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martedì, Settembre 15, 2026
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Europa? A brigante, brigante e mezzo!

Europa

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”

Europa: sapete che cosa mi passa per la mente?

Che tutto sommato, i nostri progenitori avevano le idee più chiare delle nostre. Proviamo ad attivare la macchina del tempo e a misurare il bene più prezioso, quello delle idee, della cultura e della storia che abbiamo alle spalle, come patrimonio non soltanto materiale, ma anche immateriale, genetico, di cui dobbiamo tenere conto e menare vanto.

Ecco che, tornando indietro di un paio di millenni, intorno all’anno zero dell’era cristiana, ritroveremmo quella bussola che forse abbiamo dimenticato in soffitta, ma che dovremmo recuperare assolutamente, per capire chi siamo, quando valgono la nostra storia, la nostra posizione strategico-geografica, quanto potrebbero cambiare i giochi, solo che lo volessimo, recuperando il nostro ruolo naturale, che ovviamente richiede capacità politica, valenza che nel nostro Paese è venuta meno negli ultimi trent’anni.

La politica è stata demonizzata, vilipesa, derisa, ridotta ai minimi termini e invece dovrebbe tornare con la P maiuscola, essere assolutamente recuperata come materia fondamentale d’interesse collettivo. Insomma la “polis” va rimessa seriamente in campo, se vogliamo cavare le gambe con vantaggio dal trappolone in cui ci hanno cacciati.

Dunque, proviamo a spostare il baricentro da Bruxelles, Berlino, Francoforte e dal resto d’Europa a Roma, sì a Roma, avete capito bene. Diciamo che possiamo immaginare un ritorno al Mediterraneo come crogiolo, da cui generare soluzioni.

In effetti, l’idea politica di Europa, allargata al bacino mediterraneo, lungo le sponde africane ed asiatiche, quella appunto dei nostri illustri progenitori non era sbagliata, tanto da consolidare elementi di vantaggio comune, di cui rimane ad oggi imperitura traccia.

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Rilanciare il gioco e lo spirito d’Europa

Non a caso il TCEE, che ha istituito la Comunità Economica Europea fu firmato a Roma il 25 marzo 1957 ed era stata preceduta dalla Conferenza di Messina nel giugno del 1955, auspice il nostro Ministro degli Esteri, Gaetano Martino.

So che in questo momento tutti sono rapiti dalla urgenza di percepire dalla BCE miliardi di Euro a qualsiasi costo, nella prospettiva di un PIL in caduta libera, che ci vede negativamente secondi soltanto alla anemica ed ipotesa Grecia, reduce dall’accanimento terapeutico della Troika.

So che certe visioni possono apparire fuori del reale contingente, ma anche che – se non si ha il coraggio di pensare alternativo – si corre il rischio delle vittime predestinate, proprio in base ad altre visioni ed altrui disegni.

Prima di rinviarvi ad un’altra puntata per un ragionamento più ampio, voglio invitarvi a riflettere sul fatto che non soltanto per le risorse culturali, climatiche e turistiche, ma anche per quelle energetiche (vedi gas e petrolio) il Mediterraneo è il vero scrigno, in cui è riposto il tesoro dell’Europa.

Vogliamo che a gestire flussi economici, militari, industriali, culturali ed antropici derivanti da destabilizzazioni artate e influenze esterne (USA, Russia, Cina, piuttosto che lobbies economiche multinazionali) continuino a mestare, impoverendo ed invelenendo vieppiù il nostro contesto ?

Dunque, vista l’aria che tira, a chi cerca di spingerci nella scomoda funzione di area tampone, declassati dal rating, condannati alla Serie B e prossimi all’esproprio, dobbiamo rispondere senza indugi e mezzi termini, pensando al contrario di essere potenziali leader di una dinamica diversa, che rilanci gioco e spirito europeo con un assetto diverso, sino alle più ambiziose conseguenze. E come amava dire Pertini, a brigante, brigante e mezzo!

