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Ezio Bonanni interviene alla Commissione Ambiente di Latina

Commissione Ambiente
Commissione Ambiente

“Fermare la strage si può e si deve!” la denuncia di Bonanni: “per il periodo dal 2000 al 2018 rilevata nella provincia di Latina un’incidenza di mortalità per patologie asbesto correlate di circa 600 decessi. Una media di poco superiore a 30 decessi ogni anno”.

Ezio Bonanni

È intervenuto, tra gli altri, l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Bonanni ha ribadito la necessità di istituire al più presto lo Sportello Amianto del Comune di Latina.

L’iniziativa può essere promossa attraverso la convenzione proposta da ONA al Comune di Latina, il quale, nel corso del suo intervento, ha rimarcato la necessità di dover al più presto affrontare e risolvere il problema amianto anche nella città di Latina.

Alla Commissione Ambiente Latina si discute di amianto

“I medici volontari dell’ONA sono a disposizione per assistere tutti i cittadini in collaborazione con le strutture ospedaliere. Necessario, però, avviare la sorveglianza sanitaria, che è a carico della ASL.

È necessario che il Comune di Latina si faccia portatore degli interessi della collettività, nel rispetto dei programmi elettorali di tutela della salute e dell’ambiente, rispetto al rischio amianto e rispetto ad altri agenti patogeni e cancerogeni.

Necessario dar corso al protocollo d’intesa, affinché l’ONA, già operativa dal 2008 nel territorio di Latina ed in tutta Italia, possa avere un forte supporto per l’assistenza dei cittadini, esposti e vittime dell’amianto. È necessario che il protocollo venga al più presto stipulato.

È necessario, altresì, terminare la mappatura in particolare, delle scuole e anche degli acquedotti, molti dei quali con tubature in cemento amianto, con l’obbligo, per il gestore, di provvedere alle bonifiche, secondo gli impegni assunti al momento della stipulazione delle convenzioni”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA.

La Commissione Ambiente ha affrontato il tema amianto dopo che l’Avv. Ezio Bonanni e l’ONA hanno organizzato la conferenza dello scorso 13 aprile.

assistenza ona

L’azione dell’ONA nella Provincia di Latina

L’attività dell’ONA prosegue comunque sul territorio, e tutti i cittadini possono chiedere l’assistenza gratuita presso la sede in Latina, in Via Cairoli n. 10, attraverso il numero verde gratuito 800034294.

Ezio Bonanni

L’ONA ha censito, per la provincia di Latina, circa 150 casi di mesotelioma, con un trend in netto aumento, rispetto ai circa 100 casi censiti dal Dipartimento di Prevenzione per il periodo dal 2000 fino all’anno 2014.

Le città più colpite dai casi di mesotelioma – secondo quanto rilevato dal presidente dell’Associazione – fino a tutto il 2018, sono Latina con 30 casi; Gaeta con 25 casi; Aprilia con 20 casi; Sezze con 10 casi; Formia con 15 casi”.

Il mesotelioma è solo la punta dell’iceberg – ha spiegato Bonanni – perché l’amianto provoca tumori polmonari, alla laringe, faringe, esofago, fegato, colon e perfino all’ovaio e per non parlare dell’asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici e le complicazioni cardio-vascolari.

L’ONA quindi stima un’incidenza di mortalità per patologie asbesto correlate in provincia di Latina per il periodo dal 2000 al 2018 di circa 600 decessi, con una media di poco superiore a 30 decessi ogni anno”.

Per il lavoro, ancora troppi “se”

Primo maggio festa lavoro
Primo maggio festa lavoro

Ebbene, si! Sono decisamente troppi i se e i ma, nonché i forse e i chissà. Decisamente inverecondo l’eccesso di pudore o di opportunismo in molte delle situazioni, che dovrebbero essere giudicate ed affrontate con onestà intellettuale e determinazione, senza balbettamenti.

Una data importante

Festa lavoro

Domani ricorrerà ancora una volta il Primo Maggio. Sottolineo ancora una volta, perché la storia di questo anniversario è rimasta controversa e dolorosa, ancorché liberatoria e gioiosa sin dalla sua origine ottocentesca, americana.

Nel 1886 le manifestazioni di Chicago degenerarono con sparatorie ed attentati dinamitardi, arresti e impiccagioni di operai dichiarati anarchici e conseguenti riverberi europei. Fino in Italia, dove nel 1988 il livornesi reagirono alla notizia delle condanne capitali assaltando il naviglio statunitense ancorato in porto ed il console rifugiato in Questura.

