Il punto del Generale G. Cardillo dal Comitato Tecnico ONA
L’attuale interesse di ONAe delle sue attività sul tema della bonifica dell’amianto ed in particolare sulle scuole di Roma, si è dimostrato apertamente al Convegno del 30.03.26, tenutosi nella Sala del Carroccio del Palazzo Senatorio in Campidoglio a Roma.
La presenza e l’intervento nella tavola dei relatori del Generale G. Cardillo, ha reso ogni evidenza critica ma al contempo ha aperto una prospettiva positiva per il futuro. Seguendo e indicando un modello esemplare di bonifica, rappresentato dalla precedente impresa nella Valle della Rhur che vanta di risultati visibili a distanza di anni. Simbolo di una nuova identità e rigenerazione anche culturale del paese.
Generale Giampiero Cardillo – Comitato tecnico scientifico ONA:
“Mancano le idee, le strutture, le concatenazioni tra privati e pubblici. Noi abbiamo degli esempi. Molto tempo fa, incontrando l’Ingegnere che fece la bonifica della Valle della Rhur in Germania in dieci anni, in un’area come il Lazio. Ora ci vanno in vacanza, avendo anche cambiando la ragione sociale di quel posto.
I tedeschi, sono stati i precursori di un sistema pubblico-privato, basato sul poco pubblico, in quanto non funziona e non si lega per due motivi: la mancanza di informazione della popolazione e consapevolezza. Poi, il numero delle vittime per amianto supera quello delle vittime della strada di cui ne parliamo nella cronaca. Ma nulla per le vittime dell’amianto al pari.
La politica ha paura, non avendo idee su come risolvere l’intera questione.
Dal punto di vista economico, è un’impresa destinata al fallimento. Ad un certo punto l’amianto finisce e finisce l’attività stessa. Quindi, mutuando l’idea tedesca di bonifica bisognerebbe fare come loro per affrontare la massa di amianto presente sul nostro territorio.
L’efficienza dell’amministrazione e del terzo settore a seconda del contesto, incide per affrontare il grosso del problema che lascerà un’eredità di altri quaranta anni.
Questo dramma, si risolve mascherandolo infilandolo dentro ad altre iniziative.
I tedeschi hanno scelto di rigenerare un territorio, creando un mondo nuovo su un mondo vecchio e inabitabile. Un’idea geniale quella dei tedeschi, con sottesa una motivazione sentimentale dal lavoro forzato nelle miniere francesi.
Nessuno si è voluto sottrarre da questo gran progetto. E sottovalutato nella narrazione anche tecnica. Ma in ogni caso, non ci sono stati avversari a questa azione, ma solo persone che si sono offerte. La Confindustria tedesca con persone di altissimo valore, Università e grandi aziende tedesche. Tutti hanno fatto in modo di regalarsi un vantaggio comune”.
Il limite da sorpassare del sistema italiano
Il Gen. Giampiero Cardillo:
“Chi aveva inventato il sistema, mi disse personalmente che noi italiani non siamo capaci di un progetto simile.
Riflettendo aveva ragione.
Non c’è stata alcuna personalità capace di supplire al silenzio stampa su questo argomento. Sussiste una scarsa consapevolezza sul tema.
La stessa attività dell’Avv. Bonanni non esce dalle aule del Tribunale.
Bonanni iniziò come Avvocato in difesa dei lavoratori e poi andò avanti volendo dimostrare e mostrare qualcosa di più. I proponimenti assieme alla Camera dei Deputati per soluzioni opinabili, ne sono la dimostrazione. Si studiava la situazione del posto singolare, trasmettendola alle figure istituzionali competenti. Ma non ci sono state proiezioni sui quaranta milioni di tonnellate di amianto.
Il problema non si può parcellizzare ma si può agire solo con i massimi sistemi.
La soluzione è a tempo, garantendo la manutenzione di quello fatto in un tempo infinito. I rischi successivi della dispersione delle fibre di amianto, sono all’ordine del giorno. Basta una fibra soltanto per ammalarsi.
