Aumenta la pensione in Alitalia

Tribunale di Tivoli: sì ai contributi amianto per i dipendenti Alitalia

Tomasso Nicola, dipendente Alitalia S.p.A dal marzo dell’ ’80, ottiene il riconoscimento dei benefici contributivi per esposizione ad amianto, con rivalutazione della sua pensione e quindi dei suoi ratei con il coefficiente 1,25.

Sentenza storica del Tribunale di Tivoli che apre ora la strada agli aumenti pensionistici dei lavoratori Alitalia, e/o del comparto aereo.

Una media di otto ore al giorno esposto costantemente alla fibra killer che si insinua negli alveoli polmonari e scatena l’asbestosi e poi raggiunge la pleura e lì crea il terribile tumore dell’amianto: il mesotelioma.

Tomasso Nicola, tecnico aeronautico, addetto alla manutenzione degli aeromobili, dipendente S.p.A. Alitalia (poi divenuta poi “Alitalia Servizi”), presso l’aeroporto di Fiumicino “Leonardo da Vinci’’. Gli aeromobili su cui effettuava la manutenzione meccanica erano di diversi tipi, tutti equipaggiati con motori costruiti da società General Electric e Pratt e Whitney.
 I motori realizzati da queste due case costruttrici erano in amianto.

L’amianto veniva inoltre impiegato per l’elevata resistenza alle alte temperature e soprattutto sugli investitori di spinta, oltre che sotto forma di materassino fonoassorbenti impiegati in fusoliera, nel vano bagagliaio, nel sistema di condizionamento.

Inoltre veniva usato, per le ottime proprietà termiche, specialmente nella zona calda del motore, ove le temperature oscillano da 430° A 760° centigradi. Proprio a causa di queste alte temperature, si aveva usura delle parti componenti amianto, con sfaldamento dovuto a stress e conseguente rilascio di fibre di amianto.

Oltre a costituire i componenti dell’aeromobili nelle zone calde del motore, l’amianto era presente anche nelle altre zone: collari, fascette, boccoli e scudi termici. Il tecnico aeronautico, nelle ispezioni di routine, per completare le sue mansioni lavorative, aveva anche il compito di sostituire le parti in amianto a seguito dello sfaldamento, con l’utilizzo di guanti, anch’essi, in amianto, a causa dell’elevata temperatura. Per questi controlli il motore veniva visionato davanti e dietro con evidente rischio di inalazione delle pericolosissime fibre killer.

Usato negli aeromobili anche nel sistema frenante, come isolante acustico e termico, nelle cappottature di rivestimento del vano motore, addirittura gli stessi guanti, tutt’ora in dotazione nelle emergenze, erano in amianto.

L’esposizione ad amianto da parte dell’uomo, come accertato dalla consulenza tecnica d’ufficio del Tribunale di Tivoli, è stata in maniera superiore ai limiti legislativi necessari ad ottenere i benefici contributivi di legge, dunque di durata ultradecennale (esposizione stimata con valutazione sulla base del metodo tedesco “Berufsgenossenchaften”), che consente di stimare il valore medio annuo di esposizione alle fibre di amianto sulla base del tempo trascorso giornalmente in presenza di specifiche concentrazioni ambientali di amianto aero disperso in fibre.

Per queste ragioni, TomassoNicola ha formulato all’Inps le sue domande amministrative, per anticipare la maturazione del diritto alla pensione e per rivalutare le prestazioni pensionistiche già in godimento.

Con l’aiuto e la difesa dellavvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, con la sentenza dello scorso undici dicembre  contro l’Inps finalmente vengono accertati e dichiarati un’esposizione del ricorrente ad amianto da marzo del 1980 alla fine di luglio di 17 anni dopo e il conseguente diritto a rivalutazione della posizione contributiva di Tomasso Nicola con condanna all’Inps al relativo adeguamento.

Una vittoria ONA per tutte le vittime amianto

Un’altra vittoria dell’ONA e soprattutto su coloro che chiedono giustizia, vittime dello stato, ingiustamente ferite da quell’agente killer che tutt’ora mette a rischio tutti noi.

L’ONA offre a tutte le vittime amianto i seguenti servizi gratuiti:

Ilaria Cicconi

 

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