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martedì, Settembre 15, 2026
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Ponti, amianto e virus salvavite

Ponte di Albiano - amianto
Ponte di Albiano

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”

Adesso, dopo l’ennesima catastrofe da infrastrutture infarcite d’amianto e ammalorate nei decenni, dopo l’incredibile crollo del viadotto sul Magra, ad Albiano, siamo arrivati al paradosso che si debba addirittura ringraziare COVID 19, perché con un traffico normale, al confine tra Toscana e Liguria, avremmo potuto registrare una ecatombe. Purtroppo, lo stato dell’arte è quello che è. E non bastano denunce, ispezioni, manutenzioni ordinarie, ma occorre che, superata la fase contingente imposta dal Coronavirus, si passi con decisione a provvedimenti radicali che tutelino la collettività da insidie a volte evidenti, a volte nascoste, che non possono essere escluse dall’esigenza di un principio ineludibile, da un imperativo, quello della prevenzione. Per questo, mi sembra quanto mai opportuno richiamare l’attenzione su quanto accadde con il crollo di ponti, come il Ponte Morandi il 14 agosto del 2018. Per questo, vi ripropongo una riflessione di merito, giusto un anno fa…

Sull’amianto ponti senza sponde

Ecco, che dopo la visione di un impressionante servizio inchiesta RAI sullo stato di degrado delle migliaia di ponti, viadotti e cavalcavia disseminati in tutto il sistema viario italiano, strutture perlopiù realizzate nel secolo scorso con materiali cementizi impastati con amianto e armate con ferro in molti casi mineralizzato, corrose e disgregate, ad evidente rischio di crollo, di implosione, abbiamo conferma che il disastro del Ponte Morandi sul Polcevera non è stato casuale, ma la conseguenza ovvia di un atteggiamento, di una filosofia gestionale, complessiva di chi tira a campare e la polvere con asbesto ha sinora preferito gettarla sotto il tappeto.

Non è di certo rivendicando un ruolo per il responsabile allarme sull’ipotesi di demolizione con esplosivi – che ha modificato le scelte per le operazioni in corso a Genova, peraltro dopo il grave precedente del 24 luglio del 2008 con l’abbattimento al tritolo del Velodromo Olimpico a Roma – che ONA può pensare di aver assolto al compito che spetta ai difensori dei cittadini da rischi tossici: quello appunto da amianto è doppiamente perverso e subdolo, perché insito ovunque e killer a memoria debita.

Dunque, per fare il punto su di una situazione esemplificativa come quella di Latina, di quanto complesso sia il problema, di quanto sia difficile affrontare il combinato disposto tra economia del territorio, sistema industriale, sicurezza del lavoro e della salute come bene primario non soltanto prioritario ma assoluto, l’Osservatorio Nazionale Amianto con il suo Presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, ha indetto per il prossimo sabato 13 aprile un appuntamento irrinunciabile per chi ha a cuore il futuro di una regione simbolo come quella pontina: storicamente terra di redenzione naturale e di rinascita sociale, ora è di nuovo a rischio, afflitta appunto da siti contaminati da amianto, da rifiuti tossici e dal nucleare delle centrali, non di certo sopito da cessazioni burocratiche.

Emergenza ponti e amianto: ripristinare salubrità

Per questo, immaginiamo ONA alla stregua del grande Ponte sul Danubio, che Apollodoro di Damasco realizzò per Traiano diciannove secoli fa, opera straordinaria di oltre un chilometro, costruita anche con cemento romano, malta priva dell’amianto, che era comunque concepita per il breve termine, per l’uso esclusivo di una azione, in quel caso militare. Per questo vorremmo adottare simbolicamente non un sito istituzionalmente imponente, come il Tempio di Giove Anxur, che pure insiste in un punto nevralgico del panorama latino, ma più a nord quello assolutamente identificativo della necessaria compatibilità tra le opere dell’uomo e della natura in funzione di un giusto divenire, il Forum Appii.

Il cippo e il ponte, che lo segnalano, si trovano al quarantatreesimo miglio della Regina Viarum, suggestione lirica per Orazio, punto di riferimento per Strabone e Plinio il Vecchio, tappa per San Paolo in viaggio verso Roma, quale ponte senza sponde né tempo, nodo di civiltà ponderata da ripristinare idealmente in un contesto di salubrità.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici,  assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

assistenza ona

Arte e bellezza bonifica amianto

L'arte, la pietà e il contagio
L'arte, la pietà e il contagio

Arte e bellezza bonifica amianto. L’Italia è la cura dell’arte e della bellezza, ed è per questo motivo che l’ONA chiede la bonifica amianto.

Infatti, l’utilizzo di materiali di amianto, tra cui il cemento amianto cozza contro le nostre tradizioni e la bellezza dei nostri territori. Occorre impegnarsi per la bonifica, anche per restituire bellezza ai nostri territori.