L’ Euratom con il suo statuto perfetto, può essere coesistenza per la gestione del fenomeno.
Concludendo, in Europa si può fare un grande progetto europeo facendo rientrare le bonifiche di qualsiasi genere, per cui anche l’amianto.
Noi, dobbiamo dimostrare di poter fare come i tedeschi quello che hanno realizzato in dieci anni esatti. Hanno realizzato la bonifica mascherandola con la rigenerazione territoriale, lo sviluppo del turismo, lo sviluppo industriale, dando un valore positivo all’azione.
Mentre bonificare un’azione negativa rispetto a un bilancio statale, non crea tutto questo.
La pianificazione territoriale, aiuta uno sviluppo con l’ottenimento delle grandi risorse dal settore bancario a venti cinque anni, cinquanta anni con una Bce che garantisce la restituzione del credito.
Nei grandi numeri e grandi iniziative bisogna trovare l’aiuto concreto.
Le piccole aziende si possono consorziare ed introdurre nel grande progetto, gestito da una struttura non parcellizzata.
Quindi, se la cosa non diventa un’esigenza pubblica di tutti, i tribunali possono risolvere solo quel singolo problema ma non il problema. La politica, anche, può risolvere il singolo problema se sollecitata ma non il tutto. Dobbiamo tenere conto di questa esigenza strutturale, per poter risolvere il fenomeno.”.
Nel corso di un aggiornamento sulle principali vicende giudiziarie in materia di amianto, l’Avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ha commentato una recente decisione del Tribunale di Napoli relativa a una ex realtà produttiva (ex Gecom) dell’area di Pozzuoli.
L’intervento si inserisce nell’ambito di un’analisi generale delle sentenze e pronunce giudiziarie più rilevanti riguardanti il riconoscimento dei diritti previdenziali per lavoratori esposti ad amianto. Con particolare attenzione agli sviluppi normativi e giurisprudenziali.
Il caso: benefici contributivi e successive verifiche
La vicenda riguarda lavoratori per i quali, in una fase iniziale, erano state riconosciute dall’INPS le maggiorazioni contributive previste dalla legge 257 del 1992. Legate all’esposizione ad amianto, con effetti anche sulle pensioni già in godimento.
Successivamente, secondo quanto riferito da Bonanni, l’INPS ha proceduto alla revoca di tali benefici. Avviando anche richieste di restituzione delle somme ritenute non dovute.
Si tratta di un passaggio che ha dato origine a un contenzioso. Nel quale sono state effettuate ulteriori verifiche sia sul piano amministrativo sia su quello sanitario.
Accertamenti sanitari e riconoscimento della natura professionale
Nel corso della vicenda, sono stati effettuati accertamenti sulle condizioni di salute dei lavoratori coinvolti. In particolare, è stato rilevato, in alcuni casi, il riscontro di alterazioni compatibili con esposizione ad amianto, comeispessimenti pleurici.
Sulla base di tali elementi, è stato ottenuto il riconoscimento della possibile origine professionale delle condizioni riscontrate, con conseguente rivalutazione della posizione previdenziale.
Questo ha consentito il ripristino dei benefici contributivi, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.
Il tema delle differenze negli importi contestati
Uno degli aspetti evidenziati riguarda la differenza tra gli importi riconosciuti e quelli richiesti in restituzione, che risulterebbero significativamente divergenti. Su questo punto, secondo quanto dichiarato, sono in corso ulteriori valutazioni nelle sedi competenti.
È importante sottolineare che tali aspetti rientrano in procedimenti ancora oggetto di approfondimento e che eventuali determinazioni definitive spettano agli organi competenti.
Il valore della pronuncia per i lavoratori esposti ad amianto
Secondo l’interpretazione fornita, la decisione del Tribunale di Napoli evidenzia come, anche nei casi in cui vi sia stata una revoca o un rigetto dei benefici contributivi, la dimostrazione di un danno alla salute correlabile all’esposizione ad amianto possa consentire una rivalutazione della posizione previdenziale.
