Una decisione destinata a incidere su molti procedimenti in tutta Italia. La Corte di Cassazione ha stabilito che i benefici per le vittime del dovere spettano anche ai figli non fiscalmente a carico, ribaltando l’interpretazione finora adottata dal ministero della Difesa.
Il supporto legale è stato garantito dall’Osservatorio Nazionale Amianto, con un team coordinato dall’avvocato Ezio Bonanni e composto anche da Veronica Scigliano, Giorgia Cicconi, Francesca Piredda e Federica Pacca.
Il caso: esposizione all’amianto e morte per mesotelioma
La vicenda riguarda un 1° maresciallo dell’Aeronautica Militare di Napoli, impiegato per oltre 38 anni nella manutenzione di aeromobili in diverse basi, tra cui Capodichino, Pratica di Mare, Gioia del Colle e Grazzanise.
L’uomo è morto nel 2015 a causa di mesotelioma, malattia tipicamente associata all’esposizione ad amianto.
Nel 2021 è stato riconosciuto ufficialmente come vittima del dovere. Le prestazioni sono state liquidate alla vedova, deceduta nel 2023, mentre i due figli sono stati esclusi perchénon risultavano fiscalmente a carico.
La decisione della Cassazione: cosa cambia
I due orfani hanno avviato un’azione legale per ottenere il riconoscimento dei propri diritti. La Corte di Cassazione ha dato loro ragione su un punto chiave: il diritto ai benefici non può dipendere dal requisito fiscale.
Il caso non è ancora concluso. La Cassazione non ha deciso nel merito definitivo della vicenda economica, ma ha stabilito il principio di diritto.
Ora il procedimento è stato rinviato alla Corte d’Appello di Napoli, che dovrà applicare il principio stabilito dalla Cassazione; riconoscere (o meno, nel merito) i benefici ai due orfani. Oltre a quantificare gli arretrati maturati dal 2015.
La richiesta economica avanzata è significativa: circa 150mila euro per ciascun figlio.
Impatto su altri casi simili
La pronuncia potrebbe avere effetti su numerosi contenziosi legati all’amianto, soprattutto nel comparto militare, dove l’esposizione è stata diffusa per anni.
Molte famiglie, finora escluse dai benefici per motivi fiscali, potrebbero ora vedere riaperta la possibilità di ottenere riconoscimenti e risarcimenti.
Una svolta, ma non ancora la fine
La decisione della Cassazione rappresenta un passaggio cruciale, ma il percorso giudiziario non è terminato. Come ribadito sarà la Corte d’Appello a dover tradurre questo principio in un riconoscimento concreto.
Nel frattempo, la sentenza segna già un cambio di rotta importante: i diritti dei familiari delle vittime dell’amianto vengono ampliati, aprendo nuove prospettive di giustizia per molte persone ancora in attesa di tutela.
Nel corso dell’intervista di Luigi Abbate, l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, affronta uno dei temi più complessi del diritto risarcitorio: la compensatio lucri cum damno. Al centro della riflessione vi è la possibilità di cumulare i benefici riconosciuti alle vittime del dovere con il risarcimento dei danni subiti, una questione che continua a generare incertezze interpretative.
Il principio di cumulabilità tra provvidenze e risarcimento
Secondo Bonanni, è essenziale distinguere tra le diverse nature delle somme riconosciute. Da un lato vi sono le provvidenze assistenziali, come gli assegni vitalizi e le speciali elargizioni, che rispondono a una logica solidaristica. Dall’altro lato vi è il risarcimento del danno, che ha la funzione di compensare un pregiudizio subito dalla vittima o dai familiari.
Questo principio è stato chiarito anche dalla Corte di Cassazione, in particolare con la sentenza n. 12564 del 2018, che ha ammesso il divieto di cumulo solo in presenza di poste omogenee e di somme effettivamente percepite. Si tratta quindi di un criterio che richiede una valutazione attenta del caso concreto.
Il limite della compensazione: il danno non patrimoniale
Un punto centrale dell’intervista riguarda il limite alla compensazione. Bonanni sottolinea come eventuali detrazioni possano incidere esclusivamente sul danno patrimoniale, e non su quello non patrimoniale.
