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La memoria, giorno dopo giorno

La memoria, rosa
rosa poggiata a terra, simbolo della memoria

La memoria, Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini, direttore de “L’Eco Del Litorale”

Credo che dedicare un sol giorno, magari particolare, a questo o quel dettaglio anche macroscopico della umana storia, sia importante, forse fondamentale. Serve a radicare fatti, personaggi, modalità del commemorare, che finiscono per creare utile consapevolezza. Anche se soltanto riflessa, per forza delle cose e del tempo non diretta.

La memoria, in ricordo della Shoah

In poche parole, oggi, mentre si alzano di nuovo minacce di guerra per l’Europa, intorno all’Ucraina e i rituali delle “presidenziali italiche” degradano nell’operetta, ricorre il giorno dedicato alla memoria. Alla Shoah, ovvero allo sterminio subito dagli ebrei nell’Europa della prima metà del Novecento. Quando negli anni trenta-quaranta il nazismo scatenò la Seconda Guerra mondiale con una conseguente pandemica occupazione dei territori.

Si calcolano in circa sei milioni le vittime di religione o di origine ebraica, su di un totale allucinante di circa quindici. Tra queste minoranze religiose, etniche, culturali, politiche, rastrellate ovunque, concentrate principalmente nei campi di Chełmno, Bełżec, Sobibór, Treblinka, Majdanek, e Auschwitz-Birkenau. Uccise col gas, dopo sofferenze immaginabili, distrutte per quanto possibile nei forni a carbone, quindi trattate finanche con macchine tritaossa.

La memoria, il Campo di Dachau

Il Campo di Dachau fu il primo ad essere creato sin dal 1933 – tre anni prima dei Giochi Olimpici di Berlino – ed era situato ad appena 16 chilometri da Monaco di Baviera, dove si sarebbero tenuti di nuovo in Germania i Giochi nel 1972, come occasione di riconciliazione e di pace.

Fu in quella occasione, invece profondamente segnata dal terrorismo e da altre vittime dell’odio razziale, politico, religioso, che io ebbi l’opportunità di visitare il Campo nella sua inquietante integrità. Con tutto ciò restava e resta a testimonianza di quella incredibile follia degli uomini. Vi garantisco che per me fu importante, più di quanto mi sia capitato poi nel 1981, quando pienamente consapevole visitai a Gerusalemme il Mausoleo Yad Vashem, dedicato alla “tempesta devastante”, appunto alla Shoah.

E voglio aggiungere che forse sarebbe giusto ed opportuno ricordare permanentemente le vittime di azioni di pulizia etnica compiute nel passato, come nel presente. Nelle più diverse forme palesi e dissimulate, anche in anni recenti, appena venti anni fa nell’area balcanica.

Mediterraneo, teatro di tragedie quotidiane

Oggi, con un’Europa asimmetrica e priva di autorevolezza per l’antico prevalere degli egoismi nazionali, il Mediterraneo è teatro di tragedie quotidiane conseguenti a guerre avventate, terrorismo, pirateria, dispotismo, sempre sulla pelle di popolazioni a rischio di sterminio, dallo Yemen, alla Siria, alla Libia.

Ma non dimentichiamo che le popolazioni indigene dell’Amazzonia, come tutte le altre originarie di ogni parte del mondo in cui si trovano risorse atte alla speculazione economica, continuano ad essere vessate ed eliminate con qualsiasi mezzo.

Prassi comune con chi fece strame dei nativi nell’America del Nord, piuttosto che delle civili popolazioni di cultura precolombiana in quella del Centro o del Sud. Sostituiti come forza lavoro con una biblica migrazione di schiavi dal Continente Africano, mentre le politiche coloniali annichilivano gli aborigeni in Australia e coronavano le ambizioni imperialistiche in lungo e in largo per la terra asiatica.