In particolare, viene richiamata l’applicazione dell’articolo 13 della legge 257 del 1992, che disciplina le maggiorazioni contributive in presenza di esposizione qualificata o di patologie riconosciute.
Tutela previdenziale e sviluppi normativi
Il tema della tutela dei lavoratori esposti ad amianto resta centrale nel dibattito giuridico e sanitario. Le evoluzioni giurisprudenziali contribuiscono a chiarire l’interpretazione delle norme e a definire i criteri per il riconoscimento dei benefici.
In questo contesto, le pronunce dei tribunali rappresentano un riferimento importante, pur dovendo essere sempre valutate caso per caso e nel rispetto delle verifiche tecniche e legali previste.
La vicenda analizzata si inserisce in un quadro complesso, in cui normativa, accertamenti sanitari e decisioni giudiziarie concorrono a definire i diritti dei lavoratori esposti ad amianto.
In attesa di eventuali ulteriori sviluppi, il caso evidenzia l’importanza di un approccio basato su verifiche puntuali, trasparenza e rispetto delle procedure, elementi fondamentali per garantire una corretta tutela previdenziale.
Vedi l’intervista a cura del giornalista Luigi Abbate:
Possibile amianto, foto fornita da Mirco Zanoli - da verificare
L’Osservatorio Nazionale sull’Amianto– Comitato di Carpi ha presentato una richiesta formale di accesso agli atti e informazioni in materia ambientale accendendo l’attenzione su una segnalazione ricevuta da alcuni cittadini di Castelfranco Emilia, in Emilia Romagna.
La comunicazione, datata 11 aprile 2026 e firmata dal coordinatore Mirco Zanoli, è stata indirizzata al dirigente alle istituzione preposte.
La segnalazione dei cittadini sulla possibile presenza di amianto
Secondo quanto riportato nella richiesta, l’intervento nasce da una segnalazione relativa alla possibile presenza di coperture contenenti cemento-amianto (da accertare) in un’area situata nel territorio.
Solo analisi specifiche possono stabilire la presenza di amianto, eternit o che si tratta di innocuo fibrocemento privo di asbesto.
Nel documento si fa riferimento a edifici presenti nella zona e a coperture che, in base a quanto osservato e documentato negli allegati, apparirebbero in presunto stato di degrado (da accertare).
È importante ribadire che si tratta di segnalazioni e valutazioni preliminari, per le quali viene richiesta una verifica ufficiale da parte delle autorità competenti.
Le condizioni delle coperture segnalate
Nella richiesta si evidenzia come alcune coperture mostrerebbero segni di deterioramento, tra cui parti crollate e lastre mancanti, divelte o fratturate. Tali elementi, se confermati, potrebbero rendere necessario un approfondimento tecnico.
La richiesta rientra nell’ambito del diritto di accesso alle informazioni ambientali, strumento fondamentale per garantire trasparenza e tutela della salute pubblica.
Prossimi sviluppi
Al momento, non risultano dichiarazioni ufficiali. Eventuali accertamenti e riscontri saranno determinanti per chiarire la situazione e definire possibili interventi.
La richiesta avanzata dall’Osservatorio Nazionale sull’Amianto rappresenta un passaggio formale volto a ottenere verifiche e dati ufficiali su una segnalazione di potenziale rilevanza.
Il 9 aprile a Roma, presso il Circolo Ufficiali della Caserma Pio IX nel quartiere Castro Pretorio, si è svolta l’assemblea che ha portato alla ricostituzione della Sezione Roma Capitale dell’Associazione Nazionale del Fante. Segnando un momento significativo per il rilancio dell’associazione nella capitale.
«Ho voluto fortemente la ricostituzione di questa Sezione e ho voluto che fosse una Sezione rappresentativa di tutte le specialità della fanteria. Questo risultato è il segno che esiste ancora un forte desiderio di appartenenza, soprattutto tra chi ha servito e tra i giovani che vogliono avvicinarsi a questi valori». Ha affermato il Capitano Pasquale Trabucco, vice Presidente Nazionale dell’Associazione Nazionale del Fante.
