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Papa ad Acerra, ONA: “Serve una svolta concreta per la Terra dei Fuochi”

Papa Leone
Papa Leone

La visita di Papa Leone XIV ad Acerra riapre il dibattito sulla tragedia ambientale della Terra dei Fuochi e accende i riflettori sulla tutela della salute pubblica. Le parole del Pontefice contro “prepotenze” e interessi criminali che per anni hanno devastato il territorio hanno trovato consenso anche nel mondo delle associazioni impegnate nella difesa delle vittime dell’inquinamento.

Tra queste, l’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) presieduto dall’Avv. Ezio Bonanni che da tempo denuncia i rischi sanitari legati all’inquinamento ambientale e allo smaltimento illecito dei rifiuti in Campania.

Il Papa ad Acerra: “Basta silenzi e interessi oscuri”

Per la prima volta un Papa ha visitato Acerra, simbolo della Terra dei Fuochi. Una presenza breve ma intensa, accolta da oltre 15 mila persone in piazza Calipari, tra famiglie colpite da tumori, cittadini e associazioni ambientaliste.

Nel suo intervento nella Cattedrale di Acerra, Papa Leone XIV ha parlato apertamente delle conseguenze provocate da anni di sversamenti illegali e roghi tossici.

“Sono venuto a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care a causa dell’inquinamento ambientale”, ha dichiarato il Pontefice, denunciando l’azione di organizzazioni “senza scrupoli” e una cultura dell’impunità che ha segnato profondamente il territorio.

Un messaggio forte che ha avuto eco immediata anche tra le realtà impegnate nella difesa dell’ambiente e della salute.

ONA: “Le parole del Papa danno voce alle vittime”

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha espresso apprezzamento per l’intervento del Papa, definendolo un richiamo importante alla responsabilità istituzionale e civile.

Secondo l’ONA, la visita del Pontefice costituisce un segnale significativo per migliaia di famiglie che convivono da anni con le conseguenze dell’inquinamento ambientale, tra aumento delle patologie oncologiche, emergenze sanitarie e difficoltà sociali.

L’associazione sottolinea come la Terra dei Fuochi continui a essere una delle aree più fragili del Paese sotto il profilo ambientale e sanitario, chiedendo interventi più rapidi per le bonifiche e una maggiore prevenzione.

Ezio Bonanni: “Non bisogna più ignorare questa emergenza”

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ha commentato  la visita papale, evidenziando la necessità di trasformare le parole in azioni concrete.

“Le dichiarazioni del Santo Padre rappresentano un forte richiamo morale. Per anni troppe comunità sono state lasciate sole davanti ai danni provocati dall’inquinamento ambientale”, ha affermato Bonanni.

Il presidente dell’ONA ha ribadito l’urgenza di intensificare i controlli sul territorio, accelerare le bonifiche ambientali e garantire maggiore assistenza sanitaria alle popolazioni esposte ai rischi ambientali.

Secondo Bonanni, il contrasto ai reati ambientali deve diventare una priorità nazionale, soprattutto nelle aree maggiormente colpite da discariche abusive e combustione illegale di rifiuti.

La Terra dei Fuochi resta un’emergenza nazionale

Tra le strade di Acerra, migliaia di persone hanno accolto il Pontefice con commozione e speranza, chiedendo che l’attenzione istituzionale non diminuisca ancora una volta dopo l’evento.

Lungo i balconi della città sono apparse bandiere bianco-gialle, striscioni e simboli di vicinanza al Papa, mentre numerose famiglie hanno mostrato le fotografie dei propri cari scomparsi a causa di malattie oncologiche.

Strage di Capaci, il ricordo dell’Osservatorio Nazionale Amianto

mafia-Falcone e Borsellino
Falcone e Borsellino

L’Osservatorio Nazionale Amianto presieduto dall’Avv. Ezio Bonanni ricorda la strage di Capaci del 23 maggio 1992, una delle pagine più drammatiche della storia italiana. In quel tragico attentato mafioso persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo.

“Onore alla memoria di Giovanni Falcone e della sua scorta” oggi e sempre.La giustizia vera non termina con la condanna del crimine, ma attraverso la prevenzione del danno, la tutela della vita, il rispetto della verità. Perché ogni morte evitata, ogni risarcimento ottenuto, ogni bonifica eseguita è un piccolo, grande atto di giustizia.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni Presidente Osservatorio Nazionale Amianto (ONA).