Nell’orrore qualcuno immaginò un’Europa diversa

Ecco, passando per l’orrenda esperienza delle popolazioni istriane stravolte dalle deportazioni in alternativa alle foibe, frutto del cinismo dei vincitori sui vinti, a Yalta settantatré anni fa, alla mancanza di temperanza e lungimiranza, approfitto per rivolgere il pensiero a coloro che immaginarono e concretamente si adoperarono per una Europa diversa, giusta e pacificata e che lo fecero in regime di costrizione, lontano dai propri affetti e in pericolo, ovvero Mazzini, i fratelli Rosselli, Pertini, Spinelli, Colorni, Lussu, Cianca, Nitti… da Londra a Parigi, piuttosto che a Ventotene o a Regina Coeli. Anche a loro oggi dobbiamo “la memoria”.

Forse è proprio la prova del dolore, quella che può esaltare il pensiero e portare all’azione, come capitò appunto ai federalisti e agli azionisti, cui dobbiamo molto della nostra rinascenza risorgimentale e repubblicana. Quella che Carlo Azeglio Ciampi amava definire “Patriottismo Repubblicano”, anche secondo l’insegnamento di un gigante come Gaetano Salvemini.

“Noi non possiamo – affermava Salvemini – essere imparziali. Possiamo essere soltanto intellettualmente onesti. Cioè renderci conto delle nostre passioni, tenerci in guardia contro di esse e mettere in guardia i nostri lettori contro i pericoli della nostra parzialità. L’imparzialità è un sogno, la probità è un dovere “.

ONA – L’obiettivo dell’Osservatorio nazionale amianto

L’amianto fa purtroppo ogni anno migliaia di vittime in Italia. Nel 2021 sono state 7 mila. I dati sono consultabili sul VII Rapporto ReNaM dell’INAIL. Quelli aggiornati, invece, nell’ultima pubblicazione dell’avvocato Ezio Bonanni: “Il libro bianco per le morti di amianto in Italia – ed. 2022”.

L’ONA – Osservatorio nazionale amianto, attraverso il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, lotta da anni per fermare la strage che l’asbesto sta facendo in Italia. Cuasa infatti tumori, tra cui mesotelioma ma anche il tumore al polmone e altri ancora. E tante patologie asbesto correlate.

L’Osservatorio amianto è accanto alle vittime e alle loro familie con assistenza legale e medica.

Per contribuire alle bonifiche dell’amianto ha creato una App, utile ai cittadini per segnalare i siti con presenza della fibra killer.

Vitaliana Carnesecchi, 60° AICS e impegno civile

Vitaliana Carnesecchi
Vitaliana Carnesecchi

Vitaliana Carnesecchi, Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini, direttore de “L’Eco Del Litorale”

Nel ricordare Giampaolo Lenzi, per anni nostra pietra angolare, sino a divenire C.T. della FIDAL, facevo riferimento ai successi conseguiti sul campo con l’AICS ai GIOCHI HAPOEL nel 1966, in Israele.

In questi giorni ricorre la “shoah“. E’ con nostalgia ed emozione che ricordo quel clima particolare che trovammo dall’8 al 10 maggio nel Kibbutz di Givat Haim. Si celebrava contestualmente il Congresso del CSIT.

In quella occasione la nostra delegazione era guidata dal Presidente della Giunta Nazionale, Enrico Guabello e dalla Responsabile della Comunicazione, Vitaliana Carnesecchi (insieme nella foto), oltre al Tesoriere Tita Falchi.

In quella circostanza, Vitaliana, ex atleta dell’ASSI Giglio Rosso, compagna di club e coetanea di Margherita Hack, nell’Associazione da due anni, era reduce da una lunga importante esperienza internazionale. Rappresentava l’Unione Donne Italiane in Cina, Germania, Russia, Svizzera, Polonia, Ungheria, Cecoslovacchia. E propose ai delegati degli otto paesi partecipanti di svincolare l’antica Organizzazione internazionale di sport e tempo libero dei lavoratori, il CSIT appunto, dallo stereotipo prevalentemente agonistico. Voleva proiettarlo in una dimensione nuova nell’area democratica, sulla base di valori incontrovertibili di libertà e giustizia sociale, una via poi intrapresa con successo.

