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martedì, Maggio 5, 2026
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Antonio Dal Cin, vince la causa e non finisce in strada

Antonio Dal Cin
Antonio Dal Cin

Antonio Dal Cin rischiava di perdere casa e finire in strada

Uno dei paradossi della giustizia italiana rischiava di portare Antonio Dal Cin in mezzo alla strada, e con lui la moglie e i due bambini.
Antonio Dal Cin, eroe della lotta contro l’amianto, ex militare della Guardia di Finanza che oltre a fronteggiare la fibra killer (amianto che gli ha procurato l’asbestosi), ha dovuto fare i conti anche con una temeraria azione esecutiva promossa da un istituto di credito, che però non ha nulla a che vedere con Antonio, del tutto estraneo al debito.
Notti insonni trascorse con la paura di restare in mezzo ad una strada con la moglie malata e due bambini in tenera età. Stessa condizione per sua sorella Nadia, due figli, di cui una minorenne. Antonio e Nadia proprietari dell’immobile, per un cavillo risultano proprietari per il 75%, per l’altro 25% debbono ottenere una Sentenza di usucapione.
L’istituto di credito con un blitz tentava la vendita prevista per l’11 settembre. Quì la furiosa risposta dell’Avv. Ezio Bonanni che assiste Nadia e Antonio Dal Cin, che si è rivolto al Giudice segnalando il grave rischio che correva l’ex militare in pericolo di vita, di essere addirittura scacciato di casa.

Antonio, vittima di asbestosi combatte ogni giorno contro la morte

Nonostante gli ostacoli il presidente ONA, segnalava al Tribunale che l’ex militare Antonio Dal Cin, lotta tra la vita e la morte. Antonio  ha contratto l’asbestosi, che gli ha compromesso la funzione respiratoria (deve respirare con la bombola di ossigeno), e anche quella cardiaca con rischio di arresto cardiaco e quindi decesso.
Antonio lotta continuamente tra la vita e la morte, è vittima del dovere a seguito di esposizione all’amianto e non merita questi trattamenti:
«Mi sono limitato a presentare un’istanza al Giudice dell’esecuzione per segnalargli il fatto che la procedura fosse quanto meno anomala poiché il Dal Cin non è debitore del creditore procedente che tenta di mettere in mezzo alla strada un uomo che ancorché giovane è già segnato nella sorte infausta dall’asbestosi mortale.
Bene il provvedimento di oggi che ha sospeso l’esecuzioni, dovuta anche alla tenacia e alla costanza del mio valido collaboratore David Caldarozzi» – dichiara Ezio Bonanni avvocato Cassazionista, difensore del sig. Antonio Dal Cin, che oltre ad essere il paladino delle vittime amianto, ha una lunga esperienza nella difesa dei cittadini contro lo strapotere delle banche e le loro pratiche aggressive.

Le dichiarazioni del Presidente ONA sul caso di Antonio Dal Cin

Antonio che commosso, apprende la notizia direttamente dall’avv. Ezio Bonanni dichiara:
«Prima di tutto ringrazio pubblicamente Ezio Bonnani, avvocato cassazionista, patrocinante in Cassazione e presso le Magistrature Superiori per essere riuscito ad evitare che due bambini piccoli restassero senza una casa in un momento di grande difficoltà per la mia famiglia. Desidero ringraziare l’uomo di straordinarie doti umane che mi è sempre stato vicino come il fratello che non ho mai avuto, tutelando così i mie figli e la mia famiglia e spingendosi ben oltre il suo ruolo professionale.
Lo ringrazio soprattutto per avermi sempre consigliato e per avermi messo a disposizione i medici dell’ONA. Mi ha dato così la possibilità di poter sperare in un futuro migliore. Non in ultimo, per avermi dato l’opportunità di donare al prossimo il mio tempo, così da sentirmi ancora vivo e non lasciarmi divorare dalla preoccupazione della morte annunciata. Grazie Ezio a nome della mia famiglia e di mia sorella Nadia. Oggi abbiamo portato a casa un importantissimo risultato, garantendo ancora una casa a nostri figli».