Trabucco in passato è stato protagonista anche di una importante impresa tra memoria e onore che l’ha visto attraversare circa 2300 km a piedi da Roma al Vallo di Adriano in Scozia con appuntato sul petto lo scudo dell’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto presieduto dall’Avv. Ezio Bonanni.
Un’assemblea partecipata tra ufficiali, fanti e amici dell’Associazione
L’incontro ha visto la partecipazione di circa venti persone tra ufficiali, fanti e sostenitori, in gran parte già appartenenti alle Forze Armatee oggi in congedo. Alla riunione hanno preso parte rappresentanti delle diverse specialità della fanteria, a testimonianza della volontà di costruire una realtà inclusiva e rappresentativa.
La presenza delle varie componenti non è stata casuale. L’obiettivo è stato quello di creare un punto di incontro tra tutte le anime della fanteria, dai Granatieri di Sardegna agli alpini, dai bersaglieri ai paracadutisti fino ai lagunari. Nel segno di una visione unitaria dell’Arma.
Una Sezione inclusiva tra esperienza e nuove generazioni
Tra i presenti anche figure attualmente in servizio, come Sara Ronconi. Graduato donna, figlia di vittima del dovere e responsabile regionale Lazio del sindacato Siamo Esercito. La sua partecipazione rappresenta un ponte tra il mondo militare attivo e quello associativo.
La nuova Sezione nasce con una forte attenzione all’inclusione e al dialogo tra generazioni. Valorizzando sia l’esperienza dei militari in congedo sia il contributo di chi si avvicina per la prima volta ai valori della fanteria.
All’interno della Sezione, inoltre, già esisteva e continua a esistere il Gruppo Reggimentale dell’82° Reggimento Fanteria “Torino”. Custode di una tradizione che affonda le sue radici nella storia della fanteria italiana, dalle origini nel 1884 fino ai giorni nostri.
Il Gruppo proseguirà con continuità le proprie attività. Nel solco di quanto già fatto negli anni passati, mantenendo vivo il legame con i reparti in servizio. Ne è testimonianza l’incontro svolto a Forlì con il comando del 66° Reggimento. Durante il quale sono state condivise due giornate intense accanto al comandante e agli uomini del reparto, rafforzando quel rapporto diretto tra chi ha servito e chi serve oggi, nel segno della continuità e dello spirito di Corpo.
Il nuovo direttivo della Sezione Roma Capitale
Nel corso dell’assemblea è stato eletto presidente Pino Giuseppe Scatolini, già tenente di fanteria e oggi manager. Alla vicepresidenza è stata eletta Sara Ronconi, mentre Stefano Di Santo ricoprirà il ruolo di segretario.
Il Consiglio direttivo, composto da undici membri tra consiglieri e probiviri, guiderà la Sezione in questa nuova fase di crescita e consolidamento.
Alle ore 17, dopo l’acclamazione del direttivo, si è svolto un momento conviviale con coffee break. Occasione simbolica per celebrare il nuovo inizio della Sezione.
Numeri, rinnovamento e obiettivi futuri
La Sezione conta già 41 iscritti tra fanti e amici. Distinguendosi come una delle realtà più giovani dell’Associazione, se non la più giovane, con un’età media di circa 57 anni. Un dato significativo che testimonia un concreto percorso di rinnovamento.
Come dichiarato dal presidente Scatolini, la ricostituzione è stata fortemente voluta per dare vita a una Sezione capace di rappresentare tutte le specialità della fanteria. Segno di un forte desiderio di appartenenza, soprattutto tra chi ha servito e tra i giovani interessati a questi valori.
Il ruolo del commissario e il percorso di rilancio
Il processo di ricostruzione è stato reso possibile anche grazie al lavoro del commissario incaricato dalla Giunta Nazionale, il Vice Segretario Nazionale Ugo Regnoli, che ha accompagnato questa fase con impegno e continuità, contribuendo in modo determinante al raggiungimento dell’obiettivo.