La Festa del Lavoro non presuppone disoccupazione, bensì condizioni accettabili di durata, sicurezza e retribuzione. La sicurezza, In particolare, merita un capitolo a parte, posto che gli incidenti continuano ad essere all’ordine del giorno per incompetenza, distrazione o dolo, salvo il caso abnorme dei lavoratori dell’amianto, condannati comunque al rischio, anche dopo la soppressione per legge del settore, sin dal 1992 ed ancora per decenni, in attesa di radicali bonifiche, come invocato dalla stessa ONA e perorato dai suoi dirigenti, Avv. Ezio Bonanni in testa.

Bene, la situazione reale la conosciamo e il lavoro rischia di non essere più fonte essenziale del reddito, ma di divenire nelle sue variabili una condizione, un impegno con ricadute sociali che finisce per sconfinare appunto nel socialmente utile, nel volontariato, nel no profit, nel servizio civile, nello studio – lavoro.

Insomma in una vasta pianura, in cui rischiano di addensarsi i più, candidati di fatto ad un reddito di cittadinanza che peraltro mette in mora proprio coloro che il lavoro non lo cercano, ma se lo inventano quotidianamente, scommettendo sulla propria qualità ed intraprendenza.

Non solo doveri ma anche diritti del lavoro

Primo maggio festa lavoro

Intendo gli artigiani, gli agricoltori, i commercianti, i piccoli imprenditori. Che alla fine della fiera pagano le tasse, ma ricevono pensioni ridicole al disotto delle minime. Nessun sostegno economico in caso di malattia, nessun intervento di cassa integrazione per mancanza di lavoro o morta stagione, nessun periodo di ferie pagate e tanto meno nessun limite massimo all’orario di lavoro.

Partite IVA o meno, la verità è che la regolamentazione in termini di diritti e doveri per il lavoro, tutto, pubblico e privato, lascia molto a desiderare. Le differenze, le disparità tra gli stipendi, il welfare, le pensioni e le integrazioni contro la povertà hanno risentito e risentono dei sentimenti di parte, che le hanno nel tempo ispirate e condizionate.

Il risultato distorcente è quello dei figli e dei figliastri, con furbi ed opportunisti benestanti o addirittura ricchi ed altri, quelli impegnati ed idealisti, magari con le toppe o all’estero, alla ricerca di affermazione del merito.

Festa del lavoro

Si, appunto il merito, argomento tabù nel Bel Paese, salvo riconoscimenti postumi con regolari lacrime da coccodrillo, se va bene. Tanto per chiarire il concetto, il lavoro, che apparentemente non c’è, andrebbe rimodulato sulle reali necessità della collettività. Così scaturirebbero davvero milioni di opportunità, di posti, di soluzioni a carenze e disservizi, che sono sotto i nostri occhi nel quotidiano divenire di quel che non va, rispetto a quel che va.

Basterebbero solo cinque minuti di puro coraggio!

Avere una società davvero civile, educata, ordinata e capace, significa avere il coraggio di cambiare regole e metodo di governo. Rispettando le convenzioni comunitarie di una Europa, che non sia soltanto eurocentrica e iperburocratica.

Ecco, infine, che ogni evento orribile come quelli delle violenze, che ovunque quotidianamente si ripetono, trovano purtroppo una spiegazione chiara. Evidente nella filosofia irresponsabile del vorrei ma non posso, del rinvio e dell’elusione, modalità che non portano ad alcun traguardo, a piangere sul nulla.

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione assiste i cittadini per la bonifica e la messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA si occupa anche della tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale. Tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

assistenza ona

Amarcord, amaroma, stop amianto

Amianto
Amianto

È di tre giorni fa l’ultimo allarmante segnale che fa dell’hinterland romano, Amaroma, una seconda “terra dei fuochi”. È un territorio contaminato da una quantità esagerata di discariche abusive, mini e mega in stato attivo o di abbandono, comunque fuori controllo. 

Amaroma: dichiarazione di guerra alla fibra killer!

Eppure, sei anni fa, l’AMA, azienda municipalizzata all’ordine del giorno per complesse problematiche di non facile soluzione, aveva lanciato un segnale perentorio attraverso il suo magazine Amaroma, titolando: “ STOP AMIANTO!“.  Si trattava di una dichiarazione di guerra alla fibra killer. L’Amaroma proponeva servizi a tutto campo “per la rimozione del pericoloso materiale dalle aree pubbliche e private”.