E non è un caso che avvenga spesso la sua collaborazione con la D.ssa Paola Vegliantei Presidente Accademia della Legalità

L’esplosione sull’autostrada A29, nei pressi di Capaci, colpì profondamente l’intero Paese e segnò un momento decisivo nella lotta contro la criminalità organizzata. Ancora oggi quella strage rappresenta il simbolo del sacrificio di uomini e donne dello Stato impegnati nella difesa della legalità.

Giovanni Falcone simbolo della lotta alla mafia

L’Osservatorio Nazionale Amianto rende omaggio alla figura di Giovanni Falcone, magistrato che ha dedicato la propria vita al contrasto di Cosa Nostra e alla ricerca della verità. Grazie al suo lavoro investigativo e al maxiprocesso di Palermo, Falcone riuscì a colpire duramente le organizzazioni mafiose, diventando un punto di riferimento nella battaglia contro la mafia.

Il suo esempio continua ancora oggi a trasmettere valori fondamentali come il rispetto della legge, il senso dello Stato e il coraggio civile. La memoria del giudice Falcone rappresenta un patrimonio morale per tutto il Paese.

Il ricordo delle vittime della strage di Capaci

Nel giorno della commemorazione, l’Osservatorio Nazionale Amianto ricorda anche Francesca Morvillo e gli agenti della scorta, vittime innocenti di un attentato che sconvolse l’Italia.

Il sacrificio di Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo resta impresso nella memoria collettiva come testimonianza di dedizione e servizio verso lo Stato. Le immagini di quella giornata e il dolore dei familiari hanno contribuito a rafforzare nell’opinione pubblica la volontà di contrastare ogni forma di criminalità organizzata.

Ogni anno il 23 maggio diventa un momento di riflessione e memoria, soprattutto per le nuove generazioni, chiamate a custodire i valori della legalità e della giustizia.

Osservatorio Nazionale Amianto e cultura dei diritti

L’Osservatorio Nazionale Amianto ribadisce l’importanza della cultura della tutela dei diritti fondamentali dei cittadini. Attraverso il proprio impegno quotidiano, l’associazione promuove la difesa della salute pubblica, la sicurezza sui luoghi di lavoro e il sostegno alle vittime.

Ricordare la strage di Capaci significa anche riaffermare il valore della giustizia e della responsabilità civile. La memoria delle vittime rappresenta un monito contro ogni forma di violenza, illegalità e sopraffazione.

L’impegno per la verità e la tutela delle persone costituisce un principio fondamentale che accomuna tutte le realtà impegnate nella difesa della dignità umana.

La memoria come impegno civile

La commemorazione della strage di Capaci è un invito concreto a mantenere viva la coscienza civile del Paese. L’Osservatorio Nazionale Amianto sottolinea l’importanza della memoria come strumento di educazione e consapevolezza sociale.

Il sacrificio di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli uomini della scorta continua a rappresentare un esempio di coraggio e senso del dovere. Un riferimento imprescindibile nella costruzione di una società fondata sul rispetto delle istituzioni e sulla tutela dei diritti di tutti i cittadini.

Rifiuti e amianto nelle Marche: controlli e irregolarità

Amianto, immagine esclusivamente descrittiva, Perugia
Amianto, immagine esclusivamente descrittiva

A un anno dall’avvio della collaborazione tra Guardia di Finanza e ARPAM – Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale Marche emerge un quadro preoccupante sul fronte della tutela ambientale nella Regione. I controlli effettuati sul territorio regionale hanno infatti portato alla scoperta di numerose violazioni legate a rifiuti speciali, amianto e abusi edilizi.

Controlli ambientali nelle Marche: il bilancio del protocollo

Dal maggio 2025 sono stati eseguiti otto controlli mirati in diverse aree della regione. Tutte le attività ispettive si sono concluse con esiti irregolari. Le operazioni sono state coordinate dal Reparto Operativo Aeronavale di Ancona insieme ai Comandi Provinciali della Guardia di Finanza, ai tecnici Arpam e ad altri enti coinvolti nella vigilanza ambientale.

Alle verifiche hanno partecipato anche le Aziende Sanitarie Territoriali, il Genio Civile, l’Agenzia del Demanio e gli Ispettorati del Lavoro. La collaborazione tra le istituzioni ha permesso di effettuare controlli approfonditi su cantieri, aree vincolate e siti destinati allo smaltimento dei rifiuti.