ONA e CONI insieme per la tutela di Sport e salute

Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avvocato Bonanni sono in prima linea per garantire la bonifica di tutti i siti contaminati d’amianto, che spesso sono scuole o centri sportivi.

La tutela dello Sport e salute è il tema affrontato dall’incontro tenuto al Salone D’Onore del CONI a Roma (Sport e scuola, ambiente e sicurezza: via l’amianto!).

Sport, scuola, ambiente, sicurezza: via l’amianto!

Running Covid - Sport

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”

La recente sottoscrizione del Protocollo d’Intesa tra Ministero dell’ambiente, CONI e nuova Agenzia Sport e Salute “Per la sensibilizzazione sulle tematiche ambientali legate allo sviluppo sostenibile” apre contemporaneamente tre ordini di problemi, ovvero l’esigenza che soggetti come le Associazioni Benemerite con precipuo ruolo di promotrici di valori etici e sociali, siano più direttamente e specificatamente coinvolti, posto che in calce al Protocollo continuano ad essere lacune disarmanti ed eloquenti; che la “plastic free” ed altri obiettivi come il risparmio energetico e delle risorse naturali, a partire dall’acqua, con attività che rispettino in assoluto i principi di sostenibilità ambientale, partendo dall’ambito pre-scolare, secondo le competenze che le leggi in vigore conferiscono al CONI, non siano soltanto occasione per azioni dimostrative con progetti pilota, ma una effettiva radicale azione di cambiamento, di presa d’impegno globale, a fronte della quale il problema delle risorse necessarie dovrebbe divenire un effetto, una ricaduta positiva, piuttosto che una causa negativa d’impedimento; che si affronti ex novo o con un serio ampliamento del Protocollo d’Intesa il gravissimo problema ambientale e di salute pubblica derivante dalla esponenziale presenza di amianto nelle strutture sportive pubbliche e private, nonché nei plessi scolastici con le relative palestre e nei territori, in cui insistono tali infrastrutture, anche in presenza di manufatti fuorilegge, degradati e inquinanti.

Sempre sulla base dei contenuti del Protocollo, potenzialmente ma non esplicitamente aperti alla grave problematica derivante dall’amianto, posto che in base ai monitoraggi acquisiti le percentuali di contaminazione da fibre di asbesto raggiungono punte del 78% (scuole) e dell’82% (impianti sportivi) l’Osservatorio Nazionale Amianto e il Comitato Nazionale Italiano Fair Play, tramite i Presidenti Ezio Bonanni e Ruggero Alcanterini, fanno appello al Ministro Sergio Costa.

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Protocollo d’intesa tra Ministro dell’Ambiente e CONI

“Questo accordo segna un salto di qualità nella valorizzazione della natura e della diffusione delle buone pratiche ecologiste e specificatamente plastic free su cui tanto stiamo lavorando – ha dichiarato il ministro Sergio Costa – se pensiamo alle immense potenzialità dello sport e alla grande passione e coinvolgimento che diffonde dai giovanissimi agli adulti, possiamo renderci conto che questo protocollo ci permetterà di compiere un cambiamento potenziale di sensibilità in milioni di italiani. Un binomio vincente – ha continuato Costa – che significa diffusione di cultura sportiva e ambientale che da oggi si rafforza con l’avvio di una programmazione e condivisione delle conoscenze. Per questo – ha concluso il ministro – abbiamo investito oltre 1,5 milioni di euro che serviranno ad avviare un percorso comune, della durata di cinque anni – che spero si trasformi in una collaborazione continua tra mondo dell’ambiente e dello sport”.

L’accordo sancisce la collaborazione nella realizzazione di attività ed iniziative per le quali il Ministero metterà a disposizione il proprio know how di competenze specifiche e tecniche e un finanziamento complessivo di oltre 1,5 milioni di euro e avrà la durata di 5 anni.

