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Mesotelioma Pleurico: Chirurgia e chemioterapia intrapleurica

Prof. Marcello Migliore chirurgia e chemioterapia intrapleurica
parla al microfono il prof Marcello Migliiore

Il mesotelioma pleurico è una neoplasia rara causata esclusivamente dall’esposizione all’amianto. In pochissimi casi può essere legato anche ad esposizioni a radiazioni.

L’ONA, cioè Osservatorio Nazionale Amianto, nel 2020, ha ricevuto la segnalazione di circa 2mila casi di mesotelioma.

Nel complesso, circa il 93% dei casi corrisponde al mesotelioma della pleura. Mentre il 5% dei mesoteliomi diagnosticati sono di tipo peritoneale. Mentre il restante 1% è occupato da mesotelioma pericardico e mesotelioma della tunica vaginale del testicolo. L’1% rimanente non è stato diagnosticato.

Il mesotelioma pleurico è un tumore causato dall’amianto, molto aggressivo. Purtroppo, soltanto il 5/7% dei pazienti sopravvive, con un margine di vita pari a cinque anni. Come è noto vi sono anche molte difficoltà nella diagnosi.

Gli unici mezzi per ottenere una diagnosi precoce e sicura sono TAC del torace, PET e toracoscopia.

Necessarie sono anche la biopsia e l’esame immuno istochimico. I sintomi sono sempre molto chiari: dolore toracico, debolezza e versamento pleurico.

Mesotelioma pleurico: nuove speranze di cura

L’ONA ha istituito il Dipartimento di Terapia e cura del Mesotelioma. Grazie a questo l’associazione ha ottenuto significativi risultati in campo di ricerca scientifica. Il Prof. Marcello Migliore è, tra i chirurghi toracici, colui che ha ottenuto significativi risultati per la cura del mesotelioma.

Infatti, il Prof. Migliore rappresenta uno dei massimi esponenti del settore. È ordinario di chirurgia toracica all’Università di Catania. Attualmente opera in Inghilterra presso l’University Hospital di Cardiff, nel Galles. Già dal 2018, il chirurgo collabora con l’ONA.

Chirurgia e chemioterapia ipertermica: un nuovo approccio

Il Prof. Marcello Migliore, come spiegato nella trasmissione televisiva di ONA NEWS: Mesotelioma, amianto e malattie del lavoro, ha ottenuto significativi risultati nel trattamento del mesotelioma pleurico, che deve essere necessariamente multimodale.

Il trattamento sperimentale combinato di chirurgia e chemioterapia intrapleurica ipertermica intratoracica (HITHOC, Hyperthermic intrathoracic chemotherapy) è stato eseguito in Italia proprio dal nostro specialista.

Questi è stato, quindi, sostenuto dall’ONA Sicilia. Ricordiamo l’impegno dell’On.le Pippo Gianni del CTS ONA, ex europarlamentare e attuale sindaco di Priolo Gargallo.

Nel corso del tempo l’ONA ha più volte denunciato la scarsa attenzione del governo nazionale verso il sud Italia. Svariati sono stati anche gli appelli del sottoscritto rivolti all’On.le Roberto Speranza, ministro della Salute.

In molti si chiedono ancora come mai una mente brillante come quella del Prof. Marcello Migliore non sia stata messa nelle condizioni di proseguire il suo eccellente lavoro in Sicilia.

Resezione toracica della pleura e infusione diretta del farmaco

La tecnica operatoria del Professore risulta articolata tra la resezione chirurgica della pleura, meglio conosciuta con gli appellativi di pleurectomia e decorticazione.

In seguito, poi, viene iniettato nella cavità toracica il farmaco chemioterapico ad alta temperatura (41°C). Questa procedura è stata recentemente adottata anche dal Policlinico Gemelli di Roma.

Perché è importante questa tecnica terapica?

La combinazione di chirurgia e chemioterapia intrapleurica rappresenta, come già evidenziato dall’Osservatorio Nazionale Amianto, un approccio terapeutico innovativo e molto importante. Si tratta, come chiarito dal chirurgo, di una terapia sicura ed efficace.

Infatti, la chemioterapia ad alte temperature è caratterizzata da un’azione più efficace. Inoltre in questo modo il farmaco penetra in maniera più circoscritta nelle aree colpite dalla neoplasia. Questo tipo di approccio terapeutico è necessario se si vogliono evitare dolorosi effetti collaterali.

Chirurgia e chemioterapia intrapleurica sono tecniche utilizzate anche per il trattamento del mesotelioma peritoneale.

Difatti, questi sono approcci terapeutici preferibili, perché più conservativi ma, soprattutto, grazie ad essi è possibile controllare meglio la malattia.

Ne consegue che il paziente riesce a ottenere un indice della sopravvivenza molto più elevato. Come spiega lo stesso Professore nel corso della già citata trasmissione televisiva.

Ministero della salute: mesotelioma e protocollo covid-19

Il Covid-19 ha aumentato l’impatto delle conseguenze del mesotelioma. Infatti, i malatti di patologie asbesto-correlate, tra le quali il mesotelioma pleurico, sono soggetti fragili.

