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FAIR PLAY: ONA e CONI contro l’amianto

Fair Play Coni
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L’Avv. Ezio Bonanni all’iniziativa del CONI del Fair Play

Ruggero Alcanterini, presidente CONI Fair Play, il 31 ottobre 2018, presso il Salone d’Onore del CONI, ha invitato l’Avv. Ezio Bonanni a prendere la parola in presenza degli olimpionici che hanno fatto grande l’Italia non solo sotto il profilo sportivo, ma sopratutto etico-morale. Erano presenti, tra gli altri, il Dott. Giovanni Malagò, presidente del CONI e di fresca nomina nel Comitato Olimpico Internazionale, e gli olimpionici Benvenuti, Pamich, Masala, Maffei, D’Aniello, i grandi Campioni del tennis, Pietrangeli e del rugby, Bergamasco.

Ruggero Alcanterini: necessario il coinvolgimenti degli olimpionici

Interviene Ruggero Alcanterini, presidente CONI Fair Play, chiama all’intervento il Dott. Giovanni Malagò e si susseguono gli interventi delle autorità sportive, campioni, rappresentati dello sport. Si pone la necessità di un più diretto coinvolgimento del Comitato Olimpico nell’impegno dell’ONA per la messa in sicurezza degli impianti sportivi rispetto al rischio amianto e, più in generale, della bonifica dell’amianto ancora presente nelle scuole, nelle tubature, nelle caserme.

Bonifica, bonifica, bonifica, solo così, togliendo l’amianto detto anche asbesto o eternit è possibile evitare le future esposizioni alla fibra killer e quindi le future malattie amianto correlate e i futuri decessi e vincere la lotta contro l’amianto, poiché i risarcimenti del danno amianto non bastano, perché non restituiscono la salute di chi si ammala e non riportano in vita coloro che perdono la vita: più di 100.000 morti nel solo 2017 di cui circa 6.000 in Italia.

Ruggero Alcanterini è già da tempo impegnato al fianco dell’Ona, al fine di alleviare le sofferenze delle vittime amianto, i pazienti affetti da mesotelioma, cancro polmonare, asbestosi e altre malattie provocate dalla terribile fibra killer e richiama la platea sull’abbattimento del velodromo da parte dell’ente EUR nel 2008 e la nube tossica di amianto che si è sprigionata sulla città di Roma.

L’intervento dell’Avv. Ezio Bonanni

Ruggero Alcanterini chiede all’Avv. Ezio Bonanni di illustrare alla platea di circa 500 tra autorità istituzionali, campioni olimpici, attori, esponenti della scienza e della cultura, il dramma dell’amianto, della fibra killer che ha ucciso e continua a uccidere centinaia di migliaia di esseri umani, più di 100 mila nel corso del 2017, di cui circa 6.000 in Italia.

I valori etici dei campioni olimpici al servizio della dignità umana

Fair PlayL’Avv. Ezio Bonanni, nel richiamare i valori di eticità dello sport e quelli espressi dai numerosi campioni olimpici presenti (Benvenuti, Pamich, Masala, Maffei, D’Aniello, Pietrangeli e Bergamasco), ha annunciato la costituzione di ONA Fair Play, un comitato che sarà presieduto dallo stesso Ruggero Alcanterini, e ha proposto sia composto anche dagli olimpionici presenti all’iniziativa.

Gli esempi di Benvenuti, Masala e D’Aniello, pugili olimpionici, la loro voglia di lottare anche contro l’impossibile, e al tempo stesso quegli esempi di lealtà, onore e solidarietà (ha aiutato Griffith quando era sul lastrico e anche gravemente malato), sono indispensabili anche per i politici, i legislatori e gli amministratori, che dovrebbero ispirarsi a quei valori che hanno fatto grande l’Italia non solo nello sport.

Ruggero Alcanterini: Sì al comitato ONA Fair Play

Le proposte dell’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto hanno trovato immediato riscontro nel Dott. Ruggero Alcanterini, il quale ha pubblicamente accettato la proposta di dar vita al comitato ONA Fair Play. I campioni olimpici presenti hanno manifestato la loro disponibilità a impegnarsi direttamente a sostegno delle vittime dell’amianto.

