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martedì, Settembre 15, 2026
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Nel limbo virale: tra partenza e traguardo

Coronavirus e sport - traguardo
Coronavirus e sport

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”

Ebbene sì, arriva il momento in cui uno si chiede che senso abbia avuto, la partenza e il traguardo, o avrà quel che per una vita ha considerato ovvio, scontato, un fuori discussione tanto quanto lo stesso vivere la vita in tutte le sue espressioni.

Banalmente, oggi ho pensato questo tra me e me, mentre ripercorrevo per la millesima volta i sentieri del parco, trascinato dal mio “labrabull” per nulla turbato dalle museruole in faccia agli umani. Così mi è venuto in mente Antonio Ghirelli, sessant’anni fa, quando nel ’60, al Corriere dello Sport, aveva raggiunto come traguardo l’essere Direttore ad interim.

Traguardo: gesto atletico come problema d’ordine pubblico

Lui mi incrocio nel corridoio, mi squadrò e mi disse: “Guaglio’, ricordati che la notizia non sta nel cane che morde l’uomo, ma nel contrario!” Appunto, nel contrario di tutto quel che capitava sino a tre mesi fa e che oggi ci vincola, ci sommerge, al punto di chiedersi che senso abbia mantenere in vita argomenti che sino a ieri erano dei mantra. Parlare e scrivere di atletica, scegliendola come metafora , forse può funzionare o potrebbe diventare un traguardo, sempre che ci si liberi di queste benedette mascherine.

Dunque, siamo di forza in una pausa di riflessione possibile rispetto al vissuto e al futuro virtuale che, per quanto mi riguarda, non può che ripartire dai fondamentali sociali, educativi, culturali di una disciplina che, anche in questo momento epocale d’emergenza, si è rivelata in modo spontaneo, sino a divenire paradossalmente un problema d’ordine pubblico. Ecco un segnale, un qualcosa di confortante, che riconferma l’orientamento naturale al gesto atletico primario, come il camminare e il correre, di cui dovremmo tenere conto nel ruolo di custodi.

Di custodi deputati, ma anche di tutori nella formulazione di linee strategiche, che orientino e favoriscano questi flussi sui territori, sino a ricostituire quelle linee sinergiche, quelle dinamiche che prima e dopo la Seconda Guerra nel Secolo scorso nobilitavano il movimento di matrice popolare con uomini e donne di assoluto livello agonistico.

Tutelare la pratica dello sport

Soggetti divenuti miti per l’immaginario collettivo e provenienti da quell’humus in cui sarebbe opportuno tornare a seminare e raccogliere, migliorando la qualità di vita di una collettività oggi in gran parte consapevole della propria fragilità e del bene primario della salute da tutelare e difendere, proprio con la pratica più naturale dello sport. E chissà perché, quelli che si sono dedicati agli altri, senza per questo fare di podi e medaglie una questione di vita o di morte, hanno in genere teso ad enfatizzare valori certi, la qualità morale, sociale di gruppi, cenacoli, movimenti e singoli che hanno lasciato il segno, ma che hanno finito – a volte prima che poi – col dover consegnare il testimone.

In questo periodo, Augusto Frasca ha tirato fuori un magnifico coniglio dal suo inesauribile cilindro, riportando alla luce un filamento del tessuto in memorabilia, che fu opera di Marco Martini, una raccolta di dati riguardanti Oscar Barletta, personaggio poliedrico e ineguagliabile maestro d’atletica, cui proprio io ed Augusto decidemmo di conferire con l’Associazione Cultura e Sport il Premio Altis, concepito giusto come il Recinto Sacro d’Olimpia, esaustivo del concetto alto del merito.

Questo avvenne nel 1996, quando con Oscar furono celebrati Claudia Testoni e Fiorenzo Magni, preceduti nel ’94 da un altro immortale dell’atletica come Arturo Maffei e nel ’95 da un pilastro della storia del tennis come Mario Belardinelli. Ma perché adesso, proprio adesso questo ci sovviene? Credo perché in qualche modo ci sentiamo liberati, sereni nella solitudine del limbo in cui siamo sospesi, tra il ricordo della partenza e l’incognita del traguardo.