Le fibre di amianto oltre a creare infiammazioni, sono cancerogene, provocano il cancro. Lo ribadisce l’ultima monografia IARC asbestos.

Già di per se questi minerali erano i responsabili di una elevata incidenza di mortalità. Non a caso, l’ONA ha dettato delle specifiche linee guida in materia di terapia di mesotelioma.

Come chiarito dal Prof. Migliore, la cura non assicura la guarigione, bensì maggiori aspettative di vita a migliori condizioni. E prolungare le aspettative di vita è già un risultato importante.

Le nuove linee guida per la cura del mesotelioma

Quindi, in base alle nuove linee guida per la cura del mesotelioma, l’approccio terapeutico non può che essere multimodale. Solo alcuni dei pazienti possono essere trattati con la chirurgia.

Quindi solo se il cliente è arruolabile per la chirurgia, in base alle sue condizioni e al tipo istologico, si può procedere. Perciò, la chirurgia e chemioterapia intrapleurica e ipertermica, può essere utilizzata solo in alcuni casi.

Così anche per quanto riguarda tutte le altre neoplasie asbesto-correlate, come per esempio il tumore del polmone. Quest’ultima neoplasia è multifattoriale, quindi incide oltre all’esposizione all’amianto anche il fumo passivo di sigaretta.

Per tali ragioni, si rende ancora e sempre necessario dover prediligere la cosiddetta prevenzione primaria. Quindi applicando il principio di precauzione, va evitata qualsiasi forma di inquinamento.

Così è possibile evitare l’esposizione sia all’amianto sia ad altri cancerogeni. Nell’era del Covid-19, oltre al ritardo nelle bonifiche, le inadempienze riguardano anche quelle del protocollo.

Pertanto, l’ONA ha insistito perchè il ministro della Salute adottasse particolari protocolli. In particolare per i soggetti fragili e per gli ultra ottantenni. Invece, si sta assistendo al ritardo nella vaccinazione e all’assenza di adeguati protocolli Covid-19.

Quindi, oltre alla mobilitazione, l’ONA ha richiesto e chiede un potenziamento delle strutture sanitarie. In particolare quelle di sanità pubblica, specie nelle regioni del sud Italia.

Il ruolo dell’ONA e dell’Osservatorio Vittime Del Dovere

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto e lo stesso Osservatorio Vittime Del Dovere sono due associazioni APS (Associazione di Promozione Sociale) unite insieme, in prima linea per la tutela delle vittime.

L’azione sinergica delle due associazioni inizia prima di tutto sottolineando l’importanza della prevenzione primaria. Proprio perché, in breve, la prima forma di prevenzione consiste nell’evitare l’esposizione all’amianto.

Altrettanto fondamentale è la prevenzione secondaria, cioè la diagnosi precoce. Solo così sono assicurati al paziente i migliori trattamenti. Da non trascurare il degrado sanitario del sud Italia.

La sanità del sud Italia ha subito tagli indiscriminati, spesso a favore dei privati. Una condizione incresciosa che pesa però su tutti i cittadini meridionali.

Per questi motivi è necessario ripristinare il centro d’eccellenza di Catania, per esempio. Ma soprattutto è necessario avere un’idea di nazione che non lasci indietro nessun territorio e men che meno le vittime.

Mesotelioma pleurico: cura in Sicilia e nel resto d’Italia

L’ONA ringrazia il Prof. Marcello Migliore per il suo impegno per la cura del mesotelioma. Infatti, grazie al suo impegno molti pazienti hanno ricevuto cure adeguate.

In particolare, ci riferiamo a tutti coloro che nel Sin (Sito d’Interesse Nazionale​) di Siracusa oppure di Biancavilla hanno subito la triste sventura dell’esposizione all’amianto. A decine, se non a centinaia, si sono ammalati di mesotelioma.

Grazie al Prof. Marcello Migliore hanno potuto ricevere terapie adeguate. Purtroppo, ora non è più così, perché gli è stato impedito di proseguire nel suo lavoro.

Per questi motivi, l’ONA rivolge un appello al premier Mario Draghi. Infatti, anche alla luce delle nuove prospettive del Recovery fund, c’è la possibilità di colmare il divario Nord – Sud.

Quindi si esprime grossa fiducia nel nuovo governo, perchè si possa potenziare la sanità del sud Italia già troppo depauperata.

Al mio appello, si unisce quello di Calogero Vicario, Lorenzo Motta e di tanti pazienti. Questo stesso appello è condiviso anche dal sindaco di Priolo Gargallo, On. Pippo Gianni. Questi da ormai dieci anni ha abbracciato l’impegno di lottare per porre fine alla strage delll’amianto in Sicilia e nel resto di Italia.

MCS sensibilità chimica multipla ed amianto

MCS sensibilità chimica multipla
MCS sensibilità chimica multipla

MCS sensibilità chimica multipla e l’amianto. In inglese SCM, ovvero Multiple Chemical Sensitivity, è una condizione patologica che compromette in maniera cronica diversi apparati del nostro organismo.

