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martedì, Settembre 21, 2021

Osservatorio Vittime del Dovere Regione Lazio

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L’Osservatorio Vittime del Dovere coglie il grido di dolore delle vittime del dovere. Per questo motivo l’associazione nasce con l’esigenza di tutelare le vittime nei contesti della Pubblica Amministrazione, delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza. L’associazione tutela coloro che rendono la propria vita per il bene della comunità. Già da anni, l’Osservatorio Nazionale Amianto difende le vittime di malattie legate alla diffusione nell’ambiente di amianto e di altri cancerogeni.

L’Osservatorio e il suo presidente, l’avv. Ezio Bonanni, lottano per la tutela delle vittime. L’ONA ascolta le istanze dei lavoratori esposti ad asbesto, coloro i quali, molto spesso, vivono la tragica realtà della malattia. In tante sono le vittime esposte ad amianto, anche per decenni. Molti di loro vivono nell’attesa dell’infausta notizia.

L’iscrizione dell’associazione al registro della Regione è avvenuta in data 17.03.2021 e rappresenta un passo molto importante verso la tutela e la difesa dei soggetti vittime di sofferenze quotidiane. Inoltre segna una vittoria soprattutto poiché siamo in un periodo storico, tanto delicato, in cui ogni argomento, ad esclusione del virus in corso, sembra passare in secondo piano.

Vittime del dovere: il caso delle Forze Armate

L’associazione Osservatorio Vittime del Dovere si occupa degli esposti ad amianto ed uranio impoverito all’interno dei reparti delle Forze Armate. Esemplificativo è il caso delle attività svolte nelle unità navali.

Una realtà che è lungi dall’essere considerata una rarità. Infatti, nei reparti delle Forze Armate, 830 sono i casi di mesotelioma rilevati e tra questi casi, il settore più colpito è quello della Marina Militare Italiana, con 570 malati.

Si può dire che sia una vera e propria strage, una realtà tragica a cui l’Osservatorio Vittime del Dovere risponde con tenacia e forza. La battaglia dell’avv. Ezio Bonanni è arrivata alla Commissione di Inchiesta della Camera dei Deputati. Le richieste sono forti e chiare e vanno nella direzione della tutela della salute di tutti i cittadini, in questo caso specifico, dei militari.

Non solo Forze Armate, sono considerate vittime anche coloro che hanno subito pregiudizi di qualsiasi genere, in particolare per quanto concerne problematiche di salute derivanti dallo svolgimento di qualsiasi tipo di lavoro.

L’Osservatorio Vittime del Dovere accoglie le richieste

Nello specifico, il personale delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza subisce, nella propria quotidianità lavorativa, il rischio legato alle attività di ordine pubblico, di sicurezza e di lotta alla criminalità. A questo si aggiunge, però, anche l’effetto dell’esposizione a sostanze tossiche e cancerogene (amianto, uranio impoverito, radiazioni ionizzanti e non ionizzanti,  nanoparticelle, metalli pesanti…).

Il grido di dolore, accolto dall’associazione, viene da chi subisce ogni giorno le conseguenze delle infiammazioni e, nei casi più gravi, delle malattie il cui esito è solo uno. Tuttavia, il messaggio che l’avv. Bonanni sente di esprimere nei confronti di chi soffre è estremamente positivo. L’ONA è impegnata nella tutela dei più deboli, ma non solo. L’Osservatorio si impegna a sostenere la ricerca scientifica per cercare di combattere questo grande male che affligge la popolazione italiana e mondiale.

Il sostegno va anche a favore dei familiari: vedove e orfani del dovere, l’assistenza offerta, infatti, è legale, medica e psicologica. Tutto ciò partendo sempre dal presupposto che la prima forma di tutela è costituita dalla bonifica.

L’Osservatorio tutela anche contro i ritardi dello Stato. Infatti, vi è ancora discriminazione e distinzione tra vittime del terrorismo e vittime del dovere. A questi ultimi dovrebbero essere riconosciuti gli stessi diritti delle vittime del terrorismo. Una pallottola è tale anche se cambia la mano di chi impugna la pistola.  

I guerrieri della lotta contro l’esposizione a cancerogeni

Decidere di spendere la vita per regalare pace e serenità alla comunità, sacrificarsi per il bene comune, equivale a compiere un atto di estrema generosità nei confronti del genere umano. Sono eroi di tutti i giorni coloro i quali si impegnano a garantire la sicurezza del singolo e della collettività. 