L’apertura ai giovani e al mondo del softair
Tra gli iscritti figurano anche giovani provenienti dal mondo del softair, una realtà sempre più significativa. Pur non avendo svolto servizio militare, condividono valori e spirito della fanteria e potranno partecipare attivamente alla vita associativa, inclusa la presenza a cerimonie e momenti istituzionali.
Questa apertura rappresenta un elemento chiave per il futuro, permettendo alla Sezione di coinvolgere nuove generazioni e diffondere i valori della tradizione militare in contesti diversi.
Attività, volontariato e crescita associativa
L’obiettivo dichiarato è quello di raggiungere 100 iscritti entro dicembre, partecipare alle principali cerimonie istituzionali e sviluppare attività di volontariato.
Sono già stati individuati responsabili per i settori legale, sanitario, addestrativo e del volontariato, con l’intenzione di promuovere anche attività pratiche come uscite in montagna e sessioni nei poligoni di tiro.
Particolare attenzione sarà dedicata ai giovani, offrendo loro un’opportunità concreta per conoscere e vivere i valori della fanteria e della Patria, anche senza un’esperienza diretta nel servizio militare.
Una ripartenza concreta per la fanteria a Roma
Grande soddisfazione è stata espressa per l’entusiasmo e la partecipazione che hanno accompagnato questa ricostituzione, simbolo di una ripartenza condivisa e concreta.
Il giorno seguente il presidente Scatolini è stato presente, insieme al vicepresidente nazionale, presso la Scuola di Fanteria di Cesano di Roma in occasione del giuramento dei VFI. L’evento ha rappresentato un’ulteriore opportunità di confronto con le istituzioni militari, con incontri previsti con il comandante generale Dessi, il generale Mannavola e il presidente della locale Sezione dell’Associazione Nazionale del Fante.
La ricostituzione della Sezione Roma Capitale dell’Associazione Nazionale del Fante costituisce un passaggio fondamentale per il rafforzamento dei valori di appartenenza, tradizione e innovazione. Un progetto che guarda al futuro senza dimenticare il passato, capace di unire generazioni diverse nel segno della fanteria e del servizio al Paese.
Relatori del Convegno del 30.03.26 nella Sala del Carroccio di Palazzo Senatorio, Campidoglio
L’impegno dell’ONA per la bonifica dell’amianto su tutte le scuole di Roma
Sull’ONA rispetto il tema emergenze delle bonifiche per l’amianto nelle scuole di Roma, mi sono espresso ampiamente in coincidenza del Convegnotenutosi il 30.03.26 nella Sala del Carroccio.
Momento di incontro ed estrema riflessione, in sinergia con esperti del settore giuridico e soprattutto rappresentanti istituzionali.
Sottolineo sul punto, come tale emergenza ha avuto origine in alcune zone del Nord Italia. Proprio per questo, l‘Osservatorio ONA ha diretto l’attenzione sul fenomeno dopo anche a Roma.
Avv.to Ezio Bonanni – Presidente Ona
Sicuramente, ad oggi riconosco che abbiamo ottenuto buoni risultati. Ciò, anche alla luce dell’attuale collaborazione istituzionale.
Ricordo, appunto, l’operato dal 2008 dell’Onorevole F. Santori e dopo delle altre giunte.
In particolare, l’ultima amministrazione comunale ha dato forte impulso alle attività di bonifica. Rilevando il fatto pregresso del 2019, anno in cui il Ministero dell’Ambiente con il Ministro di allora Costa fece stanziamenti molto rilevanti.
Infatti, nella Relazione della Città Metropolitana di Roma, si da conto anche dei finanziamenti ottenuti dal Ministero dell’Ambiente.
All’epoca l’ONA era presente con due rappresentanti: me medesimo e il Generale Giampiero Cardillo. Siamo stati nominati Commissari da parte del Presidente Costa. Abbiamo, dunque, per primi sollevato il problema e in specifico con riguardo alle scuole.
Si riporta la cifra stanziata di 385 milioni di finanziamento del Ministero dell’Ambiente, parte per il Comune di Roma, e parte per la Città Metropolitana di Roma.”