La compromissione diviene tanto stabile da indurre un’ipersensibilità di tipo allergico, a diversi prodotti chimici. Con conseguenti episodi acuti di malattia multi organo in occasione di contatto anche minimo, alle sostanze incriminate.

Come è noto, la MCS è quindi una patologia multifattoriale, multi organica e multi sistemica, della quale sono affetti un numero sempre crescente di individui.

Nella maggioranza dei casi, anche se non esclusivamente, si tratta di una malattia professionale, causata dall’utilizzo di agenti patogeni quasi sempre di origine antropica.

Questi agenti patogeni sono presenti nell’ambiente di lavoro, determinando pericolose esposizioni. Inoltre, sono presenti numerosi agenti patogeni anche nei prodotti alimentari.  Un altro fattore determinante nell’insorgenza della sensibilità chimica multipla è l’inquinamento dell’aria e la contaminazione dell’acqua potabile.

Le correlazioni tra MCS e patologie asbesto correlate

Proprio come accade per le vittime di patologie asbesto correlate, ogni anno migliaia di persone si recano nelle strutture mediche che purtroppo non sempre sono adeguate al trattamento di patologie di questo tipo.

Infatti, riconosciamo una forte correlazione tra la MCS e le patologie asbesto correlate. Sono tutte condizioni causate dalla presenza di cancerogeni negli ambienti di vita e di lavoro.

In Italia, effettivamente, nonostante la messa al bando della fibra killer, avvenuta con la legge 257 del 1992, sono stati recentemente censiti circa 40milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto.

MCS: le reazioni della comunità scientifica

A peggiorare ulteriormente la situazione sono i ritardi nella ricerca scientifica. I risultati della ricerca in merito alla sensibilità chimica multipla sono ben lontani dal ricostruire ogni dettaglio della patologia.

Anche l’opinione della comunità scientifica si anima in merito ai fattori di insorgenza della MCS sensibilità chimica multipla.

Alcuni esperti disquisiscono sulla natura patologica dei sintomi dei quali sono affetti i pazienti, sorvolando sul fatto che i medesimi vivano una condizione drammatica, che ormai siano molte migliaia e soprattutto che anche un’eventuale origine psicosomatica non annulla la natura di patologia.

Un altro fattore che accomuna la sensibilità chimica multipla alle patologie amianto correlate, soprattutto quelle neoplastiche, è l’esito infausto di esse. 

Questo fattore comune dovrebbe indurre la scienza medica a concentrare maggiore attenzione sulla problematica e puntare soprattutto alla prevenzione primaria.

Contaminazione ambientale: la soluzione è la prevenzione primaria

L’unica soluzione efficace per porre fine a questa strage è la rimozione dell’agente patogeno, ovvero la prevenzione primaria.

Quindi è necessario evitare ulteriori esposizioni ad agenti cancerogeni, quali l’amianto, il benzene, il piombo, l’alluminio etc… Il fine è quello di salvaguardare anche i cittadini sensibili ma non ancora affetti da patologia.

Basti solo considerare che gli agenti sono assoggettati soltanto a limiti di soglia. Ma è stato ampiamente dimostrato che in realtà non sussiste una quantità minima con la quale si è al riparo dal rischio di insorgenza della MCS. Un analogo discorso è associato alle fibre di amianto.

Difatti anche per le fibre di asbesto non vi è una vera e propria soglia sotto la quale non vi è rischio. Per questa ragione, è ormai opinione comune, che l’unica fibra che non uccide è quella che non viene respirata.

MCS sensibilità chimica multipla ed amianto

Anche se la pericolosità delle fibrille di amianto non è correlata solo alla respirazione o l’aerodispersione. Purtroppo le fibre di amianto sono pericolose anche se ingerite attraverso l’acqua potabile e in Italia purtroppo, ci sono ancora km e km di tubature in amianto.

Tant’è che ciò è riportato anche nella revisione della monografia IARC in materia di amianto. Così come riportato anche in questo nostro vecchio articolo.

Quindi, sarebbe fondamentale applicare il principio di precauzione ed anche la prevenzione. Si tratta quindi di strumenti necessari per la tutela dell’ambiente e della salute umana.

Da sottolineare è anche l’importanza della diagnosi precoce, sia dell’MCS che delle malattie asbesto correlate.

Il punto chiave è però evitare le esposizioni. Perché quando si creano queste esposizioni e si arriva alla malattia, è già tardi.

Questo vale per tutti i casi e per tutte le forme di inquinamento. Prevenire vuol dire anche diagnosticare la patologia in fase iniziale. Questo è molto importante. Infatti, le cure la tempestività delle cure, che fa aumentare le probabilità di una loro efficacia.

Ciò anche se non vi è certezza assoluta del ritorno allo stato di salute del paziente.

Sensibilità chimica multipla: perché negarne l’esistenza?

Anche a voler negare l’esistenza della MCS come patologia organica, dunque, quanto da noi prospettato appare in ogni caso corretto. Questo avviene sia sotto il profilo della scienza medica, della bioetica, sia sotto il profilo della scienza giuridica, e dell’etica giuridica.

