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giovedì, Maggio 28, 2026

Mesotelioma e amianto: diagnosi e nuove cure, l’ONA sostiene il progetto del CRO di Aviano

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Amianto e mesotelioma: la prevenzione resta fondamentale

Il mesotelioma pleurico continua a rappresentare una delle più gravi conseguenze dell’esposizione all’amianto. Nonostante il divieto dell’asbesto in Italia risalga al 1992, migliaia di persone continuano ancora oggi ad ammalarsi a causa del lungo periodo di latenza della malattia, che può superare i 40 anni.

Per questo motivo l’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) presieduto dall’Avv. Ezio Bonanni accoglie con favore il nuovo studio clinico promosso dal Centro di Riferimento Oncologico (CRO) di Aviano e finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia con un investimento di un milione di euro.

L’obiettivo del progetto è duplice: migliorare le possibilità terapeutiche per i pazienti affetti da mesotelioma pleurico e sviluppare strumenti di diagnosi precoce per gli ex esposti all’amianto.

Nuovo studio sul mesotelioma finanziato dalla Regione FVG

Lo studio clinico sui pazienti affetti da mesotelioma pleurico e sui lavoratori ex esposti all’amianto vede il CRO di Aviano come centro capofila, con il coordinamento della dottoressa Alessandra Bearz, responsabile della struttura Tumori del polmone e della pleura.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra istituzioni sanitarie, università, associazioni e realtà territoriali impegnate nella lotta contro le patologie asbesto correlate.

Tra i soggetti coinvolti figurano l’Università di Ferrara, con i gruppi di ricerca guidati dal professor Paolo Pinton e dal professor Mauro Tognon, la sezione regionale ANMIL FVG, le aziende sanitarie regionali, le Università di Trieste e Udine, la Commissione regionale amianto FVG e l’Osservatorio Nazionale Amianto.

Per l’ONA, la collaborazione tra ricerca scientifica, medicina del lavoro e associazioni delle vittime rappresenta un passo importante nella tutela della salute pubblica.

Diagnosi precoce del mesotelioma: servono biomarcatori efficaci

Uno dei principali problemi del mesotelioma pleurico è la difficoltà di arrivare a una diagnosi tempestiva.

La malattia, infatti, si sviluppa in modo silente e spesso viene scoperta quando è già in fase avanzata. Attualmente non esistono biomarcatori validati in grado di individuare precocemente i soggetti a rischio tra gli ex lavoratori esposti all’amianto.

Il nuovo progetto punta proprio alla validazione clinica di biomarcatori predittivi già individuati in studi preliminari.

Secondo l’ONA, questo approccio potrebbe aprire la strada a programmi di sorveglianza sanitaria più efficaci e a screening periodici per i lavoratori ex esposti.

La diagnosi precoce potrebbe infatti aumentare le possibilità terapeutiche e migliorare la qualità della vita dei pazienti.

Nuove terapie contro il mesotelioma

Le cure attualmente disponibili per il mesotelioma pleurico si basano principalmente su chemioterapia e immunoterapia. Tuttavia, i risultati ottenuti restano ancora limitati e temporanei.

La sopravvivenza media dopo la diagnosi è oggi di circa 12 mesi.

Per questo motivo, il nuovo studio intende sperimentare protocolli innovativi capaci di rafforzare l’efficacia dei trattamenti esistenti e contrastare la resistenza delle cellule tumorali.

L’ONA sottolinea da anni la necessità di investire maggiormente nella ricerca scientifica sul mesotelioma e sulle altre malattie causate dall’amianto.

Per l’associazione presieduta dall’Avv. Ezio Bonanni, ricerca, prevenzione e sorveglianza sanitaria devono procedere insieme per garantire maggiore tutela ai cittadini e ai lavoratori.

ONA: “La bonifica dell’amianto resta la vera prevenzione”

Se da un lato la ricerca rappresenta una speranza concreta per le vittime del mesotelioma, dall’altro l’Osservatorio Nazionale Amianto ricorda che la vera priorità resta la prevenzione primaria.

L’amianto è ancora presente in molti edifici pubblici e privati, scuole, siti industriali e infrastrutture.

Per l’ONA è necessario accelerare le bonifiche, aumentare i controlli ambientali e rafforzare le attività di informazione sui rischi legati all’esposizione alle fibre di asbesto.

Solo eliminando definitivamente l’amianto dagli ambienti di vita e di lavoro sarà possibile ridurre il numero dei nuovi casi di mesotelioma e delle altre patologie asbesto correlate.

Presente alla conferenza l’Avv. Giorgia Cicconi dello staff ONA: “un progetto ambizioso che può cambiare la situazione, con un lavoro sinergico tra università, medici e ricercatori.”

Riccardi: “Ricerca e territorio insieme contro il rischio amianto”

Durante la presentazione del progetto al Campus del CRO di Aviano, l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi ha definito lo studio “un progetto importante” nato dalla volontà della Regione Friuli Venezia Giulia di investire nella ricerca oncologica e nella diagnosi precoce.

Riccardi ha sottolineato il valore del lavoro multidisciplinare che coinvolge ricercatori, strutture sanitarie, associazioni e realtà industriali.

Secondo l’assessore, il Friuli Venezia Giulia punta a diventare un modello nella gestione integrata del rischio amianto e nella ricerca sul mesotelioma.

Un obiettivo condiviso anche dall’Osservatorio Nazionale Amianto, che continua a chiedere maggiore attenzione istituzionale verso le vittime dell’amianto, la prevenzione sanitaria e il diritto alla salute.

Mesotelioma, Prof. Pinton
Mesotelioma, Prof. Pinton

 

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