Sport: iniziative di sensibilizzazione dell’agenda 2030

Il Coni e la sua società di organizzazione eventi si impegnano a promuovere una serie di iniziative tra cui la sensibilizzazione dei temi legati con gli obiettivi della ”Agenda 2030” sullo Sviluppo sostenibile, di incentivare la formazione di dirigenti, tecnici, operatori del settore sportivo, affinché la tutela dell’ambiente venga considerata con un approccio multidisciplinare in un’ottica di economia circolare, di promuovere relazioni e partenariati con Federazioni ed Enti di promozione sportiva, Amministrazioni, enti di ricerca, università per la diffusione di una cultura della salvaguardia della biodiversità e della riduzione dell’impatto ambientale in tutti gli eventi sportivi.

Ma anche di valorizzare il ruolo delle istituzioni no profit sportive e dei volontari attivi in questo settore premiando le migliori pratiche di integrazione degli obiettivi ambientali nello sport, con una particolare attenzione alle iniziative sportive che coinvolgono le fasce più deboli e marginali di giovani.

Di favorire la diffusione di comportamenti virtuosi legati al “plastic free”, a sistemi di raccolta efficaci, alla riduzione delle emissioni climalteranti, alla mobilità sostenibile, agli acquisti verdi, alla promozione dei “Criteri Ambientali Minimi”, all’uso efficiente delle risorse naturali, alla minor produzione di rifiuti, all’uso consapevole dell’acqua, alla progettazione, riqualificazione ed efficientamento energetico degli impianti sportivi, di promuovere attività sportive in aree naturali protette.

Sport e salute: l’impegno dell’ONA

Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avvocato Bonanni hanno partecipato al Salone D’Onore del CONI a Roma. Il tema è stato “Sport e scuola, ambiente e sicurezza: via l’amianto!“.

Infatti l’ONA è in prima linea per garantire la bonifica di tutti i siti contaminati d’amianto, che spesso sono scuole o centri sportivi. Tutti i cittadini possono segnalare, anche anonimamente, la presenza di siti contaminati tramite l’app su Google Play Store  “Mappatura amianto“.

Mesotelioma pleurico maligno: novità da Bristol Meyer Squibb

mesotelioma pleurico maligno
Avv. Ezio Bonanni

Il colosso Bristol Myers Squibb ha annunciato i risultati di un nuovo studio randomizzato, multicentrico, per combattere il mesotelioma pleurico maligno.

Mesotelioma pleurico maligno e esposizione ad amianto

Il tumore raro e aggressivo, è causato dall’esposizione alle fibre di amianto, ad oggi, purtroppo, ha un tasso di sopravvivenza globale mediana estremamente basso. È inferiore ad un anno ed il tasso di sopravvivenza a cinque anni è di circa il 10%.

Una sfida che coinvolge medicina e scienziati in ogni angolo del mondo.

La diagnosi di mesotelioma pleurico maligno spesso arriva in ritardo, quando, ormai, la maggior parte dei pazienti presenta la malattia in stadi avanzati o metastatici.

FDA: ok allo studio sul mesotelioma pleurico maligno

Appaiono confortanti i risultati di CheckMate -743, uno studio cardine di Fase 3 che valuta l’Opdivo (nivolumab). Il tutto, in combinazione con Yervoy (ipilimumab) nella lotta al mesotelioma pleurico maligno.

A livello individuale, Opdivo e Yervoy sono stati utilizzati con successo per curare una serie di tumori. Tra questi il carcinoma renale avanzato, il carcinoma del colon-retto metastatico e carcinoma epatocellulare. Così, da ricevere l’approvazione dalla Food and Drug Administration statunitense.  per il trattamento del melanoma metastatico nel 2015.

Entrambi i farmaci hanno lo scopo di sfruttare meglio il proprio sistema immunitario e promuovere una risposta antitumorale. Però, agiscono mirando a diverse proteine ​​di superficie, la cui negazione ​​consente al sistema immunitario di riconoscere e attaccare meglio le cellule tumorali.

Una sinergia tra i farmaci per immunoterapia può aumentare l’efficacia. Lo studio è stato condotto in 114 centri in tutto il mondo, di cui 14 negli Stati Uniti.