Nasce l’Osservatorio Vittime del Dovere

L’ONA ha promosso una nuova associazione per tutelare le vittime del dovere: l’Osservatorio Vittime del Dovere.

La  neonata associazione di promozione sociale, apartitica e senza fini di lucro evidenzia tra le sue finalità la tutela della salute. In particolar modo nei confronti del personale Civile e Militare delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza.

Amianto: occupato il comune di Priolo

Priolo Gargallo
Priolo Gargallo

Occupato il Consiglio Comunale di Priolo Gargallo

Consiglio comunale straordinario della città di Priolo Gargallo, epicentro dell’epidemia di amianto in Sicilia e in Italia. Tutto tace nelle segrete stanze dell’amministrazione regionale e nazionale.

Anche il nuovo corso del governo gialloverde non turba gli interessi delle grosse multinazionali, che fanno profitto a Priolo Gargallo privilegiandolo alla salute umana.

Una condizione che l’ONA ha da tempo denunciato avendo ottenuto il suo presidente, Avv. Ezio Bonanni, l’accertamento giudiziale della Corte di Appello di Roma di tale condizione di rischio.

Il Sindaco di Priolo Gargallo, On.le Pippo Gianni, a partire dal gennaio 2011, ha sposato la causa dell’ONA e, in particolare, le poderose iniziative ivi assunte anche grazie alla collaborazione dell’iter territoriale, Sig. Calogero Vicario, saldatore e vittima di patologia asbesto correlata.

Passata la Legge Regionale Amianto nell’isola, tuttavia, le autorità regionali hanno in qualche modo anestetizzato la norma e così ancora oggi arranca il Muscatello di Augusta, altra città martire nel triangolo della morte (Augusta/Priolo/Siracusa, Ragusa e Gela).

Dove sono le autorità e il Governo Nazionale?

Le autorità regionali e gli esponenti del parlamento nazionale hanno disertato l’assise comunale convocata d’urgenza dal sindaco, Dott. On.le Pippo Gianni, nel consiglio straordinario del 6 settembre, provocando un moto di indignazione delle vittime, lavoratori malati, vedove e orfani.

«Dov’è il governo nazionale? Dov’è il governo regionale? Dove sono i nostri onorevoli del cosiddetto governo del cambiamento?» – dichiara una vedova presente presso il consiglio comunale: si riconosce, perché è vestita di nero e piange il marito da poco tempo deceduto per mesotelioma, dopo aver lavorato una vita nella manipolazione dell’amianto lì a Priolo Gargallo.

Insorge Salvatore Luca Campione, capogruppo di maggioranza presente in aula. L’aula è occupata dagli stessi consiglieri di maggioranza, i quali hanno la schiena dritta, come il loro sindaco, Dott. On.le Pippo Gianni, e non intendono piegarsi alle multinazionali e pugnalare alle spalle coloro che li hanno appena eletti.

«Come rappresentanti del popolo di Priolo meritiamo attenzione da parte delle istituzioni.

L’iniziativa di ieri era stata promossa nel tentativo di ricevere proposte utili alla risoluzione dei numerosi problemi ambientali presenti sul territorio. Ma questo non è avvenuto.

Il nostro è un grido d’allarme visto che a Priolo si muore di tumore e si muore giovane, per questo cerchiamo il massimo impegno da parte delle istituzioni» – dichiara il Sig. Campione.

Sosteniamo l’On.Le Pippo Gianni, Sindaco di Priolo Gargallo

L’Osservatorio Nazionale Amianto manifesta il pieno supporto nell’iniziativa e sostiene l’impegno dell’On.Le Pippo Gianni, Sindaco di Priolo Gargallo, ex Parlamentale e membro del comitato tecnico scientifico ONA.

«L’ONA Siracusa sostiene l’iniziativa in quanto i problemi del petrolchimico non sono ancora stati risolti. È incredibile il fatto che il Petrolchimico di Siracusa pur essendo l’impianto più grande d’Europa, sia stato escluso dagli atti di indirizzo ministeriali per i benefici contributivi amianto.