Amaroma: il nemico invisibile è alle porte!

amaroma

Il collega Daniele Petraroli, nel suo editoriale su Amaroma, “Un nemico invisibile, ma da non sottovalutare”, dava un quadro obiettivo. Dava una idea chiara dello stato dell’arte, della necessità di non abbassare la guardia e di non affidarsi a soluzioni improvvisate, non certificate.

Per questo, alleghiamo copia di quella preziosa testimonianza di consapevolezza rispetto al pericolo su Amaroma. Purtroppo, nel frattempo,  il livello dello stato di allerta è divenuto inadeguato, tanto peggio la qualità e la quantità delle rimozioni. C’è l’insorgenza di un panorama di sversamenti abusivi di macerie frammiste a rottami e pattume d’ogni genere, al punto di generarne la percezione calamitosa, quasi un fenomeno naturale da sopportare con rassegnazione.

Come già scritto, l’aver toccato il fondo non significa accettare l’idea di rimanerci. Ma bisogna diversamente coglierne la drammaticità e prendere una iniziativa che sia di riscatto morale e conseguentemente opportunità di risanamento reale. 

Problema dello smaltimento denunciato da Amaroma e dall’ONA

Appena due settimane fa a Latina con ONA e il suo Presidente, avv. Ezio Bonanni, abbiamo dato il là a una campagna di indagine, denuncia, protesta e proposta con la redazione del Diario Pontino e con una rappresentanza parlamentare europea e della magistratura impegnata, che non si sono limitati ai saluti di circostanza.

Il quella sede, oltre all’amianto e ai rifiuti tossici, si aggiungevano le scorie radioattive dell’attività nucleare. Diversamente, per Roma, potremmo aggiungere la questione non irrilevante della individuazione di una nuova area da destinare allo smaltimento. Sembra si stia profilando nella zona nord, oltre la riva destra del Tevere, diciamo una seconda Malagrotta, più a sud ed esaurita con tutte le conseguenze opinabili legate alla filosofia dello smaltimento in discarica, mentre si continua a rifiutare l’ipotesi eurocondivisa dei termovalorizzatori ed il tempo “tiranno” inesorabilmente trascorre.

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

L’ONA denuncia l’emergenza amianto a Roma

convegno amianto, ambiente, salute

Durante il convegno del 26.07.2022, organizzato dall’ONA, dal titolo: “Amianto, ambiente, salute: per Roma Capitale d’Europa“, sono stati riportati i dati sui siti contaminati della città.

Secondo le rilevazioni dell’associazione, nel Comune, sono stati verificati 1148 su 2.338 istituti scolastici e nell’8%, cioè 95 scuole, vi è la presenza di amianto. Inoltre i siti considerati a maggior rischio sono quelli della Fonte Appia, le diverse strutture industriali nella zona Magliana e a est di Roma, tra cui Tiburtino e Casilino. Anche la zone degli aeroporti di Fiumicino e Ciampino è a rischio, per l’elevato utilizzo di amianto negli aeromobili.

I cittadini hanno difficoltà ad attivare le bonifiche – ha dichiarato l’Avv. Bonanni durante l’incontro-. Abbiamo visto negli anni le conseguenze dell’amianto, ma dobbiamo fare prevenzione, nel pubblico e nel privato“.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione assiste i cittadini per la bonifica e la messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

L’ONA si occupa anche della tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i benefici contributivi per esposizione ad amianto. Tutti i lavoratori esposti ad amianto, anche coloro privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi.

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    Uomini e amianto, mai più vittime

    Amianto
    Amianto

    Le fumigazioni pestifere e tenebrose dell’ultimo dei roghi in quel del Collatino a Roma, ieri, ventiquattrore dopo il disastro, ristagnavano controllate a vista da quei Vigili del fuoco.

    28 Aprile, giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro

    Giusto quei lavoratori che sono i nostri angeli custodi, ma anche tra i più esposti al rischio per la salute e la sicurezza sul lavoro, di cui si celebra domani la “World Day for Safety and Health at Work 2019” , indetta dalla ILO (International Labour Organization) non a caso concomitante, simbolicamente da anni, con la “Giornata Mondiale Vittime Amianto”, su proposta dell’ABREA (Associazione Brasiliana Esposti Amianto).

