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lunedì, Settembre 14, 2026
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EMERGENZA RIFIUTI A ROMA: L’APPELLO DELL’ONA

Roma rifiuti
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Mentre a Milano, con probabile dolo, va in fumo tossico l’ennesimo capannone ricolmo di materiali d’improbabile riciclo, Roma viene salvata dalla morsa dei rifiuti, sembra nel breve, nel medio e forse lungo termine.

Nulla da obiettare, anzi facciamo festa! Ma attenzione a ripulirla

A mio avviso, dovrebbe essere preso in seria considerazione l’appello permanente di ONA, ovvero quello di avviare contemporaneamente, con una mobilitazione totale, la bonifica delle discariche selvagge, il censimento e lo sgombero sistemico di tutto l’amianto asportabile nell’intero territorio della Città, urbano ed extra, salvo mappare con metodo scientifico le strutture pubbliche e private contaminate e avviarne l’eliminazione o la messa in sicurezza in tempi non biblici. 

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto.

Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita. In caso di servizio reso nelle Forze Armate, ovvero in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, nel rapporto di pubblico impiego non privatizzato, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.

 assistenza ona

Roma rifiuti
Roma rifiuti

Un messaggio agli elusori

Questo potrebbe essere uno straordinario segnale, un messaggio adeguato agli elusori, alle ecomafie, che vivono e prosperano sul degrado dell’intero Bel Paese.

A fronte della nota inviataci dal nostro editorialista, il Dott. Ruggero Alcanterini, segue la dichiarazione dell’avvocato Ezio Bonanni presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

“L’ONA da sempre è protagonista della lotta contro la presenza di rifiuti, discariche abusive e pericolosi incendi che mettono a repentaglio l’intera collettività. Tuttavia, la situazione di degrado ambientale investe tutto il territorio nazionale.

In molti casi bruciano addirittura interi stabilimenti di stoccaggio di rifiuti, come quelli dell’EcoX di Pomezia, in provincia di Roma.

Sono migliaia le discariche abusive in Italia e in molte di queste vi è presenza di amianto. Su denuncia dell’ONA, è stata avviata anche una procedur

a di infrazione che ha portato l’Italia a due condanne da parte della Corte di Giustizia Europea.

Occorre quindi una più stringente applicazione del criterio di precauzione, e interventi preventivi che rimuovano alla radice l’emergenza ambientale che orbita dal tema dei rifiuti a quello dell’amianto. Speriamo che l’appello dell’ONA venga raccolto al più presto” – dichiara Bonanni.

Piangere sui rifiuti “purificati” o decapitare l’idra ?

Osservatorio Nazionale Rifiuti
Osservatorio Nazionale Rifiuti

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”

Quello dei roghi “estivi” lungo l’Italico Stivale è un bollettino di guerra, tanto quanto quello degli arrivi dei “naufraghi” dalla Libia.

Si ha quasi l’impressione che ci siano efficienti cabine di regia a regolare tanta abbondanza di sciagure… Credo che ce se ne debba fare una ragione e prendere iniziative adeguate.

Sciagure devastanti o Business dei rifiuti?

Anche parlando di rifiuti, spesso si tratta di criminalità organizzata. Non bastano le povere associazioni di volontariato, ma bisogna mobilitare le procure e i “servizi” .

Probabilmente si sta sottovalutando il fatto che riforestazioni (protocollo di Kyoto 1997) smaltimento irregolare di rifiuti tossici e traffico di umani costituiscono il nuovo fronte del business.

Quello della droga è divenuto affare rischioso e impoverito tanto quanto le tasche della sventurata clientela. Sono convinto che correre dietro a piromani e spacciatori serva a poco. Quelli da intercettare sono i grandi “registi” di questa rinnovata storia criminale, una sorta di Idra difficile da decapitare…

I servizi di assistenza dell’ONA Aps

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Aps e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini, lavoratori esposti e vittime amianto.

L’associazione assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati e per attuare quindi la prevenzione primaria.