Bonifica amianto come arte e bellezza

L’arte e la bellezza Italiana ci debbono imporre la bonifica dei territori contaminati, in particolare quelli di amianto. Come risulta ne il libro bianco delle morti di amianto in Italia“, ci sono, almeno, 40mln di tonnellate di amianto in Italia.

In più, 1mln di siti e micrositi. Ecco perché è necessario rimuovere questo amianto, utilizzando anche i finanziamenti europei, come richiesto dall’ONA.

L’arte italiana come esempio di bellezza

L’arte italiana è l’esempio di bellezza. Come le tombe dei grandi italiani hanno ispirato il risorgimento, l’arte deve imporci la bonifica!

Non solo la tutela della salute, ma anche la bellezza, la grande bellezza, debbono ispirarci nella battaglia contro l’asbesto. Queste fibre sono mortali, e noi dobbiamo vincere questa battaglia.

Giorgio Vasari racconta che nell’estate del 1502, Luca Signorelli, fu folgorato dal dolore per la morte del figlio Antonio.

Egli morì contagiato dalla peste, nel fiore dell’età ed avviato alla stessa carriera del padre. Luca Signorelli, proprio in quel periodo, stava ultimando gli affreschi della Cappella di San Brizio nel Duomo di Orvieto.

Il Maestro, recatosi al cospetto del figlio, ne fece spogliare il cadavere e “con grandissima constanza d’animo, senza piangere o gettar lacrima lo ritrasse, per vedere sempre che volesse, mediante l’opera delle sue mani, quella che la natura gli aveva dato e tolto la nimica fortuna“.

Luca replicò poi il soggetto nel “Compianto”, per la Chiesa di Santa Margherita, e sempre in quell’anno, ne affrescò una copia autografa nel Duomo di Orvieto.

Arte, bellezza, bonifica amianto e Covid-19

In questo momento virale, nel vero senso della parola, l’arte ci deve ispirare a superare la pandemia.

Così oggi abbiamo pensato a capolavori alternativi rispetto alla celeberrima Pietà di Michelangelo Buonarroti. Così, la Deposizione di Ippolito Scalza. Infatti, che stupore poter ammirare nel Duomo di Orvieto.

Quest’arte, questa bellezza, ci devono indurre ad evitare di distruggere il territorio. Occorre bonificare, in particolare, i siti di interesse nazionale. Occorre restituire alla loro originaria bellezza interi territori.

Ci riferiamo alla terra dei fuochi, piuttosto che al triangolo della morte di SiracusaPriolo Gargallo, Melilli Augusta.

Proprio la Pietà di Michelangelo ci ispira alla grande bellezza della nostra Italia, ingiustamente deturpata

rinascente per le straordinarie opere recuperate e risposte, dopo centoventidue anni di oblio nei magazzini.

Mi riferisco comunque in particolare al travaglio artistico di Luca Signorelli che, nel dipingere il figlio morto di peste, trasfuse nell’opera il suo strazio ed il suo disperato riuscito tentativo di restituirlo a vita perenne.

Infine, credo che si possa evocare una speranzosa metafora, proprio nell’accostare l’arte all’emergenza, a conferirle un ruolo salvifico attraverso l’esaltazione dei buoni sentimenti, nell’artificio di cui soltanto l’uomo stesso è capace.

Bellezza contro l’amianto: la Pietà di Ippolito Scalza

La Pietà o Deposizione è un gruppo marmoreo che si trova all’interno della Cattedrale di Santa Maria Assunta – Duomo di Orvieto. Come detto, questo monumento è stato magistralmente scolpito nella seconda metà del XVI secolo da Ippolito Scalza.

Si trattava di uno scultore e architetto, realizzatore di tre della quattro guglie. L’opera venne iniziata nel 1570 e completata ben nove anni dopo, nel 1579.

Ricavata da un unico blocco di marmo, si compone di quattro figure: il Cristo, esanime, adagiato sul grembo della Vergine Maria, Nicodemo con il volto chino verso la figura di Gesù.

Quest’ultimo, mentre con una mano regge la scala e il martello e nell’altra stringe le pinze (strumenti della Crocifissione). Poi la Maddalena, inginocchiata con il volto poggiato sulla mano di Cristo.

Questo capolavoro ci deve ispirare nella battaglia contro la fibra killer.

Separati dal virus, soli nel buio

Coronavirus: separati dal virus, soli nel buio
Coronavirus: separati dal virus, soli nel buio

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”

Virus, sport, notizie e paranoie

Provate a concentrarvi sul problema del virus, sulla situazione che stiamo vivendo, sul fatto che siamo isolati e vincolati ad uno spazio ristretto, in cura nostro malgrado e senza diagnosi, fermi in attesa di quel che verrà, quando verrà.