Se alcuni scienziati negano la natura organica dell’MCS, e ne affermano la natura psicosomatica, non per questo si esclude la necessità di una adeguata prevenzione, diagnosi e cura. La sensibilità chimica multipla rimane pur sempre una patologia dannosa per l’uomo.

Per questi motivi, deve essere lodato il ruolo assunto dal Prof. Giancarlo Ugazio, medico e scienziato non in vendita. Per decenni è stato ordinario di patologia generale presso l’Università di Torino, dopo un percorso negli Stati Uniti.

Sensibilità chimica multipla, amianto e impegno dell’ONA

L’ONAOsservatorio Nazionale Amianto, fin dalla sua costituzione nel 2008, è stata in prima fila, per la tutela della salute.

Il benessere e la vita sono i beni più preziosi per l’essere umano. L’inquinamento ambientale e quello dovuto all’utilizzo di materiali dannosi, mette a rischio questo bene.

Non solo, ma anche il futuro dell’umanità è a rischio. La vicenda covid-19 e la pandemia che ne è derivata, sono la conseguenza del consumo dell’ambiente. Ciò è stato ribadito anche nella dodicesima puntata di ONA TV.

Il disastro ambientale non è soltanto quello dell’amianto e del processo eternit, ma anche la deforestazione. Così l’invasione delle caverne, dove i pipistrelli sono i portatori del coronavirus.

Questo solo per rimanere nell’esempio della pandemia che sta distruggendo l’economia mondiale. Quindi, tutelare l’ambiente e non diffondere veleni è l’unica chiave di volta per mantenere la possibilità di un futuro che non sia di lutti e tragedie.

Questa è la via tracciata dall’ONA. Così per la tutela delle vittime per le quali l’ONA ha costituito lo speciale dipartimento di assistenza medica e legale.

ONA News- Amianto e Recovery Fund e riqualificazione del Sud

Recovery Fund

Amianto, ambiente, sviluppo sostenibile ed economia. Recovery Fund opportunità per riqualificazione del Sud. È in linea sul nostro canale YouTube il XXI appuntamento di ONA TV – ONA News. La trasmissione creata dall’Osservatorio Nazionale Amianto.

L’Osservatorio Nazionale Amianto accelera sulla richiesta di un impegno efficace del nuovo governo Draghi sulla bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati. Questo tema che è entrato negli ultimi due governi, è stato in realtà del tutto trascurato nell’azione politico-istituzionale del governo Conte.

In questo contesto il PNRR deve essere progettato strategicamente e colmare il divario Nord-Sud. Infatti, l’idea di Nazione e Patria non può prescindere da una condizione di unità e indivisibilità che non è soltanto geografica e istituzionale, quanto piuttosto morale e spirituale.

L’idea di Nazione e il sentimento di Patria vanno ben oltre il quadro costituzionale, e sono scritti nella coscienza stessa di ogni italiano. Quindi è inammissibile che si perpetui uno stato di discriminazione e di divario Nord-Sud.

Quello industriale, sociale, economico e ambientale tra Nord e Sud: fondamentale che le risorse siano impiegate per livellare l’efficienza delle infrastrutture e del “sistema-paese” che sconta decenni di mancati investimenti nel Sud.

Recovery Fund opportunità per la riqualificazione del Sud

L’Italia oggi ha la possibilità di chiudere definitivamente il capitolo che fa riferimento all’inquinamento industriale. Questo attraverso una progettazione programmatica di bonifiche attente e mirate. In tale senso, qual è il ruolo del nuovo ministero della Transizione ecologica e quale la linea da seguire per portare avanti i piani di bonifica dei siti contaminati?

Di questo e di altri argomenti, si è discusso nel corso del XXI appuntamento di ONA News – ONA TV. La trasmissione condotta dal Dott. Massimo Maria Amorosini alla quale hanno partecipato come ospiti:

Avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA;

On.le Maria Laura Paxia, Parlamentare del Gruppo misto

On.le Pippo Gianni, Sindaco di Priolo Gargallo e componente del comitato tecnico scientifico dell’ONA

Calogero Vicario, Coordinatore ONA Sicilia

Recovery fund

L’avv. Ezio Bonanni si esprime in merito al Recovery fund

Nel corso della puntata l’avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA, ribadisce quanto sia fondamentale oggi la modernizzazione delle strutture e infrastrutture nazionali. Questo ammodernamento deve correre alla stessa velocità del progresso in materia ambientale.

La progettualità del prossimo futuro dovrà essere di spessore tecnico. Sarà necessario delineare normative finanziarie per garantire la salubrità degli ambienti, siano essi privati o di lavoro. Dunque, economia e salute dovranno essere le due colonne portanti per i piani del nuovo ministero della Transizione ecologica.

Il miracolo economico del secondo dopoguerra e la frenetica industrializzazione hanno portato ad un progresso delle macchine e dei mezzi economici, lasciando indietro la crescita umana e sociale. Infatti, territorio, ambiente e salute sono stati, per troppo tempo, bistrattati, in favore di una crescita frenetica e che ha portato conseguenze devastanti.