Inoltre, in caso di esposizioni ad amianto oppure ad altri cancerogeni, è possibile chiedere il servizio di assistenza medica gratuita per la prevenzione secondaria.

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

 assistenza ona

L’Italia al rogo

Roghi ai campi ROM, Italia
Roghi ai campi ROM

Puntualmente tornano i “piromani”, ma è troppo comodo dare loro la colpa di una Italia che va in malora. Tra una bomba d’acqua ed un incendio. Qui non siamo di fronte a fattori incidentali, ma ad una pesante corresponsabilità per lo stato di abbandono in cui versa tutto il nostro Paese e in particolare si trovano foreste, boschi ed aree verdi fuori e dentro le città, ai margini delle strade, ovunque.

Di che morte vogliamo morire

Qui si tratta di capire di che morte vogliamo morire, posto che con il cambio di stagione sarà la pioggia a travolgerci. Vorrei incoraggiare i parlamentari ad affrontare i temi della prevenzione e della repressione del degrado del nostro territorio, piuttosto che avventurarsi nell’ennesimo confronto ideologico vintage, tra fascismo e comunismo.

Scontrarsi per via delle scritte nostalgiche in uno stabilimento balneare ed ignorare i “writers” che deturpano il cento per cento dei muri italiani è ridicolo. Vogliamo capire che il nostro livello di tolleranza per reati ancora più odiosi per la loro assoluta gratuità è divenuto inaccettabile e ingiustificabile?

  • Se in un groviglio di scritte incomprensibili, che coprono ogni spazio disponibile, compresi i finestrini di metropolitane e treni, troviamo anche quelle che inneggiano al fascismo, non facciamo una nuova “Legge Scelba”, ma facciamone una durissima per la difesa del decoro.
  • Se qualcuno butta via il mozzicone della sigaretta dalla propria auto non possiamo individuarlo in flagranza di reato, ma possiamo imporre il divieto del fumo a bordo, con grande beneficio della salute.
  • Se vogliamo dare un senso pratico all’associazionismo di volontariato ambientale, diamogli un ruolo concreto. Una funzione riconosciuta di tutela, ma troviamo anche il modo che le istituzioni facciano la loro parte, che non siano latitanti.

Un degrado che supera il dopoguerra

Voglio ricordare che lo schifo in cui sono ridotte strade, ponti e periferie è di gran lunga peggiore di quello del dopoguerra e della “prima” Repubblica. Quando l’Europa comunitaria era una ipotesi ed esisteva il “posto fisso”.

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

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Muscatello di Augusta: assegnati tre nuovi medici oncologi

Muscatello di Augusta
Muscatello di Augusta

Buone notizie da Siracusa

Tre nuovi medici oncologi, assegnati dal direttore generale dell’Asp Siracusa, Salvatore Ficarra, andranno ad affiancare lo staff medico e infermieristico già operativo del Centro di Riferimento Regionale per la diagnosi e cura, anche precoce, delle patologie derivanti dall’amianto dell’ospedale Muscatello di Augusta.

I servizi di assistenza e tutela ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Aps  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria).

In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

E naturalmente, l’associazione si occupa anche di tutelare legalmente le vittime, per ottenere il risarcimento dei danni subiti. Proprio come indica la prevenzione terziaria.

 assistenza ona

Bonanni: Il nostro impegno inizia a dare risultati

L’Osservatorio Nazionale Amianto promuove attivamente da anni molteplici attività per tutelare il Muscatello e per sollecitarne il ripristino completo dei servizi, come deciso nella L. Gianni del 2014. L’innesto di tre nuove eccellenze rappresenta quindi un traguardo notevole e tanto atteso.

Presso il centro è stata installata ed è già operativa la nuova tac ad alta risoluzione a 64 strati e presto sarà anche dotato degli altri strumenti necessari per il monitoraggio dei lavoratori e cittadini esposti ed ex esposti all’amianto.

