Attiva la tutela per i lavoratori della Raffineria di Gela

Accolte le eccezioni sollevate dai difensori di venti imputati

Il giudice Marica Marino ha accolto le eccezioni sollevate dai difensori di venti imputati, tutti accusati di lesioni colpose a seguito delle patologie che, nel corso degli anni, hanno colpito diversi ex operai dell’indotto Eni.

“Fin dal 2009 ho insistito affinché ci fosse piena luce sull’utilizzo di amianto nel petrolchimico di Gela e quindi, in qualità di Presidente Nazionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ho promosso attraverso la sede territoriale di Gela, coordinata dal Sig. Salvatore Granvillano, una verifica dei dati epidemiologici, da cui è risultata una più alta incidenza di patologie asbesto correlate tra coloro che hanno lavorato nel petrolchimico. Ciò ha dato l’impulso alle istanze di giustizia. Come difensore di molte vittime e familiari debbo evidenziare come i lavoratori di Gela sono stati trattati come una donna sedotta e abbandonata. Infatti, non c’è stata una politica industriale e di sviluppo del territorio, nel quale sono rimasti solo i cancri causati dal benzene e dall’amianto. Ci dispiace che l’On.le Crocetta non sia stato capace di rappresentare la tragedia di questo territorio che ha un tasso altissimo anche di nascite con malformazioni, in seno al Consiglio dei Ministri di cui fa parte in qualità di Presidente della Regione Sicilia. Avrebbe dovuto rappresentare le istanze di tutela dei cittadini di Gela come del resto della Sicilia. Gela fa parte del triangolo della morte “, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Sono state ammesse le costituzioni di parte civile di quattro ex lavoratori, a loro volta affetti da patologie collegabili alle pericolose sostanze presenti in fabbrica e alle emissioni generate dal ciclo produttivo della raffineria. Gran parte dell’indagine condotta dai pm della procura ruota intorno all’esposizione all’amianto in fabbrica e alla mancata adozione delle necessarie misure di precauzione. I legali degli operai, gli avvocati Davide Ancona ed Ezio Bonanni, hanno ribadito le ragioni dei loro assistiti, riuscendo anche ad ottenere la chiamata in giudizio, quale responsabile civile, della società Raffineria di Gela spa. Tra i legali delle parti offese, c’è anche l’avvocato Claudia Caizza. A processo, ci sono Armando Grassi, Giancarlo Barbieri, Alfonso Valerio, Alessandro Colnaghi, Francesco Mauro, Salvatore Verniccio, Rocco Ardore, Antonio Catanzariti, Pasqualino Grandizio, Gregorio Mirone, Gincarlo Fastana, Giorgio Clarizia, Giuseppe Farina, Vito Milano, Salvatore Vitale, Giovanni Calatabiano, Giuseppe Genitori, Giorgio Daumiller e Arturo Borntragger. Sono ex vertici della fabbrica di contrada Piana del Signore. I difensori di tutti gli imputati hanno contestato le richieste dei legali di parte civile. Intanto, il procedimento si è chiuso anticipatamente per la posizione di Ferdinando Lo Vullo, l’imputato è deceduto. Nel pool di difesa, tra gli altri, ci sono gli avvocati Giacomo Ventura, Antonio Gagliano, Flavio Sinatra, Gualtiero Cataldo, Maria Elena Ventura e Piero Amara, Attilio Floresta e Piero Ciarcià.

Il Sig. Salvatore Granvillano è la personificazione del guerriero dell’ONA di Gela, guida la sede di Gela e fa parte del coordinamento regionale ONA.

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