Nove persone denunciate per reati ambientali

L’attività investigativa ha portato quindi alla denuncia di nove persone tra imprenditori, titolari di aziende individuali e rappresentanti di società. Le accuse riguardano diversi reati ambientali collegati alla gestione illecita dei rifiuti e a violazioni urbanistiche.

Durante gli accertamenti sono stati individuati 14 abusi edilizi per una superficie complessiva superiore a 3.100 metri quadrati. Gli interventi irregolari sarebbero stati realizzati anche in aree sottoposte a vincoli paesaggistici e in zone considerate a rischio idrogeologico.

Sequestrate migliaia di tonnellate di rifiuti speciali tra cui amianto

Uno degli aspetti più rilevanti dell’operazione riguarda il sequestro di grandi quantitativi di rifiuti speciali. Le autorità hanno bloccato oltre 2.900 tonnellate di materiali non pericolosi, tra cui scarti di demolizione, residui industriali e pneumatici smaltiti senza autorizzazione.

A questi si aggiungono più di 2.600 tonnellate di rifiuti pericolosi. Tra i materiali sequestrati figurano amianto, eternit, veicoli fuori uso non bonificati e bombole contenenti gas e ossigeno.

Complessivamente sono stati posti sotto sequestro oltre 25mila metri quadrati di aree distribuite in diverse zone delle Marche.

Irregolarità anche su scarichi e gestione amministrativa

Le verifiche hanno fatto emergere ulteriori violazioni collegate alla normativa ambientale e amministrativa. Gli ispettori hanno riscontrato anomalie nella gestione degli scarichi di acque reflue, errori nella compilazione dei registri dei rifiuti e casi di smaltimento non autorizzato.

Sono state inoltre contestate irregolarità relative ai canoni demaniali, alla movimentazione degli animali e alla normativa sul lavoro.

Collaborazione tra enti per la tutela ambientale

Secondo quanto emerso dal bilancio delle attività, il protocollo tra Guardia di Finanza e Arpam ha rafforzato il controllo sul territorio marchigiano e la prevenzione dei reati ambientali.

L’obiettivo della collaborazione resta quello di tutelare la salute pubblica, difendere l’ambiente e garantire condizioni di concorrenza corrette per le aziende che operano nel rispetto delle regole.

Fonte: La Nuova Rivera, Arpam

 

Mesotelioma e amianto: la raccolta prove per ottenere giustizia (VIDEO)

ONA Amianto, Piredda, Abbate, Bonanni
ONA Amianto, Piredda, Abbate, Bonanni

L’acquisizione delle prove e dei documenti rappresenta uno dei passaggi più delicati nei procedimenti legati al riconoscimento delle malattie amianto correlate. È questo il tema centrale dell’intervista all’avvocato Ezio Bonanni e a Francesca Piredda, che hanno approfondito le difficoltà affrontate da militari, forze dell’ordine e lavoratori esposti all’amianto.

Amianto e mesotelioma: il peso delle prove documentali

Secondo l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, nonostante le normative italiane prevedano il riconoscimento dello status di vittima del dovere per chi ha contratto patologie asbesto correlate durante il servizio, continuano a emergere forti resistenze.

Per questo motivo diventa fondamentale costruire un quadro probatorio completo già prima della domanda amministrativa.

La raccolta di documenti, testimonianze e certificazioni mediche è infatti essenziale sia nella fase iniziale sia in caso di successivo ricorso giudiziario.

Vittime del dovere e malattie asbesto correlate

Le vittime dell’amianto spesso devono affrontare percorsi complessi per ottenere il riconoscimento dei propri diritti. Il problema riguarda soprattutto chi ha sviluppato mesotelioma, asbestosi o altre patologie correlate all’esposizione professionale ad agenti cancerogeni.

L’intervista evidenzia come il riconoscimento dello status di vittima del dovere non sia automatico.

È necessario infatti dimostrare in modo dettagliato:

  •  l’esposizione professionale all’amianto;
  •  il contesto lavorativo a rischio;
  • il nesso causale tra servizio svolto e malattia;
  •  la presenza di eventuali altri colleghi colpiti dalle stesse patologie.

Testimonianze di colleghi e commilitoni: un elemento chiave

Francesca Piredda sottolinea l’importanza dell’audizione di colleghi che abbiano lavorato negli stessi ambienti contaminati. Le testimonianze diventano decisive soprattutto nei casi legati a strutture dove era presente amianto.