Sono persone che rischiano la vita per un bene superiore, ma soprattutto sono lavoratori. E come tutti i lavoratori devono essere tutelati a livello sanitario. Molto spesso, però, la realtà non coincide con ciò che a livello teorico e di principio sarebbe giusto fare. L’Osservatorio Vittime del Dovere nasce proprio per colmare questa lacuna tra ciò che è e quello che dovrebbe essere.

Carlo Calcagni è uno dei nostri guerrieri, schierato in prima linea a favore della causa, egli è vittima di contaminazione da proiettili all’uranio impoverito. Egli ha dovuto lottare contro i mulini a vento per vedere riconosciuti i propri diritti.

Così Antonio Dal Cin, finanziere in congedo perché vittima di asbestosi polmonare da amianto, lotta in prima persona per vedere riconosciuti i suoi diritti e, insieme all’Osservatorio Vittime del Dovere, si batte anche per tutte le altre vittime.

Lorenzo Motta, Sottoufficiale della Marina, vittima dei vaccini militari, è anch’esso in trincea per la tutela delle vittime delle pratiche vaccinali nocive per la salute.

L’amianto non risparmia l’Aeronautica Militare, Nicola Panei è vittima di asbestosi, a lui auguriamo di vincere la battaglia per la vita.

Debellare l’amianto nelle scuole e negli ospedali

L’Osservatorio viene rappresentato anche nel nostro Sud, da Massimiliano Alampi, coordinatore ONA di Reggio Calabria. Insieme a lui denunciamo a gran voce l’inaccettabile realtà della presenza di amianto nelle scuole e negli ospedali. 

Da qui l’intuizione del riconoscimento della condizione di vittima del dovere anche per il personale medico e paramedico, vittima dell’amianto o altri cancerogeni. Ne sa qualcosa Elisabetta Sacchi, ora responsabile di ONA Pesaro, figlia di Pietro, morto di mesotelioma dopo aver lavorato come sanitario presso l’Ospedale di Pesaro.

Quello delle scuole, inoltre, è un tema caldo, di cui si è occupata anche la Sig.ra Antonella Franchi. Lo stesso Ennio Pietrangeli ha pianto il padre che ha svolto servizio in una scuola imbottita di amianto. 

I familiari delle vittime del dovere meritano tutela

Questi ultimi, insieme alla Sig.ra Paola Maria Santospirito rappresentano i coniugi e gli ofani delle nostre vittime del dovere.

Il marito della Sig.ra Santospirito, Sottoufficiale della Marina Militare Italiana, infatti, è stato in servizio imbarcato nella nave ammiraglia della flotta italiana, la Vittorio Veneto.

Una flotta, ma anche un letto di morte, responsabile del massacro dei nostri marinai, vittime della pace.

La Sig.ra Santospirito, coccolava il militare che aveva sposato a suo modo. Si prendeva cura di lui lavando le tute e gli abiti da lavoro. Era, tuttavia, ignara del fatto che questi abiti fossero radioattivi e contaminati da polveri e fibre di amianto.

L’Osservatorio rileva anche che gli orfani delle vittime del dovere, non a carico, sono privi di tutela. A loro, il Ministero della Difesa rifiuta la liquidazione dei diritti. Testimone di questo è la Sig.ra Renata Tiraferri Roffeni, orfana di Giovanni Tiraferri Roffeni, a cui non sono ancora stati riconosciuti i propri diritti.

L’associazione non dimentica, infine, le vittime di bullismo e di violenza di genere. Così come le vittime della burocrazia. Calogero Vicario, coordinatore di ONA Sicilia, difende i lavoratori siciliani esposti ad amianto privi di tutela. Grazie all’impegno dell’On.le Pippo Gianni, la tutela dei diritti si estende e coinvolge il Sud e l’intero Paese.

I danni da Coronavirus e il lavoro dell’Osservatorio

Le vittime amianto sono state ulteriormente, e in maniera maggiore, colpite dalla pandemia mondiale, iniziata agli esordi del 2020, che ci tiene ancora sotto scacco.

Il Covid-19 ha agito in maniera ancora più cattiva e pesante sui malati amianto, come se non bastasse già la loro quotidiana sofferenza fisica e psicologica. Si rende necessario, secondo il parere dell’Osservatorio, che le vittime asbesto siano inserite all’interno dei programmi vaccinali, con estrema urgenza.

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