Vitaliana Carnesecchi, sopravvissuta alle difficoltà vita

Ma perché oggi ho deciso di proporvi il personaggio Vitaliana Carnesecchi? Perché lei è sopravvissuta alle grandi difficoltà della vita. Ha raccolto via via il testimone da altre donne, come Rita Montagnana, Nilde Jotti, Giglia Tedesco Tatò e la stessa Margherita Hack (scomparsa otto anni fa). Donne che hanno fatto la storia dell’associazionismo e della società civile, senza confini geopolitici, culturali, religiosi.

Vitaliana Carnesecchi, che è stata anche insegnante era legata da amicizia e reciproca stima con Tina Anselmi. Operativa nell’AICS sino ai primi anni novanta, ispirava un importante sentimento di considerazione e rispetto. Era ancora attiva e combattiva, sopravvissuta ai suoi familiari e sola, novantatreenne era divenuta pendolare tra ospedali, cliniche e case di accoglienza. Qui sarebbe stato difficile mantenere la propria memoria e la propria identità. Se non attraverso testimonianze d’affetto e sostegno morale, prima ancora che materiale, da parte di chi aveva condiviso con lei decenni di comune impegno a favore della collettività attraverso lo sport e la cultura.

Vitaliana era la rappresentante ideale di quel milione di italiani novantenni che non devono essere dimenticati, ma semmai straordinariamente sostenuti. Era il 2015 e con mia sorella Paola credevamo a ragione di aver percepito per lei, sofferente come la Hack di difficoltà cardiorespiratorie, il suono liberatorio e stimolante al contempo della campanella. Quella che in atletica segnala l’imminente conclusione della gara.

Nasce il gruppo “Forza Vitaliana”

Per questo, ritenemmo di doverle dare l’incitazione a non mollare e il sostegno che meritava in quel momento. Per questo, pensammo alla creazione di un Gruppo “Forza Vitaliana”. Iniziammo così un viaggio che avrebbe ripercorso la sua e la nostra storia dal 1922. Viaggio che ancora continua.

Nel frattempo, lei, come la “stellare” Margherita, ci hanno lasciato eredità esemplari, fatte di memorie indelebili e consolidate nel nostro DNA, a supporto di valori che non possono essere ignorati. Valori che devono essere considerati essenziali per una società che ambisce ad essere civile. Ispirata agli stessi principi e ideali nello sport, come nella professione, nell’impegno sociale attraverso la scienza, la comunicazione, l’associazionismo…

ONA – Osservatorio nazionale amianto

L’ONA – Osservatore nazionale amianto, è un’associazione che si occupa della tutela di cittadini e lavoratori esposti all’amianto. L’asbesto, altro nome con cui è conosciuto questo pericoloso materiale, causa infiammazioni e tumori. Tra questi il mesotelioma e altre patologie asbesto correlate.

I dati aggiornati relativi alle morti per asbesto si possono trovare nell’ultima pubblicazione dell’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA: “Il libro bianco per le morti di amianto in Italia – ed. 2022”. E sul VII Rapporto ReNaM dell’INAIL.

L’ONA fornisce alle vittime e alle loro famiglie assistenza legale gratuita, ma anche assistenza medica.

Ha realizzato anche una App per le segalazioni di siti in cui è ancora presente.

Tetti in amianto, a Mantova poche domande per la rimozione

tetti in amianto
onduline tetto amianto

Mantova: rimozione tetti in amianto, pochi rispondono

Il Comune di Mantova ha previsto, con il piano triennale 2020 – 2022 la rimozione di tutti i tetti in amianto. L’obiettivo è quello di bloccare, come da sempre richiesto dall’ONA – Osservatorio nazionale amianto, attraverso il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, la strage silenziosa.

Tetti in amianto, alto rischio per i residenti

Le aziende del settore edile hanno utilizzato per decenni tetti in eternit, nonostante la pericolosità di questo materiale fosse nota già nell’800, come ultimamente sottolineato dall’INAIL.