I risultati sembra diano ragione ai ricercatori, i quali evidenziano un miglioramento statisticamente e clinicamente significativo della sopravvivenza globale rispetto alla chemioterapia (pemetrexed e cisplatino o carboplatino).

La terapia è stata ricevuta fino a quando non si è verificata tossicità inaccettabile, progressione della malattia o per un massimo di due anni e si prevede che questo studio clinico possa continuare fino all’aprile 2021.

Endpoint primario e secondario del processo

Opdivois è stato somministrato a 3 mg / kg ogni due settimane e Yervoyat 1 mg / kg ogni sei settimane, fino a quattro volte.  L’endpoint primario del processo era la sopravvivenza globale.

Gli endpoint secondari includevano il tasso di risposta obiettiva (ORR), il tasso di controllo della malattia (DCR), la sopravvivenza libera da progressione (PFS) e le misure di efficacia in base al livello di espressione di PD-L1, si legge sul sito della Bristol Meyers Squibb.

Informazioni su Opdivo, inibitore del checkpoint

Suo sito della Bristol Meyer Squibb si legge:

“Opdivo è un inibitore del checkpoint immunitario programmato per la morte-1 (PD-1) progettato per sfruttare in modo univoco il sistema immunitario del corpo e contribuire a ripristinare la risposta immunitaria antitumorale. Sfruttando il sistema immunitario del corpo per combattere il cancro, Opdivo è diventata un’importante opzione terapeutica per tumori multipli.

Il principale programma di sviluppo globale di Opdivo si basa sull’esperienza scientifica di Bristol Myers Squibb nel campo dell’immuno-oncologia e comprende una vasta gamma di studi clinici in tutte le fasi, inclusa la fase 3, in una varietà di tipi di tumore.

Ad oggi, il programma di sviluppo clinico Opdivo ha curato oltre 35.000 pazienti. Gli studi Opdivo hanno contribuito ad acquisire una comprensione più profonda del potenziale ruolo dei biomarcatori nella cura dei pazienti, in particolare per quanto riguarda il modo in cui i pazienti possono beneficiare di Opdivo attraverso il continuum dell’espressione di PD-L1.

Opdivo, Yervoy approvazione trattamento melanoma metastatico

Nel luglio 2014, Opdivo è stato il primo inibitore del checkpoint immunitario PD-1 a ricevere l’approvazione normativa in tutto il mondo.  Opdivo è attualmente approvato in oltre 65 paesi, tra cui Stati Uniti, Unione Europea, Giappone e Cina.  Nell’ottobre 2015, il regime di combinazione Opdivo e Yervoy della Società è stata la prima combinazione di Immuno-Oncologia a ricevere l’approvazione normativa per il trattamento del melanoma metastatico ed è attualmente approvata in oltre 50 paesi, tra cui gli Stati Uniti e l’Unione Europea”.

Qualche informazione sull’anticorpo Yervoy

Riguardo a Yervoy, la Bristol Meyers Squibb scrive:

Yervoy è un anticorpo monoclonale umano ricombinante che si lega all’antigene 4 citotossico associato ai linfociti T (CTLA-4).  CTLA-4 è un regolatore negativo dell’attività delle cellule T.  Yervoy si lega a CTLA-4 e blocca l’interazione di CTLA-4 con i suoi ligandi, CD80 / CD86.  È stato dimostrato che il blocco di CTLA-4 aumenta l’attivazione e la proliferazione delle cellule T, inclusa l’attivazione e la proliferazione di cellule T-effettrici infiltranti il ​​tumore. 

L’inibizione della segnalazione CTLA-4 può anche ridurre la funzione delle cellule T regolatorie, il che può contribuire ad un aumento generale della risposta delle cellule T, inclusa la risposta immunitaria antitumorale. 

Il 25 marzo 2011, la Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti ha approvato la monoterapia Yervoy 3 mg / kg per pazienti con melanoma non resecabile o metastatico.  Yervoy è approvato per melanoma non resecabile o metastatico in oltre 50 paesi.  Esiste un programma di sviluppo ampio e in corso per Yervoy che abbraccia diversi tipi di tumore”.

