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lunedì, Maggio 25, 2026

Amianto e mesotelioma: come i COR aiutano le vittime nel riconoscimento della malattia

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Il riconoscimento del mesotelioma e delle altre malattie asbesto correlate passa anche attraverso il lavoro dei COR, i Centri Operativi Regionali. La registrazione dei casi rappresenta infatti un elemento decisivo sia per la tutela sanitaria sia per le eventuali azioni legali e risarcitorie.

Nel corso di un’intervista realizzata da Luigi Abbate, l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, e l’avvocato Giorgia Cicconi hanno illustrato il percorso seguito dall’ONA per assistere le vittime dell’amianto.

COR e mesotelioma: registrare la malattia è fondamentale

Secondo l’avvocato Bonanni, la segnalazione immediata dei casi di mesotelioma ai COR regionali è un passaggio indispensabile. Attraverso questa procedura, la patologia viene ufficialmente certificata e collegata alle possibili esposizioni professionali o ambientali.

La raccolta dei dati permette inoltre di svolgere indagini epidemiologiche più precise e di ricostruire le cause che hanno portato allo sviluppo della malattia.

Il presidente dell’ONA ha sottolineato però che attualmente l’attenzione è concentrata soprattutto sul mesotelioma, mentre molte altre malattie correlate all’amianto rischiano di essere sottovalutate o non registrate adeguatamente.

Dai Centri Operativi Regionali al Renam – Registro Nazionale Mesotelioma

Le informazioni raccolte dai COR vengono successivamente trasmesse al RENAM, il Registro Nazionale Mesoteliomi, utilizzato per monitorare la diffusione delle patologie causate dall’amianto in Italia.

Il supporto legale dell’ONA alle vittime amianto

L’avvocato Giorgia Cicconi ha spiegato come opera concretamente il team legale dell’ONA. Il primo passo consiste nella raccolta di tutta la documentazione sanitaria e medico-legale utile a dimostrare la presenza della patologia.

Successivamente vengono presentate le istanze ai COR regionali per avviare il percorso di certificazione del caso.

L’attività si sviluppa grazie alla collaborazione tra avvocati, operatori sanitari,familiari della vittima e il personale dei COR.

Questo lavoro condiviso permette di raccogliere informazioni dettagliate sulla storia lavorativa e sulle possibili fonti di esposizione all’amianto.

Questionari e ricostruzione dell’esposizione all’amianto

Gli operatori dei COR effettuano sopralluoghi e compilano questionari specifici per ricostruire il percorso professionale della persona malata.

Quando il paziente non è più in vita, diventano fondamentali le testimonianze dei familiari, considerati una vera memoria storica delle attività svolte dalla vittima nel corso degli anni.

Secondo l’avvocato Cicconi, questa attività consente di evitare che venga negato il collegamento tra malattia e amianto.

Amianto, prevenzione e diritti delle vittime

Il lavoro svolto dai COR e dall’ONA rappresenta uno strumento essenziale per garantire assistenza alle persone colpite da mesotelioma e da altre malattie legate all’amianto.

La registrazione tempestiva dei casi, insieme alla ricostruzione delle esposizioni professionali, può facilitare il riconoscimento della malattia professionale e l’accesso ai risarcimenti previsti dalla legge.

La tutela delle vittime passa quindi attraverso una rete efficiente di controllo sanitario, supporto legale e raccolta dei dati epidemiologici.

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