L’amianto causa infatti, soprattutto quando la struttura comincia a deteriorarsi, infiammazioni e tumori. Quello più riscontrato nei casi di esposizione amianto è il mesotelioma, ma non è certo l’unico. Ci sono poi tutta una serie di patologie asbesto correlate. Malattie che hanno spesso esito infausto.

Soltanto con la messa al bando dell’amianto, con la Legge 257/1992, le società hanno smesso di utilizzarlo. Purtroppo però le bonifiche sono in forte ritardo e il materiale continua a mietere vittime, come dimostrano i dati dei decessi, purtroppo in aumento, che si possono leggere nel VII Rapporto ReNaM dell’INAIL. I numeri aggiornati sono stati invece pubblicati dall’avvocato Ezio Bonanni nel “Il libro bianco per le morti di amianto in Italia – ed. 2022”.

Tetti in amianto, 2 domande nonostante contributi pubblici

I numeri relativi alla presenza di amianto anche a Mantova, come nel resto d’Italia, non sono confortanti. Tre anni fa c’erano ancora 4.271 metri quadrati di asbesto da rimuovere. Nel 2020 l’obiettivo, che è stato effettivamente raggiunto, è stato quello di far sparire 1.500 metri quadrati di eternit. Nel 2021 sono stati rimossi 1.374 metri quadrati di tetti in eternit.

Il Comune, utilizzando il data base Asbestos Free con l’ausilio dei droni aveva individuato 8 coperture da smantellare nel 2021. I proprietari, avvisati, avrebbero dovuto valutare la situazione e decidere sulla rimozione. Soltanto 2 di loro hanno però risposto.

Il progetto Asbestos Free a Mantova

In accordo con ATS Val Padana, il Comune di Mantova, con il progetto Asbestos Free, sta promuovendo dal 2017 la rimozione e bonifica delle situazioni più critiche e sensibilizzando i cittadini sul tema amianto. Qualora il proprietario non dovesse intervenire il Comune emanerà apposita Ordinanza di rimozione.

Per la rimozione ci sono importanti sgravi fiscali sia per le imprese che per i privati cittadini, infatti l’allegato alla finanziaria ha ribadito gli sgravi, sotto forma di detrazione, per le imprese autorizzate che rimuovono amianto. L’INAIL ha ribadito il finanziamento pari al 50% a fondo perduto per tutti quegli edifici che ospitano imprese produttive e artigianali intenzionate a rimuovere amianto dai capannoni/edifici.

Il privato cittadino che rimuove l’amianto dal tetto e lo ristruttura, gode dei relativi sgravi decennali (tale azione si intreccia anche con la ristrutturazione del tetto ed il suo efficientamento energetico).

Il Comune di Mantova collabora con l’ATS Val Padana, non solo ricevendo e gestendo segnalazioni, ma anche attraverso la Polizia Locale, effettuando sopralluoghi presso privati.

Amianto, l’ONA al fianco di cittadini e lavoratori

L’ONA è al fianco di cittadini e lavoratori che hanno o hanno avuto il problema dell’esposizione all’amianto. Da anni garantisce assistenza tecnica, medica e legale. L’avvocato Ezio Bonanni ha seguito decine e decine di procedimenti penali, ottenendo in moltissimi casi giustizia per le famiglie delle vittime di amianto.

L’ultimo è quello che ha portato il Tribunale di Roma a riconoscere un risarcimento di 200mila euro alla moglie e la stessa somma al figlio di un furiere della Marina militare italiana. L’uomo era stato esposto all’amianto nelle navi della Marina per quasi due anni, ogni giorno, non essendo mai stato messo a conoscenza del pericolo.

L’ONA ha realizzato anche una App apposita per le segnalazioni dei siti in cui è ancora contenuto asbesto. L’unico modo per fermare malattie e morti è quello delle bonifiche amianto.

I cittadini possono, così, tenersi informati sui siti ancora contaminati, così da evitare le esposizioni al rischio. Infatti, la vera e propria prevenzione delle malattie asbesto correlate, ed in particolare, dei tumori amianto, è possibile soltanto evitando ogni forma di esposizione alla fibra killer.