I commenti degli esperti sulla questione

Mary Hesdorffer, direttore esecutivo della Mesothelioma Applied Research Foundation (organizzazione no profit) commenta: «Questa è una notizia molto incoraggiante.  I test di fase 3 in un ambiente randomizzato forniscono i dati più affidabili che possono portare ad un’approvazione accelerata. Stiamo aspettando con ansia il completamento della prova e dell’analisi dei dati»

Positivo anche il parere di Sabine Maier, MD, responsabile dello sviluppo, tumori toracici, Bristol Myers Squibb, che ha dichiarato in un comunicato stampa dell’azienda : «Questi risultati di punta dello studio CheckMate -743 dimostrano il potenziale di ApdivoplusYervoyin in pazienti precedentemente non trattati con mesotelioma pleurico maligno ed è un altro esempio dell’efficacia e della sicurezza stabilite della combinazione di doppia immunoterapia osservata in più tipi di tumore».

ONA a favore della ricerca scientifica

L’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), presieduto dall’Avv. Ezio Bonanni, accoglie con molta attenzione i progressi in campo medico e scientifico riguardo agli studi sul mesotelioma pleurico maligno.

Da oltre dieci anni la Aps si schiera in prima linea a fianco delle vittime di amianto e dei loro congiunti e offre il  supporto gratuito dei più grandi esperti nel settore (avvocati, medici, psicologi ecc). Per meglio garantire assistenza è stato istituito il numero verde gratuito dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Fonte Bristol Myers Squibb e Ono Pharmaceutical Collaboration

Coronavirus, fase 2: oggi si fa l’Italia o si muore!

Garibaldi - fase 2
Coronavirus, fase 2: oggi si fa l'Italia o si muore!

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”

Mai come adesso sembrano adatte le parole… , che dico, il grido di battaglia che Garibaldi pronunciò il 15 maggio 1860 a Pianto dei Romani, giusto a un tiro di schioppo da Calatafimi Segesta tra i Mille, affiancati da volontari siciliani, e contro i tremila soldati borbonici, inquadrati nella colonna mobile del generale Francesco Landi.

Dunque, con il modulo, il tesserino professionale, le certificazioni anagrafiche e lo stato di famiglia, con la nota della spesa, in tuta e scarpe da tennis, guanti di lattice e mascherina siamo in grado di avventurarci nella fase due.

Questa, in intesi, la conditio sine qua non, con cui possiamo avventurarci nella ripresa graduale possibile, nella consapevolezza che il COVID 19 è pur sempre in agguato con la fase 2 e dobbiamo saperci convivere con estrema prudenza, pena la morte.

Covid 19: la fase 2 è una ripresa lenta e graduale

Sì, quel che sembra una esagerazione, in realtà è una giusta chiave di lettura, un deterrente che dovrà guidarci in scelte e comportamenti, di qui in avanti, per un periodo non breve, purtroppo. Quanto prima, occorrerà poi tornare sulle tematiche economiche e sociali, sulle prospettive di lavoro e di vita comune, quindi comunitaria anche nel senso europeo, di una partita che ci stiamo giocando come Paese sulla scacchiera planetaria, in modo assolutamente serio, perché presto ci si renderà conto che gli invocati provvedimenti tampone, finanche a fondo perduto, non sono altro che illusori palliativi e che ben altro ci toccherà fare. Comunque, oggi è un altro giorno e come scrisse Lorenzo de Medici nella sua carnascialesca Canzona di Bacco, nel 1490, anno in cui sembrava che la peste fosse fugata…

Donne e giovinetti amanti,
viva Bacco e viva Amore!
Ciascun suoni, balli e canti!
Arda di dolcezza il core!
Non fatica, non dolore!

Quant’è bella giovinezza,
che si fugge tuttavia!
chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

assistenza ona

ONA: servizi di assistenza e tutela

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti dei lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. In questa pandemia Covid-19, l’amianto ha aumentato il suo impatto.