    Amianto

    Le due Organizzazioni, nello stesso giorno del 28 aprile, sono unite nell’appello universale all’impegno per contrastare preventivamente ogni forma di pericolo, che renda ingrato il fondamentale diritto dovere al lavoro e perverso il rapporto anche inconsapevole con le fibre killer dell’amianto, causa pandemica di malattie gravi e decessi per patologie asbesto correlate.

    Lavoratori colpiti da malattie professionali

    Secondo i dati ILO, attualmente ci sono 374 milioni di persone ferite da infortunio sul lavoro o colpite da una malattia professionale. L’86% delle morti per cause lavorative è rappresentato da malattie professionali, circolatorie 31%, tumori 26%, malattie respiratorie 17%.

    Purtroppo è doloroso e frustrante scriverlo, ma sono ancora diversi i paesi civili in cui l’estrazione e la lavorazione dell’amianto non si è fermata, orientando cinicamente l’esportazione nei territori in via di sviluppo, dove le regole e i divieti anche per i pesticidi altrimenti banditi, piuttosto che per lo sversamento indiscriminato dei rifiuti altamente tossici e radioattivi non esistono o vengono aggirate. 

    Altrettanto pesante però è lo stato dell’arte anche laddove le leggi hanno bloccato la mefistofelica  filiera amiantifera ( in Italia  dal 1992) senza comunque risolvere significativamente il problema dello smaltimento protetto delle enormi quantità introdotte ogni dove, dalle case alle infrastrutture, ai treni, alle navi, ai dispositivi militari, tra la fine del XIX e del XX secolo, salvo appunto ignorarne le vittime, nei confronti delle quali non occorrono soltanto solidarietà e commiserazione, ma soprattutto assistenza e sostegno, riconoscimento e giustizia.

    Un cambiamento radicale…

    L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, per questo, con la guida competente del suo Presidente, Avv. Ezio Bonanni, si è decisamente orientata sul doppio fondamentale obiettivo della prevenzione e dell’azione risarcitoria, perseguendo il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati.

    Amianto

    Nell’intento di dare il massimo sostegno all’azione di forte connotazione culturale, alla necessità di un cambio radicale di metodo e di passo anche sul piano educativo, formativo, culturale, etico, è nata anche l’alleanza con il Comitato Nazionale Italiano Fair Play e non a caso a pochi giorni dalla istituzione della Commissione Amianto – in cui l’ONA è rappresentata, il Ministero dell’Ambiente ha stipulato un Protocollo di collaborazione con l’Agenzia Sport e Salute, già CONI Servizi, nel cui ambito opera proprio il CNIFP (Comitato Fair Play)  affinché  anche attraverso lo sport sia garantita la sostenibilità ambientale, a cominciare dall’impiantistica afflitta dalla presenza di amianto e da bonificare.

    A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

    I servizi di assistenza ONA

    L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria). L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

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    Eternit storia bonifica: siti contaminati

    Eternit
    Immagine esclusivamente decorativa

    Eternit storia bonifica e di utilizzo

    Riguardo l’eternit storia bonifica è lunga e non ancora conclusa. È una storia che risale agli anni della prima rivoluzione industriale quella dell’eternit, una miscela composta da cemento-carta-amianto, il cui marchio venne brevettato nel 1901 dall’austriaco Ludwig Hatschek dalla parola latina “aeternitas”, eternità per indicare la resistenza del materiale. In seguito i diritti di produzione furono acquisiti dallo svizzero Alois Steiman. In Italia fu Adolfo Mazza a fondare nel 1907 lo stabilimento “Eternit” di Casale Monferrato. Eternit è anche il nome dei manufatti di fibrocemento composti da amianto, un minerale utilizzato per la sua resistenza al calore e la sua indistruttibilità.

    Una storia antica quanto moderna, quella dell’amianto. Già all’epoca dei Romani e dei Persiani era abituale avvolgervi i cadaveri per ottenere ceneri limpide e pure, evitando così la contaminazione delle spoglie reali. Fu Plinio il Vecchio a riportare questo particolare uso nella sua “Naturalis Historia“. Nel “MilioneMarco Polo descrive come questo materiale si adoperava per ottenere un tessuto per le tovaglie e nel ‘600 trovò impiego anche nella medicina naturale dell’epoca, testimoniato da Boezio.