Ciò in particolar modo, tenendo conto del fatto che non c’è una soglia al di sotto della quale il rischio si annulla. Tant’è vero che, per il mesotelioma, anche poche fibre possono essere letali.

Cercasi Presidente

Presidente
striscione a.a.a. cercasi presidente

Cercasi Presidente: Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini, direttore de “L’Eco Del Litorale”

Non mi meraviglierei se in queste ore apparisse un annuncio per un posto da Presidente, piuttosto che da Deputato o Senatore. Come capitò quattro anni fa, quando il Partito poi divenuto di maggioranza relativa attivò il reclutamento di candidati sulla base di curricula inviati via web. Purtroppo, la Costituzione Italiana del 1947 mostra il suo principale limite. Relega l’elezione del Presidente della Repubblica addirittura ad un secondo livello, rispetto ad una situazione di partenza già discutibile.

Cercasi Presidente : dagli anni ’90 un processo degenarativo

Il danno, apparentemente irreparabile è stato fatto negli anni novanta. In quegli anni a man salva fu radicalmente distrutto il nostro patrimonio storico politico partitico. Si innescò così un processo degenerativo che ad oggi sembra non avere fine.

Ci si lamenta del fatto che si debba ricorrere a soluzioni tecniche per i Governi e per la loro stessa guida, stante l’inadeguatezza delle risorse umane tra i parlamentari, del costo dei loro vitalizi. Da questo deriva l’autocastrazione con il prossimo dimezzamento delle rappresentanze, alla faccia del rapporto già complicato se non esistente tra elettori ed eletti, al distacco tra amministrati e amministratori, all’astrazione assoluta dalle vocazioni e dalle problematiche dei territori.

Fino all’oblio, alla indifferenza ed alla negazione della più elementare delle istanze naturali di un popolo, ovvero quella di poter eleggere direttamente e sentitamente il proprio Presidente.

Adesso siamo di fronte ad un delirio di ipotesi, opinioni… Ci manca la riffa. Francamente sarebbe troppo, ma al peggio non c’è mai fine.

La missione dell’ONA – Osservatorio nazionale amianto

L’ONA – Osservatore nazionale amianto, attraverso il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, è un’associazione che da anni denuncia il pericolo della fibra killer. L’amianto causa infatti infiammazioni e tumori. Tra questi il mesotelioma e altre patologie asbesto correlate.

I dati aggiornati relativi alle morti per asbesto e alle malattie che purtroppo causa si possono trovare nell’ultima pubblicazione dell’avvocato Bonanni: “Il libro bianco per le morti di amianto in Italia – ed. 2022”.

L’ONA fornisce ai lavoratori esposti all’amianto e alle loro famiglie assistenza legale gratuita, ma anche assistenza medica.

Ha realizzato anche una App attraverso la quale i cittadini possono segnalare la presenza di amianto.

Da Djokovic alla Repubblica, soluzioni estreme

Djokovic
Djokovic

Djokovic: Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini, direttore de “L’Eco Del Litorale”

Inesorabile si afferma la regola del rispetto delle regole e Djokovic, respinto dalle Autorità e dalle disposizioni australiane in materia sanitaria, si conferma come simbolo di concetti e situazioni estreme. Queste ultime partendo dallo sport della racchetta hanno finito per mettere a confronto principi e fatti, cui la collettività planetaria è chiamata a dare delle risposte senza terza opzione.

Adesso, tutti dovrebbero trarne le conseguenze e coordinarsi rispetto all’incognita del destino, come alle certezze di un codice stabilito da William, meglio noto come Shakespeare, che da qualche secolo ci invita al gioco coretto, al fair play, alla lealtà dei comportamenti, quella che presuppone l’onestà intellettuale.

E allora? Allora, provate ad immaginare quanta strada ci sia ancora da fare per raggiungere l’ovvietà di un beneficio auspicabile come quello di una giustizia giusta, piuttosto che dell’equità sociale attraverso la meritocrazia.