Occorre maggiore impegno delle istituzioni, soprattutto da parte del Ministro del Lavoro. Ci auspichiamo che presto la loro attenzione venga rivolta ai lavoratori di Siracusa che continuano a morire abbandonati a loro stessi» – dichiara il sig. Calogero Vicario coordinatore regionale ONA Sicilia, presente anche lui durante l’occupazione dell’aula Consiliare.

Le conclusioni del Sindaco Dott. Pippo Gianni

Conclude poi il Sindaco, Dott. Pippo Gianni: «Sono fiero di questi giovani che ho al mio fianco, giovani forti e capaci, instancabili, che hanno deciso di prendere in mano un lavoro che ho iniziato trent’anni fa e che nessuno ha mai più portato avanti.

La lotta al diritto alla salute e alla tutela dell’ambiente ha caratterizzato il mio percorso politico, portando avanti battaglie, progetti e programmi perché questi temi potessero avere il giusto riconoscimento attraverso delle leggi regionali, che portano il mio nome, e grossi contributi a leggi.

Questo luogo è soggetto ad abbandono, è un luogo massacrato di cui più nessuno ha il coraggio di occuparsi, ma abbiamo dimostrato di voler continuare a farlo noi iniziando, appena insediati ad incontrare i sindaci della “zona ad alto rischio ambientale”, i vertici del polo petrolchimico e l’ias, alla quale abbiamo chiesto un impianto di depurazione nuovo, tecnologico con
finanziamenti regionali.

Ciò che è accaduto ieri in questa aula ha evidenziato la volgare incapacità politica di chi viene qua, se viene, a parlare senza sapere.

Come ho ribadito più volte, non ho mai abbassato e mai abbasserà la testa quando devo difendere la salute dei miei cittadini e il territorio in cui vivono. La ricreazione è finita per tutti».

Sostegno da parte del Presidente Nazionale, Avv. Ezio Bonanni: «Sosteniamo l’iniziativa intrapresa dai consiglieri in contrapposizione alla mancata partecipazione delle istituzioni politiche e amministrative. Ancora una volta la cittadinanza, il territorio e anche i lavoratori, non ricevuto le dovute attenzioni e continuano a pagare in termini di diritti e salute».

Informiamo che è possibile seguire la diretta video di ciò che accade e ciò che è accaduto nell’aula occupata attraverso l’home page del nostro sito istituzionale.

Priolo Gargallo

Focus sulla strage di amianto in Sicilia:

Sono 1361 i casi di mesotelioma registrati in Sicilia dal 1998 al 2015. Di questi, 1049 sono casi certi, 61 sono mesotelioma probabili e 232 mesotelioma possibili.

Il picco, si è registrato nel 2010-2011, con 98 e 97 casi, Nel periodo 1998-2014 la provincia che ha avuto maggiori insorgenze di mesotelioma – come rileva il Registro siciliano dei mesoteliomi dell’assessorato alla salute, che sta terminando di definire il dato relativo al 2015 – è stata quella di Palermo, con 364 casi, seguita da Catania e Siracusa, con 247 e 201 casi.

Sono alcuni dei dati diffusi durante un’iniziativa organizzata dalla Cgil. “Il 60 per cento delle morti per asbestosi a Palermo sono legate all’esposizione all’amianto da parte di operai del Cantiere Navale di Palermo – dichiara Domenico Mirabile, responsabile Cgil medici Palermo – Per quanto riguarda la prevenzione, ancora si fa poco. La legge 10 obbligava i comuni a dotarsi di piani comunali sull’amianto.

Su 82 comuni del palermitano, solo 20 hanno approvato i piani”. Cantieri Navali: a Palermo sono già nove i processi, sette celebrati e due in dirittura di arrivo, istruiti in meno di 10 anni per un totale di 145 morti presso lo stabilimento di Fincantieri.

Quasi 400 le parti offese e solo 3 imputati: gli ex direttori dello stabilimento di Fincantieri. Sono i numeri della strage silenziosa avvenuta tra i bacini di carenaggio del cantiere, dove i lavoratori lavoravano senza le più elementari misure di sicurezza, come le mascherine, per evitare l’inalazione delle fibre di amianto.