Non c’è via di scampo, senza la certezza di non essere virtuali portatori sani, salvo analisi e contronalisi, di essere prima o poi tamponati.

Ecco, se volete avere la dimensione del costo, non soltanto sociale, della crisi da virus COVID 19, provate a calcolare l’enormità del danno multimiliardario, provocato dalla incapacità di testare rapidamente la salute della totalità dei cittadini e a munirli di certificazione, lasciando a casa quelli in attesa di verifica e nei nosocomi gli ammalati.

Diciamo che la progressione della rinascenza basata sulle certezze di non contagio, ottimizzate da profilassi ferree e protezioni adeguate, sino a cessato allarme, servirà a favorire la ripresa delle attività.

Per le attività sociali come lo sport e la cultura, visto che l’intervento economico riguarderà prevalentemente chi è abituato a prendere, più che a dare, non sarebbe male che ci si ricordasse dell’associazionismo di prossimità, del tessuto di cui si veste la nostra collettività, ponendo tra le priorità provvedimenti che agevolino il volontariato ed il piccolo mecenatismo, coloro cui non arriva mai un grazie istituzionale.

Penso a principi e norme semplici, che alleggeriscano e diano luce alla missione salvifica di chi dà, senza mai chiedere, sino a rivalutare il ruolo di organizzazioni che promuovono valori certi, come le stesse Associazioni Benemerite riconosciute dal CONI, non comprese nella sventagliata di provvidenze per operatori e collaboratori di Federazioni e Enti di Promozione Sportiva.

Infine, occorre fare in fretta, almeno nel predisporre progetti e piani, ipotizzare il cambiamento in ragione del tempo diverso che verrà. Altrimenti, rimarremo di soli nel buio, anche quando il sole tornerà a splendere.

Soli (CANFORA, BRUNO, CASTELLANO, FRANCO, MOCCIA)

Mentre la gente se ne va
Restiamo soli
Soli nel buio
Che verrà
Verrà per noi.
Il giorno
è stato lungo
Questo giorno
A non vederti,
A non sentirti
Accanto a me,
Me.
Restiamo soli
Mentre la gente se ne va,
Soli nel buio
Che verrà;
Tu sei
Con me,
Finalmente tu sei con me.
Per tutto il giorno sai
Non ho vissuto mai
Cosa
Sarà
Di noi due
Se finirà per noi due
Io e te.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Aps e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini che, sul posto di lavoro, sono stati a contatto con l’amianto. L’associazione guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate e, con un pool di tecnici, assiste i lavoratori esposti per il risanamento e la messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria).

In caso di esposizioni,  è possibile chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria). La prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, a migliori condizioni di salute. L’ONA offre anche un servizio di assistenza legale per la tutela di tutti i lavoratori affetti da patologie asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

assistenza ona

All’erta sempre Italia

Italia - Coronavirus: all'erta sempre Italia
Coronavirus: all'erta sempre Italia

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”

Italia: il paese della bellezza unica

L’Italia è il Paese della bellezza unica, straordinaria, per morfologia e clima, per storia fatta di divisioni e unità, gioia e sofferenze, vittorie e sconfitte, difficoltà e riscatto. Diciamo che siamo diversi dagli altri per destino geografico, protesi nel Mediterraneo, difesi o divisi dalle Alpi, innervati dagli Appennini e riscaldati dai vulcani, dal Vesuvio all’Etna

Quel che appare straordinario, quel che di volubile impreziosisce e connota il nostro territorio, è nostra delizia, ma anche nostra permanente croce. La sismicità, la criticità alluvionale, l’attività vulcanica, l’ardimentosa viabilità hanno ispirato le nostre straordinarie diversità caratteriali, artistiche, enogastronomiche, ma anche indotto catastrofi. Oggi, ricordiamo il Terremoto de L’aquila, il quinto per intensità mai avvenuto sull’Italico Stivale, perverso per aver colto nel sonno, alle 3.32 della notte, i trecentonove uccisi, i milleseicento feriti e gli ottantamila scampati tra le rovine della Città.

L’insorgenza della pandemia di Covid-19

Quello non fu altro che l’ennesimo sisma divenuto simbolo di una Italia dalle piaghe permanenti, costretta a non dimenticare, a difendersi, a riconsiderare la fondamentale importanza della prevenzione, prima del soccorso, in cui siamo eccellenza. Adesso siamo alle prese con un evento pandemico globale, di cui siamo divenuti leader, per contagi e decessi, piuttosto che di guariti in rapporto al numero degli abitanti e ed all’area territoriale. L’insorgenza del COVID 19 non rappresenta un evento di routine stagionale, ma bensì il segnale di pericolo di cui non si potrà non tenere conto a futura memoria, come non potremo dimenticare la fragilità delle nostre case in caso di terremoto o delle nostre infrastrutture di caduco cemento ed amianto, di cui il Ponte Morandi, a Genova, è stato ed è simbolo di morte e resurrezione, tal quale Firenze sommersa e riemersa dall’Arno nel 1966

Infine, nel ricordo dei caduti dell’Aquila e straziati dal dolore per le sedicimila vittime del Coronavirus, facendo appello al senso di responsabilità di ognuno, rinnoviamo il grido di “All’érta sempre Italia!“

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i cittadini vittime di esposizione ad amianto. Con un pool di tecnici, l’ONA assiste i lavoratori per la bonifica e per la messa in sicurezza dei siti inquinati da amianto (prevenzione primaria).