Il danno biologico, il danno morale e quello da perdita parentale restano infatti integralmente risarcibili. Questo aspetto è particolarmente rilevante per i familiari delle vittime del dovere, per i quali il pregiudizio principale è spesso legato proprio alla perdita affettiva e alle conseguenze psicologiche del lutto.
Le criticità nella prassi giudiziaria
Nonostante i principi espressi dalla Corte di Cassazione e ribaditi dal Consiglio di Stato, nella pratica giudiziaria emergono ancora decisioni non uniformi. In particolare, alcune pronunce di merito tendono a estendere la compensazione oltre i limiti indicati dalla giurisprudenza superiore.
Bonanni evidenzia inoltre una criticità rilevante legata al calcolo dei ratei futuri dei vitalizi. In alcuni casi, tali importi vengono stimati su un arco temporale molto ampio, producendo un effetto distorsivo che può ridurre o addirittura azzerare il risarcimento. Questo approccio, tuttavia, appare problematico, anche perché tali somme non sono sempre effettivamente percepite né trasmissibili agli eredi.
Verso una maggiore tutela delle vittime
L’intervento si conclude con un richiamo alla necessità di garantire un’applicazione coerente dei principi giuridici. L’Osservatorio Nazionale Amianto prosegue infatti la propria attività per assicurare il rispetto del diritto al risarcimento integrale, evitando interpretazioni che possano comprimere i diritti delle vittime e dei loro familiari.
La questione della cumulabilità si conferma così centrale nel dibattito sul diritto alla salute e sulla tutela effettiva delle vittime del dovere, richiedendo un equilibrio tra rigore giuridico ed esigenze di giustizia sostanziale.
La vicenda giudiziaria Eternit bis continua a essere al centro dell’attenzione per la sua complessità e per i numerosi passaggi processuali che la caratterizzano.
Nel corso di un’intervista del giornalista Luigi Abbate, l’avvocato Ezio Bonanniha fatto il punto sugli sviluppi più recenti.
Origine del procedimento Eternit bis
Per comprendere la situazione attuale, è utile partire dal primo processo. Nel 2014, la Corte di Cassazione ha dichiarato prescritto il reato di disastro ambientale nel cosiddetto “Eternit 1”.
Successivamente, sono stati avviati nuovi procedimenti, riuniti sotto il nome di Eternit bis. In questa fase, le contestazioni sono state riformulate e suddivise in più filoni, rendendo il quadro giudiziario particolarmente articolato.
I diversi filoni del processo
Uno degli aspetti più rilevanti di Eternit bis è la presenza di più procedimenti distinti.
Tra questi, il filone di Torino ha già attraversato due passaggi davanti alla Corte di Cassazione. In entrambi i casi, le decisioni precedenti sono state annullate, determinando la necessità di nuovi esami.
Questa struttura “a più livelli” rende il procedimento lungo e complesso, con sviluppi che possono differire da un filone all’altro.
L’ultimo aggiornamento dalla Cassazione
Secondo quanto riportato nell’intervista, un recente provvedimento della Corte di Cassazione ha disposto un annullamento con rinvio. La decisione è legata a una questione procedurale: la mancata traduzione degli atti in lingua tedesca per una delle parti coinvolte.
Di conseguenza, il procedimento dovrà essere nuovamente esaminato dopo l’adempimento di questo requisito formale.
Cosa succede adesso
Dopo questo passaggio, il processo seguirà un iter preciso. Innanzitutto la traduzione degli atti processuali, un nuovo esame da parte della Cassazione e la decisione finale sul filone interessato.
Al momento, non è possibile stabilire tempi certi per la conclusione, poiché il procedimento dipende dalle valutazioni della Corte.
Una vicenda ancora aperta
Come evidenziato dall’avvocato Bonanni, l’auspicio è che si possa arrivare a una decisione definitiva nel rispetto delle regole processuali e delle garanzie previste dall’ordinamento.
Tra annullamenti, rinvii e nuove valutazioni, il percorso giudiziario è ancora in evoluzione. Per questo motivo, è importante seguire gli aggiornamenti attraverso fonti affidabili e attenersi ai fatti accertati dalle autorità competenti.
“Fino a due anni fa non sapevo nulla dell’amianto, solo che esisteva in molte zone di Roma e ovunque. Poi mi sono trovata a fare un sopralluogo per il mio libro su Ostia.