A dare la lieta notizia, con grande soddisfazione è l’on. Pippo Gianni, sindaco di Priolo ed estensore della Legge Regionale sul rischio amianto – L.R. 10/2014. Il Sindaco di Priolo, ex europarlamentare e componente del comitato tecnico scientifico ONA,  ha voluto con determinazione, unitamente al presidente nazionale ONA, avv. Ezio Bonanni, al coordinatore della regione Sicilia, Calogero Vicario, ed prof. Marcello Migliore del comitato tecnico-scientifico, la nascita del Centro Amianto ad Augusta per garantire prevenzione e cura ai lavoratori che per anni sono stati esposti alla fibra killer.

Premiato il nostro incessante impegno che inizia a dare i primi importanti risultati nella direzione della prevenzione e dell’assistenza della popolazione esposta” – dichiara Bonanni – “è un passo importante che ci incoraggia a proseguire con determinazione la nostra battaglia anche per il riconoscimento ai fini pensionistici”.

Mesotelioma amianto brigata Folgore

Folgore
Folgore

Giovanni Battista Signorelli, ex paracadutista deceduto per amianto

Un basco amaranto, a simboleggiare il sacrificio e l’onore, una divisa militare, lo stemma di un paracadute con le ali. Tanto coraggio e amore per la patria.
 Erano questi gli ideali che caratterizzavano molti dei paracadutisti italiani, allora come oggi, senza paura di lanciarsi nel vuoto da un elicottero con un paracadute. Fieri del loro essere militari, dei faticosi addestramenti e del valore che hanno dimostrato anche durante una famosa battaglia: quella di El Alamein.
> Ma tutt’oggi ci sono ancora molti casi “controversi ” nella storia dei parà, come nelle altre realtà, tra cui l’amianto.
>Ma è di amianto che voglio parlare, della storia di un ex parà, Giovanni Battista Signorelli, che ha prestato servizio presso la scuola militare Paracadutisti a Pisa e, successivamente, a Siena presso la Brigata Paracadutisti “Folgore” dal 7 Giugno 1969 al 6 settembre del 1970.

Ha conseguito, nella scuola Militare di Monza, l’abilitazione di “paracadutista abilitato al lancio”, il grado di caporale maggiore par. presso il Battaglione Sabotatori e  il diploma di “paracadutista scelto” presso la Brigata Paracadutisti “Folgore”.
>Giovanni Battista, nel periodo di servizio è stato adibito a compiti operativi che lo hanno esposto a molti rischi e ha lavorato in “particolari condizioni ambientali ed operative”.
 
Il C.le Magg. Par. Signorelli Giovanni Battista “durante il servizio alle armi dal 7/06/1969 al 6/09/1970 ha mantenuto onorevole comportamento dimostrando di possedere in misura eminente: – senso del dovere; – amor di patria; – spirito di corpo ed attaccamento alla specialità paracadutisti” (cfr. doc. 6/b: Attestato rilasciato dalla Brigata paracadutisti “Folgore” in data 6/09/1970);

La storia di Giovanni Battista Signorelli

“Come folgore dal cielo”, cantavano i paracadutisti italiani e Giovanni orgoglioso di farne parte, conservava con amore il basco, lo stemma e alcune foto di quel periodo. Parlava con esaltazione e orgoglio di quegli anni di servizio militare.
Solo due anni, che hanno portato in lui ricordi malinconici e formato il suo carattere ma che lo hanno portato alla morte per mesotelioma pleurico.

Come risulta dagli atti: “ In tale periodo, la sua esposizione a polveri e fibre di amianto è risultata superiore, poiché nei mezzi corazzati, al pari delle unità navali e negli aeromobili ed elicotteri, l’amianto fu utilizzato ubiquitariamente, nella componentistica e, all’epoca, anche come materia prima “.