Servizi di assistenza gratuita vittime amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i lavoratori esposta ad amianto e altre sostanze nocive. L’associazione, con un pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e per la messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni, è possibile richiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche un pool di legali che tutela tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici amianto.

assistenza ona

L’inascoltato monito di Notre Dame

Notre Dame incendio
Notre Dame incendio

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”

Appena un anno è trascorso dalla catastrofe che un anno fa dissolse parte della nostra bella ed orribile comune storia tra le fiamme. Mi riferisco alla Cattedrale di Parigi che ad oggi giace martoriata dalla presunzione d’immunità degli umani, che poco o nulla continuano a concedere alla prudenza, alla prevenzione ed al rispetto di se stessi.

Ad un anno da quell’evento presago d’altre sventure, piangiamo anche la perdita della nostra identità dietro le maschere, della nostra libertà dentro le case e della nostra vita dentro strutture che dovrebbero proteggerci e risanarci, come nosocomi e gerontocomi.

Accecati dall’avidità e dalla priorità effimera di una economia basata sugli artifici, piuttosto che sui valori fondamentali, naturali, come la salute del Pianeta e la nostra, abbiamo lesinato l’essenziale e corriamo verso il baratro, dietro diabolici pifferai.

Disponiamo di parlamentari regionali, nazionali e continentali, ma per essere governati ci affidiamo a consulenti, task force, commissari e commissioni, sino a quella preponderante europea.

Nessuna adunata del popolo

A fronte dell’attuale labirintico sistema di meeting, breefing e conference rigorosamente “call”, le ammucchiate delle “sardine”, anche a coronavirus annunciato, le adunate di popolo appaiono oggi come fenomeni lontani, assurdi, semplicemente impossibili da immaginare. Altro che riottosi appuntamenti pre e post elettorali, altro che file ai seggi, prepariamoci a votare da casa, ad auto celebrarci e sbraitare davanti alle tv.

Sarà il delirio per autodidatti e fai da te, musealizzeremo auto e moto, andremo in vacanza col pensiero, riesumando vecchie icone dei nostri trascorsi.

Infine, prima di avviare la seria riflessione su quanto in realtà accadde ed accade intorno alla simbolica Notre Dame, vi invito a contare sino a dieci, prima di abbandonare il vostro buon ritiro, perché non possiamo concederci il masochismo raffinato della “roulette russa”, fintanto che i protocolli di prevenzione e protezione rimarranno comunque aleatori argomenti in discussione.

Anime al rogo: tragedia a Parigi a Notre Dame

( 16 aprile 2019 )  Il primo pensiero, quello rivolto alla sofferenza, all’orribile, ma pur fatuo trapasso di tanta storia e con essa di tante anime che l’hanno fatta, animata, resa terribile e meravigliosa, com’è il frutto del nostro inesorabile, cinico divenire. Il fuoco che ha divorato in una sola notte quello che milioni di umani avevano riposto tra le pietre ed i legni di un tempio dalla vocazione antichissima sulle rive della Senna, Notre Dame, che ancora una volta assurge a simbolo.

Simbolo, sì simbolo di una collettività controversa, capace di porsi sul ciglio della rivelazione, dell’incommensurabile oscuro vuoto tra le stelle, che l’hanno generata e subito dopo lasciar bruciare come Giovanna d’Arco, Savonarola o Bruno, piuttosto che Troia, la Biblioteca d’Alessandria o il cuore della Roma imperiale, quel luogo, appunto Notre Dame, da cui sono volate via anime pure e impure di una storia anche inquietante, passando per presenze ingombranti, da Filippo il Bello a Napoleone, a De Gaulle, a Sarkozy e Macron, alla sventurata idea di un incauto restauro.