Ruggero Alcanterini: solidarietà con le vittime dell’amianto

«Sono convinto che il sostegno di Nino Benvenuti, Michele Maffei e degli altri olimpionici oggi presenti nel neonato comitato ONA Fair Play possa costituire un momento di forza impressionante per far fronte al degrado e alla mediocrità che purtroppo caratterizza l’attuale fase politico-amministrativa nella società italiana. Purtroppo i campioni olimpici, il loro spirito, i loro valori di correttezza, rispetto della dignità della persona umana e delle regole, in sostanza del fair play ai massimi livelli, non sono valorizzati adeguatamente. Come ha dichiarato il presidente Giovanni Malagò, lo sport è fondamentale anche nella terza età per mantenersi in buona salute, così da tutelare la dignità della persona umana  e limitare le spese sanitarie – continua Ruggero AlcanteriniAccetto di buon grado di essere il promotore del comitato ONA Fair Play e spero che Nino Benvenuti, Michele Maffei e degli altri olimpionici aderiranno al più presto all’ONA».

Michele Maffei: sì alla lotta contro l’amianto

Era già intervenuto nella manifestazione ONA CONI Fair Play del 25 maggio 2018, ospitata presso la Sala Auditorium del CONI ed è in quella circostanza che aveva già espresso il suo desiderio di sostenere l’impegno delle vittime dell’amianto per sconfiggere la fibra killer e prevenire il mesotelioma, il cancro del polmonare, l’asbestosi e tutte le altre patologie asbesto correlate. Al termine dei lavori, Michele Maffei ribadisce il ruolo centrale che i valori etici e sportivi debbono assumere nell’impegno per la messa in sicurezza di tutti i siti lavorativi e di vita rispetto al rischio amianto.

Il ruolo del Dott. Ruggero Alcanterini

«Confidiamo nell’impegno del Dott. Alcanterini e degli olimpionici che hanno onorato la mia persona e l’ONA con il privilegio di poter intervenire nel Salone d’Onore del CONI. Possiamo veramente sconfiggere la fibra killer, salvare decine di migliaia di vite umane, tutti debbono essere coinvolti e dare il loro contributo, dagli studenti ai lavoratori, dagli operai agli impiegati, dai lavoratori subordinati ai liberi professionisti, nulla e nessuno può fermarci nel ‘buttare la palla avanti’ e cercare di dare il meglio di noi stessi con la fiamma olimpica, che ora è anche al fianco delle vittime dell’amianto e scalda i loro cuori» dichiara l’Avv. Bonanni, presidente dell’Ona.

I servizi di assistenza e tutela ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni ti tutelano e assistono gratuitamente. Per accedere ai servizi gratuiti dell’associazione, basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale e assistenza medica oppure chiamare il numero gratuito 800 034 294.

Vittime del dovere e uranio impoverito

Vittime del dovere e uranio impoverito

Vittime del dovere e uranio impoverito: richiesta dell’ONA

Riguardo le vittime del dovere e uranio impoverito, dopo il suicidio del caporalmaggiore Luigi Sorrentino, Bonanni dichiara:

non più rinviabile la presa d’atto dell’urgenza di intervento sulle condizioni di rischio del personale civile e militare delle Forze Armate”. 

Tra le richieste della missiva dell’Avv. Ezio Bonanni, urgente audizione ed intervento su equiparazione delle vittime a quelle del terrorismo.

L’Avv. Ezio Bonanni e la difesa delle vittime del dovere

L’Avv. Ezio Bonanni, attraverso una missiva inviata al sottosegretario alla Difesa, Angelo Tofalo, ha lanciato un messaggio molto chiaro.

“Necessaria e non più rinviabile presa d’atto dell’urgenza di affrontare e risolvere la problematica della salubrità dell’ambiente di servizio del personale civile e militare del Ministero della Difesa e dei corpi militari dello Stato”. Con la richiesta dell’equiparazione delle vittime a quelle del terrorismo.

