Roma, amianto nella caserma Aeronautica

Una caserma ricoperta di veleno

di Tiziana Cardarelli

Colla all’amianto sotto la pavimentazione della caserma tutt’ora attiva, dell’Aeronautica militare, al civico 4 del viale dell’Università.

A portare alla luce la presenza della fibra killer è stato l’Osservatorio Nazionale Amianto, presieduto dall’avvocato Ezio Bonanni. La segnalazione era giunta all’ONA da alcuni militari, i quali hanno lamentato problemi respiratori. L’avv. Ezio Bonanni, prima di dare seguito alla segnalazione, ha provveduto a inoltrare un circostanziato ricorso per accertamento tecnico preventivo al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio.

Ad eseguire gli accertamenti sono stati gli uomini del comando dei Carabinieri per la Tutela del Lavoro, Gruppo di Roma, Nucleo Operativo. I militari hanno repertato frammenti di pavimento e colla. Nei giorni scorsi la conferma dei risultati di laboratorio: “presenza di amianto crisotilo – serpentino” nel centro comunicazione della caserma, classificato reparto TLC sala XOMAIL, nonché tutti gli altri ambienti contigui: segreteria, centralino Cedepa, Alta frequenza, Rita e Ponti Radio.

“I giudici amministrativi – spiega l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA – hanno ritenuto ammissibile il ricorso e per l’effetto hanno proceduto alla ‘verificazione’. Accertamenti eseguiti dal Comando dei Carabinieri per la Tutela del Lavoro, Gruppo di Roma, Nucleo Operativo, in personale del Comandante Giuseppe Bitti. L’ufficiale di Polizia Giudiziaria ha provveduto con i suoi uomini al prelevamento dei campioni di massa nei giorni scorsi e tali campioni sono stati sottoposti ad esami tecnici (microspia elettronica a scansione). Dopo le verifiche effettuate è risultato che il materiale prelevato conteneva ‘presenza fibre amianto’ sia nel primo che nel secondo campione. Per questi motivi – conclude l’avvocato – confidiamo nell’immediato intervento del Ministro della Difesa, Dott.ssa Trenta, affinché disponga l’immediata bonificazione dei materiali di amianto, previa allocazione dell’attività di servizio in altro stabile”.

L’ONA sugli scudi

L’avv. Ezio Bonanni è impegnato da circa 20 anni nella rappresentanza e difesa dei militari esposti e vittime dell’amianto e di altri cancerogeni. Tra le parti rappresentante, anche i militari che sono stati lungamente esposti alla fibra killer, sia perché utilizzata nelle unità navali della Marina sia negli aeromobili sia ancora nelle installazioni a terra.

Nella relazione finale della Commissione di Inchiesta risultano 830 casi di mesotelioma nel solo settore della difesa e questa neoplasia è solo la punta dell’iceberg, perché l’amianto provoca anche il cancro del polmone e degli altri apparati delle vie respiratori, del tratto gastrointestinale, e asbestosi. L’uranio impoverito ha provocato più di 500 decessi tra i militari impiegati nelle diverse missioni, in particolare quelle nel Kosovo.

La ricerca della terapia e cura del mesotelioma

L’Osservatorio Nazionale Amianto, da oltre 10 anni, è impegnato nella rappresentanza e tutela dei cittadini dal rischio amianto. Rispetto alla neoplasia terribile del mesotelioma, purtroppo quasi sempre mortale, è stato costituito il Dipartimento Ricerca e Cura del Mesotelioma guidato dal Prof. Luciano Mutti, scienziato di fama internazionale. L’ONA ha conseguito significativi risultati nella ricerca, terapia e cura del mesotelioma.

La ricerca sul mesotelioma nel mondo ha sofferto di una scarsezza di fondi disponibili ed in Italia, purtroppo, anche di una gestione politica delle risorse che sono state distribuite con criteri partitici e non certo di merito. Questo non ha impedito che in laboratori fuori dal nostro paese ricercatori italiani (ma con il cuore sempre vicino al nostro paese) stiano ottenendo risultati straordinari.  il Prof Michele Carbone all’ Universita di Hawaii, i  Professori  Antonio Giordano e Luciano Mutti alla Temple University (Sbarro Institute for Cancer Research) di Filadelfia in collaborazione con University College di Londra e ONA stanno generando dati che, oltre ad essere già stati in parte pubblicati sulle più importanti riviste al mondo (come Nature, Cancer Research and Oncogene), cambieranno il futuro dei pazienti con questa malattia . In particolare da una parte la scoperta di geni e proteine coinvolte selettivamente nel metabolismo e nei meccanismi di proliferazione di queste cellule tumorali e, dall’ altra l’identificazione di molecole che ne possono modulare l’attività, hanno già posto le basi per una rivoluzione nella terapia del mesotelioma.

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