La ricostruzione della Cattedrale di Notre Dame

In realtà, Notre Dame, che sarà ricostituita nella sua immanenza in riva alla Senna, rimarrà un simbolo ancor più forte delle rinnovate sembianze, un simbolo ed al contempo un monito per ricordarci i fasti imperiali, come le nefandezze plebee, ovvero, al di là della retorica, che ci porterebbe ai convenevoli di circostanza, la necessità di ricordare per capire i nostri come, i nostri perché e magari farcene una ragione. Per questo, soltanto per questo, vi ripropongo quel che gridò Jacques de Molay, Gran Maestro dei Templari, giustiziato con rogo a fuoco lento sull’Isolotto di Pont Neuf , appunto di fronte alla Cattedrale di Notre Dame il 14 marzo del 1314:

“Desideriamo che i nostri volti siano rivolti alla Cattedrale di Notre Dame e desideriamo lodare ancora l’Onnipotente con il Te Deum, mentre il fuoco farà scempio delle nostre carni. Quanto a voi, miserabili, indegni di essere chiamati uomini, che avete infangato un Ordine Sacro, ascoltate attentamente: tu, Filippo, re della menzogna, e tu Clemente, fantoccio indegno del soglio pontificio, e tu, Nogaret, abile spia e concertatore dell’infamia e del disonore, ascoltate: sarete al cospetto del Santo Tribunale di Dio entro l’anno per rispondere delle vostre nefandezze!” – Il 20 aprile 1314 un morbo incurabile colpì papa Clemente V e durante i funerali una folgore bruciò il suo corpo nella stessa Cattedrale di Notre Dame. Il 29 novembre Filippo IV morì durante una battuta di caccia. Il 31 dicembre, Guglielmo di Nogaret, autore dello schiaffo a Bonifacio VIII in quel di Anagni, cessò improvvisamente il suo tortuoso percorso di vita, per una meningite.

E come scrisse Dante:

“Perché men paia il mal futuro e ‘l fatto,
veggio in Alagna intrar lo fiordaliso,
e nel vicario suo Cristo esser catto.

Veggiolo un’altra volta esser deriso;
veggio rinovellar l’aceto e ‘l fiele,
e tra vivi ladroni esser anciso”

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti ad amianto e ad altre sostanze cancerogene. L’associazione, con un pool di tecnici,  assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. L’ONA guida anche un pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattie asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad asbesto.

assistenza ona

Il Franco Lauro

Franco Lauro
Franco Lauro

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”

Il buon Franco Lauro

Da uno squarcio nella nebbia omertosa del virus, irrompe una notizia dolorosa. L’amico Franco Lauro, esempio di valenza giornalistica di nome, cognome e di fatto, un esempio di fair play, non è più. Semplicemente volato via verso Borea, senza preavviso, nel silenzio ottundente che incombe sulla scena sportiva, quasi che la pausa imposta al movimento agonistico sul campo fosse un segnale. Lui, come Beppe Viola nel 1982 e Paolo Valenti nel 1990, ci ha lasciato più o meno senza un amen, ma con il cuore ed il cervello gonfi di ricordi, pensieri, interrogativi.

Franco, che avevo potuto apprezzare per carattere e competenza durante la mia presenza alla TGS, tra il 1991 e il 1993, avrebbe meritato ben altro destino professionale e di vita, come gli altri due amici, Beppe e Paolo. Onestamente, nutrivo per lui una forte empatia, peraltro affettuosamente ricambiata. Al di là della dichiarazione degli affetti, colgo l’occasione per riaffermare il concetto che dovrebbe sempre illuminare le scelte, quello del merito, che purtroppo continua ad essere largamente disatteso, soprattutto nel sistema pubblico, dove le interferenze a vario titolo hanno un peso determinante. Sento di dover sottolineare questo bisogno del merito, come imperativo per il futuro, nel rispetto di tutti coloro che in vita hanno dato ben più di quanto abbiano ricevuto. Infine, l’abbraccio e il saluto a Franco, cinto di quel Lauro che gli compete appunto per cognome, merito e nomanza.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto. L’ONA assiste i lavoratori per la bonifica e la messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria) tramite un pool di tecnici e di legali, e tutela i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto.

In caso di esposizioni, è possibile richiedere il servizio di assistenza medica (prevenzione secondaria). L’Osservatorio Nazionale Amianto guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi amianto.

assistenza ona

Rodari e il Coronavirus 2, la ripresa

Gianni Rodari - coronavirus
Gianni Rodari

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”

Sembrerebbe un film anche divertente, se non si trattasse di una buia fase della nostra vita. Ricordo ancora l’attuazione del dettato costituzionale riguardante le Regioni ordinarie, quando finalmente si votò, nel 1970. Diciamo che da allora la vita non fu più la stessa e per certi versi andò peggio.