Vittime del dovere e uranio impoverito, i dati dell’ONA

L’appello, nel quale viene reiterata la richiesta di audizione presso il Ministero della Difesa, arriva dopo il drammatico episodio del suicidio di Luigi Sorrentino.

Sorrentino aveva alle spalle quarant’anni e molte missioni all’estero compiute fino a quando, nel maggio 2015, non gli era stata diagnosticata una leucemia linfoblatica per l’esposizione all’uranio impoverito.

Il caporalmaggiore aveva raccontato la sua malattia e la sua voglia di tornare al lavoro. L’impedimento del suo reintegro lo aveva costretto ad avviare una causa di servizio. Poi, pochi giorni fa, per l’amarezza, si è impiccato nel suo appartamento a Torino.

Il censimento ONA delle malattie asbesto correlate

“L’ONA ha censito che, nel personale civile e militare delle Forze Armate e del comparto sicurezza, la sola esposizione ad amianto ha provocato circa 1.000 casi”.

Inoltre, “si stimano in circa 5.000 i decessi nelle Forze Armate”. Come ha sottolineato Bonanni, che da anni, attraverso l’associazione, fornisce assistenza medica e legale gratuita alle vittime del dovere.

“Negli archivi del ReNaM (Registro Nazionale Mesoteliomi) dell’Inail, sono stati identificati 830 casi di mesotelioma maligno. Con esposizione che si è insinuata persino nel domicilio dei militari, coinvolgendo i loro congiunti”.

Vittime del dovere e uranio impoverito: parla l’Avv. Bonanni

«L’amianto è solo uno dei tanti agenti patogeni e cancerogeni cui sono stati esposti e, in alcuni casi, sono ancora esposti, coloro che sono alle dipendenze del Ministero della Difesa.

È grave ed allarmante la situazione per coloro che sono stati impiegati in missioni all’estero, in particolare in Kosovo e in Afghanistan, per l’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito. Proiettili che hanno provocato esposizioni a nanoparticelle, polveri sottili, metalli pesanti, etc.

Ha aggiunto il Presidente ONA, Inoltre – denuncia – si assiste ad una situazione assai paradossale di ritardo nell’erogazione delle prestazioni previdenziali (equo indennizzo, riconoscimento di vittima del dovere con equiparazione alle vittime del terrorismo, etc.).

Se non addirittura di rigetto di queste richieste e, in alcuni casi, con il militare in stato di totale indigenza e per di più di totale e assoluto isolamento, come ha dimostrato il caso del suicidio del Caporalmaggiore Luigi Sorrentino».

Servizi dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’ONA assiste gratuitamente i dipendenti delle Forze Armate (Marina, Esercito, Aeronautica e Carabinieri) e del comparto sicurezza che per motivi di servizio sono stati esposti ad amianto, agenti cancerogeni e tossico nocivi.

L’ONA assiste coloro che si sono ammalati di malattie asbesto correlate. Quindi mesotelioma, asbestosi, cancro polmonare, placche pleuriche e tumori del tratto gastrointestinale. Inoltre l’associazione assiste anche chi è affetto da altre malattie e chi ha subito danni alla salute o chi è deceduto.

Per scoprire tutti servizi dell’ONA per le vittime del dovere e tutte le altre vittime amianto visita il sito istituzionale oppure chiama il numero verde 800 034 294.

Ilva di Taranto: a rischio 2500 operai

Ilva Taranto
Ilva Taranto

Fibra killer nello stabilimento Ilva

Il 29 ottobre è prevista la sentenza riguardo lo stabilimento Ilva e il trattamento degli operai. L’ONA-Osservatore Nazionale Amianto chiede che siano immediatamente collocati in pensione con i benefici amianto poiché la fibra killer è ancora presente nello stabilimento.