In caso di esposizioni, l’associazione fornisce un servizio di assistenza medica (prevenzione secondaria), e assistenza legale per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

assistenza ona

Realtà virale: il futuro che verrà

Coronavirus - futuro
Coronavirus

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”

Futuro: la politica e il coronavirus

Onestà, onestà, onestà! Una eco corifea, che rimbalza ancora tra le aule parlamentari, le piazze e le nostre orecchie, come vessillo stinto di un passato così recente eppure così lontano. Sono trascorsi ben trent’anni da quando il Carroccio faceva il suo fortunato ingresso nel campo disastrato dell’italica politica, appena tre anni da quando uno slogan stellato riempiva le urne, soltanto qualche mese dal fenomeno del pesce azzurro in piazza; infine neanche una manciata di giorni di tempesta virale, di battiti cardiaci minutati, dalla controversa comparsa di COVID 19, evento catastrofico naturale esemplificativo del concetto di vacuità.

Ecco dunque una sorta d’istantanea rappresentativa di una situazione complessa, complicata dalla oggettiva inadeguatezza del nostro standard politico, in una situazione emergenziale del tutto straordinaria. Eppure non possiamo tornare indietro, ma guardare assolutamente avanti al futuro, verso quel futuro che inesorabilmente ci attende, che verrà. E allora? Allora, proviamo a fare di necessità virtù, a pensare che potrebbe scaturirne una occasione di cambiamento, più prossima se non repentina, perché molte delle rutinarie attività, delle pleonastiche strutture, delle effimere imprese verranno meno, vaporizzeranno nel consumarsi di questa pausa imposta dalla natura insultata e l’ordine delle cose subirà un salutare, forse provvido, rimescolamento.

Lo sport del futuro rivendica provvidenze dallo Stato

Probabilmente, molti ruoli, privilegi, vantaggi, ieri ed ancora oggi cristallizzati nelle sedimentazioni del tempo, in un domani non lontano appariranno anacronistici ed insostenibili, mentre altri, ieri ed ancora oggi marginalizzati, diverranno verità rivelate, necessità irrinunciabili, a cominciare dalla riconciliazione attraverso un adeguamento del sistema di protezione, basato sulla qualità della ricerca ed il principio ineludibile della prevenzione. Sicuramente il prossimo appuntamento elettorale lascerà il segno nel panorama partitico – per riferimenti e numeri – comportando inevitabili cambiamenti di governo a tutti i livelli. Il Coronavirus sarà inesorabile convitato di pietra e sicuramente funzionerà da deterrente per la selezione dei nuovi leader. Vedrete, vedrete che le cose cambieranno, magari con la massiccia discesa in campo della generazione Erasmus e il supporto dei “Millenials”, con la rivolta silente ma determinata della classe senior, oggi vergognosamente emarginata da diritti essenziali, doppiamente vittima per fragilità biologica e ipocrisia del sistema.

Infine, un pensiero per il lo sport che abbandonando l’antica logica autoreferenziale, quella per intenderci de “Lo sport agli sportivi”, oggi rivendica sindacalmente provvidenze straordinarie dello Stato, alla stregua dei settori produttivi in crisi: francamente, non vedo come si possa fare di tutta l’erba un fascio e come non si colga il momento, non si abbia la percezione che tutto quel che è avvenuto per il passato, non potrà essere ripristinato tal quale, che si pensi a recuperare la inaffidabile mutabilità di un pendolo sballato, piuttosto che l’oscillante rotazione armoniosa sperimentata da Foucault in funzione di un reale beneficio della collettività organizzata in moderna società civile. Questo per dire, che probabilmente nulla sarà come prima, che nessuno avrà più certezze a supporto dell’effimero, delle vanaglorie e per fini di parte, ma che tutto dovrà ricondursi nella logica salvifica della sostenibilità e della più ampia condivisione e utilità progettuale degli investimenti.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti dei cittadini e lavoratori esposti ad amianto e guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate.

L’associazione dispone di un pool di tecnici, impegnati nell’assistenza dei lavoratori per la bonifica e nella messa in sicurezza dei siti contaminati da amianto (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad amianto ed altri cancerogeni, l’ONA offre un servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche un pool di legali per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. 

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