L’attuale contesto e criticità a livello istituzionale
L’On. Parrucci, Delegato per la Città Metropolitana, Assessore e Consigliere di Roma Capitale è stato davvero esauriente durante il suo intervento istituzionale, sul prospetto di avanzamento dei lavori di bonifica in atto.
Infatti, sono stati chiariti dei punti riguardo gli Istituti superiori di competenza esclusiva di Città Metropolitana di Roma. Lo stesso, ha efficacemente reso le criticità maggiori degli interventi. Rilevando nel momento dei sopralluoghi delle problematicità di riconoscimento della presenza di amianto, relegato solo a momenti successivi.
In quanto, tale sostanza si nasconde in luoghi non posti in evidenza.
In secondo luogo, ma considerato uno degli aspetti critici fondamentali è il tema della gestione dei fondi per gli interventi. Infatti, non sempre diretti da una normativa elastica e capace di ridirezionare a seconda del mutamento, delle esigenze, il valore degli stessi.
A quanto pare, ci troviamo attualmente in una fase propulsiva e accolta favorevolmente con grande attivismo da parte delle Istituzioni.
Ma sono proprio le stesse ad evidenziare dei limiti, su cui non possono direttamente agire. E proprio per questo, si vuole insieme analizzare e trovare una soluzione al problema basilare di cui la fonte: è proprio l’impianto normativo.
L’opera di sensibilizzazione sul tema delle bonifiche nelle scuole per la presenza di amianto, deve essere vista come costante per la collettività. E soprattutto all’interno di un’ottica nazionale ed europea, in cui inserirsi secondo degli schemi elastici.
Cecando di sorpassare, quelli che sono dei limiti meramente burocratici oppure dettati semplicemente da uno stretta rigidità normativa, in specifico, nella gestione delle risorse.
L’esigenza di nuovi fondi per intervenire sul territorio
Bonifica e rimozione, confinamento dell’amianto assieme a tutte le attività di sicurezza primaria, per evitare l’esposizione della persona e il rischio alla salute.
Dobbiamo essere fiduciosi nel futuro e nella messa in sicurezza.
Cons.re del Comune di Roma e Città Metropolitana – On. Daniele Parrucci
Sul punto il Cons.re On. Daniele Parrucci:
“Abbiamo messo la faccia insieme al Sindaco Gualtieri, mappando le scuole. Capendo dove c’era presenza di amianto, innanzitutto. Consideriamo i lavori con i fondi del PNRR durante i lavori, complessi, considerando i collanti, le imbottiture contenenti amianto. Bonificare l’amianto in tutte le scuole, necessita di 10 milioni di euro.
Noi i fondi li abbiamo reperiti da un finanziamento dal Ministero dell’Ambiente per 111 interventi. Ma ne abbiamo spesi solo 7 milioni, per altri istituti di cui peraltro non eravamo a conoscenza.
L’amianto, veniva purtroppo utilizzato per tantissime lavorazioni negli anni 70. Noi, dove sappiamo che può esserci stata presenza di amianto, stiamo operando con un costante monitoraggio.
Anche dove c’è il pericolo della dispersione delle fibre di amianto nell’aria, interveniamo nell’immediato. Però senza un aiuto concreto, e fondi stanziati in una campagna di impatto con il Governo non abbiamo a monte i fondi necessari per intervenire”.
Cons.re del Comune di Roma On.Giorgio Trabucco e l’Avv.to Ezio Bonanni – Presidente ONA
Sostenibilità ambientale e azzeramento dell’amianto
Ruggero Alcanterini Comitato Nazionale Italiano Fairplay:
Presidente Comitato Nazionale Italiano Fair Play (CNIFP) Ruggero Alcanterini
“Il nostro comitato dal 2005 ha fatto la scelta importante di impegnarsi nella società civile.
Tra le tante cose affrontando anche il problema dell’amianto nelle strutture. Considerando in tale tema, l’importanza della sostenibilità ambientale con le attività motorie nella scuola e le amatoriali.