Mi sono accorta che il problema è devastante. C’è una zona di due km quadrati prima del porto turistico con strutture ricoperte di amianto. Oltre ad essere palazzine pericolanti, contengono sabbia all’interno del cemento. Ciò le portano a sgretolarsi a distanza di sessanta anni, assieme al sale corrosivo. Crollano le palazzine con i pezzi di amianto.
In questa zona, vivono moltissime famiglie. Per questo, ho fatto denuncia diretta alla Asl che mi ha risposto solo dopo un anno. Alla fine per non impazzire, ho deciso di creare un personaggio, Rocco anestesista ossessionato dal problema dell’amianto.
L’idea, mi è venuta da un’intervista che avevo letto sul Corriere della Sera a un urologo Mauro Dimitri.
Questo medico denuncia altre forme tumorali purtroppo correlate all’asbesto.
Sono rimasta devastata da tale realtà, negli occhi di Rocco”.
La preziosa nota autobiografica e al contempo denuncia della scrittrice Maria Grazia Calandrone
L’importanza della testimonianza autobiografica della poetessa Maria Grazia Calandrone, conferisce sicuramente l’immagine stampata ed impressa nel tempo, di un contesto urbano e sociale del litorale romano ancora vivo.
Sicuramente, come descritto è avvicinato ad una cruda e dura realtà, vittima delle problematicità del post conflitto bellico, calate in un contesto sociale provato.
Il Romanzo, riesce a rendere ancor meglio l’idea del suo vissuto personale. E cosa ancora rappresenta di questa realtà, il suo ricordo ed al contempo la richiesta umana più vera e concreta.
Sarebbe importante, saper cogliere dalla sua preziosa testimonianza, tradotta in uno splendido testo romanzato, le sfaccettature umane in cui molti problemi sociali si posano.
Intervento della scrittrice Maria Grazia Calandrone al Convegno del 30.03.26 nella Sala del Carroccio – Palazzo Senatorio
Maria Grazia Calandrone:
“Fino a due anni fa non sapevo nulla dell’amianto, solo che esisteva in molte zone di Roma e ovunque. Poi mi sono trovata a fare un sopralluogo per il mio libro su Ostia.
Mi sono accorta che il problema è devastante.
C’è una zona di due chilometri quadrati prima del porto turistico con strutture ricoperte di amianto.
Oltre ad essere palazzine pericolanti, contengono sabbia all’interno del cemento. Ciò le portano a sgretolarsi a distanza di sessanta anni, assieme al sale corrosivo. Crollano le palazzine con i pezzi di amianto.
Essendo presenti moltissime famiglie, ho deciso di fare denuncia diretta alla Asl che mi ha risposto solo dopo un anno.
Alla fine per non impazzire, ho deciso di creare un personaggio, Rocco anestesista ossessionato dal problema dell’amianto.
L’idea, mi è venuta da un’intervista che avevo letto sul Corriere della Sera a un urologo, Mauro Dimitri.
Questo medico denuncia altre forme tumorali purtroppo correlate all’asbesto.
Sono rimasta devastata da tale realtà, negli occhi di Rocco”.
Estratto dalla pg.163 del Libro di Maria Grazia Calandrone “Dimmi che sei stata felice”
La realtà di Ostia tra incuria, indifferenza e disattenzione
La Scrittrice:
“Purtroppo, sappiamo bene come l’ignoranza e la disattenzione verso tanti problemi della persona, lascino il tempo che trovano.
E le vite umane, la salute ed i concetti più alti legati alla dignità della persona, finiscano per essere logorati e dimenticati in un oblio senza precedenti.
Quindi, credo sia manifestamente opportuno, utile ed importante ritrarre e portare in luce le sensazioni e le dirette impressioni sul contesto sociale, ed un mondo forse troppo dimenticato.
Contestualizzare anche ai giorni nostri, cosa è cambiato e cosa è rimasto uguale.
Dove l’uomo non si è avvicinato a comprendere l’altro, per una crescita condivisa anche sullo stesso territorio”.
Maria Grazia Calandrone alla Tavola dei Relatori del Convegno del 30.03.26 alla Sala del Carroccio
Quanto è stato frutto di un appannaggio politico, oppure di una rimostranza radicata nell’ignoranza dell’epoca.
Se le leggi del tempo non hanno permesso un’apertura dei cittadini, e tante vittime potevano essere salvate.