Il Recovery fund e le istanze del Sud

La compagine governativa è da sempre spostata verso il Nord del Paese, considerato, per comprensibili ragioni, il motore dell’Italia. Questo è il momento propizio, però, per avvicinare due territori distanti solo in apparenza. Del resto, la storia dell’Italia è da sempre caratterizzata da frammentazioni territoriali e politiche ma è anche vero che il nostro Stivale è contraddistinto da una cultura fondante comune, di ingegneri e creativi.

Proprio per questo motivo, il Sud può essere d’impulso per una ripartenza green che parta dalla bonifica delle strutture contaminate e prosegua con lo sfruttamento delle energie rinnovabili. Questo, in totale sinergia e rispetto dell’ambiente, impiegando le risorse naturali di cui il meridione è ricco.

Il ruolo dell’ONA nella bonifica delle strutture

Il presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto si dichiara vicino alle esigenze dei lavoratori, in particolare a quelli esposti ad amianto, che vivono in una condizione di timore derivante dalla paura di gravi ripercussioni di salute.

L’assistenza tecnica fornita dall’ONA costituisce, da anni, un supporto fondamentale nel processo di rimozione dell’amianto dai siti contaminati. L’assistenza si può mettere in atto attraverso diverse modalità:

  • raccolta segnalazioni e verifica presenza di materiali di amianto,
  • guida per la bonifica,
  • mappatura dei siti contaminati.

Va ribadito, infine, che per evitare il rischio di esposizione ad asbesto e, quindi, i relativi danni alla salute, è fondamentale evitare l’esposizione alle fibre. Per questo, l’unica soluzione concreta per rimuovere il problema alla radice è la prevenzione primaria.

Osservatorio Vittime del Dovere Regione Lazio

osservatorio vittime del dovere
osservatorio vittime del dovere

L’Osservatorio Vittime del Dovere coglie il grido di dolore delle vittime del dovere. Per questo motivo l’associazione nasce con l’esigenza di tutelare le vittime nei contesti della Pubblica Amministrazione, delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza. L’associazione tutela coloro che rendono la propria vita per il bene della comunità. Già da anni, l’Osservatorio Nazionale Amianto difende le vittime di malattie legate alla diffusione nell’ambiente di amianto e di altri cancerogeni.

L’Osservatorio e il suo presidente, l’avv. Ezio Bonanni, lottano per la tutela delle vittime. L’ONA ascolta le istanze dei lavoratori esposti ad asbesto, coloro i quali, molto spesso, vivono la tragica realtà della malattia. In tante sono le vittime esposte ad amianto, anche per decenni. Molti di loro vivono nell’attesa dell’infausta notizia.

L’iscrizione dell’associazione al registro della Regione è avvenuta in data 17.03.2021 e rappresenta un passo molto importante verso la tutela e la difesa dei soggetti vittime di sofferenze quotidiane. Inoltre segna una vittoria soprattutto poiché siamo in un periodo storico, tanto delicato, in cui ogni argomento, ad esclusione del virus in corso, sembra passare in secondo piano.

Vittime del dovere: il caso delle Forze Armate

L’associazione Osservatorio Vittime del Dovere si occupa degli esposti ad amianto ed uranio impoverito all’interno dei reparti delle Forze Armate. Esemplificativo è il caso delle attività svolte nelle unità navali.

Una realtà che è lungi dall’essere considerata una rarità. Infatti, nei reparti delle Forze Armate, 830 sono i casi di mesotelioma rilevati e tra questi casi, il settore più colpito è quello della Marina Militare Italiana, con 570 malati.

Si può dire che sia una vera e propria strage, una realtà tragica a cui l’Osservatorio Vittime del Dovere risponde con tenacia e forza. La battaglia dell’avv. Ezio Bonanni è arrivata alla Commissione di Inchiesta della Camera dei Deputati. Le richieste sono forti e chiare e vanno nella direzione della tutela della salute di tutti i cittadini, in questo caso specifico, dei militari.

Non solo Forze Armate, sono considerate vittime anche coloro che hanno subito pregiudizi di qualsiasi genere, in particolare per quanto concerne problematiche di salute derivanti dallo svolgimento di qualsiasi tipo di lavoro.

L’Osservatorio Vittime del Dovere accoglie le richieste

Nello specifico, il personale delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza subisce, nella propria quotidianità lavorativa, il rischio legato alle attività di ordine pubblico, di sicurezza e di lotta alla criminalità. A questo si aggiunge, però, anche l’effetto dell’esposizione a sostanze tossiche e cancerogene (amianto, uranio impoverito, radiazioni ionizzanti e non ionizzanti,  nanoparticelle, metalli pesanti…).