Per una cultura del benessere, ricordando come l’Italia ne abbia bisogno, nonostante sia la prima ad avere medaglie è l’ultima tra i paesi Ocse per 70% di inattività.
La diffusione di una cultura per il rispetto della salute e l’azzeramento dell’amianto, rientra in una mia idea personale. Nella stessa, riconosco come l’amianto per sua larga diffusione ha contaminato vaste zone del nostro paese.
Abbiamo bisogno di un’analisi attenta coinvolgendo anche i cittadini.
Le scuole, gli ospedali, le stazioni ferroviarie, i problemi sono enormi. Nel frattempo in ricerca di soluzioni, anche costose, è bene arrivare con una sistemica eliminazione delle strutture almeno all’evacuazione, per evitare la contaminazione umana”.
Imprese, fondi e bilancio
Prof.re e Avv.to Consigliere Ordine Avv.ti di Roma Antonio Caiafa:
Prof.re e Avv.to Antonio Caiafa
“Lo lo stanziamento dei fondi nei bilanci delle imprese, per lo smaltimento dell’amianto, deve essere norma etica.
Non può essere ignorato il contenuto dell’art. 1423 bis c.c., dove sorge l’elemento della prevedibilità. L’intervento deve essere preventivo, per individuare e intervenire sulla pericolosità delle sostanze.
Si deve prendere in considerazione l’elemento fondante che può alterare il sistema”.
Opportuna e necessaria cultura sulla sicurezza
Dott. Fabio Massimo Gallo:
Dott. Fabio Massimo Gallo, magistrato in quiescenza
“Sottolineo che la Sentenza della Corte di Appello Collegiale, è stata condivisa con sensibilità della giurisprudenza, come in altre occasioni con un istruttoria con determinati ed evidenti risultati.
Le norme ci sono e e sono precise. Manca, purtroppo, la mentalità in generale dei datori di lavoro.
L’art.41 della Costituzione riporta ad un principio confinato, e non rispettato soprattutto sulle norme di sicurezza. Nonostante le avvisaglie sull’amianto, i dubbi erano deboli e si è continuato ad utilizzare l’amianto in molte circostanze.
Le problematiche sull’amianto in genere ruotano attorno dove c’è bisogno di un potere di autocontrollo. Essendo già limitato il numero dei controlli, da parte delle forze dell’ordine stesse impiegate.
Quindi, è necessaria una cultura della sicurezzache coinvolga gli stessi cittadini, un’educazione al rispetto della salute altrui”.
Amianto e Costituzione: sicurezza, salute e lavoro
Dott. Nicola De Marinis:
“La problematica della sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro, è una tematica che ha sempre suscitato perplessità ed eventi molto negativi.
Dott. De Marinis, magistrato della Corte di Cassazione
La vicenda penale Eternit è molto significativa. Purtroppo si tratta anche di costi, c’è questa brutta abitudine dei datori di lavoro per cui ha ovviato il D.Lgs.81/2008, introducendo il documento sulla valutazione dei rischi.
Sappiamo qual è la valutazione di pericolo nelle specifiche produzioni. La tematica sta trovando il suo componimento, anche se dal punto di vista della sua operosità, non è risolto e rimane una tragica ferita delle nostre realtà produttive.
La questione Ilva, è quella che da conto del rinnovamento dell’art.41 della Costituzione, dove sono contenuti i principi fondamentali sulla salute e sicurezza.
Taranto, vive in una forte contraddizione reggendosi su quella attività ma tutta l’ambientazione della città è pregiudicata da quella attività.
Esigenza e volontà di vita, in contrasto sulla punta dell’iceberg. Di fronte cui la Corte Costituzionale, ha assunto una scelta: per cui la salute, la sicurezza e l’ambiente hanno prevalenza rispetto alle esigenze produttive”.
Le possibilità di finanziamento per la rimozione dell’amianto
Prof.re e Avv.to Guerrino Petillo:
Prof.re e Avv.to Guerrino Petillo
“C’è stata poca pubblicità su queste forme di incentivazione perché sono state poco finanziate e bruciati i fondi in un mese e mezzo.