Ricostruire la storia lavorativa della persona malata permette di consolidare il quadro probatorio e rafforzare la tutela giurisdizionale.

Le dichiarazioni di colleghi che hanno contratto a loro volta malattie asbesto correlate possono rappresentare una prova significativa per dimostrare l’esposizione continuativa alle fibre di amianto.

Diagnosi di mesotelioma: agire subito è fondamentale

Uno degli aspetti più importanti emersi durante l’intervista riguarda la tempestività. Dal momento della diagnosi di mesotelioma o di altra patologia correlata all’amianto, è necessario avviare immediatamente la raccolta delle prove.

Tra gli elementi utili rientrano ad esempio cartelle cliniche, documentazioni di servizio,
e attestazioni lavorative. Come testimonianze scritte, fotografie, relazioni tecniche e documenti relativi ai luoghi di lavoro contaminati.

Una documentazione completa può fare la differenza nell’esito del procedimento amministrativo e giudiziario.

Tutela legale per le vittime dell’amianto

L’intervista mette in evidenza quanto sia importante il supporto legale specializzato nei casi di esposizione ad amianto. La complessità delle procedure richiede competenze specifiche nella raccolta delle prove e nella gestione dei ricorsi.

L’obiettivo è garantire alle vittime del dovere e ai lavoratori esposti una tutela efficace, affinché possano ottenere il riconoscimento dei propri diritti e il giusto risarcimento per i danni subiti.

Vedi l’intervista effettuata dal giornalista Luigi Abbate all’Avv. Ezio Bonanni e a Francesca Piredda

ONA con il gruppo Sole 24 ad Ambiente Lavoro 2026

amianto, ONA e Il Sole24ore
amianto, ONA e Il Sole24ore

Il Gruppo Il Sole 24 Ore e ONA – Osservatorio Nazionale sull’Amianto presieduto dall‘Avv. Ezio Bonanni, aprono il confronto con il talk “Nuovi modelli organizzativi di impresa per la tutela della salute nei luoghi di lavoro, tra prevenzione e precauzione”. In programma il 27 maggio 2026, dalle ore 14.30 alle 16.30, a Bologna nell’ambito di Ambiente Lavoro 2026 presso Bologna Fiere.

L’appuntamento sarà ospitato presso il Padiglione 22, Stand A54-A56.

Il contesto

L’incontro si svolge nell’ambito di tre giornate di approfondimento del Gruppo 24 ore dedicate all’evoluzione della sicurezza sul lavoro. Tra innovazione tecnologica, aggiornamenti normativi e responsabilità organizzative. Un percorso di confronto tra istituzioni, professionisti e imprese per interpretare i cambiamenti in atto e tradurli in soluzioni operative. Nel rispetto dei principi costituzionali di tutela della salute, sicurezza e dignità della persona.

L’evento

Una riflessione che unisce diritto, etica e cultura d’impresa. Nel segno dei valori della Costituzione e della dignità della persona umana. L’amianto, o asbesto, la fibra killer che ha provocato milioni di morti (almeno 200.000 ogni anno, secondo le ultime stime dell’OMS) e che incide, ogni anno, solo in Italia, con 10.000 nuovi casi, di cui 7.000 mortali, è la metafora della necessità dell’impegno contro ogni forma di agenti dannosi e pericolosi, contro ogni forma di violenza e di sopraffazione, nel segno dei valori della dignità della persona umana.

Ecco perché, con la presenza dell’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, si pone il quesito fondamentale, culturale ed anche giuridico del rispetto dell’ambiente (artt. 9 e 41 Cost.), e la salute (art. 32 Cost.), nello stesso modello organizzativo di impresa, che fonda una nuova lettura anche del complesso normativo del D.Lgs. 81/2008. In chiave di prevenzione e protezione, con il criterio di precauzione, e quindi della rimozione dei rischi alla radice, in modo tale che l’impresa organizzi la produzione in modo tale da utilizzare macchinari e materiali privi di capacità lesiva così da evitare malattie professionali ed infortuni, e danni alla salute anche per effetto di prodotti dannosi.

Ne discutono:
Maurizio Ascione, Magistrato della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano
Giampiero Cardillo, Architetto, Generale in congedo dell’Arma dei Carabinieri
Sergio Clarelli, Ingegnere, Presidente ASSOAMIANTO

Modera: Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto