art. 13, commi 7 e 8, Legge 257/92;

• in relazione al diritto delle vittime dell’amianto di percepire le rendite INAIL;

• veder applicate le norme di cui all’art. 1, comma 250, Legge 232/16.

I numeri della strage nella regione Toscana

I casi di mesotelioma in Toscana sono poco meno di 2.000, dal 1988 ad oggi (ne sono stati censiti 1.851 dall’ISPO)

Di questi, solo una piccola percentuale sopravvive ai 5 anni, e per ogni decesso per mesotelioma ce ne sono due per tumore polmonare.

Sono patologie asbesto correlate anche quelle fibrotiche (asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici con le complicazioni cardiocircolatorie). Anche altre neoplasie (tumore della laringe, dell’ovaio, della faringe, dello stomaco, del colon retto e dell’esofago).

Il bilancio quindi, deve essere aggiornato ad almeno 8.000 decessi negli ultimi 20 anni.

Il V Rapporto ReNaM riporta 1.228 casi di mesotelioma fino al 2011.

Secondo i dati ufficiali della Regione risultano invece al 2017 n. 1.851 casi, ci sono 623 nuovi casi di mesotelioma per gli anni dal 2012 al 2016 e per i primi mesi del 2017.

Un trend pari a circa 120 casi l’anno.

Questo dato è oscillato, dai 69 casi del 2000 agli 82 del 2009 fino ai 93 del 2011, è quindi evidente l’emergenza.

La provincia di Massa Carrara ha fatto registrare 184 casi di mesotelioma, pari al 9,9%;

la provincia di Livorno ha fatto registrare 441 casi di mesotelioma, pari al 23,8% (4% della popolazione del territorio).

Dati aggiornati disponibili qui: VII Rapporto ReNaM.

Nota tecnica, informativa ed esplicativa dell’Associazione

L’ONA assiste, rappresenta e difende i lavoratori cittadini esposti e vittime dell’amianto, e i loro familiari.

Per maggiori informazioni, e per poter chiedere assistenza tecnica, medica e legale puoi accedere al sito istituzionale dell’ONA. 

Potrai così acquisire tutte le informazioni e i riferimenti delle sedi territoriali.

Rivolgendoti direttamente alla presidenza nazionale, per richiedere assistenza medica e legale, che permettere ai lavoratori esposti ad amianto di accedere al prepensionamento con l’accredito dei benefici contributivi ex art. 13, comma 7 e comma 8, della Legge 257/92.

Sicilia, numerose le vittime di vaccini e uranio impoverito

danni Vaccini

Non solo tutela delle vittime dell’amianto. “L’Osservatorio Nazionale Amianto continua a tutelare tutte le vittime, anche quelle dei vaccini, in un momento in cui, invece, si vuole imporre, per legge, la vaccinazione, violando il principio di cui all’art. 32 della Costituzione” dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA.

L’Associazione ha già ottenuto una sentenza del Consiglio di Stato che afferma il principio ora ribadito dalla Corte di Giustizia, sempre riguardo i vaccini.

Questi principi sono stati da tempo sostenuti dall’Avv. Ezio Bonanni, in un una discussione innanzi il Consiglio di Stato, con tutta l’Avvocatura dello Stato schierata contro un militare L.M..

Il militare era originario di Palermo, era malato di cancro, ma gli continuavano a negare il risarcimento assumendo che non ci fosse la c.d. ‘evidenza scientifica’.

Non la pensava così l’Avv. Ezio Bonanni che dichiara forte e chiaro che questo stato di cose non può proseguire e che l’Avvocatura dello Stato deve ora attenersi ai principi di diritto dettati dalla Corte di Giustizia che è di rango superiore di tutte le Corti interne.

I positivi risultati dell’ONA

L’ONA proporrà, quindi, adesso, un ricorso alla Corte di Giustizia dell’UE per la condanna dell’Italia in quanto viola i principi e i diritti stabiliti dai trattati comunitari, oltre che naturalmente proseguire le azioni intraprese nel territorio nazionale (sono centinaia le vittime dei vaccini che l’ONA ha consigliato, assistito e che continuerà a sostenere).

L’Osservatorio Nazionale Amianto, infatti, ha sostenuto le istanze risarcitorie del Sig. L.M., sottoufficiale della Marina Militare, che in seguito ad un programma vaccinale ha contratto linfoma di Hodgkin, alla verde età di 28 anni.

Così il Consiglio di Stato, con sentenza n. 837/16 Reg. Prov. Coll. e n. 05544/2015 Reg. Ric., depositata il 29.02.2016, ha accantonato il c.d. obbligo della evidenza scientifica in ordine al nesso causale, e ha confermato che questi avesse diritto al risarcimento danni.

Infatti, il militare, in questo caso il palermitano L.M., è tutt’oggi in pericolo di vita, mentre prima della missione era sano come un pesce e non ci sono altre ragioni che giustifichino l’insorgere di tale patologia (questo giovane militare era stato esposto anche ad uranio impoverito, oltre che al programma vaccinale incauto).

Ora, le posizioni dell’ONA, sostenute dall’Avv. Ezio Bonanni, sono ora avallate dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea e vincolanti (Corte di Giustizia U.E., sezione II, sentenza n. 21.06.2017, n. C-621/2015).

Le dichiarazioni dei membri dell’ONA

E’ una vittoria della giustizia e per la dignità delle vittime. Penso innanzitutto ai tanti militari che in Marina, in Aviazione e nell’Esercito sono stati sottoposti ad un programma vaccinale e poi si sono ritrovati con patologie gravissime, che hanno provocato centinaia di morti. Abbiamo sollecitato tutte le Autorità ad individuare i responsabili e a processarli penalmente, ma poi c’è anche il problema dei risarcimenti che non sempre vengono erogati. Penso a L.M. che a tutt’oggi non ha ottenuto il dovuto nonostante la sentenza del Consiglio di Stato. L’Associazione va avanti anche per quanto riguarda i danni da vaccino”, dichiara il Presidente dell’ONA, Avv. Ezio Bonanni.

Concordo con l’Avv. ​Ezio Bonanni. In Sicilia c’è una forte presenza militare, sia come marina che come esercito, sicuramente ci sarà stato un effetto molto incisivo per quanto riguarda le vaccinazioni”, dichiara il Sig. Calogero Vicario, Coordinatore Nazionale ONA Sicilia. 

L’ONA quindi chiederà al Capo dello Stato di compiere quanto è nei suoi poteri per il rispetto della Carta Costituzionale e dei vincoli europei per quanto riguarda il danno vaccinale, oltre che proporre ricorso alla Corte di Giustizia e u​n​​’​istanza affinché la Commissione proponga procedura di infrazione.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha istituito un Dipartimento per assistere e tutelare le vittime dei vaccini, per maggiori informazioni consultare il sito istituzionale al link 

​​Danni da vaccini: l’ONA ricorre alla Corte di Giustizia

Vaccini

Non solo tutela delle vittime dell’amianto. “L’Osservatorio Nazionale Amianto continua a tutelare tutte le vittime, anche quelle dei vaccini, in un momento in cui, invece, si vuole imporre, per legge, la vaccinazione, violando il principio di cui all’art. 32 della Costituzione” dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA.

L’ONA contro i vaccini contaminati

L’Associazione ha già ottenuto una sentenza del Consiglio di Stato che afferma il principio ora ribadito dalla Corte di Giustizia.

Questi principi sono stati da tempo sostenuti dall’Avv. Ezio Bonanni, in un’epica discussione innanzi il Consiglio di Stato. In quella occasione il Presidente ONA aveva tutta l’Avvocatura dello Stato schierata contro.

Non la pensava così l’Avv. Ezio Bonanni che dichiara forte e chiaro che questo stato di cose non può proseguire e che l’Avvocatura dello Stato deve ora attenersi ai principi di diritto dettati dalla Corte di Giustizia che è di rango superiore di tutte le Corti interne.

L’ONA proporrà, quindi, adesso, un ricorso alla Corte di Giustizia dell’UE per la condanna dell’Italia in quanto viola i principi e i diritti stabiliti dai trattati comunitari, oltre che naturalmente proseguire le azioni intraprese nel territorio nazionale (sono centinaia le vittime dei vaccini che l’ONA ha consigliato, assistito e che continuerà a sostenere).

L’Osservatorio Nazionale Amianto, infatti, ha sostenuto le istanze risarcitorie del Sig. L.M., sottoufficiale della Marina Militare, che in seguito ad un programma vaccinale ha contratto linfoma di Hodgkin, alla verde età di 28 anni.

Così il Consiglio di Stato, con sentenza n. 837/16 Reg. Prov. Coll. e n. 05544/2015 Reg. Ric., depositata il 29.02.2016, ha accantonato il c.d. obbligo della evidenza scientifica in ordine al nesso causale, e ha confermato che questi avesse diritto al risarcimento danni.

Prima della missione il militare era sano

Infatti, il militare, in questo caso il palermitano L.M., è tutt’oggi in pericolo di vita, mentre prima della missione era sano come un pesce e non ci sono altre ragioni che giustifichino l’insorgere di tale patologia (questo giovane militare era stato esposto anche ad uranio impoverito, oltre che al programma vaccinale incauto).

Ora, le posizioni dell’ONA, sostenute dall’Avv. Ezio Bonanni, sono avallate dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea e vincolanti (Corte di Giustizia U.E., sezione II, sentenza n. 21.06.2017, n. C-621/2015).

E’ una vittoria della giustizia e per la dignità delle vittime. Penso innanzitutto ai tanti militari che in Marina, in Aviazione e nell’Esercito sono stati sottoposti ad un programma vaccinale e poi si sono ritrovati con patologie gravissime, che hanno provocato centinaia di morti. Abbiamo sollecitato tutte le Autorità ad individuare i responsabili e a processarli penalmente, ma poi c’è anche il problema dei risarcimenti che non sempre vengono erogati. Penso a L.M. che a tutt’oggi non ha ottenuto il dovuto nonostante la sentenza del Consiglio di Stato. L’Associazione va avanti anche per quanto riguarda i danni da vaccino”, dichiara il Presidente dell’ONA, Avv. Ezio Bonanni.

L’ONA quindi chiederà al Capo dello Stato di compiere quanto è nei suoi poteri per il rispetto della Carta Costituzionale e dei vincoli europei per quanto riguarda il danno vaccinale, oltre che proporre ricorso alla Corte di Giustizia e u​n​​’​istanza affinché la Commissione proponga procedura di infrazione.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha istituito un Dipartimento per assistere e tutelare le vittime dei vaccini, per maggiori informazioni consultare il sito istituzionale al link.

“Italia: la Repubblica dell’amianto” Lunedì 3 luglio a Roma

Repubblica dell'amianto, Ona
Repubblica dell'amianto

Dati shock ed esclusivi quelli raccolti dall’ONA.

Lunedì 3 Luglio, alle ore 15.30, presso la Sala del Carroccio, Palazzo del Campidoglio, a Roma, l’Osservatorio Nazionale Amianto presenterà il Secondo Rapporto Mesoteliomi e renderà pubbliche le segnalazioni che la popolazione ha inoltrato alle piattaforme ONA.

ONA Repac per i casi di patologie asbesto correlate e Amianto Guardie Nazionali per i luoghi con sospetta presenza di amianto.

L’Associazione chiederà un intervento urgente del Capo dello Stato, affinché solleciti il Parlamento ad adottare gli strumenti legislativi idonei per la bonifica dei siti contaminati e la giustizia per le vittime.

Parteciperanno all’incontro dell’associazione:

  • Avv. Ezio Bonanni, avvocato cassazionista, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ONA;
  • Prof. Luciano Mutti, titolare della Cattedra di Oncologia Medica e Ricerca Oncologica della Facoltà di Medicina presso l’Università Salfor di Manchester;
  • On.le Fabrizio Santori, Consigliere Regionale del Lazio;
  • On.le Francesco Figliomeni, Consigliere Comunale di Roma.

Modera l’incontro il giornalista Michele Ruschioni.

Dott.ssa Guidi: Sensibilizziamo Comuni e Istituzioni

Sportello ONA, Sicilia
ONA

Guidi Benedetta: medico legale e volontaria ONA

La Dott.ssa Benedetta Guidi, medico legalevolontaria ONA, ha rilasciato un’intervista sul ruolo chiave delle istituzioni nella problematica amianto

Dott.ssa Guidi, da quanto tempo collabora con l’Osservatorio Nazionale Amianto?amianto guidi

La mia collaborazione è iniziata da circa 3 anni, in seguito ad una pubblicazione su una rivista scientifica dedicata all’amianto. E’una tematica che mi ha sempre affascinato e appassionato, proprio per questo una mia amica avvocato ha pensato che fosse giusto presentarmi all’Associazione ONA (Osservatorio Nazionale Amianto) e al suo Presidente, l’Avv. Ezio Bonanni.

E’ iniziato da subito un rapporto basato sulla fiducia reciproca che mi ha portato a congiungere il mio lavoro di tutti i giorni, medico chirurgo specializzata  in medicina legale, con un argomento che ha sempre suscitato il mio interesse.

Quale aspetto di questa importante quanto discussa tematica sull’amianto l’ha appassionata di più?

Sicuramente quello del risarcimento del danno alla persona in ambito di responsabilità civile per i soggetti affetti da patologie asbesto correlate contratte in seguito ad esposizione lavorativa all’amianto. È di fatto prevedibile una prossima espansione della giurisprudenza civile del contenzioso correlato agli effetti nocivi dell’esposizione all’amianto, fino ad oggi limitata ai soli profili del regime indennitario sociale. È proprio questa peraltro la tematica affrontata all’interno della mia pubblicazione sulla Rivista Italiana di Medicina Legale, in cui proponevo l’applicazione del modello di causalità proporzionale al contenzioso da patologia asbesto-correlata.

Quali sono le difficoltà che riscontra nel corso delle perizie dell’ONA?

Mi sento di dire che tra le problematiche che ogni giorno riscontro c’è sicuramente la problematica di riconducibilità della patologia all’esposizione. Ricordo un caso di una signora di Arezzo che mi è rimasto molto a cuore in quanto è stata proprio la stessa paziente a scegliere me come proprio consulente tecnico dopo che già aver ricevuto una sentenza di primo grado sfavorevole. Purtroppo, nonostante a parer mio vi fossero i presupposti per sostenere il ricorso in appello, il CTU non ha ritenuto che l’esposizione lavorativa della donna fosse stata “significativa” escludendo la patogenesi lavorativa, per cui anche la Corte Territoriale ha emesso un giudizio negativo. Purtroppo vi è ancora molta reticenza sul tema “amianto” e pochi sono gli studi epidemiologici soprattutto per certi settori lavorativi.  Per questo bisogna andare avanti e continuare a sensibilizzare Comuni, provincie e istituzioni affinché venga scoperchiato quello che appare come un vero e proprio vaso di Pandora.

Purtroppo, c’è ancora molto da fare, soprattutto per quanto riguarda il rapporto esposizione amianto-patologie riconosciute. E’ necessario ricordare che per il mesotelioma, non vi è una soglia al di sotto della quale il rischio si annulla. Come più volte ribadito dallo stesso Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA, è necessario un aggiornamento continuo dei registri e della letteratura affinché si parli apertamente di questa sostanza killer e di tutte le dannose conseguenze che ne possono derivare, le quali possono svilupparsi a distanza di molti anni dall’esposizione, consideriamo che per il mesotelioma il tempo di latenza della malattia può arrivare a 30-40 anni.