Djokovic, anche per il rinnovabile manca la rinuncia di pochi

La pace universale sembra una prospettiva illusoria. L’utopia assoluta eppure teoricamente raggiungibile, come la salvaguardia del creato, se lo si volesse realmente, senza indulgere alle sataniche tentazioni del profitto per pochi con danno di tutti. Come puntualmente avviene adesso con il “peloso” rincaro dell’energia da combustibili fossili.

Se non siamo pronti per l’alternativa con le soluzioni da “rinnovabile” è perché qualcuno non ha alcuna inclinazione alla rinuncia e di certo non condivide la prospettiva della propria rovina economica. Qualcuno che galleggia sul petrolio e fonda il proprio primato su di una filosofia bituminosa.

Povera Repubblica “viziata e condizionata da pregiudizi”

E per la nostra Repubblica, viziata e condizionata da pregiudizi, cosa capita adesso per l’ennesima elezione di un Presidente alieno al consenso popolare, ma tradizionale frutto del compromesso nel tourbillon dei poteri e delle influenze, tra cui quel che rimane della politica e dei partiti?

Quando i padri costituenti concepirono la formula l’Italico Stivale era in mezzo al guado. Pensarono a un Presidente italiano come un soggetto particolare, unico e diverso nel panorama dei Paesi civili, che al limite si concedono un Re, ma conferiscono i poteri elettivi ai cittadini, com’è giusto che sia. All’epoca il Paese era impegnato con il Referendum su Monarchia e Repubblica, con spinte contrapposte tra pulsioni ideologiche nuove ed antiche. Comunque tutte inibite dal fascismo sino al giorno prima e rinverdite dall’Uomo Qualunque il giorno dopo.

Da Djokovic alla Repubblica, elezione diretta Presidente?

Affidare l’elezione diretta del Presidente al popolo sarebbe stato forse un azzardo nel 1947, giusto settantacinque anni fa, ma oggi? Insomma, invece di insistere nell’ennesimo giro di un valzer da Vedova Allegra, con la Repubblica, quelli che la rappresentano negli ambiti parlamentari, dovrebbero affrontare con il necessario coraggio il problema di una “riforma costituzionale”. Che la metta in condizione di esercitare appieno la sua sovranità.

Eleggere un Presidente nelle condizioni attuali, con “grandi elettori” resi precari dalla stessa decisione di dimezzare le camere. Con la remora di dover reperire una figura non divisoria. Dopo che per tutto il tempo i Presidenti che si sono alternati sono stati degni ex rappresentanti di parte politica o formati dalla Banca d’Italia, adesso diventa ineluttabilmente un limite estremo. Limite oltre il quale sarà un azzardo andare.

Nel 2023 ci saranno nuove elezioni politiche. Con equilibri e prospettive, orientamenti diversi del consenso, probabilmente “altri” rispetto a quelli di oggi. Forse, i reduci dal bagno purificatore del COVID o i condannati ai remi dal PNRR allora troveranno la forza. La forza magari della disperazione, pensando anche al caso Djokovic, per mettere mano alle riforme necessarie. Per rendere logico e funzionale il Sistema Paese, compreso il comparto o se preferite il diritto allo sport. Che deve essere opportunità educativa e naturale prevenzione salute per tutti i cittadini su e giù dal podio.

ONA – Osservatorio nazionale amianto

L’ONA – Osservatore nazionale amianto, attraverso il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, lotta da anni ormai liberare il Paese dalla fibra killer. L’amianto, utilizzato soprattutto in edilizia fino alla messa la bando con la Legge 257/1992, è pericoloso della salute e causa di infiammazioni e tumori. Tra questi il mesotelioma e altre patologie asbesto correlate.

Il presidente Ezio Bonanni ha ben rappresentato il fenomeno nel “Il libro bianco per le morti di amianto in Italia – ed. 2022”. Di amianto si continua a morire. I dati sono disponibili nel VII Rapporto ReNaM dell’Inail.