Questo dimostra, come le amministrazioni, fossero già però pronte con dei progetti per poter utilizzare il click day del primo di gennaio e quindi utilizzare queste forme di incentivazione, il cosiddetto “Conto termico 3.0”” .
Le risposte concrete delle Istituzioni
Tenente delle Forze Armate Pasquale Trabucco:
Tenente Pasquale Trabucco delle Forze Armate
“Le Forze Armate, hanno compreso il problema dell’amianto e stanno ponendo riparo a questa situazione che non colpisce solo le forze armate ma tutti i cittadini.
L’amianto coinvolge non solo le scuole ma i mezzi pubblici, le tute militari e molti altri ambienti, è ovunque. Si cerca con mezzi differenti di neutralizzare la problematica. Secondo me, le istituzioni non sono indifferenti e cercano di stare vicino agli uomini e donne che sono nelle forze armate.
Negli anni, è cresciuta una sensibilità sul tema, soprattutto grazie ad associazioni di cui la prima è l’ONA.
Il merito è del suo Presidente l’Avv.to Ezio Bonanni, dall’89 batte questo argomento che riguarda tutta la nazione. In tutto il mondo, è presente l’amianto ed è difficile da abbattere. Anche se con l’impegno di tutti, compresi i cittadini arriveremo a risolvere la problematica.
Bisogna riconoscere la presenza dell’amianto essendo realisti e impegnandosi in un futuro a favore dell’abbattimento”.
Impegno degli enti locali
Cons.re On. Giorgio Trabucco:
Consigliere di Roma Capitale Giorgio Trabucco
“Tanti gli interventi che l’attuale amministrazione ha messo in campo, sia per Roma Capitale che Città Metropolitana. Ossia, trentasei quelli già effettuati e venti in programma.
Sono molto dispendiosi, per questo crediamo nello stanziamento di maggiori risorse economiche dal Governo per gli Enti locali.
Siamo consapevoli che è un tema molto dedicato che riguarda i nostri bambini.
Molto spesso, non si sa nemmeno della presenza dell’amianto. Ma se ne viene a conoscenza dopo, in itinere, con la presenza di altri cantieri.
Il Governo deve fare molto di più mettendo gli Enti Locali nella condizione di poter intervenire in maniera sempre più risoluta.
La lotta alle ecomafie
Paola Vegliantei, Presidente Accademia della Legalità:
“L’amianto uccide più della mafia. Ce lo portiamo dentro, come un pensiero mafioso da cui vorremmo liberarci. Addirittura, ci farà morire fra quaranta o cinquanta anni e tutti lo dovrebbero sapere.
Paola Vegliantei, Presidente Accademia della Legalità
Molti edifici in tutta Italia, sono stati fatti e continuano ad avere amianto.
Le ecomafie non vengono mai debellate. Non soltanto, non se ne parla ed è un cane che si morde la coda.
Porta morte nelle acque, nell’aria. Pensiamo alle discariche, all’interramento dei rifiuti, dove la stessa mafia guadagna. Su questo la mafia è dentro ed è giusto dirlo”.
Le maggiori criticità del sistema paese
Generale G. Cardillo, componente ONA:
Generale Giampiero Cardillo, componente ONA
“Non ci sono fondi pubblici sufficienti a debellare 40 milioni di tonnellate di amianto. Siamo di fronte a materiali pesanti, a mille difficoltà date per assenza di strutture, discariche che sono la metà di quelle di cui si ha necessità.
Non abbiamo un sistema di soluzione finale per la distruzione completa di questa sostanza pericolosa.
Non è solo una questione di incapacità politica ma di un intero sistema paese.
Abbiamo degli esempi da seguire per coinvolgere anche la popolazione sull’argomento. La stessa pericolosità dell’amianto è sconosciuta. Non è oggetto di grandi inchieste e mobilitazione popolare.
La mancanza della sollecitazione popolare, si riversa nella stasi delle istituzioni e delle strutture private”.
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