Se sono stati ignorati tanti fenomeni legati alla pericolosità e l’indigenza delle persone. Se non sono stati accolti sicuramente degli allarmi e delle grida da parte del “popolo”.
Scrivere per evocare, sensibilizzare e trovare una soluzione
Affrontare delle tematiche sociali e legate all’importanza della persona, la salute, ed il territorio attraverso la sua lente è davvero un bene inestimabile.
Uno strumento direi profondo per cogliere ogni saliente aspetto ed approfondimento sul tema.
Vogliamo approfondire e quindi cogliere anche dei suggerimenti in base ai ricordi e la sua esperienza.
Comprendere la realtà, i fattori e le reali conseguenze patite dalle persone è fondamentale.
Sono gli strumenti migliori, da cui poter risalire alle origini del problema, e capire le falle del sistema.
I ruoli sociali che hanno inciso oppure limitato l’evolvere della società, marginalizzato e sottovalutato molte questioni.
Parlarne attraverso una luce attenta ai sentimenti umani, è la migliore soluzione, la più umana.
Alla fine, ciò di cui ci interessiamo nella cura dell’ambiente e per un uso corretto dei materiali pericolosi come l’amianto per la salute delle persone, è per la persona.
Per la sua dignità, per la qualità di vita, per un pieno riconoscimento di una vita degna di essere vissuta.
Il dramma riportato nel suo libro, traslato nella sua storia autobiografica rende pienamente l’idea di cosa comporti la non curanza e l’abbandono.
Le persone meritano molto di più
La sua penna, rende davvero una lodevole nota di plauso e condivisione.
Riuscendo a cogliere il senso più umano del dramma, della dimenticanza, suscitando quella voglia di riconoscimento e nuova speranza.
Riflettendo sull’impulso significativo del libro
Il personale impegno da parte della poetessa Maria Grazia Calandrone, si è dimostrato con la denuncia alla Asl.
Lo sconforto e il disarmo della poetessa, difronte al degrado sociale ha generato un allarme.
E proprio per la salute dei residenti la stessa ha agito denunciando, ma avendo solo a distanza una risposta non esaustiva.
La posizione e l’attivismo della Calandrone, rappresenta l’esemplare attenzione al territorio e di risolutezza.
Contro l’indifferenza, difronte ad emergenze sociali che toccano direttamente la salute delle persone.
La sensibilizzazione sul tema è stata pregnante, all’interno del Convegno stesso all’interno del Palazzo Senatorio, ha stretto assieme alla poetessa tutti i relatori presenti e le testimonianze dirette dei coniugi e familiari delle vittime dell’amianto.
L’attenzione al territorio, ai residenti, a dei fenomeni che non sono solo “degli altri”, ma ci appartengono.
Iniziando a pensare, in una dimensione collettiva di condivisione, di consapevolezza e ricerca di plausibili soluzioni al problema.
L’esempio della poetessa, è quello di una donna innanzitutto e poi scrittrice che si trovava per i sopralluoghi destinati alla stesura del suo libro, proprio ad Ostia.
La nascita del personaggio Rocco e l’interesse per Ostia
La Poetessa:
“Quando ho visto Ostia per la prima volta, con il suo mare e litorale me ne sono innamorata.
L’immagine delle palazzine che cadevano a pezzi ricoperte dall’amianto. Tutto ciò mi ha turbata ed ho indagato a fondo la questione, anche storicamente.
Così, ho costruito il personaggio di Rocco Illuminati, anestesista ossessionato dall’amianto che in parte sono io, mi impersona.
Il periodo degli Anni ’60, sono quelli di costruzione delle palazzine privi della totale conoscenza del problema da parte soprattutto dei residenti.
A seguito della conoscenza di tali problematiche, subito il mio attivismo sul fenomeno amianto si è associato a quello di Mauro Dimitri (come introdotto).
Questi interventi hanno avuto delle risposte solo dopo un anno dai sopralluoghi. Ma non hanno imposto alcuna rimozione.
Abusivismo, ed uso di tagli di amianto. Nonostante le istituzioni lo sanno, ed anche la Asl.
Infatti alcune palazzine sono state bonificate, ma tante ancora no.
La dimostrazione e la sensibilizzazione sul fenomeno amianto è andata avanti con il coinvolgimento del tessuto sociale per una informazione corretta. Infatti, si è tenuta proprio sul posto la presentazione al Municipio di Ostia del libro, davanti ad una platea consapevole.