Il grido di dolore, accolto dall’associazione, viene da chi subisce ogni giorno le conseguenze delle infiammazioni e, nei casi più gravi, delle malattie il cui esito è solo uno. Tuttavia, il messaggio che l’avv. Bonanni sente di esprimere nei confronti di chi soffre è estremamente positivo. L’ONA è impegnata nella tutela dei più deboli, ma non solo. L’Osservatorio si impegna a sostenere la ricerca scientifica per cercare di combattere questo grande male che affligge la popolazione italiana e mondiale.

Il sostegno va anche a favore dei familiari: vedove e orfani del dovere, l’assistenza offerta, infatti, è legale, medica e psicologica. Tutto ciò partendo sempre dal presupposto che la prima forma di tutela è costituita dalla bonifica.

L’Osservatorio tutela anche contro i ritardi dello Stato. Infatti, vi è ancora discriminazione e distinzione tra vittime del terrorismo e vittime del dovere. A questi ultimi dovrebbero essere riconosciuti gli stessi diritti delle vittime del terrorismo. Una pallottola è tale anche se cambia la mano di chi impugna la pistola.  

I guerrieri della lotta contro l’esposizione a cancerogeni

Decidere di spendere la vita per regalare pace e serenità alla comunità, sacrificarsi per il bene comune, equivale a compiere un atto di estrema generosità nei confronti del genere umano. Sono eroi di tutti i giorni coloro i quali si impegnano a garantire la sicurezza del singolo e della collettività. 

Sono persone che rischiano la vita per un bene superiore, ma soprattutto sono lavoratori. E come tutti i lavoratori devono essere tutelati a livello sanitario. Molto spesso, però, la realtà non coincide con ciò che a livello teorico e di principio sarebbe giusto fare. L’Osservatorio Vittime del Dovere nasce proprio per colmare questa lacuna tra ciò che è e quello che dovrebbe essere.

Carlo Calcagni è uno dei nostri guerrieri, schierato in prima linea a favore della causa, egli è vittima di contaminazione da proiettili all’uranio impoverito. Egli ha dovuto lottare contro i mulini a vento per vedere riconosciuti i propri diritti.

Così Antonio Dal Cin, finanziere in congedo perché vittima di asbestosi polmonare da amianto, lotta in prima persona per vedere riconosciuti i suoi diritti e, insieme all’Osservatorio Vittime del Dovere, si batte anche per tutte le altre vittime.

Lorenzo Motta, Sottoufficiale della Marina, vittima dei vaccini militari, è anch’esso in trincea per la tutela delle vittime delle pratiche vaccinali nocive per la salute.

L’amianto non risparmia l’Aeronautica Militare, Nicola Panei è vittima di asbestosi, a lui auguriamo di vincere la battaglia per la vita.

Debellare l’amianto nelle scuole e negli ospedali

L’Osservatorio viene rappresentato anche nel nostro Sud, da Massimiliano Alampi, coordinatore ONA di Reggio Calabria. Insieme a lui denunciamo a gran voce l’inaccettabile realtà della presenza di amianto nelle scuole e negli ospedali. 

Da qui l’intuizione del riconoscimento della condizione di vittima del dovere anche per il personale medico e paramedico, vittima dell’amianto o altri cancerogeni. Ne sa qualcosa Elisabetta Sacchi, ora responsabile di ONA Pesaro, figlia di Pietro, morto di mesotelioma dopo aver lavorato come sanitario presso l’Ospedale di Pesaro.

Quello delle scuole, inoltre, è un tema caldo, di cui si è occupata anche la Sig.ra Antonella Franchi. Lo stesso Ennio Pietrangeli ha pianto il padre che ha svolto servizio in una scuola imbottita di amianto. 

I familiari delle vittime del dovere meritano tutela

Questi ultimi, insieme alla Sig.ra Paola Maria Santospirito rappresentano i coniugi e gli ofani delle nostre vittime del dovere.

Il marito della Sig.ra Santospirito, Sottoufficiale della Marina Militare Italiana, infatti, è stato in servizio imbarcato nella nave ammiraglia della flotta italiana, la Vittorio Veneto.

Una flotta, ma anche un letto di morte, responsabile del massacro dei nostri marinai, vittime della pace.

La Sig.ra Santospirito, coccolava il militare che aveva sposato a suo modo. Si prendeva cura di lui lavando le tute e gli abiti da lavoro. Era, tuttavia, ignara del fatto che questi abiti fossero radioattivi e contaminati da polveri e fibre di amianto.

L’Osservatorio rileva anche che gli orfani delle vittime del dovere, non a carico, sono privi di tutela. A loro, il Ministero della Difesa rifiuta la liquidazione dei diritti. Testimone di questo è la Sig.ra Renata Tiraferri Roffeni, orfana di Giovanni Tiraferri Roffeni, a cui non sono ancora stati riconosciuti i propri diritti.

L’associazione non dimentica, infine, le vittime di bullismo e di violenza di genere. Così come le vittime della burocrazia. Calogero Vicario, coordinatore di ONA Sicilia, difende i lavoratori siciliani esposti ad amianto privi di tutela. Grazie all’impegno dell’On.le Pippo Gianni, la tutela dei diritti si estende e coinvolge il Sud e l’intero Paese.

