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giovedì, Maggio 13, 2021

Mesotelioma Pleurico: Chirurgia e chemioterapia intrapleurica

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Il mesotelioma pleurico è una neoplasia rara causata esclusivamente dall’esposizione all’amianto. In pochissimi casi può essere legato anche ad esposizioni a radiazioni.

L’ONA, cioè Osservatorio Nazionale Amianto, nel 2020, ha ricevuto la segnalazione di circa 2mila casi di mesotelioma.

Nel complesso, circa il 93% dei casi corrisponde al mesotelioma della pleura. Mentre il 5% dei mesoteliomi diagnosticati sono di tipo peritoneale. Mentre il restante 1% è occupato da mesotelioma pericardico e mesotelioma della tunica vaginale del testicolo. L’1% rimanente non è stato diagnosticato.

Il mesotelioma pleurico è un tumore causato dall’amianto, molto aggressivo. Purtroppo, soltanto il 5/7% dei pazienti sopravvive, con un margine di vita pari a cinque anni. Come è noto vi sono anche molte difficoltà nella diagnosi.

Gli unici mezzi per ottenere una diagnosi precoce e sicura sono TAC del torace, PET e toracoscopia.

Necessarie sono anche la biopsia e l’esame immuno istochimico. I sintomi sono sempre molto chiari: dolore toracico, debolezza e versamento pleurico.

Mesotelioma pleurico: nuove speranze di cura

L’ONA ha istituito il Dipartimento di Terapia e cura del Mesotelioma. Grazie a questo l’associazione ha ottenuto significativi risultati in campo di ricerca scientifica. Il Prof. Marcello Migliore è, tra i chirurghi toracici, colui che ha ottenuto significativi risultati per la cura del mesotelioma.

Infatti, il Prof. Migliore rappresenta uno dei massimi esponenti del settore. È ordinario di chirurgia toracica all’Università di Catania. Attualmente opera in Inghilterra presso l’University Hospital di Cardiff, nel Galles. Già dal 2018, il chirurgo collabora con l’ONA.

Chirurgia e chemioterapia ipertermica: un nuovo approccio

Il Prof. Marcello Migliore, come spiegato nella trasmissione televisiva di ONA NEWS: Mesotelioma, amianto e malattie del lavoro, ha ottenuto significativi risultati nel trattamento del mesotelioma pleurico, che deve essere necessariamente multimodale.

Il trattamento sperimentale combinato di chirurgia e chemioterapia intrapleurica ipertermica intratoracica (HITHOC, Hyperthermic intrathoracic chemotherapy) è stato eseguito in Italia proprio dal nostro specialista.

Questi è stato, quindi, sostenuto dall’ONA Sicilia. Ricordiamo l’impegno dell’On.le Pippo Gianni del CTS ONA, ex europarlamentare e attuale sindaco di Priolo Gargallo.

Nel corso del tempo l’ONA ha più volte denunciato la scarsa attenzione del governo nazionale verso il sud Italia. Svariati sono stati anche gli appelli del sottoscritto rivolti all’On.le Roberto Speranza, ministro della Salute.

In molti si chiedono ancora come mai una mente brillante come quella del Prof. Marcello Migliore non sia stata messa nelle condizioni di proseguire il suo eccellente lavoro in Sicilia.

Resezione toracica della pleura e infusione diretta del farmaco

La tecnica operatoria del Professore risulta articolata tra la resezione chirurgica della pleura, meglio conosciuta con gli appellativi di pleurectomia e decorticazione.

In seguito, poi, viene iniettato nella cavità toracica il farmaco chemioterapico ad alta temperatura (41°C). Questa procedura è stata recentemente adottata anche dal Policlinico Gemelli di Roma.

Perché è importante questa tecnica terapica?

La combinazione di chirurgia e chemioterapia intrapleurica rappresenta, come già evidenziato dall’Osservatorio Nazionale Amianto, un approccio terapeutico innovativo e molto importante. Si tratta, come chiarito dal chirurgo, di una terapia sicura ed efficace.

Infatti, la chemioterapia ad alte temperature è caratterizzata da un’azione più efficace. Inoltre in questo modo il farmaco penetra in maniera più circoscritta nelle aree colpite dalla neoplasia. Questo tipo di approccio terapeutico è necessario se si vogliono evitare dolorosi effetti collaterali.

Chirurgia e chemioterapia intrapleurica sono tecniche utilizzate anche per il trattamento del mesotelioma peritoneale.

Difatti, questi sono approcci terapeutici preferibili, perché più conservativi ma, soprattutto, grazie ad essi è possibile controllare meglio la malattia.

Ne consegue che il paziente riesce a ottenere un indice della sopravvivenza molto più elevato. Come spiega lo stesso Professore nel corso della già citata trasmissione televisiva.