L’amianto, il terribile killer dei lavoratori Ilva. Mesotelioma, cancro del polmone, della laringe, della faringe, del colon e asbestosi sono solo alcune delle malattie che stanno decimando i lavoratori dell’Ilva e gli abitanti della città di Taranto, un vero e proprio carnaio, una strage.

consulenza operai

Ilva operai: procedura di cassa integrazione

Il 29 ottobre i lavoratori conosceranno il loro destino, cioè se rimarranno a casa o se perderanno il lavoro con la cassa integrazione. Almeno 2.500 di loro saranno collocati in cassa integrazione fino al 2023. Di questi 2.500 lavoratori, molti sono già stati colpiti dalla fibra killer. Altri 8 mila saranno assunti da gennaio dalla AmInvestco, la nuova proprietà.

La comunicazione avverrà con una raccomandata o con un telegramma. Si potrà anche ottenerla scaricando l’app MyIlva o contattando il numero verde 800.583.388, attivato appositamente dalla prossima settimana, oltre che tramite il sito web MyIlva. Tramite una registrazione e delle credenziali, troveranno la comunicazione sul proprio destino in azienda in concomitanza con l’ingresso della nuova proprietà.

I criteri utilizzati sulla decisione di chi andrà in cassa integrazione sono relativi a:

  • condizione personale;
  • anzianità;
  • grado di specializzazione tecnologica;
  • stato di famiglia (figli, altre persone a carico e situazioni speciali).

Chi è libero, senza persone a carico e si trova in un reparto che subirà maggiori tagli sa che con molta probabilità farà parte della platea dei cassintegrati.

I reparti che subiranno i maggiori riduzioni di personale, che arriveranno fino al 34% del personale, sono quelli delle manutenzioni in proporzione alla mole di lavoro stabilita sui 6 milioni di tonnellate di produzione annue. Ciò è previsto dal contratto di cessione dell’azienda relativo ai prossimi cinque anni.

Le diverse opzioni degli operai dell’Ilva

I lavoratori, però, possono scegliere di andare via con un incentivo di 100 mila euro lordi (70 mila netti). Finora 424 operai hanno preferito abbandonare per sempre la fabbrica (si tratta per il 65% di giovani tra i 35 e i 40 anni, in ambiente in cui l’età media è di 42 anni). Ma il numero è destinato a crescere, se si considera che da gennaio e ogni quattro mesi l’incentivo sarà decurtato di 5 mila euro. Questo dimostra che la stragrande maggioranza degli operai Ilva a Taranto, in mancanza di alternativa, vuole continuare a lavorare nel siderurgico, continuando le esposizioni ad amianto e altri agenti patogeni e cancerogeni, con conseguente grave rischio per la salute.

L’intervento dell’ Avv. Ezio Bonanni: prepensionamento

«L’ONA da tempo si è rivolta al Ministro Di Maio per segnalare la perdurante presenza di amianto nello stabilimento Ilva di Taranto. Il fine è ottenere innanzitutto un nuovo atto di indirizzo che prolunghi i benefici amianto, utili per il prepensionamento, dal 02.10.2003 a tutt’oggi, ed in ogni caso per ottenere la bonifica. L’ONA confida molto nel governo del cambiamento. È sicuro che il Ministro di Maio interverrà al più presto per contrastare il rischio amianto e per emettere l’atto di indirizzo al fine di sanare questa grave situazione», dichiara il Sig. Pasquale Maggi, coordinatore ONA Taranto.

«Confidiamo nel vicepremier, On.le Luigi Di Maio, affinché sani la problematica Ilva amianto. Soprattutto eviti che 2.500 operai, alcuni dei quali già affetti da patologie asbesto correlate, siano privati del lavoro e della dignità. Poiché è dimostrato che l’amianto in Ilva è presente ancora a tutt’oggi, è giusto che i lavoratori siano collocati in prepensionamento immediato», dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

I servizi dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni ti tutelano e assistono gratuitamente. Per accedere ai servizi gratuiti dell’associazione, basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale e assistenza medica, chiamare il numero gratuito 800 034 294 oppure compilare il form.