I danni da Coronavirus e il lavoro dell’Osservatorio

Le vittime amianto sono state ulteriormente, e in maniera maggiore, colpite dalla pandemia mondiale, iniziata agli esordi del 2020, che ci tiene ancora sotto scacco.

Il Covid-19 ha agito in maniera ancora più cattiva e pesante sui malati amianto, come se non bastasse già la loro quotidiana sofferenza fisica e psicologica. Si rende necessario, secondo il parere dell’Osservatorio, che le vittime asbesto siano inserite all’interno dei programmi vaccinali, con estrema urgenza.

Strage amianto: protocollo covid-19 vittime amianto

Mesotelioma Pleurico e asbesto
Mesotelioma Pleurico

Strage amianto: l’ONA chiede l’intervento di Draghi

Strage amianto: protocollo covid-19 per i pazienti di malattie asbesto correlate. Questa è la nostra richiesta al nuovo Governo Draghi. Come già prima per il Governo Conte.

Le malattie asbesto correlate e in particolare il mesotelioma, il tumore delle cellule del mesotelio, sono in continuo aumento. In più, l’indice di mortalità è più alto per via del covid-19. Per questo è importante il protocollo covid-19 vittime amianto!

Infatti, le fibre di amianto provocano prima semplici infiammazioni e poi il cancro. I tumori più diffusi oltre ai mesoteliomi, in particolare il mesotelioma pleurico, sono quelli del tratto respiratorio e gastrointestinale.

Malattie amianto, indice di mortalità 2020

L’ONA sta elaborando i dati dell’indice di mortalità malattie asbesto correlate per il 2020. La situazione è allarmante, per l’assenza di interventi dei precedenti governi, compresi quelli del Presidente Conte.

Non a caso, come componente della Commissione Amianto del Ministro Costa (Ambiente 5ss) avevo sottolineato la necessità di un intervento immediato. Purtroppo è mancata la volontà politica di affrontare e risolvere il problema amianto in Italia.

Malattie amianto: necessario protocollo covid-19

La diffusione di questa neoplasia conferma che stiamo assistendo ad una vera e propria strage amianto.

Quindi, nell’era del coronavirus, è necessario per le vittime di mesotelioma il protocollo covid-19, e in particolare il mesotelioma pleurico, rappresenta l’ottava causa di morte sia negli uomini sia nelle donne. È questa quindi una macabra contabilità che non tiene conto però, di tutte le altre patologie asbesto correlate.

Circa 2.000 nuovi casi di mesotelioma nel 2020. Quest’incidenza è in continuo aumento per i ritardi delle bonifiche. Ora con il covid-19 e la nuova curva di aumento nel marzo 2021, purtroppo sono in aumento anche i decessi.

Nonostante gli ottimi risultati nella cura mesotelioma grazie all’impegno del prof. Marcello Migliore, l’assenza di covid-19, vittime di mesotelioma, si sta facendo sentire.

L’amianto si colloca così nella società dominata dal coronavirus, come un  “big killer” implacabile. Un killer che uccide in rumoroso silenzio e che si fa spazio nella quotidianità di ognuno di noi.

Inoltre, i casi di mesotelioma sono solo la punta dell’iceberg della strage asbesto. Occorre tener conto di tutte le altre patologie che l’amianto e del fatto che il bilancio sale.

Purtroppo, in assenza di adeguate misure, sono quanto mai attuali le conclusioni contenute nel “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia” a più di 6.000 decessi ogni anno.

Di questi, circa 3.500 sono per tumore al polmone, cui si aggiungono i decessi per tumore alla laringe, tumore dell’ovaio, tumore della faringe, tumore dello stomaco e tumore al colon e le patologie fibrotiche come asbestosi, placche pleuriche e ispessimento pleurico.

Asbesto – amianto: la prova del danno nell’ultima monografia IARC

strage amianto

Secondo IARC 2012 International Agency for Research on Cancer, tra le neoplasie causate dall’esposizione all’amianto rientrano anche il cancro alla laringe e alle ovaie.

Inoltre è stata confermata l’associazione tra esposizione ad amianto e maggiore incidenza di tumore alla laringe, tumore dello stomaco e tumore al colon retto.

ONA: assistenza medico-legale e legale

L’Inail ha predisposto tre liste di malattie professionali ricondotte all’esposizione amianto.

Nella lista I dell’INAIL oltre alle patologie fibrotiche, ci sono i mesoteliomi, il tumore al polmone, il tumore alla laringe e il tumore dell’ovaio.

Mentre nella lista II l’INAIL ha inserito tumore della faringe, il tumore dello stomaco e il tumore al colon retto. Infine, nella lista III dell’INAIL troviamo solo il tumore dell’esofago.  

Le malattie asbesto correlate inserite in queste tre liste, danno diritto al riconoscimento malattia professionale.

Lo Sportello Amianto ONA – online è lo strumento fondamentale ed operativo, anche in questo periodo. Con l’Italia in zona rossa per via del coronavirus, fondamentale è l’assistenza online.