Ministero della salute: mesotelioma e protocollo covid-19

Il Covid-19 ha aumentato l’impatto delle conseguenze del mesotelioma. Infatti, i malatti di patologie asbesto-correlate, tra le quali il mesotelioma pleurico, sono soggetti fragili.

Le fibre di amianto oltre a creare infiammazioni, sono cancerogene, provocano il cancro. Lo ribadisce l’ultima monografia IARC asbestos.

Già di per se questi minerali erano i responsabili di una elevata incidenza di mortalità. Non a caso, l’ONA ha dettato delle specifiche linee guida in materia di terapia di mesotelioma.

Come chiarito dal Prof. Migliore, la cura non assicura la guarigione, bensì maggiori aspettative di vita a migliori condizioni. E prolungare le aspettative di vita è già un risultato importante.

Le nuove linee guida per la cura del mesotelioma

Quindi, in base alle nuove linee guida per la cura del mesotelioma, l’approccio terapeutico non può che essere multimodale. Solo alcuni dei pazienti possono essere trattati con la chirurgia.

Quindi solo se il cliente è arruolabile per la chirurgia, in base alle sue condizioni e al tipo istologico, si può procedere. Perciò, la chirurgia e chemioterapia intrapleurica e ipertermica, può essere utilizzata solo in alcuni casi.

Così anche per quanto riguarda tutte le altre neoplasie asbesto-correlate, come per esempio il tumore del polmone. Quest’ultima neoplasia è multifattoriale, quindi incide oltre all’esposizione all’amianto anche il fumo passivo di sigaretta.

Per tali ragioni, si rende ancora e sempre necessario dover prediligere la cosiddetta prevenzione primaria. Quindi applicando il principio di precauzione, va evitata qualsiasi forma di inquinamento.

Così è possibile evitare l’esposizione sia all’amianto sia ad altri cancerogeni. Nell’era del Covid-19, oltre al ritardo nelle bonifiche, le inadempienze riguardano anche quelle del protocollo.

Pertanto, l’ONA ha insistito perchè il ministro della Salute adottasse particolari protocolli. In particolare per i soggetti fragili e per gli ultra ottantenni. Invece, si sta assistendo al ritardo nella vaccinazione e all’assenza di adeguati protocolli Covid-19.

Quindi, oltre alla mobilitazione, l’ONA ha richiesto e chiede un potenziamento delle strutture sanitarie. In particolare quelle di sanità pubblica, specie nelle regioni del sud Italia.

Il ruolo dell’ONA e dell’Osservatorio Vittime Del Dovere

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto e lo stesso Osservatorio Vittime Del Dovere sono due associazioni APS (Associazione di Promozione Sociale) unite insieme, in prima linea per la tutela delle vittime.

L’azione sinergica delle due associazioni inizia prima di tutto sottolineando l’importanza della prevenzione primaria. Proprio perché, in breve, la prima forma di prevenzione consiste nell’evitare l’esposizione all’amianto.

Altrettanto fondamentale è la prevenzione secondaria, cioè la diagnosi precoce. Solo così sono assicurati al paziente i migliori trattamenti. Da non trascurare il degrado sanitario del sud Italia.

La sanità del sud Italia ha subito tagli indiscriminati, spesso a favore dei privati. Una condizione incresciosa che pesa però su tutti i cittadini meridionali.

Per questi motivi è necessario ripristinare il centro d’eccellenza di Catania, per esempio. Ma soprattutto è necessario avere un’idea di nazione che non lasci indietro nessun territorio e men che meno le vittime.

Mesotelioma pleurico: cura in Sicilia e nel resto d’Italia

L’ONA ringrazia il Prof. Marcello Migliore per il suo impegno per la cura del mesotelioma. Infatti, grazie al suo impegno molti pazienti hanno ricevuto cure adeguate.

In particolare, ci riferiamo a tutti coloro che nel Sin (Sito d’Interesse Nazionale​) di Siracusa oppure di Biancavilla hanno subito la triste sventura dell’esposizione all’amianto. A decine, se non a centinaia, si sono ammalati di mesotelioma.

Grazie al Prof. Marcello Migliore hanno potuto ricevere terapie adeguate. Purtroppo, ora non è più così, perché gli è stato impedito di proseguire nel suo lavoro.

Per questi motivi, l’ONA rivolge un appello al premier Mario Draghi. Infatti, anche alla luce delle nuove prospettive del Recovery fund, c’è la possibilità di colmare il divario Nord – Sud.

Quindi si esprime grossa fiducia nel nuovo governo, perchè si possa potenziare la sanità del sud Italia già troppo depauperata.

Al mio appello, si unisce quello di Calogero Vicario, Lorenzo Motta e di tanti pazienti. Questo stesso appello è condiviso anche dal sindaco di Priolo Gargallo, On. Pippo Gianni. Questi da ormai dieci anni ha abbracciato l’impegno di lottare per porre fine alla strage delll’amianto in Sicilia e nel resto di Italia.

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