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    Morti sul lavoro: aumento a 8,5%

    Morti sul lavoro
    Morti sul lavoro

    Aumentano i decessi per infortuni mortali sul lavoro

    Alla fibra killer (amianto/asbesto)  si aggiungono anche gli infortuni e morti sul lavoro: 834 vittime da gennaio a settembre.

    L’INAIL è costretto a confermare i dati dell’Osservatorio Nazionale Amianto e le segnalazioni dell’Avv. Ezio Bonanni, che rimarca l’aumento dei decessi per infortuni sul lavoro: necessarie ulteriori e più specifiche precauzioni per evitare gli infortuni mortali.

    “L’aumento – confessa l’Inail – è dovuto soprattutto all’elevato numero di morti sul lavoro avvenuti lo scorso mese di agosto rispetto all’agosto 2017 (109 contro 65), alcuni dei quali causati da incidenti ‘plurimi’, ovvero quelli che causano la morte di due o più lavoratori”.

    Il 21 agosto ci sono stati 4 decessi e un ferito grave in altrettanti infortuni sul lavoro da Vibo Valentia ad Arezzo.

    Infortuni sul lavoro: la mappa del rischio

    Sono quindi 75 in più i decessi nei primi 9 mesi del 2018 rispetto allo stesso periodo del 2017, e ciò è inaccettabile, poiché l’INAIL dovrebbe agire in prevenzione e valorizzare, anche con una diversa modulazione dei premi, quelle imprese attente alla sicurezza e prive di infortuni sul lavoro.

    Nel 2017, nei primi 9 mesi dell’anno, ci furono 769 morti sul lavoro, quest’anno siamo già a 834. Per questo motivo l’ONA chiede maggiore attenzione dell’INAIL nelle politiche di prevenzione, piuttosto che in quelle di indennizzo.

    L’analisi territoriale fatta dall’Inail ha dimostrato che, per quanto riguarda le denunce di infortunio sul lavoro, nell’Italia del Nord-Ovest c’è stabilità, una diminuzione al Centro (-2,0%), al Sud (-0,5%) e nelle Isole (-3,1%) e un leggero aumento nel Nord-Est (+0,4%).

    Le regioni in cui si è registrato un maggiore decremento sono la Provincia autonoma di Trento (-9,2%), la Valle d’Aosta (-5,0%) e l’Abruzzo (-4,1%). In Friuli Venezia Giulia (+4,1%), nella Provincia autonoma di Bolzano (+4,0%) e in Molise (+2,4%) c’è invece stato un incremento.

    I lavoratori interessati nella diminuzione generale dello 0,4% delle denunce di infortunio sul lavoro sono sia lavoratori italiani che comunitari. Per quanto riguarda i lavoratori extracomunitari, invece, si è registrato un aumento dell’8%.

    Inail: le malattie professionali

    L’INAIL rende noti anche i dati delle denunce di malattie professionali: “dopo la diminuzione registrata nel corso di tutto il 2017, in controtendenza rispetto al costante aumento degli anni precedenti, nei primi nove mesi di quest’anno le denunce di malattia professionale sono tornate ad aumentare, anche se a un ritmo sempre più decrescente nelle diverse rilevazioni mensili”.

    Infortuni sul lavoro. L’assistenza gratuita dell’ONA

    L’Avv. Ezio Bonanni e l’ONA contestano i dati INAIL sulle malattie professionali, e in particolare su quelle asbesto correlate, che risultano in netto aumento.

    L’Osservatorio Nazionale Amianto ha creato lo Sportello amianto online e sportelli territoriali, ivi compresi i centri operativi di Latina e di Roma, cui i cittadini possono rivolgersi per ottenere assistenza medica e legale gratuita e ottenere il riconoscimento delle rendite, con le maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto valide per il prepensionamento e, per il personale delle Forze Armate e del comparto sicurezza, anche il riconoscimento di vittima del dovere con equiparazione alle vittime del terrorismo.

    Amianto. aumento delle patologie asbesto correlate

    Recentemente è stato pubblicato il VI Rapporto mesoteliomi dell’INAIL (ottobre 2018), che certifica un aumento del numero dei casi di mesotelioma, e quindi i dati del II Rapporto Mesoteliomi ONA Onlus.