Già IARC nell’ultima monografia aveva chiarito come le fibre di amianto sono cancerogene. Ora con il coronavirus, l’indice di mortalità è più elevato. Questo è stato evidenziato anche dall’avv. Ezio Bonanni nel corso della conferenza stampa amianto del 13.10.2020 in Campidoglio. Quindi è stato rivolto un appello al Premier Draghi per una maggiore attenzione per il rischio amianto.

Liberi dall’amianto si può e si deve in tempi di pandemia

Pandemia Mondiale Covid
Pandemia Mondiale Covid

Quando la pandemia di coronavirus domina i titoli dei giornali, è facile dimenticare che ad oggi migliaia di persone continuano ad ammalarsi e a morire di amianto.

Oltretutto, la pandemia di coronavirus aggrava ulteriormente le condizioni di salute dei malati di patologie asbesto correlate, interessando un particolare gli organi respiratori (già compromessi soprattutto nel caso di mesotelioma pleurico polmonare).

Giornata mondiale delle vittime dell’amianto

Per non dimenticare e mantenere sempre alta l’attenzione su quella che è una vera e propria “guerra”, il 28 aprile del 2006 è stata istituita la “Giornata in ricordo delle vittime dell’amianto”.

Quest’anno, a causa delle restrizioni dovute all’emergenza della pandemia COVID-19, non vi saranno celebrazioni e cerimonie pubbliche, ma non per questo intendiamo abbassare il livello di guardia, anche in tempi di pandemia da Covid 19.

Amianto: un pericolo che non conosce pause

L’amianto, nonostante sia stato vietato con una legge dello Stato (la 257 del ’92) è difatti ancora presente in larga scala su tutto il territorio e a causa dei lunghi tempi di latenza, porterà ancora numerosi lutti, con un picco di decessi che toccherà l’apice intorno al quinquennio 2025-2030.

L’amianto è una di quelle sostanze- e non ce ne sono molte – per le quali l’unica quantità sicura è zero, eppure ad oggi non solo c’è un livello incredibilmente basso di consapevolezza sui rischi scaturiti dal pericoloso killer, ma non si è neppure in grado di affrontare le violazioni della salute ad esso legate, sebbene i problemi di sicurezza siano così gravi che dovrebbero avere la priorità.

E’ un minerale, le cui caratteristiche, già presenti in natura, sono le stesse che poi determinano l’innesco della cancerogenesi. 

Fino a quando il minerale permane nel cuore della montagna, è innocuo. E’ stato l’uomo a renderlo letale nel momento in cui lo estrae per impiegarlo in oltre 3.000 prodotti di uso comune a diretto contatto con la popolazione. Purtroppo, ancora oggi la fibra di amianto continua ad uccidere, perché il nostro Paese è ancora pieno di amianto.

A tal proposito ricordiamo il monito dell’OMS, secondo cui ancora oggi nel mondo sono circa 125 milioni i lavoratori esposti alla fibra killer (cifre per altro sottostimate). In aggiunta, nel nostro Paese la bonifica delle costruzioni contenenti amianto procede molto a rilento.

I numeri parlano di circa 6mila vittime all’anno: 3600 per tumore polmonare, 600 per asbestosi, 1800 per mesotelioma, un tipo di cancro molto aggressivo che colpisce la pleura e altre membrane.

Anche i dati di Legambiente non sono confortanti

Il dossier “Liberi dall’amianto?” redatto sulla base delle risposte date dalle Regioni (15 su 21) al questionario inviato, evidenzia che sul territorio nazionale ci sono 370mila strutture contenenti amianto, censite al 2018 dalle Regioni per un totale di quasi 58milioni di metri quadrati di coperture in cemento amianto.

Come accennato, i dati seppur impressionanti si riferiscono solamente ai siti censiti, e sono tanti a pensare, soprattutto l’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), che una quantità ancor maggiore sia presente in strutture nelle quali il controllo non è stato neppure effettuato.

Ciò significa che dobbiamo continuare a parlare di amianto e della strage silenziosa che ha prodotto il suo utilizzo indiscriminato contro l’umanità, in nome del profitto e del progresso.