Nel 1992 l’azienda ammise che c’erano stati 1.750 lavoratori esposti per oltre dieci anni al rischio amianto.

Uranio Impoverito: Gen. Fernando Termentini

Uranio Impoverito - Fernando Termentini
Uranio Impoverito

Brig. Fernando Termentini, esponente per l’Uranio Impoverito

Abbiamo interpellato il Brig. Gen. Dott. Fernando Termentini, della riserva dell’Arma del Genio dell’Esercito Italiano, riguardo la problematica dell’uranio impoverito

È uno dei massimi esperti a livello mondiale nel settore della bonifica degli Ordigni Esplosivi (UXOs) e delle mine in varie aree del mondo, tra cui Afghanistan, Kuwait, Somalia, Mozambico e Bosnia. 

Nel 1998 il governo britannico ha ratificato il protocollo aggiuntivo 1 delle convenzioni di Ginevra. L’articolo 36 prevede che tutte le armi siano soggette a una revisione legale per valutare se siano “in grado di essere utilizzate discriminatamente” o causare “danni diffusi e gravi all’ambiente naturale“.

Intervista a Fernando Termentini sull’uranio impoverito

Cosa sapevate circa i pericoli a breve e lungo termine del DU? Quali sono gli effetti per le truppe che lo usavano? Quali sono invece per le popolazioni civili che ne sono state sottoposte?

«Assolutamente nulla».

Eravate a conoscenza che le armi lo contenevano?

«Assolutamente no».

Ora cosa può dirci in termini di utilizzo nelle recenti guerre, nella prima guerra del Golfo, nell’ex Jugoslavia? Come possiamo determinare quale impatto ha avuto e come ha fatto o non ha fatto ammalare la gente nella regione o chi la sta usando?

«Il DU si utilizzò durante la Prima Guerra del Golfo. Noi ci siamo trovati a contatto durante le operazioni di bonifica senza conoscere il pericolo. La stessa cosa successivamente in Somalia ed in Bosnia e solo a novembre del 1999 lo SMD ha emanato un warning  specifico durante le operazioni in Kosovo».

Perché veniva utilizzato? Viene ancora usato?

«Per l’elevato potere perforante del DU a parità di peso con altro metallo . Con ogni probabilità é ancora usato e comunque fa parte degli arsenali USA ed Israeliani».

Danni alla salute e prevenzione: parla Fernando Termentini

Quando si è accorto di essersi ammalato?

«Nel 2003».

Cosa ha provato per i suoi uomini?

«Immensa pena».

Qualcuno si è scusato per tutto ciò? 

«NO».

È stato un errore in buona fede? 

«Sicuramente per ignoranza di chi doveva affrontare il problema».

Parliamo un po’ di più del lato della protezione. Assumiamo dai rapporti degli Stati Uniti. La ragione per cui i soldati indossano maschere antigas è quella di difendersi da un attacco con armi chimiche o biologiche. Possiamo supporre in parte che siano adatti a proteggersi dall’uso dell’uranio impoverito? 

«Non nello specifico».

Attualmente, cosa sappiamo nello specifico? Pare che non ci siano stati molti test. Il Pentagono non è stato veloce nel rispondere alle domande dei veterani in termini di tossicità. Cosa potremmo dire sull’impatto sulla regione, su ciò che sta accadendo alle persone in Kuwait, in Iraq, in Arabia Saudita? 

«Solo una notazione. Se il DU non è pericoloso come dicono alcuni organi istituzionali italiani, come mai gli stessi dicono che eravamo stati avvertiti e forniti di materiale protettivo!»

La reazione alle accuse di Fernando Termentini

Cosa ha fatto o non ha fatto la stampa a livello di informazione?

«Quasi nulla a parte qualche rara eccezione».

Se ci sono stati dei silenzi a chi possiamo dare la colpa, all’esercito o alla stampa? 

«Sicuramente alle Istituzioni ed a quella parte di stampa che non ha informato».

Si può rinunciare a tale materiale e se si, con quale altro si può sostituire?

«Si, utilizzando il tungsteno ad esempio si otterrebbero risultati simili anche se con costi elevatissimi».