    In relazione a tutte le patologie asbesto correlate e agli infortuni sul lavoro, i settori più coinvolti sono l’agricoltura (+5,2%), l’industria e servizi (+1,0%), mentre nel ‘Conto Stato’ c’è stata una diminuzione del 2,8%. A livello territoriale, l’incremento maggiore c’è stato al Centro (+809 casi) e al Sud (+385 casi), mentre sono diminuiti i casi al Nord-Est (-233) e nelle Isole (-310).

    Per approfondimenti sui diritti delle vittime: Danni da amianto, risarcimenti, rendite e benefici contributivi.

    Processo Fincantieri: ONA parte civile

    Fincantieri insegna
    Fincantieri insegna

    Finiti alla sbarra tre ex vertici dello stabilimento Fincantieri

    L’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avvocato Ezio Bonanni sono in prima fila nella tutela delle vittime amianto per esposizione nei cantieri navali durante il Processo Fincantieri.

    La Fincantieri S.p.A. ha utilizzato amianto in tutti i cantieri navali di cui è stata ed è titolare: in quello di Palermo, come in quello di Monfalcone, ancora a Genova, come a Cava dei Tirreni, ad Ancona e La Spezia.

    L’Avvocato Ezio Bonanni e l’Osservatorio Nazionale Amianto continuano a impegnarsi nella tutela legale delle vittime amianto, anche nel caso dei lavoratori Fincantieri. 

    Consulenza processo Fincantieri

    Indice dei contenuti

    Tempo di lettura: 8 minuti

    La tutela legale delle vittime amianto nei cantieri navali

    Uno dei procedimenti seguiti dall’Avvocato Ezio Bonanni si è concluso a fine dicembre 2021. La famiglia di un operaio morto per amianto, di Castellammare di Stabia, impiegato per anni nei cantieri navali di Fincantieri, ha ottenuto un risarcimento di 1 milione di euro. “Una sentenza storica” ha commentato l’avvocato Bonanni al risultato della sentenza 2030/2021.

    Viene ribadito infatti un principio importante, tutti i lavoratori che sono stati per anni a contatto con l’amianto, che hanno sviluppato mesotelioma o patologie asbesto correlate, hanno diritti che non possono essere sottaciuti.

    L’amianto nella cantieristica navale

    Fino all’entrata in vigore dell’art. 1, L. 257/1992 e, quindi, fino al 28.04.1993, l’amianto fu uno dei materiali più utilizzati. Con la direttiva n. 477/83/CEE, sono entrate in vigore delle norme proprio riguardanti la navigazione aerea e marittima.

    Quindi, nelle attività di manutenzione e demolizione, l’utilizzo di amianto ha rappresentato un rischio per tutti i lavoratori. L’amianto, nelle unità navali, veniva applicato in più strati, come dimostra “Navalmeccanica e grandi navi in ferro” dell’Arpae Emilia Romagna:

    • minerali di asbesto floccati e applicati a spruzzo o con il c.d. materassino composto da lana minerale artificiale;
    • reti metalliche intrecciate, all’interno delle quali vi era amianto friabile. In alcuni casi anche gesso o calce;
    • finiture esterne con molteplici modalità di realizzazione;
    • vernice protettiva per evitare ruggine ricoperta o non ricoperta da vernice. Quindi, vernici c.d. antirombo, ovvero ad elevato spessore;
    • intonaci di cemento impastato con amianto friabile;
    • cartone di amianto forato;
    • tela in amianto verniciata;
    • marinite (gomma e fibra di asbesto).

    Processo Fincantieri S.p.A. e l’utilizzo di amianto

    Il fatto stesso che i vertici societari abbiano deciso di utilizzare minerali di amianto fino all’entrata in vigore della legge 257 del 1992, ha costituito un rischio inaccettabile.

    Nel contempo sono state violate tutte le regole cautelari. Decine e decine di processi, civili e penali, hanno accertato la violazione dei diritti dei lavoratori. Ci sono state condanne penali a carico degli amministratori e civili al risarcimento dei danni. 