Volete un esempio? Quello del turismo, quando la nostra capacità promozionale nell’universo mondo si frammentò in una miriade di coriandoli e il nostro primato cominciò a declinare con beneficio della concorrenza low cost. Ecco, indipendentemente dalla applicazione modulata dei principi, occorre dunque una comune chiave di lettura, come del caso coronavirus.

Coronavirus, eventi interrotti: ripartenza del calcio

Adesso cominciano le fibrillazioni ed è chiaro che si rischia di compromettere quanto già fatto, di entrare nel caos a causa del coronavirus. Ad esempio, che senso ha insistere con questa necessità del calcio spettacolo di ripartire, se non quella dare un pessimo segnale comportamentale, indipendentemente dai problemi intrinsechi a quel mondo. Del resto, se il moloch dei Giochi Olimpici si è piegato all’evidenza, va da se che il football, che vive anch’esso di riverberi emotivi non può che adeguarsi, anche per rispetto della consegna che riguarda in particolare ogni tipo di assembramento anche psicologico.

Esistono esempi di eventi sportivi interrotti a causa del coronavirus. Di stipendi esagerati non corrisposti per cause di forza maggiore e quindi occorre farsene una ragione. Piuttosto, sta diventando imbarazzante il commissariamento dei commissari, la progressione geometrica per cui chi – consulente – delegato in vece di chi per consenso popolare dovrebbe assumersi in primis la massima responsabilità di governo e risponderne, adesso nomina e delega altri consulenti per gestire la prospettiva non di poco strategica della ripresa futura, la fase due/tre. Qualcuno paventa addirittura incarichi ministeriali, mentre vi sono ministri in carica di cui si sono perse le tracce e che sono ridotti al ruolo di comparse.

Dalle distrazioni quotidiane a Gianni Rodari

Torno così a ripetere che da trent’anni paghiamo il prezzo di una anomalia politico amministrativa, frutto anche della nostra distrazione, della nostra superficialità. Infine chiedo soccorso al grande favolista Gianni Rodari, di cui quest’anno innominabile contrassegna il centenario della nascita:

“C’era una volta un punto
interrogativo, un grande curiosone
con un solo ricciolone,
che faceva domande
a tutte le persone,
e se la risposta
non era quella giusta
sventolava il suo ricciolo
come una frusta.
Agli esami fu messo
in fondo a un problema
così complicato
che nessuno trovò il risultato.
Il poveretto, che
di cuore non era cattivo,
diventò per il rimorso
un punto esclamativo.
…C’erano solo gli uomini, con due braccia per lavorare
e agli errori più grossi si poté rimediare.
Da correggere, però, ne restano ancora tanti:
rimboccatevi le maniche, c’è lavoro per tutti quanti.”

I servizi di assistenza e tutela ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus unitamente al suo presidente Avv. Ezio Bonanni, guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma e tutte le patologie asbesto-correlate e tutela i diritti di tutti i lavoratori vittime dell’amianto. Tramite un pool di tecnici,  l’ONA assiste i lavoratori per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati da asbesto (prevenzione primaria).

In caso di esposizioni ad amianto e altri cancerogeni, l’ONA offre assistenza medica gratuita e legale per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Se un lavoratore non è affetto da patologia ma è stato esposto ad amianto, ha, comunque, diritto ai benefici contributivi.

 assistenza ona

Da Sisifo a Laocoonte, l’economia COVID-19

COVID-19
COVID-19

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”

Nonostante tutto, non riusciamo a perdere la passione per il gioco. Sì, quel gioco che a taluni pare divertente occasione per ingannare il tempo e ad altri una effimera dissipazione del tempo,  valore assoluto. Peraltro, anche l’arguzia e l’ostinazione dei predestinati, come Sisifo, non risparmia l’inutile fatica del fare e disfare. 

Ecco, questa è l’impressione che si ricava dall’ennesimo italico Decreto suscitato dalla pandemia COVID 19, come da citazione in Gazzetta Ufficiale, nel Decreto-Legge 23 dell’otto aprile del ventesimo  anno del ventunesimo secolo, riproponente la sventura, come capitò nel 1720 con la peste, nel 1820 con il colera e nel 1920 con la spagnola

Com’è naturale che sia, dunque,  la secolare emergenza sanitaria finisce per determinare  anche una pandemica crisi di valori, da quelli sociali a quelli economici, con riverbero  violento sulle relazioni, sulle abitudini, sui consensi. 

