Morti sul lavoro: aumento dell’8,5% rispetto al 2017

Alla fibra killer (amianto/asbesto)  si aggiungono anche gli infortuni e morti sul lavoro: 834 vittime da gennaio a settembre.

L’INAIL è costretto a confermare i dati dell’Osservatorio Nazionale Amianto e le segnalazioni dell’Avv. Ezio Bonanni, che rimarca l’aumento dei decessi per infortuni sul lavoro: necessarie ulteriori e più specifiche precauzioni per evitare gli infortuni mortali.

“L’aumento – confessa l’Inail – è dovuto soprattutto all’elevato numero di morti sul lavoro avvenuti lo scorso mese di agosto rispetto all’agosto 2017 (109 contro 65), alcuni dei quali causati da incidenti ‘plurimi’, ovvero quelli che causano la morte di due o più lavoratori”.

Il 21 agosto ci sono stati 4 decessi e un ferito grave in altrettanti infortuni sul lavoro da Vibo Valentia ad Arezzo.

Infortuni sul lavoro: la mappa del rischio

Sono quindi 75 in più i decessi nei primi 9 mesi del 2018 rispetto allo stesso periodo del 2017, e ciò è inaccettabile, poiché l’INAIL dovrebbe agire in prevenzione e valorizzare, anche con una diversa modulazione dei premi, quelle imprese attente alla sicurezza e prive di infortuni sul lavoro.

Nel 2017, nei primi 9 mesi dell’anno, ci furono 769 morti sul lavoro, quest’anno siamo già a 834. Per questo motivo l’ONA chiede maggiore attenzione dell’INAIL nelle politiche di prevenzione, piuttosto che in quelle di indennizzo.

L’analisi territoriale fatta dall’Inail ha dimostrato che, per quanto riguarda le denunce di infortunio sul lavoro, nell’Italia del Nord-Ovest c’è stabilità, una diminuzione al Centro (-2,0%), al Sud (-0,5%) e nelle Isole (-3,1%) e un leggero aumento nel Nord-Est (+0,4%).

Le regioni in cui si è registrato un maggiore decremento sono la Provincia autonoma di Trento (-9,2%), la Valle d’Aosta (-5,0%) e l’Abruzzo (-4,1%). In Friuli Venezia Giulia (+4,1%), nella Provincia autonoma di Bolzano (+4,0%) e in Molise (+2,4%) c’è invece stato un incremento.

I lavoratori interessati nella diminuzione generale dello 0,4% delle denunce di infortunio sul lavoro sono sia lavoratori italiani che comunitari. Per quanto riguarda i lavoratori extracomunitari, invece, si è registrato un aumento dell’8%.

Inail: le malattie professionali

L’INAIL rende noti anche i dati delle denunce di malattie professionali: “dopo la diminuzione registrata nel corso di tutto il 2017, in controtendenza rispetto al costante aumento degli anni precedenti, nei primi nove mesi di quest’anno le denunce di malattia professionale sono tornate ad aumentare, anche se a un ritmo sempre più decrescente nelle diverse rilevazioni mensili”.

Infortuni sul lavoro. L’assistenza gratuita dell’ONA

L’Avv. Ezio Bonanni e l’ONA contestano i dati INAIL sulle malattie professionali, e in particolare su quelle asbesto correlate, che risultano in netto aumento.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha creato lo Sportello amianto online e sportelli territoriali, ivi compresi i centri operativi di Latina e di Roma, cui i cittadini possono rivolgersi per ottenere assistenza medica e legale gratuita e ottenere il riconoscimento delle rendite, con le maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto valide per il prepensionamento e, per il personale delle Forze Armate e del comparto sicurezza, anche il riconoscimento di vittima del dovere con equiparazione alle vittime del terrorismo.

Amianto. aumento delle patologie asbesto correlate

Recentemente è stato pubblicato il VI Rapporto mesoteliomi dell’INAIL (ottobre 2018), che certifica un aumento del numero dei casi di mesotelioma, e quindi i dati del II Rapporto Mesoteliomi ONA Onlus.

In relazione a tutte le patologie asbesto correlate e agli infortuni sul lavoro, i settori più coinvolti sono l’agricoltura (+5,2%), l’industria e servizi (+1,0%), mentre nel ‘Conto Stato’ c’è stata una diminuzione del 2,8%. A livello territoriale, l’incremento maggiore c’è stato al Centro (+809 casi) e al Sud (+385 casi), mentre sono diminuiti i casi al Nord-Est (-233) e nelle Isole (-310).

Per approfondimenti sui diritti delle vittime: Danni da amianto, risarcimenti, rendite e benefici contributivi.

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