Un coraggioso combattente: Antonio Dal Cin

Per farlo abbiamo interpellato un personaggio assai noto e di conseguenza “scomodo”, che da anni si batte con fortissimo senso di abnegazione a nome di tutte le vittime di amianto. Parliamo di Antonio Dal Cin, militare della Gdf in congedo, che ha contratto l’asbestosi a causa dell’esposizione prolungata alle fibre durante lo svolgimento delle sue mansioni lavorative.

Dal Cin è assistito nella sua battaglia dal legale Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), uno dei più strenui difensori del benessere dei lavoratori al di sopra degli interessi speculativi di sorta.

In occasione della ricorrenza, Antonio Dal Cin scrive delle parole vibranti che ci inducono alla riflessione:

“28 aprile 2020 giornata mondiale delle vittime dell’amianto.

Un giorno non lontano, il mondo intero sarà costretto ad ammettere che la strage silenziosa dell’amianto è uno dei più grandi crimini commessi contro l’umanità in nome del profitto e del progresso, perpetrato e reiterato dalla lobby con piena e lucida consapevolezza, grazie alla connivenza dei governi che ne hanno favorito l’utilizzo in modo indiscriminato e ne hanno ritardato la messa al bando, nonostante la pericolosità per la salute dell’uomo è già nota agli inizi del primo novecento e l’amianto è risultato uno tra i più micidiali cancerogeni del pianeta.

Liberi dall’amianto si può e si deve anche in tempi di pandemia da covid 19. E’ necessario approfittare dell’emergenza in atto, per accelerare i tempi di bonifica degli edifici scolastici dall’amianto, atteso e considerato che sono stati stanziati  385 milioni di euro destinati ad interventi di bonifica che le regioni dovranno realizzare entro il 2025 negli edifici pubblici, attraverso il piano operativo ambiente approvato dal Cipe nel 2016”.

La necessità di bonifica dall’amianto nelle scuole

In allegato, trovare anche la missiva inviata al Comando Generale della Guardia di Finanza, “affinché trasmettano la documentazione comprovante la mia ultradecennale esposizione all’amianto per il riconoscimento dei benefici di cui all’art. 13, comma 7 della L. 257/92” prosegue Dal Cin, che aggiunge “Significativa la risposta dell’Amministrazione dello Stato proprio nel giorno della ricorrenza delle vittime dell’amianto, atteso e considerato che in passato i militari hanno incontrato difficoltà a farsi certificare l’avvenuta esposizione al micidiale cancerogeno.

Saluto cordialmente l’avv. Bonanni che mi legge per doverosa conoscenza.

Rappresento che nessuna associazione ha evidenziato l’importanza di sfruttare la chiusura delle scuole per attuare le bonifiche, atteso e considerato che sono stati stanziati  385 milioni di euro destinati ad interventi di bonifica che le regioni dovranno realizzare entro il 2025 negli edifici pubblici, attraverso il piano operativo ambiente approvato dal Cipe nel 2016.

Ritengo importante ribadirlo fortemente”.

Grazie

Attendo un Vostro riscontro.

Un caro saluto

Antonio Dal Cin

Il commento dell’avvocato Ezio Bonanni sulla pandemia

L’avv. Ezio Bonanni, presidente ONA ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Gli ultimi accadimenti che stiamo vivendo a causa della pandemia da COVID-19, hanno distolto l’attenzione da quella che è un’altra piaga dell’umanità, ovvero la strage di amianto. Ma l’emergenza coronavirus non ha rappresentato e non rappresenterà un ostacolo all’operato dell’ONA accanto alle vittime amianto e di altri cancerogeni. Dobbiamo continuare a lottare contro la fibra killer nonostante il nostro Paese stia attraversando un momento storico così difficile. 

In virtù della giornata in memoria delle vittime amianto rivolgo un pensiero di vicinanza a tutti coloro deceduti per le patologie asbesto correlate, ai loro familiari e a tutti coloro che vivono in condizioni di salute destabilizzanti a causa di questo killer silenzioso.”