I danni all’economia dovuti alla pandemia Covid 19

Come sappiamo, di proroga in proroga, mentre  l’agonia si allunga, la speranza di una pronta ripresa, della rimessa in moto prima di un collasso sistemico, si allontana sino a far temere il peggio. Questa almeno è la sensazione e se vogliamo la prospettiva in base al buon senso, senza fare violenza all’onestà intellettuale.

Quindi, dovendo fare un ragionamento obiettivo, oltre che oggettivo, sui provvedimenti assunti per contrastare i danni all’economia, al lavoro ed ai meccanismi essenziali per la collettività, non possiamo che percepire il fumo, prima ancora dell’arrosto, la vaghezza di una opportunità complessa, resa complicata da troppe premesse vessatorie e inadeguata per via del combinato disposto, che non salva in modo mirato le attività strategiche con un soccorso diretto.

In poche parole, qualcuno escluso, molti soggetti possono ricorrere al sostegno per agevolazioni bancarie su possibili finanziamenti nel breve, da scontarsi poi nel lungo termine connotato da un punto interrogativo, quello della ripresa  che verrà, quando e come chissà. 

Il desiderio di ripresa economica post Covid

Ecco, nei trent’anni che ci separano dall’inizio della europeizzazione, dalla crescita indiscriminata del potere economico e dal deprimersi degli ideali, dalla riassegnazione di un ruolo dominante alla Germania, agevolmente riunificata e beneficiata dalla presenza della Banca Centrale sul suo territorio, il ruolo italiano ha perso via via peso, proprio per la indotta depressione del sistema politico-partitico, per la marginalizzazione progressiva di cui siamo stati oggetto

Anche non volendo essere catastrofisti, né luttuose prefiche,  non possiamo esimerci dal notare come l’evolversi degli accadimenti ci veda su di un piano inclinato, protesi verso uno stato di crisi che pur era latente, ma che rischiamo si evolva in modo perverso.

Insomma, se per un verso il sistema della prevenzione, della cura, del contenimento e del ripristino cincischia e indugia su scelte che non ammettono alternative alla disciplina più ferrea, garante della progressiva rimessa in libertà d’azione della popolazione sana certificata, quindi di ogni attività a partire dalla produttiva, dall’altra chi deve tutelare le risorse del Paese, pensando di far bene, sceglie la via del compromesso nel contesto europeo, obnubilando il rischio insito nel MES “leggero”, soltanto a fini sanitari, coinvolgendo ogni dissenziente, dentro e fuori del Parlamento, tra le parti sociali o comunque in causa, senza possibilità di appello, come capitò quando si decise per la nascita dell’EURO e la morte della Lira,  come capitò allo stesso Laocoonte di fronte al Cavallo acheo, che faceva ingresso a Troia, stritolato con i figli tra le spire dei mostri marini inviati da Poseidone, ovvero fuor di metafora, quel che è capitato alla Grecia dal 2011,  con lo sfoltimento selvaggio del suo impalco socio-economico, imposto cinicamente dalla  Troika (Commissione EuropeaBanca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale).

«Questa è macchina contro le nostre mura innalzata,    
e spierà le case, e sulla città graverà:   
un inganno v’è certo. Non vi fidate, Troiani.       
Sia ciò che vuole, temo i Dànai, e più quand’offrono doni.»

(Omero – Iliade)

COVID 19, l’emergenza coinvolge anche i medici

Come afferma l’avvocato Ezio Bonanni, l’emergenza del COVID 19 purtroppo coinvolge anche il personale sanitario. Per questo occorrono maggiori forme di tutela in favore proprio di questi ultimi. Per saperne di più.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti  dei lavoratori vittime di esposizione ad amianto e ad altri cancerogeni. L’associazione, con il suo team di tecnici,  assiste i cittadini per la bonifica e per la messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. In caso di esposizioni ad amianto e a sostanze cancerogene, è possibile accedere al servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida anche un pool di legali per la tutela di tutti i diritti dei cittadini affetti da malattia professionale, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori privi di malattia hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

assistenza ona