Giovanni Battista “ha condotto un carro armato leggero denominato M24 “CHAFFEE”, già utilizzato durante la II Guerra Mondiale dall’esercito americano e ceduto in elevato numero anche all’esercito italiano nel dopoguerra al fine di ricostituire la componente corazzata nazionale dopo l’ingresso, nel 1949, dell’Italia nella NATO”

“Erano in dotazione del militare la pezza di amianto per il cambio canna della mitragliatrice MG42/59; guanti in amianto per bocca da fuoco mortaio 120mm e 81mm, in dotazione a tutte le Forze Armate italiane e anche alla brigata paracadutisti Folgore. Altresì, all’epoca erano usati della brigata paracadutisti Folgore due tipologie di cannoni controcarro “senza rinculo” di origine americana (M18 da 57mm ed M40 da 106mm), anch’essi dotati di protezioni in amianto, al fine di poterli manipolare durante l’uso.
>
Inoltre gli elicotteri utilizzati in quegli anni dalla brigata paracadutisti “Folgore” contenevano innumerevoli guarnizioni, rivestimenti e altri componenti in materiali contenenti amianto.
>
Si parla ancora poco dell’uso dell’amianto negli aerei ma nel 2013 l’INAIL ha confermato che: “l’amianto a bordo degli elicotteri delle nostre Forze Armate c’è, ed è evidentemente un problema tanto serio da venire esplicitamente menzionato nell’ultimo rapporto del Registro Nazionale Mesoteliomi, tenuto dal dipartimento di medicina del Lavoro dell’Inail : “Risulta che la scatola del rotore può essere coibentata con amianto […]. È segnalata inoltre la presenza di pannellature in amianto inserite nei pianali”.

L’intervista alla figlia Angela

La figlia Angela, durante l’intervista, racconta con dolore e malinconia: “Papà aveva solo vent’anni quando si è arruolato e si congedò dopo un solo anno per dare una mano alla sua famiglia.
Era una persona forte, si è ammalato da un momento all’altro e per tutti noi fu un duro colpo”.

Quali furono i primi sintomi di malessere di suo padre?

“Il primo segnale fu un forte affanno dopodiché iniziò a fare delle visite. Lo pneumologo, dopo vari accertamenti, gli diagnosticò il versamento pleurico e all’humanitas confermarono la diagnosi di mesotelioma”.

Venne sottoposto a chemioterapia?

“La chemioterapia la fece, ma non ebbe alcun effetto. Neanche quella sperimentale.
Non era operabile.
Era troppo tardi.

Come ha reagito suo padre dopo aver scoperto che la malattia era dovuta ai soli due anni di esposizione all’amianto durante il servizio militare?

Era distrutto. Ucciso dalla cosa che amava di più.
>Peggiorò rapidamente, faceva fatica a stare in piedi e questa cosa lo rendeva irritabile perché è sempre stato un uomo indipendente, una spalla per tutti noi.
Ci ha sempre dato forza ed era frustrante per lui doversi fare aiutare per salire poche scale o scendere dall’auto.
Dopo la chemio fu operato d’urgenza a Treviglio e ci ha lasciato dopo solo due giorni…”.

La morte del padre di Angela

Fu uno shock per Angela, non ebbe neanche il tempo di accettare il fatto che suo padre fosse malato, quando la morte lo strappò violentemente dalle sue braccia.
>Le stesse braccia calde che l’avevano sempre coccolata, non avrebbe più rivisto il suo sorriso, il suo scherzare che le metteva allegria e sapeva trasmettere ottimismo a tutti anche nei momenti più bui.
Un padre.
Che ha saputo amare la sua famiglia più di ogni altra cosa, più di sé stesso e del suo lavoro. Era presente per i suoi figli nei momenti tristi e in quelli di gioia.
 Ucciso dalla patria.

L’ultima volta che sono andata a trovarlo- continua Angela-a differenza delle altre volte mi disse: “Sto morendo”.
Io risposi: “Papà, non dirlo neanche per scherzo”.
Invece era vero. Io non ho mai capito, fino a quando non ho perso il papà, il dolore che si prova.
è un dolore che non passa. Neanche con il tempo.
 Il tempo non aiuta a dimenticare. Devi solo imparare a conviverci.
 Il mio Papà era il mio papà.

Angela e i suoi familiari si sono rivolte all’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Aminto. Per avere giustizia per quel padre perso troppo presto e perché tutti possano essere consapevoli del fatto che l’amianto uccide.
 Ancora oggi.