L’occasione è stata anche quella in cui ho preso insulti e l’ho fatto per difendere la verità, soprattutto sui social”.
“Ci vuole coraggio a far uscire tanti fatti“
“Omertà, tutti sanno ma nessuno parla.
Aiuta questa indagine, a non avere fiducia nell’umanità ma in quella che si salva.
Il personaggio è esasperato ed ossessionato, cambiando mestiere ne fa qualcosa di concreto con estrema generosità. Si tratta di un personaggio positivo.
Accanto, due figure femminili nella seconda parte del libro, di cui una impalcata che ha bisogno della logica, l’altra diversa istintiva, artista e persona libera.
Il Neuropsichiatra infantile, svolge il lavoro nella scuola e negli ospedali. Riesce a spiegare un piccolo campionario di problemi adolescenziali, molto forti.
Il Romanzo, in particolare, risalta il valore del riscatto della bellezza del posto. Parlando del teatro e piazza Gasparri in piena commozione ritraendo la povera gente.
Va denunciata la pericolosità presente sul territorio. Ma Ostia, è bella perchè piena anche di umanità e di un mare bello, libero ed incontaminato.
Il senso del libro, trapela uno spaccato su un luogo abbandonato dalla incuria delle istituzioni. E logorato anche da disagi e problematiche sociali molto forti, dallo spaccio, alla violenza domestica.
Il fenomeno dell’abusivismo, si colloca all’interno dell’ottica di abbandono appena introdotta.
In cui l’autrice, per mezzo dei suoi personaggi cerca di rappresentare delle intenzioni di riscatto ed apertura per una nuova umanità riconosciuta.
La bellezza del personaggio di Rocco, del suo coraggio ed impegno sociale di lotta contro l’amianto e le cause di morte involte.
La testimonianza stessa di quelle persone, di quella umanità che vince sull’indifferenza“.
L’amianto nelle scuole rappresenta ancora oggi una delle emergenze ambientali e sanitarie più rilevanti in Italia. Il tema è stato al centro di un importante convegno tenutosi a Roma, presso il Campidoglio, nella sala del Carroccio, promosso dall’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA). Durante l’incontro, l’avvocato Ezio Bonanni è stato intervistato da Luigi Abbate ha fatto il punto sulla situazione delle bonifiche e sui rischi legati alla presenza di questo materiale pericoloso in alcuni edifici scolastici.
Il ruolo dell’ONA nella lotta all’amianto
“La presenza di amianto in alcuni edifici scolastici costituisce un potenziale rischio per la salute e nonostante gli interventi effettuati negli ultimi anni, molte strutture necessitano ancora di bonifica o messa in sicurezza.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni.
L’Osservatorio Nazionale Amianto è impegnato dal 2008 nella tutela della salute e nella prevenzione dei rischi legati all’esposizione all’amianto.
Grazie alla collaborazione con le istituzioni, sono stati raggiunti risultati importanti, soprattutto negli ultimi anni. In particolare, è stato sottolineato il ruolo delle amministrazioni comunali e il supporto del ministero dell’Ambiente, che nel 2019 ha stanziato fondi significativi per le attività di bonifica.
Bonifiche a Roma: risultati e criticità
Diverse scuole sono già state bonificate, mentre altre sono in fase di intervento o lo saranno a breve. Questo rappresenta un segnale positivo.
Tuttavia il completamento delle bonifiche richiede un impegno continuo e coordinato tra istituzioni, enti locali e società civile. Solo attraverso un’azione congiunta sarà possibile eliminare definitivamente il rischio amianto dagli edifici scolastici.
Prevenzione e sicurezza: le priorità
Uno dei punti centrali emersi dal convegno riguarda l’importanza della prevenzione primaria. Le azioni fondamentali includono rimozione dell’amianto, confinamento dei materiali pericolosi e il monitoraggio costante degli edifici. Oltre agli interventi di messa in sicurezza.
“Continuare a investire nella bonifica e nella prevenzione rappresenta l’unica soluzione per garantire ambienti scolastici sicuri e tutelare la salute delle future generazioni.” – Ha aggiunto Bonanni.
Invitiamo pertanto a visionare l’intervista all’Avv. Ezio Bonanni di Luigi Abbate su Ona News.
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