Cosa le è successo quando si è messo contro i vertici militari? È mai stato personalmente minacciato, intimidito?

«Sono stato ignorato !»

Un’ultima domanda, si considera un patriota, lavora ancora nell’esercito. Quale sarebbe il suo consiglio per i giovani uomini, le giovani donne arruolate ora? Cosa direbbe a suo figlio se le dicesse che vorrebbe fare partire per una missione USA, direbbe che è meglio non andare per evitare di esporsi?

«Raccomanderei di prendere particolari accorgimenti».

Assistenza vittime dell’uranio impoverito

L’Uranio Impoverito sembra esser uno degli argomenti più discussi, soprattutto negli ultimi anni. Abbiamo infatti avuto modo in passato di affrontare l’argomento con un altro grande esponente del settore, l’On.Le Ivan Catalano.

L’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto offre assistenza e tutela legale anche alle vittime dell’Uranio Impoverito. Essi possono richiedere il riconoscimento della causa di servizio e dello status di vittima del dovere. Questo permette di accedere a prestazioni aggiuntive, come l’equo indennizzo e la pensione privilegiata. Inoltre si può richiedere il risarcimento dei danni.

Secondo la Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati in materia di uranio impoverito sono circa 8.000 le vittime tra coloro che hanno compiuto missioni all’estero. La relazione finale ha ribadito, infatti, che l’uranio impoverito è una delle condizioni di rischio per i militari. Anche l’Avv. Ezio Bonanni è intervenuto alla Commissione Parlamentare d’Inchiesta il 06.12.2017 e ha evidenziato, in particolare, gli effetti negativi della correlazione tra uranio impoverito e vaccini contaminati.

Screening gratuito a Taranto per i militari

L’Avvocato Bonanni ha recentemente sostenuto l’iniziativa del commissario dell’Osservatorio vittime del dovere di Taranto, Paola Santospirito, e del dottor Pierpaolo Capece di uno screening gratuito a Taranto riservato ai militari delle Forze armate, gli ex militari e ai loro familiari. Attraverso l’esame è possibile rilevare contaminanti e metalli pesanti all’interno dell’organismo, compreso l’uranio 238.

Eco X: attesa nuova udienza

Eco x
Eco x

Eco X: a distanza di un anno ritorna l’incubo

News da Eco X: formalizzata la richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura della Repubblica di Velletri. L’ONA tra le parti offese. Il GUP fissa l’udienza per il 04.12.2018

I fatti

Lo scorso 05/05/2017 un incendio di grosse proporzioni distruggeva lo stabilimento Ecox, sulla via Pontina, a Pomezia, nel corso del quale si sprigionava una minacciosa nuvola tossica.

L’intervento dei vigili del fuoco fu provvidenziale nel lavoro di smassamento e raffreddamento dei materiali all’interno dello stabilimento di smaltimento di materiali in plastica e carta, ma a destare sospetto furono fin da subito le nefaste conseguenze sulla salute, considerato che nelle coperture delle tetto di Eco X era presente amianto incapsulato.

ONA in prima linea

Tra i primi a lanciare l’allarme fu l’ONA, che da anni si occupa della questione amianto in Italia.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, attraverso l’Avv. Ezio Bonanni, faceva da subito presente la condizione di rischio, chiedendo che fossero assunte misure idonee a tutela della salute pubblica, che vennero puntualmente adottate dagli organismi preposti.

I dati Arpa

Dai primi dati dell’Arpa, i valori di Pm10 nell’aria intorno all’azienda erano pari “a 130 nanogrammi per metro cubo”, contro il limite di legge che è di 50.

Il giorno seguente tuttavia la situazione cominciò a normalizzarsi.

La minimizzazione 

La sindaca Raggi, nel corso di un tavolo istituzionale a Pomezia, visionati i dati di diossina e amianto, sosteneva “La situazione nel Comune di Roma non è stata ancora rilevata. Abbiamo chiesto un approfondimento sulla diossina e sull’amianto mentre per il giorno dell’incendio i valori delle polveri erano di assoluta normalità. Abbiamo chiesto i dati per capire esattamente cosa c’era in quell’impianto. Tutta la zona è ricca di colture e pascoli e vogliamo capire con precisione cosa si è depositato a terra”.

La Regione Lazio, dopo l’incontro con Asl, Assessori all’Ambiente e all’Agricoltura scriveva “Nello specifico, rappresentanti dell’Arpa Lazio hanno riferito che sono in atto, sin dal momento dell’evento, i monitoraggi inerenti la parte ambientale. Le prime analisi sui campioni prelevati, in prossimità dell’incendio, evidenziano valori di Pm10 superiori ai limiti ma con una rapida tendenza alla diminuzione. Le ulteriori determinazioni relative a IPA, diossine e amianto sono in corso e saranno rese disponibili appena completate le fasi analitiche. L’Agenzia ha provveduto inoltre ad elaborare un ‘modello di ricaduta’ degli inquinamenti per individuare le aree più critiche su cui concentrare le ulteriori azioni di monitoraggio che saranno messe in atto sia sulle matrici ambientali che sulle matrici alimentari. Come misura precauzionale la Asl Roma 6, ha inviato nella giornata di sabato, ai Sindaci di Ardea e Pomezia, una nota come misura precauzionale per ridurre la diffusione di prodotti alimentari e agricoli provenienti dall’area interessata”.

Insomma tutto sembrava sotto controllo ma….

Fabio Fucci, sindaco di Pomezia, non convinto delle rassicurazioni ed incline a ritenere alla natura dolosa dell’incendio, spiegava che nel caso in cui si fosse aperto un processo la città si sarebbe costituita parte civile. 

“Ora la magistratura faccia luce su questo episodio”- dichiarava a danno avvenuto.

Allarmismo e caos

Intanto a Pomezia avveniva la corsa alle farmacie per acquistare mascherine protettive, agli Ospedali per eseguire accertamenti, mentre una parte di popolazione accusava fastidi di varia natura, dai bruciori agli occhi, alla gola ecc, riconducibili alla dispersione aerea di: diossina, polveri sottili, benzene, policiclici aromatici e probabilmente amianto più sostanze cancerogene, in ogni caso con grave rischio per la pubblica incolumità.

Le inchieste della Procura

La Procura di Velletri otteneva intanto tutta la documentazione (bolle di accompagnamento, fogli di scarico, ecc.) relativa alla merce trattata presso lo stabilimento Eco X, per acclarare l’eventuale presenza di materiale pericoloso per la saluterà  umana”.

Molti cittadini, assistiti dall’Osservatorio Nazionale Amianto,  avevano di fatti allertato la Procura della Repubblica di Velletri, e in particolare il Pubblico Ministero, Dott. Luigi Paoletti, incaricato delle indagini, con il quale aveva interloquito il legale nominato dall’associazione, Avv. Riccardo Brigazzi, del Foro di Roma, il quale, come legale ONA, ha condotto a termine brillanti indagini difensive che hanno permesso di acquisire quegli elementi tali da contribuire alla ritenuta sostenibilità da parte del PM incaricato, Dott. Paoletti.

In data 04.09.2018, il Dott. Luigi Paoletti ha notificato la richiesta di rinvio a giudizio a carico del Sig. B. A. per l’ipotesi di reato di cui agli artt. 110, 113, 423, 437 II° comma, 449 e 452 bis c.p., art. 256 I, II, III e IV comma, Dlgs 152/2006 e art. 17, comma 1° lett. D); 18, comma 1° lett. A, 29 comma 1°, 37, comma 1°, 43, comma 1° lett. b), 55, comma 1° e 5° del Dlgs 81/2008, nonché a titolo di responsabilità amministrativa nei confronti di EcoX S.r.l. e Eco Servizi per l’Ambiente S.r.l., e ha identificato tra le persone offese anche l’Osservatorio Nazionale Amianto, assistito e difeso dall’Avv. Riccardo Brigazzi.

Fissata l’udienza preliminare per il 4 dicembre 2018.

Le ultimissime notizie

L’avvocato Ezio Bonanni, Presidente Ona ha tuonato ““L’ONA si costituirà parte civile nel procedimento penale promosso dalla Procura della Repubblica di Velletri a carico della persona e delle società che ha identificato e chiederà il risarcimento dei danni anche in relazione al pregiudizio concretamente sofferto anche dai cittadini, fermo restando che sarà il GUP a dover decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio e ferma in ogni caso la presunzione di innocenza quale pietra miliare dello stato di diritto”.

Il grido di battaglia di Calogero Vicario, coordinatore ONA

Incontro Priolo Gargallo
Incontro Priolo Gargallo

Per far fronte all’emergenza amianto presente in Sicilia, in particolare nel cosiddetto triangolo della morte composto da: Melilli, Augusta e Priolo. L’Osservatorio Nazionale Amianto è continuamente impegnato in interessanti iniziative. Mirate alla sensibilizzazione della popolazione locale all’argomento e alla diffusione della giusta informazione per combattere il problema.

Una di queste importanti iniziative organizzata e fortemente voluta dal Sindaco di Priolo Gargallo, l’On.le Pippo Gianni, infatti oggi ci sarà una riunione straordinaria del Consiglio Comunale presso l’aula Consiliare.

L’incontro è intitolato “Ambiente, inquinamento e rischi per la salute”, ed è stato organizzato per lanciare un vero e proprio grido di battaglia su tre tematiche molto delicate che vanno ad intersecarsi tra loro in quel territorio così difficile in cui a morire sono ancora in moltissimi. 

La Corte di Appello di Roma aveva già in passato sentenziato che le tesi dell’Avv. Ezio Bonanni, circa un’alta incidenza di casi di cancro e di altre patologie asbesto correlate ne territorio di Priolo Gargallo e degli altri Comuni del famigerato triangolo della morte: “dalla documentazione prodotta (indagine epidemiologica del 1997 a cura dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e Registro Tumori della Provincia di Siracusa) emerge come l’esposizione ad amianto riguardasse tutti i lavoratori del Polo Petrolchimico di Priolo e, addirittura, gli abitanti della zona”.

INAIL nega la rendita per malattia professionale

L’INAIL a suo tempo aveva negato ad un operaio di Priolo Gargallo,  il riconoscimento della rendita per malattia professionale e difeso dall’Avv. Ezio Bonanni, aveva fatto causa all’INAIL. Lottando come un leone fino al giorno 15.07.2015, momento in cui è deceduto. Il Tribunale aveva accolto le tesi dell’INAIL e rigettato anche la domanda giudiziale.

«La Corte di Appello di Roma ribalta l’esito del giudizio di primo grado, condanna l’INAIL, ma soprattutto afferma che il mesotelioma va sempre indennizzato, tanto più per “tutti i lavoratori del polo petrolchimico di Priolo” e afferma il rischio amianto anche per gli abitanti della zona» – aveva dichiarato a suo tempo l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, dando sostegno all’iniziativa dell’ONA Sicilia, con il coordinatore Calogero Vicario e l’On.le Dott. Pippo Gianni, autorevole esponente del comitato tecnico scientifico nazionale, affinché fosse applicata la Legge Regionale Siciliana in materia di amianto, ragione per la quale, anche in qualità di Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto. 

Purtroppo gli appelli che l’ONA sta lanciando, già dal 2008, in Sicilia, sono rimasti lettera morta, in molti sembrano sordi o ciechi dinnanzi all’evidenzia, ad eccezione dell’impegno dell’On.le Dott. Pippo Gianni che, sia da parlamentare e assessore regionale (prima), e poi di parlamentare nazionale (dopo), e ancora di Sindaco di Priolo Gargallo (ora ed ancora), si è sempre impegnato al fianco delle vittime, dei più deboli e degli ultimi, come dimostra l’ultimo responso delle urne, che, in modo plebiscitario, lo hanno riportato a rivestire la carica di Sindaco che aveva ricoperto già decenni orsono, lanciando, tra l’altro, già 35 anni fa, l’allarme sull’inquinamento.

L’impegno dell’Osservatorio Nazionale Regione Sicilia

Meritevole risulta anche l’impegno del Sig. Calogero Vicario, Coordinatore dell’Osservatorio Nazionale Amianto, Regione Sicilia, il quale con un grido di battaglia ribadisce che l’associazione è operativa in tutto il territorio della Regione Sicilia, fin dal 2008, e presta assistenza tecnica, medica e legale, in modo assolutamente gratuito.

«Quando nel 2008 abbiamo dato vita all’ONA in Sicilia abbiamo lanciato il nostro grido di dolore che è stato raccolto solo dall’On.le Pippo Gianni. In qualità di operaio saldatore sentivo di aver subito dei danni dalla fibra killer di amianto. Per fortuna il Buon Dio per il momento mi ha risparmiato dalla fibra, e per questo abbiamo chiesto salute e lavoro, senza che ci sia un falso dilemma di una contrapposizione e cioè scegliere di morire di fame o di morire di cancro, come sta succedendo a molti miei colleghi e in qualche caso anche alle loro mogli.

Per questo motivo l’ONA ringrazia l’On.le Pippo Gianni e invita tutta la cittadinanza a partecipare in massa al Consiglio Comunale indetto per il giorno 06.09.2018 alle ore 17:00. Come ONA prevediamo di organizzare una forte mobilitazione, fino ad arrivare a Roma, se è necessario. Non si può continuare questo massacro. E’ necessario bonificare, e al più presto» – dichiara il sig. Calogero Vicario.

Consiglio Comunale di Priolo Gargallo

Vicario

L’ONA, attraverso il suo Presidente nazionale, e attraverso il Coordinatore Regionale Sig. Calogero Vicario, invitano i cittadini, tutti, ivi compresi quelli residenti negli altri Comuni del famigerato triangolo della morte, a partecipare al Consiglio Comunale straordinario. Indetto dal Comune di Priolo Gargallo per il giorno 06.09.2018, alle ore 17:00.

«L’appuntamento di oggi non è un appuntamento passerella. Abbiamo iniziato a mettere i puntini sulle ‘i’. Rispetto ad una presenza, ingombrante, di una industria che fino ad oggi ha costruito immensi profitti senza tener conto dei costi ambientali ed umani. Delle drammatiche conseguenze che l’inquinamento, primo tra tutti quello da amianto, ha provocato sulla salute dei cittadini. Riteniamo indispensabile che, pur rispettando il profitto legittimo, le industrie e lo Stato debbano rivedere i loro progetti e programmi che riguardano ambiente e sanità. Per dare a questo popolo salute e speranza, per oggi e per il futuro, anche per i loro figli. Superando il falso dilemma salute o lavoro. Che è una contrapposizione falsa e fallace.

In qualità di Sindaco di Priolo Gargallo e quindi massima Autorità Sanitaria e al tempo stesso componente del comitato tecnico scientifico dell’ONA, ho chiamato a raccolta non solo la cittadinanza, ma anche i 6 Sindaci delle aree ad alto rischio. Per chiedere al Governo nazionale di lasciare l’1% del prelievo fiscale annuale che viene prelevato da quest’area industriale per utilizzarlo per l’ambiente e la sanità. Prevenzione primaria, cioè bonifica, e sistema di sicurezza. Prevenzione secondaria: screening sanitari e salute, e cioè cure per i pazienti sventurati. Il nostro motto da oggi è: ‘Abbiamo lavorato 50 anni inquinando e ora lavoreremo altri 50 anni per disinquinare’» – dichiara l’On.le Pippo Gianni, Sindaco di Priolo Gargallo, e componente del comitato tecnico scientifico dell’ONA, in merito all’incontro di oggi.

L’ONA assicura i seguenti servizi gratuiti:

  • Assistenza medica;
  • Consulenza legale;

Tutti i cittadini che ne hanno necessità possono prima di tutto consultare il sito www.osservatorioamianto.com dal quale acquisire ogni utile informazione. Nel caso fossero necessari chiarimenti e assistenza medica e legale, i si potrà rivolgere al numero verde gratuito 800 034 294. Le richieste possono essere inviate all’ONA attraverso lo sportello amianto on line.