    Aggiornamento processi penali Fincantieri

    In merito al procedimento promosso su denuncia di Agata Zerbo, è stata proposta l’archiviazione dal GIP.

    La battaglia continua. L’ONA si è costituita parte civile nel procedimento penale del 03.11.2020.

    Il processo è pendente innanzi il Tribunale penale di Palermo, IV Sez. Pen., Giudice: Dott. Andrea Innocenti, proc. n. 22119/2013 R.G.N.R. e n. 8505/2018 R.G.. Vede come imputati 3 ex direttori del sito Fincantieri di Palermo, accusati di omicidio colposo di 7 dipendenti e lesioni colpose gravi di altri 5.

    Quest’ultimo processo, pendente dinanzi al Tribunale penale di Palermo, Sez. IV Penale, Giudice: Dott. Andrea INNOCENTI, proc. n.  22119/2013 R.G.N.R. e n. 8505/2018 R.G. Trib., vede imputati tre Ex Direttori della Fincantieri – stabilimento di Palermo – per l’omicidio colposo di 7 ex dipendenti e le lesioni colpose gravissime di altri 5 ex dipendenti.

    L’abnorme indice di aerodispersione delle fibre

    Nel corso degli anni, e fino al 28 aprile del 1993, nei cantieri navali è stato utilizzato amianto anche friabile. In più, anche dopo questa data, le condizioni di rischio sono proseguite, perché l’amianto fu utilizzato nelle navi varate in precedenza.

    Nei cantieri, in molte occasioni, si svolge l’attività di manutenzione, per la quale si deve manipolare amianto. Le attività di costruzione di navi come di manutenzione, hanno previsto l’uso di amianto.

    Gli operai lavoravano gomito a gomito e usavano amianto friabile. Fincantieri Spa ha violato tutte le regole cautelari. Prima di tutto, l’articolo 2087 c.c., fondamentale per la tutela della salute nei luoghi di lavoro.

    Poi, oltra a non garantire la sicurezza sul lavoro, ha omesso di informare e formare circa il rischio amianto. Ed ancora in tutti i cantieri, vi erano condizioni prive di tutela preventiva tecnica. Infatti Spa Fincantieri ha omesso di aspirare le polveri, di confinare le lavorazioni ovvero di separarle. In più tutte le maestranze hanno lavorato in assenza di strumenti di prevenzione. In particolare la protezione con delle maschere respiratorie.

    Il processo Fincantieri e l’impegno dell’Avv. Ezio Bonanni

    Prontamente è intervenuto il Presidente ONA Ezio Bonanni, che al suo attivo conta numerosi procedimenti civili a tutela delle vittime dei diversi cantieri navali di Fincantieri, da quello di La Spezia a quello di Monfalcone e di Fincantieri Castellammare di Stabia.

    Per l’avvocato, i lavoratori che si sono ammalati hanno diritto all’indennizzo e rendita INAIL ed al totale risarcimento di tutti i danni. Inoltre, in caso di morte, la rendita di reversibilità deve essere riconosciuta al coniuge e debbono essere risarciti tutti i danni.

    Le rendite, le prestazioni aggiuntive del Fondo Vittime Amianto, i benefici amianto per i prepensionamenti sono invece considerati indennizzi piuttosto che risarcimenti.

    Processo Fincantieri: responsabilità civile

    In questo contesto, dal punto di vista prettamente civilistico, deve essere ipotizzata la violazione dell’obbligo contrattuale di sicurezza. Quindi, la responsabilità é contrattuale.

    Poi vi si aggiungono tutti i profili di responsabilità extracontrattuale, tra i quali quelli di quegli articoli 2050 c.c., 2051 c.c. e, ancora, quelli di responsabilità per fatto illecito, artt. 2043 e 2059 c.c.

    Fincantieri e l’acquisizione dei Cantieri francesi

    La grande società cantieristica, fondata nel 1959, attualmente gongola per la costituzione di una Joint venture Italo-francese con la Naval Group. Come si legge in una nota congiunta dei rispetti governi rappresenta “un primo passo verso la creazione dell’alleanza”. 

    Eppure vengono chiamati a giudizio dal gip di Palermo Cesare Vincenti, Luciano Lemetti, Antonio Cipponeri e Giuseppe Cortesi.

    Fincantieri e la costituzione di Ona nel processo penale

    L’accusa è di omicidio colposo plurimo e lesioni gravissime, per aver provocato la morte di 10 operai e gravi lesioni ad altri 5. Le ipotesi di reato sono quelle dell’articolo 589 e 590 del Codice Penale. Secondo l’accusa gli amministratori di Fincantieri hanno provocato l’esposizione, priva di cautela, ad amianto le cui fibre hanno causato le malattie, mortali ed invalidanti. 

    Precisiamo che in totale, ad oggi, si sono registrati 119 casi di morti per amianto in Fincantieri. Ma si tratta solo della punta dell’iceberg, poiché i tempi di incubazione della malattia sono molti lunghi, tra i 20 e i 40 anni. Quindi, il picco si registrerà fra qualche anno e purtroppo molti casi sono andati ormai prescritti.

    Cosa è stato accertato nel processo Fincantieri?

    Gli operai della Fincantieri hanno raccontato che nello stabilimento non venivano utilizzate mascherine. Gli aspiranti non funzionavano e le polveri di amianto finite sul pavimento erano semplicemente spazzate e non smaltite.

    Inoltre, non essendo previsto il servizio di lavaggio delle tute, le mogli degli operai le pulivano in casa. Così, entravano in contatto con le fibre, ne erano esse stesse esposte e, così, i loro bambini. Si sono verificati decine e decine di casi di familiari di questi lavoratori esposti ad amianto che si sono ammalati e sono morti per patologie da asbesto. 

    I processi civili e penali Fincantieri

    Ad oggi sono stati già celebrati sei procedimenti, di cui uno solo con condanne definitive, che ha stabilito risarcimenti astronomici per i familiari dei morti e per gli operai ammalati di asbestosi e mesotelioma pleurico.

    Il prossimo processo Fincantieri comincia il 2 novembre davanti alla quarta sezione monocratica del Tribunale di Palermo. Mentre il settimo processo Fincantieri penale ha inizio il 15 gennaio. Davanti al GUP i familiari delle vittime si sono costituiti parte civile.

    Di ben altro parere l’Ad di Fincantieri Giuseppe Bono, che a maggio, durante l’assemblea degli azionisti a Trieste ha tuonato

    Nel bilancio vedrete l’utile ridotto, mi dispiace per il dividendo, perché 40 milioni di euro li abbiamo dovuti pagare per risarcimento” dei danni provocati dall’amianto. Giuseppe Bono, ha poi aggiunto “Siamo l’unico Paese al mondo che ha questo tipo di legislazione, che costringe un’azienda di oggi a risarcire gli eredi” di chi lavorava per “un’azienda di ieri”. Chiaro il riferimento a Italcantieri e ai processi per le vittime di amianto.

    News Fincantieri 2022: risarcimento da 1 milione di euro

    A fine dicembre il Tribunale di Torre Annunziata ha condannato Fincantieri e Sait, ritenute responsabili in solido, al pagamento di 1 milione di euro alla moglie e ai due figli d un operaio di 73 anni morto per mesotelioma, nel 2016.

    Un’importante riconoscimento per la famiglia, assistita dall’Avvocato Ezio Bonanni, ma anche per tutte le altre vittime per amianto che hanno ora un altro strumento per vincere i ricorsi presentati.

    L’asbesto, utilizzato fino al 1992, anno in cui è stato messo al bando con la Legge n. 257, causa e causerà ancora molteplici vittime. Gli effetti di questo killer silenzioso compaiono anche a distanza di decenni. I dati aggiornati della strage sono disponibili nell’ultima pubblicazione dell’avvocato Ezio Bonanni “Il libro bianco per le morti di amianto in Italia – ed. 2022”.

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