Quindi, per poter ottenere il riconoscimento di malattia professionale asbesto correlata ci si può rivolgere all’ONA. In questo modo, si può attivare il percorso INAIL e anche quello per ottenere il risarcimento.

Intervenga Draghi per il protocollo codiv-19 vittime amianto

Nel 2020, il numero dei casi di mesotelioma è aumentato, sfiorando il numero di 2.000. In più, anche l’indice di mortalità è aumentato, per il fatto che il covid-19 ha maggiormente inciso su questi pazienti.

Quindi, è necessario il protocollo Covid-19 vittime amianto, come richiesto già nel corso della conferenza stampa ONA del 13 ottobre 2020. In quell’occasione, fu precisato che il Ministro Speranza, aveva dimenticato le vittime amianto.

Questo è stato ribadito anche in molte puntate della trasmissione ONA TV – ONA NEWS!

Strage amianto nel 2020: i dati

Nel 2020, il numero dei casi di mesotelioma ha sfiorato il numero di 2.000, secondo un stima prudenziale dell’ONA.

L’indice di mortalità è stato superiore, per il fatto che c’è stata la concomitante influenza dell’epidemia covid-19.

  • 7.000 decessi per patologie asbesto correlate
  • 2.000 i nuovi casi di mesotelioma. Le agenzie pubbliche (ReNam) sono al VII Rapporto mesoteliomi.
  • Più dell 1% dei decessi per malattie oncologiche in Italia sono causate dal mesotelioma. Circa il 4% da tumori amianto.
  • 2.732, i pazienti ad oggi, in Italia, con diagnosi di mesotelioma.
  • 2.400 sono le scuole italiane in cui sono presenti amianto e i materiali di asbesto.
  • 1 su 5, gli istituti nel Lazio in cui è stata riscontrata la presenza di amianto.
  • 844 i casi di mesotelioma maligno “accertati” dal 2001 al 2015 (che diventano 1.122 considerando anche i casi per i quali non sono stati effettuati degli accertamenti completi), registrati nel Lazio.
  • 1.000 gli anni necessari per rimuovere totalmente ogni traccia di amianto in Italia. Il Prof. Boeri, Presidente dell’INPS, ha stimato, ottimisticamente, in 85 anni il tempo necessario per poter bonificare tutto l’amianto presente nel territorio nazionale.

La transizione ecologica preveda la bonifica

La bonifica amianto procede a rilento pur essendo l’unica soluzione concreta per fermare la strage amianto.

Il rumoroso silenzio di buona parte delle istituzioni non è più accettabile.

I dati, più delle parole, “parlano” chiaro e scattano l’allarmante fotografia della situazione: in più di 20 anni dall’entrata in vigore della legge 257/1992, che ha fatto divieto di estrazione, importazione, lavorazione e commercializzazione dell’amianto, è stato bonificato appena il 2% dell’amianto presente in Italia.

Sono necessari interventi concreti e immediati. L’Italia ha le risorse morali e materiali per poter affrontare e risolvere questo problema.

La prevenzione e il piano nazionale amianto ONA

È indispensabile prima di tutto la prevenzione primaria, poi la prevenzione secondaria ed infine la prevenzione terziaria.

Il programma di prevenzione rappresenta il punto cardine del Piano Nazionale Amianto dell’Osservatorio Nazionale sull’Amianto – ONA APS.

La prevenzione primaria si traduce con la bonifica e la messa in sicurezza dei siti contaminati, per evitare ogni esposizione futura.

Una bonifica che non è fine a se stessa, perché deve essere coniugata con il rinnovamento infrastrutturale e dell’impiantistica industriale, anche attraverso la leva fiscale. È necessario strutturare un sistema di finanziamento con la Cassa Depositi, Prestiti e i fondi strutturali europei.

Con le energie dell’imprenditoria privata, degli istituti di ricerca, di tutte le associazioni, compresi gli ordini professionali e delle istituzioni locali, sì devono valorizzare tutte le realtà, con quel sistema di sussidiarietà e di capacità di tutte le istituzioni locali.

Dipartimento bonifica e decontaminazione amianto

L’ONA ha costituito il Dipartimento bonifica e decontaminazione dei siti ambientali e lavorativi, con il portale, che permette ad ogni cittadino di segnalare la presenza di amianto e contribuire così a portare a termine la mappatura Nazionale.

La prevenzione secondaria riguarda la ricerca scientifica, diagnosi precoce, terapie e cure delle patologie asbesto correlate.

Quanto alla prevenzione terziaria e alla giustizia per le vittime dell’amianto, va ricordato che anche la semplice esposizione alle polveri e fibre di amianto è dannosa per l’organismo umano.

Difatti, le fibre una volta inalate raggiungono tutti gli organi percorrendo flusso sanguigno e le ghiandole linfatiche. Inoltre, determinano danni meccanici e lesioni precancerose, sino alla degenerazione tumorale a causa della loro forma piccola e sottile.

Occorrono quindi, oltre alle rilevazioni epidemiologiche, il risarcimento dei danni e costituzioni delle prestazioni previdenziali per le vittime ed i familiari.