    A livello estrattivo l’Italia fu leader nel XIX secolo dell’uso di questo minerale. L’Eternit inizialmente si impiegò negli elementi di copertura, come le onduline.
    Quindi, nel 1912 dallo stabilimento di Casal Monferrato uscirono tubi in cemento amianto, con cui si costruì la rete idrica.

    E così iniziò il boom della produzione di eternit, favorita dal basso costo del materiale e dalle sue proprietà di resistenza al calore. Un materiale pericoloso quello dell’eternit con cui si realizzavano tubature e lastre ondulate per coprire i capannoni, mentre con impasti di amianto si rivestivano tubature di caldaie.

    Il danno alla salute delle fibre killer

    Se sottoposto, però, a stress termico o meccanico, l’eternit diveniva friabile, e rilasciava le fibre killer. Chi le ha inalate o ingerite, involontariamente, a distanza di anni si è ammalato di patologie tumorali, come il mesotelioma, il tumore del polmone, della laringe, della faringe, del colon, delle ovaie, che li ha portati alla morte.

    Nel 1935 venne fondata a Bari la Fibronit, la cosiddetta fabbrica della morte, che ha ucciso oltre 400 persone tra dipendenti e abitanti, almeno fino al 2006.
    Sino al 2009 sono stati rilevati oltre 1200 casi di mesotelioma nella zona di Casale Monferrato. Uomini che sono stati avvelenati lentamente, perché i tempi di latenza sono molto lunghi e bastano poche fibre per ammalarsi.

    Solo dalla metà degli anni ’60 si confermò la pericolosità dell’amianto. Neanche la legge 257 del 1992 ha impedito, però, che questo killer, potesse continuare a uccidere. Ma grazie alla stessa legge, gli stabilimenti italiani di eternit (Casale Monferrato, Bagnoli, Cavagnolo, Siracusa, Rubiera, Bari) sono stati chiusi.
    Tuttavia, sono ancora molti, troppi i siti da bonificare eternit, compresi edifici pubblici e privati e scuole.

    La necessità della bonifica per fermare la strage

    L’amianto è presente nelle tettoie, nei serbatoi e persino nei pavimenti. Ucciderà ancora. Ma, anche se non si può cancellare ciò che è stato, si può evitare ciò che sarà. Solo la bonifica può fermare la strage e salvare migliaia di vite umane (6.000 ogni anno e 54.000 nei prossimi 9 anni e circa 100.000 per i prossimi decenni).

    L’avv. Ezio Bonanni ha ribadito che nei prossimi dieci anni, a causa delle pregresse esposizioni a fibre di amianto, si registrerà un picco dei casi e purtroppo dei decessi (oltre 50.000), con circa 5miliardi di euro di spese sanitarie che graveranno sulla collettività e a cui si dovranno aggiungere il peso sociale e i costi per le prestazioni previdenziali e assistenziali, con un conseguente “rischio collasso del welfare”.

    Storia Eternit: come e quando bonificare

    “La legge 257  stabilisce che non tutti i privati che possiedono edifici con eternit sono tenuti alla bonifica e allo smaltimento dell’amianto. Tali obblighi scattano solo se l’amianto risulta friabile. Ma in caso di amianto compatto è sufficiente incaricare un tecnico abilitato alla valutazione del livello di rischio.

    Lo smaltimento e la rimozione dell’eternit possono essere affidati esclusivamente alle imprese iscritte nell’apposita sezione speciale dell’albo nazionale delle imprese esercenti servizi di smaltimento dei rifiuti”, dichiara l’Avvocato Bonanni.

    I costi per la rimozione vanno da 8 a 20 euro a metro quadro, a seconda dell’ampiezza della superficie. I costi per lo smaltimento dell’eternit, invece, variano generalmente tra i 0,2 ai 0,3 euro al chilogrammo.

    In ogni caso, riguardo a eternit storia bonifica, il nostro sistema fiscale prevede un Bonus smaltimento amianto“, che, in presenza di requisiti tassativi fissati dalla legge, concede a coloro che decidono di rimuovere l’eternit un credito di imposta al 65%, suddiviso in tre quote annuali di pari importo. I beneficiari dell’incentivo sono le persone fisiche e gli enti non commerciali nei limiti del 20% del reddito imponibile e i titolari di reddito d’impresa nei limiti del 10 per mille dei ricavi annui.